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Il ricordo a portata di clic di un sacerdote e parroco, educatore di tanti giovani, che tanto fece anche per la comunità di Santa Venere

Il volto di don Lillo Spinelli, esempio per l'Azione cattolica

di Redazione Web 19/01/2021

di Giovanna Canale* - Al tempo dei social non è difficile imbattersi in un ricordo che gira nella rete un po’ per caso… Un link (http://www.fondazionesantiac.org/it/testimoni/figure) ci rimanda al passato ed alla cura di chi lo ha saputo custodire. La Fondazione Azione Cattolica Scuola di Santità Pio XI, costituita nel 2007 e presentata ufficialmente a Roma nel 2008, ha come fine quello di collaborare con le AC e le Chiese locali per riscoprire testimoni significativi, laici e sacerdoti di ieri e di oggi per un’AC scuola di santità. «In una parola: l’Azione Cattolica Italiana deve essere, potremmo dire, scuola di santità, sulla scia di tanti uomini e donne, giovani e ragazzi, che nel programma ‘preghiera, azione e sacrificio’ hanno trovato la strada della loro fedeltà generosa e perfino eroica al Signore»: così diceva Papa Paolo VI all’AC nel 1977 e così dice oggi a tutti noi Papa Francesco: «Non diciamo che oggi è più difficile; è diverso. Impariamo piuttosto dai santi che ci hanno preceduto ed hanno affrontato le difficoltà proprie della loro epoca» (Evangelii Gaudium 263). Quanto è stato emozionante cliccare su quel link e ritrovare tra i tanti e significativi volti dell’Azione Cattolica di tutta Italia quello del nostro amato don Lillo Spinelli, sacerdote e parroco, testimone di fede e padre spirituale di tanti laici della nostra diocesi! Sorride in compagnia di Fani e Acquaderni, Carlo Carretto e Vittorio Bachelet ed è da questo sorriso (e da questa compagnia!) che ci dice di ripartire. In un momento storico come il nostro, così delicato e difficile da interpretare, dove la quotidianità risulta stravolta e tutto ciò che prima si dava per scontato ora sembra un obiettivo lontano; in un tempo che ci chiama a misurarci col senso del limite e con la forza della paura e del dolore che rischiano di prevalere sulla speranza; ora, hic et nunc, l’Azione Cattolica è chiamata ad essere scuola di santità. Lo sostenevano i filosofi antichi ed i grandi poeti: i confini del tempo confluiscono in un eterno presente se si riscopre il valore profondo di una memoria che non è nostalgica evasione nel passato, ma vita che rimane e si rigenera in entusiasmo e passione per l’uomo. Quali scatti fotografici farebbe oggi il nostro don Lillo? Quali esperienze di fede e di missione farebbe vivere ai nostri giovani così come fece allora con la costruzione della chiesa di Santa Venere? Quali idee, progetti, sogni metterebbe oggi in campo per stimolare gli adulti, sacerdoti e laici, di Reggio Calabria a ripensare la propria terra e a reinventare una pastorale che arrivi ai bisogni concreti di ogni persona? Fare memoria significa riconoscersi, ritrovare se stessi: significa prendere contatto con quelle emozioni e forti esperienze che ci hanno formato e che rappresentano il senso profondo del nostro agire oggi. E ripensare ai grandi del passato significa creare un ponte con una storia che ci precede e che ci supera, ma che ci interpella singolarmente, che ci invita alla responsabilità, cioè all’impegno di trovare delle risposte oggi, una storia che non possiamo non conoscere. Senza le radici non crescono le ali! «Il dono più grande che potete fare alla Chiesa e al mondo è la santità» diceva San Giovanni Paolo II all’Azione Cattolica a Loreto, il 5 settembre del 2004. Coraggio! Ci direbbe oggi don Lillo, non lasciamoci sfuggire questa occasione: lasciamo da parte la presunzione di conoscere modi e tempi di azione, la sicurezza di schemi già sperimentati, la comodità di strutture sicure e rassicuranti. Usciamo, andiamo incontro all’uomo e costruiamo con lui nuove strade e nuovi ponti. Grazie, don Lillo! Ancora una volta….
*responsabile diocesana di Ac per la comunicazione

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