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Il racconto della direttrice Paola Suraci che oltre sette anni fa decise di affrontare questo nuovo viaggio per raccontare la realtà

Immezcla: storie di migranti oltre i numeri della cronaca

di Redazione Web 21/01/2021

di Paola Suraci - Dal 2013 ho fondato il giornale online www.immezcla.it, dedicato ai temi delle migrazioni perché ero stanca della narrazione che veniva fatta del fenomeno migratorio in Italia. Le grandi testate, – secondo indagini statistiche condotte ad esempio dalla Fondazione Leone Moressa – hanno continuato a narrare di sbarchi seguendo la logica dei numeri e quando i migranti ottenevano il titolo in prima pagina era solo per fatti di cronaca negativi, così la nazionalità era associata ad un crimine. Una narrazione completamente ostile che porta anche a seminare l’odio. Ecco io volevo e voglio smontare queste logiche: analizzo i fatti, contestualizzo le situazioni e anche i numeri vanno contestualizzati. I migranti, soprattutto, non sono numeri ma sono persone, ed allora se racconti che sono arrivati 500 migranti, ancora, in Calabria susciti spesso rabbia, ma se racconti che Mohammed e sua moglie Fatima hanno rischiato di morire in mare e adesso sono stati accolti in un piccolo paesino calabrese e lì hanno fatto nascere il loro primo figlio, capisci che è diverso e scardini il concetto di “invasione” per far «accogliere l’altro che è uguale a te».

Quello che continua a mancare nella comunicazione generalista è però la comprensione che l’Italia ormai da tempo è multiculturale e le cosiddette “seconde generazioni” che in realtà sono terze o quarte, sono diventate grandi, sono giovani trentenni che sono inseriti nel contesto sociale italiano ma che hanno forte e saldo il legame con le loro tradizioni e le loro origini. Ecco questa consapevolezza ancora in Italia manca tra la gente, ma soprattutto nel mondo della politica che è ferma al dibattito, iniziato nel 2005, sullo ius sanguinis o sullo ius soli, ma non si decide ad approvare la legge sulla cittadinanza. Eppure questi ragazzi, senza o con cittadinanza in tasca, sono italiani, con la pelle nera o con il velo in testa, cattolici o musulmani. Hanno studiato nelle università italiane, hanno bene in testa quella che è la loro condizione e non si sentono a casa, pur essendo a casa loro. Con Immezcla sto portando avanti questa battaglia sulla cittadinanza, non solo come atto formale per le seconde generazioni, ma come riconoscimento sostanziale.

Credo che un’Italia pienamente interculturale sia una grande risorsa per tutti noi e sia bellissimo viverla. Ma occorre un cambiamento culturale, occorre abbattere la cultura dell’odio che ha radici profonde anche in Italia. La nostra storia di “impero coloniale” ancora non è stata affrontata e anzi si è rimossa con tutti i danni che ha prodotto in Africa. Si badi bene che il colonialismo italiano è nato con lo stato italiano, e non fu certo di minor impatto rispetto agli altri paesi europei, anche se per importanza non raggiunse mai Francia, Gran Bretagna o Germania. La sua costruzione ideologica avvenne per forza di cose tardivamente dato che l’unità nazionale si raggiunse solamente nel 1861. Nel 1882 avvenne così l’acquisizione della baia di Assab, in Eritrea. Poi il Fascismo continuò l’operazione di conquista. Serve, urgentemente, decolonizzare lo sguardo. Analizzare i fatti, capirli e restituire alla storia gli avvenimenti liberandoci però da quel sentire, che è ancora strisciante e presente in Italia. Per farlo bisogna essere insieme: no bianchi contro neri, ma insieme. Ascoltare le “seconde generazioni” e capire il loro malessere sarà utile per costruire una società più giusta. Per scardinare la visione, dunque, come associazione culturale Immezcla, editrice del giornale online, siamo entrati a scuola per diffondere la multiculturalità e l'inclusione. Così è nato un progetto con l'Istituto tecnico “Piria” di Reggio Calabria ed è nato “Voci Differenti”, il podcast per combattere i pregiudizi e le disuguaglianze, parlando di integrazione. “Voci Differenti” è un lavoro condiviso, nato dalla collaborazione tra il Blog RedAzione-ITE Piria e la testata giornalistica Immezcla.it. È un progetto che, attraverso dei podcast, analizzerà il mondo delle migrazioni e dell'integrazione interculturale mettendo in evidenza come sta cambiando l'Italia.

“Voci differenti” è frutto della sinergia tra mondo della scuola e del giornalismo con lo scopo di contribuire attivamente a formare i ragazzi e le ragazze, dando spazio alla variegata platea studentesca con background migratorio. A quei nuovi italiani che spesso non hanno piena voce. La Dirigente Scolastica dell’ITE Piria/Ferraris/Da Empoli di Reggio Calabria Anna Rita Galletta ha sposato il percorso “Voci differenti” con entusiasmo contagioso e propositivo. Il progetto che sto portando avanti con la voce storica radio Maria Lucia Parisi, ha trovato grande entusiasmo anche nelle docenti Anna Scordo e Mary Surace (responsabili del progetto RedAzione) ma soprattutto nei ragazzi che hanno dato il via ai lavori di realizzazione del primo podcast dal titolo “Profumi e atmosfere di un Natale multietnico.

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