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Sono stati necessari 11 anni perché la legge 38 trovasse realizzazione anche nell’aspetto universitario

Palliativisti, finalmente la scuola di specialità

di Redazione Web 27/01/2021

Anche in Italia sarà finalmente istituita una Scuola di specialità per formare medici palliativisti. Sono stati necessari 11 anni perché la legge 38 trovasse realizzazione anche nell’aspetto universitario. Una legge all’avanguardia, quella del 2010, che all’articolo 8 parla di formazione del personale medico e sanitario, disponendo che vengano individuati i «criteri generali per la disciplina degli ordinamenti didattici di specifici percorsi formativi in materia di cure palliative e di terapia del dolore connesso alle malattie neoplastiche e a patologie croniche e degenerative» e «per l’istituzione di master» specifici.

Ottimi intenti, che però finora erano rimasti sulla carta. Nei mesi scorsi la Commissione Bilancio della Camera dei Deputati ha approvato con voto unanime un emendamento specifico al Decreto Rilancio. A decorrere dall’anno accademico 2021-22 nascerà quindi la Scuola di specialità in «Medicina e cure palliative» per i laureati in Medicina e chirurgia e sarà introdotto un corso di cure palliative pediatriche nell’ambito degli insegnamenti obbligatori della Scuola di specializzazione in Pediatria. «Dopo tutti questi anni – commenta Italo Penco, presidente della Società italiana di cure palliative – avevamo quasi perso le speranze. Negli ultimi mesi ci siamo trovati molto spesso davanti alla sofferenza estrema, forse il coronavirus ha spronato il Parlamento a decidere. Il Sistema sanitario ha dovuto affrontare una situazione del tutto nuova, con l’accompagnamento alla morte di pazienti costretti alla solitudine e alla lontananza dai propri cari».

Penco ricorda che l’anno scorso si era già fatto un passo in avanti, con l’inserimento di crediti formativi specifici nei corsi di laurea in Medicina: «La decisione di istituire una specializzazione era necessaria da tempo. A oggi gli specialisti in cure palliative sono perlopiù oncologi o internisti formati quasi esclusivamente sul campo. Nel loro percorso di studi non hanno potuto approfondire il tema perché non esistevano crediti formativi. Eppure le cure palliative sono fondamentali dal punto di vista medico, umano e anche economico. La mortalità intraospedaliera è molto elevata. Con una giusta assistenza domiciliare i pazienti potrebbero invece passare le ultime ore di vita nella loro casa, in un ambiente molto più familiare e meno meccanizzata».

I futuri specialisti dovranno rispondere a una necessità che – dicono i dati – aumenterà ancora nei prossimi anni, con l’incremento dell’aspettativa di vita della popolazione. Già oggi ogni anno si stima che quasi 600mila persone avrebbero bisogno di cure palliative: di queste il 40% sono malati di cancro e il 60% di altre patologie, soprattutto respiratorie croniche o neurologiche.

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