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Vaccini, l'Agedi: «Come orientarci per i nostri figli disabili?»

Gl interrogativi dell'Agedi, l'associazione che raduna i genitori di persone con disabilità

di Mirella Gangeri 02/02/2021

«La pandemia, momento grave e doloroso per tutti i cittadini del mondo, sta provocando grande ansia, agitazione e la sensazione di vivere perennemente con una spada di Damocle sul capo. Per le persone disabili è molto più difficile accettare questo cambiamento di vita, gli stravolgimenti che per loro sono incomprensibili, inconcepibili, creano confusione, ansia, qualche volta disperazione». A scriverlo sono i soci dell’Agedi, l’associazione dei genitori delle persone con disabilità presente anche a Reggio Calabria. «Le persone disabili e le famiglie vivono, da sempre, la loro condizione in quasi totale solitudine. Condizione che il Covid-19 ha ulteriormente aggravato, scoprendo i punti deboli delle istituzioni preposte, invece, ad alleggerire e alleviare la gestione della quotidianità. Asp, Task force, Comune sono stati totalmente assenti, per niente propositivi o tempestivi nel momento in cui si sono verificati casi di positività al Covid-19 in persone con disabilità o loro familiari. Chi ha avuto la fortuna di avere alle spalle una famiglia e gli amici, sta superando dignitosamente, seppur nella totale disperazione e senso di di abbandono, il periodo di isolamento. Ma le persone sole?

Le famiglie sole? Chi le sostiene psicologicamente? chi le aiuta? Soprattutto se ai telefoni dedicati non risponde nessuno?» denunciano dall’Agedi. «L’umanità guarda con fiducia al vaccino anti covid 19, pur tra le tante incertezze e complicazioni e noi ancor di più nutriamo la speranza che il vaccino possa far ritornare alla “normalità” i nostri parenti disabili. Ma anche rispetto al vaccino, chi vive la condizione di disabilità e le famiglie sono chiamate a una dura, difficile e responsabile scelta. Fino ad oggi, specialisti esperti, valutando attentamente la storia personale di ognuno, ci informavano sull’opportunità o meno di vaccinare i nostri figli e, in molti casi, ci consigliavano di non vaccinarli», evidenziano dall’associazione.

«Stavolta, la situazione è diversa; se da un lato viviamo questo vaccino come una strada che ci permetterà di liberarci da un virus terribile, dall’altro, la paura e le domande sono davvero tante. Tra queste: se ci fossero patologieincompatibili con la somministrazione del vaccino anti-coronavirus? Che fare se una persona disabile soffre di allergie? Quale vaccino scegliere tra quelli in uso? È preferibile vaccinare tutto il resto della famiglia, tralasciando di vaccinare il soggetto disabile? Abbiamo bisogno di molta chiarezza e che l’anamnesi sia precisa e responsabile. Nel modulo di consenso per il vaccino anti, attualmente in uso, leggiamo un elenco di possibili effetti collaterali e alla fine di tale elenco, si dice che eventuali reazioni, non comprese, devono essere subito comunicate al medico curante. Questo basta per farci tremare, i nostri parenti disabili, spesso non sanno esprimere i loro disturbi» s’interrogano i familiari- caregiver che proseguono: «Come genitori siamo divorati dai dubbi, siamo terrorizzati. Se dovessero insorgere dei malesseri non compresi tra quelli descritti, come potrebbero dircelo i nostri ragazzi? La loro soglia del dolore, la loro sensibilità, anche il modo di manifestare nuovi sintomi, non sono simili ai nostri, quindi potremmo anche non comprendere i loro malesseri. Non vogliamo essere lasciati soli anche stavolta! Vogliamo essere maggiormente informati sull’argomento. Non vorremmo essere fraintesi e scambiati per no-vax, vorremmo solo essere consigliati e rassicurati perché pur avendo tanta esperienza di vita, non siamo “esperti” in materia».

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