accedi | registrati | 24-2-2021

Minori, aumentano del 30% i casi di autolesionismo

Attendiamoci ''legge'' la realtà dei millennials: nelle problematiche emerge la solitudine crescente tra i giovani

di Letizia Porcino * 04/02/2021

Ancora una volta le nostre coscienze ed i nostri cuori vengono scossi da un evento tragico e senza risposta come quello accaduto in questi giorni a Palermo. Ancora una volta una ragazzina perde la vita e, ancora una volta, dei genitori perdono l’amore più grande della loro vita. Quante volte ci ripeteremo che il mondo giovanile sta cambiando e lo sta facendo troppo in fretta? È una rincorsa continua – quella degli adulti – verso un mondo giovanilesempre più sfuggente, sempre più “virtualizzato”.

Purtroppo a non darci tregua è questo periodo storico senza eguali che ha portato all’estremo una povertà di anima già segnalata da diversi anni. Aumentano del 30% i tentativi di suicidio e autolesionismo: dati dichiarati dal responsabile di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza del “Bambin Gesù” di Roma. Aumentano gli adolescenti che, per autoaffermarsi, diventano aggressivi verso gli altri e verso sé stessi; e aumentano i giovani che si chiudono a riccio, nel loro mondo e nelle loro stanze.

Aumenta l’assenza di luoghi sani di confronto, di relazioni vere, di crescita e l’affermazione di sé passa attraverso valori negativi: le risse per strada, le ribellioni, i canali online. I giovani hanno bisogno di confronto. A loro è stato chiesto uno sforzo enorme: allontanarsi dal gruppo dei pari, dalla propria routine, da tutto quello che prima costituiva il loro mondo, senza però che venissero loro forniti gli strumenti giusti per farlo. Di fronte ad una emergenza sanitaria come questa, la vita viene prima di tutto, ma non è possibile credere che questa situazione possa essere ancora sopportata a lungo, soprattutto dai nostri giovani. Il mondo virtuale è diventata l’unica finestra di incontro tra loro, quello in grado di sconfiggere ogni noia. Dove sono i genitori? È l’accusa che si sente rivolgere sempre di più in questo momento in cui si registra il più alto tasso di difficoltà del loro ruolo genitoriale. Troppe crisi nella crisi da dover affrontare.

Non si riesce a far fronte a tutto ciò se non si ritorna all’importantissimo mondo dell’educazione e delle comunità educanti: è necessario creare cultura e diffonderla. Far sperimentare che la vera rete è quella fatta di persone e relazioni capaci di creare cambiamenti, persone capaci di ascoltareanche tra gli spazi e tra le parole, quellospazio in cui si forma il pensiero, si formanole emozioni dei giovani,

spazio capace di accogliere le loro difficoltà. Occorre educare i giovani ad un uso sano della tecnologia e dei social; non solo: occorre andare oltre, ritornando all’essenzialità dei rapporti reali. Bisogna attrezzarli per affrontare il proprio percorso di vita, rispondendo di volta in volta a ciò di cui hanno bisogno.

Come? Ascoltandoli, ri-conoscendoli nelle loro fasi di crescita, creando alternative valide che vanno oltre l’apparente comodità dello stare in casa. Affiancare i genitori, creare rete con loro e fra loro. Questa la sfida educativa che l’associazione Attendiamoci porta avanti ormai da venti anni. Formazione, relazioni, punti di incontro e giovani che affiancano e supportano altri giovani, quelli più piccoli. Esperienze pratiche e concrete che danno loro la possibilità di sperimentare la bellezza dello stare insieme e del condividere. E, nonostante le difficoltà di quest’anno, si è fatto ricorso ad ogni mezzo pur di offrire opportunità sempre nuove, con l’obiettivo di contrastare la povertà educativa. Un incontro online non vale uno sguardo dal vivo, ma è stata luce per tantissimi giovani che hanno potuto beneficiare, anche nei momenti più bui della pandemia, di altri giovani che si sono presi cura di loro, tenendo vive emozioni, sensazioni e voglia di stare in gruppo. Più di 150 occasioni formative – in presenza e attraverso gli strumenti online – sono state svolte durante il 2020. E c’è stato spazio, nel rispetto delle norme in tema di sicurezza, anche per i campi formativi, strumento educativo che da sempre è al primo posto in Attendiamoci.

Oggi l’Associazione continua ad essere in campo con percorsi formativi dedicati a tre fasce d’età: scuole medie, superiori ed universitari. Attraverso incontri settimanali accompagna tanti giovani d’Italia ed è pronta a ripartire – non appena l’emergenza sanitaria lo permetterà – con le sue attivitàresidenziali. Per poter ricreare quei necessari spazi educativi e ricucire il lacero tessuto dei rapporti intergenerazionali.

* Pedagogista clinico e responsabile formazione minorile di Attendiamoci

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