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L’Anpi è per le scuole un interlocutore di eccellenza in occasione del 27 gennaio (così come per il 25 Aprile e per il 2 giugno), anche ai tempi della pandemia

Dal Giorno della Memoria ai «Giorni della storia»

di Redazione Web 03/02/2021

Dopo oltre 50 anni dal 27 gennaio del 1945, dal «giorno dell’orrore svelato» al mondo intero, quando le truppe dell’armata rossa varcarono i cancelli del campo di sterminio di Auschwitz, divenendo i primi testimoni della più grande strage della storia dell’umanità, all’inizio del nuovo millennio presero nuovo vigore i progetti mirati a diffondere la «memoria», soprattutto nei riguardi di coloro (i giovani ed in particolare gli studenti) che non avevano vissuto gli orrori del nazi-fascismo (o meglio fasci-nazismo) e che, comunque, avevano un’informazione «debole» su quanto era avvenuto nel corso della prima metà del Novecento. L’Italia, che alla nuova «peste» (bellissima la canzone di Gaber e Luporini del 1974, “La peste”) aveva dato il primo impulso con la nascita del fascismo, fu la prima nazione che riuscì a tradurre il progetto in una precisa proposta di legge: nel luglio del 2000 il Parlamento italiano approvò la legge 211 (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 31 luglio 2000) che istituisce il “Giorno della Memoria” (27 gennaio), «in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti». La legge prevede la possibilità di organizzare cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere. Nel novembre del 2005 anche l’Assemblea generale dell’Onu ha deciso, attraverso una specifica “risoluzione” (60/7), di adottare la data del 27 gennaio come «Giornata internazionale di commemorazione in memoria delle vittime della Shoah», esortando gli Stati a «sviluppare programmi educativi per infondere la memoria della tragedia nelle generazioni future e impedire che il genocidio si ripeta», condannando «senza riserve tutte le manifestazioni di intolleranza, molestia e violenza contro persone o comunità» e richiamando la “Dichiarazione Universale dei Diritti Umani”. Nella consapevolezza che l’istituzione di una “Giornata della Memoria” per non dimenticare gli orrori della violenza, della guerra e del razzismo, sia un’occasione importante per contribuire a far crescere nei giovani il «ripudio della guerra», l’Anpi di Reggio Calabria, fin dalla sua fondazione attraverso il Congresso del febbraio 2011, ha deciso di dedicare un grande impegno per costituire con le scuole di ogni ordine e grado, attraverso la sinergia con docenti e dirigenti scolastici, una «rete antifascista e antirazzista» in grado di offrire agli studenti stimolanti occasioni di studio, di riflessione e di confronto, attraverso incontri con “testimoni” (partigiani), storici ed esperti , mediante l’utilizzazione di filmati, documenti e testi letterari. Nel volgere di pochi anni, grazie all’attività intensa ed al successo di molte iniziative, la sinergia tra le scuole e l’Associazione dei partigiani è cresciuta in maniera significativa, al punto che l’Anpi è divenuta per le scuole l’interlocutore più “presente” in occasione del 27 gennaio (così come del 25 Aprile e del 2 giugno), anche ai tempi della pandemia (l’attività in presenza è stata sostituita con attività “da remoto”). Negli ultimi tre/quattro anni, l’attività con le scuole, rivolta ai giovani, si è dilatata anche nei tempi: un “Giorno della Memoria” si è rivelato del tutto insufficiente e si è scelto di puntare su un periodo di tre/quattro settimane, riformulando anche il tema al centro delle iniziative di informazione e sensibilizzazione non più il “Giorno della Memoria”, ma “Il Giorno della Memoria. I Giorni della Storia”. Negli ultimi anni, grazie anche all’accresciuta consapevolezza degli operatori scolastici, il tema al centro dell’attività e degli incontri è diventato sempre più quello dello «sterminio di ebrei, oppositori politici antifascisti, rom, sinti, omosessuali», anziché quello (riduttivo) della Shoah. Anche quest’anno, pur con le limitazioni imposte dalla pandemia, numerose sono le scuole che si rivolgono all’Anpi di Reggio Calabria per programmare iniziative in sinergia «per ricordare l’orrore della guerra e dello sterminio». Anche quest’anno l’Associazione dei partigiani propone ai dirigenti scolastici e ai docenti un periodo di tre settimane, da lunedì 25 gennaio a sabato 13 febbraio, per incontrare gli studenti in video-conferenze sul tema “Il giorno della Memoria. I Giorni della Storia”.
Sandro Vitale

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