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Cei, "La vera felicità nasce dall’alleanza feconda e lieta tra la libertà e la vita, un binomio inscindibile. Una libertà al servizio dell'esistenza"

Oggi si celebra la Giornata nazionale per la vita

di Redazione Web 07/02/2021

«La pandemia ci ha fatto sperimentare in maniera inattesa e drammatica la limitazione delle libertà personali e comunitarie, portandoci a riflettere sul senso profondo della libertà in rapporto alla vita di tutti: bambini e anziani, giovani e adulti, nascituri e persone in fin di vita». Inizia così il messaggio che il Consiglio episcopale permanente della Cei ha preparato per la 43esima Giornata nazionale per la vita di oggi. Il tema è “Libertà e vita”. Ed è proprio sul concetto di libertà, sul suo significato sociale, politico e religioso, che ci si sofferma, domandandosi quale società si vuole costruire con la libertà che Dio ha donato all’uomo. «Una libertà al servizio della vita», sembra essere la risposta offerta dal messaggio, orientata in prospettiva di un esercizio a servizio della vita stessa, non il fine ma lo «strumento per raggiungere il bene proprio e degli altri, un bene strettamente interconnesso». Un uso individualistico della libertà, è chiaro nel messaggio, porta a strumentalizzare e a rompere le relazioni, rende insostenibile la vita. «Papa Francesco – si continua a leggere - ci ricorda che l’amore è la vera libertà perché distacca dal possesso, ricostruisce le relazioni, sa accogliere e valorizzare il prossimo, trasforma in dono gioioso ogni fatica e rende capaci di comunione (cfr. Udienza 12 settembre 2018)». La vera felicità, dunque, nasce dall’alleanza «feconda e lieta» tra la libertà e la vita, un binomio «inscindibile».
«L’asse che unisce la libertà e la vita è la responsabilità, che significa andare oltre la propria libertà per accogliere nel proprio orizzonte la vita di altre persone». Dire “sì” alla vita è così il compimento di una libertà che può cambiare la storia: «Ogni essere umano possiede, fin dal concepimento, un
potenziale di bene e di bello che aspetta di essere espresso e trasformato in atto concreto; un potenziale unico e irripetibile, non cedibile. Solo considerando la “persona” come “fine ultimo” sarà possibile rigenerare l’orizzonte sociale ed economico, politico e culturale, antropologico, educativo e mediale». Infine, l’esercizio della libertà richieda la Verità, perché se l’uomo desidera davvero servire la vita con vera libertà occorre che insieme a tutti gli altri uomini di buona volontà si impegni a conoscere e far conoscere la Verità, «che sola ci rende liberi veramente».

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