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La dimensione domestica del coronavirus. Ne abbiamo parlato con la psicologa Laura Conti

La psicologa: «Covid-19? Tempo per coltivare i bisogni emotivi»

di Davide Imeneo 16/02/2021

La dimensione domestica del coronavirus. Ne abbiamo parlato con la psicologa Laura Conti, esperta di dinamiche di coppia e di relazioni “domestiche”, messe a dura prova dalla pandemia: «Le famiglie hanno dovuto adattarsi a un evento drammaticamente improvviso ed imprevisto. L’effetto che questa pandemia ha avuto, e sta avendo, sulle nostre vite, va al di là del contagio fisico, ma coinvolge fortemente anche la sfera emotiva, e impatta grandemente sulle nostre relazioni, la nostra autonomia e le nostre abitudini». Secondo la Conti, «lo stravolgimento della routine quotidiana, la condivisione degli spazi, la necessità di far convivere esigenze di studio e di lavoro, le paure, necessitano l’attivazione nel nucleo familiare di specifiche strategie di fronteggiamento e di auto-regolazione».

Le relazioni tra i coniugi ne hanno risentito?

L’opportunità di trascorrere più tempo insieme in alcuni casi si è trasformata in una risorsa, che ha rafforzato la vita di coppia, coltivando la possibilità di dar voce a dei bisogni emotivi che, nella frenesia della vita quotidiana, spesso rimanevano inespressi o insoddisfatti; ci si è trovati, in questi casi, a fare un’inaspettata ma positiva rivalutazione del proprio stile di vita e dello “stare insieme”. Altre coppie, al contrario, hanno sperimentato un senso di costrizione o stati di frustrazione, e hanno incontrato maggiori ostacoli nella riorganizzazione della vita di coppia.

Il rapporto tra genitori e figli è stato messo a dura prova...

Ci sono molte variabili in gioco, nel valutare gli effetti della pandemia sulla famiglia. Molti genitori, soprattutto con figli più piccoli, hanno valutato positivamente questo effetto, perché hanno avuto l’opportunità di trascorrere più tempo con i figli, cercando di trasformarlo in tempo di qualità, con le limitazioni che un contesto prettamente casalingo comporta. Diverso è il riscontro di genitori con figli adolescenti. Ridefinire gli spazi, riorganizzare la quotidianità, per molte famiglie non è stato semplice e ciò haspesso generato conflittualità e frustrazione, nei ragazzi e negli adulti.

Scuola-Famiglia. Un colloquio mai facile: come si è evoluto in questo tempo?

Da un lato le famiglie hanno sperimentato il distacco “fisico” dalla scuola, riscontrabile nella difficoltà ad avere un contatto vis à vis con gli insegnanti, d’altro canto, però, è anche vero che la scuola è “entrata” nelle nostre case con la Dad, dando così indirettamente la percezione ai genitori di poter esercitare un maggiore controllo sulla gestione didattica dei figli, in alcuni casi però esacerbando la tendenza già diffusa a mettere in discussione l’operato degli insegnati di cui, adesso, possono avere esperienza diretta.

Come è evoluta la relazione tra famiglia e parrocchia?

Il mancato accesso alle attività educative extrascolastiche, motorie e ricreative, ha fatto sì che le famiglie avvertissero una maggiore esigenza di partecipazione alla vita parrocchiale, panacea per ostacolare il rischio di impoverimento educativo e sociale in tempi pandemici. Le famiglie, improvvisamente spogliate di abitudini extrascolastiche ed extralavorative perfettamente incastrate, adesso possono ricercare attivamente degli spazi per coltivare maggiormente una propria dimensione spirituale, per non parlare poi del supporto materiale che le parrocchie stanno offrendo alle famiglie in difficoltà.

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