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I "Nasi Rossi", portatori sani di umanità in corsia: "La gioia che si riaccende su quei visi ci fa comprendere che il senso della nostra missione è compiuto"

Clownterapia, quando a «curare» è un sorriso donato

di Redazione Web 17/02/2021

«La sofferenza fisica spesso ci relega nella periferia dell’esistenza. Noi stiamo con chi soffre, per riportarli al centro del villaggio». Passa da queste poche parole il senso della missione dei “Nasi Rossi”. L’associazione, presieduta da Luana Corica, è nata nel 2014 ed ha la sua sede a Rosarno, centro popoloso del reggino, ed è ormai un punto di riferimento per tantissimi volontari che vogliono dedicare un po’ del proprio tempo per portare un sorriso ai pazienti ospedalieri. Negli anni questi clown caritatevoli ed estroversi hanno raggiunto la ragguardevole cifra di 80 unità, e questo li ha trasformati in una delle associazioni più attive del territorio. «Siamo ben consci che ciò che facciamo – ha aggiunto la presidente Corica – non è sostitutivo delle terapie, non siamo medici, ma siamo professionisti dell’umanità. Il nostro compito è quello di portare ai massimi livelli il senso di empatia. Crediamo, inoltre, nel potere curativo della risata: quando un paziente è capace di sorridere, allontana se stesso dal baratro della depressione e si pone in un’ottica nuova persino nei confronti della malattia». Di lavoro, negli ospedali del sud, ce n’è tanto, specie nella martoriata Calabria della sanità commissariata e con carenze endemiche di personale e mezzi. Forse anche il vivere in una condizione pressoché costante di emergenza ha portato l’associazione a rendere al massimo. «Un sorriso è qualcosa che non costa nulla, ma ha un impatto decisivo specie nei luoghi di dolore e convalescenza. La gente del sud si dice abbia il sole nel cuore – ha sottolineato la Corica – ed è forse il nostro dover vivere tra tante difficoltà che ci porta ad affrontare la vita con un po’ più di leggerezza. Quando giriamo negli ospedali, stando in corsia, vediamo un’umanità varia, sofferente, spesso inerme. Pazienti di tutte le età che non chiedono soltanto di essere curati, ma anche di essere considerati esseri umani nella loro totalità. Abbiamo dei medici bravissimi che si prendono cura di loro, e noi li affianchiamo con quella che è la terapia del sorriso. Quando vediamo quei volti riaccendersi, quegli occhi cupi diventare vividi di una nuova gioia, allora abbiamo compreso che il senso della nostra missione è compiuto». La presidente, al pari di tutti gli associati, ha sempre ribadito che l’unità interna, la solidità del gruppo dei “Nasi Rossi” rappresenta la vera forza di questa associazione. Insieme in corsia, ma anche fuori nella vita di tutti i giorni. Un insieme di donne e uomini che, con la loro azione, testimoniano il fatto che la Calabria è terra di speranza e non solo di amarezza. L’ago della bilancia delle attività, inoltre, pende molto spesso a favore dei reparti pediatrici. Lì il dolore della malattia è anche percepito come ingiustizia, proprio perché per definizione un bambino che si ammala è un pezzo di futuro a rischio. «I bambini sono sempre gli ultimi che perdono il sorriso – ha rilanciato la presidente – hanno quella forza che non ti aspetti perché immagini siano esseri tanto fragili. Non capita di rado che nelle nostre visite, loro ridano di gusto e siano così divertiti e divertenti che ci mettano di buon umore come non ci saremmo aspettati». Il capitolo della stretta attualità, sarebbe a dire il dilagare della pandemia da coronavirus, purtroppo racconta che persino alla clown terapia viene posto uno stop. Rigidi protocolli per la tutela della salute di tutti hanno ormai reso gli ospedali zone quasi inaccessibili e le visite nei reparti non Covid sono davvero ridotte all’osso. È dunque impossibile per i Nasi Rossi mettere in campo i consueti flash mob, oppure le giornate dedicate al sorriso tra le corsie. «Troveremo un modo per stare ancora assieme e portare il nostro supporto ai malati – ha assicurato la Corica – perché siamo una fiammella che non si spegne e in questi mesi di pandemia è rimasta accesa». Eroi con un naso rosso e con la parrucca, eroi di tutti i giorni che sanno bene che dare è più bello che ricevere e che con un sorriso si guarisce l’anima. (D.M.)

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