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A promoverla è la componente giovanile, coordinata da Giulia Melissari (nella foto), dell'associazione fondata da don Italo Calabrò

«Mettici una croce sopra», al via la formazione politica di Agape

di Redazione Web 18/02/2021

di Giulia Melissari * - Non se ne parla abbastanza, eppure è sotto gli occhi di tutti che la pandemia ha colpito duramente i giovani. Un enorme vuoto educativo si è creato, a causa dell’impossibilità di assicurare, attraverso la presenza negli istituti scolastici, una didattica in grado di centralizzare le relazioni tra i docenti e gli altri studenti.

I giovani hanno pagato e stanno tuttora pagando un prezzo altissimo. Chiusi nelle proprie stanze, i disagi sono stati in aumento, abbiamo letto di tanti tentativi di suicidi, la totale perdita di ogni contatto con la realtà del mondo esterno che non costituisce più l’habitat naturale, in cui esprimere la propria personalità.Una situazione di emergenza che grazie al grandissimo impegno dei docenti e delle famiglie, ha potuto solo in parte ridurre quelli che saranno i danni futuri.Siamo comunque sopravvissuti, nonostante un silenzio assordante da parte della politica.

Noi, come gruppo giovani dell’Agape, insieme a tanti di altre associazioni, abbiamo continuato e continuiamo a lavorare online e offline, mantenendo l’impegno assunto con le istituzioni scolastiche.
Il rapporto con la rete offline, invece, è stato fondamentale, ci ha permesso e ci permette di rimanere presenti per tutti i bambini e le bambine, per i ragazzi e le ragazze del nostro territorio.
Questa è la comunità educante che desideriamo: positiva, collaborativa e aperta.

La pandemia non ci ha diviso, ma ci ha allontanato; è nostra responsabilità avvicinarci ancor di più per essere una comunità. Tutti, nessuno escluso, proprio come diceva il fondatore dell’Agape don Italo Calabrò che invitava i giovani a non delegare la propria vita. Con il nuovo anno il nostro lavoro è ripartito. Come Agape abbiamo pensato di promuovere nei prossimi mesi un’iniziativa di educazione alla cittadinanza, alla quale hanno aderito numerose scuole secondarie della regione in un percorso che rientra nello spazio di educazione civica, oggi resa obbligatoria.

Nelle prossime elezioni regionali, voteranno per la prima volta in Calabria 20.000 giovani (dati ISTAT), un primo passaggio importante che conferisce loro la possibilità, quali cittadini di una comunità, di essere protagonisti e di incidere sulle scelte di chi dovrà governare per i prossimi cinque anni il nostro territorio.

Un appuntamento questo, che in tempo di crisi, trova i giovani particolarmente disorientati, sfiduciati, impreparati, con un rischio di astensione elevatissimo.
Il percorso che avrà come slogan «Mettici una croce sopra» sarà una “pillola di consapevolezza”, utile per avvicinare i giovani calabresi alle istituzioni e per renderli portatori di idee e di valori fondamentali per la narrazione della società che vogliamo consegnare alla politica. Siamo il futuro, ma il cambiamento deve partire da ora.

* responsabile gruppo giovani del Centro Comunitario Agape
 

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