accedi | registrati | 17-4-2021

La segretaria generale della Cisl di Reggio sostiene che l’impegno per aiutare le categorie deve essere comune tra Governo e territorio: la nuova frontiera è il 4.0

Rosy Perrone: «Costruire», imperativo per una solida ripresa

di Tatiana Muraca 04/03/2021

Il mondo del lavoro è stato stravolto dal Covid-19. Ne abbiamo parlato con Rosy Perrone, segretaria generale Cisl Reggio Calabria. Con lo sguardo puntato principalmente sul territorio metropolitano, il grido che si alza è univoco: «Tornare a lavorare in sicurezza». La segretaria della Cisl evidenzia questa esigenza avvertita da tutte le categorie, che il sindacato ha cercato di aiutare creando una sorta di «paracadute» con gli ammortizzatori sociali e tramite accordi per favorire il blocco dei licenziamenti, «adesso prorogato al 31 marzo», ci dice Rosy Perrone, che resta in attesa, come gli altri, di vedere in che modo si muoverà il nuovo Governo Draghi. «Abbiamo fatto molti protocolli di sicurezza anche per quanto riguarda la pubblica amministrazione – continua – e stiamo lavorando su ammortizzatori sociali universali, che coprano anche le categorie rimaste scoperte. Tramite il Recovery Fund, si deve cercare di rimettere in moto gli investimenti per costruire imprese ed occupazione». Quello su cui la Cisl punta maggiormente è un connubio tra Recovery ed una reale attività partecipativa da parte del territorio della Città metropolitana e di tutti gli attori sociali che hanno il dovere di intervenire. «Si pensi all’avvicinamento proficuo che può venire a crearsi tra le città di Reggio e Messina, per cui ci stiamo già muovendo in collaborazione con l’autorità portuale. Un progetto che guarda anche allo sviluppo del turismo, creando degli hub del Mediterraneo, cosa che deve assolutamente diventare il porto di Gioia Tauro». L’orientamento della Cisl è dunque guardare, dal Mediterraneo, non solo al sistema Paese ma anche al sistema Europa. Il post pandemia, inoltre, impone a tutti gli attori sociali di fare delle scelte diverse rispetto al periodo pre-Covid: «Si parla di intelligenza 4.0. Abbiamo bisogno di formazione e di metterci al passo con i tempi. Si ricordi – sempre parole di Rosy Perrone – che molti giovani se ne vanno per condizione e non per scelta; immettere sul mercato nuove capacità già formate, io credo che possa dare quantomeno la possibilità di rimanere o andare via, e rimanere significa costruire». I vari settori in cui investire i lavoratori del domani, dunque, sono chiamati a lavorare molto sulla formazione, anche considerando l’ampio bacino di precariato esistente: «Stiamo tentando di dare stabilità ai precari – conclude Rosy Perrone - Come Cisl, al momento, ci troviamo ad aprire confronti con una Regione che è in prorogatio e con un Governo appena nato. Ma non dimentichiamo le priorità: abbattere le disuguaglianze e costruire le potenzialità di base. Tutto questo lo si può fare agendo tramite buone prassi e con un cordone di legalità praticata. Il piano regionale di vaccinazione, quando più rapido possibile, è la condicio sine qua non per la ripresa».

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