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Il presidente della Camera di Commercio di Reggio Calabria analizza e commenta alcuni dati forniti relativamente al primo semestre del 2020

«Circa 10mila disoccupati», Tramontana lancia l’allarme

di Tatiana Muraca 04/03/2021

Il presidente della Camera di Commercio di Reggio Calabria, Antonino Tramontana, ci offre un spaccato sulla realtà territoriale per quanto riguarda le conseguenze che il Covid sta generando nel mondo del lavoro e delle imprese di commercio. Secondo i dati forniti relativamente al primo semestre del 2020 (fino al 30 giugno), «quasi 10mila lavoratori si ritrovano disoccupati. Questi posti di lavoro – spiega Tramontana – si riferiscono alle imprese che hanno chiuso e a quei dipendenti che venivano impiegati a tempo determinato, in quanto è ancora in atto il blocco dei licenziamenti. Abbiamo riscontrato, inoltre, che alcune attività reagiscono meglio alla crisi e sono quelle legate alla distribuzione organizzata oppure alla vendita dei prodotti alimentari». Si intravede, inoltre, un seppur labile segnale positivo in termini di aperture: all’Ente camerale reggino risultano, infatti, (dati riferiti al 2020) 2222 iscrizioni e 1774 cessazioni. «Tutto sommato – aggiunge Tramontana – il saldo è positivo. Certo, è sempre un dato che mostra un trend di decrescita rispetto agli anni precedenti: si è passati da 2600 iscrizioni alle 2200 di quest’anno. Si deve anche dire che molte attività – continua Tramontana – non chiudono grazie ai ristori e al ricorso alla cassa integrazione. Quest’ultima è un supporto fattivo, così come le moratorie sui finanziamenti». La previsione a lungo termine, però, non è delle migliori. Per il presidente Tramontana, «Senza più aiuti, ci aspettiamo purtroppo un’ampia mortalità delle imprese, soprattutto qui da noi». La Camera di Commercio sta infatti analizzando anche il potere di acquisto di un cittadino reggino rispetto ad un cittadino di altri comuni d’Italia. In base ai calcoli effettuati, emerge che il reddito medio di un reggino è di circa 15.700 euro, mentre a livello nazionale ci si aggira intorno ai 26.600. Il potere di acquisto delle famiglie, dunque, incide notevolmente sulle possibilità di ripresa, così come incide la velocità nella vaccinazione anti-Covid per l’intera economia: un passaggio che il presidente Tramontana ritiene essenziale anche per dare respiro a quei settori completamente fermi, come lo spettacolo, la cultura, lo sport. «Ho avuto indicazione di alcuni lavoratori dei cinema locali che hanno ricevuto ristori importanti – conclude Tramontana – Cosa ben diversa per lo sport, un settore che sta veramente soffrendo. Gli imprenditori, consci delle difficoltà, chiedono al Governo di poter riaprire in sicurezza e noi ci uniamo a questo appello. I settori legati agli eventi, poi, muovono l’economia del nostro territorio ed è anche a loro che bisogna dare certezze e non false illusioni di riaperture che causano ancora più danni».

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