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Il 21 di febbraio è la giornata nazionale dedicata al codice di scrittura e lettura Braille: l'incontro organizzato dalla sezione territoriale dell’Uici di Reggio Calabria

Braille, quando gli unici ciechi sono gli indifferenti

di Redazione Web 04/03/2021

Come ogni anno, il 21 di febbraio ricorre la giornata nazionale dedicata al codice di scrittura e lettura Braille, istituita nel nostro Paese con la legge numero 126 del 03 agosto 2007. Anche quest’anno, la sezione territoriale dell’Uici di Reggio Calabria, ha organizzato un incontro rivolto a tutti i soci e gli operatori socio-culturali per ribadire l’attualità del sistema Braille, inventato nel 1829 da Louis Braille, insegnante dell’istituto per i ciechi di Parigi. L’incontro, tenutosi attraverso la piattaforma Zoom per le limitazioni imposte dall’emergenza Covid-19, si è aperto con i saluti del presidente sezionale, Francesca Marino, che si è soffermata sull’attualità del codice Braille, nonostante oggi un grande aiuto arriva dall’informatica tramite le nuove tecnologie «assistive». Il linguaggio Braille comunque rimane la risorsa primaria attraverso il quale tutti i non vedenti si sono approcciati per riuscire ad avere un’apertura concreta verso la cultura e l’ambiente che li circonda. A seguire, ha relazionato la consigliera delegata, dottoressa Francesca Barranca, che ha illustrato il percorso storico del sistema che oggi, non deve essere sostituito dalle nuove tecnologie informatiche, ma affiancarsi ad esse verso una maggiore inclusione sociale e culturale delle persone non vedenti. Anzi, il codice Braille rappresenta la via maestra verso le attuali tecnologie, perché è stato il primo canale per l’apprendimento dei ciechi attraverso il quale hanno potuto dimostrare le loro capacità intellettive, emanciparsi e cibarsi di sapere amando lo studio e la cultura. Oggi bisogna, quindi, lavorare in sinergia con le scuole e le diverse istituzioni del territorio per sensibilizzare sull’importanza di non tralasciare l’insegnamento del codice Braille, in questo la sezione dell’Uici reggina è coadiuvata dalle operatrici del Centro di consulenza tiflodidattica regionale Calabria: le tiflologhe Lavinia Garufi e Sabrina Stuppino, le quali hanno preso parte all’incontro portando la propria esperienza e le difficoltà che ancora si incontrano, perché, spesso si è restii ad accettare la diversità con tutti i suoi volti. I sacrifici sono tanti, ma con determinazione si possono raggiungere traguardi importanti, un esempio di incoraggiamento lo si trova nell’intervento all’incontro di due giovani socie: Miryam che ha letto ai presenti rigorosamente in Braille una pagina di storia e Fabiana che ha parlato della sua esperienza del primo anno di università. L’incontro si è concluso con un partecipato dibattito tra tutti i presenti dal quale è emerso che ancora è necessario lavorare tanto per affermare i diritti delle persone non vedenti, dall’attualità del Braille stesso, alla digitalizzazione che non può escludere accessibilità, anzi deve divenire la via per creare pari dignità nel rispetto delle pari opportunità.
Francesca Marino

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