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Con l’inizio del secondo anno di pandemia, «l’impatto sulla salute mentale e il benessere psicosociale di bambini e giovani è forte»

Covid-19, Fore (Unicef): investire in servizi di salute mentale

di Redazione Web 04/03/2021

di Gigliola Alfaro* - Con l’inizio del secondo anno di pandemia, "l’impatto sulla salute mentale e il benessere psicosociale di bambini e giovani è forte". La denuncia oggi è dell'Unicef. "In America Latina e nei Caraibi, un recente sondaggio U-Report dell’Unicef sui giovani ha generato più di 8.000 risposte e riscontrato che oltre un quarto si è sentito ansioso, il 15% depresso".

Anche prima della pandemia, "i bambini e i giovani sopportavano il peso dei rischi legati alla salute mentale, con la metà di tutti i disturbi mentali che si sviluppavano prima dei 15 anni e il 75% entro prima età adulta. La maggior parte delle 800.000 persone che muoiono per suicidio ogni anno sono giovani, e l'autolesionismo è la terza causa di morte tra i 15-19 anni, con tassi più alti tra le ragazze adolescenti. Si stima che globalmente 1 bambino su 4 viva con un genitore che ha un disturbo mentale".

Per i bambini che subiscono violenza, abbandono o abuso a casa, "le chiusure hanno lasciato molti di loro con i maltrattanti e senza il sostegno di insegnanti, parenti e comunità. I bambini appartenenti a gruppi di popolazione vulnerabili - come quelli che vivono e lavorano per strada, i bambini con disabilità e quelli che vivono in contesti di conflitto - rischiano che i loro bisogni legati alla salute mentale vengano completamente trascurati".

Secondo l’Oms, la pandemia da Covid-19 ha interrotto o fermato i servizi fondamentali per la salute mentale nel 93% dei Paesi del mondo, mentre la richiesta di supporto per la salute mentale è in aumento. In risposta, l’Unicef sta supportando i governi e le organizzazioni partner "per dare priorità e adattare i servizi per i bambini". Per esempio, in Kazakistan, l’Unicef ha lanciato una piattaforma online per servizi di consultorio individuali per i bambini, insieme alla formazione a distanza nelle scuole per gli specialisti della salute mentale. In Cina, l'Unicef e la società di social media Kuaishou hanno lanciato una sfida online per aiutare a ridurre l'ansia nei bambini.

Quest’anno l’Unicef dedicherà il rapporto biennale "State of the World’s Children" alla salute mentale di bambini e adolescenti, "in uno sforzo per incrementare la consapevolezza su questa sfida globale, fornire soluzioni e incoraggiare i governi a porre un'attenzione maggiore sul tema".
"Se non abbiamo compreso pienamente l'urgenza prima della pandemia da Covid-19, sicuramente lo faremo adesso - ha affermato Henrietta Fore, direttore generale dell'Unicef -. I Paesi devono investire fortemente in servizi di salute mentale ampliati e supportare i giovani e coloro che si prendono cura di loro nelle comunità e nelle scuole. Abbiamo anche bisogno di programmi per la genitorialità a più ampia scala per assicurare che i bambini delle famiglie vulnerabili ricevano il sostegno e la protezione di cui hanno bisogno a casa".

*Agensir

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