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Lavoratrici e testimoni di accoglienza, opportunità formazione e spiritualità. Le rappresentanti di alcune Cooperative sociali nate nel contesto diocesano

Il coraggio tutto al femminile di restare e cambiare le cose

di Tatiana Muraca 08/03/2021

Katia Macheda fa parte della Cooperativa Comunità Sant'Arsenio di Armo, nata ben 16 anni fa (nel 2005) in un contesto parrocchiale. «Eravamo un gruppo giovani e insieme a don Valerio Chiovaro abbiamo iniziato un percorso formativo – ci racconta Katia – Alla fine della nostra formazione, ci siamo chiesti cosa potessimo fare di cocnreto per sul territorio e per sperimentare i valori acquisiti. Così, abbiamo deciso di creare una cooperativa agricola nel terreno indivuato, che si prestava perfettamente allo scopo ». La Cooperativa prende il nome dal santo reggino (sant'Arsenio) che, intorno all'anno 800 d.C. visse in eremitaggio in una grotta che insiste proprio nei terreni della Cooperativa. Katia e i suoi compagni di “viaggio” sono riusciti a ridare vita a quel luogo trovato originariamente abbandonato e ad organizzare lì dei veri e propri momenti di spiritualità condivisa, a sistemare le case, il fondo agricolo ed i sentieri esistenti nell’area. «Con la collaborazione della parrocchia di Armo – continua Katia – abbiamo coinvolto giovani e persone più mature che ci hanno insegnato molto in termini di lavoro agricolo. Da lì, sono partite attività di formazione ambientale con le scuole, di accoglienza e di ospitalità. Il nostro desiderio è sempre stato di creare un’esperienza comunitaria. Oggi non solo abbiamo imparato a coltivare i prodotti, ma anche a trasformarli in marmellate, liquori e quant’altro. Inoltre, portiamo avanti da cinque anni l’iniziativa “Orto in affitto”, che prevede di affiattare appezzamenti di terreno a coloro che vogliono prendersene cura. I nostri animali, inoltre, offrono un servizio alla comunità». Non per niente, gli asinelli della Cooperativa vengono utilizzati, ormai da 7 anni, per contribuire al servizio di raccolta differenziata nel borgo di Armo, dove i sentieri sono alquanto stretti ed impervi. In occasione della festa della donna, la Cooperativa ha confezionato alcuni prodotti tipici con le mimose, simbolo della giornata.
Le porte della Comunità sono sempre aperte a tutti, a tirocinanti e borse lavoro, a immigrati e persone in difficoltà. «La pandemia, ovviamente, ci ha fermati nella didattica alle scuole, nella produzione per eventi. Ci siamo però attrezzati, rendendo fruibili i nostri spazi anche ai bambini, con un piccolo parco giochi. La nostra cooperativa, inoltre, grazia alla possibilità di poter affittare delle camere rimarca lo spirito di ospitalità su cui si fonda, come tappa inserita all’interno del Cammino Basiliano».
Collina del Sole Società Cooperativa Sociale di comunità Onlus nasce nel 2011, dopo un percorso di volontariato attivo sul territorio di Arghillà. Mariella Quattrone è una delle socie fondatrici, che dopo anni di servizio ai minori e ai nuclei familiari di appartenenza, con le sue “colleghe” ha deciso su un’idea lavorativa. «Su iniziativa del parroco dell’epoca, don Francesco Megale – ci racconta Mariella – abbiamo investito sulla nostra grande passione per il territorio e sull’attenzione rivolta soprattutto alle fasce giovanili. Un’esperienza anche lavorativa che ci ha permesso di restare in Calabria, una terra molto delicata. Nel 2010, ci siamo dedicate per un anno alla formazione che ha riguardato i processi imprenditoriali e la lettura del contesto del territorio. Concluso questo anno, si è deciso di dar vita ad una cooperativa sociale con un’impronta da subito lavorativa» L’idea imprenditriale di base è stata quella di investire sull’agricolutura e sull’artigianato. Molte delle donne coinvolte, non per niente, hanno ottime capacità artistiche, con risorse da spendere anche nel campo agricolo. Questi due ambiti, così come spiega Mariella, sono serviti per «agganciare» i ragazzi. Un progetto da sempre condiviso, in primo luogo, con la diocesi «che ci ha subito conferito dei terreni presenti ad Arghillà, dove sono nati l’azienda agricola e i laboratori artigianali di lavorazione e decorazione del legno. Da lì, siamo entrati anche nel circuito del Parco Ecolandia». La dimensione donna è molto presente all’interno della Cooperativa: 8 soci su 10 sono di sesso femminile. «L’aspetto gestionale ha un’impronta di un certo tipo – continua Marielle - porta dentro una sua pedagogia di custodia e cura. Presto ci allargheremo anche al territorio di Gallco, dove grazie alla collaborazione delle nuove socie, stiamoa vviando un centro di formazione e un altro di supporto alla famiglia per l’adolescenza». Quest’ultima sorgerà in una struttura concessa dall’Istituto delle Apostole della Sacra Famiglia «Vorremmo creare un sistema integrato – conclude Mariella – la pandemia ci ha dato l’opportunità di fermarci per riprogettarci. Abbiamo capito quanto siano importanti le identità territoriali legate all’agricoltura e all’artigianato e stiamo sperimentando esperienze di prossimità, mettendo sempre al centro la dignità della persona».
La Cooperativa Demetra nasce nel 1999 ed è da allora che Cristina Ciccone è il legale rappresentante. Nata da un’idea di tre ragazze, la cooperativa dà lavoro a persone svantaggiate. Dal 2014, inoltre, è attiva sul territorio anche con un’azienda di pulizie. L’agricoltura, inoltre, è un altro settore tramite cui offrire una possibilità di lavoro a chi ha difficoltà, come le persone immigrate. «Abbiamo un’azienda agrozotecnica sita a Placanica all’interno di un bene confiscato – ci dice Cristina – Anche grazie a questa, avviamo percorsi di accompagnamento rivolti soprattutto a migrati o a minori con a carico provvedimenti amministrativi o penali. La pandemia ci ha un po’ fermato in questo, ma ci ha rivoluzionato per quanto riguarda l’impresa delle pulizie, per cui ci spendiamo molto nella sanificazione». Tutte queste realtà fanno parte del progetto Policoro, un servizio gratuito offerto dalla Chiesa tramite cui si cerca di infondere nei giovani la speranza e la ricerca continua della bellezza e la diversità dei talenti. Si fonda sui tre Uffici pastorali diocesani (Pastorale giovanile, Caritas e Pastorale sociale del lavoro), con incontri periodici di collaborazione e di confronto sulle tematiche e sugli aspetti del progetto. Altri obiettivi del Progetto Policoro, sono quelli dell’animazione delle parrocchie e nelle scuole degli Istituti superiori della diocesi.

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