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Nuovo appuntamento con la rubrica «Essere Volontari» del Centro servizi al volontariato ''Dei Due Mari'' di Reggio Calabria

Avo, cresce l’attesa per la vaccinazione dei volontari

di Redazione Web 11/03/2021

«Il nostro è un servizio d’amore per questo, anche se abbiamo continuato a prestare attenzione alle richieste pervenuteci dai reparti nei quali non siamo più potuti entrare, la nostra vita non è stata più piena come prima. Questi mesi sono stati particolarmente lunghi e sofferti e, pur sapendo che ancora ci vorrà del tempo, speriamo di tornare presto in ospedale». Così la presidente dell’Avo di Reggio Calabria, Roberta Zehender, ha raccontato questo lungo anno lontano dalla corsia. Un anno in cui lo spirito ha risentito dell’assenza di contatti e di quelle relazioni che fioriscono e crescono, pur nella sofferenza, e spesso anche nella solitudine, di chi si incontra.

«Stiamo, non senza difficoltà, cercando di accedere al piano vaccinale in quanto volontari e volontarie che operano in ambito sanitario. La nostra è anche un’età media delicata, che si aggira sui sessant’anni, pertanto confidiamo di poter essere presto vaccinati in modo da poter tornare, gradualmente e in sicurezza, in ospedale a prestare il nostro servizio», ha sottolineato Roberta Zehender.

Al momento delle tredici Avo calabresi (Reggio Calabria, Siderno, Lamezia Terme, Mormanno, Castrovillari, Corigliano, Cassano allo Ionio, Cariati, Rossano, Vibo Valentia, Sibari, Cosenza, Crotone) solo quella di Castrovillari è riuscita a vaccinarsi e a riprendere il servizio di accoglienza e orientamento dei familiari delle persone ricoverate. «Speriamo di potere anche noi ricominciare presto proprio da lì. L’ingresso in corsia non sarà così immediato. Ne siamo consapevoli ma intanto desideriamoriprendere a dare un nostro contributo», ha evidenziato la presidente dell’Avo reggina.

L’associazione Volontari Ospedalieri (Avo) pratica la solidarietà nell’unica dimensione autentica, ossia quella della gratuità e dell’umiltà. Si pone accanto alle persone sofferenti e alle loro famiglie offrendo, non solo simbolicamente, il bicchiere d’acqua achi è assetato. «Così ci insegnò a fare il compianto fondatore e presidente onorario della Federavo, Erminio Longhini, già

primario della divisione di Medicina interna dell’ospedale Sesto San Giovanni di Milano, dove nel 1975 nacque la prima Avo d’Italia. A Reggio Calabria l’associazione approdò nel 1987», ha ricordato Roberta Zehender.

L’Avo è, dunque, un’associazione aperta a tutti e operante, senza scopo di lucro, ininterrottamente ormai da oltre trent’anni a Reggio Calabria. Il Grande Ospedale Metropolitano reggino è uno dei 500 ospedali italiani in cui essa è presente; in entrambi i presidi (Riuniti e Morelli), circa un centinaio di volontari prestano servizio. Sono presenti in nove reparti (medicina, chirurgia vascolare, cardiologia, urologia, pediatria, emodialisi, malattie infettive, ortopedia, neurochirurgia) nelle ore pomeridiane e, con attività di accoglienza nelle ore antimeridiane, in sette reparti (nefrologia, urologia, pediatria, medicina, chirurgia vascolare, malattie infettive, ortopedia). Al momento, e dopo la vaccinazione, riprenderanno solo le attività di accoglienza.

«Speriamo di aver tracciato un cammino di cittadinanza solidale e attenta al prossimo, in questi decenni, e di avere seminato speranza e amore, testimoniando quello spirito di servizio che da sempre rappresenta uno dei tratti peculiari del volontariato Avo; un patrimonio valoriale prezioso per tutto il territorio che desideriamo non si disperda. Per questo, fin da ora, rilanciamo l’appello alla comunità, affinché un numero sempre crescente di cittadine e cittadini autenticamente motivati si avvicinino alla nostra associazione. Appena sarà possibile riprenderemo il servizio in corsia e, con esso, anche le attività di formazione per nuovi aspiranti volontari e volontarie. Speriamo che la storia dell’Avo a Reggio Calabria possa essere ancora lunga e piena di amore», ha concluso Roberta Zehender, presidente dell’Avo Reggio Calabria.

Anna Foti

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