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Continuano gli appuntamenti dedicati alla Calabria antica a cura dei Servizi educativi del Museo

Museo Archeologico Nazionale, in dad con i Bronzi di Riace

di Redazione Web 20/03/2021

Il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria entra in classe per far conoscere la storia e il patrimonio archeologico della Calabria antica. È quanto accaduto nei giorni scorsi con un ciclo di appuntamenti promossi dai Servizi Educativi del MArRC, curati dal funzionario archeologo Maurizio Cannatà. In videoconferenza con gli allievi del Liceo Classico “Ludovico Ariosto” di Reggio Emilia, il dott. Cannatà ha tenuto due lezioni dal titolo “Initium mirandi graecarum artium opera (Livio XXV, 40, 2). Roma e i Greci d’occidente (VIII-I sec. a.C.)” e “Dall’arte greca all’arte classica. Roma, la Grecia e i Bronzi di Riace” con l’obiettivo di divulgare le testimonianze archeologiche conservate in museo.
«Collaborare con le scuole è uno degli obiettivi principali dei Servizi Educativi del Museo – commenta il Direttore Malacrino. Seguendo l’indirizzo indicato dal Ministro Franceschini, già da tempo il Museo ha avviato proficue sinergie utili alla divulgazione del sapere antico e all’educazione alla tutela per patrimonio culturale. La rete e la tecnologia digitale ci consente di raggiungere istituti anche al di fuori dei confini della regione per mostrare le bellezze custodite nel Museo. Con la pandemia la scuola italiana si è dovuta reinventare, facendo grandi passi avanti sul piano della digitalizzazione - aggiunge Malacrino. Ma soffre della possibilità di realizzare i viaggi di istruzione. Un’assenza che sentiamo anche al MArRC, in particolare in questi giorni di chiusura al pubblico. Ci manca molto la presenza dei tanti studenti che normalmente in questo periodo affollano le sale espositive, con i loro sguardi meravigliati tra le vetrine delle nostre collezioni o davanti ai magnifici Bronzi di Riace e di Porticello».
«È stata un’occasione imperdibile per riflettere insieme ai ragazzi sul mondo antico e sul suo sistema dei valori - aggiunge Maurizio Cannatà. Una lezione – continua - è stata incentrata sul fascino della Grecia e la sua indiscussa superiorità artistica e culturale presso i Romani già dalle vittoriose campagne militari nel Mediterraneo orientale del II-I secolo a.C. In quegli anni, infatti, Roma giunge a controllare buona parte del mondo ellenistico, nato dalla disgregazione dell’impero di Alessandro Magno. Un secondo appuntamento, invece, ha riguardato la storia dei Bronzi di Riace. Due tra i rari originali in bronzo attribuibili ai grandi maestri della Grecia classica e sopravvissuti all’oblio dei secoli, restituiti dallo Jonio calabrese dove si interruppe misteriosamente il loro viaggio. La loro storia – conclude Cannatà- è paradigmatica di quella straordinaria migrazione di cultura dal mondo delle poleis greche alla Roma imperiale, una delle radici più profonde della cultura occidentale».


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