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Sono passati 13 anni dalla prima volta. Un tentativo difficile che, però, ha sortito gli effetti sperati

«Dov’è odio che io porti amore». Attendiamoci nelle case dei boss

di Redazione Web 24/03/2021

di Gianni Mazza - Attendiamoci e i beni confiscati: un binomio che da oltre 10 anni accompagna ed orienta il vasto operato dell’Associazione a livello locale e nazionale, nato dalla necessità di luoghi dove proporre attività formative con la specifica della residenzialità e della vita comunitaria. Tutto parte nel 2008 con la trafila per l’assegnazione di due villette a Reggio Calabria, quando non esisteva l’Agenzia Nazionale per la destinazione dei beni e gli iter venivano gestiti da Prefettura, Demanio e Comune con cui si intavolavano lunghe trattative. Nulla a che vedere con la determinazione dell’associazione che, dopo oltre un anno di burocrazie, ottiene la gestione delle ville. Un onore ed un onere. Dove è odio che io porti l’amore: è il tema che sottende la missione educativa propria di queste strutture, spesso consegnate in condizioni fatiscenti e ristrutturate in tempi record grazie alla partecipazione di donatori, imprenditori, benefattori.

Strutture trasformate, nate per trasformare chi le vive.

Nascono il “Villaggio dei Giovani” e la “Bet Midrash”, dove vivere esperienze di vita comunitaria offrendo ai giovani strumenti per formarsi attraverso laboratori creativi, attività ricreative, eventi: trasformando un luogo di morte in una possibilità di vita speciale. Da subito l’attuale assistente dell’associazione, don Valerio Chiovaro, si trasferisce in questi beni, per dare anima alle strutture e rendere le mura una casa accogliente. Due le menzioni particolari: la prima per gli Scirocco Games – Mafia Fuorigioco, annuale festival musical-sportivo ideato dai giovani volontari di Attendiamoci, partecipato da enti, associazioni e Forze dell’Ordine per costruire, insieme, quel cambiamento che “sveglia le coscienze”. La seconda, per la diffusa ospitalità gratuita riservata a giovani e migranti con situazioni di emergenza abitativa, generatrice di inclusione ed integrazione reale. È da queste prime esperienze che prende piede il progetto “L’Italia s’è desta, un percorso di legalità”, immaginando attività in beni dislocati nel territorio nazionale, con l’obiettivo di far maturare il senso della cittadinanza e “unire” l’Italia secondo principi di legalità, solidarietà, e condivisione di valori.

Nel 2015 si parte con il progetto “Il Ponte sullo Stretto”, premiato da un bando dalla Città Metropolitana di Milano, dove in Via Massena 4 - appartamento situatonell’omonima via di Milano

e punto di riferimento per gli studenti fuorisede - si propongono attività per ridurre l’abbandono universitario e poter vivere pienamente l’esperienza lontani da casa. Dal 2017 Attendiamoci è presente nel Comune di Santo Stefano d’Aspromonte, grazie all’assegnazione tramite bando di due villette nel cuore dell’Aspromonte: il progetto “Tempo per te” vuole far riscoprire il rapporto con la natura e offrire possibilità di crescita attraverso la residenzialità. Ancora, nel 2018, è nato “Officine24”, in convenzione con il Comune di Motta San Giovanni: un piccolo appartamento divenuto luogo di supporto ad attività laboratoriali per lo sviluppo di competenze pratiche, a servizio delle già esistenti “Officine del Lavoro”. L’ultimo bene in ordine di assegnazione è una cascina indipendente nel Comune di Radda in Chianti, uno dei venti borghi più belli d’Italia. Tra vigneti e colline senesi si è dato vita a “La Scala”, un centro di formazione per la “slow life” e l’educazione alla legalità, per tornare ai tempi ed ai valori che “hanno fatto” la cultura italiana. I beni, così, diventano occasioni di bene e spazi di condivisione. Basti pensare alle molteplici attività svolte con comuni, scuole, università, collegi universitari, parrocchie. I beni, così, diventano occasioni di servizio e responsabilità sociale. Dalla gestione pratica alla progettazione di eventi, dall’accoglienza all’integrazione. I beni, così, diventano occasioni di trasformazione: migliaia di giovani hanno fruito della bellezza e verità di questi luoghi, con diversi tempi ed esperienze.

L’augurio è di poter riprendere presto le attività per ripermettere queste occasioni, offrendo ai giovani continui stimoli al miglioramento. Nei beni si vive, si confisca il male, e si vive il bene. Dove è odio che io porti l’amore.

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