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Caritas Internationalis ha messo in luce la situazione nel martoriato Paese mediorientale ed ha esortato la comunità internazionale ad agire

Dopo 10 anni di guerra la Siria è sotto la «bomba» della povertà

di Redazione Web 27/03/2021

In vista della quinta conferenza dei donatori dell'Unione Europea sulla Siria, Caritas Internationalis ha messo in luce la situazione nel martoriato Paese mediorientale ed ha esortato la comunità internazionale ad agire durante la conferenza "Chiesa e Caritas: 10 anni di risposta umanitaria in Siria".
Come ha affermato il segretario generale della confederazione Aloysius John nel suo intervento, Caritas Internationalis si unisce alla Chiesa siriana nel chiedere di: rimuovere le sanzioni unilaterali, che sono state introdotte all'inizio della guerra; aumentare l'accesso ai servizi e all'assistenza sanitaria, compresi i vaccini contro il COVID-19 per il popolo sofferente della Siria; garantire il sostegno alle ONG, in particolare alle organizzazioni basate sulla fede; giungere ad una pace negoziata, evitando lo stallo continuo che si traduce solo in sofferenze indicibili per i civili innocenti.
«I siriani, e specialmente la generazione più giovane della Siria, non possono più permettersi le tribolazioni e le violenze di questa guerra. Meritano un futuro migliore», ha dichiarato John.
Il 90 percento della popolazione siriana è sprofondata nella povertà a causa di dieci anni di guerra, delle sanzioni internazionali, della pandemia di coronavirus e della crisi economica. Un terzo della popolazione è fuggita dal Paese e 12,4 milioni di persone non hanno un accesso affidabile al cibo e al riscaldamento.
Intervenendo alla conferenza stampa di Caritas Internationalis, il cardinale Mario Zenari, nunzio apostolico in Siria, ha dichiarato: «È vero che da alcuni mesi non cadono più bombe e razzi su varie regioni della Siria. Tuttavia, è esplosa la terribile "bomba" della povertà".
Il porporato ha riconosciuto con gratitudine l'assistenza in corso da parte della comunità umanitaria, in particolare quella di Caritas Siria, «il cui compito è quello di essere la spina dorsale della missione umanitaria della Chiesa cattolica». Nonostante ciò, ha aggiunto, «i grandi progetti di emergenza della comunità internazionale, menzionati prima, non possono continuare per sempre».
La confederazione Caritas ha aiutato una media di un milione di persone all'anno dall'inizio della guerra nel 2011. Gli aiuti hanno incluso cibo, istruzione, riparazione di case, supporto psicologico e sanitario, progetti per l'acqua e l'igiene e, negli ultimi anni, un crescente spostamento verso progetti di sostentamento per aiutare i siriani a diventare più autonomi e ricostruire le proprie vite.
«I siriani hanno pagato un alto tributo alla guerra in Siria negli ultimi dieci anni in termini di uccisioni, spostamenti interni e rifugiati, e la distruzione non ha fatto distinzione tra case, strutture pubbliche o centri medici o educativi», ha detto il direttore esecutivo di Caritas Siria, Riad Sargi, che ha anche lanciato un appello urgente alla comunità internazionale, affermando che «le sanzioni e il boicottaggio sulla Siria, oltre al Caesar Act, ha influenzato negativamente la vita dei cittadini siriani, soprattutto i più vulnerabili, poiché queste sanzioni li hanno colpiti nel cuore della loro vita quotidiana, così che alcuni di loro possono solo mangiare pane e bere acqua. I contenitori della spazzatura nelle strade sono diventati una fonte di cibo per i più poveri».
Il sessanta percento dei bambini siriani ha urgente bisogno di istruzione, cibo e riscaldamento e 2,4 milioni di bambini non hanno accesso alla scuola. Uno dei principali obiettivi di Caritas Internationalis è investire nell'istruzione per le migliaia di bambini siriani la cui istruzione è stata interrotta a causa della guerra. In questi giorni Caritas Internationalis ha lanciato una campagna di raccolta fondi a sostegno dei bambini siriani.
«Vogliamo la pace, vogliamo il dialogo», è stato anche l'accorato appello di Mons. Jean-Abdo Arbach, arcivescovo melchita di Homs, Hama e Yabroud e presidente di Caritas Siria. «Chiediamo al governo di cooperare con l'opposizione per ripristinare la dignità umana. Dopo 10 anni di guerra, chiediamo la cooperazione internazionale. E a causa della pandemia la Siria è stata dimenticata».

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