La Casa Famiglia per malati di AIDS accoglie chi è rimasto solo, restituendo dignità e relazioni. Ascolta il nuovo podcast “speciale 8xmille”

Le voci di don Emanuele Leuzzi, Donatella Grillo e Gaetano raccontano una realtà che da quasi trent’anni accompagna i più fragili, anche grazie al sostegno dell’8xmille

Da un territorio spesso segnato dall’isolamento e dalla solitudine nasce una storia di accoglienza che continua a generare futuro. La Casa Famiglia di Castellace, in diocesi di Oppido Mamertina-Palmi, è una delle opere che mostrano come il valore dell’8xmille possa tradursi in cure, relazioni e dignità per chi vive condizioni di fragilità estrema.

Una “casa” prima ancora che una struttura sanitaria

La Casa Famiglia nasce nel 1996, quando la paura dell’AIDS portava molti malati a essere rifiutati o nascosti. L’intuizione della diocesi di Oppido Mamertina – Palmi, guidata allora da mons. Domenico Crusco e dai sacerdoti che avviarono il progetto, fu semplice e radicale: offrire non solo cure, ma un luogo in cui sentirsi accolti.



Nel podcast, don Emanuele Leuzzi – presidente dell’Ente morale “Famiglia Germanò”, a cui la Casa fa riferimento – ricostruisce le origini di questa esperienza, ricordando come la prima pietra fu posta nel 1994 grazie alla volontà di monsignor Crusco, e al lavoro instancabile di don Bruno Coccolo. «Qui sono arrivati uomini e donne che avevano perso tutto: famiglia, salute, dignità» racconta. «La Casa Famiglia è nata per restituire loro ciò che la vita aveva tolto».


PER APPROFONDIRE: «Si può fare», la rivoluzione gentile di don Giacomo Panizza. Ascolta il nuovo podcast “speciale 8xmille”


Il sostegno dell’8xmille ha reso possibile l’avvio della struttura e, negli anni, diversi progetti dedicati all’inclusione lavorativa degli ospiti. Un sostegno che continua a generare autonomia e possibilità concrete.

Tante storie, una sola umanità

La quotidianità della Casa è affidata a un’équipe di operatori e volontari coordinata da Donatella Grillo, assistente sociale e memoria storica della struttura. «Accogliamo persone sole, spesso rifiutate dalle loro famiglie» spiega nel podcast. «All’inizio cercano un posto dove vivere. Poi nasce il bisogno più profondo: essere accompagnati, ascoltati, riconosciuti». Tra le molte voci che attraversano la Casa c’è quella di Gaetano, che racconta il senso concreto dell’accoglienza ricevuta: «A Castellace ho trovato una famiglia. La cura più importante è stata l’affetto». Parole semplici, ma che dicono l’essenziale: qui nessuno è lasciato indietro.

Ascolta l’episodio completo del Podcast Good Morning Calabria su Casa Famiglia per malati di Aids di Castellace?️?

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