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Angelo Cotroneo lavora a Milano nel settore aero-space nell'ambito di un importante progetto a scopi metereologici, ma porta sempre nel cuore lo Stretto

Un genio «spaziale», l'avventura di un ingegnere reggino

di Tatiana Muraca 09/10/2020

Angelo Cotroneo è un ingegnere reggino appassionato alla scienza, che ha deciso come tanti giovani del Sud, di emigrare e fare carriera altrove. Adesso, si occupa di progettazione di satelliti in ambito civile e militare presso la sede di Milano dell’azienda Ohb–Italia. Di questo e di altro ne abbiamo parlato direttamente con lui.
Quando e come ti sei appassionato alla scienza?
Sin dalle scuole medie. In seconda media ho realizzato il mio primo sapientino come progetto scolastico.
Sei partito da Reggio perché la città non offriva e non offre opportunità in questo campo, pensi che prima o poi le cose possano cambiare? 
Le tue parole sono corrette. Sono andato via perché la città non aveva nulla da offrirmi e quel poco che c’era non era in grado di stimolare la mia voglia di crescere. Purtroppo son ancora dell’idea che le cose non cambieranno. Mi duole dirlo, perché amo la mia città, ma ogni volta che torno a casa, è sempre più abbandonata a sè stessa.
Di che tipo di investimenti ha bisogno il Meridione per primeggiare anche nell’ambito della ricerca scientifica? 
Non è solo una questione di investimento, il Meridione purtroppo deve credere nei ragazzi e non lasciarli soli. Quando ho finito gli studi, le uniche opportunità di lavoro che ricevevo erano da Roma in su. Non ho visto nessuno incentivarmi a restare e questo mi è dispiaciuto molto.
Raccontaci il tuo percorso formativo...
Ho iniziato ad appassionarmi alla scienza, come ti scrivevo prima, sin dalle scuole medie così ho deciso di frequentare un istituto tecnico, il Panella. Completati gli studi, avevo voglia di aumentare le mie conoscenze elettroniche e quindi ho deciso di frequentare la facoltà di Ingegneria Elettronica di Reggio Calabria. Ho rinunciato a tante cose durante gli studi (tornassi indietro rifarei tutto) e questo mi ha concesso di conseguire la Laurea triennale con un semestre in anticipo e la laurea magistrale in due anni esatti.
Hai trovato facilmente lavoro una volta terminati gli studi?
Completati gli studi, ho fatto colloqui un pò’ in tutta Italia e ho trovato lavoro in meno di un mese.
In cosa consiste il tuo lavoro?
Consiste nel seguire i progetti a livello europeo. Una volta che tutti i nostri clienti/fornitori hanno realizzato le unità elettroniche con i requisiti che abbiamo imposto, integro e verifico insieme a tutto il team il rispetto di tali requisiti. Fatto ciò, ci rechiamo presso gli istituti specializzati (camere a temperatura/polvere controllata) dove è possibile integrare l’intero satellite e fare i test necessari al fine di validarlo. 
Sulla base di diverse ricerche, si evince che il lancio dei satelliti possa contribuire alla formazione dei detriti spaziali. È così?
Corretto. Si sta pensando ad un cimitero spaziale dove spedire tutti i satelliti, una volta completati la loro missione.
Sono in campo anche una serie di studi che prevedono il lancio di robot in grado di raccogliere o di riuscire ad evitare questi detriti...
Nel caso di lancio di robot, purtroppo aumenta il numero dei detriti perché una volta su, i robot, ci restano. L’idea è migliorare la traiettoria dei satelliti futuri. 
Sono in “ballo” altri progetti importati “Made in Italy”?
Buona parte dei progetti son tutti “Made in Italy”. L’Italia eccelle in questo ruolo. È da poco partito un altro progetto per monitorare lo scioglimento dei ghiacciai.
Che consiglio senti di dare ai giovani che amano il campo della scienza?
Adesso non si parla più di rimanere al Sud o partire verso il Nord, ma addirittura di investire all’estero. L’Italia è un paese stupendo ed offre tantissime opportunità di lavoro, ma investe poco sui giovani. Il mio consiglio è di credere in quello che si vuole fare e di coltivarlo fino in fondo. È vero che la strada è tutta in salita, ma con passione e dedizione si può arrivare ovunque nel nostro Paese. Per quanto riguarda il discorso della fuga di cervelli, anche io ho pensato di andarmene e ci sto ancora pensando. Ricevo molte offerte di lavoro dall’estero. Pochi anni fa ho rinunciato, per il lavoro attuale, ad andare negli Stati Uniti ed attualmente è in ballo un’offerta di lavoro in Belgio. 

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