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Anche in questo momento così particolare, in riva allo Stretto l’associazione Volontari Ospedalieri Avo ha celebrato la Giornata nazionale

Reggio, Giornata nazionale Avo: una messa di ringraziamento

di Redazione Web 28/10/2020

Attiva a Reggio Calabria dal 1987, attraverso una presenza discreta ma concreta al fianco delle persone ricoverate nel Grande Ospedale Metropolitano, nelle corsie degli Ospedali Riuniti e del Morelli, l’associazione Volontari Ospedalieri Avo ha celebrato la Giornata nazionale anche in questo momento così particolare e difficile.
«Nonostante l'attuale frangente caratterizzato dall'emergenza sanitaria stia tenendo lontani i volontari e le volontarie dalle corsie d'ospedale, l'associazione ha desiderato rinnovare la volontà di proseguire a Reggio Calabria nel segno di una concreta testimonianza valoriale, confermando vitalità e impegno ad oggi manifestati in modo diverso ma non meno intenso. Con questo spirito, in occasione della Giornata nazionale dell'Avo, abbiamo celebrato il 45° anniversario della nascita della Federavo (1975 - 2020) anche a Reggio Calabria, riproponendo alla cittadinanza il nostro invito a conoscere la nostra Associazione per condividere in futuro il nostro cammino di solidarietà», ha spiegato la presidente Roberta Zehender.
La chiesa di SS Salvatore ha ospitato una messa di ringraziamento officiata da don Antonio Bacciarelli e da don Stefano Iacopino, cappellano del Gom di Reggio Calabria. «Un momento di preghiera e riflessione. Il nostro cammino di amore e gratuità non si ferma ma prosegue. Speriamo di superare questa emergenza, di poter al più presto riprendere pienamente le nostre attività e di poter tornare in sicurezza in corsia ancora più numerosi e motivati», ha concluso la presidente Roberta Zehender. 
A livello nazionale la Federavo ha proposto degli appuntamenti in diretta streaming su You tube per sensibilizzare e promuovere l'Associazione: la presentazione dell’app "My Avo" e del nuovo video promozionale, la premiazione del concorso letterario "Noi insieme 2020" e l'incontro con lo scrittore Gianrico Carofiglio, autore del libro intitolato "Della Gentilezza e del Coraggio. Breviario di politica e altre cose". Lo scrittore pugliese ha conversato con il presidente Federavo Massimo Silumbra sull’importanza dei valori della Gentilezza e del Coraggio, cardini del volontariato Avo e del servizio accanto al prossimo che ogni socia e ogni socio si propone di espletare.
«Da intendersi come strategia per risolvere i conflitti e strumento chiave per dare senso e profondità alle relazioni umane - ha spiegato Gianrico Carofiglio - la gentilezza della quale scrivo non è da confondersi con il garbo o la cortesia, buone maniere assolutamente apprezzabili. Ad essa mi riferisco piuttosto come a un metodo fondamentale per la ricerca, ove possibile, di una soluzione cooperativa e per affrontare lo scontro e il dissenso senza che ad essi seguano i, purtroppo, frequenti esiti violenti, mistificatori e distruttivi. Il conflitto è, infatti, una fase inevitabile nella quotidianità della convivenza, salvo restare nell'indifferenza ed esistere disinteressandosi totalmente della vita collettiva. Come le antiche arti marziali giapponesi insegnano - ha proseguito Carofiglio - quando si riceve un attacco si può spingere in senso contrario, opponendo resistenza e producendo solo uno scontro, oppure si può cedere, lasciando disperdere l'attacco e dimostrando che ci sono modi alternativi di gestire il combattimento e di scontrarsi incontrandosi. Come un ramoscello carico di neve non si spezza ma lascia cadere la neve stessa per poi rialzarsi. Riflessioni che possono essere riferite al combattimento fisico come anche al confronto dialettico tra vedute divergenti, poiché la non resistenza, la cedevolezza, la flessibilità non significano remissività e arrendevolezza, ma sono pratiche efficaci di affermazione delle proprie convinzioni, nel rispetto delle altrui differenti opinioni; sono alla base della scelta di comportarsi non opponendo brutalità alla brutalità. Dunque la gentilezza non è remissività ma piuttosto una virtù del combattimento praticato con energia e determinazione senza sacrificare il senso e il rispetto dell'altro», ha sottolineato ancora Gianrico Carofiglio.
Chi pratica la gentilezza è davvero invincibile laddove l'invincibilità non è prevaricazione ma capacità di restare con senso dentro le relazioni; essa è ascolto attivo, attenzione viva e non aggressiva, un modo di stare al mondo, di parteciparvi senza cedere al facile e comodo cinismo o alla violenza e alla necessità di sopraffare l'altro, e con il desiderio di contribuire e di entrare fruttuosamente in relazione, nonostante le inevitabili divergenze, tensioni e ansie. «Siamo gentili non perché è carino e apprezzabile ma perché la gentilezza è una virtù e come tale va esercitata per migliorare la qualità della nostra esistenza e delle nostre relazioni. Essa è pratica di umanità e di convivenza civile», ha concluso Gianrico Carofiglio.

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