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Il progetto si chiama ''Confido'' e coinvolge dieci regioni italiane: c’è anche la Calabria

Riscoprirsi «villaggio», l’affido non deve più fare paura

di Redazione Web 01/11/2020

di Giulia Melissari * - «Per crescere un bambino serve un villaggio». Lo sanno bene le associazione calabrese che partecipano attivamente Forum delle Famiglie. I limiti vengono superati dalla volontà comune di tracciare un percorso che sia da esempio. In fondo, essere un «villaggio» non è poi un fatto eccezioanle. Per tale ragione si è deciso di dare continuità a un percorso partito già dal 2017 per sensibilizzare le famiglie italiane ai temi dell’affido e dell’adozione.

Il progetto “Confido” è la naturale continuazione del lavoro svolto sul territorio nazionale, un progetto finanziato dal Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Ha degli obiettivi molto chiari: valorizzare e far conoscere il prezioso lavoro delle associazioni che si occupano di affido e adozione sui vari territori; rendere la rete del Forum ancora più unita, e soprattutto raggiungere più persone possibili, per far conoscere loro la bellezza dell’accoglienza, mostrando e dimostrando che ridare una famiglia a un bambino che non ce l’ha, è possibile. Oggi più che mai.
 
Il progetto coinvolgerà dieci regioni, tra queste naturalmente vi sarà la Calabria, dove il Forum Regionale avrà a suo fianco il Centro comunitario Agape che da oltre 50 anni si occupa di queste tematiche, con formazioni continue e supporto costante alle famiglie del territorio. Sarà una grande sfida, in un periodo storico sicuramente non facile, poiché aldilà della pandemia e del post–lockdown, vi è stato già da prima, un incredibile calo di richieste degli affidi e delle adozioni. Un crollo dovuto, anche, al caso–Bibbiano che ha lanciato strane ombre sul mondo degli affidi. Ma non solo.
 
Questo calo ha motivazioni, sicuramente, culturali e geopolitiche su vasta scala, ma per quanto riguarda il nostro Paese, vi sono ulteriori cause legate a leggi ormai inadeguate, con meccanismi che finiscono troppo spesso per reprimere più che favorire gli slanci solidali delle famiglie. Con questo progetto si vuole arrivare alle persone promuovendo l’affido e l’adozione sotto una luce diversa. Questo, infatti, non significa proporre un’alternativa alle famiglie d’origine che non ce la fanno, ma è quella di sostenere questi nuclei, con un lavoro sussidiario di sostegno e di affiancamento costante. Sicuramente, le associazioni del Forum daranno continuità a questo progetto, ma vi è sempre più la necessità che la politica faccia il suo dovere, avviando quelle riforme legislative che ancora oggi frenano, non di poco, tutto il sistema di accoglienza e dell’assistenza dei minori.
 
Dopo l’evento regionale di apertura (di cui ci occupiamo in altra parte del giornale, ndr), si partirà con l’individuazione delle famiglie interessate e con la programmazione delle date di formazione specifica che durerà fino a giugno 2021. Tutti i contenuti più rilevanti del progetto saranno disponibili all’interno di un sito internet dedicato, che si arricchirà nel corso del tempo di notizie e testimonianze. La conclusione del percorso prevederà, infine, un evento nazionale in cui i referenti, di ogni regione, racconteranno le tappe compiute e forniranno in dettaglio i risultati raggiunti.
 
* Coordinatrice regionale “Confido”

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