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Sullo sfondo rimane un tristissimo gioco di potere sulla pelle dei calabresi in piena pandemia

Sanità, Zuccatelli in bilico. Ma il M5s si ''spacca'' su Strada

di Federico Minniti 10/11/2020

L’ultimo nome è quello di Gino Strada. Il fondatore di Emergency è l’ipotesi ventilata da M5s per un nuovo - il terzo in pochi giorni - ribaltone alla guida della struttura commissariale che gestisce la sanità in Calabria. Difficile, però, immaginare una retromarcia così repentina. Da domenica, il timone della Sanità calabrese è passato nelle mani di Pino Zuccatelli, nominato commissario in fretta e furia su indicazione del compagno di partito, Roberto Speranza. Una scelta che, però, non convince, specialmente gli alleati pentastellati. L’emergenza coronavirus in Calabria resta un Everest da scalare, se si pensa che il piano Covid regionale è solo messo nero su bianco, ma mai concretizzato. Un pressappochismo pauroso che ha portato la Regione in zona rossa.

Sul nome di Zuccatelli pesano diverse polemiche. La più grave risiede nel 'non detto' dall’ex commissario Saverio Cotticelli in diretta tv. Il generale dei carabinieri in pensione ha riferito di un vero e proprio complotto, orchestrato alle sue spalle dallo stesso Zuccatelli e altre 'menti raffinatissime'. È Zuccatelli che, nelle vesti di responsabile del 'Mater Domini' di Cosenza avrebbe fatto pressioni su Cotticelli per fargli accollare un superdebito da 100 milioni di euro. Ma c’è tanto altro che non torna, quantomeno nei tempi. Il commissario dimissionario avrebbe avanzato delle richieste per potenziare la struttura commissariale e ampliare i poteri straordinari per la gestione dell’e- mergenza dopo mesi di ostracismo. Provvedimenti varati dal Consiglio dei ministri soltanto pochi giorni prima dell’avvicendamento tra l’ex generale e il suo successore.

Intanto il medico-manager Pino Zuccatelli, cesenate, una vita di militanza a sinistra, è chiuso in casa: ha contratto anche lui il coronavirus. Nel maggio scorso aveva proferito una frase ieri tornata alla ribalta nel clamore («per prendere il virus bisogna baciarsi in bocca per quindici minuti»), che però lo stesso Speranza ha voluto ridurre a «incidente di percorso». Acqua sul fuoco anche dal suo vice, in quota M5s, Sileri: «Valutare il curriculum, non il passo falso».

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