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Il padre provinciale dei Frati Minimi plaude l'iniziativa di Rfi che vuole il nome del santo protettore della gente di mare sulla nave Iginia

Padre Trebisonda: ok intitolazione nave traghetto a San Francesco

di Redazione Web 12/11/2020

Carissimi, «Vi accompagni sempre la Grazia di Gesù Cristo Benedetto, il più grande e il più prezioso di tutti i doni!». A nome mio e della comunità dei Minimi del Santuario Regionale di Paola, desidero rivolgere un saluto di pace con le stesse parole di san Francesco di Paola, venerato in Italia e nel mondo come “Patrono principale della Calabria” e “Compatrono in perpetuum della Sicilia”. Giunga questo messaggio a sostegno dell’iniziativa di intitolare la nuova nave traghetto RFI Iginia a san Francesco di Paola.

Era il 27 marzo 1943 quando il Papa Pio XII, accogliendo le preghiere del popolo cristiano, in occasione del 523mo anniversario della nascita dell’Eremita, dichiarò san Francesco di Paola «Celeste Protettore della Gente di mare della nazione italiana». Lo stesso Pontefice ricordò questo avvenimento nel corso di un famoso radiomessaggio, diramato a tutta la Nazione italiana il 16 giugno 1957, a conclusione dei solenni festeggiamenti celebrati per il 450° anniversario del Pio Transito del Santo. A tal proposito, è degno di nota il fatto che tutta la lunga vita di san Francesco è legata intimamente al mare e pure il fatto che la devozione dei marinai d’Italia verso il Paolano è stata sempre grande.

Ma la singolare proclamazione del patronato sulla Gente di Mare italiana ha come filigrana il celebre prodigio che il Santo volle compiere, allorquando si accinse a raggiungere la Sicilia attraversando lo Stretto di Messina non su una comune imbarcazione ma sul suo logoro Mantello, ancora oggi gelosamente custodito presso il Santuario di Paola. Accadde, infatti, che sulla spiaggia di Catona, il poverello Eremita chiese ad un tale, Pietro Coloso, di poter essere traghettato con la sua barca dall’altra parte del mare. In quegli istanti, l’avaro marinaio chiede di esser pagato e Francesco risponde che non ha nulla da dare. Il Coloso, allora, ribatte che se non paga non potrà essere traghettato. Francesco, allora, senza batter ciglio, si allontana dal Coloso, si inginocchia, prega, traccia un segno di croce sul mare in tempesta e stendendo il suo mantello sulle acque, senza voltarsi indietro salpa sicuro verso l’Isola. Francesco sa bene che sono vere le parole di Gesù: «Se aveste fede quanto un granellino di senapa, potreste dire a questo gelso: sii sradicato e trapiantato nel mare, ed esso vi ascolterebbe». (Lc 17,5-6).

Il mondo dell’arte nel corso dei secoli si è molto sbizzarrito nel ritrarre questa singolare scena; persino un noto spartito del grande Franz Liszt ha immortalato quest’evento straordinario che ha reso san Francesco di Paola, dopo sant'Andrea Apostolo, il più celebre tra i marinai d’Italia e della Chiesa. Ecco perché i marinai a buon diritto considerano il Santo come uno di loro. Ne è prova anche una raffigurazione, custodita nel convento dei Minimi di Taranto, che ritrae il santo barcaiolo e alcuni pescatori che guardano verso di lui, esclamando: «tu se’ o primme marinaro!».

Gli innumerevoli ex-voto e i tanti attestati di grazie che i devoti lasciano nei vari santuari intitolati al Paolano sono il segno di questo forte attaccamento. E così, la fiducia in s. Francesco di Paola si trasforma subito in preghiera devota, che implora e attende speranzosa. Nel suo straordinario viaggio verso Messina, Francesco è apparso sempre ed appare ancora oggi come il superamento della ragione dinanzi al mistero di Dio, che non abbandona mai chi a Lui si rivolge. Il mare di Sicilia ci fa compiere un salto di qualità sul mare della vita ma ci introduce soprattutto in un viaggio ancora più importante e decisivo: quello verso l’eternità. E su questa barca viaggia ognuno di noi.

L’esperienza di san Francesco, quindi, ci insegna simbolicamente che un po’ siamo tutti gente di mare, bisognosa solo di fede e di speranza. Guardiamo a lui come maestro di vita; lo ammiriamo, altresì, come gigante della santità calabrese e siciliana: uomo che ha molto faticato, ma che ha anche lottato e vinto, domando qualsiasi difficoltà con la sua fede incrollabile e con il suo impegno sociale.

Pertanto, considerato con attenzione quanto finora ampiamente descritto, volendo unire la nostra voce alla petizione promossa dai membri dell’Associazione Ferrovie Siciliane, al fine di continuare a consegnare alla memoria dei posteri il glorioso nome del santo Taumaturgo Paolano, tutta la comunità dei Frati Minimi del Santuario Regionale di Paola, unitamente ai fedeli e devoti del Santo residenti in Italia e nel Mondo, è lieta di
accogliere, promuovere, accompagnare e sostenere la felice iniziativa di intitolare la nuova nave traghetto RFI Iginia a san Francesco di Paola, Patrono della Calabria e della Sicilia, nonché Celeste Protettore della Gente di Mare italiana. Certo in un positivo riscontro, sin da ora, dal Santuario principale della devozione a s. Francesco di Paola, unitamente al popolo di Dio, invoco su tutti voi la celeste benedizione del Signore, il patrocinio della Madonna della Lettera e la valida protezione del comune Padre san Francesco di Paola.

Così il padre provinciale dei Frati Minimi, P. Francesco Trebisonda.

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