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«Uguaglianza al di là di ogni credo», in aula con il professore Enzo Petrolino, che si sofferma sulla nuova enciclica di papa Francesco

“Fratelli Tutti”, la lezione con gli studenti dell’Issr di Reggio

di Redazione Web 17/11/2020

di Enzo Petrolino* - La dichiarazione conciliare Nostra aetate (28-10-1965) costituisce una sorta di magna charta per la comprensione del dialogo della Chiesa cattolica con le altre tradizioni religiose. Il n. 3 considera i musulmani: la Chiesa cattolica guarda con stima i musulmani che adorano l’unico Dio, vivente e sussistente, misericordioso e onnipotente, che ha parlato agli uomini. Nel documento Dialogo e Annuncio (1991), il Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso e la Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli offrono dei punti di riferimento per aiutare i cristiani ad avere un maggiore rispetto nei confronti dei credenti di altre religioni, pur rimanendo fedeli all’esigenza di annunciare il Vangelo. A otto anni dalla sua elezione, papa Francesco scrive una nuova Enciclica, Fratelli tutti, che rappresenta il punto di confluenza di ampia parte del suo magistero. Il titolo è una citazione tratta dalle Ammonizioni di San Francesco. Il Papa indica una fratellanza che si estende non solo agli esseri umani, ma anche alla terra, in piena sintonia con l’altra Enciclica la Laudato si’,  ricordando l’amore di san Francesco per tutte le creature, da cui nasce la fraternità universale; e, in secondo luogo, l’incontro di Francesco con il sultano Malik-al-Kamil, in Egitto, durante la V crociata nel 1219, esempio di «umile e “fraterna” sottomissione», da cui nasce la fraternità umana e l’amicizia sociale, al di là di ogni credo professato. Fratelli tutti declina insieme la fratellanza e l’amicizia sociale. Confessa il Papa di essersi sentito stimolato per la sua terza enciclica dal Grande Imam Ahmad Al-Tayyeb e dall’incontro di Abu Dabi, incontro conclusosi con la firma del “Documento sulla fratellanza umana” nel quale si afferma che Dio «ha creato tutti gli esseri umani uguali nei diritti, nei doveri e nella dignità, e li ha chiamati a convivere come fratelli tra di loro» (4 febbraio 2019). Le differenze religiose, culturali e storiche sono una componente essenziale nella formazione della personalità, della cultura e della civiltà orientale; ed è importante consolidare i diritti umani generali e comuni, per contribuire a garantire una vita dignitosa per tutti gli uomini in Oriente e in Occidente, evitando l’uso della politica della doppia misura. L’Enciclica si conclude, infine, con la ripresa dell’appello alla pace, alla giustizia e alla fraternità fatto insieme al Grande Imam.
*docente di Teologia dell’Ecumenismo - Issr di Reggio Calabria

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