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Violenza sulle donne, la politica regionale faccia la sua parte

Il fattore criminale più allarmante nella nostra regione che deve essere affrontato attraverso interventi non emergenziali ma strutturali

di Mario Nasone 25/11/2020

Il femminicidio avvenuto nel catanzarese, che segue a quello registrato a Montebello Ionico conferma proprio nella giornata dedicata alla riflessione su questo fenomeno quanto questa piaga vede ancora una sua grande incidenza nella società calabrese, da sempre ai primi posti di questa tragica graduatoria.

Il Consiglio regionale della Calabria uscente, su spinta del suo Presidente Nicola Irto, con l’attivazione dell’Osservatorio regionale sulla violenza di genere, ha avuto la possibilità per la prima volta di potere avere uno strumento di conoscenza nei vari aspetti che presenta la violenza sulle donne in calabria, di potere avviare iniziative di sensibilizzazone e di formazione che hanno coinvolto forze dell’ordine, centri anti violenza, mondo della scuola, magistratura.  Un lavoro importante da continuare dalla prossima legislatura perché serve una attenzione politica verso un fenomeno che rappresenta dopo la ndrangheta, il fattore criminale più allarmante nella nostra regione che deve essere affrontato attraverso interventi non emergenziali ma strutturali.

In particolare, l’approvazione di una legge regionale in grado di costruire un sistema di protezione delle donne vittime di violenza  più organico, efficiente e capillare, attraverso adeguati  stanziamenti nel bilancio regionale e con l’utilizzo di fondi comunitari, il  rafforzamento della rete dei centri antiviolenza attivandoli in tutti gli ambiti territoriali inter-comunali attraverso la garanzia dell’accreditamento e di finanziamenti stabili; l’aumento della case rifugio secondo un criterio di densità di popolazione e di competenza dimostrabile con esperienza, l’attivazione in tutti i presidi ospedalieri dei percorsi rosa per le donne vittime di violenza  con la formazione degli operatori congiunta in accordo con il dipartimento salute per l’attuazione delle linee guida aziendali come da  decreto legge n° 24 pubblicato in G.U. il 30/01/2018 e la raccolta dati con i codici previsti per l’Istat, la previsioni di progetti d’intervento sui maltrattanti in particolare all’interno delle carceri e apertura in tutta la regione di CAM Centri di assistenza maltrattanti, il potenziamento delle misure per garantire con tempestività il sostegno alloggiativo ed economico alle donne che denunciano e a quelle che escono dalla case di accoglienza per dare loro autonomia.

L’auspicio è di avere l’insediamento dell’Osservatorio regionale ad inizio legislatura prevedendo la nomina di soggetti esperti nel settore e disponibili ad un servizio gratuito  e di potere contare su un potenziamento della sua  azione di monitoraggio da realizzare in collaborazione con Giunta regionale, Istat , e  Università della Calabria , una valorizzazione del progetto adotta la storia di una vittima di femminicidio che ha registrato larghe adesioni grazie anche alla collaborazione dell’ufficio scolastico regionale ed alle testimonianze di familiari di donne vittime  di femminicidio. Servono ancora protocolli per il coordinamento degli interventi di tutti gli attori istituzionali e sociali garantendo un loro funzionamento effettivo e d in particolare che programmino l’attivazione di percorsi di formazione congiunta di tutta la rete istituzionale e sociale e progetti per i maltrattanti.

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