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La sostenibilità appare difficile senza fare ricorso a sostanziosi aumenti di capitale: «Gli esempi non sono serviti»

Nuove «in house» del Comune: si rischia la paralisi economica

di Redazione Web 06/03/2017

di Pasquale Imbalzano * - Società in house: è bene premettere il fatto che sono state le amministrazioni di centrodestra ad aver pensato a questo modello che poi il centrosinistra ha sposato senza riconoscere meriti. Inoltre, l’atto di indirizzo che il Csx ha sottoposto al Consiglio comunale nel gennaio del 2016, da cui si è originato il bando pubblicato nel dicembre successivo, non è tuttavia quello che avevamo indicato, perché ci sono ragioni di preoccupazione sulla sostenibilità economica della scelta della Srl al posto della Spa. In primis perché la scelta è condizionata dallo scarso orizzonte della norma prevista nel decreto enti locali (d.l. n°78/2015) che non offre tutte le garanzie di sostenibilità economica che le caratteristiche delle società stesse avrebbero imposto. È noto che la capacità di accesso al credito per una Srl è molto più limitata rispetto ad una Spa – circostanza confermata dall’obbligo del rispetto dei vincoli dell’accordo di Basilea “2” e “3” cui gli istituti di credito devono attenersi – e quindi te- nendo conto della strutturale idiosincrasia di tutto il sistema bancario italiano, temiamo che si sia dato alla luce una creatura soggetta a continui malanni se non si interverrà con sostanziosi aumenti di capitale. Molto presto nelle casse delle società, all’atto di pagare gli stipendi dei lavoratori, mancherà il danaro sufficiente per via della lentezza del saldo delle spettanze che il Comune dovrà alle stesse società. Quindi non si riuscirà a far fronte alle esigenze della gestione ordinaria di due società che possiedono un capitale sociale troppo esiguo – 250.000 euro Castore e 100.000 euro Polluce – con un numero di lavoratori cosi elevato (circa 200) e che deve presto essere aumentato con apporti di denaro consistenti. Sarà necessario che il Sindaco e la Giunta diano presto vita ad un aumento di capitale delle società, poi da sottoporre al Consiglio Comuna-le, evitando l’inutile ricorso a patrimonializzazioni che non possono produrre gli effetti che un conferimento di denaro può generare, cosicché possano camminare con le proprie gambe e superare gli ostacoli che incontreranno per strada. Noi non vorremmo che, a differenza dei diòscuri eroi invincibili e forti nel mito greco, queste nuove società chiamate appunto Castore e Polluce si caratterizzino per debolezza e fragilità economica, gettando via le fatiche di coloro che hanno operato per costruire un modello di gestione possibile, ma soprattutto le speranze dei reggini e quelle dei lavoratori della ex Multiservizi.

* capogruppo consiliare Ap – Ncd

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