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Settant'anni fa quel primo incontro con la comunità ecclesiale e la cittadinanza in viaggio verso Reggio

L'anniversario. Ferro arrivò in diocesi e si fermò a Bagnara

di Redazione Web 03/12/2020

Ieri sera durante la celebrazione della S. Messa Mons. Rosario Pietropaolo, Abate di Bagnara Calabra ha invitato i fedeli alla preghiera di ringraziamento a Dio, fonte di ogni bene e di santità, per il dono del prezioso ministero pastorale di Mons. Giovanni Ferro.
“Proprio settanta anni fa, sabato 2 Dicembre del 1950, di prima mattina nella stazione ferroviaria è avvenuto il primo incontro di Mons Giovanni Ferro, in cammino verso Reggio Calabria, con la comunità ecclesiale e cittadina di Bagnara.

Dalle cronache dei giornali del tempo leggiamo che “il Servo di Dio, proveniente da Tropea, dove avevo sostato il giorno precedente ospite del Vescovo Mons. Bonfiglioli, e accompagnato dal Superiore Generale P. Cesare Tagliaferro, dal Provinciale p. Luigi Frumento e dal segretario P. Pasqaule Corsini, si avvia alla volta di Reggio. La fascia costiera del Tirreno offre all’Ecc.mo Presule lo spettacolo incomparabile del suo panorama fascinoso. Ma ciò che tocca profondamente l’animo di Mons. Ferro ad ogni sosta del treno, che lo commuove e quasi lo stupisce, è lo spettacolo e la ricchezza di fede delle popolazioni calabresi...” (L’Avvenire di Calabria – settimanale della Diocesi)
Tante le soste del treno: Joppolo, Nicotera, Rosarno Palmi….

Finchè si arriva a Bagnara, dove erano sopraggiunti i Dirigenti Diocesani dell’Azione Cattolica con a capo il Delegato Mons. Orazio Palamara, il Presidente della Giunta Diocesana Comm. Delfino, il Preside Raschillà e il Rag. Milazzo, che a nome della Città, rivolse un devoto e appassionato saluto, al quale S.E. l’Arcivescovo rispose ringraziando per tanta affettuosa accoglienza impartendo alla folla prostrata e plaudente la sua Benedizione…..
Una folla straordinaria con tutti i sacerdoti, l’abate Mons. Salvatore Gioffrè e gli altri parroci e sacerdoti, le Arciconfraternite e tanti tanti fedeli.
Inizia così – continua Mons Pietropaolo – con questa grande gioia e commozione una storia di amore e di predilezione tra il nuovo Pastore e la città di Bagnara. Una storia intessuta di gesti, incontri, celebrazioni, di iniziative culturali e caritative, testimonianza di una “passione intensa”. Una storia – confida Mons Pietropaolo – che avremmo voluto oggi rivivere con un Convegno e una Mostra fotografica, ma, ve lo prometto, passata questa pandemia dedicheremo all’amato Padre questo segno di vivissima gratitudine.

L’Abate ha poi accennato brevissimamente alcuni episodi di questo intenso rapporto: l’ordinazione sacerdotale di don Antonio Imbesi, di P. Domenico Calarco, di don Rosario Pietropaolo, la posa della pietra dell’Opera della Maternità e Infanzia, la costruzione della Chiesa parrocchiale di Mainella, e l’invio di don Giovanni Cacciola come parroco. A Porelli la missione al popolo della Pro Civitate di Assisi, durante la quale incontrò il giovane Benito Clemente che scelse come suo fedele “attendente”, La celebrazione della Cresima, ed anche della prima comunione di tanti ragazzi nella Chiesa Madre, la consacrazione della Chiesa di S. Maria degli Angeli a Porelli e le indimenticate Visite Pastorali, e il 5 Dicembre 1954 la consacrazione della città all’Immacolata con l’incoronazione della splendida statua
Ha infine ricordato un “miracolo” compiuto a Bagnara dal Servo di Dio.

Nei primi anni sessanta ad un giovane, Santo Iannì, che, come spesso accade, si era allontanato dalla vita di fede, viene diagnosticato una terribile malattia: cancro con previsione pochissimi mesi di vita. Il dolore e l’angoscia invadono la vita della famiglia e di tanti concittadini. La madre del giovane, animata di una fede viva, affronta il calvario con la preghiera condivisa da tutta la parrocchia ma il giovane non vuole saperne, chiuso nel suo dolore. La madre si rivolge a Mons. Domenico Cassone: mio figlio non ha ricevuto la cresima. Il sacerdote si reca da Mons. Ferro per chiedere l’autorizzazione per celebrare il sacramento; “domattina vengo io…” risponde l’Arcivescovo.

Il mattino dopo si presenta nella casa: “e come una grande luce illumina la casa…. Accostatosi al letto si intrattiene in lungo colloquio con il giovane da solo….poi dinanzi ai familiari e ai vicini amministra il sacramento della cresima. E prega insieme ai presenti numerosissimi conforta paternamente tutti.
E da quel giorno: “mamma perchè piangi ?… vado in paradiso… preghiamo, mamma, la Madonna…il giorno della sua festa sarò in cielo…non piangete…”
Nel giorno in cui Bagnara celebra la Madonna del Rosario, il giovane Santo chiude i suoi occhi sulla scena di questo mondo e… vola in paradiso.”
La conversione di un cuore giovane piagato dalla sofferenza è il vero grande miracolo che Mons. Giovanni Ferro ha compiuto, segno della sua santità

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