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L'Associazione dei Dottori Commercialisti e degli Esperti contabili chiede più "semplicità" sui temi tributari a favore dei cittadini

Imu, Inps e credito sull’affitto: la terna natalizia

di Redazione Web 15/12/2020

«Sembra che il 2020 non finisca mai di sorprendere sui temi tributari», è quanto si legge su una nota dell'Associazione dei Dottori Commercialisti e degli Esperti contabili, che prosegue: «Tra pochi giorni i Comuni riscuoteranno l’IMU, nella nuova versione che include la TASI, l’imposta defunta che ne condivideva la stessa sostanza imponibile. Se fosse solo questa la novità, si potrebbe parlare di semplificazione, di un’ottima iniziativa che ha reso meno complesso lo scenario dell’imposizione tributaria. E invece no! Per un destino cinico e baro, il cittadino deve pagare il saldo imu entro il 16 dicembre 2020 e dovrà rivedere ex post i calcoli entro febbraio 2021 per riversare l’eventuale differenza dovuta o per richiedere indietro la maggior imposta versata. La causa di tutto ciò? Semplice: si è concesso ai Comuni di decretare le aliquote definitive 2020 entro gennaio 2021 (art 1 DL 125/2020). 
È il nuovo TOTO-IMU…che, secondo la mala musa ispiratrice, certamente non implicherà alcun costo aggiuntivo per l’intera società civile, perché tutto viene da sé…ed è tutto gratuito, ma non si tiene conto del tempo perso per scovare le illeggibili delibere comunali, le aliquote ivi nascoste e svolgere i calcoli! In realtà, si comprende bene la necessità di garantire ai comuni un gettito invariato per l’elisione della TASI, consentendo, ancora una volta alla P.A. (in questo caso i Comuni) di superare i disagi dovuti all’impossibilità di procedere con celerità all’adempimento dovuto a causa, magari, dello smart working dei propri dipendenti. Tuttavia, per evitare calcoli su calcoli ai contribuenti ed ai loro consulenti, bastava rinviare i conti a giugno 2021 con il versamento dell’acconto IMU 2021 e dell’eventuale differenza sul 2020. La semplicità non alberga nell’animo delle menti complesse o poco connesse con la realtà quotidiana - si aggiunge - Inoltre, anche le imprese e professionisti devono affrontare ulteriori difficoltà burocratiche oltre alla crisi economica: la modulistica predisposta dall’Agenzia delle Entrate con cui si dovrebbe cedere il credito sugli affitti di ottobre – novembre – dicembre 2020 presentando il tutto all’ufficio territoriale competente, solo ieri ha visto la luce consentendo, con il solito ritardo, di procedere all’implementazione normativa prevista dai decreti ristori. E per concludere, non è neppure mancato il ritorno del toto “INPS”. Pochi giorni fa, l’Inps ai contribuenti/sudditi ha riferito con infelice gonfiezza: disoccupati, pensionati e cassa integrati: ho sbagliato le Certificazioni Uniche sui redditi 2019, cercate di stare attenti, scoprite chi e ditelo al Mef. Ma non era più semplice che l’INPS comunicasse la questione a chi effettivamente è stato interessato dagli errori sui dati reddituali delle Certificazioni Uniche, piuttosto di diffondere il panico su milioni di persone? Chiediamo all’INPS, o meglio ai suoi strateghi della comunicazione, di informare solo chi è stato direttamente danneggiato dall’errore commesso dall’Istituto! Siamo costretti a fare un po’ di satira, per sdrammatizzare; tuttavia la gravità del momento è tale che solo l’ironia può far comprendere la mostruosità della realtà in cui cittadini, imprese e commercialisti sono costretti a vivere. Ancora una volta - si conclude - si ha la prova che è necessario trovare un dialogo con le categorie professionali che assistono i cittadini per individuare gli strumenti che consentano risultati migliori di questi. A pochi giorni dalle festività, che gli italiani trascorreranno con pochi familiari, riteniamo che i cittadini italiani meritino un regalo: LA SEMPLICITA’!».

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