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Giovanni Giordano è la guida di un’agenzia storica che però non è passata indenne dal Coronavirus

Turismo mai così male, parla l'esperto: «Crollo del fatturato»

di Davide Imeneo 17/12/2020

Turismo in ginocchio. Alle porte del 2021, abbiamo provato a fare un bilancio con un imprenditore del comparto, Giovanni Giordano, per capire come i tour operator reggini hanno affrontato il 2020.

Quali sono stati gli effetti del Covid per le agenzie di viaggio?
Le agenzie di viaggio sono in assoluto il comparto più colpito con un calo di fatturato superiore al 90%. Come è facile comprendere ci sono stati settori che dopo il lockdown anche parzialmente hanno lavorato mentre le agenzie hanno dovuto cancellare il lavoro già prodotto pre Covid senza vendere nulla nei successivi dieci mesi. Questo si amplifica in Calabria, una Regione già fragile in momenti normali. Avevamo conquistato l’appellativo di territorio Covid Free in estate e poi a causa di un sistema sanitario dilapidato dalla mala politica siamo diventati zona rossa, oggi arancione. Per ciò temiamo anche per il 2021 se lo scenario non cambia. Si è parlato tanto di turismo domestico o di prossimità ma affinché ciò si sviluppi e soprattutto si mantenga nel tempo serve sicurezza nel territorio anche sanitario.

Che tipo di ristori avete avuto dal Governo e dagli enti territoriali?
Prima dell’estate avevamo la speranza che questa pandemia potesse finire prima del previsto, che nel periodo estivo si sarebbe potuto lavorare un po’ e soprattutto che gli aiuti fossero adeguati al danno subito e fossero erogati con un lasso di tempo accettabile. Invece nulla di tutto ciò si è verificato. Quindi abbiamo perso anche la speranza e ci sentiamo presi in giro. Il Governo, con i vari decreti dal Cura Italia, al decreto Liquidità, al decreto Rilancio, a quello cosiddetto di Agosto o ai vari decreti Ristori dove in questi ultimi i codici Ateco delle agenzie non sono neanche previsti, ha dato risorse irrisorie o ancora in corso di erogazione. La Regione ha previsto tre provvedimenti il Riapri Calabria, il Lavora Calabria e il Viaggia Calabria. I primi due già erogati, il terzo ancora in corso di istruttoria. Gli aiuti, viste le scarse finanze regionali causate anche dagli ingenti sprechi di risorse di cui la Calabria fin anche in questi giorni ha dato prova, non potevano che essere insufficienti. Sul fronte dei dipendenti con la Cig dobbiamo però dire che la Regione Calabria è stata tra le regioni più virtuose.

Cosa chiedete per poter sperare di andare avanti?
La situazione oggi è un disastro si rischia che le aziende chiudano se si indugia ancora senza interventi immediati, mirati alle attività più colpite e proporzionati ai danni subiti. Il tessuto economico delle agenzie, è stato sempre sano fondamentalmente ma oggi, allo stremo, si rischia di vedere anche nel nostro settore una possibilità di sovraindebitamento con conseguenziale pericolo di ingresso di capitali di provenienza illecita. Quindi un danno oltre che economico anche sociale. Quindi chiediamo al Governo immediatezza nella esecuzione degli aiuti già programmati ma non erogati, prolungamento fino a marzo del 2021 dei contributi a fondo perduto previsti per le agenzie e i tour operator dal Decreto di Agosto, intervento sul sistema bancario che nonostante la garanzia statale sta rallentando di molto l’evasione delle richieste di prestito. Alla Regione chiediamo il superamento della lentezza cronica della burocrazia e soprattutto la ripartizione delle risorse future con criteri di inclusione dei vari attori del comparto senza paletti o condizioni emarginalizzanti per alcuni e privilegianti per altri.

I vostri clienti iniziano a chiedere informazioni per il post Covid? Avete già prenotazioni?
La voglia di partire o di fare vacanza è solo sopita per ovvie ragioni ma il bisogno è vivo anche se ridotto al minimo storico. Si guarda al 2021 con le naturali aspettative che prima i passaporti sanitari, i corridoi turistici, i vari protocolli di sicurezza ed infine il risolutivo vaccino possano evitare future chiusure indiscriminate e sconsiderate. Le richieste di informazioni comunque si concentrano maggiormente sul comparto delle crociere e delle vacanze mare per la prossima estate, rigorosamente sul territorio italiano. Prenotazioni vere e proprie ancora no ma, se lo Stato ci consente di superare questo momento, ci auguriamo dopo le festività natalizie che possano riprendere.

Immagina un uso del Recovery Fund per il vostro settore?
Certo che lo immagino. Il settore del turismo pesa per il 13% del PIL nazionale, 386 mila imprese, 4 milioni di addetti. Le agenzie di viaggio sono circa 11 mila con un giro di affari di 12 miliardi. Quelle specializzate nella promozione e vendita del prodotto Italia sono circa 3 mila con un giro di affari di circa 2 miliardi. Il settore del turismo si presenta ancora più prezioso per la Calabria dove pesa il 25% del PIL regionale. Con 800 chilometri di coste, 14 bandiere blu nel 2020, 3 parchi nazionali e tantissime attrazioni naturalistiche, paesaggistiche, storiche, culturali e siti patrimonio dell’Unesco non mi pare ci possano essere dubbi. Il dubbio e la paura ci sorge se pensiamo a chi gestirà queste risorse e come saranno spese.

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