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La promessa dell’assessore all’Ambiente: «I cumuli lungo le vie della città spariranno»

Brunetti: «Durante le festività, stop ai rifiuti per strada»

di Redazione Web 23/12/2020

Mentre Palazzo San Giorgio è travolta da vicende giudiziarie c’è chi come l’assessore Paolo Brunetti è impelagato con l’emergenza-rifiuti. «Testa bassa e pedalare» si dice nel gergo calcistico, noi lo abbiamo intervistato.

Quando Falcomatà le ha proposto la delega all’ambiente, in piena crisi-rifiuti, lei non ha pensato: “Ma chi me lo fa fare...”?
Assolutamente no. Ero e sono cosciente delle gravi criticità che il settore ambiente sta attraversando da diverso tempo non per questo mi sono scoraggiato, anzi è da stimolo per riuscire a fare meglio. Nel momento in cui mi sono candidato mi sono messo al servizio della città, tra l’altro ho avuto già esperienza amministrativa e so che l’onore di rappresentare la città di Reggio Calabria cammina al fianco del sacrificio e della dedizione quotidiana agli svariati problemi che si trascinano da anni. Quindi il “chi me lo ha fatto fare” non è mai stato contemplato. Una cosa è certa, nel momento in cui mi sentissi scoraggiato e avessi smarrito la passione nel ricoprire il ruolo di assessore all’Ambiente che il Sindaco ed il mio partito mi hanno voluto affidare non ci penserò due volte a farmi da parte. Non ho velleità o necessità di alcun genere se non quella voler dare il mio contributo per lasciare ai nostri figli una città migliore di come l’ho trovata.

Reggio è di nuovo sommersa dall’immondizia. Può darci i tempi reali di quando si potrà tornare alla normalità?
Credo sia giusto, prima di dare i tempi di ritorno alla normalità, dire quali siano i motivi che ci hanno portato, per l’ennesima volta, ad affrontare l’emergenza rifiuti. L’impossibilità di conferire il giusto quantitativo di rifiuto indifferenziato nell’impianto di trattamento di Sambatello, il parziale funzionamento del termovalorizzatore di Gioia Tauro e l’incendio della discarica di Siderno hanno determinato l’accumulo dei rifiuti sulle nostre strade. Fortunatamente la Città Metropolitana, subentrata alla Regione solo dal primo gennaio di quest’anno, è riuscita a consegnare i lavori di ammodernamento dell’impianto di Sambatello e sin da subito ha richiesto la possibilità di conferire fuori Regione. Questo ci ha permesso di poter smaltire negli ultimi 20 giorni circa 4000 tonnellate e, facendo i debiti scongiuri, mantenendo questi standard, saremo nelle condizioni a ridosso del Santo Natale di poter rientrare nella normalità.

Un anno fa, il sindaco annunciava il subentro di Castore ad Avr. A che punto siamo?
Già in campagna elettorale e nel programma dei prossimi cinque anni l’Amministrazione ha espresso la volontà di internalizzare il servizio. Su questo siamo già a lavoro ma è chiaro che vanno rispettati i tempi di una procedura particolarmente complessa. Va rivisto il sistema di raccolta differenziata in città, sulla quale stiamo lavorando unitamente al Conai, cercando di apportare alcune modifiche a quello attuale prevedendo un sistema misto e non più unicamente il porta a porta integrale. Va approfondita la questione del personale che attualmente presta servizio presso la società che gestisce la raccolta e che interessa circa 300 famiglie della nostra città. Poi la società Castore deve definire tutte le procedure, particolarmente complesse per questo tipo di servizio, ed essere pronta a svolgere l’attività. Solo quando avremo chiari questi punti potremo definire e formalizzare il servizio in house.

Lei viene dalla scuola delle circoscrizioni. Crede che nella legislatura in corso si potrà immaginare una sorte di decentramento anche per le politiche ambientali?
Ricordo con piacere gli anni di impegno nella Circoscrizione sia da consigliere che da Presidente. Erano una realtà che permetteva di avvicinare le istituzioni al cittadino, erano donne e uomini che si prodigavano per il quartiere in cui loro stessi vivevano avendo contezza immediata dei problemi e delle necessità del territorio. Inoltre ritengo fossero delle palestre per i giovani che volevano approcciarsi alla politica facendo esperienza sul campo e poter quindi poi gettare le basi per le future classi dirigenti della città. Ritengo che si possa pensare di ricostituire le Circoscrizioni anche se nella passata consiliatura si è già lavorato tanto per costituire gli istituti di partecipazione popolare. Le politiche ambientali così come tante altre tematiche che riguardano la nostra città possono sicuramente prevedere delle funzioni decentrate.

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