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L'udienza del 21 dicembre: papa Francesco ha autorizzato la Congregazione delle Cause dei Santi a promulgare i nuovi decreti

Rosa Staltari sarà beata, riconosciute le virtù eroiche

di Tatiana Muraca 23/12/2020

Lunedì 21 dicembre, papa Francesco ha ricevuto in udienza il cardinale Marcello Semeraro, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. A seguito dell’incontro è stato annunciato che, tra altri venerabili, la Serva di Dio Rosa Staltari, appartenente all’ordine delle Figlie di Maria Santissima Corredentrice, sarà presto beata.
Ci offre un ricordo di lei, la Superiora generale delle Figlie di Maria Santissima Corredentrice di Reggio Calabria: «Rosa (comunemente chiamata Rosella) è un prezioso patrimonio spirituale della Congregazione». Suor Carla Nostro ci racconta la vita di Rosa, che nasce il 3 maggio 1951 in un piccolo centro della provincia di Reggio Calabria, chiamato Antonimina. A due anni perde la mamma che muore a causa di una banale caduta, per cui il papà per assicurarle una crescita serena, l’affida a un istituto di suore di Locri, nel reggino. La bambina soffre terribilmente per la mancanza della mamma, tant’è che durante la crescita, esternerà il suo dolore in varie riflessioni e in poesie, da lei composte. «Perdere la Mamma è sempre un giorno amaro ma perderla quando si è ancora uccellini senza piume è spegnere il sole all’alba. Oh! Mamma, quanto poco ti conobbi e t’amai, per sempre porterò nel cuore la tua immagine bella!» (17/01/67).
Nel 1965 – continua a ricordare suor Carla - lascia l’Istituto di Locri e viene accolta dalla Congregazione delle Figlie di Maria Santissima Corredentrice, a Reggio Calabria.  «In questa nuova residenza scopre l’affetto di tipo familiare, il rapporto di fiducia e di gratificazione maturano in lei confidenza ed apertura. Rasserenata quindi nello spirito, si sente stimolata a dare il meglio di sè stessa. Viveva mettendosi a servizio di tutti, affettuosamente materna stava accanto a chi aveva bisogno». Durante l’anno 1969, all’età di diciotto anni, Rosa manifesta l’intento di donarsi totalmente a Cristo.
La giovane è affascinata dall’ideale della Congregazione che, come recitano le Costituzioni all’Art.1: «Ha come fine specifico la formazione di persone che in obbedienza docile alla Volontà  del Padre, in unione a Gesù Sacerdote, secondo l’esempio della Vergine Corredentrice, offrano la propria vita a Dio perché la missione ministeriale del Sacerdote produca la piena disponibilità all’accoglienza della Grazia nel cuore degli uomini». Rosa quindi, maturate le fasi del probandato e del noviziato, insieme ad altre cinque compagne il 2 luglio 1973 emette con grande gioia la professione religiosa tra le Figlie di Maria Corredentrice, presso la Casa di formazione “Villa Bethania Christi” a Reggio Calabria. Nel 1973, le Figlie di Maria Corredentrice sono chiamate ad operare a Palermo per gestire una scuola materna ed elementare ed impegnarsi in attività educativo-assistenziali. Il 30 agosto dello stesso anno – prosegue il racconto di suor Carla - tre religiose, tra cui Rosa, partono per Palermo raggiungendo l’Istituto denominato “Ardizzone ”. Rosa viene subito impegnata come maestra di scuola materna e come educatrice di un gruppo di bambine. Mentre spende le sue energie nel rapido cammino, Dio Padre la chiama definitivamente nel suo Regno: muore, infatti, a Palermo presso il suddetto Istituto il 4 gennaio 1974. Il suo cammino di perfezione è attestato dal suo diario e da un fitto epistolario indirizzato dalla Serva di Dio ai superiori: padre Dante Forno e suor Maria Salemi. Ecco un suo anelito datato 30/10/1969: «Gesù mio, il Tuo nome è scritto nel mio cuore ed è lui che mi riscalda e mi avvampa di amore. Voglio perdermi, o Gesù, nel Tuo mare d’Amore, ma il mare per quanto sia profondo ha il suo fondo e così la sua fine, ma il Tuo Amore no, perché non ha nessun fondo e più si entra e più Amore c’è».

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