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L’imperversare del Coronavirus ci ha fatto riscoprire l’importanza del focolaio domestico nella quotidianità

Sull'esempio di Betlemme: la famiglia, approdo sicuro per tutti

di Redazione Web 27/12/2020

Oggi la Chiesa universale festeggia la domenica della Sacra Famiglia. Per questa occasione abbiamo chiesto a due componenti dell’Ufficio diocesano per la Pastorale familiare dell’arcidiocesi di Reggio Calabria - Bova di raccontarci come si è giunti a questo tempo liturgico e cosa significa, oggi, festeggiare tutte le famiglie con la famiglia di Betlemme.

«Famiglia, che cosa dici di te stessa? Io sono, dice la famiglia, perché Tu sei, perché Quello che dice di se stesso “io sono Colui che sono” mi ha dato il diritto e la forza di essere. Sono l’ambiente dell’amore, sono l’ambiente della vita. Io sono gaudium et spes» Era l’8 ottobre 1994 quando, incontrando le famiglie in Piazza San Pietro, san Giovanni Paolo II si esprimeva così, con passione profetica, esortando le famiglie ad essere luogo della gioia e della speranza, focolare di quell’amore che illumina e riempie la vita di ogni giorno.

E, forse, mai come in questi tempi l’ambiente familiare ci si è rivelato come sicuro baluardo ove custodire, nonostante ogni avversità, la gioia e la serenità di lavorare, fare i compiti, seguire video-lezioni, pregare, partecipare alla Messa, scoprire le belle notizie del catechismo, sostenersi ed esserci reciprocamente vicini, al di là di ogni distanza ed impedimento. È proprio vero: le nostre famiglie sono state davvero brave nel riscoprirsi culla di gioia e di speranza, autentica chiesa domestica, famiglia che, assieme alle altre famiglie, fa Chiesa viva, capace di testimoniare la novità di Gesù e la gioia del suo Amore. E questo, in famiglia, si può realizzare nella semplicità e nella quotidianità, grazie alla condivisione spontanea ed immediata dei figli, grazie alla capacità di affidarsi a Gesù dei genitori, grazie alla paziente sapienza dei nonni: così, si può riscoprire l’importanza di andare oltre le difficoltà dell’oggi, stimolandosi a vicenda nel “vivere la Buona Notizia”, nel narrare che “grandi cose ha fatto il Signore per noi”.
 
Perché, nel vivere quotidiano, diventa possibile spingersi vicendevolmente a riconoscere la presenza salvifica di Gesù nella nostra vita ordinaria, la presenza di quell’Amico che, attraverso un amico, si è ricordato di una nostra difficoltà: attraverso l’educatore del catechismo, che ci spinge a riscoprire la nostra vita di fede per poter accompagnare i nostri figli; attraverso l’infinita pazienza della mamma, che in pochissimo tempo riesce con destrezza a scannerizzare e condividere file di tutti i tipi; attraverso lo stupore dei papà, che si sono scoperti capaci di riappropriarsi dello spazio, lento, della vita dentro le mura domestiche. E, a proposito di papà, siamo grati a papa Francesco che ha voluto dedicare a San Giuseppe quest’anno: a San Giuseppe, un padre normale, forte e debole insieme, capace di assumersi la responsabilità delle scelte di vita per la sua famiglia, per questo figlio così “speciale” come è “speciale” ogni figlio per noi, capace di sognare per i suoi familiari il sogno del Padre.
 
Genitore capace di portare a compimento, con risolutezza ed intelligenza, il disegno del Padre e, per questo, umile e libero di temere per i pericoli della storia e del suo tempo. Nella ricorrenza della festa liturgica della Santa Famiglia di Nazareth, rendiamo grazie al Signore per i grandi doni che, in questo tempo, ha voluto riservare alle nostre famiglie, rendendole testimoni viventi della gioia dell’amore (Amoris laetitia) tanto cara a papa Francesco ed a tutti noi. «Ogni famiglia è una luce, ogni famiglia è un faro che deve illuminare la strada della Chiesa e del mondo, nel futuro, fintanto che Dio permette a questo mondo di esistere».
 
Maria Giovanna e Giancarlo Benedetto
Ufficio diocesano per la Pastorale familiare

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