Aiuti umanitari: Amnesty, “tagli improvvisi Usa mettono a rischio milioni di vite e diritti umani”

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Amnesty international denuncia le conseguenze drammatiche della sospensione improvvisa e su larga scala degli aiuti esteri da parte dell’amministrazione Trump. Nel rapporto “Vite a rischio”, pubblicato oggi, l’organizzazione evidenzia come i tagli ordinati dal presidente Trump con l’esecutivo “Rivalutare e riallineare gli aiuti esteri degli Stati Uniti” abbiano interrotto programmi vitali in molti Paesi, mettendo in pericolo la vita e i diritti umani di milioni di persone vulnerabili. I fondi tagliati sostenevano servizi essenziali come cure sanitarie, sicurezza alimentare, assistenza a vittime di violenza, rifugiati e comunità emarginate. Amnesty critica l’amministrazione per la gestione caotica e la mancanza di trasparenza, denunciando l’affermazione del segretario di Stato Marco Rubio che nega decessi legati ai tagli, nonostante le evidenze contrarie. Amanda Klasing, direttrice delle relazioni governative di Amnesty Usa, afferma: “Questa decisione irresponsabile viola il diritto internazionale e compromette decenni di impegno umanitario statunitense, creando un vuoto che altri non possono colmare, mettendo a rischio il diritto alla vita e alla salute di milioni di persone”. Tra gli impatti più gravi: Guatemala e Haiti: sospesi programmi di assistenza a vittime di violenza sessuale e servizi per prevenzione e trattamento dell’Hiv, con gravi ripercussioni su donne, ragazze e comunità LGBTQIA+. Sudafrica: interrotti programmi di prevenzione e sensibilizzazione all’Hiv, lasciando senza assistenza orfani e giovani vulnerabili. Siria: sospesi servizi sanitari nel campo di detenzione di al-Hol, dove sono trattenuti 36.000 persone, soprattutto minori. Yemen e Sud Sudan: chiusi interventi salvavita per donne e bambini affetti da malnutrizione e malattie come il colera. I tagli hanno inoltre colpito duramente i rifugiati e migranti, con la chiusura di centri di accoglienza e programmi di supporto in Afghanistan, Costa Rica, Messico, Haiti, Myanmar e Thailandia, lasciando decine di migliaia di persone senza assistenza. Amnesty chiede al governo Usa “di ripristinare subito i finanziamenti” e al Congresso “di garantire che gli aiuti esteri rispettino i diritti umani, siano trasparenti e non discriminatori”. Sollecita inoltre gli altri Stati donatori a incrementare il sostegno per colmare i vuoti creati dai tagli americani. “Gli aiuti esteri rappresentano solo l’1% del bilancio Usa ma sono fondamentali per proteggere i più vulnerabili. Questo ritiro caotico mette in pericolo milioni di vite, soprattutto donne e bambini”, conclude Klasing.

Fonte: Agensir
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