Ambiente: basilica di San Pietro, “buone pratiche” anche per i pellegrini

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La Fabbrica di San Pietro ha attivato nel 2022 un Progetto fondato sulle migliori metodologie e tecnologie disponibili per portare Basilica di San Pietro ed edifici di pertinenza – Canonica, S. Marta, Studio del Mosaico – a “emissioni nette zero”, per ridurre l’impronta ambientale e progettare le azioni strutturali e gestionali prioritarie. Lo ha spiegato Walter Ganapini, coordinatore scientifico, presentando oggi in Sala Stampa vaticana il progetto di sostenibilità ambientale ed energetica della basilica di San Pietro. Tra gli obiettivi del progetto, c’è anche quello di diffondere “buone pratiche” tra i pellegrini dell’anno giubilare, “per promuovere comportamenti e stili di vita sostenibili, di cura e custodia del creato”, grazie alla riduzione delle emissioni del complesso della Fabbrica di San Pietro. Aderendo all’approccio “One Health”, ha spiegato il relatore, il citato Comitato ha promosso la realizzazione nella basilica, frequentata ogni giorno da milioni di pellegrini, di un sistema intelligente di sensoristica avanzata per ridurre i rischi di aggressione di agenti inquinanti negli ambienti chiusi, allertando prontamente, nel caso di criticità, sistemi di sicurezza e regolazione dei flussi di accesso e attivando contestualmente automatismi di ventilazione degli ambienti, utili anche per gestire variazioni termiche rilevanti per la tenuta di affreschi, mosaici, stucchi, opere marmoree. “Abbiamo studiato possibili scenari di intervento finalizzati alla decarbonizzazione del complesso della basilica”, ha spiegato Niccolò Aste, del Politecnico di Milano: “sono state anche ipotizzate le possibili soluzioni di efficientamento e mitigazione”, con interventi migliorativi dal punto di vista impiantistico e bioclimatico, tramite un sistema di ventilazione naturale e per il rinnovo dell’aria interna ed il raffrescamento estivo. Nel Palazzo della Canonica, sono state realizzate 144 zone termiche rappresentative degli edifici ed è stato installato un sistema di pompe di calore, con risparmi tra il 50 e il 60% a seconda delle tecnologie usate, fino ad arrivare ad una riduzione del 72% le emissioni di CO2. Nello Studio del mosaico, invece, è stato installato un impianto di climatizzazione che aspira l’aria dalle postazioni e la reimmette da un altro punto, portando aria pulita e fresca, o calda a seconda della stagione.

Fonte: Agensir

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