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“Il 9 agosto ricorre il terzo anniversario delle elezioni presidenziali fraudolente in Bielorussia. In questo stesso giorno tre anni fa centinaia di migliaia di bielorussi sono scesi in piazza per difendere pacificamente il loro diritto di scegliere il proprio futuro. Il regime di Lukashenko ha represso con estrema brutalità tali manifestazioni”. Lo afferma l’Alto rappresentante Ue per la politica estera, Josep Borrell. “Oggi, a distanza di tre anni, la situazione è più grave che mai per chi osa esprimere critiche nei confronti del sistema. Siamo profondamente preoccupati per la situazione dei diritti umani in Bielorussia. Attualmente quasi 1.500 prigionieri politici sono in carcere in condizioni spaventose, esposti a maltrattamenti e torture e senza accesso ai servizi sanitari essenziali. Molti di questi detenuti sono trattenuti da mesi senza poter contattare i loro avvocati e parenti, che non conoscono il luogo in cui si trovano attualmente né le loro condizioni di salute”.
Berrelli aggiunge: “nella sua ultima relazione, l’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani ha affermato che alcune delle diffuse, sistematiche e gravi violazioni dei diritti umani in Bielorussia possono costituire crimini contro l’umanità. L’Ue continua a mettere la situazione in cima all’agenda globale nei consessi internazionali e a promuovere gli sforzi volti a far sì che gli autori di violazioni dei diritti umani rendano conto delle proprie azioni”.
Fonte: Agensir
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