Calabria maglia nera per gioco d’azzardo: Reggio Calabria guida la classifica regionale con la spesa più alta

Secondo il Libro nero dell’azzardo di Cgil e Federconsumatori, Reggio Calabria si piazza al terzo posto nazionale con 3.810 euro di spesa pro capite, mentre altri capoluoghi calabresi seguono a breve distanza
Gioco d'azzardo

La Calabria è tra le regioni italiane più colpite dal fenomeno del gioco d’azzardo. Nel 2024 la spesa complessiva ha superato i 4 miliardi di euro, con una crescita costante del settore online. A trainare questa tendenza è soprattutto Reggio Calabria, che con 3.810 euro pro capite si conferma la città più esposta della regione e una delle prime in Italia, seguita da Crotone, Catanzaro, Vibo Valentia e Cosenza.

Gioco d’azzardo, in Calabria la spesa complessiva supera i 4 miliardi

Nel corso di un solo anno, la spesa per il gioco in Calabria ha raggiunto i 4 miliardi e 50 milioni di euro. Un’accelerazione preoccupante, trainata soprattutto dal settore online, che ha registrato un aumento del 21%.



Il gioco digitale, che comprende scommesse sportive, poker, casinò e ippica, rappresenta ormai il 58,5% della spesa complessiva, con la fascia di età tra i 25 e i 34 anni a guidare il fenomeno.

Reggio ai vertici per spesa pro capite

Uno studio di giocatoreresponsabile.info, basato sul recente Libro nero dell’azzardo redatto da Cgil e Federconsumatori, evidenzia come la Calabria sia tra le prime tre regioni in Italia per raccolta di giocate online rispetto al Pil pro capite, insieme a Campania e Sicilia.


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La regione piazza ben quattro città nella top 15 nazionale, superando di molto la media italiana di 2.162 euro pro capite. In particolare, Reggio Calabria si colloca al terzo posto con 3.810 euro di spesa pro capite, seguita da Crotone al sesto posto con 3.662 euro e da Catanzaro all’ottavo con 3.594 euro. Vibo Valentia si piazza al dodicesimo posto con 3.296 euro pro capite, mentre Cosenza occupa la sedicesima posizione con 2.925 euro. La raccolta media pro capite regionale raggiunge così i 3.041 euro.

Il peso del gioco offline e i dati provinciali

Nonostante il predominio del digitale, il gioco offline rappresenta ancora il 41,5% della spesa. Tra le principali forme di gioco si segnalano i gratta e vinci acquistati in bar e tabaccherie e le scommesse sportive e ippiche nelle agenzie, mentre si registra un calo nelle slot machine, nel lotto e nelle lotterie nazionali.

A livello provinciale i numeri confermano la vastità del fenomeno. La provincia di Cosenza guida la classifica con 1,4 miliardi di giocate e perdite che ammontano a 83,5 milioni. Segue Reggio Calabria con 1,18 miliardi di giocate e perdite pari a 72 milioni, mentre Catanzaro si attesta a 757 milioni di giocate con 42,5 milioni di perdite.

Il rischio di dipendenza appare più alto tra persone con redditi bassi e livelli di istruzione ridotti. In Calabria risultano aperti 857mila conti di gioco online, di cui 222mila attivi.

Il quadro nazionale: un giro d’affari da 157 miliardi

Il trend calabrese si inserisce in un contesto nazionale altrettanto allarmante. Nel 2024 la raccolta complessiva in Italia ha raggiunto i 157,4 miliardi di euro, pari al 7,2% del Pil nazionale, con una crescita del 6,6% rispetto al 2023.



Le perdite per i giocatori italiani si avvicinano ai 23 miliardi di euro. Il gioco online, con una spesa di 92,1 miliardi (+10 miliardi rispetto all’anno precedente), continua a crescere soprattutto nei segmenti di giochi di carte, casinò digitali e scommesse sportive.

Il gioco fisico, invece, si attesta a 65,3 miliardi, in calo rispetto al 2023 e ai valori pre-pandemia. In Italia i giocatori abituali sono circa 4,5 milioni.

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