Anche noi, figli di questa terra afflitta e calpestata dai suoi mali endemici, siamo posti di fronte ad un bivio e dobbiamo ormai scegliere cosa fare
C’è un curioso episodio nel vangelo di Giovanni. L’evangelista racconta che Gesù era salito a Gerusalemme e si trovava presso una piscina a cinque portici, ritenuta miracolosa dalla credenza popolare quando si agitavano le sue acque. Qui c’era anche «un uomo che da trentotto anni era malato. Gesù, vedendolo giacere e sapendo che da molto tempo era così, gli disse: “Vuoi guarire?”. Gli rispose il malato: “Signore, non ho nessuno che mi immerga nella piscina quando l’acqua si agita. Mentre infatti sto per andarvi, un altro scende prima di me”. Gesù gli disse: “Àlzati, prendi la tua barella e cammina”. E all’istante quell’uomo guarì: prese la sua barella e cominciò a camminare» (Gv 5,5-9).
Come mai Gesù chiede al paralitico ciò che sembrerebbe scontato: “vuoi guarire”? Lo sta prendendo in giro, o forse gli sta rivelando qual è il suo vero problema? Per rispondere, consideriamo tre cose: la situazione del paralitico; la parola di Gesù, la causa della guarigione dell’uomo.

C’è una malattia che paralizzava l’uomo da 37 anni e fino ad allora egli non aveva cercato altro rimedio che un’illusoria, miracolistica guarigione proveniente dall’esterno. Era tanto convinto che questo rimedio potesse funzionare, da attribuire il mancato miracolo al fatto di non aver mai trovato nessuno che, al momento opportuno, lo immergesse per primo nelle acque… qualche altro, più fortunato o forse più scaltro, arrivava sempre prima di lui! Questo era diventato il racconto della sua vita, impregnato di vittimismo e di rassegnazione. Una situazione disperata? In realtà, il problema era più profondo, ma era necessaria la parola autorevole di Gesù per farlo emergere in tutta chiarezza.
Gesù viene certamente ricordato nei vangeli come un eccellente guaritore, ma forse pochi si sono accorti che, almeno una buona parte dei suoi miracoli, avvenivano non tanto per un intervento estrinseco, quanto per la sua capacità di suscitare nella persona malata un dinamismo interiore nuovo, che Gesù stesso definisce così: “la tua fede ti ha salvato” (Mc 10,52). E così, invece di compiangersi, giacere, adattarsi, se non addirittura adagiarsi alla situazione (cf. il verbo greco katákeimai), Gesù dice a quell’uomo che c’è una sola cosa da fare e solo lui può farla: “Àlzati, prendi la tua barella e cammina”. Basta poco perché tu guarisca dal male che ti paralizza: devi solo crederci, volerlo veramente e agire di conseguenza. Dentro di te, infatti, troverai quella forza di risurrezione che ti viene da Dio, perché anche tu sei suo figlio.
Prendiamo questo episodio come se fosse una parabola ed entriamo anche noi dentro i personaggi e le situazioni. Attualizziamola all’oggi di una Calabria che si prepara a vivere le prossime elezioni regionali, per decidere il futuro della sua gente e delle sue giovani generazioni.
Anche noi, figli di questa terra afflitta e calpestata dai suoi mali endemici, siamo posti di fronte ad un bivio e dobbiamo ormai scegliere cosa fare. Vogliamo ancora dare credito al racconto vittimista e fatalista che ci è stato inculcato da tempo per paralizzare la nostra speranza di riscatto? Vogliamo rimanere soggetti ai soliti padroni di turno, che promettono guarigioni miracolose a coloro che li votano, mentre continuano a derubare le nostre risorse collettive e deturpare il nostro territorio? Oppure siamo disposti finalmente ad ascoltare la provocazione di Gesù: “Vuoi guarire”?
PER APPROFONDIRE: Solennità della Madonna della Consolazione, Semeraro: «In Maria troviamo speranza e forza»
Vuoi veramente prenderti cura della nostra terra di Calabria, perché liberata dal degrado e dallo sfruttamento insostenibile, torni a risplendere in quella bellezza unica che il Creatore le ha dato in eredità? Vuoi veramente che si creino le condizioni affinché i nostri giovani ritornino in Calabria e costruiscano qui il loro futuro, perché qui potranno fare liberamente impresa, abitare in aree interne dotate di servizi essenziali e infrastrutture, godere di un servizio sanitario efficiente e accessibile, coltivare la loro vocazione alla cultura ed alla ricerca scientifica?
Vuoi davvero impegnarti a sostenere quei candidati competenti e credibili, che governino la regione su tuo mandato, decisi a spendersi veramente per il bene della nostra gente e il riscatto della nostra terra?
E allora smettila di lamentarti… Alzati e vai a votare!













