Ce.Re.So, al Teatro Cilea va in scena “Pezzi”

Un’idea del vescovo Fortunato Morrone che trova una sponda nel prefetto Vaccaro: ne nasce una sinergia di successo su tutto il territorio
Cereso Pezzi

Lo spettacolo è stato presentato per la prima volta a Roma, davanti agli studenti delle scuole secondarie di 1° grado

Al teatro Francesco Cilea è andato in scena lo spettacolo Pezzi, esito di un percorso avviato circa un anno fa dal Ce.Re.So grazie a una progettazione finanziata dal Dipartimento delle Politiche Antidroga. L’obiettivo: contrastare l’uso di alcol e sostanze tra i giovani, impiegando linguaggi artistici e non convenzionali. Gli operatori del Ce.Re.So, insieme ad alcuni esperti teatrali, hanno promosso laboratori all’interno delle scuole superiori cittadine e dato vita a un laboratorio stabile, svoltosi nella comunità del Parco della Mondialità. Uno spazio condiviso in cui gli ospiti della struttura e gli studenti – che hanno scelto liberamente di partecipare – hanno potuto sperimentarsi, mettersi in gioco e realizzare una performance teatrale: Pezzi.



Lo spettacolo è stato presentato per la prima volta a Roma, davanti agli studenti delle scuole secondarie di 1° grado della Capitale. In quell’occasione, il pubblico ha potuto porre domande e instaurare con gli attori un dialogo autentico, capace di far emergere riflessioni profonde sulla dipendenza e sulla fragilità. La performance è stata poi replicata lo scorso 10 dicembre a Reggio Calabria, alla presenza di numerosi studenti e delle Istituzioni. Durante la serata, il prefetto di Reggio Calabria, Clara Vaccaro – presente alla prima rappresentazione – ha rivolto ai presenti un invito forte e chiaro: offrire a un numero sempre maggiore di giovani la possibilità di assistere allo spettacolo. Da quel momento, lo stesso prefetto, insieme allo staff del sindaco e al presidente del Ce.Re.So, don Matteo, ha lavorato per rendere possibile l’evento al teatro Cilea.

La scorsa settimana, in un teatro gremito, lo spettacolo è stato accolto dagli studenti delle scuole superiori e da quelli della Scuola di Recitazione della Calabria che, grazie alla disponibilità del direttore Walter Cordopatri, hanno messo a disposizione il loro talento e il loro tempo, contribuendo alla revisione dei testi andati in scena. Pezzi è una performance che ha avuto per protagonisti proprio i giovani. Il messaggio che hanno voluto trasmettere è il valore della fragilità, quella condizione che ci accomuna e ci rende simili. Una luce che si accende nell’accogliere l’altro, nell’avere a cuore la vita dell’altro, nel farsi prossimi, nel sapersi sostenere, nel potersi permettere di chiedere aiuto.


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La sinergia attorno al Ce.Re.So.

Sul palco, prima dell’inizio dello spettacolo, sono salite – tra gli altri – Renata Falcone e Agata Scopelliti, che hanno accompagnato i ragazzi lungo tutto il percorso, dal primo passo fino al debutto sul palco del Cilea. «Signora luna che mi accompagni per tutto il mondo, vuoi tu spiegarmi qual è la strada che porta a me?» è la frase che ha aperto il sipario e che, come hanno spiegato gli stessi protagonisti, racchiude in sé il senso profondo di questo lavoro, nato da tre domande urgenti: Chi ero? Chi sono? Chi voglio diventare? Il corpo, attraverso il movimento e la danza, ha esplorato narrazioni che si sono poi tradotte in parole, frasi, brevi racconti. Un dialogo guida, ripetuto quasi ossessivamente, ha fatto da filo conduttore: atterrare sulle proprie fragilità è ciò che ci permette di riscoprirci non più come pezzi mancanti, ma come creature capaci di smussare i propri angoli e camminare da sole.

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