Ecco il resoconto dei principali fatti di oggi, mercoledì 13 maggio 2026, che riguardano la vita istituzionale a la vita ecclesiale del nostro Paese. Le notizie sono ordinate in ordine cronologico, dalla più recente alla più datata.
Diocesi: Lamezia Terme, Papa Leone XIV dona una corona del Rosario alla parrocchia di Accaria in Serrastretta
“Gioia immensa e senso di gratitudine” sono stati espressi dalla comunità parrocchiale “Santa Maria Immacolata” di Accaria in Serrastretta – Lamezia terme (Cz), unita al proprio parroco don Francesco Benvenuto, per il dono ricevuto da Papa Leone XIV: una corona del Rosario per la statua della Madonna. “Ha suscitato negli animi di tutti un sentimento di viva gioia e sincera letizia – è la testimonianza dei fedeli – esso è segno tangibile di quella paterna vicinanza che Papa Leone XIV, riserva alla Chiesa universale e ai suoi fedeli”. Il dono è giunto alla Chiesa lametina grazie alla vicinanza dle Segretario di Stato, il card. Pietro Parolin, che in una lettera indirizzata proprio al parroco aveva espresso compiacimento per la devozione al Santo Rosario. Il simulacro della Madonna era già stato già impreziosito dal manto benedetto da Papa Francesco, nell’occasione di un’udienza generale, e accolto dalla comunità il 7 ottobre 2021; questo segna il profondo legame esistente tra la semplice fede vissuta dal popolo calabrese e la guida dei pastori e del Magistero.
Diocesi: Livorno, il 14 maggio mons. Giusti presiederà la “Giornata diocesana del malato e del disabile”
“La compassione del Samaritano: amare portando il dolore dell’altro” è il tema scelto quest’anno per la “Giornata diocesana del malato e del disabile”, promossa dall’ufficio diocesano di Pastorale della Salute. L’evento si terrà giovedì 14 maggio nel Santuario della Madonna delle Grazie di Montenero, a Livorno. La giornata inizierà alle 15.15 con l’arrivo dei partecipanti presso il Santuario e alle 16.00 sarà celebrata la messa presieduta dal vescovo mons. Simone Giusti. L’iniziativa rappresenta un’importante occasione per testimoniare concretamente la vicinanza della comunità ecclesiale ai malati, alle persone con disabilità e alle loro famiglie. In un tempo segnato spesso dall’indifferenza e dalla solitudine, il messaggio evangelico del buon samaritano richiama tutti alla responsabilità dell’amore e della condivisione del dolore altrui. L’invito a partecipare è rivolto non solo agli ammalati e ai disabili, ma anche alle associazioni, ai volontari, agli operatori sanitari, familiari e ai fedeli che ogni giorno si prendono cura di questi fratelli più fragili.
Diocesi: Lamezia Terme, cena per la raccolta fondi restauro della chiesa di Pianopoli
Una cena, preparata dagli studenti dell’Istituto Einaudi di Lamezia Terme, per ridare alla comunità di Pianopoli un centro di spiritualità e di aggregazione. Questo il fine dell’iniziativa che, alcuni giorni fa, ha visto protagonista la comunità di Pianopoli che, sollecitata dal parroco, don Antonio Colombino, si è riunita per raccogliere ridare vita alla chiesa di Santa Croce ed alla quale ha preso parte anche il vescovo di Lamezia Terme, mons. Serafino Parisi, che, nel salutare i presenti, tra le altre cose – riferisce oggi la diocesi – ha sollecitato tutti a “costruire relazioni di amicizia, di comunità, di fraternità”, ringraziando chi ha collaborato con gratuità per la realizzazione del momento. A spiegare il perché dell’iniziativa, è stato il parroco: “Quando ho pensato a questo momento – ha affermato don Colombino -, mi sono venute in mente tre parole, tre ‘C’ che desidero consegnare alla nostra comunità come un orientamento semplice e profondo: collaborazione, condivisione, comunità. Sono parole quotidiane, ma dentro custodiscono un modo di abitare il mondo, un modo di guardare gli altri, un modo di essere umani: la collaborazione è il primo passo, il più decisivo, nasce quando realtà diverse scelgono di mettersi insieme non per convenienza, ma per missione. Collaborare significa riconoscere che nessuno basta a sé stesso, che il bene ha bisogno di mani diverse, di competenze diverse, di cuori diversi; la collaborazione apre naturalmente alla condivisione, è un movimento che trasforma i rapporti, i progetti, persino il modo di guardare la vita; collaborazione e condivisione ci conducono alla terza C: la Comunità che non è un insieme di persone che abitano lo stesso luogo, ma un insieme di persone che si riconoscono, che scelgono di camminare insieme, che decidono di non lasciare indietro nessuno” perché “il bene non si improvvisa, ma si costruisce insieme”.
Giornata comunicazioni sociali: Avvenire e Iusve presentano “Ci sto!” al Papa durante l’udienza. Percorso di media literacy sull’IA per giovani ed educatori
Prende il via domani “Ci sto! Umani per scelta nell’era dell’IA”, percorso di formazione all’informazione responsabile promosso da Avvenire, dall’Istituto universitario salesiano di Venezia (Iusve) e dal , con la collaborazione dell’Ufficio per le comunicazioni sociali della Cei e il supporto di Assicurazioni Generali. Ispirato al Messaggio di Leone XIV per la Giornata delle comunicazioni sociali – che si celebra domenica 17 maggio – il progetto è stato presentato oggi al Pontefice al termine dell’udienza in piazza San Pietro. Pensato per giovani, docenti, genitori ed educatori, il percorso si articola in otto tappe, ciascuna associata a una parte del corpo umano e a un tema legato alla fruizione di notizie nell’era digitale. Ogni giovedì verranno pubblicati gratuitamente su avvenire.it un testo, un video, un podcast e un’infografica. “La vera competenza non è solo usare gli strumenti, ma imparare ad abitarli con consapevolezza, senso critico e umanità”, afferma il direttore di Avvenire Marco Girardo. Per Vincenzo Corrado, direttore dell’Ufficio Cei per le comunicazioni sociali, “la formazione non può essere episodica, ma deve essere continua e trasversale in quanto tutti comunichiamo”. Don Nicola Giacopini, direttore Iusve, la definisce “una iniziativa di media literacy costruita su misura per chi ogni giorno si trova a fare i conti con smartphone, social e IA senza avere sempre strumenti adeguati”.
Diocesi: Lucca, 15 maggio la conferenza “le visite pastorali dei vescovi lucchesi nel Novecento”
Venerdì 15 maggio alle 17, all’auditorium della Fondazione Banca del Monte di Lucca, si terrà la conferenza sulle visite pastorali dei vescovi lucchesi nel Novecento, con particolare attenzione all’operato di mons. Enrico Bartoletti e mons. Giuliano Agresti. Interverranno il direttore dell’archivio storico diocesano don Marcello Brunini e l’archivista Tommaso Maria Rossi. A seguire, è prevista una visita guidata alla mostra “Trame di storia, segni di fede. L’Arcidiocesi di Lucca dal 1726 al 2026”, nell’adiacente Palazzo delle esposizioni: il percorso espositivo racconta tre secoli di identità lucchese tra arte, documenti inediti e devozione al volto Santo. La conferenza trova un collegamento forte con la prima sezione della mostra in cui si ripercorre la storia della diocesi attraverso i ventidue arcivescovi che si sono succeduti alla guida della Chiesa lucchese, nove dei quali hanno operato nel Novecento. E proprio su quest’ultimi che si concentrano gli interventi di Brunini e Rossi soffermandosi su quelli che hanno lasciato un segno forte sul territorio. Brunini ha curato anche l’esposizione, che ripercorre tre secoli di vita ecclesiale e lo fa attraverso documenti dell’archivio storico diocesano, materiali della biblioteca diocesana “mons. Giuliano Agresti” e opere d’arte provenienti dal complesso museale e archeologico della Cattedrale di San Martino.
Riviste: card. Cantoni (Como), a “Maria con te” su don Malgesini, “il suo sacrificio richiama il mistero dell’offerta del dolore vissuto nella fiducia in Dio”
“La coincidenza con la memoria dell’Addolorata è significativa, perché rimanda al mistero dell’offerta delle pene vissuto con lo stesso amore e la stessa fiducia in Dio di Maria. Don Roberto Malgesini visse proprio così, unendo la sofferenza alla carità, con uno stile discreto e silenzioso, ma profondamente fecondo, sull’esempio della Vergine”. Con queste parole il card. Oscar Cantoni, vescovo di Como, sul numero in edicola di “Maria con te”, settimanale mariano del Gruppo Editoriale San Paolo, ricorda la figura del sacerdote, apostolo dei senzatetto, ucciso nel capoluogo lombardo il 15 settembre 2020 proprio da uno di loro, d’origine tunisina, che temeva che don Malgesini stesse “tramando” con le autorità per il suo rimpatrio. Lo scorso 2 maggio, il card. Cantoni ha firmato l’editto per l’apertura della fase diocesana della causa di beatificazione del presbitero, che, come sottolinea lo stesso porporato, “non cercava visibilità, era schivo e umile e il suo esempio ha toccato il cuore di molti. Il popolo cristiano ha riconosciuto in lui qualcosa di vero, di evangelico, ben oltre il nostro territorio”. Anche per questo, nel luogo in cui morì, “divenuto quasi meta di pellegrinaggio”, oggi si trovano una targa in sua memoria e una croce davanti alla quale sostano in preghiera numerosi fedeli, perché “la sua vita continua a parlare a tutti”. L’attenzione di don Malgesini verso i più bisognosi, testimoniata anche da alcuni video e il suo modo discreto di vivere la fede ebbero nella Madonna l’esempio più fulgido. Un altro video lo mostra mentre spiega “l’Annunciazione ai bimbi di una scuola materna”. A confermare il suo amore particolare per Maria è l’amico don Roberto Bartesaghi, suo compagno di seminario: “Ogni sera, con un gruppetto di compagni, recitavamo il Rosario e lui era sempre puntualissimo. Era un uomo mite, ma non arrendevole. Aveva le idee chiare e le difendeva, però sempre in modo pacato”.
Ghana: Aibi, al via un progetto di cooperazione internazionale per la tutela dei minori e il reinserimento familiare
Aibi-Amici dei Bambini Ets avvia in Ghana del progetto di cooperazione internazionale “Un sistema che si prende cura: rafforzare l’infanzia tra istituzioni e famiglie”. L’iniziativa, finanziata dalla Commissione per le adozioni internazionali (Cai), nasce con il duplice obiettivo di promuovere il processo di de-istituzionalizzazione dei minori e di consolidare un sistema di protezione dell’infanzia che metta al centro il ruolo fondamentale della famiglia. Il progetto avrà una durata di 18 mesi e si concentrerà nelle aree sensibili della Greater Accra e della Regione Centrale. L’intervento vede Aibi nel ruolo di capofila, supportata da un solido partenariato con Cifa-Centro internazionale per l’infanzia e la famiglia Ets e OAfrica. Nonostante i recenti passi avanti del Ghana sul fronte dei diritti dell’infanzia, permangono gravi criticità sociali. Povertà multidimensionale, lavoro minorile e disgregazione familiare continuano ad alimentare il fenomeno dell’istituzionalizzazione dei bambini, spesso legata a cause prevenibili come lo stigma o la disabilità. In piena sinergia con il processo di riforma promosso dal governo ghanese, il progetto di Aibi mira a fornire soluzioni alternative, sostenendo la transizione verso un modello di cura familiare, capace di garantire ai minori un ambiente di sviluppo sicuro e stabile. La strategia d’intervento si articola su più livelli, coinvolgendo in modo diretto sia le istituzioni pubbliche sia le famiglie e le strutture di accoglienza locali. Le attività principali includono: capacity building istituzionale, sostegno al reinserimento familiare, empowerment economico, riqualificazione dell’assistenza, sensibilizzazione nazionale per promuovere l’affido familiare e prevenire l’abbandono. L’impatto atteso del progetto è significativo, con oltre 8.500 beneficiari diretti tra minori istituzionalizzati, genitori, caregiver, funzionari pubblici e operatori sociali. Il programma porterà benefici concreti ai bambini vulnerabili attualmente ospitati in istituti come la Royal Seed Home, la Osu Children Home, la Accra High School e la Nyamedua Children’s Home, prestando particolare attenzione ai minori con disabilità. Attraverso il potenziamento delle competenze tecniche e il miglioramento del coordinamento inter-istituzionale, Aibi e i partner di progetto si prefiggono di rafforzare l’intero sistema pubblico ghanese nella gestione dei casi di tutela minorile e nell’adozione nazionale. L’obiettivo finale è garantire che ogni bambino veda rispettato il proprio diritto fondamentale: crescere all’interno di una famiglia accogliente e adeguata, superando definitivamente la logica dell’istituzionalizzazione.
Info: www.aibi.it.
Germania: Comitato centrale dei cattolici chiede un vertice globale delle donne in Vaticano per ascoltarne la voce
“Un vertice globale delle donne in Vaticano” è la proposta che il Comitato centrale dei cattolici tedeschi (ZdK) ha votato oggi in una risoluzione. Si è tenuta infatti a Würzburg, alla vigilia dell’apertura del Katholikentag nel pomeriggio di oggi, l’assemblea plenaria dell’organismo laicale. È maturo il tempo per ascoltare la voce delle donne, dicono i laici tedeschi, perché bisogna trovare una soluzione al fatto che “le donne continuano a incontrare ostacoli nel riconoscimento dei loro carismi, della loro vocazione e del loro ruolo nei diversi ambiti della vita ecclesiale”. Nell’assemblea si sono discussi anche temi dell’attualità socio-politica della Germania e in particolare della riforma del sistema pensionistico di cui si sta discutendo e che “dovrà rendere il sistema adeguato alle sfide demografiche dei prossimi decenni”, evitando che “i lavoratori a basso reddito si ritrovino con una pensione pari al livello minimo di sicurezza sociale, nonostante i contributi versati per tutta la vita”. L’assemblea plenaria ha adottato anche una mozione a sostegno di un forte Stato sociale e un appello per combattere la criminalità organizzata in Germania. In assemblea anche gli aggiornamenti sui preparativi per la prevista Conferenza sinodale. “Il riconoscimento richiesto a Roma non è ancora pervenuto”, si legge nella nota. Intanto però lo ZdK eleggerà i suoi 27 membri che insieme ai 27 eletti dai vescovi tedeschi faranno parte della Conferenza sinodale
Diocesi: Fano, ciclo di appuntamenti “Un amico in mezzo a noi Insieme sulla via di san Carlo Acutis”
Al via, nella parrocchia Sant’Apollinare di Lucrezia, gli appuntamenti dedicati a San Carlo Acutis. Oggi, alle 18.00, ci sarà l’ingresso in chiesa dei bambini con la reliquia del Santo a cui seguirà un momento di preghiera. Lunedì 18 maggio, alle 20.30, si terrà la celebrazione penitenziale presieduta da don Piero Pellegrini con l’animazione del diacono Giovanni Nicotra “Sulle tracce della vita di San Carlo Acutis”. Mercoledì 20 maggio, alle 18.00, il diacono Giovanni terrà una riflessione su San Carlo Acutis ai bambini della Comunione. Fino al 25 maggio, dalle 9.15 alle 12.00, si terrà l’adorazione eucaristica seguita dalla novena a San Carlo Acutis.
Diocesi: Trivento, presentato il nuovo Quaderno della Solidarietà della Caritas
“Abbiamo deciso di parlare di paesi, non di borghi, perché non vogliamo fermarci a una narrazione estetica o turistica dei territori interni, ma riconoscere e valorizzare comunità vive, fatte di relazioni, memoria, lavoro, cura e resistenza” queste sono le parole di don Alberto Conti, direttore della Caritas diocesana di Trivento, che accompagneranno il nuovo Quaderno della Solidarietà, dal titolo “Non borghi, ma paesi: comunità che resistono allo spopolamento”, presentato nella giornata di lunedì 11 maggio. Come riportato dalla nota, “questo lavoro nasce da un percorso di osservazione, introdotto dalla Caritas nel 1992, che propone una riflessione sui fenomeni dello spopolamento e della povertà nelle aree interne”. Il Quaderno richiama l’attenzione “sulle difficoltà vissute dai piccoli paesi, tra le altre, la riduzione dei servili essenziali, isolamento, fragilità sociali e carenza di opportunità lavorative. Accanto a queste criticità, il documento mette in evidenza il valore delle relazioni, della prossimità. della memoria e della cura delle comunità locali, riconoscendo il ruolo svolto da parrocchie, associazioni, amministrazioni, volontari e cittadini che continuano a vivere e custodire questi territori”.
Diocesi: Mons. Piccinonna (Rieti) ad Amatrice domani per la festa della Madonna di Filetta
Si rinnova ad Amatrice la tradizionale festa della Madonna di Filetta, patrona della città, con le celebrazioni religiose che culmineranno domenica 17 maggio nella solenne processione verso il Santuario. La ricorrenza affonda le sue radici nel 1472, quando la pastorella Chiarina Valente rinvenne il cammeo poi divenuto oggetto di venerazione da parte della popolazione. Il primo appuntamento è previsto domani, 14 maggio, con l’arrivo alle 16.30 del vescovo di Rieti, mons. Vito Piccinonna, che renderà omaggio al Monumento alle vittime del sisma. Alle 17, all’Auditorium della Laga, presiederà la Santa Messa, animata dai cori di Amatrice e Accumoli. Seguirà, alle 18.30, il concerto della Banda “Città dell’Amatrice”. Il programma religioso proseguirà il 15 e 16 maggio con la celebrazione della Messa e del rosario nella chiesa di Sant’Agostino. Domenica 17 maggio, giorno della festa, la Messa solenne sarà celebrata alle 9 all’Auditorium della Laga, seguita alle 10 dalla processione verso il Santuario di Filetta, accompagnata dalla Banda di Amatrice e dal Gruppo Sparatori Sant’Antonio Castiglioni. Dopo la Messa al Santuario e il rosario del pomeriggio, la comunità farà ritorno ad Amatrice per la processione per le vie del paese e la celebrazione eucaristica delle 17.30, con l’atto di consacrazione alla Madonna.
Famiglia: Università cattolica, la metà delle persone con scarsa socialità manifesta un basso livello di benessere
Il benessere delle persone e delle famiglie non dipende soltanto dalla qualità dei legami familiari interni, ma anche dalla possibilità di contare su reti sociali più ampie, aperte e radicate nei territori. Tra chi presenta livelli molto bassi di apertura relazionale, il 53,5% registra bassi livelli di benessere. Le famiglie sono provate, vulnerabili e spesso si sentono sole. Una persona su due manifesta una grande solitudine e in particolare lo sostiene il 60,4% dei giovani adulti. Sono alcune delle evidenze emerse dalle nuove analisi condotte dalle sociologhe Sara Mazzucchelli, Sara Nanetti e Letizia Medina e dalle psicologhe Anna Bertoni e Miriam Parise del Centro di Ateneo Studi e Ricerche sulla Famiglia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, a partire dai dati del Rapporto Cisf 2025 “Il fragile domani. La famiglia alla prova della contemporaneità”. I dati del Rapporto e gli approfondimenti degli esperti dell’Ateneo sono stati presentati lunedì 11 maggio in Università Cattolica a Milano.
L’indagine empirica alla base del Rapporto è stata realizzata su un campione nazionale di 1.600 soggetti, rappresentativo della popolazione italiana per genere, età, area geografica, ampiezza del comune di residenza e tipologia familiare. Le ricercatrici hanno approfondito in particolare il tema del capitale sociale familiare, distinto in bonding (relativo ai legami più prossimi, familiari e di vicinanza) e bridging (che indica la capacità di costruire relazioni oltre il perimetro familiare, attraverso reti amicali, comunitarie, associative, istituzionali e territoriali).
Il risultato più rilevante riguarda proprio il capitale sociale bridging. Tra coloro che mostrano livelli molto bassi di apertura relazionale, il 53,5% ha uno scarso livello di benessere; tra chi dispone di reti sociali più ampie e solide, questa quota scende al 15,7%. Il dato mostra che le persone stanno meglio quando possono contare non solo sulla famiglia e sui legami più stretti, ma anche su reti aperte, diversificate e capaci di offrire sostegno, riconoscimento e opportunità.
I livelli più bassi di benessere si osservano tra nuclei monogenitoriali, persone sole e giovani adulti nella famiglia di origine, mentre risultano più elevati tra le coppie senza figli. Tuttavia, l’effetto della tipologia familiare appare contenuto rispetto ad altri fattori, come condizioni economiche, eventi di vita, isolamento e disponibilità di reti di supporto. Nel complesso, il benessere familiare è un fenomeno relazionale e sociale, che prende forma dentro reti di fiducia, prossimità, reciprocità e apertura. Il capitale sociale emerge come una risorsa strategica per la qualità della vita, evidenziando la necessità di politiche e interventi orientati al rafforzamento delle reti di prossimità, alla riduzione dell’isolamento sociale e all’integrazione tra dimensione familiare e contesto territoriale.
Il lavoro di ricerca delle psicologhe ha evidenziato quanto le famiglie siano provate, vulnerabili e spesso si sentano sole. Una persona su due afferma di sentirsi molto sola, ma così dice anche più della metà dei giovani adulti intervistati (60,4%). Le persone che si sentono più vulnerabili sono quelle che hanno affrontato una separazione.
Giugno Antoniano: Padova, presentata la 20ª edizione nel segno dei santi Francesco e Antonio
2007-2026: è questo il lasso di tempo che intercorre tra la prima edizione della rassegna antoniana e i nostri giorni. Quest’anno il Giugno Antoniano taglia il traguardo dei vent’anni di attività. L’edizione di quest’anno assume inoltre una rilevanza spirituale straordinaria, intrecciandosi con le celebrazioni dell’ottavo centenario del Transito di san Francesco d’Assisi (1226-2026) in Basilica del Santo (da febbraio è attivo il percorso giubilare in 8 tappe dedicato al Poverello). In occasione dell’Anno di grazia francescano indetto da Leone XIV, il Giugno Antoniano mette al centro il legame indissolubile tra il Serafico Padre e il Santo di Padova, che è stato ed è tutt’ora un’eredità viva. Antonio, contemporaneo di Francesco, ne raccolse la passione per il Vangelo e lo slancio missionario, diventando, proprio su mandato dell’assisiate, un efficace predicatore e protettore degli ultimi. Un’occasione per riscoprire Antonio non solo come taumaturgo, ma come contemporaneo di Francesco. L’immagine simbolo della rassegna è l’affresco San Francesco e la predica agli uccelli, nella cappella radiale della basilica decorata da Ubaldo Oppi (1939). Una scelta iconografica apparentemente curiosa considerando gli 800 anni dalla morte, ma gli organizzatori hanno voluto così sottolineare quanto il messaggio francescano sia tutt’ora fecondo e attuale, capace di dialogare con tutto il Creato e le sue creature anche in tempi di guerra come quelli attuali, ispirandosi alle prime parole di Papa Leone XIV, che ha appena festeggiato il primo anno di pontificato. Tra gli eventi della manifestazione 2026 si conta addirittura un terzo anniversario: i 50 anni del Concorso e del Premio della Bontà indetto dall’Arciconfraternita di Sant’Antonio di Padova nel 1976. L’edizione del ventennale si articola in un variegato calendario di eventi che spaziano dalle celebrazioni liturgiche ai momenti di approfondimento culturale, musicale e di attualità, mantenendo fede alla missione di rendere il messaggio di sant’Antonio moderno e accessibile a tutti. In sintonia con l’Anno Santo Francescano, il cartellone 2026 propone una serie di eventi di rilievo dedicati alla figura di san Francesco, alla sua morte e alla sua eredità spirituale. Il focus francescano è sicuramente preponderante. In questo senso, l’evento clou sarà sabato 27 giugno alle ore 20.45, nel sagrato della basilica, il monologo “Fra’, san Francesco la superstar del medioevo” di Giovanni Scifoni, che esplora il fascino “pop” di Francesco fino al suo rapporto con «Sora nostra morte corporale», il vero, ultimo, grande tabù della nostra contemporaneità.
Info: su www.santantonio.org.
Diocesi: mons. Rega (San Marco A.-Scalea), domani l’ordinazione di due nuovi sacerdoti
Due nuovi sacerdoti per la diocesi di San Marco Argentano–Scalea. Si tratta dei diaconi Giovanni Greco e Giuseppe Mazza. Li ordinerà domani alle 18, nella Cattedrale di San Nicola di Myra, il vescovo mons. Stefano Rega. L’Ufficio Liturgico Diocesano ha reso noto che, nei giorni successivi, i due novelli presbiteri presiederanno le loro prime Messe presso la parrocchia Santa Maria della Grotta di Praia a Mare: don Giovanni Greco il 15 maggio alle 18 e don Giuseppe Mazza il 16 maggio alla stessa ora. La comunità diocesana è stata invitata a partecipare per accompagnare i due giovani sacerdoti nel loro ingresso nel ministero, in “un clima di preghiera e gratitudine”.
Diocesi: Taranto, l’edizione 2026 della Festa dei Popoli come “antidoto al razzismo”
Taranto si prepara a festeggiare l’edizione 2026 della Festa dei Popoli in giorni difficili. “Tra i migranti – spiega don Pino Calamo, dell’Ufficio diocesano migrantes – ora si respira un clima di paura”, riferendosi all’omicidio di Sacko Bakari, il 35enne ucciso da una baby gang di Città vecchia che prima di lui aveva provato ad accanirsi su un altro ragazzo nero, riuscito a sfuggire all’aggressione. “Se è vero che servirebbe più controllo del territorio – ha detto qualche giorno fa l’arcivescovo della diocesi ionica, Ciro Miniero – lo è altrettanto che la violenza nasce dalla povertà educativa e sociale, dalla marginalizzazione delle persone. È nella prevenzione che dobbiamo investire sforzi e risorse: una società istruita, coesa, pacificata è una società più sicura”. Questa mattina la conferenza stampa di presentazione del programma della festa, che vuole provare ad essere un antidoto al razzismo e un momento di distensione per tutta la città. L’evento si terrà domenica 17 maggio nella parrocchia Madonna delle Grazie e da quest’anno inizierà già dal mattino con l’apertura degli stand allestiti dai rappresentanti delle varie etnie. Alle 16.30 la Messa presieduta dall’arcivescovo Miniero sarà celebrata in lingue diverse da sacerdoti provenienti da ogni parte del mondo, mentre all’esterno si alterneranno racconti, colori, pietanze tipiche e balli della tradizione.
Abbazia Territoriale Subiaco: Monastero Santa Scolastica, apertura della cappella della Madonna e di santa Chelidonia per le Giornate di valorizzazione del patrimonio culturale ecclesiastico
Anche quest’anno tornano le “Giornate di valorizzazione del patrimonio culturale ecclesiastico” (8-17 maggio), promosse dall’Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto della Cei, con la collaborazione dell’associazione Musei ecclesiastici italiani (Amei), dell’associazione Archivistica ecclesiastica (Aae) e dell’associazione Bibliotecari ecclesiastici italiani (Abei). L’iniziativa nazionale è dedicata alla promozione e alla conoscenza dei beni culturali della Chiesa cattolica e vede impegnati i musei, le biblioteche e gli archivi ecclesiastici in tutta Italia nel promuovere visite guidate, mostre e iniziative diverse. Il tema dell’edizione 2026, “Risonanze di santità”, invita a riscoprire, spiegano dalla Cei, il patrimonio ecclesiastico come spazio vivo di fede e memoria: un patrimonio che racconta storie di devozione, custodisce reliquie, tramanda testimonianze di santità e continua a parlare alle comunità di oggi. Per l’occasione l’Abbazia territoriale di Subiaco organizza delle visite guidate alla scoperta della cappella della Madonna e di santa Chelidonia, luogo di straordinario interesse artistico, fino a questo momento mai aperto al pubblico, custodito nel cuore della chiesa del monastero di santa Scolastica di Subiaco. Si tratta, si legge in un comunicato dell’Abbazia Territoriale, di “un’opportunità eccezionale per scoprire l’inedita storia di questo sito e i protagonisti della sua vicenda edificativa e decorativa, legata alla traslazione delle reliquie di santa Chelidonia nella chiesa di santa Scolastica avvenuta nel luglio 1578. Tra questi emergono il monaco sublacense Guglielmo Capisacchi da Narni, la nobildonna Paola Pusterla (o Posterla o Posterula) e il famoso pittore Marcello Venusti, artista lodato da Michelangelo, che ebbe dal ‘Divino’ Maestro il privilegio di tradurre in pittura i suoi disegni”. Le visite saranno effettuate in collaborazione con i volontari dell’Associazione “Ora et Labora” e si terranno nei giorni di sabato e domenica 16-17, 23-24, 30-31 maggio e 1-2, 6-7 giugno, ai seguenti orari: 11.30, 15.30, 16.30. Ciascuna visita è riservata a gruppi di massimo 15 persone. Informazioni al numero +39 349. 411 05 40.
Diocesi: Ferrara, il 15 maggio incontro su “A.I., Custodire volti e voci umane”
“A.I., Custodire volti e voci umane. Empatia, etica e responsabilità morale” è il titolo di un convegno in programma il 15 maggio alle ore 20.30 nella chiesa di san Giacomo Ap. a Ferrara. Si tratta di un convegno di studi organizzato dall’Ufficio Comunicazioni Sociali della diocesi di Ferrara-Comacchio in occasione della LX giornata delle Comunicazioni sociali. Interverranno Giampiero Neri, consigliere WECA, e Servizio Informatico CEI, che relazionerà su “A.I. Confini della comunicazione per generare speranza”; don Stefano Gigli, sacerdote della diocesi ferrarese, su “Coltivare lo spirito nell’era digitale”; don Alessio Grossi, referente diocesano Tutela Minori e Persone Vulnerabili che rifletterà su “Intelligenza artificiale e minori: educare gli adulti”. In un’intervista rilasciata al Settimanale diocesano “La Voce di Ferrara-Comacchio”, Giampiero Neri ha riflettuto su alcuni temi che verranno affrontati durante la serata “La salvezza risiede nel mantenere fermo il principio che nessuna decisione che riguardi la vita, il lavoro o la dignità di un qualsiasi essere vivente possa essere delegata interamente a un algoritmo. La responsabilità è ciò che trasforma un ‘prodotto’ in un ‘messaggio’. Senza un responsabile umano, l’informazione diventa rumore di fondo. Essere responsabili significa ‘rispondere’ di ciò che si comunica, un atto di coraggio che la macchina non possiede”. E ancora: “La tecnologia deve servire a ricucire il tessuto sociale e non viceversa. La cooperazione trasforma l’A.I. da strumento di controllo a infrastruttura di solidarietà” come ad esempio, nella gestione delle emergenze o della salute pubblica.
Ue: quadro strategico per le future azioni comuni in materia di salute dei cittadini. 5 priorità
“Iniziativa per la resilienza sanitaria globale” è la stratega rinnovata dell’Ue, pubblicata oggi, che identifica il quadro strategico per le future azioni dell’Ue in materia di salute dei cittadini, affinché l’Europa risponda più rapidamente alle minacce e alle crisi sanitarie “in un mondo interconnesso, sulla base di un solido sistema multilaterale e della cooperazione con i partner”, sottolinea la nota che arriva da Bruxelles. La strategia si articola in cinque aree prioritarie: lavorare su un orizzonte globale; lavorare a sostegno di sistemi sanitari resilienti e a guida nazionale; rafforzare la prevenzione, la preparazione e la risposta a livello internazionale; diversificare le catene di approvvigionamento e della produzione di prodotti sanitari; rafforzare la resilienza sociale promuovendo la fiducia nella scienza e contrastando la disinformazione. Per tradurre in concretezza questi obiettivi, la strategia ha già identificato alcune misure, nove in tutto, da attuare a diversi livelli per avvicinarsi agli obiettivi. Il lavoro per l’attuazione inizierà tra il 2026 e il 2027.
Diocesi: Reggio Calabria-Bova, venerdì 15 maggio il vaticanista Grana a Reggio Calabria, su “la Chiesa e il mondo secondo Leone XIV”
L’ufficio comunicazioni sociali della diocesi di Reggio Calabria-Bova fa sapere che venerdì 15 maggio, l’Istituto superiore di Scienze religiose “Mons. Vincenzo Zoccali” di Reggio Calabria ospiterà un incontro dedicato all’analisi del pontificato di Leone XIV, a partire dal libro del vaticanista Francesco Grana. L’iniziativa, organizzata dall’Istituto di formazione politico-sociale “Mons. Lanza” e dall’Ufficio diocesano per le comunicazioni sociali, si inserisce nel quadro delle riflessioni per la 60ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali. Durante l’evento saranno ripercorse le fasi che hanno portato all’elezione del pontefice statunitense e verranno esaminate le principali direttrici del suo magistero, con un’attenzione particolare alle tematiche dell’intelligenza artificiale, alla dottrina sociale e alla necessità di ricomporre le divisioni interne al mondo ecclesiale. L’ufficio diocesano fa infine sapere l’evento è stato inserito sulla piattaforma Formazione Giornalisti e conferirà 3 crediti formativi a tutti i partecipanti. Da questo è possibile consultare i dettagli dell’evento ed iscriversi.
Unione Europea: Segretari generali degli episcopati dell’UE riuniti a Bruxelles, incontri con la presidente Metsola e la vicepresidente Sberna.
Al Parlamento europeo, i Segretari generali sono stati ricevuti dalla Vicepresidente Antonella Sberna, responsabile dell’attuazione dell’articolo 17 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE), che prevede un dialogo regolare tra l’Unione europea e le Chiese, le comunità religiose e le organizzazioni filosofiche. Durante l’incontro – informa la Comece, commissione degli episcopati dell’Unione Europea-, i rappresentanti delle Conferenze episcopali europee hanno ribadito “il sostegno della Chiesa al progetto europeo, auspicandone al contempo un rinnovamento attraverso una riduzione degli approcci eccessivamente burocratici e un rafforzamento del rapporto tra le istituzioni europee e i cittadini”. I segretari generali hanno inoltre sottolineato “l’importanza di una maggiore comprensione del principio di sussidiarietà e di una maggiore attenzione all’identità e alle tradizioni delle comunità locali”.
L’incontro ha inoltre offerto l’opportunità di uno scambio di riflessioni sui diversi modelli di relazione tra Chiesa e Stato negli Stati membri dell’Unione europea. A questo proposito, i segretari generali hanno sottolineato l’impegno della Chiesa a “promuovere un approccio incentrato non solo su ciò che ogni Paese può ricevere dall’Unione europea, ma anche su ciò che può contribuire ad essa”. I Segretari generali hanno inoltre evidenziato “il ruolo essenziale svolto dalla Chiesa nel sostenere gli Stati membri nell’affrontare le sfide legate alla migrazione e all’asilo, nonché le più ampie questioni sociali”. Sono state discusse anche diverse prospettive sul diritto fondamentale alla libertà di religione, con particolare attenzione alle aree dell’UE in cui la Chiesa cattolica è una minoranza, esprimendo al contempo “solidarietà alle altre comunità religiose che si trovano ad affrontare sfide relative ai diritti fondamentali”.
La Vicepresidente Sberna, secondo quanto riporta oggi la Comece, ha sottolineato l’importanza dell’articolo 17 del TFUE, evidenziando che esso dovrebbe servire principalmente da quadro di riferimento per la cooperazione e il dialogo su questioni concrete all’ordine del giorno dell’UE. Ha inoltre assicurato ai partecipanti che gli uffici nazionali di rappresentanza del Parlamento europeo continueranno a partecipare ai seminari di dialogo, incoraggiando così un maggiore coinvolgimento con le comunità religiose locali.
L’eurodeputata Sberna ha inoltre sottolineato l’importanza della tolleranza, della coesistenza e del dialogo per promuovere la coesione sociale all’interno dell’Unione europea e dei suoi Stati membri. Ha evidenziato che “l’UE non dovrebbe limitarsi a legiferare su questioni tecniche e specifiche, ma dovrebbe anche rimanere uno spazio di protezione e di libera circolazione, in fedeltà alla visione dei suoi padri fondatori”.
Durante la loro visita al Parlamento europeo, i Segretari generali delle Conferenze episcopali sono stati accolti anche dalla Presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, che ha espresso apprezzamento per il contributo della Chiesa cattolica.
L’incontro è stato anche occasione per un ampio scambio interno tra i Segretari Generali su una vasta gamma di argomenti, tra cui il nuovo Patto UE su migrazione e asilo e la legislazione sui rimpatri, la pace, la libertà di religione all’interno e all’esterno dell’Unione Europea, la competitività e le sfide legali relative alla protezione dei dati personali all’interno della Chiesa. I Segretari Generali hanno riflettuto anche sulle modalità per rafforzare la missione della COMECE e per migliorare il coordinamento tra le Conferenze Episcopali sulle questioni europee.
Alla parte interna dell’incontro ha partecipato anche mons. Bernardito Cleopas Auza, Nunzio Apostolico presso l’Unione Europea.
Informazione: Avvenire e Iusve, al via domani “Ci sto! Umani per scelta nell’era dell’IA”
Otto tappe, otto pacchetti di contenuti multimediali, otto parti del corpo per capire che l’informazione ci riguarda come esseri umani e per questo non può essere delegata in toto all’intelligenza artificiale, sempre più pervasiva. Parte da qui il progetto “Ci sto! Umani per scelta nell’era dell’IA”, che da giovedì 14 maggio vedrà prendere forma settimana dopo settimana, un percorso di formazione pensato per i giovani e per chi li accompagna: docenti, genitori, educatori, responsabili di realtà aggregative. L’iniziativa è stata progettata e realizzata dall’Istituto universitario salesiano di Venezia, aggregato all’Università Pontificia Salesiana (Iusve), insieme ad Avvenire e Gigio Rancilio, giornalista esperto di informazione digitale, e vede la collaborazione dell’Ufficio per le comunicazioni sociali della Cei e il supporto di Generali.
Il progetto è ispirato al magistero di Papa Leone XIV e in particolare al messaggio per la 60esima Giornata delle comunicazioni sociali che si celebrerà domenica 17. Da domani, poi, inizieranno a essere messi a disposizione gratuitamente i contenuti multimediali realizzati per l’occasione da docenti Iusve, giornalisti e professionisti della comunicazione: ogni giovedì, su una sezione dedicata del sito www.avvenire.it, verranno pubblicati un testo, un video, un podcast e un’infografica, formati diversi per gusti ed esigenze diversi per consentirne la maggiore fruibilità possibile. Ogni tappa associa a una parte del corpo umano un tema specifico legato alla creazione o alla fruizione di news: testa (Marco Girardo, direttore di Avvenire); occhi (Anna Zuccaro, docente Iusve); orecchie (Mariagrazia Villa, docente Iusve); bocca/voce (Nicolò Cappelletti, docente Iusve); cuore (Giovanni Fasoli, docente Iusve); piedi/gambe (Lucia Capuzzi, giornalista inviata speciale di Avvenire); corpo intero (Matteo Adamoli, docente Iusve): scuola e famiglia insieme per imparare il digitale. Bonus track: la cassetta degli attrezzi. Quali strumenti digitali usare per restare umani. Per Marco Girardo, direttore di Avvenire, “oggi la vera competenza non è solo usare gli strumenti, ma imparare ad abitarli con consapevolezza, senso critico e umanità”. Il progetto è “un’iniziativa di media literacy – sottolinea don Nicola Giacopini, direttore Iusve – costruita su misura per chi ogni giorno si trova a fare i conti con smartphone, social, IA e piattaforme senza avere sempre strumenti adeguati per leggerne in profondità logiche e conseguenze”. “È un progetto che sono convinto sarà molto utile a studenti, ragazzi, insegnanti, educatori e genitori dentro e fuori il mondo cattolico”, dice Gigio Rancilio. “Di fronte all’evoluzione tecnologica e alle sfide dell’IA – osserva Vincenzo Corrado, direttore dell’Ufficio per le comunicazioni sociali della Conferenza episcopale italiana – siamo chiamati a un surplus di responsabilità, soprattutto, come ci invita a fare Leone XIV, per custodire voci e volti umani. La formazione diventa così fondamentale”.
Omicidio a Taranto: in piazza Fontana fiori, disegni, pensieri e letterine dei bambini
Taranto risponde all’appello di don Emanuele Ferro, parroco del duomo di san Cataldo e delle chiese della Città vecchia di Taranto. Ieri sera, durante un rosario in Cattedrale organizzato per pregare per Bakari Sacko, il 35enne bracciante originario del Mali ucciso in piazza all’alba del 9 maggio da una baby gang del rione mentre andava a lavoro in bicicletta, don Emanuele aveva detto: “Non riesco a spiegarmi di come sia possibile che non si condanni all’unanimità quanto è accaduto. Ho un rimprovero da fare alla mia comunità. Quando muore qualcuno in un luogo pubblico spontaneamente quel luogo diventa un sacrario. Non avete portato un fiore sul luogo dell’omicidio”. Il momento di preghiera, presieduto dall’arcivescovo della diocesi di Taranto Ciro Miniero si era concluso con l’invito a portare un fiore in piazza Fontana per rendere omaggio al giovane ucciso ingiustamente. Un corteo silenzioso che è passato tra i luoghi frequentati giornalmente dagli adolescenti protagonisti della vicenda, aveva raggiunto il posto. Questa mattina la sorpresa: disegni, pensieri, letterine dei bambini della scuola elementare del quartiere. “Mi dispiace per quello che è successo, spero che tu sia in paradiso”- scrive uno di loro, disegnando un arcobaleno. “Non ti doveva accadere questa atroce fine” e ancora “spero che i tuoi bimbi siano sempre con te e tu con loro”, riportano altri, con cuori e colori. Domani in piazza è previsto un presidio contro violenza, razzismo e criminalità.
Libano: padre Bou Merhi (Custodia), “restiamo con la nostra gente tra paura e dignità”
“Quando si parla di guerra è difficile vedere una luce, se attorno è tutto buio”. Dal sud del Libano arriva la testimonianza di padre Toufic Bou Merhi, francescano della Custodia di Terra Santa e parroco dei cattolici di rito latino in un’area che da Sidone arriva fino alla frontiera con Israele. Un sacerdote rimasto accanto alla sua gente, tra bombardamenti, sfollamenti e una quotidianità segnata dall’incertezza. A riportare la sua testimonianza è la Fondazione Terra Santa (Custodia di Terra Santa). “Si vive in un presente sospeso – racconta il frate – senza poter pensare al futuro e senza radici. Anche piangere i propri morti, per alcune madri, è diventato impossibile”. In questo contesto, il convento francescano di Tiro ha accolto circa 200 sfollati, offrendo riparo in spazi adattati all’emergenza: aule di catechismo e sale usate per le attività sono diventate alloggi di fortuna. “Abbiamo cercato di dare almeno un po’ di dignità a persone che si sentivano a disagio, ridotte a numeri”, riferisce. “Non sappiamo dire di no al bisogno”, afferma, sottolineando uno stile francescano che unisce cristiani e musulmani. “Nel nostro convento i bambini giocano insieme, e a Natale in coro cantano sia chi porta la croce sia chi indossa il velo”. La guerra ha reso alcune comunità irraggiungibili, come quella di Deir Mar Mimas, isolata vicino al confine. “Non posso raggiungere i miei parrocchiani”, spiega il religioso, mentre altre presenze ecclesiali restano accanto ai fedeli. Intanto la vita nel Paese appare divisa: “A Beirut c’è chi frequenta locali e discoteche, mentre al sud i bambini vivono nella paura, con chiese e scuole chiuse”. Nel sud non esistono allarmi: “Si sente solo il rumore della bomba”. E la popolazione si prepara alla fuga tenendo carburante nelle auto. Anche la capitale mostra le contraddizioni del conflitto, con tende di sfollati accanto ai palazzi sul mare. In questo scenario, la presenza della Chiesa resta un punto di riferimento. “Se non ci appoggiamo alla fede – conclude padre Toufic – non possiamo resistere”. Dalla Custodia giunge l’invito a sostenere concretamente l’opera dei frati in Terra Santa destinando il 5×1000 alla Fondazione Terra Santa.
Sudan: Dalle Carbonare (comboniano) ad Acs, “a Khartoum ritorna la comunità cristiana, tra ferite della guerra e speranze di ricostruzione”
Dopo tre anni di guerra, il Sudan resta segnato da una crisi profonda, ma a Khartoum si apre uno spiraglio per la comunità cristiana, che può tornare nella capitale dopo la riconquista da parte dell’esercito. Prima del conflitto i cristiani erano circa un milione; dopo oltre due anni di violenze, la ripresa delle celebrazioni — messe e confessioni — rappresenta un passaggio importante “per voltare pagina”, come sottolinea padre Diego Dalle Carbonare, missionario comboniano, in un colloquio con Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs). Accanto alla dimensione spirituale, restano però profonde le ferite materiali e sociali. Il sistema educativo è tra i più colpiti: scuole svuotate, docenti dispersi o uccisi, studenti costretti alla fuga. “Molti insegnanti e le loro famiglie si sono spostati da un luogo all’altro, alcuni sono fuggiti anche in Sud Sudan”, racconta il missionario, ricordando storie di giovani prossimi alla laurea rimasti senza futuro e di docenti vittime di violenze e torture. Tra le testimonianze, quella di un’insegnante rimasta a Khartoum per assistere la madre anziana. Più volte minacciata da miliziani delle Forze di Supporto Rapido, è riuscita a dissuaderli richiamando frasi del Vangelo, e riferendo che gli aggressori, il giorno seguente, sono tornati per chiederle perdono. Secondo il missionario, la guerra “fa emergere il peggio”, ma non mancano esempi di solidarietà e coraggio. La comunità cristiana ha bisogno di essere accompagnata e sostenuta, anche attraverso la preghiera. Acs continua a supportare la Chiesa locale con diversi progetti: attualmente sono 15 le iniziative attive nel Paese. Resta tuttavia lunga la strada per la ricostruzione, non solo degli edifici, ma del tessuto umano e sociale.
Diocesi: Assisi, al via oggi pomeriggio la festa del santuario della Spogliazione
Quasi 400mila persone hanno già visitato il santuario della Spogliazione di Assisi nei primi quattro mesi del 2026 con un percentuale di italiani preponderante nel periodo dell’ostensione del corpo di San Francesco tra febbraio e marzo e un boom di stranieri nei mesi successivi con una prevalenza di americani, spagnoli, sud-americani ma anche diversi gruppi di pellegrini francesi e un aumento considerevole di polacchi e slovacchi. Sono questi alcuni numeri del santuario, istituito nove anni fa e che si prepara a vivere questo anniversario con diversi momenti celebrativi sia liturgici che di riflessione, sempre nell’ottica dell’ottavo centenario francescano. “Il santuario – spiega il rettore, padre Marco Gaballo – sta vivendo un costante momento di crescita sia nei numeri che nella qualità dei pellegrini che vengono a venerare il corpo di San Carlo Acutis e a conoscere i luoghi della spogliazione di San Francesco. Ci sono sempre maggiore attenzione e apprezzamento di questa icona francescana che riesce a tenere insieme, in maniera molto lineare due testimonial di santità come Francesco. Da registrare anche il buon risultato della messa in inglese che, dal 3 maggio, si celebra tutte le domeniche alle ore 16; abbiamo visto non solo una buona partecipazione di fedeli ma anche un particolare coinvolgimento della comunità americana presenti in Assisi”. Al via dunque oggi pomeriggio la festa del santuario, dal titolo “#nulladiproprio dopo 800 anni è sempre Francesco” con la santa messa delle ore 18 nella chiesa di Santa Maria Maggiore. Domani giovedì 14 maggio alle ore 16 nella sala della Spogliazione del Vescovado si terrà il convegno dal titolo “Se i soldi non fanno la felicità. Dall’economia di Francesco a quella contemporanea, come ripensare lo sviluppo globale”. Ne parleranno mons. Felice Accrocca, vescovo delle diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e di Foligno, suor Raffaella Petrini, presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, Carlo Cottarelli, economista e docente all’Università Cattolica del Sacro Cuore. Alle ore 18 la celebrazione eucaristica. Venerdì 15 maggio sempre alle ore 18 la santa messa, mentre in serata alle ore 21 si svolgerà “l’Adorazione eucaristica: un’ora per la pace”. Nella mattinata di sabato 16 maggio, alla presenza del card. Gualtiero Bassetti, torna la cerimonia di assegnazione del Premio internazionale “Francesco d’Assisi e Carlo Acutis per un’economia della fraternità” che quest’anno ha visto la partecipazione di quasi 80 soggetti con proposte e idee progettuali da tutto il mondo. Quattro i progetti finalisti arrivati da Tanzania, Madagascar, Papua Nuova Guinea e India. Nel pomeriggio, sempre alle 18 sarà celebrata la messa, mentre in serata, sempre all’interno della chiesa di Santa Maria Maggiore, si terrà il concerto: “Cantate Domino”. La festa del santuario si concluderà domenica 17 maggio con la messa delle ore 9,30 celebrata dal rettore padre Marco Gaballo e con la successiva solenne celebrazione eucaristica delle ore 11 presieduta da mons. Accrocca. Info: www.assisisantuariospogliazione.it e su quello della diocesi www.diocesiassisi.it.
Omicidio a Taranto: Migrantes, “interrogarsi sulla violenza del linguaggio e sull’ipocrisia dello sfruttamento”
“Vi scriviamo con il cuore ancora scosso dagli eventi che hanno colpito la nostra comunità tarantina, sentendo il dovere di condividere con voi alcune riflessioni nate dal dolore, ma anche dalla speranza che anima il nostro quotidiano impegno per l’accoglienza e la protezione dei migranti”. Sono le prime parole di una lettera indirizzata alla Fondazione Migrantes (Cei) dall’Ufficio Migrantes dell’arcidiocesi di Taranto, guidato da don Giuseppe Calamo, sull’omicidio di Bakari Sako, il bracciante agricolo di 35 anni originario del Mali ucciso all’alba di sabato scorso in piazza Fontana, nel cuore della città vecchia di Taranto, in seguito a un’aggressione di cinque giovani. La Migrantes di Taranto “desidera onorare e richiamare con forza la memoria del giovane Bakari”: “Vogliamo credere, con la stessa pietà cristiana, che il giovane quindicenne coinvolto non sapesse realmente cosa stesse facendo. Taranto non è violenza. Taranto è, e vuole continuare a essere, una città di accoglienza, un porto aperto a tutti. Questa tragedia si è consumata all’alba del 9 maggio, proprio nei giorni in cui la nostra città celebra San Cataldo. È doloroso pensare che la felicità di una festa così sentita sia stata infranta proprio mentre celebravamo il nostro Santo Patrono, un uomo venuto da lontano come uno straniero per portare luce, pace e dialogo”. “Questa tragedia ci interroga profondamente su due fronti – si legge nella nota -. Il primo, la violenza del linguaggio. Siamo convinti che l’aggressione fisica sia spesso il tragico sfocio di una violenza verbale che pervade la nostra società. Ogni giorno, in Italia, vengono diffuse menzogne sul fenomeno migratorio che avvelenano le menti. Il secondo è l’ipocrisia dello sfruttamento. Dobbiamo denunciare con forza come l’economia locale e nazionale spesso poggi sulle mani dei migranti, le stesse mani che preparano il cibo sulle nostre tavole o che costruiscono le infrastrutture per i Grandi Giochi del Mediterraneo, spesso in condizioni di sfruttamento vergognoso e senza tutele contrattuali”. “Da parte nostra, – conclude la lettera – continueremo il nostro lavoro per ‘disarmare le parole’, seguendo l’esempio e la via tracciata da Papa Francesco e da Papa Leone XIV”.
Giovani: Pont. Univ. Santa Croce, presentato sondaggio giovani Footprints. “Circa il 54% dei giovani fa affidamento sulla propria famiglia nelle loro scelte”
Presentato oggi a Roma, presso la Pontificia Università della Santa Croce, il secondo sondaggio, promosso da Footprints, su “giovani, lavoro e impegno civico” condotto su un campione di 9000 giovani di età compresa tra i 18 ed i 29 anni provenienti da tutto il mondo. Illustrando i risultati del sondaggio, Josè Maria Diaz-Dorronsoro, coordinatore generale del gruppo di ricerca Footprints, ha evidenziato il valore dei partner coinvolti nel progetto, come l’Osservatorio per i giovani della Pontificia Università Salesiana e le altre università coinvolte tra i vari continenti. Inoltre, ha sottolineato l’importanza della giovinezza, che “non è semplicemente una fase di transizione verso l vita adulta, ma è il momento in cui la persona costruisce la propria identità”. Il coordinatore ha poi spiegato che il progetto “mira alla formazione professionale, che si muove in tre grandi scenari: fede, lavoro ed impegno verso la comunità”. Parole confermate da Daniel Arasa, decano della Facoltà di Comunicazione della Santa Croce, per il quale Footprints, è “un progetto di ricerca internazionale che cerca di studiare ed analizzare la vita dei giovani, facendolo in tre dimensioni: della fede, del lavoro e delle relazioni sociali. Questa conoscenza non rimarrà fine a sé stessa, ma verrà posta al servizio delle persone, poiché per noi è di vitale importanza conoscere al meglio i giovani”. Per Narciso Michavila, presidente di Gad3, ovvero l’azienda che ha condotto il sondaggio, sono emersi “alcuni fondamenti della ricerca: la spiritualità, autonomia, impegno lavorativo. Ma il fondamento giovani rimane la famiglia, il cambiamento lavorativo, l’impatto importante della formazione, la chiamata lavorativa, che diventa una sorta di vocazione e, infine, il ruolo della comunità”. In base ai dati proiettati nel corso della conferenza, è stato possibile notare come “circa il 54% dei giovani fa affidamento sulla propria famiglia nelle loro scelte, un terzo dei giovani osservati non ha lavoro e non lo cerca; inoltre, per quanto riguarda la ricerca del lavoro, a fare da contraltare ad iniziali ottimismo e curiosità, emergono frustrazione e rabbia, oltre che preoccupazione dovuta al cambiamento di certe condizioni di vita. Invece il 28% di questi giovani lo fa per una maggior ricerca di autonomia. Particolare è stato un caso registrato nelle Filippine in cui i giovani hanno maturato la seguente mentalità: non si vive per lavorare, ma si lavora per vivere. Due frutti di questo lavoro – è stata la conclusione – potranno essere sicuramente l’agire pastorale e la vita politica che può trarre vantaggio da questo studio”.
Diocesi: Carrara dal oggi al 16 maggio due festival per parlare di pace e volontariato
“Curare le ferite, sanare le fratture” è il titolo del Festival della Pace e del Festival del Volontariato che si svolgeranno a Carrara da oggi al 16 maggio, promossi dalla diocesi di Massa Carrara-Pontremoli. Si inizia oggi alle 17.45, al Teatro degli Animosi, con un dialogo volto ad approfondire il significato di una pace autentica, capace di andare oltre la semplice assenza di conflitto per diventare stile di vita e responsabilità condivisa. L’incontro, intitolato “Da una pace disarmante ad una pace disarmata: percorsi possibili” vedrà gli interventi dell’arcivescovo mons. Giovanni Ricchiuti, presidente di Pax Christi, e Tommaso Greco, docente dell’Università di Pisa. All’iniziativa sarà presente anche il vescovo mons. Mario Vaccari. Giovedì alle 17 in Piazza De André le comunità straniere del territorio saranno protagoniste di un dialogo fatto di relazioni, cibo e condivisione, con l’evento “United people of Carrara”. Venerdì 15 maggio alle 19 al centro giovanile sarà la volta della “Cena dei popoli”, curata dal Sermig arsenale della pace di Torino. Il percorso si concluderà il sabato 16 maggio con il Festival del Volontariato, che animerà le piazze cittadine dando spazio alle associazioni locali e rendendo visibile una rete di impegno quotidiano spesso silenziosa, ma fondamentale.
Diocesi: Lungro, si conclude il ciclo di conferenze “Calabria, ponte di dialogo” con una due giorni su “Le religioni in dialogo per la pace”
Si avvia alla fase conclusiva il progetto “Calabria ponte di dialogo. Per una cultura dell’armonia e della pace nel Mediterraneo”, promosso dall’Eparchia di Lungro degli Italo Albanesi dell’Italia Continentale, dal Centro studi per l’ecumenismo in Italia e dalla Biblioteca “Mons. Giovanni Mele”. Il percorso si chiuderà con un laboratorio culturale in presenza, in programma il 15 e 16 maggio presso la sede della biblioteca e dedicato al tema “Le religioni in dialogo per la pace”. La giornata inaugurale, 15 maggio, prenderà il via alle 15.30 con il saluto di mons. Donato Oliverio, eparca di Lungro. Seguirà l’intervento di Riccardo Burigana, presidente del Centro studi per l’ecumenismo in Italia, e la relazione di Mustafa Cenap Aydin, esperto di dialogo interreligioso, che affronterà il tema “Il dialogo tra le religioni”. La sessione proseguirà con attività di gruppo. Il giorno successivo, dalle 9.30, Burigana proporrà una riflessione su “Parole e gesti per il dialogo”, mentre Aydin approfondirà il passaggio “dall’esperienza alla vita quotidiana”. I lavori saranno coordinati da papàs Alex Talarico, direttore dell’Ufficio ecumenismo dell’Eparchia di Lungro. Il laboratorio conclude un ciclo di sette incontri online, svoltisi tra marzo e maggio 2026, che ha coinvolto studiosi ed esperti sui temi della pace, della convivenza e del dialogo interculturale.
Salute: Ospedale Bambino Gesù, a Roma un Centro per oltre 850 pazienti affetti da anomalie vascolari rare all’anno
Oltre 850 pazienti affetti da anomalie vascolari rare, di cui 127 nuovi casi, seguiti nel 2025 e circa 1.200 accessi ambulatoriali tra visite e day hospital. Diagnosi genetica avanzata, terapie di precisione e un modello integrato per la gestione delle forme non comuni e complesse. In occasione della Giornata internazionale per la consapevolezza sulle anomalie vascolari, che si celebra il 15 maggio, l’Ospedale pediatrico Bambino Gesù fa il punto sull’attività del Centro dedicato a queste patologie spesso poco conosciute, ma con un impatto significativo sulla salute dei bambini. Riferimento nazionale e internazionale per la presa in carico multidisciplinare dei pazienti, il Centro del Bambino Gesù oggi gestisce la più ampia casistica italiana.
Le anomalie vascolari sono malattie dei vasi sanguigni e linfatici che possono essere presenti dalla nascita o comparire nei primi anni di vita. Si manifestano spesso sulla pelle, ma possono interessare anche organi interni e tessuti profondi o essere associati ad altre anomalie.
Al Bambino Gesù la presa in carico dei bambini e ragazzi con anomalie vascolari è affidata all’Unità operativa complessa di Dermatologia in collaborazione con un team multidisciplinare che comprende radiologi, neuroradiologi interventisti e chirurghi plastici. Inoltre, in base alle necessità del singolo paziente, vengono coinvolti anche numerosi altri specialisti: anatomo-patologi, genetisti, ematologi, ortopedici, oculisti, otorinolaringoiatri, cardiologi, neurochirurghi, neonatologi, pediatri esperti in malattie rare, psicologi e fisioterapisti. Ogni settimana sono previste 2 giornate dedicate alle forme complesse, con circa 30 bambini alla settimana provenienti da tutta Italia e anche dall’estero valutati attraverso un approccio integrato: in un’unica giornata, infatti, possono eseguire approfondimenti diagnostici, imaging avanzato, consulenze specialistiche e ricevere un programma terapeutico personalizzato.
“Le anomalie vascolari complesse richiedono una gestione altamente specialistica e coordinata perché non parliamo quasi mai di patologie risolvibili e, ancor meno, con un singolo trattamento. Nella maggior parte dei casi si tratta di malattie croniche che necessitano di un percorso multidisciplinare costruito intorno al bambino e insieme alla sua famiglia. Il nostro modello consente in una sola giornata di integrare valutazione clinica, diagnostica strumentale, genetica e pianificazione terapeutica, evitando ai pazienti il pellegrinaggio tra specialisti diversi e garantendo un confronto continuo tra professionisti altamente qualificati, capaci di accompagnare le famiglie anche dal punto di vista umano e relazionale in percorsi di cura spesso lunghi e complessi”, spiega May El Hachem, responsabile di Dermatologia dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù.
Un ulteriore elemento distintivo del Centro è la possibilità di eseguire diagnosi genetiche avanzate, anche su tessuto e saliva, oltre che sul sangue, fondamentali per individuare mutazioni non sempre rilevabili con i test standard.
Il Centro del Bambino Gesù è attualmente l’unico italiano inserito nel gruppo Vasca di Vascern, la rete europea di riferimento per le anomalie vascolari rare.
Nigeria: liberato padre Nathaniel Asuwaye, rapito a febbraio insieme ad altri dieci parrocchiani
È stato liberato padre Nathaniel Asuwaye, rapito il 7 febbraio 2026. Lo ha reso noto ai fedeli la diocesi di Kafanchan in un comunicato: “Con profonda gratitudine a Dio annunciamo la liberazione di Padre Nathaniel Asukae, dopo tre mesi di prigionia”. “Siamo lieti di informarvi- continua il comunicato pervenuto all’Agenzia Fides – che Padre Nathaniel è ora al sicuro e sta ricevendo le cure necessarie. Le sue condizioni sono stabili, è di buon umore e vi ringrazia per le vostre preghiere e il vostro sostegno”.
Padre Nathaniel, parroco della chiesa della Santissima Trinità a Karku, nella zona di governo locale di Kaura, nello Stato di Kaduna, era stato rapito da uomini armati nella sua canonica insieme a 10 parrocchiani nelle prime ore del 7 febbraio. Nell’assalto erano state uccise almeno tre persone. La diocesi ha organizzato preghiere per il loro rilascio. “Dio, che non abbandona coloro che portano il suo nome e lo invocano ha ascoltato le nostre preghiere e ha concesso il ritorno sano e salvo di padre Nathaniel”, conclude la nota firmata da padre Jacob Shanet, cancelliere diocesano.
Al momento non si hanno notizie sulla sorte delle 10 persone rapite insieme al sacerdote. Con la liberazione di padre Nathaniel rimangono almeno altri due sacerdoti nelle mani di sequestratori. Si tratta di padre Joseph Igweagu della diocesi di Aguleri, Stato di Anambra, rapito il 12 ottobre 2022 e di padre Emmanuel Ezema della diocesi di Zaria nello Stato di Kaduna, rapito il 2 dicembre 2025.
Ordine di Malta: Il Gran Cancelliere riceve il Ministro degli Affari Esteri del Libano
Si è tenuto oggi, presso il Palazzo Magistrale a Roma, l’incontro di lavoro tra il Ministro degli Affari Esteri e degli Emigrati della Repubblica Libanese, Youssef Raggi, e il Gran Cancelliere dell’Ordine di Malta, Riccardo Paternò di Montecupo. Lo rende noto l’Ordine con un comunicato. L’incontro ha riaffermato i profondi legami storici e diplomatici che uniscono l’Ordine e il Libano, con le relazioni avviate nel 1953 e consolidate da oltre settant’anni di cooperazione. A testimonianza di questo profondo e duraturo legame, è stata ricordata la significativa partecipazione della First Lady del Libano, Nehmat Aoun, al recente pellegrinaggio internazionale dell’Ordine a Lourdes. Al centro dei colloqui, spiega l’Ordine, vi è stata la drammatica situazione umanitaria in Libano a seguito dell’escalation del conflitto nel marzo 2026. Ad oggi, il Paese conta oltre 2.800 vittime e circa 1,2 milioni di sfollati, pari a un quinto della popolazione. Il Ministro Raggi ha manifestato gratitudine per la preziosa azione dell’Ordine di Malta: “Siete sempre stati presenti per aiutare, ma adesso la vostra azione è veramente importante. Grazie infinite”. Ha inoltre espresso profondo cordoglio per la perdita di Chadi Ammar, giovane membro dello staff dell’Ordine di Malta in Libano ucciso in un attacco aereo nel sud del Paese. Il Gran Cancelliere ha ribadito la vicinanza dell’Ordine al popolo e alle istituzioni libanesi, come recentemente espresso anche in una lettera inviata al Primo Ministro Nawaf Salam. “L’Ordine di Malta è particolarmente legato al Libano e alla Terra Santa”, ha sottolineato il Gran Cancelliere, “e continuerà con assiduità in questa sua azione di servizio e sostegno, adoperandosi inoltre per preservare la diversità e la pluralità religiosa, etnica e culturale”. Il Ministro Raggi ha rivolto un appello affinché si intensifichi il sostegno ai villaggi cristiani del sud, cuore pulsante dell’identità del Paese: “Il vostro supporto materiale e tecnico dà forza e fede alla popolazione: è fondamentale continuare questa azione per custodire il modello di coesistenza libanese, che non sarà possibile senza una presenza libera dei cristiani nel Paese”. Dall’inizio del conflitto, l’Ordine ha intensificato l’assistenza, operando in 88 rifugi e garantendo migliaia di servizi medici e farmaceutici agli sfollati e fornendo oltre 15.000 servizi medici e 11.000 prestazioni farmaceutiche alle popolazioni interne in fuga. Massiccio anche l’impegno sul fronte alimentare, con la distribuzione di 54.000 pasti caldi e più di 74.000 pasti freddi e snack, oltre alla consegna di 1.400 kit educativi e di supporto psicosociale per i più giovani.
Salone del Libro: media Cei a Torino tra cultura, spiritualità e nuovi linguaggi digitali
Tv2000 e InBlu2000, con Avvenire, Agenzia Sir e Uelci, saranno presenti dal 14 al 18 maggio al Salone internazionale del Libro di Torino con uno stand dedicato agli eventi dei media Cei. Al centro del programma incontri su cultura, attualità, fede e comunicazione, con autori, giornalisti, ecclesiastici e protagonisti del mondo dell’informazione. Tra gli appuntamenti principali, domenica 17 maggio la presentazione della docuserie “San Francesco per davvero”, dedicata alla figura del santo di Assisi tra rigore storico e racconto contemporaneo, con Vincenzo Morgante, Massimo Porfiri e Alessandro Sortino. Nella stessa giornata spazio anche al panel “Play2000: una televisione cattolica nell’era dei podcast”, con Mario Calabresi e Morgante, dedicato al futuro dei media cattolici tra streaming, podcast e nuovi linguaggi digitali. Il calendario comprende inoltre incontri con il card. Matteo Zuppi, padre Joseph Farrell, il card. Jean-Paul Vesco, Silvio Garattini e approfondimenti su infanzia, intelligenza artificiale, spiritualità, salute e inclusione sociale. Tutti gli eventi saranno trasmessi in diretta e disponibili on demand sulla piattaforma Play2000.
Parlamento Ue: in plenaria la risposta europea all’epidemia di hantavirus
Durante la sessione plenaria del Parlamento europeo, che si terrà a Strasburgo dal 18 al 21 maggio, gli eurodeputati e la Commissione valuteranno la preparazione dell’Ue alle emergenze sanitarie, alla luce dell’epidemia di hantavirus registrata a bordo della Mv Hondius. È uno dei temi legati all’attualità che trovano spazio nell’agenda dell’Eurocamera. Gli eurodeputati discuteranno lunedì, in apertura di seduta, e voteranno martedì l’aggiornamento delle misure di salvaguardia per tutelare l’industria siderurgica dell’Ue dalla sovraproduzione globale. Numerosi i temi all’ordine del giorno di martedì: i primi laureati riceveranno l’Ordine europeo al merito, in riconoscimento del loro contributo all’integrazione europea, alla democrazia e ai valori fondamentali dell’Ue; gli eurodeputati interrogheranno l’Alto rappresentante Ue per gli affari esteri Kaja Kallas sulla reazione alle crisi in Medio Oriente; discuteranno poi con il Consiglio e la Commissione la rapida diffusione di modelli avanzati di intelligenza artificiale e le sfide alla sicurezza dell’Unione. Mercoledì eurodeputati discuteranno con la Commissione e il Consiglio come migliorare le condizioni per le imprese europee e garantirne la competitività a livello globale. Giovedì voteranno in via definitiva l’aggiornamento delle norme europee sul sostegno alle vittime di reato. Fra gli altri temi la riduzione degli incidenti sul lavoro, il divario di genere nell’assistenza, l’Iniziativa dei cittadini che chiede agli editori di videogiochi di garantirne la fruibilità nel tempo.
Eurostat: Europa, il 76% di nuclei familiari non ha figli
Nel 2025, su 203,1 milioni di famiglie nell’Ue, solo 47,4 milioni, ovvero il 23,4%, includevano figli. “La maggior parte di queste erano coppie con figli (14,7%), altre tipologie di famiglie con figli (5,6%) e adulti single con figli (3,0%)”. Lo si legge in un rapporto diffuso oggi da Eurostat. “Il restante 76,6% delle famiglie senza figli era composto da adulti single (37,5% di tutte le famiglie), coppie (24,1%) e altre tipologie di famiglie (15,1%)”. Tra il 2016 e il 2025, il numero di famiglie composte da adulti single senza figli è aumentato del 19,2% (da 63,9 milioni a 76,1 milioni) e il numero di famiglie composte da coppie senza figli è aumentato del 3,3% (da 47,3 milioni a 48,9 milioni). Al contrario, il numero di famiglie composte da coppie e figli è diminuito del 6,3% (da 31,9 milioni a 29,9 milioni), mentre le altre tipologie di famiglie con figli sono diminuite del 3,5% (da 11,8 milioni a 11,4 milioni). La percentuale più alta di famiglie con figli è stata registrata in Slovacchia (35,4%), Irlanda (30,8%) e Cipro (28,2%). All’estremo opposto si trovano Finlandia (18,2%), Lituania (18,4%) e Germania (19,9%). Nel 2025, il 50,2% delle famiglie con figli nell’Ue aveva un figlio, il 37,6% ne aveva due e il 12,2% ne aveva tre o più. Le famiglie con un solo figlio erano particolarmente diffuse in Portogallo (61,8% di tutte le famiglie con figli), Bulgaria (60,4%) e Malta (59,5%).
Commissione Ue: “Un viaggio, un biglietto, tutti i diritti”, proposte per semplificare la prenotazione dei viaggi in Europa
La Commissione europea ha proposto oggi nuove norme per “rendere i viaggi senza soluzione di continuità in tutta Europa una realtà”. Le tre proposte adottate oggi “semplificano la pianificazione e la prenotazione per i viaggi regionali, a lunga distanza e transfrontalieri, in particolare per i viaggi ferroviari che coinvolgono più operatori, e garantiscono una migliore protezione dei passeggeri ferroviari per l’intero viaggio”. “Attualmente, confrontare tutte le opzioni di viaggio disponibili e individuare le scelte più sostenibili, in particolare per i viaggi transfrontalieri, rimane difficile per i passeggeri nell’Ue”, riconosce la Commissione. Ciò vale soprattutto per i biglietti ferroviari. “Molti passeggeri incontrano ostacoli quando combinano diversi servizi di trasporto. La prenotazione di viaggi in treno a più tratte che coinvolgono biglietti di diverse compagnie può essere complessa. La protezione dei passeggeri è limitata sui viaggi ferroviari che comportano biglietti multipli da parte di diversi operatori ferroviari”. Per creare un’esperienza di viaggio “più agevole”, la Commissione propone misure “che consentono la prenotazione di biglietti unici tra più operatori ferroviari, rendendo il mercato ferroviario più trasparente e accessibile”. I passeggeri potranno confrontare e acquistare servizi combinati da diversi operatori ferroviari in un unico biglietto, che può essere acquistato in un’unica transazione su una piattaforma di biglietteria di loro scelta. Le proposte della Commissione devono ora essere valutate da Consiglio e Parlamento Ue.
Suora annegata a Catania: mons. Renna, “suor Nadir ha tentato di aiutare le consorelle in difficoltà, racconta una vita vissuta nel dono”
“La morte di suor Nadir ci addolora profondamente. In questo momento di grande tristezza, la Chiesa di Catania si stringe attorno alla comunità delle Carmelitane Messaggere dello Spirito Santo, ai familiari e a quanti le hanno voluto bene”. Lo dice oggi mons. Luigi Renna, arcivescovo di Catania, parlando della morte di suor Nadir Santos da Silva, religiosa carmelitana di 45 anni, annegata nel tratto di mare di Vaccarizzo, nella zona sud di Catania, dopo essere intervenuta per aiutare alcune consorelle in difficoltà tra le onde. La tragedia si è consumata lunedì mattina, nei pressi del Villaggio Delfino. Secondo quanto ricostruito dalla polizia, che è intervenuta, suor Nadir Santos da Silva, era insieme con altre tre consorelle e passeggiavano in acqua, non lontane dalla riva. Un avvallamento della sabbia non visto avrebbe fatto cadere in acqua le quattro sorelle, che probabilmente non sapevano nuotare. Suor Nadir avrebbe tentato di soccorrerle, ma bevendo acqua ha perso i sensi. Tre suore sono riuscite a mettersi in salvo sulla battigia, mentre lei è annegata. “Il gesto compiuto da suor Nadir – dice il presule catanese – nel tentativo di aiutare le consorelle in difficoltà, parla da sé e racconta una vita vissuta nel dono e nel servizio. Affidiamo questa nostra sorella alla misericordia del Signore, con gratitudine per la testimonianza di fede e di carità che lascia alla nostra comunità”. Suor Nadir apparteneva alla congregazione delle Carmelitane Messaggere dello Spirito Santo e prestava servizio nella comunità di San Giovanni La Punta, dove la notizia della morte si è diffusa rapidamente tra fedeli, sacerdoti e parrocchiani. La diocesi di Catania la indicava come superiora della comunità del monastero San Giuseppe al Carmine. I funerali saranno celebrati domani alle 16, nella Chiesa Madre di San Giovanni La Punta. A presiedere la celebrazione sarà mons. Luigi Renna. “Resta il racconto di un gesto compiuto in pochi istanti, senza esitazione, davanti al pericolo degli altri. Una morte arrivata dentro un tentativo di salvezza, nel rumore del mare e nel silenzio improvviso di una comunità rimasta senza una delle sue sorelle”, scrive la diocesi di Catania.
Migranti: Emergency, in tre anni la nave Life support ha soccorso oltre 3.000 persone, 783 nel 2025
Dieci missioni SAR nel Mediterraneo centrale, 27.700 km e 70 giorni di navigazione. Questi i numeri della nave Life Support di Emergency che nel 2025 ha effettuato 14 interventi di soccorso, portando in salvo 783 persone, tra cui 516 uomini, 71 donne, 24 minori accompagnati e 172 minori non accompagnati, e recuperando anche 2 corpi senza vita. Dall’inizio delle sue operazioni in mare nel dicembre 2022 a tutto il 2025, la Life Support ha soccorso complessivamente 3.234 persone. Nel 2025 sono stati soccorsi 783 naufraghi, principalmente da Eritrea, Bangladesh, Sudan, Nigeria e Mali. E’ quanto emerge dal report di Emergency “Contro Corrente – Tre anni di soccorsi in mare della Life Support”. A seguito del triage sanitario cui vengono sottoposti tutti i naufraghi, il team sanitario della Life Support ha effettuato 440 visite nella clinica di bordo su 270 persone delle quali 219 uomini e 49 donne, fra cui 13 in stato di gravidanza. Tra i pazienti visitati 47 erano minori. Le patologie più frequenti per le quali si sono svolti gli accertamenti sono state affezioni cutanee e disidratazione. Inoltre, 8 donne presentavano problemi ostetrici o ginecologici e per un paziente è stato necessario attivare un’evacuazione medica immediata verso una struttura ospedaliera a terra.
Solo nel 2025 – ricorda Emergency -, oltre 26.900 persone sono state intercettate in mare e respinte con la forza in Libia. Pur aderendo alla Convenzione internazionale sulla ricerca e il soccorso marittimo ed avendo istituito proprie Zone SAR, “né la Tunisia né la Libia possono essere considerate un luogo sicuro per le persone in movimento e i rifugiati, viste le privazioni di libertà e gli abusi cui vengono sottoposti”. Le navi umanitarie, denuncia Emergency, “sono costrette ad affrontare la progressiva criminalizzazione della solidarietà e ad agire in uno spazio operativo sempre più ristretto in cui la limitazione delle operazioni in mare per la flotta civile è diventata sistematica attraverso diverse strategie”. L’Italia, ad esempio, “ostacola le attività di soccorso in mare della flotta civile principalmente con due pratiche: i fermi amministrativi ai sensi del Decreto Piantedosi e l’assegnazione arbitraria di porti distanti esclusivamente alle navi delle Ong. Da quando il decreto è entrato in vigore, sono state registrate 36 detenzioni”. A causa dei porti distanti, le navi SAR delle Ong hanno accumulato oltre 760 giorni aggiuntivi di navigazione e percorso più di 300.000 chilometri. “Assegnare porti lontani significa sottoporre i sopravvissuti a viaggi inutilmente prolungati, ritardando il loro l’accesso ai servizi essenziali in linea con il diritto internazionale”, dichiara Carlo Maisano, capo progetto della Life Support di Emergency. A queste pratiche, “si aggiungerà presto un nuovo discutibile strumento: il cosiddetto blocco navale transitorio progettato dal governo”. Tra le raccomandazioni di Emergency a Italia, Ue e organizzazioni internazionali, “riconoscere il ruolo umanitario delle Ong”, “interrompere ogni azione a supporto dei respingimenti verso Libia e Tunisia e non replicare le politiche di esternalizzazione in Paesi terzi”.
Diocesi: Benevento, mons. Autuoro nuovo arcivescovo. Card. Battaglia, “un pastore che ha addosso l’odore delle pecore, un uomo che sa camminare con il popolo”
“Un’attenzione costante verso chi non ha voce, verso le periferie esistenziali che non sono solo luoghi geografici, ma angoli del cuore e della società che spesso preferiamo non vedere. Oggi, consegnandoti alla Chiesa beneventana, sentiamo che Maria ti accompagna come ‘Stella dell’Evangelizzazione’, la stessa che ha guidato i tuoi passi in questi anni intensi vissuti tra noi”. Sono le parole che il cardinale arcivescovo di Napoli Mimmo Battaglia ha rivolto a mons. Michele Autuoro, nominato oggi da Leone XIV arcivescovo di Benevento, in occasione dell’annuncio presso il salone del palazzo arcivescovile, in contemporanea con la Sala Stampa vaticana, alle 12 di oggi.
Esprimendo gratitudine per il cammino nella diocesi di Napoli, il card. Battaglia ha sottolineato: “Hai servito questa Chiesa con una dedizione silenziosa ma trasformativa. Come vescovo ausiliare e prima ancora nei tuoi vari incarichi, non ti sei mai risparmiato. In questi anni, non sei stato solo un mio collaboratore, ma un vero punto di riferimento per i sacerdoti, i religiosi e i laici. La tua presenza discreta, ma profondamente incisiva, ha saputo testimoniare la bellezza di una Chiesa che si fa vicina, che ascolta e che accoglie. Napoli è una diocesi complessa, fatta di straordinarie vette di santità e di abissi di sofferenza. Tu l’hai attraversata con il passo del pellegrino. Ti ringraziamo per come hai saputo ascoltare i presbiteri, per come hai accompagnato le comunità parrocchiali e per la tua capacità di mediare nei momenti di difficoltà. Hai saputo leggere i segni dei tempi in una città che urla il bisogno di speranza, portando sempre una parola di conforto radicata nel Vangelo. Hai imparato e testimoniato che l’autorità nella Chiesa è solo e soltanto servizio”.
Rispetto all’impegno missionario ha aggiunto: “Essere missionari, ci hai insegnato, non significa solo andare lontano, ma vivere ogni incontro come un ‘terra sacra’. Grazie per averci insegnato, con le parole e con l’esempio, che essere missionari è il cuore stesso dell’identità cristiana”.
Il cardinale ha osservato: “Benevento riceve oggi un pastore che ha addosso l’odore delle pecore, un uomo che sa camminare con il popolo, non davanti per distinguersi, ma in mezzo per sostenere e dietro per non lasciare indietro nessuno. Questo stile di prossimità è il dono più grande che porti con te da Napoli: la consapevolezza che il Vangelo o è incarnato o non è”. “Vai in una terra di fede schietta, di tradizioni profonde, ma anche di nuove sfide sociali – ha proseguito -. Il tuo compito sarà quello di essere un ponte. Così come il legame tra Napoli e Benevento è storico e geografico, attraverso la testimonianza di San Gennaro, tu sarai il legame vivente tra queste due realtà. Porta con te la creatività e la resilienza napoletana, ma offri loro la tua capacità di discernimento e la tua carica missionaria. Siamo certi che saprai farti amare sin dal primo istante, perché il tuo linguaggio è quello universale della carità. Non cercherai onori, ma cercherai volti. Non costruirai muri, ma aprirai porte”.
E ha concluso: “Va con coraggio, don Michele. Benevento ti aspetta per scrivere una nuova pagina di amore. E quando il cammino si farà faticoso, ricorda che qui avrai sempre una casa e un popolo che ti vuole bene”.
Diocesi: Benevento, mons. Autuoro nuovo arcivescovo. “Guidati dalla luce del Vangelo, continueremo a prendere il largo e a gettare le reti sulla Parola del Signore”
“Vengo a voi nella gioia del del Vangelo e con l’animo dell’umile servo della Vigna del Signore, desideroso di spendere la mia vita per voi e con voi, al servizio di Cristo e della Sua Chiesa”. Sono le parole che mons. Michele Autuoro, arcivescovo eletto di Benevento, rivolge al popolo di Dio che è in Benevento, nel suo primo saluto.
“Giungo in mezzo a voi in punta di piedi, per conoscere, amare e servire questa Chiesa particolare, Sposa di Cristo, che il Successore di Pietro mi affida perché me ne prenda cura con cuore di padre e di pastore”, scrive il presule.
“Guidati dalla luce del Vangelo e camminando insieme, ciascuno secondo i doni ricevuti, continueremo a prendere il largo e a gettare le reti sulla Parola del Signore – afferma mons. Autuoro -. Pur nel tempo complesso e segnato da profondi cambiamenti che stiamo vivendo – quel ‘cambiamento d’epoca’ che Papa Francesco ci ha spesso richiamato – non dobbiamo lasciarci vincere dalla paura o dallo scoraggiamento. La Chiesa vive per annunciare Cristo, per continuare la Sua missione di salvezza e per testimoniare al mondo la speranza che non delude”.
L’arcivescovo eletto di sente consolato e incoraggiato nel sapersi “successore dell’amato martire San Gennaro, primo vescovo di questa Chiesa”, alla cui intercessione affida il suo ministero episcopale.
Dopo un pensiero a saluto al suo predecessore, l’arcivescovo Felice Accrocca, e all’amministratore diocesano, mons. Francesco Lampietro, mons. Autuoro rivolge un saluto a presbiteri, diaconi, religiosi e religiose, seminaristi e a tutti i fedeli laici: “A ciascuno giunga la mia vicinanza spirituale nell’attesa gioiosa di iniziare insieme un comune cammino di fede, di comunione e di testimonianza evangelica. Avrei previsto di iniziare il mio servizio la sera di domenica 28 giugno”.
Un saluto anche alle autorità civili e militari e a tutte le istituzioni della società civile: “Nella distinzione dei ruoli e delle responsabilità, desidero assicurare sin d’ora piena disponibilità alla collaborazione per la promozione della dignità della persona umana e per il bene dell’intera comunità”.
“Con particolare affetto – aggiunge – abbraccio le famiglie, i giovani e i bambini, dono prezioso per la Chiesa e speranza del nostro futuro. Una speciale carezza spirituale desidero riservare ai malati, agli anziani, ai poveri, a coloro che soffrono nel corpo e nello spirito e a quanti vivono situazioni di solitudine, fragilità ed emarginazione”.
Dopo aver affidato il suo ministero episcopale anche “alla materna protezione di Maria Santissima delle Grazie e all’intercessione di San Bartolomeo Apostolo”, mons. Autuoro conclude: “Ho già iniziato a pregare per voi; vi chiedo, con semplicità di pregare per me e di benedirmi, perché possa essere per tutti voi un pastore secondo il Cuore di Cristo”.
Diocesi: Nola, domani l’ultimo appuntamento del ciclo di incontri “Lectio Paulini”
Sarà Luca Mondin, professore all’Università Ca’ Foscari di Venezia, a chiudere l’edizione 2026 di “Lectio Paulini”, ciclo di incontri promosso dal , con un commento delle epistole in versi del santo vescovo nolano ad Ausonio, in una relazione dal titolo: “Patrone, praeceptor, pater: le ultime epistole ad Ausonio (Paul. Nol. carm. 10-11 Hart. = ult. 1-2 Dolv.)”.
L’appuntamento è per domani, 14 maggio, alle 18, presso il Salone dei Medaglioni del palazzo vescovile di Nola: una data scelta dal Centro in quanto vigilia della festa liturgica della traslazione delle reliquie di san Paolino.
“Paolino fu allievo di Ausonio di Bordeaux, uno dei più grandi maestri di retorica del tempo, alla cui scuola si formavano i più grandi funzionari dell’impero. Il retore di Bordeaux, negli anni in cui Paolino ritiratosi in Spagna maturò la sua scelta di vita ascetica, fu particolarmente colpito dalla decisione del suo antico allievo di vendere tutti i suoi beni e ritirarsi dal mondo, per dedicarsi solamente a Cristo, nuovo centro di vita e fonte dell’ispirazione poetica. Di questo dramma, che vide maestro e allievo prendere vie diverse, pur nell’immutabilità degli affetti, dà conto lo scambio epistolare in versi tra i due, di cui Luca Mondin – uno dei massimi esperti di Ausonio – presenterà le uniche due lettere superstiti di Paolino”, spiega Teresa Piscitelli, presidente del Centro di studi che da più di quaranta anni è impegnato ad approfondire la vita e le opere di Paolino di Nola e i contesti spirituali, storico-politici, letterari, teologici.
Per chi non potesse essere presente fisicamente al palazzo vescovile, l’organizzazione ha previsto la possibilità di seguire l’evento in diretta attraverso il . Sullo stesso canale è possibile rivedere i tre precedenti appuntamenti del ciclo di incontri.
Azione cattolica italiana: Bilancio di sostenibilità, 230mila soci, 500mila simpatizzanti. Attività formative e sociali
L’edizione 2026 del Bilancio di sostenibilità dell’Azione cattolica italiana “restituisce il volto di un’Ac viva, radicata nei territori e capace di generare partecipazione, formazione e impegno sociale”. I dati raccontano il quarto anno consecutivo di crescita: le aderenti e gli aderenti dell’associazione hanno superato quota 230 mila, raggiungendo il numero di 230.438 soci tra ragazzi, giovani e adulti. A questi si aggiungono circa 500mila simpatizzanti, “persone che partecipano a vario titolo alla vita associativa, pur non aderendo formalmente all’associazione”. Sono oltre 17 milioni le ore donate annualmente all’associazione e alla Chiesa per attività di formazione e progetti solidali. In tutta Italia sono attivi circa 14mila gruppi, animati da 42mila educatori e animatori “impegnati quotidianamente nell’accompagnamento delle persone e nella costruzione di comunità accoglienti e partecipative”. Sono inoltre 26mila le socie e i soci impegnati sul territorio in attività sociali, tra cui più di 1.500 persone che prestano servizio nelle amministrazioni locali, “segno di una presenza che continua a generare cittadinanza attiva e responsabilità civile”.
“Particolarmente significativa anche la dimensione educativa: nel corso del 2025 sono stati circa 100mila i partecipanti ai 2.200 campi scuola promossi dall’associazione in tutta Italia, esperienze che continuano a rappresentare uno spazio privilegiato di crescita umana, spirituale e relazionale per ragazzi, giovani e adulti”. Questa edizione del Bilancio di sostenibilità “racconta, in particolare, un anno di vita associativa anche attraverso la lente della pace. La pace diventa infatti un criterio con cui leggere e valutare ogni scelta compiuta: il modo in cui vengono gestite le risorse, la formazione delle persone, la costruzione delle relazioni, la capacità di rispondere alle ferite dei territori”.
“L’Azione cattolica vuole essere una ‘casa della e per la pace’”, sottolinea il presidente nazionale dell’Ac, Giuseppe Notarstefano. “Un luogo in cui accogliere e custodire la pace, impegnandosi a costruire legami fraterni e promuovendo esperienze di dialogo, di partecipazione e di servizio. Dove si impara a disinnescare l’ostilità, a fare della diversità una ricchezza, a trasformare i conflitti in occasioni di crescita”.
Azione cattolica italiana: Bilancio di sostenibilità, presentazione con Notarstefano, card. Zuppi, mons. Castellucci
Sono 230mila i soci dell’Azione cattolica italiana, 42mila gli educatori, 26mila le socie e i soci impegnati sul territorio in attività sociali, tra cui più di 1.500 persone che prestano servizio nelle amministrazioni locali. Sfogliando il Bilancio di sostenibilità 2026 appaiono alcuni dati emblematici sulle “dimensioni” associative: numeri, attività, alleanze saranno resi noti sabato 16 maggio, alle ore 17.30, nel salone del Palazzo arcivescovile di Modena. Il Bilancio di sostenibilità, riferito ai dati del 2025, “è una scelta di trasparenza e di responsabilità che si rinnova e si consolida anno dopo anno”, precisa un comunicato. “Sarà l’occasione per rendere conto dell’utilizzo delle risorse affidate all’associazione, grazie soprattutto al contributo dei soci e alla generosità di molte persone, ma anche per riflettere sull’impatto pastorale e sociale, economico e ambientale della vita associativa, verificare gli impegni assunti e orientare le scelte future”. Ad aprire l’incontro saranno i saluti istituzionali di Massimo Mezzetti, sindaco di Modena, Manuela Rontini, sottosegretaria alla Presidenza della Regione Emilia Romagna, mons. Erio Castellucci, arcivescovo di Modena-Nonantola e vescovo di Carpi, Alberto Caldana, presidente del Centro servizi per il volontariato Terre Estensi, Piero Fusco, responsabile Business Unit Enti religiosi e Terzo settore di Generali Italia, e Giuseppe Notarstefano, presidente nazionale dell’Azione cattolica italiana. Seguiranno gli interventi del cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana, e di Giulio Guarini, ordinario di Economia politica presso l’Università della Tuscia.
Perù: ente radiotelevisivo e vescovi lanciano concorso musicale per una canzone in omaggio a Papa Leone XIV
L’Istituto nazionale di radio e televisione del Perù (Irtp), in coordinamento con la Conferenza episcopale peruviana (Cep) e l’Arcidiocesi di Lima, hanno lanciato ieri il concorso “León de la esperanza”, nel quale verrà scelto tra i partecipanti un brano musicale inedito in commemorazione del primo anno di pontificato di Papa Leone XIV, che possiede la cittadinanza peruviana. Le iscrizioni, a livello nazionale, inizieranno venerdì 15 maggio e sono rivolte a musicisti, studenti, comunità religiose e al pubblico in generale. Il vincitore o i vincitori riceveranno un riconoscimento ufficiale, la registrazione di un videoclip e la canzone sarà utilizzata nei contenuti prodotti dall’Irtp, per la commemorazione del primo anno di pontificato di Papa Leone XIV. Durante l’evento di lancio, mons. Guillermo Inca Pereda, segretario generale ad interim della Cep, ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa dell’Irtp: “Vengono seminati valori spirituali, culturali e sociali che rafforzano l’identità del nostro popolo e contribuiscono a mantenere viva la dimensione spirituale della nostra nazione”, ha sottolineato. All’evento di lancio erano presenti anche i cantanti peruviani Esther Dávila Cossío (Bartola), Rully Rendo e Gustavo Ratto, che insieme a Julie Freundt e ad altri noti musicisti compongono la giuria del concorso. La celebre interprete Bartola ha invitato a partecipare gli autori di tutto il Paese, compresi quelli che scrivono nelle lingue indigene.
Messico: Centro per diritti umani, “oltre mille indigeni costretti a lasciare i villaggi per attacchi di gruppi criminali”
Il Centro per i diritti umani Fray Bartolomé de Las Casas, esprime, in un comunicato, “la più profonda preoccupazione e l’energica condanna di fronte all’escalation di violenza armata che, dal 6 maggio, tiene sotto assedio le comunità appartenenti al Consiglio indigeno e popolare del Guerrero – Emiliano Zapata, nella Montaña baja del Guerrero”, Stato del Messico centrale. Negli ultimi giorni, il gruppo criminale “Los Ardillos” ha intensificato gli attacchi con armi di grosso calibro, droni di sorveglianza e tattiche paramilitari. In questo contesto, il 9 maggio, le loro incursioni armate hanno provocato lo sfollamento forzato di oltre mille persone delle comunità di Tula, Xicotlán e Acahuetán, “fuggite per salvarsi la vita di fronte alla totale assenza di protezione da parte dello Stato”. Il Governo messicano, di fronte alle richieste, ha risposto annunciando, solo ieri, l’invio dell’Esercito nella zona di Chilapa, nella quale si trovano anche i villaggi indigeni. In ogni caso, denuncia il Centro per i diritti umani, “la violenza non solo continua: si sta aggravando. La comunità di Alcozacán è praticamente deserta. L’11 maggio, i suoi abitanti hanno abbandonato le loro case per il fondato timore di nuove incursioni armate e sorvoli di droni. Il silenzio nelle strade, le case aperte e le strade deserte rivelano la portata della crisi: un intero paese costretto a fuggire per salvarsi la vita. I recenti avvenimenti hanno provocato lo sfollamento forzato di 1.200 persone, che si aggiungono agli sfollamenti precedenti, raggiungendo un totale di 2.200 sfollati nella regione. Questo sfollamento di massa fa parte di un modello costante di aggressioni, minacce e attacchi contro le comunità indigene che, da anni, denunciano la presenza e l’espansione della criminalità organizzata nella Montaña baja, nonché l’omissione, la permissività e l’acquiescenza dei tre livelli di governo”.
Ordinazioni annunciate dai lefebriani: card. Fernandez, “atto scismatico che comporta la scomunica”
“Le ordinazioni episcopali annunciate dalla Fraternità Sacerdotale San Pio X non hanno il corrispondente mandato pontificio”. A dichiararlo è il card. Victor Manuel Fernàndez, prefetto del Dicastero per la Dottrina della fede. “Questo gesto – si legge nel testo della dichiarazione, diffuso oggi dalla Sala Stampa della Santa Sede – costituirà un atto scismatico e l’adesione formale allo scisma costituisce una grave offesa a Dio e comporta la scomunica stabilita dal diritto della Chiesa”. “Il Santo Padre – assicura Fernandez – continua nelle sue preghiere a chiedere allo Spirito Santo di illuminare i responsabili della Fraternità Sacerdotale San Pio X affinché ritornino sui loro passi in merito alla gravissima decisione che hanno preso”.
Electrolux: mons. Massara (Fabriano), “la diocesi non farà mancare l’aiuto concreto a chi si trova ora in difficoltà”
“Come Chiesa di Fabriano-Matelica stiamo seguendo con preoccupazione la notizia della chiusura dello stabilimento Electrolux di Cerreto d’Esi e siamo vicini ai lavoratori e alle loro famiglie in questo momento di incertezza. Il lavoro è dono di Dio e fondamento della dignità umana. Quando viene a mancare, non si perde solo uno stipendio: si ferisce la persona, la famiglia, il tessuto sociale di un intero territorio. In una terra come la nostra, segnata da anni di crisi industriali, ogni chiusura lascia una ferita che riguarda tutti”. Ad affermarlo, in un messaggio è mons. Francesco Massara, vescovo di Fabriano-Matelica, sulla vicenda della chiusura dello stabilimento Electrolux di Cerreto d’Esi (An). “Facciamo appello all’azienda, alle istituzioni e alle parti sociali affinché, con responsabilità e favorendo il dialogo, si percorrano tutte le strade possibili per salvaguardare l’occupazione e trovare soluzioni che mettano al centro la persona. Nessuno può essere lasciato solo di fronte a una decisione che cambia la vita. La diocesi non farà mancare l’aiuto concreto e l’accompagnamento a chi si trova ora in difficoltà”, continua il vescovo e conclude: “la fabbrica non è solo un sito produttivo, ma è parte integrante della vita di un comprensorio e questa notizia mette ancora più in ginocchio la realtà di un distretto che sta subendo varie perdite sul fronte occupazionale. Assicuriamo la nostra preghiera e il nostro impegno concreto. Attraverso principalmente la Caritas e le nostre parrocchie continueremo ad essere accanto ai nostri lavoratori e alle nostre lavoratrici, per non far mancare vicinanza, ascolto, sostegno e speranza”.
Leone XIV: nomina mons. Michele Antuoro arcivescovo di Benevento
Il Papa ha nominato arcivescovo metropolita di Benevento mons. Michele Autuoro, trasferendolo dalla Sede titolare di Passo Corese e dall’ufficio di vescovo ausiliare dell’arcidiocesi metropolitana di Napoli. Lo rende noto oggi la Sala Stampa della Santa Sede. Mons. Michele Autuoro è nato il 27 dicembre 1966 a Procida, nella provincia e arcidiocesi di Napoli. Ha frequentato il Seminario Arcivescovile di Napoli a Capodimonte. È stato ordinato sacerdote il 19 maggio 1991 per l’arcidiocesi metropolitana di Napoli. Ha svolto i seguenti incarichi: assistente diocesano Acr (1991-1994); animatore in Seminario a Capodimonte (1993-2000); parroco a S. Maria delle Grazie e S. Leonardo a Procida (2000-2009); direttore dell’Ufficio Missionario Diocesano (2007); parroco di S. Maria della Mercede a Chiaia (2009-2012); direttore dell’Ufficio Missionario Cei e della Fondazione Missio (2013-2018); amministratore parrocchiale di San Marco di Palazzo e Immacolata a Pizzofalcone (dal 2018); rettore del Seminario Arcivescovile di Napoli a Capodimonte (dal 2019). Il 27 settembre 2021 è stato nominato vescovo titolare di Passo Corese e ausiliare di Napoli, ricevendo la consacrazione episcopale il 31 ottobre successivo. In seno alla Conferenza Episcopale Italiana: presidente della Commissione Episcopale per l’Evangelizzazione dei Popoli e la Cooperazione tra le Chiese; presidente della Fondazione Missio; assistente del Delegato per i Seminari d’Italia. In seno alla Conferenza Episcopale Regionale: delegato per la Cooperazione Missionaria tra le Chiese.
Sudan: Ocha, 33,7 milioni di persone bisognose di assistenza. Impennata dei prezzi di cibo e carburante per chiusura Stretto di Hormuz
Il Sudan, entrato nel quarto anno di guerra civile il 15 aprile scorso, detiene oggi il primato mondiale per numero di persone bisognose di assistenza: 33,7 milioni. Inoltre il conflitto in Medio Oriente sta colpendo duramente il Sudan, bloccando le rotte commerciali vitali e facendo impennare i costi di cibo e carburante. Secondo l’ultimo report dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha) relativo al periodo marzo-aprile 2026, le interruzioni nello Stretto di Hormuz stanno ritardando le consegne di aiuti alimentari del World food program fino a 25 giorni, aggravando una situazione che vede oltre 19 milioni di persone in stato di insicurezza alimentare acuta.
Il conflitto ha raggiunto una fase ancora più letale con l’uso massiccio di droni. Solo nei primi tre mesi del 2026, attacchi condotti con droni hanno ucciso circa 700 civili, tra cui 245 bambini. Il sistema sanitario è ormai al collasso: il 40% delle strutture è non funzionale e gli attacchi deliberati contro ospedali hanno causato 100 morti tra gennaio e aprile, inclusa la strage all’ospedale di Al-Daein con oltre 60 vittime. Sotto il profilo economico, l’impatto della crisi regionale è devastante: i prezzi del carburante a Khartoum sono aumentati del 67% in una sola settimana ad aprile, rendendo proibitivi i trasporti umanitari. Il potere d’acquisto degli aiuti in denaro è crollato del 57%, arrivando a coprire solo il 43% del fabbisogno alimentare standard di una famiglia.
Nonostante l’urgenza estrema, il Piano di risposta umanitaria 2026 è finanziato solo al 20%, con appena 0,57 miliardi di dollari ricevuti rispetto ai 2,9 miliardi necessari. Ocha lancia un appello urgente alla comunità internazionale “per un sostegno finanziario immediato e flessibile per evitare che milioni di persone rimangano totalmente prive di aiuti vitali”.
Sudan: Onu, escalation di violenza nel quarto anno di guerra, 880 morti da inizio anno. L’80% sono civili
Il conflitto in Sudan, entrato nel suo quarto anno, sta registrando una drammatica escalation di vittime civili a causa dell’uso massiccio di droni armati, ormai diventati il principale strumento di violenza. Secondo l’Alto Commissario Onu per i diritti umani, Volker Türk, tra gennaio e aprile 2026 sono stati documentati almeno 880 decessi tra i civili, con gli attacchi aerei da droni che rappresentano oltre l’80% del totale delle fatalità legate al conflitto. Questa tecnologia sta permettendo la prosecuzione dei combattimenti anche durante la stagione delle piogge, periodo che storicamente rallentava le operazioni di terra. La devastazione delle infrastrutture civili e industriali ha raggiunto livelli critici. Negli ultimi quattro mesi sono stati colpiti almeno 28 mercati e 12 strutture sanitarie. Oltre 1.800 fabbriche a Khartoum sono state parzialmente o completamente distrutte, con 553 siti ridotti in macerie e 1.267 che hanno subito danni gravissimi. Particolarmente colpita è la regione del Kordofan, dove lo scorso 8 maggio un singolo attacco ha provocato la morte di 26 civili.
Sul piano umanitario, la crisi è ulteriormente esacerbata dal conflitto in corso in Medio Oriente, che sta causando l’interruzione delle forniture, l’aumento dei costi di cibo e carburante e ritardi sistematici nella consegna degli aiuti. L’intensificarsi delle violenze nel Blue Nile sta provocando migliaia di nuovi sfollati, aggravando i rischi di protezione, specialmente per le donne. Con i servizi essenziali ormai allo stremo e un cronico deficit di finanziamenti umanitari, le Nazioni Unite avvertono del “rischio imminente di una carestia di massa” e chiedono “un blocco immediato al trasferimento di armi avanzate alle parti in lotta”.
Libri: Un Ponte Per, il 21 maggio a Roma presentazione del libro “Femministe Musulmane”
Il prossimo 21 maggio alle ore 17.30, presso la Casa internazionale delle donne, verrà presentato per la prima volta a Roma il volume, appena uscito, “Femministe Musulmane”, di Jamal Ouazzani e Zainab Fasiki, pubblicato da Astarte Edizioni. L’ong Un ponte Per, organizzatrice dell’evento, sottolinea il valore della recente pubblicazione: “Il testo è un saggio grafico che ripercorre le vite e le lotte di 20 figure emblematiche del femminismo musulmano contemporaneo: studiose, teologhe, giuriste, attiviste e imam provenienti da diversi Paesi, dal Marocco agli Stati Uniti, dalla Malesia alla Francia. Donne arabe, nere, asiatiche, iraniane, queer, con o senza velo, accomunate dalla volontà di rivendicare uguaglianza, giustizia sociale e diritti attraverso una rilettura critica dei testi religiosi islamici e delle tradizioni interpretative che li attraversano”. Essa è inserita nel ciclo di eventi nati nell’approssimarsi della seconda edizione di “Arene Decoloniali”, la tradizionale rassegna di cinema e letteratura decoloniale promossa da Un Ponte Per, dedicata – quest’anno – ai femminismi presenti nel Sud del mondo. Il programma del pomeriggio vedrà gli interventi di: Renata Pepicelli, Università di Pisa, direttrice della collana Manifesta di Astarte; Nadia Pizzuti, Giornalista e cineasta, Lesconfinate; Marisa Iannucci, Università di Casablanca Hassan II. Modera: Sheanna Murray, progetto decoloniale Un Ponte Per.
Diocesi: Loreto, il 15 maggio l’incontro “Lorenzo Lotto e le Marche, una patria d’elezione” con Francesca Coltrinari
Venerdì 15 maggio, alle ore 18, si terrà, presso la sala P. Macchi del palazzo apostolico di Loreto, il quarto incontro del primo ciclo di conferenze del Centro internazionale di studi e di documentazione su Lorenzo Lotto. Relatrice sarà Francesca Coltrinari, docente di Storia dell’arte moderna all’Università di Macerata e membro del comitato scientifico del Centro studi, che tratterà il tema: “Lorenzo Lotto e le Marche, una patria d’elezione”.
“Lorenzo Lotto – afferma Coltrinari – ha trascorso nelle Marche molti anni, intervallati da ritorni in Veneto, realizzando alcuni fra i suoi maggiori capolavori, molti dei quali ancora conservati sul territorio marchigiano, incontrando committenti, artisti, intellettuali, educando allievi e collaboratori e stringendo amicizie durate per tutta la sua vita, come quella con l’architetto di Ancona Giannetto del Coro. Ed è nelle Marche, a Loreto, che Lotto conclude la sua esistenza come pittore del santuario e oblato della Santa Casa. Le Marche possono dunque essere considerate una seconda patria per Lotto, un luogo di elezione dove l’artista poté trovare lavoro, aiuti concreti e sostegno e una stima rimasta intatta nei lunghi anni della sua attività. La conferenza esplorerà questo legame, presentando anche alcune novità legate alle ricerche degli ultimi anni”.
Le conferenze sono aperte al pubblico e sono previsti per gli studenti dell’Università di Macerata i crediti formativi. Tutte le conferenze passate sono disponibili sul canale YouTube “Santa Casa Loreto”. L’ultimo appuntamento del ciclo di conferenze sarà sabato 20 giugno, alle ore 18, con Fabrizio Biferali, curatore reparto per l’Arte dei secoli XV-XVI dei Musei Vaticani, e Fabio Piacentini, maestro restauratore dei Musei Vaticani, che tratteranno il tema “Cristo e l’adultera del Museo Pontificio”. Eventuali aggiornamenti saranno pubblicati sul e sul .
Gioco d’azzardo: Senato, un incontro con Fiasco e Casciani per mettere in guardia dai rischi
Un’occasione per riflettere sul fenomeno del gioco d’azzardo e dei danni che arreca attraverso la presentazione di un documento “Valutazioni e proposte degli esperti impegnati dal 2016 al 2024 nell’Osservatorio del Ministero della Salute” in vista del decreto legislativo di riordino del gioco d’azzardo “fisico”. C’è stata ieri a Roma, nella Sala conferenza del Senato. Sono intervenuti la senatrice Dolores Bevilacqua, il sociologo Maurizio Fiasco, presidente di Alea, e Onofrio Casciani, referente scientifico per il gioco d’azzardo della Regione Lazio, entrambi ex componenti dell’Osservatorio presso il Ministero della Salute, Massimiliano Dona per l’Unione nazionale consumatori. Gli autori del documento presentato hanno elaborato il testo in base alla esperienza e alla funzione svolta nel soppresso Osservatorio, senza onere alcuno per lo Stato, denunciando, da un lato, l’inarrestabile crescita del consumo di gioco d’azzardo (165,3 miliardi di euro per il 2025), dall’altro, le forti perplessità per le conseguenze sociali e sanitarie suscitate dal decreto legislativo del 2024 per il gioco d’azzardo “a distanza” (online).
(Foto conferenza Senato)
“L’impostazione dell’articolato del decreto legislativo – ha detto Fiasco, riferendosi al decreto legislativo – è pressocché sconosciuto, se non per quello che si sa delle bozze ufficiose circolate a novembre 2024 e un’anticipazione offerta da ‘Il Sole 24 Ore’. Il nostro elaborato si riferisce a quanto risulta dall’evoluzione tra la bozza del novembre 2024 e le anticipazioni riportate dal quotidiano economico”.
Stando a quanto è trapelato circa il decreto legislativo sono molte le criticità rilevate da Fiasco nel suo intervento, come le modifiche alle distanze dai luoghi sensibili e agli orari di apertura. Secondo quanto illustrato durante la conferenza, il testo in discussione prevederebbe distanze ridotte – 100 metri da scuole e centri per le dipendenze per sale gioco e punti scommessa certificati, 200 metri per altri esercizi – oltre a un forte ridimensionamento del potere regolatorio di Comuni e Regioni sugli orari. Fiasco ha criticato anche la proposta di limitare le chiusure delle attività di gioco alla fascia tra le 5 e le 9,30, parlando di una sostanziale operatività quasi continua.
Problematico anche il rapporto tra Regioni e gettito fiscale. Le Regioni dovrebbero ricevere, in base al nuovo decreto legislativo, una quota del gettito derivante dal gioco fisico distribuito sul territorio, per un valore complessivo stimato intorno agli 80 milioni di euro. Una cifra definita dal presidente di Alea “una mancia” rispetto ai costi sociali e sanitari legati alla diffusione del gioco problematico.
Infine, Fiasco ha ricordato che il nuovo decreto legislativo sul gioco fisico in fase di definizione dovrà passare dalla Conferenza unificata Stato-Regioni-Enti locali, dove sarà necessaria l’approvazione unanime delle Regioni e dell’Anci. In caso contrario il testo dovrà essere nuovamente discusso.
Casciani ha espresso forte preoccupazione per il progressivo spostamento del tema dal piano sanitario a quello economico, sottolineando che negli ultimi anni si starebbe assistendo a un progressivo indebolimento delle tutele, anche sul fronte pubblicitario con “continue deroghe” e un ritorno di messaggi promozionali legati al gioco.
Leone XIV: udienza, “affidiamo a Maria il grido di pace che sale dai popoli afflitti dalla guerra”
“Affidiamo al Cuore Immacolato di Maria il grido di pace e di concordia che sale da ogni parte del mondo, specialmente dai popoli afflitti dalla guerra”. È l’appello del Papa, durante l’udienza di oggi in piazza San Pietro. “Oggi, festa liturgica della Beata Vergine Maria di Fatima, volgiamo lo sguardo al Santuario, dove la Madonna ha consegnato ai tre pastorelli un messaggio di pace”, il saluto ai fedeli di lingua portoghese. “In quel luogo, così caro alla cristianità, si ritrovano oggi, provenienti dai cinque continenti, numerosi pellegrini”, ha proseguito Leone XIV: “la loro presenza è segno del bisogno di consolazione, di unità e di speranza degli uomini del nostro tempo”.
Ue: Consiglio e Parlamento, accordo su nuove norme per la tutela degli adulti vulnerabili
Il Consiglio e il Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo su nuove norme per garantire i diritti degli adulti che necessitano di protezione o sostegno in situazioni transfrontaliere. Ciò – precisa una nota del Consiglio Ue – include i diritti relativi alla vendita di proprietà, all’assistenza medica o al trasferimento in un altro Paese. “La nuova legge tutelerà i diritti degli adulti che non sono più in grado di prendere decisioni senza un qualche tipo di supporto, ad esempio le persone affette da patologie legate all’età, come il morbo di Alzheimer, che sono assistite da un familiare o da un altro rappresentante”. Il regolamento allinea in linea di massima il diritto dell’Ue in questo ambito alle norme internazionali stabilite dalla Convenzione dell’Aia sulla protezione degli adulti vulnerabili. “Tutelerà l’autonomia degli adulti vulnerabili, compresa la loro libertà di scelta, quando si spostano all’interno dell’Ue”. Nello specifico, le nuove norme stabiliscono quale tribunale è competente ad adottare misure di protezione in un caso transfrontaliero, quale legge si applica e le condizioni per il riconoscimento e l’esecuzione di misure o poteri di rappresentanza stabiliti all’estero. Costas Fytiris, a nome del Consiglio Ue, afferma: “Le persone vulnerabili meritano dignità e autonomia ovunque si trovino all’interno dell’Unione. L’accordo stabilisce principi semplici: che gli adulti bisognosi di protezione debbano avere certezza del diritto e che le loro scelte debbano essere riconosciute e rispettate ovunque si trovino nella nostra Unione”.
Leone XIV: udienza, “Maria è l’origine, il modello e la patria della Chiesa”
“Nella Vergine Maria viene a specchiarsi anche il mistero della Chiesa: in lei il popolo di Dio trova rappresentati la sua origine, il suo modello e la sua patria”. Così il Papa ha commentato l’ultimo capitolo della Lumen gentium, dedicato a Maria. “Nella Madre del Signore – ha proseguito Leone XIV – la Chiesa contempla il proprio mistero, non solo perché vi ritrova il modello della fede verginale, della carità materna e dell’alleanza sponsale, cui è chiamata, ma anche e soprattutto perché riconosce in lei il proprio archetipo, la figura ideale di ciò che è chiamata ad essere”. In sintesi, le riflessioni sulla Vergine Madre raccolte nella Lumen gentium “ci insegnano ad amare la Chiesa e a servire in essa il compimento del Regno di Dio che viene e che pienamente si realizzerà nella gloria”. “Lasciamoci interpellare da tale sublime modello che è Maria, Vergine e Madre – l’invito del Pontefice – e chiediamo a lei di aiutarci con la sua intercessione a rispondere a quanto ci viene domandato attraverso il suo esempio: vivo con fede umile e attiva la mia appartenenza alla Chiesa? Vi riconosco la comunità dell’alleanza che Dio mi ha donato per corrispondere al suo amore infinito? Mi sento parte viva della Chiesa, in obbedienza ai pastori dati da Dio? Guardo a Maria come modello, membro eccellente e madre della Chiesa, e chiedo a Lei di aiutarmi a essere discepolo fedele del suo Figlio?”. “Che cresca in tutti noi l’amore per la Santa Madre Chiesa”, l’auspicio finale.
Leone XIV: udienza, “Maria è la donna icona del mistero”
“Con il termine donna si evidenzia la concretezza storica di questa giovane figlia d’Israele, cui è stato dato di vivere la straordinaria esperienza di diventare la madre del Messia”. Lo ha spiegato il Papa, nella catechesi dell’udienza di oggi, dedicata alla figura di Maria, come viene descritta nella Lumen gentium. “Maria è la donna icona del mistero, cioè del disegno divino di salvezza, celato un tempo e rivelato in pienezza in Gesù Cristo”, ha osservato Leone XIV, secondo il quale il Concilio “ci ha lasciato un chiaro insegnamento sul posto singolare riservato alla Vergine Maria nell’opera della Redenzione. Ha ricordato che unico mediatore di salvezza è Gesù Cristo e che la sua Madre Santissima ‘in nessun modo oscura o diminuisce questa unica mediazione di Cristo, ma ne mostra l’efficacia’”. Al tempo stesso Maria, “predestinata fino dall’eternità, all’interno del disegno d’incarnazione del Verbo, per essere la madre di Dio, cooperò in modo tutto speciale all’opera del Salvatore, con l’obbedienza, la fede, la speranza e l’ardente carità, per restaurare la vita soprannaturale delle anime. Per questo ella è diventata per noi madre nell’ordine della grazia”.
Leone XIV: udienza, “Maria è modello perfetto di ciò che la Chiesa è chiamata ad essere”
Maria è “sia il modello, che il membro eccellente e la madre dell’intera comunità ecclesiale”. Lo ha spiegato il Papa, citando, durante la catechesi dell’udienza di oggi, il capitolo VIII, l’ultimo capitolo della Lumen gentium, dedicato alla figura della madre di Gesù. Per Leone XIV, “Maria è modello perfetto di ciò che la Chiesa tutta è chiamata ad essere, creatura della Parola del Signore e madre dei figli di Dio generati nella docilità all’azione dello Spirito Santo. In quanto, poi, è la credente per antonomasia, in cui ci è offerta la forma perfetta dell’incondizionata apertura al mistero divino nella comunione del popolo santo di Dio, Maria è membro eccellente della comunità ecclesiale. In quanto, infine, genera figli nel Figlio, amati nell’eterno Amato venuto fra noi, Maria è madre della Chiesa tutta, che a Lei può rivolgersi con confidenza filiale, nella certezza di essere ascoltata, custodita e amata. Si potrebbe esprimere l’insieme di queste caratteristiche della Vergine Maria parlando di lei come della donna icona del mistero”.
Missionari Vincenziani: Catania, s’inaugura la casa di accoglienza “Abbà Padre”
Sabato 16 maggio, alle ore 12, in via Montevergine 3 a Catania, verrà inaugurata la casa di accoglienza “Abbà Padre”. La struttura, nata all’interno dell’Agorà della Carità, rappresenta un traguardo fondamentale per la Locanda del Samaritano nel contrasto alle nuove povertà e nel supporto alla genitorialità fragile.
Ente promotore è la Locanda del Samaritano – Opera dei Missionari Vincenziani di Catania che si occupa di accoglienza e reinserimento sociale di persone senza dimora e in stato di emarginazione mentre sostenitori ne sono Fondazione Vincenziana Ets, Banca d’Italia, Fondazione Intesa Sanpaolo Ente filantropico e Poste Italiane.
Alla cerimonia di inaugurazione interverranno mons. Luigi Renna, arcivescovo di Catania, e padre Valerio Di Trapani, visitatore della provincia dei Missionari Vincenziani. Il nome scelto per la struttura racchiude l’essenza stessa del progetto. “Abbiamo scelto il nome ‘Abbà Padre’ perché vogliamo restituire dignità alle persone, ma soprattutto far vivere loro la bellezza della paternità. Desideriamo che gli ospiti che verranno accolti si sentano amati dal Padre e che, al contempo, possano recuperare e rivivere quella paternità che, per tanti motivi, è andata infranta, perduta o scalfita. ‘Abbà Padre’ non è solo un tetto, ma un luogo dove sperimentare un’accoglienza che fa stare bene e dove poter incontrare i propri figli per ricostruire legami preziosi”, spiega p. Mario Sirica, direttore della Locanda del Samaritano.
L’inaugurazione di questa nuova struttura giunge al termine di un lavoro iniziato sette anni fa e che ha visto nascere e svilupparsi una fruttuosa collaborazione tra lo studio di architettura Modus Lab e la Locanda, trasformando una visione professionale in un’opera di solidarietà concreta. Gli architetti Erika Zappalà e Claudio Torrisi hanno tradotto la visione di p. Sirica in uno spazio che va oltre la semplice accoglienza abitativa. “Progettare questi luoghi significa sapere che ogni scelta avrà un impatto concreto sulla vita di chi li abiterà”, spiegano i progettisti. Il focus dell’intervento architettonico è stato posto sugli ambienti destinati agli incontri tra padri e figli: spazi pensati per favorire la relazione, il dialogo e la ricostruzione dei legami affettivi in un contesto dignitoso e protetto.
“Abbà Padre” s’inserisce nella “Campagna 13 Case” della Famvin Homeless Alliance, un’iniziativa globale promossa dalla Famiglia Vincenziana per il Giubileo 2025. Catania è stata scelta come sede per una delle 13 chiavi simboliche benedette da Papa Francesco. La struttura offrirà non solo un tetto a padri che hanno perso il lavoro o la casa a seguito di separazioni o crisi economiche, ma un vero cammino di rinascita. L’obiettivo è rimettere al centro la persona, partendo dalle fondamenta di una casa che vuole essere, prima di tutto, una famiglia.
Leone XIV: udienza, scende dalla papamobile e si ferma davanti alla targa che ricorda l’attentato a Giovanni Paolo II
Fuori programma in piazza San Pietro. Il Papa, arrivato come di consueto un quarto d’ora prima dell’inizio della catechesi, dopo aver compiuto soltanto un breve tragitto in papamobile si è fermato, è sceso per compiere un breve tragitto a piedi e sostare davanti alla targa di marmo che, sul selciato, ricorda l’attentato a Giovanni Paolo II, avvenuto esattamente 45 anni fa, il 13 maggio 1981, nel giorno della Madonna di Fatima. Poi il Santo Padre è risalito di nuovo sulla jeep bianca scoperta per proseguire il giro tra i vari settori delimitati dal colonnato del Bernini, attorniato dai moltissimi fedeli che lo hanno acclamato a gran voce a più riprese, chiedendo anche: “Prega per noi”.
Canale 5: I Viaggi del Cuore, dal 16 maggio la nuova edizione con don Davide Banzato
Da sabato 16 maggio, alle 9.30 su Canale 5, al via la nuova edizione de “I Viaggi del Cuore” con don Davide Banzato che quest’anno celebra dieci anni di cammino. Un racconto che si propone di raggiungere credenti e non credenti nei luoghi della fede, della cultura e dell’anima, per raccontare bellezze, storia, arte e tradizioni dell’Italia e del mondo.
Nel primo appuntamento stagionale il programma è in Spagna, nella regione dell’Estremadura. Il viaggio proseguirà poi in Austria, a Salisburgo, dove arte, musica e spiritualità si intrecciano in uno dei contesti più affascinanti d’Europa, per poi arrivare in Ciociaria, Terra dei cammini, luogo in cui Don Davide vive e opera. Tra le successive tappe italiane ci saranno anche Brescia, Roma e Lourdes, per poi proseguire tra Massa Carrara e la Liguria. Accanto ai territori, il programma pone al centro le persone e le loro esperienze, dando spazio ad autori e le loro opere in collaborazione con Edizioni San Paolo. L’obiettivo è offrire spunti di riflessione su grandi temi esistenziali come libertà, scelte, solitudine, speranza e fede vissuta nel quotidiano.
Tra gli ospiti interverranno diversi protagonisti con contributi specifici: don Marcello Cozzi, sulle esperienze di sacerdoti impegnati contro la mafia, don Massimo Tellan sulla passione e le scelte di vita, Padre Calogero Di Fiore su un cammino spirituale legato a Gesù; Salvo Noè sulla solitudine nell’era della connessione; Salvatore Di Salvo e Alessandro Ricupero sul ritorno di Santa Lucia; Pierpaolo Palladino sulle sfide educative nella scuola; don Marco Pozza sul coraggio della libertà; Massimo Orlandi su una Chiesa vicina e concreta attraverso la figura del cardinale Zuppi. Sempre presente il contributo di Famiglia Cristiana, con approfondimenti legati all’attualità e alla cultura, e la collaborazione con Missioni Don Bosco.













