Ecco il resoconto dei principali fatti di oggi, mercoledì 3 giugno 2026, che riguardano la vita istituzionale a la vita ecclesiale del nostro Paese. Le notizie sono ordinate in ordine cronologico, dalla più recente alla più datata.
Corpus Domini: Lecce, domani la celebrazione e il ricordo del 70° anniversario del Congresso eucaristico nazionale
La Chiesa leccese si appresta a ricordare il settantesimo anniversario del Congresso eucaristico nazionale dal tema “L’Eucaristia, sacramento di unità e vincolo di carità” celebratosi a Lecce dal 29 aprile al 6 maggio 1956. Qualche settimana fa, in una lettera alla comunità diocesana, l’arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta aveva annunciato che “per ravvivare la memoria di questo evento e accrescere la consapevolezza della nostra identità di popolo di Dio, la celebrazione cittadina del Corpus Domini, in questo lieto anniversario, avrà un respiro diocesano”. Tutta la Chiesa leccese è convocata in ogni sua espressione domani, 4 giugno alle 19 presso la cattedrale – anticipando di fatto al giovedì la solennità che si celebra domenica prossima nella Chiesa universale – per la concelebrazione presieduta dallo stesso presule al termine della quale si snoderà la processione con il Santissimo Sacramento. “Per l’occasione e per favorire la più larga partecipazione di fedeli” il presule ha disposto in tutto il territorio diocesano la sospensione della celebrazione vespertina dell’Eucaristia.
Spiritualità: Missionari Vincenziani, domani arriva nella parrocchia Madonna del Divino Amore di Catania il Pellegrinaggio della statua della Vergine della Medaglia Miracolosa
Il Pellegrinaggio nazionale della statua della Vergine della Medaglia Miracolosa, organizzato dai Missionari Vincenziani d’Italia, giunge in arcidiocesi di Catania, nella parrocchia Madonna del Divino Amore, dove sosterà dal 4 al 7 giugno.
Il parroco, don Orazio Catarraso, spiega: “Credo che la Madonnina possa portare nel territorio la presenza di Gesù, che possa aprire il cuore e le porte delle case. Che questa piccola missione mariana possa essere una grazia, un momento di incontro con il Signore attraverso Maria”.
Il Pellegrinaggio nazionale della statua della Vergine della Medaglia Miracolosa ha preso avvio l’11 novembre 2020, in Vaticano, con la benedizione di Papa Francesco in ricordo del 190° anniversario delle apparizioni a Santa Caterina Labouré e guarda al 27 novembre 2030, quando si celebrerà il bicentenario.
Spiega padre Mario Sirica, responsabile della Commissione delle iniziative di evangelizzazione itinerante di cui fa parte la “Tre giorni con Maria”: “È una proposta che ravviva la devozione a Maria attraverso la catechesi, il sacramento della riconciliazione, i dialoghi spirituali: quando si riflette su Maria tutto porta a Gesù. È un’esperienza di grazia anche per i parroci che ci chiamano”.
Il programma della tappa della parrocchia Madonna del Divino Amore a Catania prevede una serie di appuntamenti. Giovedì 4 giugno, alle 18, davanti la chiesa, accoglienza della prodigiosa immagine della Madonna della Medaglia Miracolosa. La messa sarà presieduta da un Missionario Vincenziano. Venerdì 5 giugno nella mattinata la chiesa resta aperta per la preghiera personale; nel frattempo, visita alle famiglie. Alle 9 lodi; alle 17.30 rosario meditato; alle 18 celebrazione della messa. Sabato 6 giugno nella mattina, preghiera personale e visita alle famiglie. Alle 9 lodi; alle 12 matrimonio; alle 18 celebrazione della messa; alle 19.30 celebrazione delle Cresime. Domenica 7 giugno, nella solennità del Corpus Domini, alle 10 messa e saluto alla Madonna.
Corpus Domini: Viterbo, domani messa e processione con il vescovo Piazza
Giovedì 4 giugno alle 18, in occasione della festa del Corpus Domini, si terrà nella basilica di San Francesco alla Rocca di Viterbo la solenne celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Orazio Francesco Piazza. A seguire, la solenne processione con il Santissimo Sacramento accompagnato dal clero cittadino, dai religiosi e religiose, arriverà al santuario della Madonna Liberatrice per la benedizione eucaristica impartita dal vescovo. Alla celebrazione sono invitati i fedeli e tutte le realtà ecclesiali della Città, come movimenti, associazioni, scout, ordini cavallereschi, confraternite e bambini della prima comunione. “È un momento celebrativo unico – si legge nella nota diffusa dalla diocesi – per onorare il Signore Gesù presente nel sacramento dell’eucaristia, pane vivo e farmaco di immortalità, sostegno quotidiano per la vita spirituale di ogni cristiano”.
Persone con disabilità: Roccaspide, domani una tavola rotonda per riflettere sul progetto di vita. Interviene il vescovo di Vallo della Lucania
Domani, giovedì 4 giugno alle 16, presso l’aula consiliare del Comune di Roccadaspide, in provincia di Salerno, si terrà una tavola rotonda dal titolo: “A che punto siamo?”, dedicata al tema del “Progetto di vita – D.Lgs. 62/2024 – La persona con disabilità al centro”.
L’incontro segue quello già svolto a Vallo della Lucania lo scorso 20 aprile e rappresenta un’occasione di confronto sul nuovo quadro normativo e sulle prospettive operative del Progetto di vita, con particolare attenzione al ruolo degli enti locali e del Terzo Settore nella costruzione di percorsi personalizzati per le persone con disabilità. le conclusione dei lavori saranno affidate a mons. Vincenzo Calvosa, vescovo di Vallo della Lucania.
Corpus Domini: Ancona e Osimo, domani e domenica messe con mons. Spina e processioni eucaristiche
L’arcidiocesi di Ancona-Osimo si prepara a celebrare la solennità del Corpus Domini con due appuntamenti distinti ad Ancona e a Osimo, che vedranno la partecipazione delle comunità locali e il coinvolgimento delle realtà parrocchiali del territorio. Ad Ancona la celebrazione si terrà domani, giovedì 4 giugno, alle 18 nella cattedrale di San Ciriaco, dove mons. Angelo Spina, arcivescovo metropolita di Ancona-Osimo, presiederà la messa durante la quale saranno conferiti i ministeri del lettorato e dell’accolitato. Al termine, alle 19.15, si svolgerà la tradizionale processione eucaristica che partirà dalla cattedrale e percorrerà lo Scalone Nappi, piazza del Senato e via Papa Giovanni XXIII, per poi fare ritorno sul sagrato, dove l’arcivescovo impartirà la benedizione eucaristica alla città. A Osimo la solennità sarà celebrata domenica 7 giugno alle 18.30 nel santuario di San Giuseppe da Copertino. Anche in questo caso, la messa presieduta da mons. Spina sarà seguita dalla processione eucaristica per le vie del centro storico, che si concluderà davanti alla concattedrale di San Leopardo.
(Foto diocesi Ancona-Osimo)
Salute: Ospedale Bambino Gesù, domani convegno “50 anni di scuola in ospedale”
Giovedì 4 giugno, dalle 9.30 alle 14.30, si terrà a Roma il convegno che celebra “50 anni di scuola in ospedale” al Bambino Gesù. Una storia che parte nell’anno scolastico 1975-76 con due insegnanti nella sede del Gianicolo e arriva agli 80 insegnanti del 2025-2026 che operano nelle sedi di Roma, Palidoro, Santa Marinella e Passoscuro per gli alunni dalla scuola primaria fino alla maturità. All’incontro interverranno Giuseppe Valditara, ministro dell’Istruzione e del merito, Tiziano Onesti, presidente dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù, mons. Carlo Maria Polvani, segretario per la sezione dell’Educazione del Dicastero vaticano per la Cultura e l’educazione, Massimo Ammaniti, professore onorario di Psicopatologia dello sviluppo della “Sapienza” Università di Roma, Lucia Celesti, responsabile Urp del Bambino Gesù, Tiziana Catenazzo, presidente della Rete nazionale scuola in ospedale e istruzione domiciliare. A prendere la parola sarà anche Michelle Arcangeli, oggi studentessa di Scienze della comunicazione, che ha conseguito la maturità al Bambino Gesù.
Corpus Domini: Nocera Inferiore, domani messa e processione a Sarno. Mons. Giudice, “rimettere al centro Gesù”
Domani, giovedì 4 giugno, il vescovo di Nocera Inferiore-Sarno, mons. Giuseppe Giudice, presiederà la celebrazione diocesana del Corpus Domini nella città di Sarno. La messa è alle 19, in piazza 5 Maggio. Seguirà la processione lungo piazza 5 Maggio, via Matteotti, via Lanzara, via Cavour, piazza Capua, via San Francesco di Paola, via Fabbricatore, piazza IV Novembre e corso Amendola. La processione si concluderà in piazza 5 Maggio, dove ci sarà la benedizione eucaristica.
“Diventi questo momento corale un segno per tutti noi per rimettere al centro della vita e della pastorale Gesù, realmente presente e nascosto nei segni sacramentali. Con fiducia celebriamo e adoriamo, e impariamo nuovamente da Lui, Ostia santa ed immacolata, in modo da testimoniare l’unità del corpo ecclesiale nella varietà delle membra”, l’invito del vescovo.
La celebrazione diocesana è organizzata dalle parrocchie della forania di Sarno-San Valentino Torio con il patrocinio del comune di Sarno.
Diocesi: Rimini, al via “L’umano che resta”. Tre incontri su intelligenza artificiale, relazioni e identità
Che cosa resta dell’umano quando le tecnologie cambiano il nostro modo di pensare, comunicare e stare in relazione? È la domanda da cui nasce “L’umano che resta. Come le tecnologie possono cambiare ciò che siamo”, il ciclo di incontri promosso dall’associazione riminese Roveto Ardente aps insieme all’Issr “A. Marvelli” della diocesi di Rimini e San Marino-Montefeltro, con il patrocinio del Comune di Rimini e di Enia, l’Ente nazionale per l’Intelligenza artificiale. Tre serate aperte alla cittadinanza, in programma al Teatro del Seminario di Rimini (via Covignano, 265). Il programma si apre giovedì 4 giugno con “La ferita – Relazioni senza corpo”, in cui Adriano Favole, antropologo culturale, in dialogo con Simona Mulazzani (Gruppo Icaro, media della Diocesi di Rimini) riflette su cosa diventa l’umano quando la relazione cambia forma, in questo caso con i software. Si prosegue giovedì 11 giugno con l’incontro dal titolo “Il pensiero che si impoverisce”: il filosofo della scienza Silvano Tagliagambe, in dialogo con Davide Arcangeli (docente Issr ‘A. Marvelli’ Rimini) ragiona su cosa accade alla mente e alla coscienza umana nell’ecosistema dell’Intelligenza Artificiale. Giovedì 18 giugno, infine, il filosofo ed etologo Roberto Marchesini dialoga con Maurizio Mussoni (Issr Marvelli) sul tema “Oltre l’umano? – Protesi cognitive e identità”. Tutti gli incontri si svolgeranno alle 21 con ingresso libero.
Corpus Domini: Firenze, domani messa e processione con l’arcivescovo Gambelli
Domani alle 20.30 nella cattedrale a Santa Maria del Fiore, a Firenze, l’arcivescovo Gherardo Gambelli presiederà la celebrazione eucaristica per la solennità del Corpus Domini. Al termine della messa, la processione eucaristica uscirà dalla porta centrale del duomo e attraverserà piazza San Giovanni e piazza Duomo, compiendo il tradizionale giro intorno al battistero e alla cattedrale, per poi rientrare in chiesa per la benedizione conclusiva. Alla celebrazione parteciperanno le parrocchie dei vicariati cittadini e, in particolare, i bambini che hanno ricevuto la Prima Comunione nel corso dell’anno.
Bioetica: Lumsa, domani la presentazione di Bioethics Watchlist 2026
Domani, giovedì 4 giugno, alle 11.30, presso l’Università Lumsa, nella sede di via Cesi n. 21 a Roma (6° piano – sala riunioni) sarà presentato Bioethics Watchlist 2026, il documento del Centro di Bioetica e Transizione digitale dell’Università Lumsa (Cebia) che si propone come strumento annuale di analisi, monitoraggio e orientamento critico sui principali sviluppi del dibattito bioetico contemporaneo.
Laura Palazzani, direttore del Cebia e ordinario di Filosofia del diritto all’Università Lumsa, e Fabio Macioce, membro del comitato scientifico del Cebia e ordinario di Filosofia del diritto e Bioetica all’Università Lumsa, prima illustreranno il contenuto di Bioethics Watchlist 2026 e poi dibatteranno con Federico de Montalvo, docente dell’Universidad Pontificia Comillas de Madrid e già presidente del Comitato spagnolo di Bioetica, per portare all’attenzione della comunità accademica, delle istituzioni, dei professionisti e dell’opinione pubblica qualificata quei temi che, per il loro rilievo scientifico, normativo, sociale e antropologico, appaiono destinati a occupare una posizione centrale nell’agenda bioetica dei prossimi anni.
Corpus Domini: Asti, domani sera messa e processione con il vescovo Prastaro. Nella collegiata di San Secondo adorazione eucaristica per tutta la giornata
La solennità del Corpus Domini tornerà a riunire, domani, la comunità diocesana di Asti in una delle celebrazioni più sentite e significative dell’anno liturgico. Sono diversi i momenti di preghiera e raccoglimento per la solennità del S.S. Corpo e Sangue di Cristo. Alle 20.45, nella parrocchia di San Pietro, il vescovo Marco Prastaro presiederà la concelebrazione eucaristica a cui seguirà la processione che partirà dalla chiesa di San Pietro e si snoderà tra viale Pilone, corso Palestro, via Sardegna, corso Genova e piazza 1° maggio per terminerà della piazzetta San Pietro dove ci sarà la benedizione eucaristica.
Per tutta la giornata di giovedì, dalle 10 alle 18, poi, nella collegiata di San Secondo sarà esposto il Santissimo Sacramento per l’adorazione eucaristica con i turni di preghiera delle parrocchie della città.
Salute: Unicef, l’Ospedale dell’Angelo di Mestre riconfermato “Amico delle bambine e dei bambini”
Oggi l’Unicef Italia ha riconfermato l’Ospedale dell’Angelo come “Amico delle bambine e dei bambini”, nell’ambito dell’iniziativa Baby Friendly Hospital Initiative (Bfhi), promossa dall’Oms e dall’Unicef. La cerimonia si è svolta nel Padiglione Rama, presso l’Ospedale dell’Angelo a Mestre, alla presenza di rappresentanti della Direzione dell’Ulss 3 Serenissima, dell’Unicef Italia, del personale ospedaliero, delle associazioni e delle istituzioni locali che hanno contribuito al raggiungimento di questo importante traguardo.
“La conferma del riconoscimento Baby Friendly all’Ospedale dell’Angelo di Mestre testimonia l’importanza di investire in un’assistenza rispettosa, competente e centrata sui bisogni di bambine, bambini e famiglie. Il riconoscimento Unicef è arrivato al termine del positivo percorso intrapreso dall’ospedale nella promozione, protezione e sostegno dell’allattamento, dell’alimentazione infantile e della genitorialità responsiva – ha dichiarato Nicola Graziano, presidente dell’Unicef Italia –. Promuovere l’allattamento significa costruire salute, equità e futuro”.
“Siamo molto orgogliosi di questo risultato – commenta il direttore generale dell’Ulss 3, Massimo Zuin –: l’Ospedale dell’Angelo è l’unico grande ospedale del Veneto ad aver ottenuto questo importante riconoscimento Unicef e oggi vede riconfermata la propria eccellenza anche nell’ambito dell’attenzione ai nuovi nati e alle loro mamme. La ricertificazione rappresenta un attestato di grande valore dell’impegno professionale, organizzativo e umano con cui il personale dell’Ulss 3 Serenissima si dedica quotidianamente alla promozione, protezione e sostegno dell’allattamento, della salute materno-infantile e della genitorialità, in coerenza con gli standard internazionali promossi da Unicef e Oms”.
Dopo un lungo e articolato monitoraggio, il team di valutazione ha riconosciuto l’elevata qualità dell’assistenza garantita alle mamme, ai neonati e alle famiglie, evidenziando in particolare la capacità delle diverse figure professionali di lavorare in modo integrato e condividere principi e obiettivi dell’iniziativa Baby Friendly Hospital. Dalle interviste è emerso inoltre il forte apprezzamento delle madri per il contatto pelle a pelle immediatamente dopo il parto, per il supporto pratico e il counselling ricevuti durante tutto il ricovero e per l’attenzione riservata al percorso di accompagnamento alla genitorialità.
Un riconoscimento che valorizza il lavoro quotidiano svolto dagli operatori sanitari e conferma l’efficacia di un modello organizzativo fondato sulla formazione continua, sull’accoglienza e sulla presa in carico globale della famiglia. Il team Unicef ha apprezzato in particolare il percorso di formazione sul campo “Progetto Fsc Bfhi 2025”, la piattaforma e-learning dedicata al personale neoassunto, l’utilizzo di materiali informativi multilingue accessibili tramite Qr code e l’organizzazione della Terapia intensiva neonatale, che garantisce la presenza dei genitori senza limitazioni di orario.
Corpus Domini: Prato, domani messa in piazza e processione per le strade del centro
Comunità diocesana di Prato a raccolta per vivere la solennità del Corpus Domini, la festa che celebra la presenza di Gesù Cristo nell’Eucarestia e testimonia l’appartenenza alla Chiesa. Quest’anno l’appuntamento è per domani, giovedì 4 giugno, alle 21 in piazza Duomo. Si comincia con la celebrazione della messa presieduta dal vescovo Giovanni Nerbini e concelebrata dal clero diocesano, poi la solenne processione per le strade del centro storico. Mentre la mattina è confermata la messa per gli anziani, le persone disabili e tutti coloro che sono impossibilitati a partecipare in orario serale. Al mattino, alle 10.30, nella parrocchia di Santa Caterina de’ Ricci si celebra la messa nella solennità del Corpus Domini presieduta da mons. Nerbini. Promotore dell’iniziativa è l’Unitalsi, che insieme alla parrocchia ha preparato un pranzo comunitario offerto a tutti i presenti. L’iniziativa si avvale della collaborazione della Misericordia alla quale è stato chiesto come ogni anno di accompagnare gli ospiti delle Rsa alla celebrazione. In serata, alle 21, messa in piazza Duomo e al termine la partenza della processione per le vie del centro storico.
Società e cultura: Premio “Pontremoli Città del Libro e della Famiglia”, annunciata la sestina finalista della V edizione
La giuria di esperti, presieduta da Francesco Giorgino, ha selezionato i sei libri finalisti della V edizione del Premio “Pontremoli Città del Libro e della Famiglia”, il riconoscimento letterario organizzato dal Forum delle associazioni familiari e dal Comune di Pontremoli, con la collaborazione della Fondazione “Città del Libro”, dedicato alle opere di narrativa che raccontano la famiglia nelle sue diverse dimensioni: affetti, educazione, accoglienza, fragilità e rinascita.
La sestina finalista, in ordine alfabetico per autore, è composta da Donata Maria Biase, con “Fai un bel respiro e ascolta” (Baldini+Castoldi); Grazia Ofelia Cesaro, con “Ballare sotto la pioggia. Famiglie, separazioni e rinascite” (Feltrinelli); Andreea Porcilescu, con “Il sorriso di Elena. L’amore è più forte” (Sperling & Kupfer); Kristine Maria Rapino, con “Scialacca” (Sperling & Kupfer); Daniele Racca, con “Supereroi in affido. Storie di bambini accolti in famiglia” (San Paolo); Pierluigi Vito, con “Nel cuore del figlio” (Città Nuova).
Quest’anno il Premio si arricchisce della presenza di una commissione di giovani di tutta Italia che assegnerà una Menzione speciale ad un libro che parla alle nuove generazioni di famiglia e di relazioni.
“La selezione di quest’anno – sottolinea Pinella Crimì, vicepresidente del Forum delle associazioni familiari e coordinatrice del Premio – conferma la capacità della narrativa di dare voce alle relazioni che accompagnano la vita di ciascuno. I sei libri finalisti raccontano, con linguaggi e sensibilità differenti, la famiglia come luogo di legami, di sfide, di cura e di speranza, offrendo ai lettori storie capaci di interrogare e coinvolgere profondamente. Il Premio continua a rappresentare un’importante occasione di incontro tra cultura e vita quotidiana, valorizzando opere che aiutano a comprendere la complessità delle relazioni umane e il ruolo fondamentale delle famiglie nella costruzione del bene comune. I sei finalisti ci consegnano uno sguardo ricco e plurale sulla famiglia di oggi, attraverso racconti nei quali è possibile ritrovare emozioni, fragilità e desideri che appartengono all’esperienza di tutti”.
Il programma del Premio si aprirà venerdì 3 luglio con un momento di approfondimento dedicato ai temi dell’accoglienza e dell’affido familiare. Dalle ore 16 alle 17.30 il Forum delle associazioni familiari e il Comune di Pontremoli promuoveranno una tavola rotonda aperta al pubblico.
A seguire sarà proiettato il film “Per un po’”, alla presenza del regista Simone Valentini, dell’autore del romanzo omonimo Niccolò Agliardi e del giovane coprotagonista Isnaba Na Montche.
La serata di premiazione finale si terrà sabato 4 luglio, alle 21, in piazza della Repubblica a Pontremoli.
Attraverso libri, testimonianze e cinema, il Premio “Pontremoli Città del Libro e della Famiglia” continua a promuovere una riflessione culturale sul valore della famiglia come risorsa fondamentale per la crescita delle persone e della comunità.
Ebola: Istituto Spallanzani, rientrati gli esperti impegnati nella missione in R.D. Congo
Il team di esperti dell’Istituto nazionale per le malattie infettive “Lazzaro Spallanzani” Irccs, impegnato nei giorni scorsi a Kinshasa per l’emergenza Ebola, è rientrato in Italia al termine di una missione operativa svolta in raccordo con il Dipartimento della Protezione civile.
L’attività sul campo si è focalizzata su un coordinamento tecnico diretto con le istituzioni sanitarie congolesi con l’obiettivo di contribuire al rafforzamento della risposta in una fase ancora evolutiva dell’epidemia. Nel corso della missione, il team ha operato a stretto contatto con i principali referenti nazionali, in particolare presso l’Istituto nazionale di ricerca biomedica (Inrb) e l’Istituto nazionale di sanità pubblica (Insp), partecipando al confronto operativo su sorveglianza, gestione dei dati epidemiologici e organizzazione delle attività sul territorio.
Sono stati inoltre approfonditi gli aspetti legati ai percorsi clinici e diagnostici nell’ambito della 17ª epidemia di Ebola registrata nel Paese. Parallelamente, è stata effettuata la consegna di farmaci e materiali sanitari, accompagnata da indicazioni sul loro utilizzo in relazione alle evidenze disponibili e alle necessità operative locali.
La visita ai laboratori dell’Inrb ha consentito un confronto diretto sulle capacità diagnostiche e sulle attività di sequenziamento, elementi centrali nella gestione di patogeni ad alto rischio.
La missione ha inoltre permesso di avviare un dialogo su possibili collaborazioni future, sia nell’ambito della gestione delle emergenze infettive sia in attività di formazione e rafforzamento delle competenze locali.
L’Istituto esprime un sentito ringraziamento al Dipartimento della Protezione civile, alle istituzioni nazionali coinvolte e all’Ambasciata italiana a Kinshasa per il coordinamento e il supporto assicurato che hanno reso possibile la realizzazione della missione.
Corpus Domini: Biella, domani messa e processione eucaristica cittadina presiedute da mons. Farinella
La Chiesa diocesana di Biella festeggerà domani la solennità del Corpus Domini, festa del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, con una solenne celebrazione eucaristica che alle 20.45 nella cattedrale di Santo Stefano. La messa sarà presieduta dal vescovo Roberto Farinella e sarà seguita dalla tradizionale processione eucaristica per le vie del centro cittadino, attraversando via Duomo, via Italia, via Vescovado, via Seminari e piazza Duomo. La celebrazione si concluderà nuovamente in cattedrale con la benedizione eucaristica. “Sono invitate a partecipare – si legge in una nota – le comunità parrocchiali, le associazioni, i movimenti ecclesiali e le confraternite della diocesi, in un momento di fede e testimonianza pubblica della presenza del Signore nel Sacramento dell’Eucaristia”.
Braccianti bruciati vivi: Coldiretti, “orrore intollerabile, rafforzare controlli verso ogni forma di sfruttamento”
“Quanto accaduto con la morte dei quattro braccianti stranieri, arsi vivi all’interno della loro auto, rappresenta un orrore inimmaginabile che scuote profondamente le coscienze e lascia sgomenta l’intera comunità nazionale”. Lo afferma Coldiretti in una nota attraverso la quale esprime “il più profondo cordoglio e la propria vicinanza alle famiglie delle vittime, colpite da una tragedia che non può e non deve lasciare indifferenti”. “Siamo di fronte a un episodio di una gravità sconvolgente che nulla ha a che vedere con il mondo agricolo, con il lavoro nelle campagne e con i valori che quotidianamente animano centinaia di migliaia di imprese agricole italiane”, denuncia l’associazione, per la quale “si tratta di un fatto criminale e disumano che richiama ancora una volta la necessità di mantenere altissima l’attenzione contro ogni forma di sfruttamento, illegalità e marginalizzazione che può colpire i lavoratori più fragili”. “Proprio per questo – prosegue la nota – è necessario continuare a rafforzare l’azione di controllo e contrasto a tutte le forme di lavoro irregolare e di sfruttamento, colpendo senza esitazione chi opera fuori dalla legalità e danneggia al tempo stesso i lavoratori e le imprese oneste”.
Coldiretti ricorda di essere stata “tra le prime organizzazioni a sostenere con forza l’introduzione della legge contro il caporalato, quando ancora il fenomeno non era al centro dell’attenzione pubblica, considerandola uno strumento indispensabile per tutelare la dignità del lavoro e contrastare le infiltrazioni criminali nelle filiere produttive”. “In questi anni – viene sottolineato – l’impegno non si è mai fermato grazie anche all’attività svolta insieme alla Fondazione Osservatorio Agromafie, attraverso iniziative di monitoraggio, studio, sensibilizzazione e promozione della legalità, con l’obiettivo di prevenire ogni forma di sfruttamento e rafforzare la trasparenza lungo tutta la filiera agroalimentare”. “La tragedia che ha colpito questi quattro lavoratori – conclude Coldiretti – impone una riflessione profonda e un rinnovato impegno da parte di tutte le istituzioni, delle forze sociali e del mondo produttivo. La legalità, il rispetto della persona e la tutela della vita umana devono restare principi non negoziabili. Solo così sarà possibile isolare chi opera nell’illegalità e difendere il lavoro vero, quello che ogni giorno contribuisce alla crescita economica e sociale del Paese nel rispetto delle regole e della dignità delle persone”.
Eurobarometro: il 90% dei cittadini vuole proteggere la natura. Al via la Settimana verde dell’Ue
Oltre il 90% degli europei ritiene che la protezione della biodiversità e della natura sia essenziale per la salute, la sicurezza alimentare, l’acqua pulita, la resilienza climatica e la prosperità economica a lungo termine. È quanto emerge dal sondaggio speciale Eurobarometro sulla biodiversità, pubblicato dalla Commissione europea oggi, giorno di inizio della cosiddetta “Settimana verde dell’Ue”. I cittadini dell’Ue identificano le tre principali minacce alla biodiversità nell’inquinamento di aria, suolo e acqua (94%); nei disastri causati dall’uomo, come le fuoriuscite di petrolio e gli incidenti industriali (92%); e nella conversione dei terreni per l’agricoltura o lo sviluppo urbano (90%). Al contempo gli europei sostengono la legislazione e le azioni dell’Ue per la protezione della biodiversità, come le aree protette e la rete Natura 2000, che secondo il 96% degli intervistati sono fondamentali per prevenire la distruzione degli habitat naturali, per il 95% proteggono le specie minacciate di estinzione e per il 94% portano benefici per la qualità dell’aria e dell’acqua e per un’economia sostenibile. Cresce anche la sensibilità e la conoscenza: il 42% di europei (+12% rispetto alla precedente edizione di eurobarometro sulla biodiversità nel 2018) oggi conosce la rete Natura 2000, che, a livello europeo, vuole garantire la protezione e la conservazione della biodiversità più preziosa d’Europa. Da parte di Jessika Roswall, commissaria per l’ambiente, la soddisfazione per “il forte sostegno dei cittadini europei al ruolo fondamentale della natura come pilastro della nostra economia”. L’edizione 2026 della Settimana verde è infatti incentrata sul tema “Investire in un’economia rispettosa della natura”. Secondo Roswall, “è evidente che i cittadini desiderano modelli di business che tengano conto della natura: ecosistemi sani sono il fondamento di economie resilienti e competitive”.
Diocesi: Lamezia Terme, prosegue l’iter della causa di beatificazione di mons. Moietta
Prosegue l’iter della causa di beatificazione e canonizzazione del servo di Dio mons. Vittorio Moietta, la cui tomba nella cattedrale di Lamezia Terme è meta di numerose visite da parte di tanti fedeli che, spesso, lasciano anche loro pensieri e richieste nell’urna allocata davanti al luogo in cui è sepolto e si soffermano in preghiera. Nei giorni scorsi, infatti, il vescovo lametino, mons. Serafino Parisi, insieme al postulatore, don Marco Mastroianni, si sono recati al Dicastero delle Cause dei Santi, dove hanno avuto – fa sapere la diocesi – un “proficuo colloquio” con il prefetto dello stesso Dicastero, il card. Marcello Semeraro, nel corso del quale sono stati aggiornati sull’iter della Causa in
corso. Un momento di confronto al quale, nella stessa giornata, è seguito un incontro con mons. Maurizio Tagliaferri, il relatore assegnato dallo stesso Dicastero alla causa di questo vescovo che ha lasciato “un indelebile” ricordo nella diocesi di Lamezia Terme, nonostante il suo breve episcopato. Un pastore che, come ha sottolineato don Marco Mastroianni “si è distinto per la capacità, largamente riconosciutagli, di essere un uomo di dialogo, sinceramente animato dallo zelo per le anime e da una fattiva carità, sostenuta dalla profetica ribellione di chi sente il dovere di impegnarsi per la realizzazione di un mondo più vicino alla creazione di Dio”.
Corpus Domini: Perugia, domani sera in cattedrale la celebrazione presieduta da mons. Maffeis
Giovedì 4 giugno alle 20.30 nella cattedrale di San Lorenzo a Perugia si terrà la celebrazione della solennità del Corpus Domini con la messa presieduta dall’arcivescovo Ivan Maffeis e a seguire la processione per le vie del centro storico. “La scelta di celebrare questa festa il giovedì sera e non la domenica dopo Pentecoste va letta in una prospettiva simbolica. È infatti il giorno che rimanda all’istituzione della Eucaristia durante l’Ultima Cena”, spiega il direttore dell’Ufficio liturgico diocesano, don Francesco Verzini. Una festa che culmina con la processione del Santissimo Sacramento per le vie della città, che nel corso dei secoli si è arricchita di espressioni popolari facendone una delle feste religiose più partecipate con infiorate. Una fede non al chiuso delle chiese, ma “in uscita” portando Cristo nelle vie della città, “incontrando credenti, indifferenti e curiosi, come testimonianza che il Signore continua a camminare con il suo popolo”, conclude don Verzini. La processione sarà animata, come ogni anno, da numerosi fedeli insieme ai membri degli ordini cavallereschi di Malta e del Santo Sepolcro di Gerusalemme e delle confraternite, sostando in preghiera davanti alle sedi delle Istituzioni civili del capoluogo umbro.
Sant’Antonio da Padova: mons. Trevisi (Trieste), “parlava ai potenti, non si tirava indietro anche se il tempo era allora avverso, come il nostro”
Anche la giornata di ieri, martedì 2 giugno Festa della Repubblica, la Basilica del Santo, a Padova, ha accolto migliaia di pellegrini in coda sin dalle prime messe del mattino per arrivare alla tomba di Sant’Antonio, per poi proseguire a venerare le sacre reliquie nella Cappella del Tesoro. Alla chiusura della Cappella delle reliquie, nel pomeriggio tardo di ieri sono stati registrati 3.020 passaggi al corridoio delle reliquie. Molto partecipata la celebrazione della Tredicina delle 18 con il Pellegrinaggio dei seminaristi diocesani e giovani religiosi e della diocesi di Trieste. Per la prima volta a presiedere una celebrazione durante la Tredicina il vescovo di Trieste, mons. Enrico Trevisi. Due pullman con oltre cento pellegrini hanno raggiunto il santuario padovano per chiedere intercessione al Santo per la pace.
“A Trieste – ha spiegato mons. Trevisi – è molto sentita la devozione verso questo Santo. Noi guardiamo alla figura di Sant’Antonio e impariamo da Lui che la Parola di Dio è importante per il nostro tempo, per lo studio, per la formazione, per l’ascolto. Dal suo esempio impariamo anche la vocazione al martirio: la sua scelta di francescanesimo inizia proprio dal desiderio di offrire la sua vita al Signore”.
“Sant’Antonio parlava ai potenti, non si tirava indietro anche se il tempo era allora avverso, così come lo è ogni tempo, anche il nostro – ha proseguito il presule –. Questo suo coraggio lo spingerà a partire per il Marocco; poi conosciamo la sua storia, di come sia giunto qui dopo il naufragio e di come abbia risalito la penisola per incontrare Francesco, fino a dare quell’altra sterzata che è stata proprio il mettersi a servizio della verità, dell’insegnamento, della predicazione dentro un mondo e una fede cristiana talvolta ‘scossa’ da tante visioni”.
Il tema della Tredicina di quest’anno è l’ottavo centenario dalla morte di San Francesco. “Di San Francesco – ha aggiunto mons. Trevisi – mi piace richiamare la sua attenzione al Gesù umile, vulnerabile, piccolo, al Gesù Bambino che anche Sant’Antonio tiene in braccio. Questa attenzione al Gesù umile e vulnerabile, al limite, e alla piccolezza che tante volte noi mettiamo da parte, è la medesima attenzione che anche Papa Leone XIV ci ha richiamato nella sua enciclica: con l’intelligenza artificiale il rischio talvolta è di mettere da parte il limite umano; e invece è proprio questo limite che siamo chiamati a vivere nell’amore, e nell’attenzione l’uno per l’altro. In ultima mi piace ricordare il Pane di Sant’Antonio, segno di una carità concreta”.
Stamattina un centinaio di pellegrini dei Centri diurni ha partecipato alla celebrazione delle ore 11, presieduta da padre Giancarlo Paris, guardiano della Comunità dei Frati del Villaggio Sant’Antonio, che ha ricordato “la carezza di Sant’Antonio verso tutte le sofferenze. Egli è pregato in tutto il mondo proprio perché capace di ascoltare e di accogliere le necessità di tutti, le lacrime di tutti”.
Corpus Domini: Casale Monferrato, domani sera celebrazione cittadina con il vescovo Sacchi
Le parrocchie della città di Casale Monferrato celebreranno insieme al vescovo Gianni Sacchi la solennità del Corpus Domini. Lo faranno nella serata di domani, giovedì 4 giugno, ritrovandosi nella cattedrale di Sant’Evasio. La celebrazione eucaristica avrà inizio alle 20.30 e al termine prenderà il via la processione eucaristica verso la chiesa di San Domenico per la conclusione con la benedizione.
Pontificie opere missionarie: conclusa l’Assemblea generale. Don Pizzoli (Missio), “le Pom insegnano a sentirci parte di una Chiesa universale”
“Abbiamo appena celebrato la messa di chiusura dell’Assemblea generale delle Pontificie opere missionarie. È stata un’assemblea molto vivace, con la partecipazione di circa 130 direttori nazionali provenienti da tutto il mondo”. Lo racconta al Sir don Giuseppe Pizzoli, direttore generale della Fondazione Missio (Cei) e direttore nazionale delle Pom italiane. Durante l’annuale Assemblea delle Pom, svoltasi a Roma dal 27 maggio fino ad oggi, 3 giugno, i direttori nazionali in arrivo dai cinque continenti sono stati ricevuti in udienza da Papa Leone XIV. Lunedì 1° giugno, nella Sala Clementina del Palazzo apostolico, il Santo Padre ha accolto i rappresentanti della rete mondiale delle Pom, insieme al cardinale Luis Antonio Tagle e ai Segretari internazionali delle quattro Opere. Tra i partecipanti, era presente don Giuseppe Pizzoli.
“Si è sentita la mancanza di un presidente, che da un anno e mezzo ci manca, però questo non ha diminuito la partecipazione dei vari direttori nazionali. Si è notata – prosegue don Pizzoli – una forte crescita dello spirito missionario e delle Pontificie opere nei Paesi di recente evangelizzazione. C’è un grande entusiasmo nel sentirsi parte di una Chiesa universale. E questo mi sembra molto positivo, anche per noi che siamo i direttori dei Paesi di antica tradizione”. Dal punto di vista dell’animazione missionaria “si avverte che i Paesi ‘emergenti’ diventano animatori anche per noi, che facciamo più fatica a mantenere vivo lo spirito missionario nelle nostre Chiese. Un’altra sottolineatura è il fatto che facciamo sempre più fatica nel nostro continente europeo ad avere lo sguardo aperto delle nostre comunità verso il sostegno alla missione universale della Chiesa”.
Il direttore di Pom Italia sottolinea: “Abbiamo però sperimentato proprio questi giorni come il condividere il cammino di tante Chiese nelle loro situazioni più disparate – da quelle ‘più avanti’ di noi per certi aspetti, anche dal punto di vista dell’evangelizzazione, a quelle più giovani, in difficoltà per certi aspetti – ci mostra uno slancio e una ricchezza di doni che può essere utile. Le Pontificie opere missionarie hanno il compito specifico di sostenere i missionari nell’opera di evangelizzazione, sia con la preghiera, prima di tutto, che con l’aiuto economico. Facciamo più fatica rispetto a un tempo a mettere a disposizione dei beni economici per le giovani Chiese e invece le giovani Chiese vivono con entusiasmo il fatto di aver ricevuto finora e poter ora partecipare, magari in misura piccola, ma partecipare al sostegno dei missionari che portano il Vangelo nel mondo. E questo è veramente molto significativo, molto entusiasmante”.
Infine: “Si è parlato molto in questi giorni della Giornata missionaria mondiale di quest’anno che è la centesima e sul fatto che questa possa essere un’opportunità anche per noi in Italia di rilanciare lo spirito, il carisma delle Pontificie opere missionarie che ci insegnano a sentirci parte di una Chiesa universale, sentirci parte di una famiglia più grande della nostra parrocchia, molto più grande della nostra diocesi. Più grande della stessa tradizione cristiana del nostro Paese. Facciamo infatti parte di una Chiesa universale nella quale tutti siamo fratelli e figli dello stesso Padre: questo è lo spirito forte che si è respirato in questi giorni nell’Assemblea delle Pom. Tutti elementi che speriamo di poter rilanciare in occasione della centesima Giornata missionaria mondiale di fine ottobre”.
Mafie: Libera, “vicinanza e solidarietà alla pm Alessandra Cerreti” dopo la notizia di un piano voluto dalle cosche per ucciderla
“La notizia relativa ad un piano voluto dalle cosche per uccidere Alessandra Cerreti, pm della Direzione distrettuale antimafia di Milano non giunge purtroppo inaspettata, ma non per questo è da sottovalutare colpevolmente. Il piano è solo l’ultimo atto in ordine di tempo che testimonia la crescente insofferenza delle organizzazioni criminali del ‘sistema mafioso lombardo’ nei confronti dell’azione investigativa e processuale condotta dai magistrati milanesi”. Lo evidenzia, in una nota, Libera.
“Già ad inizio dello scorso anno, in occasione dell’inasprirsi delle minacce contro Cerreti e il procuratore Marcello Viola, Libera nel corso di diverse iniziative pubbliche si era resa vicina e solidale nei loro riguardi, per ribadire con forza che l’attività della Procura di Milano era un sicuro presidio di legalità contro ogni presenza mafiosa e che ogni minaccia loro rivolta era una minaccia a tutta la cittadinanza”, prosegue la nota.
Di qui l’auspicio che “l’innalzamento delle misure di sicurezza disposte per Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane – che sostengono le ragioni dell’accusa in dibattimento – e per il procuratore Viola – che ha la responsabilità complessiva della Procura di Milano – possa risultare utile deterrente in funzione della loro tranquillità e, al tempo stesso, sia il doveroso campanello d’allarme per una maggioranza silenziosa della popolazione che, ancora oggi, assiste senza prendere parte alla battaglia tra magistratura e forze dell’ordine da un lato e cosche mafiose dall’altro”. “Ribadendo la nostra piena solidarietà alla pm Cerreti e agli altri magistrati milanesi, siamo pronti a fare la nostra parte al loro fianco, promuovendo una cultura della legalità democratica e della partecipazione civile, ad ulteriore rinforzo dell’attività formativa avviata in questi ultimi anni e della partecipazione civile, ad ulteriore rinforzo dell’attività formativa avviata in questi ultimi anni e della mobilitazione civile che le associazioni di Milano hanno messo in campo da tempo”, conclude Libera.
Infanzia: da oggi a Roma il Global Summit 2026 “Fostering hope for children”. Oltre mezzo miliardo di minori vive in aree di conflitto
Un mondo sempre più segnato da guerre, crisi climatiche e instabilità economica sta ridisegnando profondamente l’infanzia, mettendo a rischio il benessere dei più piccoli. Oggi oltre mezzo miliardo di bambini e adolescenti, pari a un minore su cinque, vive in contesti di conflitto, mentre continua a crescere il numero di chi è costretto a lasciare la propria casa: nel 2025 si è raggiunto il dato record di 13 milioni di minori sfollati, con un aumento del 46% rispetto all’anno precedente. In questo scenario si inserisce il Global Summit 2026 “Fostering hope for children”, in programma a Roma da oggi al 5 giugno presso il Pontificio Istituto patristico Augustinianum, promosso da World Vision International insieme a The Society for Global Flourishing, Harvard University e Baylor University. Un appuntamento che riunisce leader mondiali, esperti, accademici e operatori umanitari con l’obiettivo di promuovere azioni concrete per restituire speranza alle nuove generazioni. Al centro della tre-giorni, spiegano i promotori, la necessità di un approccio integrale alla cura dei bambini, capace di rispondere non solo ai bisogni materiali ma anche a quelli sociali, emotivi e spirituali. Tra le domande che guideranno il confronto: come favorire alleanze tra famiglie, comunità e istituzioni per un cambiamento duraturo, quale contributo possano offrire le organizzazioni impegnate sul campo alla crescita morale dei minori e come il dialogo tra culture e religioni possa diventare strumento per contrastare sofferenze e disuguaglianze. Nel corso del summit, World Vision presenterà anche nuovi dati scientificamente validati su come i bambini vivono la speranza e l’amore, offrendo una prospettiva innovativa sulle dimensioni relazionali ed emotive dello sviluppo infantile. Tra i temi affrontati figurano l’impatto della speranza sulla salute mentale, la formazione spirituale del bambino, le conseguenze delle avversità e la promozione delle risorse personali e familiari. I lavori si sono aperti questa mattina con la partecipazione all’udienza e con il saluto di Papa Leone XIV, seguita dalla sessione inaugurale guidata dal presidente e Ceo di World Vision International, Andrew Morley, e da Glen Comiso dell’Human Flourishing Program dell’Università di Harvard. Attesi, tra gli altri, gli interventi di alcune first ladies, di rappresentanti delle istituzioni internazionali e di organizzazioni impegnate nella tutela dell’infanzia. “Lavorare insieme per il benessere dei bambini è una responsabilità globale”, sottolineano gli organizzatori, richiamando l’urgenza di superare approcci frammentati. Una prospettiva condivisa anche da World Vision Italia, che evidenzia come le grandi sfide del nostro tempo – dalla povertà alle crisi umanitarie – possano essere affrontate solo attraverso una collaborazione ampia tra Ong, istituzioni, comunità religiose e società civile. In un contesto segnato da incertezza e conflitti, il summit intende rilanciare un messaggio chiaro: investire nella persona del bambino nella sua totalità è la condizione indispensabile perché la speranza possa mettere radici e generare futuro.
Corpus Domini: diocesi Grosseto e Pitigliano, da domani le celebrazioni presiedute dal vescovo Giordano
Le comunità diocesane di Grosseto e di Pitigliano-Sovana-Orbetello si preparano a vivere una delle solennità centrali dell’anno liturgico: il Corpus Domini. Una festa che – viene ricordato in un comunicato della diocesi di Grosseto – affonda le radici nel mistero eucaristico e che trasforma le nostre strade in tappeti di colori e segni di devozione.
A Grosseto, il cuore delle celebrazioni cittadine sarà domani, giovedì 4 giugno. Alle 20.30, in cattedrale, il vescovo Bernardino Giordano presiederà la solenne concelebrazione eucaristica a cui seguirà la processione che attraverserà il centro storico toccando piazza Duomo, via Manin, via Ximenes, via Manetti e Corso Carducci, per concludersi nuovamente in Duomo. Domenica 7 giugno, in molte parrocchie, il Corpo e Sangue del Signore saranno onorati con processioni eucaristiche. In particolare ad Alberese è previsto un doppio appuntamento: domenica 7 giugno alle 11 la messa come tappa dell’itinerario di catechesi, sabato 20 giugno alle 19 la messa e la processione per il centro con sosta ai tradizionali “altarini di vicinato”. A Istia d’Ombrone domenica 7 benedizione eucaristica solenne sulla porta della chiesa; a Roselle momento di raccoglimento con adorazione al termine della messa e benedizione eucaristica. A Castiglione della Pescaia Messa e processione nel pomeriggio di sabato 6 giugno. Alle 18.15 processione eucaristica dalla chiesa di S. Maria del Giglio lungo via Montebello, via San Benedetto Po’ e via Manzoni. Alle 19 messa in S. Maria Goretti.
Domenica 7 giugno il vescovo Giordano sarà a Pitigliano dove celebrerà la solennità con l’Infiorata. Alle 17.30 presiederà la messa solenne in cattedrale, al termine della quale si snoderà la processione con il SS. Sacramento per le vie del centro storico rese ancor più belle dalle composizioni artistiche realizzate sul selciato coi petali di fiori. L’iniziativa – che unisce fede, devozione e tradizione – è curata dalla parrocchia in collaborazione con il Comune e il sostegno di Banca Tema. A Orbetello sabato 6 giugno, alle 18, messa solenne in Duomo e processione; a Scansano sabato 6 giugno, alle 17.30, messa e processione con infiorata nel centro storico, presenti i bambini della Prima Comunione. A Capalbio domenica 7 giugno, alle 17.30, messa nella Pieve di San Nicola e processione nel borgo. A Pancole domenica 7 giugno, alle 11.15, messa e processione con i bambini. A Roccalbegna domenica 7 giugno, alle 17, messa e processione.
Diocesi: mons. Fornaciari (Tempio-Ampurias) dopo la sentenza sugli abusi a Oristano, “la tutela dei minori non ammette esitazioni”
“La tutela dei minori e delle persone vulnerabili non ammette esitazioni. È proprio seguendo questo principio di concretezza che la nostra realtà diocesana ha strutturato da tempo i propri presidi”. Lo afferma mons. Roberto Fornaciari, vescovo di Tempio-Ampurias, in una nota pubblicata oggi dalla diocesi in merito alla sentenza canonica relativa ai fatti di Oristano, appresa tramite gli organi di stampa. La diocesi esprime “piena condivisione e fermo sostegno” alla dal Servizio di tutela dei minori della Conferenza episcopale sarda, intitolata “Il silenzio non protegge nessuno”, e rinnova “la propria profonda e costante vicinanza a tutte le vittime di abusi”. L’attività di prevenzione e ascolto sul territorio è affidata all’équipe laica, indipendente e specialistica del Centro “Dimmi ti Ascolto”, composta da psicoterapeute e criminologhe, che opera in raccordo con le leggi dello Stato e l’autorità giudiziaria civile. I protocolli operativi del Centro sono stati rinnovati per il biennio 2026-2027 in sinergia con la Procura della Repubblica.
Leone XIV: p. Ielpo (Custode Terra Santa), “le sue parole e la sua preghiera, unita a quella di tutta la Chiesa, sono un balsamo sulle ferite del popolo di Dio”
“Il Santo Padre continua a manifestare vicinanza alla Chiesa del Medio Oriente, la culla del Cristianesimo. Le sue parole e la sua preghiera, unita a quella di tutta la Chiesa, sono un balsamo sulle ferite del popolo di Dio e un grande incoraggiamento per i sacerdoti e i religiosi”. Con queste parole, rilasciate al Sir, il Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo, accoglie il saluto che questa mattina Papa Leone XIV ha indirizzato ai fedeli di lingua araba, in particolare ai sacerdoti e i religiosi provenienti dal Medio Oriente: “Saluto i fedeli di lingua araba, in particolare i sacerdoti e i religiosi provenienti dal Medio Oriente. Lo Spirito Santo è la nostra guida e il nostro sostegno nel cammino della vita. Apriamo il nostro cuore a Lui perché ci conduca alla verità e ci riempia della pace di Cristo. Il Signore vi benedica tutti e vi protegga sempre da ogni male!”.
Corpus Domini: Cerreto Sannita, domani a Telese Terme adorazione eucaristica diocesana per pregare “per una pace disarmata e disarmante”
La diocesi di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata de’ Goti invita tutti i fedeli a partecipare all’“Adorazione eucaristica diocesana”, un momento di spiritualità e comunione ecclesiale che si terrà domani, giovedì 4 giugno, alle ore 19,30, presso la chiesa Sant’Alfonso Maria de’ Liguori di Telese Terme (Bn).
L’iniziativa, in preparazione alla solennità del Corpus Domini, avrà come tema: “Comunità diocesana in preghiera per una pace disarmata e disarmante”. Un invito forte e attuale rivolto a tutta la comunità cristiana affinché, nel silenzio dell’Adorazione e davanti all’Eucaristia, possa elevare una corale supplica al Signore per il dono della pace nel mondo e nelle comunità locali.
Nel manifesto dell’evento risuonano le parole del Vangelo di Matteo: “Beati gli operatori di pace” (Mt 5,9), richiamo evangelico che orienta il cammino dei credenti verso la fraternità, il dialogo e la riconciliazione.
Il vescovo, mons. Giuseppe Mazzafaro, nel suo messaggio rivolto ai fedeli, sottolinea il valore dell’adorazione come esperienza di incontro profondo con Cristo e occasione per affidare al Signore “il desiderio di pace per il mondo e per le nostre comunità”.
L’appuntamento rappresenta un’occasione di unità per tutta la diocesi, chiamata a ritrovarsi come un’unica famiglia nella preghiera e nella contemplazione del mistero eucaristico.
La partecipazione è aperta a sacerdoti, religiosi e laici provenienti da tutte le parrocchie della diocesi.
Braccianti bruciati vivi: Luzzi (Mcl), “non basta indignarsi davanti all’orrore” ma è necessaria un’assunzione di “responsabilità collettiva per una rinnovata legalità e giustizia sociale”
“La terribile vicenda dei braccianti arsi vivi in Calabria scuote profondamente le coscienze e impone a tutti una seria riflessione sul valore della vita umana, sulla dignità del lavoro e sulle condizioni di troppi lavoratori nel nostro Paese ancora costretti a vivere ai margini. Di fronte a una tragedia tanto disumana, a nome di tutto il Movimento cristiano lavoratori esprimo profonda indignazione e vicinanza alle famiglie delle vittime, rinnovando con forza la richiesta che venga fatta piena luce sulle responsabilità”. Lo dichiara Alfonzo Luzzi, Presidente del Movimento cristiano lavoratori dopo la tragedia di Amendolara che ha visto la morte di 4 braccianti agricoli. “Nessun essere umano – ha aggiunto – può essere considerato invisibile e nessun lavoratore può essere abbandonato in condizioni di degrado, sfruttamento, paura e solitudine. Quando vengono negate dignità, sicurezza e diritti fondamentali, viene ferita l’intera società. La nostra Costituzione e la Dottrina sociale della Chiesa richiamano tutti — istituzioni, imprese e comunità civile — al dovere di mettere sempre la persona al centro e a considerare il lavoro come necessario strumento di emancipazione, giustizia e partecipazione, mai terreno di violenza, ricatto o emarginazione”. Per Luzzi difendere i diritti dei lavoratori più deboli significa “difendere la dignità del lavoro e della persona. Non basta indignarsi davanti all’orrore; ci troviamo di fronte a un’evoluzione del fenomeno del caporalato dove ci si avvale delle stesse vittime per fare i caporali. Occorre un’assunzione di responsabilità collettiva da parte delle istituzioni, del mondo produttivo e delle organizzazioni sociali, affinché legalità, giustizia sociale e solidarietà tornino ad essere principi concreti e non soltanto parole”. Il Movimento cristiano lavoratori continua a “sostenere ogni iniziativa volta alla tutela dei lavoratori, alla legalità e alla giustizia sociale, affinché tragedie come questa non abbiano più a ripetersi e nessuna vita venga più trattata come priva di valore”, ha concluso il presidente di Mcl.
Cisgiordania: Taybeh, escalation di incursioni dei coloni. Padre Fawadleh (parroco), “comunità cristiana a rischio spopolamento”. Intervento del Patriarca Pizzaballa.
Nuovo e dettagliato rapporto sulle violenze e le intimidazioni subite dalla popolazione di Taybeh nel mese di maggio 2026 è stato diffuso oggi dal parroco latino, padre Bashar Fawadleh. Il documento, inviato a media, diplomazie e organizzazioni internazionali, e pervenuto al Sir, accende i riflettori su una situazione definita “in costante e grave escalation” che colpisce l’unico villaggio interamente cristiano della Cisgiordania. Nel testo il parroco denuncia un aumento significativo, per numero e gravità, degli attacchi dei coloni, con conseguenze dirette sulla vita quotidiana dei residenti, sulle attività economiche e sull’accesso alle terre agricole. Secondo il parroco, si tratta di “pratiche sistematiche che puntano a creare condizioni coercitive attraverso intimidazioni, restrizioni e progressiva espansione del controllo sui terreni palestinesi”. Tra gli episodi segnalati, la creazione di un nuovo avamposto nell’area della rotonda di Caramelo e della comunità di Abu Faza’, con il trasferimento di bestiame, tra cui 50 cammelli, e il taglio della principale fonte idrica, mettendo a rischio la sopravvivenza di residenti e allevamenti.
Incursioni dei coloni a Taybeh, (Foto B. Fawadleh)
Denunciata anche la presenza quotidiana di coloni nelle aree della cava e del cementificio, con lavoratori ripetutamente cacciati e attività economiche compromesse. Il 18 maggio è stata registrata l’irruzione in un’abitazione civile, mentre il giorno successivo si è verificato un tentativo di incendio di veicoli. Frequenti anche le incursioni nei quartieri residenziali, con mezzi fuoristrada, che alimentano paura soprattutto tra donne e bambini. Il 29 maggio, dichiara al Sir padre Fawadleh, “militari israeliani sono entrati nel villaggio nelle prime ore del mattino ordinando di sospendere i preparativi in corso per la festa finale del mese mariano intitolata “With Mary We Remain in Hope”, (Con Maria… restiamo nella speranza) cui erano invitati diplomatici di Francia, Italia, Spagna, Belgio, Svezia, Polonia e Ecuador. La festa prevedeva preghiere, messe, sfilata degli scout e attività artistiche. Di quanto stava accadendo ho informato le autorità ecclesiastiche e grazie all’intervento del patriarca latino di Gerusalemme, card. Pierbattista Pizzaballa, che ha contattato direttamente le autorità israeliane, la festa si è svolta regolarmente”. La situazione – riferiscono i residenti di Taybeh – è ulteriormente peggiorata nei primi giorni di giugno. Gruppi di coloni, utilizzando quad e altri veicoli, avrebbero intensificato le incursioni fino al centro del paese. Il 2 giugno, nell’area nord-orientale vicino alla Orthodox Housing Road, sarebbero state bloccate alcune strade e interrotti lavori edilizi; il 3 giugno nuovi passaggi sono stati segnalati anche lungo la via principale fino alla zona della chiesa di San Giorgio (Al-Khadr). Il rapporto evidenzia un impatto umanitario ed economico pesante: insicurezza crescente, danni alle fonti di reddito, difficoltà nell’accesso alle terre e alle risorse idriche, e timori di uno sfollamento forzato. Le violazioni, sottolinea padre Fawadleh, contravvengono al diritto internazionale umanitario e ai diritti umani fondamentali. Da qui l’appello urgente alla comunità internazionale per attivare interventi immediati per fermare le violenze, garantire protezione ai civili, avviare indagini indipendenti e assicurare responsabilità. Tra le richieste, anche la tutela delle terre agricole, il ripristino delle risorse essenziali e un rafforzamento della pressione diplomatica per il rispetto del diritto internazionale. “È in gioco – conclude il parroco – la sicurezza, la dignità e la possibilità stessa per la popolazione di Taybeh di continuare a vivere nella propria terra”.
Corpus Domini: Napoli, domani il card. Battaglia presiede la messa in cattedrale, seguita dalla processione eucaristica dal duomo a Santa Caterina a Formiello
Domani, giovedì 4 giugno la Chiesa di Napoli celebra la solennità del Santissimo Corpo e Sangue del Signore. Alle 19, nella chiesa cattedrale, il cardinale arcivescovo Mimmo Battaglia presiederà la celebrazione eucaristica. Al termine della messa avrà luogo la tradizionale processione eucaristica per le strade del centro cittadino (via Tribunali, piazza Enrico De Ncola), che si concluderà con la benedizione nella parrocchia di Santa Caterina a Formiello.
In ragione della solennità diocesana, la sera del 4 giugno saranno sospese le celebrazioni nelle parrocchie e nelle rettorie delle municipalità del comune di Napoli, affinché l’intera comunità ecclesiale possa stringersi attorno al proprio pastore in un unico atto di fede e di adorazione.
Come da tradizione, la domenica successiva, 7 giugno, la solennità sarà celebrata in tutti i comuni dell’arcidiocesi, con le processioni e le iniziative proprie di ciascuna comunità.
Cisgiordania: Taybeh, escalation di incursioni dei coloni. Padre Fawadleh (parroco), “minacciata la vita della comunità cristiana”
Nuovo e dettagliato rapporto sulle violenze e le intimidazioni subite dalla popolazione di Taybeh nel mese di maggio 2026 è stato diffuso oggi dal parroco latino, padre Bashar Fawadleh. Il documento, inviato a media, diplomazie e organizzazioni internazionali, e pervenuto al Sir, accende i riflettori su una situazione definita “in costante e grave escalation” che colpisce l’unico villaggio interamente cristiano della Cisgiordania. Nel testo il parroco denuncia un aumento significativo, per numero e gravità, degli attacchi dei coloni, con conseguenze dirette sulla vita quotidiana dei residenti, sulle attività economiche e sull’accesso alle terre agricole. Secondo il parroco, si tratta di “pratiche sistematiche che puntano a creare condizioni coercitive attraverso intimidazioni, restrizioni e progressiva espansione del controllo sui terreni palestinesi”. Tra gli episodi segnalati, la creazione di un nuovo avamposto nell’area della rotonda di Caramelo e della comunità di Abu Faza’, con il trasferimento di bestiame, tra cui 50 cammelli, e il taglio della principale fonte idrica, mettendo a rischio la sopravvivenza di residenti e allevamenti.
Incursioni dei coloni a Taybeh, (Foto B. Fawadleh)
Denunciata anche la presenza quotidiana di coloni nelle aree della cava e del cementificio, con lavoratori ripetutamente cacciati e attività economiche compromesse. Il 18 maggio è stata registrata l’irruzione in un’abitazione civile, mentre il giorno successivo si è verificato un tentativo di incendio di veicoli. Frequenti anche le incursioni nei quartieri residenziali, con mezzi fuoristrada, che alimentano paura soprattutto tra donne e bambini. La situazione – riferiscono i residenti – è ulteriormente peggiorata nei primi giorni di giugno. Gruppi di coloni, utilizzando quad e altri veicoli, avrebbero intensificato le incursioni fino al centro del paese. Il 2 giugno, nell’area nord-orientale vicino alla Orthodox Housing Road, sarebbero state bloccate alcune strade e interrotti lavori edilizi; il 3 giugno nuovi passaggi sono stati segnalati anche lungo la via principale fino alla zona della chiesa di San Giorgio (Al-Khadr). Il rapporto evidenzia un impatto umanitario ed economico pesante: insicurezza crescente, danni alle fonti di reddito, difficoltà nell’accesso alle terre e alle risorse idriche, e timori di uno sfollamento forzato. Le violazioni, sottolinea padre Fawadleh, contravvengono al diritto internazionale umanitario e ai diritti umani fondamentali. Da qui l’appello urgente alla comunità internazionale per attivare interventi immediati per fermare le violenze, garantire protezione ai civili, avviare indagini indipendenti e assicurare responsabilità. Tra le richieste, anche la tutela delle terre agricole, il ripristino delle risorse essenziali e un rafforzamento della pressione diplomatica per il rispetto del diritto internazionale. “È in gioco – conclude il parroco – la sicurezza, la dignità e la possibilità stessa per la popolazione di Taybeh di continuare a vivere nella propria terra”.
Commissione Ue: misure per sovranità tecnologica. “Ambizione di diventare un continente dell’intelligenza artificiale”
Le misure proposte oggi dalla Commissione con il “pacchetto europeo sulla sovranità tecnologica” vorrebbero sostenere “l’ambizione dell’Ue di diventare un continente dell’intelligenza artificiale”, “rafforzano la sua autonomia digitale e contribuiscono a costruire un futuro digitale più sostenibile”. L’iniziativa della Commissione arriva mentre l’Europa “rimane fortemente dipendente dai fornitori al di fuori dell’Unione europea per le tecnologie digitali di base e mentre la domanda di capacità di calcolo aumenta bruscamente con la diffusione dell’Ia”. Il pacchetto è “concepito per ridurre le dipendenze strutturali e garantire che l’Europa possa sviluppare, diffondere e mettere in sicurezza le tecnologie su cui gli europei fanno affidamento”. Da qui le proposte su semiconduttori, cloud, autonomia digitale attraverso l’open source, digitalizzazione del sistema energetico. Teresa Ribera, vicepresidente esecutiva per una transizione pulita, giusta e competitiva (questa la delega affidata a Ribera) commenta: “La digitalizzazione del sistema energetico è la possibilità per l’Europa di ottenere di più dalle stesse infrastrutture di cui disponiamo e di ridurre le bollette per i consumatori. Questo pacchetto coglie questa opportunità e garantisce che la crescente domanda dei centri dati funzioni con la rete, non contro di essa; quindi, l’ambizione digitale dell’Europa alimenta la transizione energetica piuttosto che competere con essa”.
Carceri: Firenze, gli studenti del Michelangiolo suonano per i detenuti di Sollicciano
Gli studenti suonano per i detenuti. Il concerto “La ballata del Miche”, in programma oggi, mercoledì 3 giugno, alle 20.30, al teatro Puccini, organizzato dal liceo Michelangiolo di Firenze sarà in favore di Pantagruel, l’associazione che opera per tutelare i diritti dei detenuti nel carcere di Sollicciano.
La collaborazione tra la scuola e Pantagruel è nata grazie al progetto. Inserito nel programma Le Chiavi della città del Comune di Firenze, che ha portato i volontari dell’associazione in 14 scuole, medie e superiori, dell’area metropolitana, e facendo 40 incontri con le classi e intervenendo nelle assemblee studentesche.
“Abbiamo raccontato ai ragazzi la nostra esperienza nella casa circondariale di Sollicciano, di cosa vuol dire vivere in carcere, dei diritti negati”, affermano da Pantagruel. “Una luce su un tema che sembra lontano, fuori dalla città ma che è invece molto vicino anche all’ambiente dei giovani, visto l’attuale sovraffollamento negli Istituto penitenziari minorili e la presenza a Sollicciano di un significativo numero di detenuti con età inferiore ai 25 anni. In alcuni incontri siamo stati coinvolti direttamente dal coordinatore didattico del Cpia1 (Centro provinciale per l’istruzione degli adulti) di Sollicciano che ha organizzato le attività e permesso anche agli studenti di entrare in carcere con uno scambio diretto con i detenuti”.
In uno di questi incontri è nata l’amicizia tra gli studenti del Michelangiolo e Pantagruel, che ha portato alla presenza dell’associazione, con un banchino informazioni, al concerto di oggi al Puccini.
“Di questo coinvolgimento non possiamo che ringraziare sia gli studenti che la classe docente che ha reso possibile tutto questo”, concludono da Pantagruel.
Persone con disabilità: Uildm, la piattaforma Sostegninrete per favorire l’incontro con assistenti qualificati
È stata presentata il 22 maggio 2026 a Padova, Sostegninrete, la piattaforma digitale in Italia che mette in contatto persone con disabilità e assistenti personali, come ricorda una nota diffusa oggi dall’Uildm – Unione italiana lotta alla distrofia muscolare. L’iniziativa, promossa da Uildm e sostenuta da Intesa Sanpaolo attraverso il Programma Formula in collaborazione con Cesvi, nasce per offrire uno strumento concreto a sostegno dell’autonomia e della qualità della vita, favorendo la promozione dell’assistenza personale per la persona con disabilità.
Il tema dell’assistenza personale per le persone con disabilità è ancora oggi una delle sfide più complesse del welfare italiano. Il carico dell’assistenza delle persone con disabilità grava principalmente sulle famiglie. In questo quadro così complesso, ricorda la nota dell’Uildm, Sostegninrete è il primo spazio digitale gratuito, sicuro e accessibile, pensato per facilitare l’incontro tra domanda e offerta di assistenza personale. La piattaforma nasce per mettere in contatto due esigenze complementari: da un lato quelle delle persone con disabilità che cercano assistenza e risposte adeguate ai propri bisogni; dall’altro, quelle delle e degli assistenti personali, che attraverso questo strumento possono promuovere le loro competenze professionali e trovare opportunità di lavoro. Si tratta di uno strumento grazie al quale la persona con disabilità può individuare l’assistente più adatto alle proprie esigenze filtrando i profili per competenze, disponibilità e area geografica. La piattaforma è stata sviluppata con il coinvolgimento diretto e partecipato di un gruppo di tester composto da persone con disabilità e caregiver, che ne hanno verificato l’accessibilità e la rispondenza ai bisogni reali. Oltre alla funzione di matching, la piattaforma offre anche l’area “Materiali utili” dedicata alla Vita indipendente e ai temi dell’assistenza personale e della disabilità, con guide e contenuti formativi che verranno progressivamente ampliati.
“Sostegninrete si propone come uno strumento di innovazione sociale e di empowerment per persone con disabilità e caregiver, favorendo l’incontro con assistenti qualificati. Una delle priorità di Uildm è promuovere l’autonomia delle persone con malattie neuromuscolari e sostenere la costruzione di progetti di vita personalizzati. Sostegninrete è una piattaforma ideata e realizzata dalla nostra comunità, pensata per essere concreta e accessibile: vuole supportare i desideri, le esigenze e i percorsi evolutivi della persona, creando un dialogo autentico con le e gli assistenti personali e contribuendo al riconoscimento professionale di questa figura, ancora poco definita nel panorama italiano”, dichiara Stefania Pedroni, presidente nazionale dell’Uildm.
Sostegninrete, a sette mesi dalla sua messa online, ha già oltre 1.100 iscritti: 690 persone con disabilità e 478 assistenti personali con 83 match attivi che si sono trasformati in un incontro reale. A livello geografico, le regioni più presenti sulla piattaforma sono Lombardia, Lazio, Piemonte e Veneto.
Commissione Ue: misure per sovranità tecnologica. Autonomia e resilienza digitali. Von der Leyen, “si tratta di proteggere i nostri cittadini”
Garantire la base dei semiconduttori per l’ambizione europea in materia di intelligenza artificiale; costruire la capacità di cloud e Ia dell’Europa; rafforzare l’autonomia digitale attraverso l’open source; digitalizzare il sistema energetico europeo garantendo nel contempo una digitalizzazione sostenibile. La Commissione europea ha presentato oggi il “pacchetto europeo sulla sovranità tecnologica”, contenente una serie di misure volte a rafforzare la capacità dell’Europa in materia di semiconduttori, intelligenza artificiale, cloud e open source. La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha dichiarato: “Non possiamo permetterci di dipendere da altri per le tecnologie che mantengono in funzione i nostri ospedali, le nostre reti energetiche stabili e i nostri servizi sicuri. Si tratta di proteggere i nostri cittadini, difendere i nostri interessi e fare le nostre scelte. L’Europa ha il talento, l’eccellenza della ricerca, la base industriale e il mercato unico. Insieme, dobbiamo trasformare questi punti di forza in sovranità tecnologica”. Il pacchetto comprende due proposte legislative: la legge sui chip 2.0 e la legge sullo sviluppo del cloud e dell’Ia, nonché la strategia open source e una tabella di marcia strategica per la digitalizzazione e l’Ia nel settore dell’energia. Prima dell’adozione e dell’entrata in vigore, le proposte legislative dovranno essere negoziate dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell’Ue.
Braccianti bruciati vivi: Libera, “tragedia annunciata, dove ancora una volta i braccianti sono vittime di un sistema che umilia, sfrutta e uccide”
“Ad Amendolara si è consumata “l’ennesima tragedia annunciata, dove ancora una volta i braccianti sono vittime di un sistema che umilia, sfrutta e uccide. Un sistema malato, quello del caporalato, un ambito di quell’economia mafiosa che paga, quando paga, al di sotto delle tariffe stabilite dai contratti collettivi, con orari di lavoro senza limiti, riposi ridotti al minimo, e nessuna misura di sicurezza, comportando maggiori rischi di incidenti e infortuni mortali”. Lo si legge in una nota diffusa oggi da Libera sulla tragedia di Amendolara, dove quattro braccianti sono stati bruciati vivi. “Un sistema criminale, come raccontato dal superstite della tragedia immane di Amendolara, alimentato, beffardamente, da propri connazionali che diventano i primi carnefici. Un crimine – scrive Libera – che umilia le persone nel nome della logica del profitto, funzionale ad un’economia, anch’essa malata, che richiede manodopera a bassissimo costo così da poter abbassare i costi di produzione, creando in tal modo una concorrenza criminale che penalizza le aziende sane a vantaggio di chi sfrutta e ricatta i lavoratori in campagna, nei cantieri, in edilizia e in molte imprese dove si lavora come schiavi del capitalismo e del consumismo”. Per Libera in tutto questo hanno “facile gioco le mafie: quelle internazionali che gestiscono la tratta e quelle locali che controllano il caporalato o assoldano manodopera criminale a basso costo fra i disperati. Ma a prosperare è anche un sistema di illegalità che non è mafioso in senso stretto, eppure con le mafie condivide il disprezzo per la vita umana”. Alla “commozione” di queste ore bisogna “far seguire azioni vere e concrete per fare in modo che questo ennesimo sacrificio non sia stato vano. Quei quattro corpi carbonizzati – conclude Libera – devono gridare forte alle nostre coscienze, devono inchiodare alle nostre responsabilità. Un’assunzione di responsabilità, anzitutto, da parte della politica complice attraverso una serie di politiche sull’immigrazione che costringe tanti migranti a vivere come fantasmi, privandoli del semplice diritto di esistere sul suolo italiano e quindi senza poter rivendicare come lavoratore, o da inquilino, o da malato, o semplicemente come essere umano. Fantasmi alimentati da una politica miope che non vede gli alloggi sovraffollati o le condizioni disumane dei ghetti, come nel caso della baraccopoli di San Ferdinando. Oggi abbiamo una buona legge sul caporalato, che però, per volontà o negligenza, non viene messa in condizione di funzionare”. Come “consumatrici e consumatori, cittadine e cittadini siamo chiamati alle nostra assunzione di responsabilità scegliendo consumi compatibili con la dignità della persone, denunciando le complicità agli alti livelli”: “servono più occhi lucidi, ma non di commozione passeggera: ma di impegno quotidiano, di consapevolezza rispetto alle aberrazioni di un sistema per non morire anche noi di indifferenza e rassegnazione”.
Commissione Ue: Semestre europeo, pacchetto di primavera. Sorveglianza di bilancio e squilibri macroeconomici. Italia sotto osservazione
Nella primavera del 2026 la Commissione ha valutato la conformità degli Stati membri al quadro di bilancio dell’Ue. La valutazione – è precisato nei documenti del pacchetto sul Semestre europeo, illustrati oggi, riguarda sia il 2025 che il 2026 e si concentra sulla crescita della spesa netta, “tenendo conto della flessibilità prevista dalla clausola di salvaguardia nazionale per la difesa, se del caso”. Per quanto riguarda gli Stati membri soggetti alla procedura per i disavanzi eccessivi, la Commissione raccomanda oggi al Consiglio di abrogare la procedura per i disavanzi eccessivi nei confronti di Malta. Per Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Ungheria, Italia, Polonia, Romania e Slovacchia, la Commissione “ha ritenuto che fossero state adottate misure efficaci per correggere il disavanzo eccessivo. Pertanto, in questa fase non è necessario adottare ulteriori misure nell’ambito della procedura per i disavanzi eccessivi”.
Per gli Stati membri che beneficiano di un periodo di aggiustamento di bilancio di sette anziché quattro anni nel contesto dei loro piani a medio termine (Belgio, Germania, Spagna, Francia, Italia, Austria, Romania e Finlandia), la Commissione ha anche valutato “l’attuazione delle fasi principali degli impegni di riforma e di investimento alla base della proroga, tenendo conto delle informazioni fornite nelle relazioni annuali sui progressi compiuti . Nel complesso, la Commissione ritiene che tutti gli Stati membri interessati abbiano rispettato i loro impegni in modo soddisfacente”.
“In futuro, gli Stati membri che intraprendono azioni per rafforzare la sicurezza energetica dell’Europa e accelerare la transizione dai combustibili fossili potrebbero richiedere una flessibilità di bilancio limitata nell’ambito dell’attuale clausola di salvaguardia nazionale per la spesa per la difesa”.
La Commissione ha poi valutato l’esistenza di squilibri macroeconomici per sette Stati membri. “Nell’ultimo anno le vulnerabilità si sono evolute in modo diverso nei vari Stati membri e in diversi casi si sono ridotte, mentre di recente l’incertezza è aumentata. La Grecia, i Paesi Bassi e la Svezia non presentano più squilibri in quanto le loro vulnerabilità macroeconomiche sono diminuite nel corso degli anni. L’Italia, l’Ungheria e la Slovacchia continuano a presentare squilibri, in quanto le loro vulnerabilità rimangono significative. La Romania continua a presentare squilibri eccessivi, in quanto le sue vulnerabilità rimangono gravi”.
Brasile: vescovi su norme per assistenza a minori vittime di violenza sessuale, “approvazione legittima, disciplina materia di grande complessità”
La Conferenza nazionale dei vescovi del Brasile (Cnbb) ha inviato ieri una lettera a tutti i senatori, in occasione della valutazione del Progetto di decreto legislativo (Pdl) n. 3/2025, che è stato approvato con carattere di urgenza dalla Camera dei deputati e, attualmente, si trova in esame al Senato federale, in fase di transizione alla Commissione per i Diritti umani e la legislazione partecipativa. Il Pdl ha come obiettivo quello di sospendere gli effetti della Risoluzione n. 258/2024 del Consiglio nazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (Conanda), normativa che stabiliva le regole per l’assistenza sanitaria dei bambini e degli adolescenti vittime di violenza sessuale.
Nella lettera, la Cnbb evidenzia che “la Risoluzione n. 258/2024 del Conanda solleva rilevanti interrogativi circa l’estensione della sua portata normativa e circa l’adeguatezza dello strumento utilizzato per disciplinare una materia di elevata complessità giuridica, morale e sociale”. La Cnbb considera “legittima e necessaria” la valutazione del Pdl n. 3/2025 da parte del Senato Federale, ritenendo che la materia offra al Parlamento “l’opportunità di riaffermare il proprio ruolo costituzionale”, nella deliberazione di questioni di elevata rilevanza per la vita nazionale.
“Nel valutare il Pdl n. 3/2025, auspichiamo che consideriate, al di sopra di interessi circostanziali o pressioni ideologiche, la difesa incondizionata della vita umana, della dignità della persona, della protezione integrale dei bambini e degli adolescenti, della valorizzazione della famiglia e della sicurezza giuridica, principi che costituiscono pilastri indispensabili per la costruzione di una società veramente giusta e solidale”, scrivono i vescovi.
Commissione Ue: Semestre europeo, pacchetto di primavera. Non solo economia: raccomandazioni su ricerca, istruzione, lavoro, lotta alla povertà e alloggi
Per rafforzare la competitività dell’Ue, il pacchetto di primavera del Semestre europeo, presentato oggi a Bruxelles, invita gli Stati membri ad adottare misure politiche nei seguenti settori: garantire la sostenibilità di bilancio e preservare la stabilità macroeconomica; colmare il divario in materia di innovazione e stimolare gli investimenti in ricerca e sviluppo; diminuire gli ostacoli al mercato unico; semplificare i quadri normativi e ridurre gli oneri amministrativi; accelerare la transizione verso l’energia pulita a prezzi accessibili; promuovere il risparmio nei regimi pensionistici complementari e migliorare l’accesso ai finanziamenti per l’innovazione; fornire servizi pubblici semplici e digitali e promuovere la trasformazione digitale; promuovere posti di lavoro di qualità, rendere i mercati del lavoro più equi e investire nel capitale umano, conciliando istruzione, formazione e competenze con le esigenze del mercato del lavoro. Si aggiunge l’obiettivo di “combattere la povertà, migliorare la protezione sociale e promuovere l’accesso all’assistenza sanitaria e all’assistenza a lungo termine e la loro accessibilità economica, aumentare la coesione economica, sociale e territoriale e ridurre le disparità tra le regioni, aumentare l’accessibilità economica degli alloggi”.
Commissione Ue: Semestre europeo, pacchetto di primavera. Minzatu, “capitale umano componente fondamentale della strategia economica”
“Le crescenti tensioni globali, i maggiori rischi per la sicurezza e le sfide legate al clima, insieme alla volatilità dei prezzi dell’energia e alle persistenti pressioni sul costo della vita, continuano a pesare sull’economia europea, colpendo sia le famiglie che le imprese”. In risposta, il pacchetto di primavera del Semestre europeo, illustrato oggi a Bruxelles, in linea con la “bussola per la competitività dell’Unione”, fornisce “orientamenti per l’azione verso le principali priorità dell’Ue”. Si concentra “sullo sblocco del pieno potenziale del mercato unico, colmando il divario di innovazione, accelerando la decarbonizzazione e riducendo le dipendenze strategiche, promuovendo nel contempo l’occupazione e le competenze, affrontando la crisi abitativa e garantendo l’equità e la coesione sociali”: così almeno nelle intenzioni della Commissione. L’Eurogruppo e il Consiglio dell’Unione europea discuteranno ora i documenti presentati nel pacchetto di primavera al fine di approvare gli orientamenti offerti.
Secondo Stéphane Séjourné, vicepresidente esecutivo per la prosperità e la strategia industriale, “la competitività dell’Europa inizia con le riforme. Modernizzando le nostre economie ed eliminando gli ostacoli di lunga data, gli Stati membri possono creare il margine di bilancio necessario per investire nelle industrie, nelle tecnologie e nelle competenze del futuro. Una maggiore convergenza economica in tutta Europa è anche una condizione fondamentale per un mercato unico più profondo ed efficace”.
Roxana Mînzatu, vicepresidente con delega a diritti sociali e competenze, dichiara a sua volta: “Il pacchetto di primavera segna un importante cambiamento politico nel Semestre europeo: il capitale umano è una componente fondamentale della strategia economica europea. Per la prima volta, stiamo traducendo la raccomandazione a livello dell’Ue sul capitale umano in orientamenti concreti specifici per Paese destinati agli Stati membri. Ciò significa guardare dove ogni Paese deve agire in modo che le riforme e gli investimenti vadano dove contano di più. Perché un’Unione che investe in competenze, posti di lavoro di qualità e tenore di vita è un’Unione che può superare la concorrenza, l’innovazione e qualsiasi sfida”.
Commissione Ue: Semestre europeo, pacchetto di primavera. Tabella di marcia per resilienza economica e coesione sociale
“Assicurare la stabilità di bilancio, chiudere lacune innovative, favorire la sicurezza energetica, rafforzare istruzione, competenze ed equità sociale”. Sono gli obiettivi principali delle raccomandazioni fornite oggi agli Stati membri dell’Unione europea annunciati in conferenza stampa a Bruxelles da Valdis Dombrovskis, commissario per l’economia”. Il quale ha precisato: “Presentiamo questo pacchetto in un momento di profonda incertezza geopolitica e di intensificazione della concorrenza globale. Competitività e sostenibilità di bilancio vanno di pari passo. Entrambi sono essenziali per la prosperità, la resilienza e la sovranità a lungo termine dell’Europa. Le raccomandazioni di oggi delineano un percorso chiaro verso questi obiettivi. La strada da percorrere richiederà uno scopo condiviso, determinazione, adattabilità e uno sforzo sostenuto da tutti noi. La Commissione è pienamente impegnata a sostenere gli Stati membri in ogni fase del processo”. La Commissione ha infatti adottato il pacchetto di primavera del Semestre europeo 2026, comprendente numerosi documenti, che stabilisce “orientamenti strategici per gli Stati membri, con particolare attenzione al rafforzamento della competitività, dell’autonomia strategica, della resilienza economica e sociale e della coesione dell’Ue, mantenendo nel contempo la sostenibilità di bilancio”.
Iraq: Porte aperte/open doors, giovane cristiana ottiene dal tribunale il riconoscimento della propria fede nei documenti ufficiali
Una sentenza destinata a fare giurisprudenza per le minoranze religiose irachene arriva da un tribunale dell’Iraq, che ha riconosciuto a una giovane donna cristiana il diritto di correggere la propria appartenenza religiosa nei registri dello Stato. La notizia è stata resa nota da Porte Aperte/Open Doors, che sottolinea come il caso possa aprire la strada ad altri cittadini che si trovano in situazioni analoghe. Protagonista della vicenda è Maryam (pseudonimo) che, pur essendo cresciuta nella fede cristiana, risultava ufficialmente registrata come musulmana. La situazione derivava dall’applicazione dell’articolo 26(2) della legge n. 3 del 2016, secondo cui i figli minorenni devono seguire la religione del genitore convertito all’islam. Dopo il matrimonio della madre con un uomo musulmano, infatti, il suo status religioso era stato modificato automaticamente nei registri governativi. Raggiunta la maggiore età, Maryam ha deciso di avviare un’azione legale per ottenere il riconoscimento della propria identità religiosa. Nel gennaio 2025 ha presentato ricorso e il tribunale le ha ora dato ragione, stabilendo il suo diritto a scegliere liberamente la propria religione e a vederla correttamente riportata nei documenti ufficiali. Secondo Adf International, organizzazione impegnata nella difesa legale della libertà religiosa che ha sostenuto il caso, il governo iracheno dovrebbe presentare appello davanti alla Corte Federale di Cassazione. Se la decisione dovesse essere confermata, potrebbe costituire un precedente importante per altre persone che desiderano correggere la propria registrazione religiosa. La sentenza richiama l’attenzione su una questione che interessa diversi Paesi del Medio Oriente, dell’Asia meridionale e del Sud-est asiatico, dove l’appartenenza religiosa registrata dallo Stato è spesso difficile da modificare. Registrazioni imposte o non corrispondenti alla fede effettivamente professata possono avere conseguenze rilevanti nella vita quotidiana: dall’istruzione religiosa dei minori alle norme sul matrimonio, dall’eredità al diritto di famiglia, fino all’applicazione di differenti sistemi giuridici. Le due sorelle minori di Maryam risultano ancora registrate come musulmane, ma potranno intraprendere un percorso analogo una volta raggiunta la maggiore età.
Braccianti bruciati vivi: Sant’Egidio, una tragedia che non può essere messa in secondo piano
“Frastornati dal gran flusso di notizie gravi, come quelle che provengono dalle innumerevoli guerre in atto, non possiamo però considerare una notizia ‘minore’, per il nostro paese, quella dei quattro braccianti bruciati vivi ad Amendolara, nelle campagne del cosentino: tre afghani e un pakistano che ogni giorno, con grandi sacrifici e salari da fame, contribuivano alla tenuta della nostra economia agricola. Si tratta di una tragedia orribile da condannare con forza e stigmatizzare, frutto di un caporalato spietato, gestito da oscure mafie locali, che operano spesso anche attraverso mani straniere, di cui si parla troppo poco”. Lo scrive oggi la Comunità di Sant’Egidio in una nota dopo la morte di quattro braccianti agricoli in Calabria, brucati nel loro minivan. La Comunità di Sant’Egidio, manifestando il suo “cordoglio” alle famiglie delle vittime, invita cittadini e istituzioni a “combattere l’odio e lo sfruttamento di cui sono vittime migliaia di migranti, costretti a vivere ai margini della società, senza possibilità di integrazione. Perché vengano migliorate le loro condizioni di lavoro e non accadano più tragedie come quella di Amendolara o come quella del giugno di due anni fa, quando il bracciante di origine indiana, Satman Singh, venne lasciato morire senza soccorsi nelle campagne di Latina”. Occorre “arginare una volta per tutte – conclude la nota – un caporalato che gioca sulla pelle di tante persone che contribuiscono, in condizioni molto dure, alla nostra economia”.
Scarp de’ tenis: dossier su cambiamento climatico e agricoltura. Lampertico (direttore): “Ci riguarda tutti da vicino”
“C’è qualcosa di strano nel comprare un avocado coltivato in Sicilia. Fino a pochi anni fa era inimmaginabile. Eppure eccolo lì, sugli scaffali, con l’etichetta che indica l’origine. E insieme all’avocado, le banane, il mango, il frutto della passione, che fino a pochi anni fa importavamo da Paesi lontani e ora invece crescono a casa nostra. Il clima sta ridisegnando l’Italia agricola, e lo fa in silenzio, un raccolto dopo l’altro”. È questo il senso del titolo di copertina del nuovo numero della rivista di strada “Scarp de’ tenis”, promossa dalla Caritas: “Cambio campo”. Il direttore Stefano Lampertico spiega: “Al sud, dove per secoli si è coltivato il pomodoro sotto il sole, la siccità prolungata sta rendendo impossibile andare avanti. E così la produzione si sposta a nord, in Pianura Padana, fino in Lombardia, fino in Veneto. L’olio d’oliva si produce in Valtellina e in Alto Adige. Il vino, con le temperature in aumento, diventa più dolce e più alcolico — un problema serio per chi deve rispettare i disciplinari dei grandi marchi — e allora i vignaioli spostano le vigne in altitudine, cercando il fresco che la pianura non dà più”. Nel presentare il dossier della rivista, Lampertico sottolinea: “È una trasformazione profonda, silenziosa, che tocca il lavoro, il reddito, le abitudini di centinaia di migliaia di persone. Gli agricoltori italiani negli ultimi anni hanno dovuto fare i conti con ondate di calore sempre più intense, grandinate improvvise, gelate fuori stagione, alluvioni. Chi lavora la terra lo sa: non c’è più un’annata ‘normale’. Il cambiamento climatico ci riguarda tutti da vicino. Perché porta con sé conseguenze e cambiamenti profondi”. Il dossier è presente nel numero di giugno della rivista, in vendita davanti alle parrocchie e disponibile on line.
Papa in Spagna: Bruni, “dialogo per la pace, in questo tempo di conflitto e di riabilitazione dei conflitti”
“Comprendere il mondo, cercando l’incontro, il dialogo e la pace, in questo tempo di conflitto e di riabilitazione dei conflitti”. Sarà questo uno degli obiettivi del viaggio del Papa in Spagna, in programma dal 6 al 12 giugno. Lo ha detto il direttore della Sala stampa della Santa Sede, Matteo Bruni, nel briefing odierno in sala stampa vaticana. Al centro del quarto viaggio apostolico internazionale di Leone XIV, ha detto inoltre il portavoce vaticano, ci saranno anche “il dialogo e la cultura come strumenti per superare la polarizzazione e il ruolo della Chiesa di Spagna, e più in generale di tutta la sua storia, come un tesoro prezioso per affrontare con maturità la complessità di questo tempo”. “La Spagna e l’Europa sono una parte costitutiva del dibattito pubblico, ad esempio su questioni come la difesa della vita e di ogni vita, specie quella dei più vulnerabili all’interno della famiglia”, ha proseguito Bruni: “In un Paese caratterizzato da una forte secolarizzazione, ma con una radicata presenza cristiana, il Papa incontrerà la fede di un popolo con grandi tradizioni popolari, simbolo di una Chiesa che non si chiude nelle chiese ma cammina nelle strade, di una fede non da museo ma che affronta il futuro, incontrando soprattutto i giovani per disegnarlo insieme a loro”. Quello in Spagna sarà il primo viaggio dopo la “Magnifica Humanitas” e, per il portavoce vaticano, è probabile che “ci siano riferimenti alla sua prima enciclica, al dialogo col mondo della cultura e della tecnica, attraverso una riflessione sul progresso tecnologico e le sfide dell’umano”. Da non dimenticare, infine, il tema dei migranti, centrale nella tappa alle Canarie.
Colombia: i vescovi dopo il primo turno elettorale, “preoccupati per intensificazione di scontri e aggressione verbale”
Dopo il primo turno delle elezioni presidenziali, svoltosi domenica scorsa, e in vista del ballottaggio presidenziale che si terrà il 21 giugno, tra Abelardo de la Espriella e Iván Cepeda, i vescovi rivolgono un appello urgente ai candidati, agli attori politici e a tutta la cittadinanza affinché “rigettino la violenza verbale, promuovano una comunicazione responsabile e rafforzino la convivenza democratica”. Attraverso il messaggio intitolato “Disarmiamo le parole e contribuiremo a disarmare la Colombia”, la Presidenza della Conferenza episcopale (Cec) esprime la propria preoccupazione per il tono che ha caratterizzato il dibattito politico nazionale e per l’impatto che questo può avere sull’unità sociale e sulla costruzione della pace. I vescovi avvertono che, dopo il primo turno presidenziale, si è intensificata una dinamica di confronto che legittima l’aggressione verbale e deteriora il rispetto per la dignità delle persone.
Nella nota si manifesta una speciale preoccupazione per l’uso strategico di emozioni come la paura, l’indignazione e la vendetta, all’interno della dinamica democratica. La strumentalizzazione di questi sentimenti mette la cittadinanza a rischio di una maggiore frattura sociale e può alimentare scenari di violenza. “Trasformare la politica in una dinamica segnata dalla paura, dall’odio e dalla polarizzazione indebolisce la deliberazione razionale, rompe il riconoscimento reciproco tra i cittadini e finisce per erodere le basi etiche della democrazia”, si legge. Di fronte a questa situazione, l’episcopato invita i colombiani ad agire con serenità e buonsenso, e a esigere che il dibattito elettorale si incentri sulle proposte per rispondere alle principali necessità del Paese e sulla promozione di valori come l’equità, la giustizia, l’unità, il perdono, la riconciliazione e la pace. In modo particolare, a coloro che aspirano alla Presidenza e Vicepresidenza della Repubblica, i vescovi riferiscono la trascendenza delle loro parole e azioni in questo momento decisivo per la nazione. “La vostra responsabilità è enorme, delicata e decisiva”, affermano, esortandoli allo stesso tempo a promuovere la pace e il dialogo come cammini per la costruzione del futuro del Paese. In questo contesto, ricordano che “passeranno alla storia coloro che seminano la pace, non coloro che mietono vittime”, e invitano a riconoscere negli altri non dei nemici da sconfiggere, bensì persone con le quali è possibile dialogare e costruire accordi.
Papa in Spagna: Bruni, il programma ufficiale
Sette giorni, quattro tappe (Madrid, Barcellona, Las Palmas de Gran Canaria e Santa Cruz de Tenerife) e 22 discorsi, tutti in spagnolo tranne uno in francese, nel centro di accoglienza per migranti “Las Raíces”, a Tenerife, dove molti migranti sono di origine francofona. È il viaggio del Papa in Spagna, meta del suo quarto viaggio apostolico internazionale. L’aereo con a bordo Leone XIV – ha reso noto il direttore della Sala stampa della Santa Sede, Matteo Bruni, nel briefing di oggi – partirà sabato 6 giugno, alle 8, da Fiumicino con destinazione Madrid, dove atterrerà alle 10.30. Alle 11.30 la cerimonia di benvenuto nel Palazzo reale, la visita di cortesia ai reali di Spagna e, alle 12.30, l’incontro con le autorità, la società civile e il corpo diplomatico, occasione del primo discorso del Papa. Nel pomeriggio, alle 17.40, la visita al progetto sociale “Cedia 24 horas”, con l’incontro con tutti gli assistiti del progetto, in programma alle 18. Alle 18.40 il rientro in nunziatura e, alle 20.10, il trasferimento in Plaza de Lima per la veglia di preghiera con i giovani. Alle 22 il rientro in nunziatura.
Domenica 7 giugno, alle 9.15, il trasferimento in Plaza de Cibeles per la messa, in programma alle 10, al termine della quale si svolgerà la processione del Corpus Domini. Alle 13 il rientro in nunziatura, dove alle 16 è in programma l’incontro privato con i religiosi agostiniani. Alle 17 il Papa si trasferirà alla Movistar Arena, dove alle 18 è in programma l’incontro con il mondo della cultura, dell’arte, dell’economia e dello sport.
Lunedì 8 giugno, in mattinata, il Papa incontrerà in nunziatura, in forma privata, il presidente del governo. Alle 10.15 Leone XIV incontrerà il Congresso dei deputati e i membri del Parlamento spagnolo. Alle 11.15 si svolgerà l’incontro con i vescovi spagnoli; alle 12.45 il rientro in nunziatura e il pranzo con i vescovi. Alle 17.40 il Pontefice si recherà in auto alla cattedrale dell’Almudena, dove alle 18 renderà omaggio alla Vergine. Al termine, il Papa e il cardinale di Madrid si recheranno allo stadio Santiago Bernabéu per l’incontro, alle 19, con la comunità diocesana. Alle 20 il rientro in nunziatura.
Martedì 9 giugno il trasferimento a Barcellona, con arrivo alle 12.30 in aeroporto. Alle 12.45, in cattedrale, la preghiera dell’ora media, con l’omelia del Santo Padre. Nel pomeriggio Leone XIV incontra il presidente della Generalità della Catalogna; alle 17 l’incontro con i religiosi agostiniani. Alle 20 la veglia allo Stadio olimpico Lluís Companys, con il dialogo con i giovani e l’omelia, prima del rientro alla casa arcivescovile, alle 21.30.
Mercoledì 10 giugno la visita al centro penitenziario “Brians 1”. Alle 11.20 il Papa si trasferisce all’abbazia di Montserrat, dove alle 12 è prevista la recita del rosario. Alle 13 il pranzo con la comunità benedettina, alle 15.30 l’incontro con le associazioni caritative. Alle 18.30 la messa nella basilica della Sagrada Família, seguita alle 19.30 dall’inaugurazione della Torre di Gesù Cristo. Alle 21.45 il rientro nella casa arcivescovile.
Giovedì 11 giugno, alle 8.15, il volo verso Gran Canaria, dove alle 11 è in programma l’incontro con i migranti nel porto di Arguineguín. Alle 12.40 il trasferimento nella cattedrale di Sant’Anna, dove alle 13.30 si svolgerà l’incontro con i vescovi, il clero e i religiosi. Alle 17.50 il trasferimento allo stadio, luogo della messa alle 18.30; alle 20 il rientro in sagrestia e il ritorno alla casa arcivescovile. Venerdì 12 giugno, a Tenerife, alle 9.20, l’incontro con alcune centinaia di migranti del centro “Las Raíces”, cui seguirà, alle 10, l’incontro con le realtà di integrazione dei migranti in Plaza del Cristo de La Laguna. Alle 11.10 il ritorno nella casa arcivescovile. Alle 11.50 il trasferimento al porto, con la messa alle 12.15. Alle 14.15 il trasferimento in aeroporto per la cerimonia di congedo; alle 15 la partenza per Roma, con arrivo previsto alle 20.40.
Farmacisti Cattolici: Silvia Izzo la nuova presidente
Una nuova presidenza per Ucfi (Unione Cattolica Farmacisti Italiani). E’ stata eletta nel corso dell’assemblea che si è svolta a Roma, presso la Domus Romana Sacerdotalis. L’incontro ha visto i presidenti delle sottosezioni e i rappresentanti provenienti da diverse realtà territoriali italiane, confrontarsi sul cammino compiuto dall’associazione e delineare le prospettive future dell’Ucfi e della professione farmaceutica.
I lavori si sono aperti con un momento di preghiera guidato dall’assistente spirituale nazionale, don Marco Belladelli, che ha richiamato l’attenzione dei presenti sul ruolo dello Spirito Santo nella vita del credente e nella vocazione professionale. Un invito a riconoscere come la chiamata del Signore richieda una risposta concreta fatta di fiducia, disponibilità e amore. A seguire, il presidente uscente Giuseppe Fattori di Roma, ha introdotto il momento assembleare attraverso riflessioni, testimonianze e considerazioni sul percorso svolto negli anni, aprendo il dialogo sui nuovi obiettivi dell’associazione. E’ seguita la relazione di Fausto Bartolini, Responsabile del Servizio Farmaceutico della Regione Umbria, che ha offerto una lettura del ruolo della farmacia e delle prospettive future della professione evidenziando che il farmacista rappresenta spesso il primo interlocutore del paziente e può contribuire in modo decisivo a costruire relazioni di fiducia, facilitare l’accesso alle cure e accompagnare la persona lungo il percorso terapeutico. Nuovo presidente è stato eletto Silvia Izzo di Roma che sarà coadiuvata da Bianca Iengo (Napoli) e Fausto Roncaglia (Parma) come vicepresidenti, da Francesco Scarpino (Roma) come tesoriere, Carmen Mosca (Roma) segretaria e dai consiglieri Paola Aliperti, Cristiana Bodria, Giuliana Bonfanti, Sergio Dalben, Giorgio Falcon, Giancarlo Fogliani, Anna Patrizia Giordanelli e Maria Teresa Riccaboni.
Magnifica Humanitas: p. Cabrera Montero (Augustinianum), “Leone XIV legge l’intelligenza artificiale con gli occhi di Agostino”
Anche nell’era dell’intelligenza artificiale, “la costruzione di Babele o quella di Gerusalemme inizia in ognuno di noi”. È quanto scrive Leone XIV nell’enciclica , citando direttamente Agostino, come rileva p. Juan Antonio Cabrera Montero, degli agostiniani, preside del Pontificio Istituto Patristico Augustinianum, in un’analisi pubblicata sul sito dell’Ordine di Sant’Agostino. Cabrera Montero individua nella struttura teologica del documento una chiave agostiniana esplicita: “Sant’Agostino descrive la storia umana come un campo di battaglia tra due amori: l’amore di Dio fino al disprezzo di sé stessi, la città celeste; l’amore di sé stessi fino al disprezzo di Dio, la città terrena”. Sul tema della pace, Leone XIV richiama il commento agostiniano al Salmo 85: “Nessuno non desidera la pace, ma non tutti vogliono praticare la giustizia”. La conclusione dell’enciclica riprende il motto episcopale di Leone XIV – “in Illo uno unum”, in Colui che è uno, noi siamo uno – anch’esso tratto da Agostino. Per Cabrera Montero, questa scelta non è ornamentale: “ogni azione ecclesiale scaturisce dal desiderio di ricostruire la città che Dio ha destinato all’umanità, strutturata nell’unità e fondata sull’amore, in Cristo stesso”.
Migranti: da inizio anno sbarcate 11.761 persone sulle nostre coste. 131 nei primi giorni di giugno
Sono finora 11.630 le persone migranti sbarcate sulle coste da inizio anno. Nello stesso periodo, lo scorso anno furono 23.481 mentre nel 2024 furono 21.574. Il dato è stato diffuso dal ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina. Nei primi giorni di giugno sono state 131 (42 lunedì e 89 ieri) le persone registrate in arrivo sulle nostre coste. L’anno scorso, in tutto il mese, furono 7.089, mentre nel 2024 furono 4.902. Dei quasi 11.800 migranti sbarcati in Italia nel 2026, 3.549 sono di nazionalità bangladese (30,2%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Somalia (1.356, 11,5%), Pakistan (1.102, 9,4%), Sudan (997, 8,5%), Egitto (746, 6,3%), Algeria (741, 6,3%), Tunisia (436, 3,7%), Eritrea (301, 2,6%), Mali (268, 2,3%), Costa d’Avorio (204, 1,7%), Nigeria (184, 1,6%), Guinea (165, 1,4%), Iran (154, 1,3%), Marocco (141, 1,2%), Camerun (111, 0,9%) a cui si aggiungono 1.306 persone (11,1%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione.
Diocesi: Terni, domani la processione diocesana del Corpus Domini
Giovedì 4 giugno a Terni sarà celebrata la festività del Corpus Domini con inizio alle 20.30 nella chiesa di San Francesco, dove si terrà la celebrazione eucaristica, presieduta da don Matteo Antonelli amministratore diocesano, concelebrata con i sacerdoti della diocesi. A seguire, partirà la processione eucaristica con il Santissimo Sacramento per le vie della città, alla quale prenderanno parte i sacerdoti, le confraternite della diocesi, i cavalieri e dame dell’Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, i ragazzi che hanno ricevuto l’Eucarestia per la prima volta in questo anno, i rappresentanti delle associazioni e movimenti e delle parrocchie, accompagnata dalla banda musicale di Cesi. La processione si snoderà per le vie della città per concludersi nella Cattedrale di Terni dove sarà realizzata la tradizionale infiorata.
Nigeria: Acs, arresti per il rapimento di 265 studenti. Mons. Yohanna “Ora un processo trasparente”
Accolta con favore dalla Chiesa locale la notizia dell’arresto di alcuni sospetti coinvolti nel sequestro di massa avvenuto il 21 novembre 2025 alla St Mary’s Catholic School di Papiri, nella diocesi di Kontagora, in Nigeria. Il rapimento, che ha coinvolto 265 tra studenti e personale scolastico, aveva suscitato sgomento in tutto il Paese e attirato l’attenzione internazionale sulla crescente insicurezza che colpisce numerose comunità. Secondo Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs), che riporta quanto riferito dal Department of State Services, cinque persone sono state fermate con l’accusa di aver fornito supporto logistico e armi al gruppo responsabile. Tra loro figurano anche due cittadini stranieri; nel corso dell’operazione sono state sequestrate armi e munizioni. Mons. Bulus Yohanna, vescovo di Kontagora, ha espresso ad Acs gratitudine per gli sviluppi dell’indagine, sottolineando come gli arresti rappresentino un segnale di speranza. Ma per il presule gli arresti non bastano. “Una cosa è fermare i sospetti, un’altra è garantire che rispondano delle loro azioni con pene adeguate”, ha affermato, insistendo sulla necessità di un processo pubblico e trasparente, capace di restituire fiducia e scoraggiare nuovi crimini. Negli ultimi anni, infatti, la Nigeria è stata teatro di numerosi rapimenti di massa, soprattutto nelle regioni settentrionali e centrali, con comunità cristiane spesso esposte a violenze e attacchi. Per questo mons. Yohanna ha rivolto un appello anche alla comunità internazionale, chiedendo di non abbassare l’attenzione e di continuare a sostenere gli sforzi per garantire giustizia.
Acs, dal canto suo, prosegue nel sostegno alla Chiesa locale con aiuti pastorali e umanitari, mantenendo viva l’attenzione sulle difficili condizioni dei cristiani nel Paese.
Mozambico: mons. Juliasse (Pemba) ad Acs, “i jihadisti vogliono instaurare un califfato nel nord del Paese”
“I segnali ci sono tutti. Parlano apertamente di un califfato”. È l’allarme lanciato da mons. António Juliasse, vescovo di Pemba, in un messaggio inviato ad Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs) sulla situazione nella provincia settentrionale di Cabo Delgado, in Mozambico, teatro dal 2017 di una sanguinosa insurrezione jihadista. Secondo il presule, i gruppi armati che operano nella regione puntano a instaurare un califfato sul modello dello Stato Islamico. “Quando incontrano le persone, quando rapiscono le vittime, è questo che dicono: che stanno lavorando per un califfato”, afferma. Dall’inizio degli attacchi, nell’ottobre 2017, il conflitto ha provocato oltre 6.300 morti e più di un milione di sfollati. Se inizialmente gli obiettivi erano soprattutto strutture militari e governative, negli ultimi anni la violenza ha assunto una connotazione sempre più anticristiana. Oltre 300 cattolici sono stati uccisi, molti dei quali decapitati, mentre almeno 117 edifici ecclesiastici sono stati distrutti. Tra questi anche la storica chiesa della missione di San Luigi di Montfort, risalente al 1946, incendiata e completamente distrutta alla fine di aprile. Mons. Juliasse esprime particolare preoccupazione per le conseguenze sociali e religiose del conflitto. “Per molto tempo la religione è stata uno degli aspetti che facilitavano la convivenza, ma ora sta diventando un ostacolo, sta iniziando a dividere”, osserva. Nei villaggi di Cabo Delgado, ricorda il vescovo, cristiani e musulmani partecipavano reciprocamente ai funerali delle rispettive comunità, una consuetudine che oggi viene sempre più messa in discussione. “È qualcosa che dovrebbe preoccupare il Governo e tutta la società, prima che sia troppo tardi”. Pur denunciando la violenza jihadista, la Chiesa mozambicana ribadisce che la risposta non può essere esclusivamente militare. “Dobbiamo trovare strade diverse, compresa una che il Mozambico conosce già bene: la via del dialogo”, spiega mons. Juliasse. “Molti di coloro che combattono nelle foreste sono mozambicani, figli di questa terra. Dobbiamo dialogare e avere il coraggio di affrontare questa realtà”. Acs continua a sostenere la Chiesa locale attraverso aiuti di emergenza, sostegno psicologico e sociale e programmi di ricostruzione delle infrastrutture danneggiate.
Diocesi: Sant’Angelo dei Lombardi, domani il sesto incontro con gli amministratori su Carta costituzionale e partecipazione democratica”
A due giorni dall’anniversario degli ottant’anni del referendum istituzionale che convertì la monarchia in Repubblica e volendo seguire le orme della Settimana sociale dei cattolici in Italia svoltasi a Trieste nel 2024, l’arcidiocesi di Sant’Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia organizza il sesto incontro con gli amministratori.
L’iniziativa si terrà domani, giovedì 4 giugno, alle ore 10, nel salone del santuario diocesano “San Rocco” a Lioni (Av) e il tema sarà “Carta costituzionale e partecipazione democratica”.
I due relatori selezionati porteranno le proprie esperienze e competenze. Giuseppe Acocella, professore emerito di Filosofia del diritto all’Università degli studi di Napoli Federico II e rettore dell’Università telematica Giustino Fortunato, svilupperà il tema principale, ovvero la Costituzione italiana nata dalla partecipazione democratica. Franco Di Cecilia, già dirigente scolastico ed ex consigliere provinciale, si concentrerà sulla presenza irpina all’interno dell’Assemblea costituente, sottolineando l’appartenenza politica e il contributo dei singoli eletti.
Le conclusioni saranno affidate all’arcivescovo di Sant’Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia, mons. Pasquale Cascio.
I primi destinatari dell’incontro sono i sindaci e tutti i membri dei Consigli comunali del territorio diocesano, ma rimane aperto a tutti. Inoltre, è stata invitata una rappresentanza degli alunni degli istituti superiori di secondo grado e degli studenti universitari.
Al termine degli interventi ci sarà spazio per un dibattito sul tema, per ascoltare altre voci, dando la possibilità agli amministratori di poter proporre idee e riflessioni.
Politica e società: Anfn, cresce il Network dei Comuni amici della famiglia
Lettini con sbarre, scalda biberon, passeggini in alberghi, ostelli, bed & breakfast sono ingombranti: se il turista sa di averli a disposizione in loco, evita di portarseli in aereo o in auto. Menù per bambini, fasciatoi, seggiolini da tavolo, tavoli dagli angoli smussati, posate di plastica, angoli dei giochi nei ristoranti: perché i settanta minuti dell’incontro della famiglia a tavola possano trascorrere tra racconti, sorrisi e carezze, senza pericoli. Laboratori didattici e percorsi tattili nei musei: perché puoi scegliere anche di portare tuo figlio piccolo a vedere la Gioconda, ma se non gli dai la possibilità almeno di toccare una sua riproduzione – e gli spieghi con un vocabolario a lui comprensibile vita, morte e miracoli dell’opera e del suo autore – il pupo si annoierà dopo pochi secondi. Cercherà di fuggire e, una volta fermato, comincerà a piangere. Svilendo la sete di cultura dei suoi genitori.
Talvolta bastano poche attenzioni per rendere una città a misura di famiglia. Ci stanno provando l’Agenzia per la coesione sociale della Provincia autonoma di Trento, il comune di Alghero e Anfn – l’associazione che raduna e dà voce alle famiglie numerose in Italia – che, nell’ottobre del 2017, hanno dato vita al Network dei Comuni amici della famiglia. Un’esperienza che è stata raccontata a Misano Adriatico, dove oltre 600 persone, provenienti da ogni angolo d’Italia, si sono ritrovate in questi giorni per l’assemblea nazionale delle famiglie numerose. Sono 256 i Comuni che, ad oggi, hanno aderito al Network dei Comuni amici della famiglia. Comuni grandi o di medie dimensioni, come Torino, Padova, Ascoli Piceno, Foligno, Todi, Nuoro o Siena, insieme a comuni piccolissimi, come Borutta (abitato da 246 anime) o Bidonì (dove risiedono 113 persone). Disseminati in tutto lo Stivale, con una prevalenza nelle regioni di Trentino, Lombardia, Veneto, Piemonte e Sardegna.
Dopo quasi dieci anni dalla sua sperimentazione, il Network dei Comuni amici della famiglia è entrato a far parte del Piano nazionale della famiglia adottato dal governo Meloni per il triennio 2025-2027. Plaude a questa scelta Rita Picchianti, senese e madre di quattro figli, che con il marito Donato Sacino è la referente di Anfn per il rapporto con gli enti locali. “Si tratta di un interessantissimo cambio di paradigma nelle politiche familiari nazionali: il Governo guarda con interesse a questa bella esperienza di sussidiarietà orizzontale, in cui Comuni e associazionismo familiare lavorano gomito a gomito per il bene comune”. Un esempio concreto è l’iniziativa portata avanti da Anfn nel mese di aprile che – tramite la piattaforma Google Meet – ha offerto agli amministratori locali della Toscana uno spazio di formazione gratuita e di qualità, utile per affrontare la sfida demografica. “All’iniziativa hanno partecipato sindaci, assessori, consiglieri comunali e funzionari di una trentina di enti locali, di ogni schieramento politico. Il principio che ha guidato l’intero ciclo di incontri, è stato il ‘family mainstreaming’, l’idea, cioè, che ogni singola scelta di programmazione locale – dalle tariffe all’urbanistica, dai servizi educativi al welfare – debba essere valutata per il suo impatto reale sulle famiglie”.
Diocesi: Mantova, in serata inaugurazione della mostra “Educare, servire, testimoniare” su Vittorina Gementi
È in programma per la serata di oggi, presso Palazzo Valentini a Mantova, l’inaugurazione della mostra “Educare, servire, testimoniare” dedicata a Vittorina Gementi. Alla cerimonia, con inizio alle 18, sarà presente il vescovo Marco Busca. Il percorso espositivo è stato allestito dalle tre associazioni che hanno aperto la causa di beatificazione della serva di Dio, morta 37 anni fa, proprio il 3 giugno: Amici di Vittorina Gementi, Azione Cattolica diocesana e Casa del Sole.
“La mostra desidera far conoscere il profilo e la personalità di questa donna che ha lasciato un segno profondo nella città di Mantova, e serve a preservarne l’eredità culturale e affettiva”, si legge in una nota nella quale si sottolinea che “Vittorina è un esempio concreto di servizio e giustizia sociale, che ha lasciato un’impronta profonda e attuale, un invito rivolto a tutti noi a proseguire sulle sue orme”.
La mostra rimarrà aperta nelle prime tre settimane di giugno, dal venerdì alla domenica, dalle 17 alle 20.30.
Diocesi: Cagliari, domani la manifestazione per la pace nella scalinata di Bonaria
“Insieme operatori di pace” è il titolo della manifestazione che si terrà giovedì 4 giugno alle 18.30 a Cagliari nella scalinata della basilica di Nostra Signora di Bonaria. L’iniziativa intende esprimere la preoccupazione per le minacce sempre più concrete e diffuse per la pace nel mondo e le conseguenze sulla libertà e i diritti dell’umanità. Alla manifestazione partecipano una cinquantina di associazioni religiose e umanitarie, organizzazioni sindacali, cooperative e professionali, movimenti politici e culturali, i cui rappresentanti, insieme all’attore Elio Turno Arthemalle e all’attrice Laura Fortuna, leggeranno poesie, brani significativi di autori legati al mondo pacifista, democratico e della non violenza. “Ventidue anni fa, in occasione della guerra in Iraq, era stato piantato un ulivo ai piedi della gradinata di Bonaria e pubblicato un piccolo libro di pensieri, poesie e preghiere. Oggi, ci sembra opportuno rincontrarci vicino a quell’ulivo per un momento di riflessione, di unità e di letture di testi significativi sul tema della pace” hanno spiegato gli organizzatori.
Comunicazione: WeCa, come farsi “missionari digitali” nei nuovi media seguendo la testimonianza di Carlo Acutis
“Lasciare un’impronta nel digitale: come i giovani, coinvolgendo le comunità, possono trasformare il mondo” è il titolo del tutorial WeCa che è disponibile a partire dalla mattina di oggi, mercoledì 3 giugno, sul sito , su YouTube e su .
Il tutorial, introdotto dal presidente WeCa Fabio Bolzetta, scritto da suor Rose Pacatte e condotto da Alessandra Carenzio, parte dall’assunto di come la rete non sia solo uno spazio virtuale, ma un vero ambiente di vita pastorale. Dalle reti parrocchiali ai gruppi di preghiera online, fino al volontariato 2.0, l’invito è quello di farsi “missionari digitali”. I giovani sono esortati a usare i nuovi media per annunciare il Vangelo, servire i poveri e costruire ponti, ispirati dalla testimonianza luminosa di figure come Carlo Acutis.
I tutorial WeCa sono una proposta dell’Associazione WebCattolici italiani (WeCa) in sinergia con l’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Cei e il Centro di ricerca sull’educazione ai media all’informazione e alla tecnologia (Cremit) dell’Università Cattolica di Milano. Oltre alla diffusione tramite i social network e sul sito , i tutorial vengono trasmessi sulle televisioni del circuito CoralloSat, sono disponibili in formato podcast su Spotify e possono essere ascoltati anche, attraverso comando vocale, sui dispositivi compatibili con Amazon Alexa grazie alla skill WebCattolici.
Nell’ottava stagione dei tutorial WeCa prosegue la collaborazione con il Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale, con tutorial mensili dedicati alla comunicazione e alle tematiche sociali, economiche e ambientali.
Politica e società: Caltabiano (Anfn), “sarebbe un peccato che non fosse mantenuto l’impegno di una legge sulle famiglie numerose”
“Dal 2004 ad oggi sono molti i risultati politici ottenuti dalle Famiglie numerose italiane. Altre battaglie restano aperte”: così Alfredo Caltabiano, presidente nazionale dell’Associazione nazionale famiglie numerose-Anfn, che ieri ha concluso con la sua relazione l’assemblea nazionale dell’Associazione, a Misano Adriatico. La madre di tutte le rivendicazioni? “Sono tre anni che il Governo, attraverso il Nadef 2023 prima e il Piano strutturale di bilancio di medio termine 2025-2029 poi, ha preso l’impegno di un disegno di legge sulle famiglie numerose. Sarebbe veramente un peccato che nell’ultimo anno prima delle elezioni non mantenesse fede a questo impegno, a cui tutte le nostre famiglie tengono particolarmente. Innanzitutto, perché con questo disegno di legge finalmente verrebbe finalmente riconosciuta la famiglia numerosa in quanto tale, e il suo ruolo fondamentale per rilanciare la natalità”. I calcoli sono presto fatti: “Se in Italia l’indice di fertilità è ulteriormente sceso a 1,14 figli per donna, è anche perché si stanno riducendo le famiglie con tre e più figli. Quelle che dovrebbero compensare chi non fa figli o ne fa solo uno, per raggiungere l’equilibrio demografico di 2,1 figlio per donna”.
Nella legge – ha osservato il presidente di Anfn – potrebbero concretizzarsi interventi a basso costo, ma con elevato impatto, anche culturale. Una legge contenitore in cui ogni anno poter aggiungere ulteriori piccoli interventi.
Nel convegno di Misano Alfredo Caltabiano ha rilanciato lo strumento della carta famiglia destinata alle famiglie con tre o più figli. Una carta che potrebbe consentire, ad esempio, di ottenere sconti nei musei o agevolazioni per l’acquisto di auto a 7 posti: un obbligo, di fatto, per le famiglie a cui nasce il quarto figlio.
Assegno unico: Moroni ad assemblea Anfn, “genera un cortocircuito prché ai fini Isee viene classificato ‘impropriamente’ come reddito disponibile”
Dal 1° marzo 2022 l’assegno unico universale ha sostituito quasi tutte le altre prestazioni a sostegno della famiglia: le detrazioni per i figli a carico di età inferiore a 21 anni, il premio alla nascita, il bonus bebè, l’assegno per il nucleo familiare, gli assegni comunali per le famiglie con almeno tre figli minori. A quattro anni dalla sua istituzione, quale impatto ha avuto sulle famiglie (small o numerose)? Ne ha parlato a Misano Adriatico – dove ieri si è chiusa l’ assemblea nazionale dell’Associazione nazionale famiglie numerose-Anfn – Paolo Moroni, referente dell’unità politica di Anfn.
“L’assegno unico universale (Auu) – ha detto Moroni – ha modificato sostanzialmente l’intervento dello Stato a sostegno delle famiglie. Contiene diversi aspetti positivi: è corrisposto a tutti (compresi i lavoratori autonomi e le partite Iva); rappresenta una misura strutturale; è aggiornato ogni anno in base all’indice di inflazione. Infine, è un contributo ‘diretto’, non interviene sulle detrazioni di imposta, che possono essere usate per altre voci fino al limite della incapienza”.
Ma l’Auu presenta anche qualche evidente limite: “La determinazione del suo importo è collegato all’indicatore Isee, che noi continuiamo a ritenere strumento non idoneo a misurare le reali disponibilità economiche di una famiglia. Ancora: viene drasticamente ridotto al compimento del 18° anno di età dei figli, ma è proprio allora che i figli ‘costano’ di più ai genitori; cessa al compimento del 21esimo anno di età, anche quando i figli ancora studiano”.
Infine, “genera un cortocircuito. Ai fini Isee l’assegno unico universale viene classificato ‘impropriamente’ come reddito disponibile e pertanto partecipa alla determinazione del valore dell’indicatore della situazione reddituale. Ma così facendo il valore dell’indicatore sale e i benefici calcolati in base all’Isee (fatta eccezione per il calcolo dell’assegno unico stesso) rischiano di ‘saltare’. Sta qui il controsenso: poiché l’Auu è finanziato in buona parte dalla soppressione delle vecchie detrazioni Irpef per i figli a carico, quelle che un tempo erano detrazioni d’imposta sono diventate di fatto ‘reddito disponibile’ attestato da apposita Certificazione unica”.
Denatalità: Maroncelli ad assemblea Anfn, “quasi la metà (46,6%) dei 3.550.000 bambini nati nell’Ue nel 2024 era costituita da primogeniti”
“In Europa ogni donna in età fertile mette al mondo, in media, 1.34 figli. Le più prolifiche sono le donne bulgare (1.72 figli a donna), le meno prolifiche, in media, le mamme maltesi (1.01 figli a donna). Il tasso di fertilità in Francia, che fino a qualche anno fa era poco sotto la soglia del ricambio generazionale (che è di 2.1 figli a donna), è sceso oggi a 1.61. Ma sono scesi anche i tassi di fertilità in Irlanda (1.47), Svezia (1.43) e Turchia (1.48). Va un po’ meglio in Portogallo, dove da ogni donna in età fertile nascono 1.41 figli (erano 1.24 nel 2014) e Slovacchia (1.37 nel 2014, 1.41 nel 2024), contro l’1.1 della Spagna che con Italia e Malta (1.01) è in fondo alla classifica”. Sono dati forniti da Regina Maroncelli, vicepresidente dell’Elfac, la federazione che riunisce tutte le Associazioni nazionali delle famiglie numerose in Europa, intervenuta all’assemblea nazionale Anfn, che si è chiusa ieri a Misano Adriatico.
“Quasi la metà (46,6%) dei 3.550.000 bambini nati nell’Ue nel 2024 era costituita da primogeniti. In Portogallo i figli unici nati nel 2024 erano il 54.6% del totale dei figli nati nell’anno, in Lussemburgo e Malta il 53,9%, in Spagna il 50.7%. Le percentuali più basse di primogeniti sono state registrate in Lettonia (39,9%) e in Slovacchia ed Estonia (entrambe al 41,2%)”, ha chiarito Maroncelli.
“Nell’Ue più di un terzo (35,1%) di tutti i bambini nati era atteso a casa da un fratello maggiore, circa un ottavo (12,1%) aveva due fratelli, il restante 6,2% tre o più fratelli. Tra i Paesi dell’Ue, la quota più elevata del numero totale di nascite vive di quarti figli o di figli successivi è stata registrata in Slovacchia (9,9%), seguita da Finlandia (9,4%) e Romania (9,2%)”.
Famiglia: Rizzolli ad assemblea Anfn, “i costi della denatalità non appaiono in nessun bilancio pubblico. Un figlio un bene per tutti”
Quanto costa a una coppia di genitori crescere un figlio? “La Banca d’Italia stima circa 640 euro al mese — quasi 8.000 euro l’anno — solo di costi diretti: cibo, vestiti, scuola, trasporti. Un mio studente, Luca Ferretti, ha fatto una tesi su questo e ha provato a costruire qualcosa di più completo, sommando anche i costi invisibili: il lavoro di cura non pagato, le carriere rallentate, il reddito perso soprattutto dalle madri. Il risultato? Tra i 24.000 e i 25.000 euro l’anno. Per diciotto anni. Se fate il conto: quasi 440.000 euro per portare un figlio all’indipendenza. Una casa di medie dimensioni in una grande città”. Così Matteo Rizzolli, romano, papà di prole numerosa, docente di Economia politica all’Università Lumsa, intervenuto a Misano Adriatico (Rimini), dove ieri si è conclusa l’assemblea nazionale dell’Associazione nazionale famiglie numerose-Anfn.
“L’80% dei 25.000 euro all’anno riportati nella ricerca non sono soldi che escono dal conto corrente: sono lavoro di cura non retribuito, carriera sacrificata, ore sottratte al mercato del lavoro. È un costo reale, ma invisibile nei bilanci familiari. Ecco perché è così difficile da vedere e così facile da ignorare politicamente. Il problema vero però non è tanto il numero in sé. È che non abbiamo un indicatore nazionale condiviso e aggiornato su questo. Misuriamo il Pil al terzo decimale, ma il costo di crescere un italiano non lo sappiamo con precisione. Forse perché finché lo trattiamo come una scelta puramente privata, non sentiamo il bisogno di misurarlo. I costi della denatalità non appaiono in nessun bilancio pubblico. Non c’è una voce che dice ‘mancate entrate fiscali da cittadini non nati’. Ma è il debito più silenzioso che stiamo accumulando e forse il più pesante”.
Mettere al mondo un bambino è una scelta privata della coppia, ma è anche orientata al bene comune? “Scelta privata, sì. Ma solo privata? Un’economista americana, Nancy Folbre, ha scritto un articolo che già dal titolo dice tutto: ‘Children as Public Goods — I figli come beni pubblici’. L’idea è semplice: un figlio che cresce, studia, lavora, paga le tasse, si prende cura degli altri produce benefici che vanno ben oltre la sua famiglia. È un bene per tutti. Luigino Bruni precisa: non sono beni pubblici in senso tecnico, sono beni meritori, hanno una dimensione privata e una pubblica, e le due non si escludono. Anzi, si tengono insieme. Il problema è che negli ultimi cinquant’anni ha vinto una narrativa: avere figli è una scelta tua, un consumo tuo, un costo tuo. Lo Stato al massimo ti dà un bonus. E ne paghiamo le conseguenze demografiche che abbiamo visto in questa assemblea. Ma attenzione: riconoscere la dimensione pubblica dei figli non significa consegnare la famiglia allo Stato. La Costituzione italiana riconosce la famiglia come società naturale, anteriore allo Stato. Il principio di sussidiarietà dice che lo Stato interviene per sostenere, non per sostituire. I figli nascono in una famiglia, crescono in una famiglia e la famiglia viene prima, non dopo”, ha concluso Rizzolli.
Leone XIV: udienza, “mantenere viva la partecipazione alla processione del Corpus Domini”
“Domani si celebra la solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, o, secondo la più nota formulazione latina, la solennità del Corpus Domini”. Lo ha ricordato il Papa, durante i saluti ai fedeli di lingua italiana, al termine dell’udienza di oggi. “Nell’Eucaristia contempliamo Gesù pane spezzato e donato per ciascuno di noi”, ha ricordato Leone XIV: “Espressione della pietà eucaristica popolare sono le processioni con il Santissimo Sacramento che si svolgono nelle strade di tanti paesi; a tale proposito, incoraggio a mantenere viva questa bella manifestazione di pubblica testimonianza della fede”. “La partecipazione alle processioni eucaristiche – soprattutto da parte delle famiglie, dei bambini e dei giovani – sia una coraggiosa testimonianza di fede e ricordi a tutti che Dio è presente in mezzo al suo popolo e lo accompagna nella vita quotidiana”, l’invito ai fedeli polacchi, pronunciato poco prima.
Leone XIV: udienza, saluta i sacerdoti e religiosi del Medio Oriente
“Una particolare parola desidero riservare ai sacerdoti e ai religiosi del Medio Oriente: accompagno con la mia preghiera e la mia benedizione il vostro ministero e le attese dei rispettivi Paesi”. Lo ha detto il Papa, al termine dell’udienza di oggi, durante i saluti ai fedeli di lingua italiana. Anche durante i saluti ai fedeli di lingua araba, poco prima, Leone XIV ha salutato in particolare i sacerdoti e i religiosi provenienti dal Medio Oriente: “Lo Spirito Santo è la nostra guida e il nostro sostegno nel cammino della vita. Apriamo il nostro cuore a Lui perché ci conduca alla verità e ci riempia della pace di Cristo”.
Diocesi: mons. Parisi (Lamezia Terme), “con la luce della carità riconosciamoci tutti come fratelli”
“La forza del cristianesimo la vediamo in ciò che S. Francesco di Paola ha detto e ha fatto: ‘dovete agire per il perdono, non ricordare il male ricevuto’. Tutto questo deve essere il principio di costruzione di un’umanità nuova, che ha come luce la Charitas, la Carità. Con la luce della carità possiamo riconoscerci con gli altri non nemici, non avversari, nemmeno stranieri, ma soltanto fratelli. Se facciamo davvero riferimento a S. Francesco e se vogliamo prendere sul serio il Vangelo, siamo chiamati a vivere in questa realtà e a riconoscerci con l’altro come fratelli: non c’è un’altra parola, non c’è un altro Vangelo, non c’è un’altra Chiesa”. Lo ha detto ieri il vescovo di Lamezia Terme, mons. Serafino Parisi che ha presieduto la celebrazione eucaristica in occasione della festa patronale di S. Francesco di Paola a Lamezia Terme Sambiase. Durante la celebrazione, come ogni anno, il sindaco Mario Murone a nome della città ha acceso il cero votivo e consegnato le chiavi al Santo Paolano. E proprio partendo da questi due gesti, il vescovo di Lamezia ha rimarcato che “si tratta di due gesti simbolici che esprimono due insegnamenti che ci vengono dalla vita, dalla testimonianza, dal pensiero di S. Francesco di Paola per migliorare la qualità della nostra presenza di cristiani nel mondo e nella storia. Consegnare la chiava o accendere il cero non sono gesti scaramantici, magici, quasi a voler liberarsi da una responsabilità e dire: ‘io la mia parte l’ho fatta, adesso tocca a te’. Il Signore non supplisce le nostre deficienze, le nostre mancanze, la nostra progettazione non orientata, il nostro sguardo ridotto. Non è così. Lungi da noi una visione così della fede cristiana”. “Consegnare la chiave è – ha detto mons. Parisi – l’apertura della vita dell’uomo al mondo, alla bellezza della creazione, a scoprire dentro la nostra vita la grandezza dell’umanità di cui siamo portatori. Da San Francesco di Paola dobbiamo continuamente apprendere la capacità di perdonare, di non ricordare il male ricevuto e quindi costruire relazioni fraterne tra di noi”. Dal presule lametino l’augurio “di una speranza concreta, che è quella che viene dalla carità” che è “generativa perché dà concretezza alla speranza e mostra la fede”.
Diocesi: Udine, stasera un concerto con Paolo Fresu e il coro VocinVolo celebra i cento anni del settimanale “La Vita Cattolica”
Un concerto di prestigio per celebrare i cento anni del settimanale diocesano di Udine, “La Vita Cattolica”, in una cornice d’eccezione: la centralissima Piazza Duomo, a Udine, con lo sfondo la cattedrale trecentesca della Chiesa udinese. Sono aperte le prenotazioni per il concerto Gaudet Aquilegia in programma mercoledì 3 giugno alle 20.30. In caso di maltempo, il concerto si svolgerà all’interno del Duomo.
“Il concerto rappresenta perfettamente la visione del nostro settimanale, configurandosi come un abbraccio corale alla nostra comunità e un ringraziamento profondo a tutti i nostri sostenitori”, spiega il direttore responsabile del settimanale diocesano, don Daniele Antonello. “L’intreccio tra parole antiche e melodie moderne, composte dal friulano Alessio Domini, sposa bene la visione de La Vita Cattolica e celebra con nobiltà questi cento anni di storia: essere fedeli al proprio passato, al territorio, all’identità cattolica e di popolo, ma con uno sguardo attento al presente e al futuro che viene”, conclude il direttore.
Nell’ambito della serata saranno premiati i giovanissimi vincitori del concorso “1976. Racconti per ricordare” e diversi “abbonati storici”, che da decenni leggono e sostengono “La Vita Cattolica”. Ma sarà soprattutto una serata di festa e di ringraziamento per chi – abbonati, sponsor e istituzioni – crede e sostiene il settimanale diocesano. Oltre, ovviamente, alla musica.
Il concerto, ideato da Lucia Follador e Alessio Domini, vedrà la partecipazione straordinaria del trombettista Paolo Fresu ed è un dono per lettori e lettrici de “La Vita Cattolica”. Con la direzione di Alessio Domini, Gaudet Aquilegia sarà eseguito dal coro VocinVolo-Ritmea, assieme al Gorni Kramer quartet e a un’ensemble d’archi. La partecipazione, seppur gratuita, è soggetta a prenotazione sul sito della cooperativa SimulArte.
Il concerto è una cantata sacra su antichi testi del rito aquileiese rivisitati in chiave moderna, dai contorni jazz, per tromba e flicorno, coro giovanile ed ensemble. Lo stesso titolo del concerto è tratto dalla fine della prima strofa della sequenza dei Santi Ermacora e Fortunato, quel “Plebs fidelis Hemacorae” che ogni luglio, in occasione della solenne memoria dei patroni delle Chiese di Udine e Gorizia, risuona in tutte le chiese del Friuli.
La genesi del progetto affonda le radici negli studi di Gilberto Pressacco in merito al canto sacro aquileiese. L’intento dell’opera, che ben si accorda con la visione de “La Vita Cattolica”, è di creare un ponte tra antico e nuovo, tra ieri e domani, tra passato, presente e futuro. E sarà proposto in dono in quella che ha tutti i connotati per essere una splendida serata musicale.
Leone XIV: udienza, “abbiamo bisogno di lasciarci educare dai riti della liturgia”
“Abbiamo bisogno di lasciarci educare dai riti della liturgia, curando con mano fine e senza arbitrarietà la bellezza delle nostre celebrazioni e impegnandoci in un’autentica mistagogia”. È l’appello del Papa, al termine della catechesi dell’udienza di oggi, pronunciata in piazza San Pietro e dedicata ancora una volta alla Sacrosanctum Concilium. “L’uomo deve diventare nuovamente capace di simboli”, la tesi di Leone XIV, sulla scorta della lettera apostolica Desiderio desideravi di Papa Francesco, che ha fatto propria un’affermazione di Romano Guardini. “L’esperienza di una liturgia viva e devota, accompagnata da un’opportuna catechesi mistagogica, è la migliore risorsa per risvegliare in tutti quell’apertura all’incontro con Dio che, nella logica dell’incarnazione, può avvenire solo coinvolgendo tutto l’uomo: spirito, anima e corpo”, ha concluso il Pontefice.
Leone XIV: udienza, “i simboli toccano il cuore e la mente, suscitando autentiche relazioni ecclesiali”
“Segno” e “simbolo” non sono sinonimi. Lo ha spiegato il Papa, che nella catechesi dell’udienza di oggi, pronunciata in piazza San Pietro e dedicata ancora una volta alla Sacrosanctum Concilium, ha spiegato come “un segno è simbolico quando è capace di rimandare non solo a un’idea, ma a un intero sistema di significati e di valori”. Emblematico, ad esempio, è il segno dell’acqua: “quando siamo aspersi con l’acqua benedetta si ravviva in noi la coscienza del dono ricevuto con il battesimo e la nostra adesione alla vita nuova in Cristo”. I simboli, inoltre, “hanno essenzialmente un carattere pratico, essendo anzitutto azioni: più semplici e comuni, come l’inginocchiarsi e darsi la pace, o più impegnative, come gli atti costitutivi di ogni Sacramento”. Soprattutto, per il Papa, “i simboli hanno una singolare dimensione performativa e trasformante, sia verso gli elementi materiali che li compongono, sia verso coloro che vi entrano in contatto, generando appartenenza, toccando il cuore e la mente, suscitando autentiche relazioni ecclesiali”.
Aggiornamenti Sociali: editoriale sulla “spirale dell’ansia” e focus su 80 anni di Repuubblica
“Che ansia! Sicuramente è una delle espressioni più gettonate dell’ultimo quinquennio, se non di più, usata spesso tra il serio e il faceto, ma che esprime uno stato d’animo che oggi, soprattutto tra le generazioni più giovani, è molto diffuso”. Come uscirne? Ne parla il caporedattore di Aggiornamenti Sociali, padre Cesare Sposetti, nel suo primo , a partire da alcuni spunti di Papa Leone XIV che richiamano l’importanza della comunità per non restare chiusi in un individualismo nocivo. In occasione degli ottant’anni dalla vittoria della Repubblica al referendum del 2-3 giugno 1946, la redazione dedica poi i dialoghi di questo numero a “Che cosa significa per me, per noi, vivere nella Repubblica italiana?”. I contributi della costituzionalista Camilla Buzzacchi e della giovane autrice di graphic novel Takoua Ben Mohamed “aiutano a comprendere meglio la Repubblica delineata nella nostra Costituzione”, mentre Anna Errico e Luca Imperatore, docenti di Diritto nella scuola secondaria superiore, e Francesca Paini, coordinatrice del progetto Ri-Costituente, condividono riflessioni ed esperienze scaturite dal loro contatto con i più giovani. A seguire, Botond Feledy, analista geopolitico, e Melinda Pintér, politologa, analizzano le recenti elezioni ungheresi che hanno messo fine al lungo premierato di Orbán.
Leone XIV: udienza, “la liturgia non imbriglia la libertà, interrompe attività frenetiche”
“Il rito ci coinvolge in una sequenza di gesti e di preghiere ben definita, che talora può contrastare con la nostra individuale tendenza alla spontaneità”. A farlo notare è stato il Papa, nella catechesi dell’udienza di oggi, pronunciata in piazza San Pietro, dedicata ancora una volta alla Sacrosanctum Concilium. “La sua logica, però, non è quella di imbrigliare la libertà in schemi”, ha precisato Leone XIV: “Al contrario, con la sobrietà solenne dei suoi ritmi, il rito interrompe attività frenetiche, riconducendoci all’essenziale”. “Scopriamo così un’altra dimensione dell’agire, non guidata da calcoli produttivi, e un’altra esperienza del tempo e dello spazio”, ha assicurato il Pontefice, secondo il quale “nel rito sperimentiamo una logica di gratuità, troviamo una sosta che rigenera il cuore, riconosciamo di essere preceduti dalla grazia divina, impariamo a vivere in un ritmo abitato dallo Spirito Santo”.
Leone XIV: udienza, “non restare estranei o muti spettatori rispetto alla liturgia”
“I riti della liturgia cristiana non sono un rivestimento esteriore del mistero sacramentale, un insieme di cerimonie arbitrarie, ma sono la mediazione ecclesiale attraverso cui il dono divino ci raggiunge”. Lo ha detto il Papa, proseguendo, in piazza San Pietro, il ciclo di catechesi sulla Sacrosanctum Concilium. “Il rito dà forma all’azione liturgica e, attraverso di essa, alla nostra vita, generando in noi una sensibilità spirituale che ci rende capaci di gustare la presenza di Dio per mezzo di Gesù Cristo”, ha spiegato Leone XIV: “Naturalmente ciò avviene se noi non restiamo estranei o muti spettatori rispetto alla liturgia, ma vi partecipiamo con tutto noi stessi – corpo, mente e cuore -, in obbedienza al comando del Signore. Attraverso il sacro rito veniamo così formati all’ascolto della Parola di Dio, al rendimento di grazie e all’adorazione, alla condivisione fraterna e alla comunione ecclesiale. Scopriamo di essere un’assemblea dai molti volti, riunita dalla stessa fede”.
Leone XIV: “uso prolifico dell’intelligenza artificiale rende sempre più difficile valutare il lavoro degli studenti”
Le istituzioni cattoliche sono chiamate a essere un “ambiente vivente in cui la visione cristiana permea ogni disciplina e ogni interazione”. Lo ha detto il Papa, che, ricevendo in udienza una delegazione della Association of Catholic Colleges and Universities (Usa), ha fatto notare come “da un punto di vista più pratico o pedagogico, i recenti progressi tecnologici pongono anche numerose sfide per il mondo dell’istruzione”. In particolare, per Leone XIV, “l’uso prolifico dell’intelligenza artificiale rende sempre più difficile valutare il lavoro degli studenti, richiedendo agli educatori di adattare creativamente i propri metodi per garantire la formazione umana integrale di coloro che sono a loro cura, anche quando spesso ciò comporta più lavoro per gli insegnanti”. “Investire generosamente nell’educazione delle generazioni future”, la consegna del Papa, secondo il quale “è fondamentale che i giovani uomini e donne imparino a interagire positivamente con le nuove tecnologie, sviluppando al contempo veramente le loro capacità e capacità divine, di ragionare, di pensare criticamente e di memorizzare la conoscenza, preparandoli così a plasmare responsabilmente il mondo che verrà”.
Leone XIV: “una delle sfide del mondo dell’istruzione è la crescente frammentazione della conoscenza”
“Una delle sfide che il mondo dell’istruzione sta attualmente affrontando è la crescente frammentazione della conoscenza”. Ne è convinto il Papa, che, ricevendo in udienza, nell’Auletta dell’Aula Paolo VI, una delegazione della Association of Catholic Colleges and Universities (Usa), ha fatto notare come molte persone esperte in un campo di studio specifico “faticano a trovare una direzione nella loro vita, in parte a causa dell’incapacità di collegare le informazioni a conoscenze più profonde o di mantenere un senso di scopo”, come si legge nella Magna Humanitas: “spesso mancano di una visione globale della realtà capace di unire non solo i vari campi della conoscenza, ma anche i molteplici aspetti della vita e i desideri interiori del cuore umano”. Il compito dell’istruzione cattolica, allora, è instillare negli studenti “una vera passione per la verità – e non solo la verità intellettuale, ma la Verità che è Cristo stesso”.
Diocesi: Oria, oggi Messa e convegno per il 90° di consacrazione episcopale di mons. Faggiano
Sarà celebrato oggi, nella Chiesa dell’Immacolata di Manduria, il 90° anniversario della consacrazione episcopale di mons. Eugenio R. Faggiano, Servo di Dio. L’iniziativa è promossa dalla Diocesi di Oria, dalla Congregazione dei Passionisti e dall’Arciconfraternita della SS. Immacolata. Alle 18.30 è prevista la Santa Messa presieduta mons. Vincenzo Pisanello, vescovo di Oria. A seguire si terrà la presentazione del volume “Pellegrino di Speranza”, dedicato alla figura e al ministero di mons. Faggiano del vice postulatore della causa, padre Lombardo Lonoce. Interverranno Marco e Diletta Dell’Anna, con un profilo biografico del presule; don Gaetano Federico, parroco della Cattedrale di Cariati, che approfondirà l’episcopato di mons. Faggiano nella diocesi calabrese (1936-1956); Luisa Moganero, con un contributo sul ruolo del Servo di Dio come “soldato, sacerdote e patriota”; e p. Lombardo Lonoce. L’iniziativa si inserisce nel percorso di valorizzazione della figura di mons. Faggiano, la cui causa di beatificazione è in corso.
Leone XIV: udienza, bagno di folla nonostante la minaccia di pioggia
Anche oggi grande affluenza di fedeli in piazza San Pietro per l’appuntamento del mercoledì, nonostante la minaccia di pioggia. Sulla Capitale, stamattina, ha infatti cominciato a piovere copiosamente, anche se per ora sembra ci sia una tregua. I fedeli, invece, non si sono lasciati scoraggiare e ora affollano i vari settori delimitati dal colonnato del Bernini tra grida festose al passaggio della papamobile. Protagonisti, ancora una volta e come di consueto, i bambini – tra cui un piccolo vestito da Papa – che Leone XIV, apparso sorridente e rilassato, ha salutato e accarezzato di buon grado, aiutato dai solerti uomini della Gendarmeria vaticana.
Lussemburgo: 68 edifici di culto e cappelle partecipano al “Fine settimana delle chiese aperte”
Saranno 68 le chiese del Lussemburgo che parteciperanno al “Fine settimana delle chiese aperte”, il prossimo 5-7 giugno. Il programma di eventi in questi “luoghi della memoria” è molto fitto, grazie alla collaborazione di numerosi volontari, parrocchie, comunità, il sostegno del ministero della cultura e della città di Lussemburgo, e il coordinamento del Servizio di formazione per adulti e dell’Ufficio stampa dell’arcidiocesi. L’apertura ufficiale del fine settimana sarà nella chiesa di San Michele a Lussemburgo, venerdì 5 giugno alle ore 18.00 con un concerto d’organo con Maurice Clement, dal titolo “Riflessioni: Bach e l’improvvisazione”. Nel programma degli eventi, pubblicato sul sito arcidiocesi e sul , ci sono conferenze, visite guidate, mostre, film, escursioni spirituali, concerti.
Braccianti bruciati vivi: mons. Savino (Cassano All’Jonio), la politica “non trasformi questa tragedia nell’ennesima passerella del dolore”
“Occorre cercare la verità fino in fondo, senza timidezze e senza prudenza malintesa”. Lo afferma mons. Francesco Savino, vescovo di Cassano all’Jonio, dopo la morte di quattro braccianti nel rogo avvenuto ad Amendolara, nel Cosentino. Il presule chiede allo Stato di “esserci con tutta la sua forza” nelle campagne, nelle filiere agricole, nei luoghi di reclutamento della manodopera e negli alloggi dei lavoratori, con “controlli veri e continui” e “protezione per chi denuncia”. Mons. Savino invita inoltre la politica a non trasformare la tragedia “nell’ennesima passerella del dolore” e lancia un appello a una “mobilitazione civile” e a una “rivolta delle coscienze”, perché la Calabria “non può continuare a essere raccontata solo dopo che il male ha già lasciato i suoi morti sull’asfalto”.
Per il vescovo, dalla tragedia deve nascere “un soprassalto pubblico”: “Chi sfrutta va fermato. Chi copre va smascherato. Chi sa e tace deve interrogare la propria coscienza”. Da qui l’invito a costruire “un patto nuovo per la dignità del lavoro, per la tutela dei migranti e per la liberazione dei territori da ogni forma di sfruttamento e dominio criminale”. Quanto accaduto ad Amendolara, conclude mons. Savino, “non deve essere archiviato come un episodio terribile tra i tanti, ma diventare uno spartiacque”. E aggiunge: “Quelle fiamme hanno divorato quattro uomini, ma hanno illuminato una verità che troppi preferivano lasciare al buio. Quattro corpi sono stati ridotti in cenere. Ma quella cenere ora parla. E ci consegna una sola parola: basta”.
Braccianti bruciati vivi: mons. Savino (Cassano All’Jonio), “serve una parola sola: basta”
“Dinanzi a quanto è accaduto non bastano il cordoglio, la pietà o le parole di circostanza. Serve una parola sola, nuda, cristiana e civile: basta”. Lo afferma mons. Francesco Savino, vescovo di Cassano all’Jonio, intervenendo sulla morte di quattro uomini nel rogo avvenuto in un distributore di carburante lungo la statale 106 ad Amendolara, nel Cosentino. “Basta con una terra che piange i morti e poi torna troppo in fretta alle proprie abitudini. Basta con una coscienza pubblica che si indigna al mattino e dimentica alla sera. Basta con un’economia che continua a reggersi sulla schiena piegata degli ultimi, sulla fatica invisibile dei migranti e sulla paura di chi lavora senza tutele”, aggiunge il presule. Per mons. Savino, quanto accaduto ad Amendolara “non è soltanto un fatto terribile da chiarire fino in fondo, ma una ferita morale, sociale e spirituale”, che interpella istituzioni, politica, Chiesa, comunità locali e mondo del lavoro.
Il vescovo denuncia inoltre il caporalato, definendolo “un sistema” e “una forma moderna di schiavitù che prospera dove il bisogno si trasforma in catena e la fragilità dei migranti viene convertita in profitto”. Da qui l’invito a dire “basta con il silenzio delle convenienze” e con l’idea “che alcune vite valgano meno perché straniere, povere o migranti”. I quattro uomini morti nel rogo, sottolinea mons. Savino, “non erano manodopera anonima, ma persone con un nome, una storia e una famiglia”. La loro morte, conclude, “ci impedisce ogni neutralità”, mentre occorre “fare piena luce sull’accaduto, senza fermarsi alla superficie dei fatti, ma andando a fondo nei contesti in cui si intrecciano sfruttamento, ricatto, illegalità e controllo del territorio”.
Cei: Cappellani Ferrovie dello Stato, oggi a Paola l’incontro nazionale
Si svolgerà oggi, 3 giugno, a Paola, in Calabria, l’annuale incontro nazionale dei Cappellani delle Ferrovie dello Stato, giunto al quarto appuntamento. Coordinati dall’ufficio nazionale della Cei per i problemi sociali e del lavoro, i cappellani sono arrivati nella cittadina tirrenica ieri sera 2 giugno. Questa mattina l’arcivescovo di Cosenza-Bisignano, mons. Giovanni Checchinato, presiederà la messa alla quale prenderanno parte anche i ferrovieri delle stazioni di Paola e Cosenza. Alle 11, i cappellani si ritroveranno in una sala messa a disposizione dagli uffici RFI per un incontro di aggiornamento, riflettendo sulla nota pastorale della Cei “Educare a una pace disarmata e disarmante” del dicembre 2025.
I 4 braccianti bruciati vivi: mons. Savino (Cassano All’Jonio), la politica “non trasformi questa tragedia nell’ennesima passerella del dolore”
“Occorre cercare la verità fino in fondo, senza timidezze e senza prudenza malintesa”. Lo afferma mons. Francesco Savino, vescovo di Cassano all’Jonio, dopo la morte di quattro braccianti di origine pakistana nel rogo avvenuto ad Amendolara, nel Cosentino. Il presule chiede allo Stato di “esserci con tutta la sua forza” nelle campagne, nelle filiere agricole, nei luoghi di reclutamento della manodopera e negli alloggi dei lavoratori, con “controlli veri e continui” e “protezione per chi denuncia”. Mons. Savino invita inoltre la politica a non trasformare la tragedia “nell’ennesima passerella del dolore” e lancia un appello a una “mobilitazione civile” e a una “rivolta delle coscienze”, perché la Calabria “non può continuare a essere raccontata solo dopo che il male ha già lasciato i suoi morti sull’asfalto”.
Per il vescovo, dalla tragedia deve nascere “un soprassalto pubblico”: “Chi sfrutta va fermato. Chi copre va smascherato. Chi sa e tace deve interrogare la propria coscienza”. Da qui l’invito a costruire “un patto nuovo per la dignità del lavoro, per la tutela dei migranti e per la liberazione dei territori da ogni forma di sfruttamento e dominio criminale”. Quanto accaduto ad Amendolara, conclude mons. Savino, “non deve essere archiviato come un episodio terribile tra i tanti, ma diventare uno spartiacque”. E aggiunge: “Quelle fiamme hanno divorato quattro uomini, ma hanno illuminato una verità che troppi preferivano lasciare al buio. Quattro corpi sono stati ridotti in cenere. Ma quella cenere ora parla. E ci consegna una sola parola: basta”.
I 4 braccianti bruciati vivi: mons. Savino (Cassano All’Jonio), “serve una parola sola: basta”
“Dinanzi a quanto è accaduto non bastano il cordoglio, la pietà o le parole di circostanza. Serve una parola sola, nuda, cristiana e civile: basta”. Lo afferma mons. Francesco Savino, vescovo di Cassano all’Jonio, intervenendo sulla morte di quattro uomini di origine pakistana nel rogo avvenuto in un distributore di carburante lungo la statale 106 ad Amendolara, nel Cosentino. “Basta con una terra che piange i morti e poi torna troppo in fretta alle proprie abitudini. Basta con una coscienza pubblica che si indigna al mattino e dimentica alla sera. Basta con un’economia che continua a reggersi sulla schiena piegata degli ultimi, sulla fatica invisibile dei migranti e sulla paura di chi lavora senza tutele”, aggiunge il presule. Per mons. Savino, quanto accaduto ad Amendolara “non è soltanto un fatto terribile da chiarire fino in fondo, ma una ferita morale, sociale e spirituale”, che interpella istituzioni, politica, Chiesa, comunità locali e mondo del lavoro.
Il vescovo denuncia inoltre il caporalato, definendolo “un sistema” e “una forma moderna di schiavitù che prospera dove il bisogno si trasforma in catena e la fragilità dei migranti viene convertita in profitto”. Da qui l’invito a dire “basta con il silenzio delle convenienze” e con l’idea “che alcune vite valgano meno perché straniere, povere o migranti”. I quattro uomini morti nel rogo, sottolinea mons. Savino, “non erano manodopera anonima, ma persone con un nome, una storia e una famiglia”. La loro morte, conclude, “ci impedisce ogni neutralità”, mentre occorre “fare piena luce sull’accaduto, senza fermarsi alla superficie dei fatti, ma andando a fondo nei contesti in cui si intrecciano sfruttamento, ricatto, illegalità e controllo del territorio”.
Dicastero per la comunicazione: vescovi Usa su nomina Alvarado, “giornalista cattolica che ha seguito fedelmente il lavoro dei vescovi”
“È con gratitudine che ho appreso della nomina di Montse come prossimo prefetto del Dicastero per la comunicazione della Santa Sede”. Lo afferma mons. Paul S. Coakley, arcivescovo di Oklahoma City e presidente della Conferenza episcopale degli Stati Uniti (Usccb), commentando la di Maria Montserrat Alvarado, annunciata ieri da Leone XIV. “Siamo grati per il suo lavoro come giornalista cattolica, che ha seguito fedelmente il lavoro dei vescovi, e anche per il suo impegno e la sua dedizione nel promuovere la libertà religiosa e la dignità umana presso il Becket Fund”, prosegue mons. Coakley. “A nome della Conferenza, le assicuro le nostre preghiere mentre continua a servire la Chiesa universale con i suoi talenti unici”, conclude. Alvarado dirige dal 2023 le operazioni giornalistiche di Ewtn e in precedenza ha lavorato al Becket Fund for Religious Liberty, dove è rimasta per 14 anni. In entrambi gli incarichi ha avuto rapporti diretti con la Conferenza episcopale statunitense e i suoi vescovi.













