Chiesa e Società, ecco tutte le notizie del 8 Giugno 2026

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Ecco il resoconto dei principali fatti di oggi, lunedì 8 giugno 2026, che riguardano la vita istituzionale a la vita ecclesiale del nostro Paese. Le notizie sono ordinate in ordine cronologico, dalla più recente alla più datata.


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Papa in Spagna: allo stadio Bernabeu, “nulla vi turbi, nulla vi spaventi”

“Nelle grandi città, più che altrove, a volte ci pare di non avere più le mappe per muoverci con sicurezza”. Lo ha detto il Papa, incontrando la comunità diocesana di Madrid allo Stadio Santiago Bernabeu. “Occorre imparare nuovamente l’arte spirituale dell’attenzione, senza la quale persino l’annuncio del Vangelo rischia di diventare impersonale ripetizione e, perdendo di efficacia, lascia spazio a frustrazione e sfiducia”, l’indicazione di Leone XIV per Madrid, “una grande città dove convivono tradizioni e anime diverse”. “Non è un caso se è proprio nelle città che gli apostoli hanno impiantato la Chiesa nascente, trovando non solo rifiuto, ma anche accoglienza dove più naturalmente le persone sono alle prese con la diversità e il cambiamento”, ha fatto notare il Pontefice, che sulla scorta di Santa Teresa d’Avila ha esclamato: “Nulla vi turbi, nulla vi spaventi! Insieme, come Chiesa diocesana, potete offrire la testimonianza evangelica che libera le migliori energie di un’umanità bombardata di immagini e di parole, ma affamata di giustizia e assetata di verità. Abbiate fiducia nel fatto, sempre più evidente, che si può tornare alla fede o conoscerla per la prima volta in età adulta. Disponetevi ad accogliere i nuovi inizi non come eccezione, ma come regola della missione. Il regolare fermarvi col vostro popolo a interpretare la vita dei quartieri, i cambiamenti culturali, le tensioni sociali, le pratiche ecclesiali alla luce del Vangelo arricchirà e consolerà il vostro ministero”.

Papa in Spagna: allo stadio Bernabeu, “c’è un rapporto speciale tra Chiesa e città”, “non chiuderci nel gruppo”

“C’è un rapporto speciale fra Chiesa e città, ancora più importante nel cambiamento d’epoca che stiamo vivendo: un rapporto che, naturalmente, si realizza fra persone in carne e ossa, nelle relazioni di lavoro e di prossimità, ma non di meno nelle diverse comunità, associazioni, realtà di quartiere”.  Lo ha detto il Papa, che incontrando nello Stadio Santiago Bernabeu la comunità diocesana di Madrid si è soffermato sulla “specificità della missione cristiana all’interno di grandi realtà urbane, dove una cultura inedita palpita e si progetta”, come si legge nell’Evangelii Gaudium di Papa Francesco: “La domanda più importante diventa: ciò che siamo e operiamo come cristiani arriva là dove si formano i nuovi racconti e paradigmi, ovvero ai nuclei più profondi dell’anima delle città?”. “Rispondere può essere difficile, certo, ma è possibile, se cerchiamo insieme la verità”, ha assicurato Leone, secondo il quale “è tanto importante non disperderci e non chiuderci ciascuno nel gruppo o nella realtà in cui già si sente sicuro, tra persone che cantano sempre la stessa melodia”.

Ambiente: con innalzamento del mare paesi delle Cinque Terre come Monterosso e Vernazza potrebbero essere sommersi

Le coste di Monterosso e Vernazza, nel Parco nazionale delle Cinque Terre, in Liguria, risultano sempre più esposte agli effetti dell’innalzamento del livello del mare. è quanto emerge dallo studio “The First Relative Sea Level Rise and Storm Surges Scenarios up to 2150 CE for the Coasts of Monterosso and Vernazza, Cinque Terre National Park (Liguria, Italy)”, recentemente pubblicato sulla rivista scientifica “Remote Sensing” da un team internazionale di ricercatori dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), dell’Istituto di geologia ambientale e geoingegneria (Igag) del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), del Dipartimento di Ingegneria dell’Università degli studi della Basilicata (Unibas), dell’Ente Parco nazionale delle Cinque Terre, dell’Università “Aristotele” di Salonicco (Grecia), dell’Osservatorio astronomico “Lesia” di Parigi (Francia) e dell’Università olandese Radboud.
Combinando dati topografici e batimetrici ad alta risoluzione, rilievi geodetici, serie storiche mareografiche e modellazione numerica delle mareggiate, il lavoro propone una prima valutazione integrata dei possibili scenari di allagamento costiero fino al 2150, nell’ambito delle proiezioni climatiche dell’Ipcc (Intergovernmental Panel on Climate Change).
L’analisi evidenzia che il settore ligure considerato presenta un trend di innalzamento del livello del mare non stazionario, confermando una crescente vulnerabilità dei tratti costieri a bassa quota e delineando scenari utili alla pianificazione territoriale e alla riduzione del rischio costiero. “Secondo le nostre elaborazioni, entro il 2150 l’innalzamento relativo del livello del mare potrebbe collocarsi tra 0,60 e 1,17 metri, con conseguente ampliamento delle superfici esposte a rischio allagamento”, spiegano Marco Anzidei, dirigente di ricerca dell’Ingv, e Alessandro Bosman, primo ricercatore dell’Igag-Cnr e associato di ricerca dell’Ingv, coordinatori dello studio. “Il nostro lavoro ha inoltre evidenziato che, in corrispondenza di eventi estremi, le aree più sensibili sono le spiagge di dimensioni ridotte e gli ambiti portuali posti a bassa elevazione”.
“Durante le mareggiate più forti, con tempi di ritorno di 1 e 100 anni in condizioni di livello marino più alto, nello scenario climatico più severo le onde potranno raggiungere altezze di run-up di oltre 13 metri, con possibili rischi per le linee ferroviarie che collegano le Cinque Terre”, aggiungono i ricercatori.
Lo studio sottolinea pertanto l’opportunità di considerare misure di adattamento mirate, tra cui l’adeguamento delle quote delle banchine, il miglioramento dei sistemi di drenaggio e di protezione delle infrastrutture e dei servizi connessi al turismo.
In questo quadro, la ricerca fornisce un supporto conoscitivo utile per le attività di programmazione, prevenzione e mitigazione del rischio da parte delle amministrazioni competenti.

Medici cattolici: Ojetti (Amci), “difesa della vita senza compromessi”. Card. Versaldi, “anche se minoranza, essere voce attiva”

“Difesa della vita dal concepimento fino al suo tramonto naturale, senza compromessi e senza scorciatoie”, dialogo con i giovani medici e riaffermazione della deontologia professionale. Sono le linee indicate dal presidente nazionale dell’Associazione medici cattolici italiani (Amci), Stefano Ojetti, al termine dell’Assemblea nazionale e del ritiro spirituale svoltisi a Loreto dal 4 al 7 giugno, con oltre 140 partecipanti. L’incontro ha segnato anche l’ingresso del card. Giuseppe Versaldi come nuovo assistente ecclesiastico nazionale dell’associazione. Ojetti ha definito “fortemente unitivo e storico” l’appuntamento, ricordando tra i momenti più significativi la recita del Rosario nella Basilica di Loreto e sottolineando la volontà di “offrire ai giovani medici e agli specializzandi punti di riferimento per la professione e la moralità professionale”. Nel suo intervento conclusivo, il card. Versaldi ha esortato i medici cattolici a non temere di essere “minoranza” nella società contemporanea: “La maggioranza non è il criterio della verità. Anche da minoranza non dobbiamo essere silenziosi né inattivi”. Il porporato ha indicato come priorità del suo mandato l’unità, il rinnovamento generazionale e la fedeltà al Magistero, precisando che “la tradizione non è una fotografia del passato, ma un fiume che scorre”. Versaldi si è detto inoltre edificato dalla testimonianza dei medici presenti, “professionisti autorevoli capaci di farsi gregge semplice e umile davanti a Dio”.

Cultura: Più libri più liberi, la fiera della piccola e media editoria arriva alla 25esima edizione

“Se guardi meglio cosa vedi?”. È il titolo scelto per la venticinquesima edizione della fiera della piccola e media editoria “Più libri più liberi”, che si svolgerà dal 4 all’8 dicembre alla Nuvola di Roma. Un’edizione completamente diversa da quelle precedenti, in cui non ci sarà solo un direttore artistico, ma una squadra di curatori coordinata da Paolo Di Paolo, scelta per rafforzare il dialogo costante con gli editori e costruire un programma capace di rappresentare la pluralità degli sguardi e dei linguaggi contemporanei. Altra novità è l’istituzione di un comitato di indirizzo che avrà l’obiettivo di garantire una visione coerente con le trasformazioni del mercato editoriale contemporaneo e di presidiare gli obiettivi fondanti della fiera: il sostegno concreto alle case editrici e la loro massima valorizzazione. Il cambiamento interesserà anche l’impianto stesso della manifestazione. È stata avviata una complessiva riprogettazione della pianta espositiva per rendere ancora più efficace la presenza degli espositori e migliorare l’esperienza del pubblico.

Hiv e tumori: domani all’Università Cattolica di Roma congresso su prevenzione, cure innovative e accesso equo ai trattamenti

Si terrà domani, 9 giugno, al Centro congressi Europa dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma il congresso nazionale “Hiv and cancer in 2026: equity, innovation and care networks”, promosso da Carlo Torti e Antonella Cingolani per approfondire il tema delle patologie oncologiche nelle persone che vivono con l’Hiv e favorire un accesso più equo alla prevenzione e alle cure. L’iniziativa riunirà infettivologi, oncologi, onco-ematologi, radioterapisti, istituzioni e associazioni di pazienti per fare il punto sugli screening, sulle terapie innovative e sulle reti assistenziali. “L’Hiv oggi grazie alle terapie anti-retrovirali è diventata una patologia cronica”, osserva Cingolani, sottolineando come le patologie oncologiche rappresentino una delle principali sfide legate all’invecchiamento di questa popolazione. Al centro dei lavori anche il superamento dei pregiudizi che possono limitare l’accesso alle cure: “I pazienti con Hiv, infatti, rispondono molto bene alle terapie oncologiche”, afferma Torti. Al termine dell’evento sarà elaborata una Call to Action per promuovere l’equità nell’assistenza oncologica delle persone con Hiv.

Elezioni amministrative: il centro-destra vince ad Arezzo, Macerata e Lecco, il centro-sinistra ad Agrigento, Chieti e Trani

Affluenza al 52%, in calo di otto punti. Il centro-destra vince ad Arezzo, Macerata e Lecco, il centro-sinistra ad Agrigento, Chieti e Trani. Questo l’esito dei ballottaggi nei Comuni capoluogo di provincia in cui si è svolto il secondo turno di votazione per l’elezione dei rispettivi sindaci. Nella prima tornata erano stati eletti direttamente sette candidati sostenuti dal centro-sinistra, tre appoggiati dal centro-destra, due proposti da liste civiche indipendenti. A Macerata confermato sindaco Sandro Parcaroli con il 54,3%, ad Arezzo eletto Marcello Comanducci (55,75%) e a Lecco Filippo Boscagli (51,9%). Ad Agrigento il sindaco eletto è Michele Sodano con il 72,31% dei voti, a Chieti Giovanni Legnini con il 52,5%, a Trani Marco Galiano con il 51%. In Sardegna, Regione a statuto speciale, si è svolto il primo turno in 148 Comuni, di cui 5 con più di 15 mila abitanti. Doppio turno anche nei Comuni capoluogo di Tempio Pausania (Gallura Nord-Est Sardegna) e Sanluri (Medio Campidano). In controtendenza con il quadro nazionale l’aumento dell’affluenza alle urne che si è attestata sul 61,64%, due punti in più rispetto alle precedenti elezioni.

Riviste: Facoltà teologica Triveneto, in Studia patavina un focus sulla mistica cristiana

La mistica conosce oggi un rinnovato interesse, sia in contesti religiosi sia laici. Non si tratta di un fenomeno marginale né superficiale, ma è un sintomo significativo delle tensioni che attraversano il nostro tempo e che interpellano anche il sapere teologico. Per questo il nuovo numero della rivista della Facoltà teologica del Triveneto Studia patavina (1/2026) propone un focus dal titolo “Mistica cristiana. Un ritrovato interesse nell’epoca della complessità”, curato da Antonio Bertazzo e Marzia Ceschia, che nell’editoriale scrivono: “In un tempo in cui sono messe in crisi le grandi narrazioni di senso e in cui l’accelerazione dei processi tecnologici non soddisfa l’esigenza di dare significato a quelle dimensioni – come la morte, la fragilità, la questione sull’origine e il/la fine – che continuano a sfuggire all’umano controllo, la mistica sembra offrire uno spazio particolarmente adatto a riformulare la domanda sul senso, sul limite e sulla possibilità di una conoscenza non riducibile al dato, all’utile o alla funzione”.
I sette contributi in cui si articola l’approfondimento, in prevalenza a firma di docenti della Facoltà, mettono in dialogo più prospettive. Apre il focus Marzia Ceschia, che si sofferma sul temine “mistica”, considerandone la recezione e le questioni emergenti tra XIX e XX secolo. Marco Grusovin ricostruisce la stratificazione e la complessità degli approcci teorici utilizzati dalle scienze religiose per studiare la mistica. L’analisi delle profonde mutazioni del panorama religioso e spirituale nell’attuale cambiamento d’epoca è messa a tema da Antonio Bertazzo, mentre il rapporto tra mistica, chiesa e pastorale è affrontato da Andrea Toniolo. L’approccio patristico nell’esplorazione dell’esperienza di fede cristiana è offerto da Giuseppe Laiti. Il focus è arricchito da due contributi che mettono a tema la mistica contemporanea esplorando due figure emblematiche: Maria Zambrano e Madeleine Delbrel, a cura rispettivamente di Silvano Zucal (Università di Trento) e Luciano Luppi (Facoltà teologica dell’Emilia Romagna).
Oltre al focus, la rivista propone la lectio magistralis su Il problema del male nell’Antico Testamento tenuta in Facoltà dal biblista Jean Louis Ska e un contributo di Pietro Bovati su Sacra Scrittura e omosessualità: il Documento della Pontificia Commissione Biblica “Che cosa è l’uomo?”; infine, l’articolo di Matteo Casarotto Una cosa sola per natura e per amore. Attorno all’esegesi agostiniana di Gv 17,22.
Il fascicolo 1/2026 può essere richiesto (al costo di 17 euro) a .

Papa in Spagna: omaggio alla Vergine dell’Almudena, “aiutaci a essere costruttori di pace e riconciliazione”

“Aiutaci a essere costruttori di pace e riconciliazione”. Si è concluso con queste parole la preghiera e l’omaggio del Papa alla Vergine dell’Almudena, nella cattedrale di Madrid, dove Leone XIV ha deposto una Rosa d’oro davanti alla Madre e alla protettrice della Spagna. “Sono numerose le generazioni di madrileni che, nel corso dei secoli, hanno venerato quest’immagine di Maria Santissima, che porta in braccio il suo Figlio divino e ce lo porge”, ha ricordato il Papa, rievocando la tradizione secondo cui “in tempi difficili per la comunità cristiana, per proteggere la statua della Vergine, la si nascose in un anfratto delle mura della cittadella, dove rimase nascosta per molto tempo, fino a quando, dopo il crollo miracoloso di una parte delle mura, venne ritrovata intatta”. “Questa millenaria devozione mariana, così sentita da tutti voi, è un segno delle radici cristiane che vi caratterizzano e vi danno vita, ma anche della grande speranza che continua ad animarvi per proseguire nel cammino”, ha commentato il Pontefice: “Nelle nostre società attuali esistono ancora molti muri che non proteggono, ma dividono, allontanano e isolano. A volte, pensando che abbatterli significhi dover affrontare ciò che non ci piace, preferiamo la comodità di puntellarli appena e, più frequentemente, di ignorarli. Tuttavia, la Nostra Signora dell’Almudena, con la sua presenza e la sua sicura protezione, ci dice un’altra cosa: per edificare qualcosa di nuovo, bello e duraturo, bisogna essere disposti ad abbattere muri, perché per ricominciare il cammino sono necessari spazi che ci permettano di intravedere l’orizzonte”.

Salute e oceani: Iss, dal primo Forum sul tema emerge che la questione ambientale è anche priorità assoluta di sanità pubblica

Se il mare si ammala, ci ammaliamo anche noi. Parte da questo legame indissolubile l’impulso verso un cambio di paradigma radicale che ispira il primo International Forum Ocean and Human Health International High Level Forum che si sta svolgendo a Roma presso la sede dell’Istituto superiore di sanità (Iss) alla presenza dei ministri della Salute Orazio Schillaci e dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, con i principali esponenti del mondo della ricerca e delle istituzioni mondiali su questi temi: al centro del confronto la necessità di riconoscere la salute degli oceani come una priorità della sanità pubblica globale.
Dal primo Forum dell’Istituto superiore di sanità, riunito per discutere degli effetti dello stato degli oceani sulla salute umana, è stata disegnata una mappa di indicazioni internazionali poiché la tutela degli ecosistemi marini è questione di emergenza ambientale, ma anche priorità assoluta di sanità pubblica.
L’obiettivo è promuovere la visione di “Planetary Health” per difendere lo scudo climatico e lo straordinario patrimonio di risorse biologiche e terapeutiche custodite nei mari d ella terra. Durante l’evento non sono solo studiate e condivise le evidenze dei cambiamenti e delle pressioni originate dalle attività dell’uomo sugli oceani ma anche proposte azioni fondamentali per ambizione e insieme concretezza. Ad esempio, il progetto Sea Care, unico nel panorama internazionale, attraverso un nuovo assetto di sistema basato su risorse già esistenti e sinergie istituzionali come la collaborazione tra Iss, Marina Militare italiana e altri centri di ricerca nazionali e internazionali, ha raccolto campioni da tutti gli oceani, evidenziando la presenza ubiquitaria di geni legati alla resistenza agli antibiotici, insieme alla presenza di sostanze pericolose per l’uomo come i Pfas e le microplastiche, tracciando anche il virus Sars-CoV-2 in acque lontane dalle coste.
“L’oceano regola cicli naturali fondamentali, sostiene i sistemi viventi e svolge un ruolo centrale nella sicurezza alimentare globale. Soprattutto, agisce come determinante strutturale della salute, influenzando la qualità dell’acqua, l’esposizione ai contaminanti, le dinamiche microbiologiche e l’accesso a risorse biologiche”, ha sottolineato, nel suo intervento Andrea Piccioli, direttore generale dell’Iss, organizzatore del Forum e ideatore di Sea Care, evidenziando che “i sistemi acquatici stanno emergendo come importanti serbatoi e vie di diffusione dell’antimicrobico-resistenza, con implicazioni evidenti per la salute pubblica globale. Questo richiede un cambio di approccio: i rischi sanitari non possono più essere affrontati senza integrare pienamente i dati ambientali nei sistemi di sorveglianza”. Per Piccioli, “proteggere l’acqua, proteggere il mare e costruire una nuova ecologia della salute significa anche proteggere la nostra idea di umanesimo, un’idea nella quale scienza, cultura e responsabilità pubblica non sono mondi separati, ma parti di un unico progetto civile condiviso. E forse questo è il vero significato della modernità: non cancellare l’identità in nome del cambiamento, ma trovare il coraggio di innovare senza perdere profondità. Il futuro della salute sarà costruito attraverso connessioni: tra discipline, tra istituzioni, tra Paesi e soprattutto tra le persone e il loro ambiente”.

Papa in Spagna: ha incontrato sei vittime di abuso da parte di membri del clero

Durante il pomeriggio di oggi, nella nunziatura apostolica a Madrid, Papa Leone ha incontrato 6 vittime di abuso da parte di membri del clero e della Chiesa in Spagna, accompagnate da personale ecclesiale impegnato nell’opera di vicinanza alle vittime. “Nel corso della conversazione, durata quasi un’ora, a partire dalle proprie dolorose vicende personali ciascuno dei presenti ha offerto al Papa alcune proposte per rendere più efficace la risposta della Chiesa a casi così drammatici”, rende noto la Sala Stampa della Santa Sede: “Il Papa ha ascoltato con affetto e attenzione, ha assicurato la sua vicinanza, e quella di tutta la comunità ecclesiale, e il suo impegno perché le proposte ricevute siano un fondamento per ulteriori sforzi e la Chiesa possa realmente essere luogo sicuro e spiritualmente sano, dove le ferite trovino conforto e guarigione”. Sempre oggi, incontrando i vescovi spagnoli, Papa Leone XIV ha fatto cenno al tema degli abusi. Di fronte alla “piaga” degli abusi da parte dei membri del clero, “la comunità ecclesiale è chiamata a rispondere con l’ascolto, la verità, la giustizia, la riparazione e un impegno sempre più deciso nella prevenzione e nella cultura della cura”, ha affermato nella sede della Conferenza episcopale spagnola. “Ogni persona ferita deve poter trovare ascolto sincero, accoglienza, protezione e percorsi reali di guarigione”, ha proseguito Leone XIV, secondo il quale “questa stessa logica vale anche per le sfide di un mondo secolarizzato”.

Vescovo ucciso in Mozambico: fonti locali, indagini in corso ma ancora niente prove o movente

Non ci sono ancora prove né sono stati individuati i responsabili dell’omicidio di mons. Osório Citora Afonso, vescovo della diocesi di Quelimane e amministratore apostolico dell’arcidiocesi di Beira in Mozambico, ucciso con colpi d’arma da fuoco la mattina del 6 giugno. Fonti locali riferiscono al Sir che si è in attesa di pronunciamenti ufficiali – se ci saranno – da parte delle forze investigative. Si sa solo che non si è trattato di un furto e che il vescovo Afonso non si era esposto politicamente e non si era mai espresso da solo contro le malefatte locali ma solo insieme agli altri vescovi della Conferenza episcopale. Arrivato da poco nella diocesi di Quelimane, nella provincia della Zambézia, di recente aveva lanciato sui social una proposta di riforma della diocesi. Anche sulle dinamiche la versione degli investigatori riportata dai media mozambicani non è chiara: c’è chi parla di un colpo al torace, chi di due colpi e chi addirittura di più. L’impressione generale è che si sia trattato di una esecuzione. Papa Leone XIV ha appreso “con dolore del grave atto di violenza” e si è unito “nella preghiera al popolo delle diocesi e del Mozambico in quest’ora di smarrimento”. La Conferenza episcopale del Mozambico ha indicato in un comunicato che “è stato trovato morto in circostanze misteriose che restano da chiarire”. Anche il Simposio delle Conferenze episcopali di Africa e Madagascar (Secam/Sceam) ha definito l’atto un “crimine barbarico”, chiedendo al governo del Mozambico e alle autorità competenti di condurre un’indagine immediata, trasparente e indipendente. Nato il 6 maggio 1972 a Ribaué, nella diocesi di Nampula, membro dei Missionari della Consolata, mons. Afonso era stato ordinato sacerdote il 3 novembre 2002 e consacrato vescovo il 28 gennaio 2024. E’ stato nominato da Papa Leone XIV vescovo di Quelimane il 25 luglio 2025 e, nell’aprile 2026, amministratore apostolico dell’arcidiocesi di Beira. Quelimane, situata a 1.500 chilometri dalla capitale Maputo, si trova alla foce del Rio dos Bons Sinais sull’Oceano Indiano.

Freedom of Information Act: Libera, riparte l’azione civica sugli extra-costi del Santa Giulia a Milano per i Giochi olimpici

Libera si mobilita in occasione della ricorrenza decennale della pubblicazione in Gazzetta ufficiale (8 giugno 2016) della legge che ha introdotto in Italia la possibilità di chiedere dati pubblici anche in assenza di un obbligo formale di pubblicazione (cosiddetto Foia, acronimo di Freedom of Information Act). La mobilitazione parte da Milano e rientra nella settimana di mobilitazione fino al 13 giugno di “Occhi aperti sulla corruzione”: flash mob, sit in, incontri con cittadinanza giugno per chiedere, da Nord a Sud, di rafforzare trasparenza, controllo e responsabilità. “Occhi aperti sulla corruzione” rientra nelle azioni della campagna nazionale di Libera “Fame di verità e giustizia” che ha l’obiettivo di rimettere al centro della vita pubblica l’urgenza nel contrasto a mafiosi e corrotti.
A Milano quest’azione non può che puntare direttamente sull’Arena Santa Giulia (PalaItalia), cantiere simbolo di Milano-Cortina 2026 consegnato in extremis e con dotazioni provvisorie. Allo stato attuale ciò che è di dominio pubblico è che i costi dell’opera privata sono quasi raddoppiati (da 180 a oltre 300 milioni), con 51 milioni di fondi pubblici usati per coprire le accelerazioni dell’ultimo minuto. Sulla vicenda – che vede il privato chiedere 134 milioni a fronte di una stima comunale di 53-67 milioni – la Corte dei conti ha già aperto un’istruttoria per danno erariale. Nei fatti, specie alla luce di un susseguirsi di atti e previsioni di spesa, il complessivo dell’impegno economico reale del Comune, così come le forme e il processo decisionale che hanno portato a scegliere come impiegare le risorse, restano largamente ignoti.
“Su voci di spesa e processi decisionali relativi agli extra-costi per il Santa Giulia, a Milano, non occorre una nuova domanda Foia: c’è già. È lì ferma, in attesa di risposta, da 278 giorni, ossia da quando la presentammo il 4 settembre 2025. Ci risposero – commenta Pietro Basile, referente di Libera Milano – che i dati erano indisponibili per processi amministrativi in corso. Se oggi, in tutta Italia, come Libera stiamo portando avanti azioni Foia, qui a Milano non ci resta che far pesare ognuno di quei 278 giorni. Stiamo parlando di oltre nove mesi di attesa e di una battaglia legale che ha visto Comune e privati trincerarsi dietro il segreto tecnico fino al Consiglio di Stato. Ribadiamo che negare il diritto di sapere ferisce la democrazia. Per questo, oggi è partita anche una lettera aperta, che rinnova il senso del nostro Foia, in cui chiediamo al Comune di Milano di essere motore, e non censore, dell’accountability pubblica”.
L’azione si propaga contemporaneamente su altri due fronti critici del Paese nell’alveo della medesima spinta alla democrazia monitorante: al Sud, con la richiesta di open data al Consorzio di bonifica del Bacino del Volturno per passare “dai fuochi ai dati” e tracciare la rigenerazione ambientale; al Centro, con tre istanze Foia mirate a sbloccare i cronoprogrammi e i Sal sull’edilizia scolastica ancora ferma nel cratere del sisma 2016 nelle Marche.

Gaza: Save the Children, “la nuova chiusura dei valichi mette a rischio l’accesso alle forniture essenziali per i bambini”

Le autorità israeliane hanno annunciato oggi la chiusura dei valichi di frontiera verso la Striscia di Gaza, inclusi Kerem Shalom e Rafah, fino a nuovo avviso. “Questa politicizzazione degli aiuti rende nuovamente inaccessibili cibo, acqua potabile e forniture salvavita d’emergenza, tra cui beni medici e materiali per l’alloggio, essenziali per la sopravvivenza di un milione di bambini e delle loro famiglie”, ha commentato Save the children.
“Gli aiuti non sono uno strumento politico e non dovrebbero essere usati come un’arma in questo modo. La sopravvivenza e i bisogni dei bambini a Gaza non dovrebbero essere subordinati agli attacchi aerei che si verificano altrove – ha dichiarato Ahmad Alhendawi, direttore regionale di Save the children per Medio Oriente, Nord Africa ed Europa Orientale – Per quasi tre anni Gaza è stata colpita così intensamente dai bombardamenti aerei israeliani che nulla può più crescere e la popolazione è stata costretta a fare affidamento sulla già scarsa quantità di aiuti che attraversava il confine, aiuti che non sono mai stati sufficienti e che ora sono completamente irraggiungibili”.
“L’apertura dei valichi è vitale affinché i bambini di Gaza ricevano il cibo, l’acqua potabile, le medicine, il carburante, i materiali necessari per ripararsi e le forniture per mantenere in funzione ospedali, sistemi idrici e altri servizi essenziali. Tutto questo è ora a rischio – ha sottolineato – I bambini di Gaza sono già stati affamati deliberatamente. Ora non dovrebbero essere privati dell’acqua, delle medicine, di un riparo e degli altri beni essenziali per la sopravvivenza. Le autorità israeliane devono riaprire immediatamente questi valichi, revocare l’assedio e facilitare la consegna sicura di aiuti umanitari su larga scala”. “Rivolgiamo un appello alla comunità internazionale affinché eserciti pressione sul governo di Israele. I bambini palestinesi e le loro famiglie a Gaza hanno visto i propri diritti, garantiti dalle norme internazionali, progressivamente erodersi nel tempo. Anche se la comunità internazionale può aver distolto lo sguardo da Gaza, la storia non lo farà”.

Diocesi: Roma, domani un convegno sulla Magnifica Humanitas

“Magnifica humanitas”, la prima enciclica di Papa Leone XIV, dedicata alla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale, sarà al centro di un convegno promosso dalla diocesi di Roma e dalla Pontificia Università Lateranense. L’appuntamento – informano i promotori – è per martedì prossimo, 9 giugno alle 10, nell’aula magna dell’ateneo (piazza San Giovanni in Laterano, 4). Il cardinale vicario Baldassare Reina, gran cancelliere dell’università, introdurrà i lavori, che proseguiranno poi con l’intervento dell’arcivescovo Alfonso Amarante, rettore della Lateranense, su “L’architettura e il linguaggio di ‘Magnifica humanitas’”. Prenderà quindi la parola don Francesco Cosentino, docente di teologia alla Pontificia Università Lateranense, che affronterà il tema “Babele o Gerusalemme? Il pensiero antropologico di ‘Magnifica humanitas’”. Ancora, interverranno don Andrea Pizzichini, dell’Accademia Alfonsiana, su “L’intelligenza artificiale: sfida o opportunità?” e Francesco Cicione, fondatore e presidente di Entopan, che rifletterà su “Costruire una AI disarmata”. Il Consiglio episcopale, in una lettera alla diocesi, invita alla partecipazione sottolineando che l’enciclica è “un pronunciamento magisteriale prezioso per leggere i segni dei tempi e le tante sfide culturali, antropologiche e tecnologiche che ci attendono. Approfondiremo il testo dell’enciclica in vista di una capillare diffusione nelle parrocchie e nelle diverse realtà della nostra diocesi”.

Portogallo: Università Cattolica, summer school della facoltà di teologia. “Cammino e pellegrinaggio” tra passato e presente

L’Istituto Religare, organismo della facoltà di teologia dell’Università Cattolica portoghese, inaugura questa sera la nuova edizione della “Scuola estiva” che – come annunciato nella pagina web dell’ateneo lusitano – si svilupperà in quattro sessioni formative online dall’8 al 29 giugno. L’edizione 2026 della Summer school intende offrire agli studenti una riflessione interdisciplinare sul significato del cammino e del pellegrinaggio: “Prendendo il Cammino di Santiago come uno dei punti di riferimento dell’attività didattica, il programma esamina il pellegrinaggio come forma storica di costruzione delle tradizioni religiose e come pratica che continua a mobilitare significati spirituali, culturali e sociali nel tempo presente”, precisano i promotori nella website dell’Università Cattolica. Il programma formativo intende esplorare le correlazioni di significato tra diverse pratiche di cammino – dal pellegrinaggio religioso ai “sentieri contemporanei” –, evidenziando le affinità tra “il percorso fisico e l’esperienza interiore di ricerca e costruzione del senso”. In questo orizzonte, il cammino emerge come “linguaggio simbolico e pratica trasformativa, capace di articolare territorio, memoria, esperienza spirituale e mediazioni culturali: dalla letteratura di viaggio alle dinamiche educative e turistiche”, evidenziano ancora i promotori.
La Summer school 2026 invita pertanto a “riflettere sulle forme di ‘abitare il cammino’ come gesto culturale e spirituale, in cui lo spostamento nel territorio si intreccia con processi di ricerca, trasformazione e costruzione spirituale”. Le sessioni formative sono programmate nei giorni 8, 15, 22 e 29 giugno dalle 18.30 alle 20.

Magnifica Humanitas: Roma, domani alla Lateranense il card. Reina introduce il convegno sull’enciclica

Si terrà martedì 9 giugno alle 10 nell’aula magna della Pontificia Università Lateranense il convegno “Magnifica Humanitas”, promosso dalla diocesi di Roma e dall’Ateneo per approfondire la di Papa Leone XIV. Ad introdurre i lavori sarà il card. Baldassare Reina, vicario generale di Sua Santità per la diocesi di Roma. Seguirà l’intervento di mons. Alfonso Amarante, rettore della Lateranense, su “L’architettura e il linguaggio di ‘Magnifica humanitas’”. Don Francesco Cosentino, della Pontificia Università Gregoriana, affronterà il tema “Babele o Gerusalemme? Il pensiero antropologico di ‘Magnifica humanitas’”; don Andrea Pizzichini, della Pontificia Accademia Alfonsiana, parlerà di “L’intelligenza artificiale: sfida o opportunità?”; Francesco Cicione, fondatore e presidente di Entopan, chiuderà con una relazione su “Costruire una AI disarmata”. Il Consiglio episcopale della diocesi, in una  ai fedeli, definisce l’enciclica “un pronunciamento magisteriale prezioso per leggere i segni dei tempi e le tante sfide culturali, antropologiche e tecnologiche che ci attendono”, annunciando che il testo sarà approfondito “in vista di una capillare diffusione nelle parrocchie e nelle diverse realtà della nostra diocesi”.

Cinema: Siloé Film Festival compie dieci anni, il 23-24 luglio a Grosseto con i giovani del Mediterraneo

“Il tema di quest’edizione è indirizzo di senso, prospetto di umanità, alveo di cultura: i cortometraggi che troveranno domicilio artistico presso la Comunità monastica di Siloé costituiscono questo ponte, lo progettano e lo consolidano oltre la disperazione della cronaca e il pessimismo dell’attualità”. Lo afferma Federico Pontiggia, giornalista e critico cinematografico, nuovo direttore artistico del Siloé Film Festival, che quest’anno celebra la sua decima edizione. La manifestazione, dedicata ai cortometraggi a soggetto e di animazione, si terrà il 23 e 24 luglio presso la Comunità monastica di Siloé a Poggi del Sasso, in provincia di Grosseto. Il tema scelto per quest’anno è “Mediterraneo di speranza, un ponte tra le rive”. Ideato e organizzato dal Centro culturale San Benedetto in collaborazione con la Cei, il festival è promosso dalla Rete Mare Nostrum, rete di associazioni ispirate al pensiero di Giorgio La Pira. Protagonista della giuria sarà il Consiglio dei Giovani del Mediterraneo, composto da 34 delegati provenienti dalle Conferenze episcopali e dai Sinodi delle Chiese cattoliche dell’area. “Nell’area mediterranea in questa fase sembrano prevalere le voci di guerra – sottolineano gli organizzatori –: il progetto rappresenta un’applicazione concreta degli obiettivi di promuovere relazioni fraterne e costruire ponti di dialogo, unità e pace tra popoli e culture diverse”. Saranno selezionate otto opere; i due migliori cortometraggi riceveranno il premio per la migliore opera e l’Alloro del Mediterraneo. Le candidature devono pervenire entro il 15 giugno su .

Associazioni: Gorizia, gruppi di Azione Cattolica da diverse diocesi alla scoperta del confine come luogo di incontro e pace

Proseguono le visite di gruppi dell’Azione Cattolica provenienti da diverse diocesi italiane a Gorizia e Nova Gorica, territorio che con GO!2025 – Nova Gorica-Gorizia Capitale europea della cultura ha assunto un forte valore simbolico come laboratorio di dialogo, incontro e costruzione della pace. Nei giorni scorsi un gruppo dell’Azione Cattolica di Pavia ha visitato il territorio transfrontaliero per approfondire il significato del confine nella storia e nella realtà contemporanea. Attraverso un percorso tra memoria e attualità, i partecipanti hanno riflettuto su come ciò che per decenni ha diviso persone e comunità possa oggi diventare occasione di collaborazione, conoscenza reciproca e crescita comune. Anche un gruppo dell’Azione Cattolica di Venezia ha fatto tappa a Gorizia per conoscere la storia di una città segnata dalle grandi trasformazioni del Novecento europeo e oggi esempio concreto di convivenza tra culture e popoli diversi. Momento centrale della visita è stato il passaggio in Piazza Transalpina, luogo simbolo della cooperazione tra Gorizia e Nova Gorica. Le iniziative confermano il crescente interesse delle associazioni ecclesiali verso un territorio che ha trasformato una linea di separazione in uno spazio di relazione. Gorizia si propone così come una palestra di cittadinanza europea e un’esperienza concreta di dialogo, offrendo alle comunità provenienti da tutta Italia un’occasione di riflessione sui temi della fraternità, della pace e dell’incontro tra i popoli.

Consiglio d’Europa: a Strasburgo conferenza “Le donne che costruiscono la pace”

A Strasburgo, domani 9 giugno, si tiene la Conferenza annuale della Commissione per la parità di genere. Una intera giornata di lavoro sarà dedicata al tema “Le donne che costruiscono una pace duratura: eliminare le barriere per una risoluzione dei conflitti e la costruzione della pace che siano inclusive”. Si riuniranno responsabili politici, esperti e membri della società civile per esplorare “soluzioni concrete per aumentare la partecipazione significativa delle donne ai processi di pace e per affrontare le norme di genere e la violenza di genere che ne ostacolano il coinvolgimento nella risoluzione dei conflitti e nel consolidamento della pace”. Dal confronto dovranno emergere “modalità concrete” con cui il Consiglio d’Europa potrà contribuire a queste soluzioni. Dopo i saluti istituzionali di rito, sarà Pramila Patten, rappresentante speciale del Segretario generale Onu sulla violenza sessuale nei conflitti a fare il discorso programmatico. Il Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa parlerà invece del ruolo delle donne nei processi di pace. Due sessioni tematiche esploreranno gli ostacoli che le donne incontrano e i percorsi verso una partecipazione inclusiva: la violenza di genere e gli ostacoli alla leadership femminile. Quindi la sessione “Dalla diagnosi all’azione: cosa deve cambiare?”. Si potranno seguire i lavori da remoto, previa .

Diocesi: Nocera Inferiore-Sarno, al via stasera la Sosta ecclesiale 2026

Camminare insieme proseguendo l’esperienza della sinodalità sperimentata negli ultimi anni come Chiesa italiana. La Sosta ecclesiale 2026 sarà un esercizio di sinodalità per settori, per un confronto tra diocesi di Nocera Inferiore-Sarno e parrocchie e viceversa. Ci si lascerà guidare dalla domanda dei discepoli di Emmaus: “Non ardeva forse in noi il nostro cuore?” (Lc 24,32). “La Sosta ecclesiale – ha spiegato il vescovo di Nocera Inferiore-Sarno, mons. Giuseppe Giudice – sarà un’occasione preziosa per rafforzare la comunione tra le diverse realtà ecclesiali, migliorare il coordinamento pastorale e favorire una più efficace corresponsabilità nella vita della nostra Chiesa diocesana. Il contributo di ciascuno di voi sarà fondamentale per promuovere un dialogo vivo e costruttivo tra diocesi e parrocchie”.
Una Sosta su più giorni. Prima il dialogo, poi la restituzione. Il primo momento fondamentale, quello dell’ascolto per tavoli sinodali, è per ambiti pastorali e si tiene in più giorni e in diversi luoghi: dal oggi 8 all’11 giugno tra la curia, Iuvenescit ecclesia, la cattedrale e il battistero. Si parte stasera alle 19,30, presso il Centro pastorale della cattedrale,
Per favorire il confronto tra i partecipanti ai tavoli tematici, che saranno coordinati dai direttori e dai responsabili degli uffici diocesani, sono state preparate delle schede di lavoro relative a ciascun ambito pastorale. Si tratta di una serie di domande e spunti che le parrocchie sono state invitate a condividere e utilizzare nei Consigli pastorali, nei gruppi e negli organismi parrocchiali, “affinché possano diventare un valido strumento di riflessione e preparazione per coloro che prenderanno parte ai tavoli sinodali”, si legge nell’Instrumentum laboris.
I parroci dovranno individuare sei referenti per parrocchia, uno per ogni ambito, favorendo una rappresentanza significativa dei diversi ambiti pastorali ai tavoli tematici nelle serate dedicate all’ascolto. Per il clero e la vita consacrata invece, saranno invitati al tavolo sinodale i vicari foranei e i delegati per la vita consacrata maschile e femminile. L’appuntamento generale è, invece, previsto il 18 giugno alle 19.30 presso il santuario di Santa Maria della Foce in Sarno. La Sosta ecclesiale sarà caratterizzata da una parola introduttiva e dalla restituzione del lavoro emerso nei tavoli sinodali, alla luce del tema proposto.
“Durante tutto il percorso ci lasceremo guidare dal metodo del Cammino sinodale, fondato sull’ascolto reciproco, sul discernimento comunitario e sulla ricerca condivisa della volontà del Signore per la nostra Chiesa diocesana”, spiegano dalla segreteria pastorale.

Funerali Camilla e Dana Galli: card. Cantoni (Como), “non abbiate paura, ora sono con Gesù”

“Sono rimasto molto colpito dalla tragica morte delle sorelle Dana e Camilla Galli. Alla loro età, a tutto si pensa, tranne che la vita possa finire all’improvviso. È l’età dei sogni per il futuro, dell’amore, delle forti e intense amicizie. Quello che è accaduto, umanamente, ci lascia senza parole e con un grande dolore nel cuore, che sembra togliere il respiro. Affiorano le grandi domande e ci chiediamo come è possibile tutto questo”. Lo scrive il card. Oscar Cantoni, vescovo di Como, in un messaggio di cordoglio in occasione dei funerali a Livigno delle sorelle Camilla e Dana Galli, morte il 4 giugno in un incidente d’auto.
“Una sola parola può aiutarci a trasformare la disperazione in speranza, ed è quella di Gesù, Lui che ha pianto per la morte dell’amico Lazzaro, comprende le nostre lacrime, Lui che sulla croce ha gridato sentendosi abbandonato, può capire la nostra angoscia. Lui che è risorto per amore può ripetere a noi, oggi, quello che disse un giorno ai suoi amici: ‘Non abbiate paura, non sia turbato il vostro cuore, nella casa del Padre mio ci sono molti posti’ (Gv 14,1-4). Non abbiate paura, Dana e Camilla sono con Gesù, perché Lui è la via che porta al cielo”, assicura il cardinale.
“Fate tesoro di ciò che con la loro vita hanno donato a ciascuno di voi. È l’eredità preziosa che vi lascia una figlia, una sorella, una amica. Vivete la vostra vita, d’ora in avanti, anche per Camilla e Dana, vivetela nella fede in Dio e nella pienezza delle relazioni con gli altri. Loro dal cielo vi guidano e vi accompagnano”, conclude il card. Cantoni.

80 anni di Repubblica: Università Cattolica, domani a Milano un convegno per parlare di “Donne e Costituente”

È dedicato alle ventuno donne elette il 2 giugno 1946 all’Assemblea costituente, il convegno “Donne e Costituente” promosso dall’Università Cattolica del Sacro Cuore, in collaborazione con l’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi superiori e il Comune di Milano. L’iniziativa si terrà martedì 9 giugno alle 18 nella sala Alessi del Comune di Milano. Introdurranno i lavori il sindaco Giuseppe Sala, l’arcivescovo Mario Delpini e la rettrice dell’Università Cattolica del Sacro, Cuore Elena Beccalli. Seguirà un momento di approfondimento per ripercorrere alcuni passaggi decisivi del lungo cammino che portò per la prima volta in Italia le donne al voto. Ne discuteranno Elena Riva, ordinaria di Storia moderna e direttrice del dipartimento di Storia moderna e contemporanea; Maria Bocci, ordinaria di Storia contemporanea; Ernesto Preziosi, autore del volume “Armida Barelli, il lungo viaggio delle donne verso la partecipazione democratica” (Ave Roma). L’evento sarà moderato da Marco Girardo, direttore di Avvenire.

Povertà: Padova, domani Caritas Sant’Antonio presenterà il Bilancio sociale. 122 progetti in 40 Paesi nel 2025

Il Bilancio sociale 2025 di Caritas Sant’Antonio Ets – braccio caritativo dei frati della Basilica di Sant’Antonio di Padova – sarà presentato martedì 9 giugno, in occasione della solennità del santo, nella sala dello Studio Teologico della basilica. Sarà fatto un resoconto dei progetti 2025, illustrate le modalità di lavoro dell’ente di solidarietà della Provincia italiana di Sant’Antonio di Padova dei Frati minori conventuali. Lo scorso anno sono stati realizzati 122 progetti in 40 Paesi del mondo in stretta collaborazione con le popolazioni locali, per un totale di oltre 3 milioni e 800mila euro, grazie alla generosità dei lettori delle riviste antoniane e dei devoti del santo. Verrà lanciato anche il “Progetto 13 giugno 2026” per sostenere un ospedale mobile oftalmico nella Savana in Benin. Interverranno: Valerio Folli, direttore Caritas Sant’Antonio Ets; fra Antonio Ramina, rettore della Basilica di Sant’Antonio; Monica De Angeli, direttrice generale della Comunità e amministratore delegato Comunità San Francesco onlus di Monselice. Coordina padre Giancarlo Zamengo, direttore generale del Messaggero di Sant’Antonio.

Sant’Antonio da Padova: card. Zuppi (Bologna), “la forza del Santo era la parola e l’esempio della sua vita”

“Chiunque deve essere operatore di pace: non sono i mezzi di cui disponiamo che ci fanno essere operatori di pace perché questa è la logica del riarmo, ma è l’essere disarmati, che ci permette di chiedere il disarmo, di parlare ammonendo i reggitori della Terra”. Ad affermarlo ieri pomeriggio, durante la tredicina di Sant’Atonio da Padova, il card. Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna. Il tema della Tredicina di quest’anno è legato all’ottavo centenario dalla morte di San Francesco. Continua Zuppi: “San Francesco non faceva sconti: rivolgeva le sue istanze ai reggitori e li metteva di fronte al giudizio di Dio. Ciò vale anche per tutti quanti noi: per farlo dobbiamo essere disarmati. Anche Sant’Antonio era disarmato in questo. L’unica sua forza era la parola e soprattutto l’esempio della sua vita. La parola era incredibile per la vita che conduceva, per l’atteggiamento che aveva come San Francesco – conclude l’arcivescovo -. La parola è anche legata tantissimo al nostro corpo e la fisicità di San Francesco e di Sant’Antonio era quella di una vita tutta spesa per gli altri e vissuta nell’amore e nella comunione con il Signore e quindi in comunione con il Prossimo”.

Noticum: “L’atomica, il nucleare… e noi”, riflessioni di Rovelli, Pompili e Corazzina sulla rivista digitale

È online il numero di giugno di Noticum, la rivista digitale della fondazione Missio. Su questo numero, in primo piano: “L’atomica, il nucleare e noi”: una riflessione con il fisico Carlo Rovelli, il vescovo di Verona Domenico Pompili e il sacerdote Fabio Corazzina di Pax Chiristi. A seguire: un commento sull’enciclica Magnifica Humanitas a cura del direttore del Cum don Sergio Gamberoni, la tragica situazione del Mozambico, una riflessione della teologa Lucia Vantini su “Il senso della missione nel volto dell’altro/a”, la lettera pastorale del card. Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme dei latini, la difficile vita a Cuba vista con gli occhi dei missionari. Seguono le pagine continentali con notizie che arrivano dai missionari, e poi le rubriche Chi viene&chi va con il profilo di Marco Desalvo dei focolarini, Missio km zero con l’incontro a Rimini dei laici e delle famiglie rientrate dalla missione, la riflessione teologica di Sandro Gallazzi e AnnaMaria Rizzante, i libri e i quaderni del Cedor, il Centro di documentazione del Cum.  per leggere e scaricare Noticum.

Estate ragazzi: mons. Morandi (Reggio Emilia), sia “tempo di grazia, di senso e di scoperta”. “L’oratorio è il luogo dove si impara a vivere con gli altri”

“L’estate che si apre davanti a noi è una straordinaria opportunità per trasformare il tempo delle vacanze, spesso percepito come ‘vuoto’, in un tempo di grazia, di senso e di scoperta”. Lo ha scritto mons. Giacomo Morandi, arcivescovo di Reggio Emilia-Guastalla, in una lettera inviata alla comunità diocesana nell’imminenza dell’avvio delle attività estive negli oratori.
“Quest’anno l’équipe del Servizio di Pastorale giovanile ha proposto il tema ‘Road to Heaven’ proponendo come guida san Carlo Acutis: un ragazzo che amava lo sport e il computer e che ha saputo trasformare la normalità in un’occasione straordinaria di santità”, ha proseguito il presule prima di indirizzare alcune parole a ciascuna delle “categorie” coinvolte. “Mi rivolgo innanzitutto ai presbiteri. Vi ringrazio per il prezioso lavoro di preparazione che sta dietro ad ogni proposta e vi incoraggio a guidare i ragazzi ad essere costruttori delle nostre comunità riscoprendo la bellezza della propria vita battesimale attraverso il servizio”. “A voi, carissimi animatori, rivolgo un saluto speciale: benvenuto a chi per la prima volta si misura in questa attività e un bentornato ai ‘veterani’ che confermano il loro spirito di attenzione al prossimo”, l’omaggio dell’arcivescovo: “Siete ‘originali’ perché prestando servizio nell’oratorio estivo mostrate di avere una visione della vita piena di speranza e vi dedicate al bene che fa contenti gli altri. Non cedete alla tentazione di ‘lasciarvi vivere’. In questo mondo individualista, la vostra originalità risiede nella fiducia, nel servizio e nello stare insieme, accompagnati dal Signore e dalla testimonianza dei santi”. “L’oratorio estivo – ha proseguito mons. Morandi – non esisterebbe se non ci fossero genitori disposti a rinnovare l’alleanza educativa con la comunità ecclesiale. Care famiglie aiutate i vostri figli ad uscire di casa, a mettersi in gioco e a staccarsi dal divano e dai social per scoprire le amicizie vere”. “Infine, un saluto agli attori principali delle settimane in oratorio: bambini e ragazzi. Grazie per la vostra carica e il vostro entusiasmo. Tra giochi e laboratori non mancate di dire il vostro “Eccomi!” quando si tratterà di consolare un amico o coinvolgere chi si sente in disparte”. “L’oratorio – ha concluso mons. Morandi – è il luogo dove si impara a vivere con gli altri, anche con sensibilità diverse, evitando sempre di alimentare conflitti e di prendere a bersaglio chi non sa e non può difendersi da solo. L’oratorio è lo ‘stile della comunità’ che si fa casa per accogliere i piccoli e i giovani”.

Magnifica Humanitas: mons. Bodo (Saluzzo), “l’uomo deve essere sempre al centro della Creazione”

“Potrei suggerire un nuovo nome – che potrebbe entrare nel dizionario dell’intelligenza artificiale – con cui chiamare l’intelligenza artificiale una forma di intelligenza, e non una forma di vita, perché la vita siamo solo noi. Anche per essere in linea con il Creatore, che ha creato la nostra intelligenza la quale ha portato questa altra intelligenza. Ed è vero quello che è stato detto prima, ‘sono sempre le nostre mani’. Ci auguriamo che sia sempre così, perché tutto serve, ma l’uomo deve essere sempre al centro della Creazione”. Lo ha affermato sabato mons. Cristiano Bodo, vescovo di Saluzzo, intervenendo davanti alla cattedrale alla presentazione “Le nuove tecnologie al servizio dell’uomo”, durante la quale sono stati illustrati alla cittadinanza i nuovi strumenti tecnologici dotati di intelligenza artificiale che supporteranno la diocesi nei servizi di pulizia e manutenzione della chiesa di San Giovanni. Durante il suo discorso, il presule ha fatto riferimento alla lettera enciclica “Magnifica Humanitas” di Papa Leone XIV sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale, promulgata lo scorso 25 maggio.
Mons. Bodo ha voluto ringraziare “l’equipe di ingegneri e professionisti, che portano così Saluzzo ad essere conosciuta anche a livello mondiale per le sue conoscenze e le sue scoperte”.

Terremoti: Ingv e Ogs, rafforzato il monitoraggio dei fenomeni sismici con la rete nazionale Meet

L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), in particolare la sezione di Palermo (Ingv – Pa), in collaborazione con l’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale – Ogs, ha implementato nel nord-est d’Italia nell’ambito del progetto Pnrr-Meet (Monitoring Earth’s Evolution and Tectonics) la rete nazionale di monitoraggio idro-geochimico nelle aree sismiche italiane.
In particolare, in Friuli sono state installate quattro nuove stazioni permanenti dedicate al monitoraggio dei parametri idrogeochimici in aree considerate strategiche per lo studio dei processi sismogenetici.
Meet è un progetto infrastrutturale che ha contribuito al potenziamento della rete idrogeochimica dell’Ingv distribuita sull’intero territorio nazionale. Queste attività di progetto prevedevano l’installazione di 25 nuove stazioni permanenti sul territorio nazionale per la misura continua di temperatura, conducibilità elettrica e livello dell’acqua di pozzi e sorgenti, oltre ai principali parametri meteorologici. L’infrastruttura è stata progettata con sistemi di acquisizione di dati omogenei e di protocolli informatici condivisi per garantire nel tempo acquisizione, archiviazione, elaborazione e utilizzabilità dei dati provenienti da ogni singola stazione.
“L’obiettivo scientifico del monitoraggio integrato con altre osservazioni multidisciplinari è migliorare la comprensione del ruolo dei fluidi nei processi che generano i terremoti. Le acque sotterranee, infatti, possono mostrare sensibili variazioni dei parametri chimico-fisici o delle portate in relazione ai processi di deformazione della crosta terrestre e all’attività sismica. Il riconoscimento e l’interpretazione tempestiva di queste variazioni forniscono informazioni fondamentali per comprendere i processi sismogenici e individuare discontinuità tettonico-strutturali difficilmente rilevabili con altri metodi di indagine”, spiega Antonio Caracausi, ricercatore dell’Ingv.
In generale, i siti destinati all’installazione delle strumentazioni sono stati individuati grazie a studi precedenti congiunti a nuove indagini idrogeochimiche condotte nelle aree selezionate.
“Oltre alla misura dei parametri chimico-fisici delle acque e di quelli meteorologici, le stazioni possono essere implementate con strumenti per il monitoraggio continuo di parametri geochimici nelle acque, come la pressione parziale di anidride carbonica disciolta (PCO2), la composizione dei gas disciolti e, in atmosfera e nei suoli, attraverso la misura dei flussi di anidride carbonica (CO2) e della composizione chimica e isotopica dei gas”, aggiunge Caracausi.
Il monitoraggio idro-geochimico in Friuli viene sviluppato in un contesto multidisciplinare, nel quale i dati geochimici vengono integrati con dati sismologici, di deformazione crostale e altre osservazioni geofisiche, con l’obiettivo di costruire modelli crostali per l’interpretazione dei fenomeni naturali collegati ai terremoti.

Africa: Com. Sant’Egidio, inaugurata in Malawi una nuova casa per bambine di strada

Una nuova casa destinata ad accogliere bambine che vivono in strada in Malawi. È stata inaugurata a Mzuzu, nel nord del Paese africano, nei giorni scorsi. Si tratta della terza struttura aperta dalla Comunità di Sant’Egidio nel Paese, per offrire protezione, accoglienza e un futuro a bambini e bambine particolarmente vulnerabili. La nuova casa sorge nella città di Mzuzu, dove la Comunità di Sant’Egidio è presente da molti anni. La sua realizzazione rafforza l’impegno a favore dei minori che vivono situazioni di grave fragilità. Le altre due case già attive si trovano a Blantyre, dove sono accolte dodici bambine, e a Lilongwe, dove vivono cinque bambini. La casa di Mzuzu è stata realizzata grazie al lascito di Giovanni Ferratini della Comunità di Sant’Egidio di Roma, che aveva espresso il desiderio di “contribuire alla realizzazione di una casa per bambini in Africa in memoria di sua moglie Eleonora”. La casa – fa sapere la Comunità di Sant’Egidio – è molto confortevole, perfettamente arredata, e dotata di un pozzo per l’acqua nel cortile”.

Papa a Lampedusa: l’arcidiocesi di Agrigento si prepara ad accoglierlo con un video su Instagram

“Cari fratelli e sorelle o’scia”. Con queste parole, tratte da un videomessaggio di Papa Leone XIV, l’arcidiocesi di Agrigento si prepara ad accogliere Papa Leone XIV il prossimo 4 luglio a Lampedusa. In un reel su Instagram la Chiesa locale ripropone il saluto che il Santo Padre ha rivolto alla comunità lampedusana.

 

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Kosovo: Krastev (analista) su risultato elezioni, “la gente è stanca dall’impasse politica e vuole una vita migliore”

“In Kosovo si sta ripetendo lo scenario dopo le elezioni precedenti del dicembre 2025 con la differenza che ora il partito di Albin Kurti ha 13 parlamentari in meno per raggiungere la maggioranza necessaria per poter formare un governo”. È il commento a caldo rilasciato al Sir dall’analista dei Balcani Nikolay Krastev all’indomani delle ennesime elezioni politiche svoltesi ieri nel Paese balcanico. “A dicembre – spiega – il leader del movimento Vetevendosje non ha voluto fare nessun compromesso con l’opposizione per arrivare a un accordo e formare l’esecutivo e questa volta probabilmente succederà lo stesso, con la differenza che tantissime persone non sono andate a votare”. A suo avviso, “la gente è stanca dall’impasse politica e vuole una vita migliore mentre i politici non sono pronti a tendere la mano”. Krastev ritiene che nelle trattative sarà molto importante anche “concordarsi per l’elezione della figura del Presidente della Repubblica che viene eletto dal parlamento con una maggioranza di due terzi”. “Proprio per questa ragione, Kurti ha indotto il Paese alle nuove elezioni: voleva a tutti i costi che il presidente fosse una sua nomina”. Secondo Krastev “le forze dell’opposizione, cioè il Partito democratico e la Lega democratica, insieme al partito della minoranza serba potrebbero cercare di formare un governo di minoranza”. “Fa impressione – conclude – che nessuno parli più del dialogo tra Pristina e Belgrado, talmente complicata è la situazione politica in ambedue i Paesi che non si trova spazio per pensare alle relazioni esterne”.

Terremoto nelle Filippine: Unicef, “preoccupazione per la sicurezza e il benessere dei bambini”

L’Unicef esprime solidarietà ed è pronta a sostenere i bambini e le famiglie colpiti dal terremoto di magnitudo 7,8 che ha colpito Mindanao, nelle Filippine, oggi 8 giugno, causando danni alle comunità della provincia di Sarangani, della città di General Santos e delle regioni limitrofe. “Esprimiamo la nostra profonda preoccupazione per la loro sicurezza e il loro benessere in questo momento difficile”, sostiene l’Unicef.
Con la ripresa delle lezioni, “questa emergenza solleva preoccupazioni urgenti riguardo alla sicurezza dei bambini. Le prime notizie parlano di feriti lievi tra alcuni studenti, oltre che di danni agli edifici scolastici e ad altre strutture pubbliche. La sicurezza degli studenti e degli insegnanti deve rimanere la priorità assoluta. Si stanno monitorando le segnalazioni di vittime, tra cui quelli di bambini. Si esortano le comunità a rimanere in allerta per eventuali scosse di assestamento e a seguire le indicazioni ufficiali, specialmente nelle zone costiere dove potrebbero persistere rischi di tsunami”, sottolinea l’Unicef, che è impegnata a sostenere il governo filippino nel rispondere ai bisogni dei bambini colpiti e delle loro famiglie, in particolare dei più vulnerabili. “Abbiamo preposizionato aiuti di emergenza e denaro contante per diversi usi, il che consente di mobilitare rapidamente gli aiuti per garantire un accesso tempestivo ed efficiente ai trasferimenti di denaro; a servizi sanitari e nutrizionali di qualità; a strutture e interventi per l’approvvigionamento idrico, i servizi igienico-sanitari e l’igiene; alla protezione dell’infanzia; nonché per aiutare le scuole a garantire la continuità didattica durante le emergenze”, viene spiegato in una nota.
L’Unicef sta monitorando da vicino la situazione e sta collaborando con il governo e i partner umanitari per individuare le necessità prioritarie e definire le misure di intervento. “Insieme ai nostri partner e sostenitori, chiediamo alle autorità di garantire che i bambini colpiti siano protetti da pericoli, disagi e sofferenze e che i loro diritti rimangano al centro dell’intervento”, conclude l’Unicef.

Dipendenze: Fict, cresce nel 2025 il gioco d’azzardo patologico, +115% gli utenti seguiti dai servizi per questo problema rispetto al 2020

Uno dei fenomeni in maggiore crescita è il gioco d’azzardo patologico. È quanto emerge dal Report 2025 dell’Osservatorio nazionale dei servizi, presentato a Roma, nei giorni scorsi, durante l’Assemblea nazionale dei presidenti Fict. I dati evidenziano la crescita delle dipendenze da sostanze, del gioco d’azzardo patologico e delle attività di prevenzione nei territori e nelle scuole.
Nel 2025 gli utenti seguiti dai servizi Fict per quanto riguarda l’azzardo patologico raggiungono quota 737, con un aumento del 34% rispetto al 2024 e del 115% rispetto al 2020. Il fenomeno riguarda soprattutto uomini adulti, ma cresce anche la presenza di persone anziane e di situazioni caratterizzate da disagio psichico e vulnerabilità sociale. Il 43% degli utenti Gap è in terapia farmacologica psichiatrica.
“Il gioco d’azzardo patologico non è più un fenomeno marginale”, sottolinea il presidente della Fict, Luciano Squillaci. “Sta diventando una delle nuove frontiere del disagio contemporaneo: colpisce persone sempre più fragili, spesso sole, indebitate o con problemi di salute mentale”.
Cresce anche il lavoro di prevenzione e intervento educativo territoriale. Nel 2025 i servizi Fict hanno raggiunto 83.540 contatti, il valore più alto registrato dalla rete. Quasi 75mila sono minori, pari all’89% del totale. Gli interventi nelle scuole superano quota 1.286, più del doppio rispetto all’anno precedente.
“C’è un filo rosso che tiene unite le persone, le storie e le possibilità”, conclude Squillaci. “In un tempo che spesso isola, noi scegliamo di costruire legami. Con i giovani, con le famiglie, con chi vive una fragilità. Per noi nessuno è irrecuperabile: ogni persona può ritrovare futuro quando incontra ascolto, relazioni e comunità. Il filo rosso della vita è questo: non lasciare indietro nessuno”.
La campagna nazionale “Noi insieme – Il filo rosso della vita” accompagnerà le iniziative promosse dalla rete Fict in tutta Italia per la Giornata internazionale contro l’abuso e il traffico illecito di droga del 26 giugno.

Dipendenze: Fict, nel 2025 assistite oltre 11mila persone. Le sostanze più diffuse cocaina e crack

In occasione del 26 giugno, Giornata internazionale contro l’abuso e il traffico illecito di droga, la Federazione italiana comunità terapeutiche (Fict) Ets lancia la campagna nazionale “Noi insieme – Il filo rosso della vita”, un messaggio che richiama il valore più profondo del lavoro delle comunità terapeutiche: la forza delle relazioni umane, della cura e della comunità.
Contestualmente, la Federazione diffonde i dati del Report 2025 dell’Osservatorio nazionale dei servizi, presentato a Roma, nei giorni scorsi, durante l’Assemblea nazionale dei presidenti dei Centri federati della Fict. I dati evidenziano la crescita delle dipendenze da sostanze, del gioco d’azzardo patologico e delle attività di prevenzione nei territori e nelle scuole.
Nel 2025 la rete Fict, composta da oltre 600 servizi attivi in tutta Italia, ha assistito 11.208 persone. L’area delle dipendenze da sostanze registra il dato più alto degli ultimi anni, con 6.776 utenti, in aumento del 48% rispetto al 2017.
Particolarmente significativo il dato relativo ai giovani adulti: gli utenti tra i 18 e i 25 anni passano da 631 nel 2024 a 1.254 nel 2025, segno di un forte incremento del fenomeno giovanile.
Tra le sostanze di abuso emergono soprattutto cocaina e crack, che oggi riguardano quasi un utente su due seguito dalla rete Fict: sono 2.519 le persone in trattamento per cocaina e 769 quelle per crack. In crescita anche il consumo problematico di alcol, con 1.301 utenti in carico.
“Le dipendenze oggi non possono più essere lette solo come consumo di sostanze”, dichiara Luciano Squillaci, presidente della Fict. “Dietro ogni storia incontriamo fragilità emotive, disagio psicologico, isolamento sociale e spesso una profonda solitudine relazionale. Per questo serve una risposta capace di unire cura sanitaria, educazione, comunità territoriale e prossimità”.

Austria: inizia l’assemblea plenaria dei vescovi che eleggerà il nuovo presidente. Poi focus su vita religiosa e “Magnifica Humanitas”

Sotto la presidenza dell’arcivescovo di Salisburgo, mons. Franz Lackner, la Conferenza episcopale austriaca si riunisce oggi, lunedì 8 giugno, a Mariazell per la sua assemblea plenaria estiva. L’ordine del giorno della riunione di tre giorni prevede l’elezione del presidente e del suo vice, i cui mandati di sei anni sono giunti al termine. Lackner è stato eletto presidente della Conferenza episcopale nel giugno 2020, sempre a Mariazell, durante la pandemia; in quell’occasione, il vescovo Manfred Scheuer di Linz è stato eletto suo vice. L’assemblea plenaria si apre con un pomeriggio di studio sulla vita religiosa, come spiegato a Kathpress dal segretario generale della Conferenza episcopale, Peter Schipka. A rappresentare gli ordini religiosi saranno i due presidenti della Conferenza episcopale austriaca, la priora Franziska Madl e il prevosto Anton Höslinger, nonché la segretaria generale, suor Christine Rod, e il direttore generale, Peter Bohynik. La Conferenza degli Istituti secolari d’Austria è rappresentata dalla sua presidente, Maria Lukas. Schipka ha inoltre comunicato che i vescovi discuteranno dell’enciclica sociale di Papa Leone XIV, “Magnifica Humanitas”, pubblicata di recente. Come spiegato dal segretario generale, la prossima elezione dei due presidenti è regolata dagli statuti della Conferenza episcopale. Il presidente deve essere eletto tra i vescovi diocesani e sono ammesse più rielezioni.

Commissione Ue: pass gratuiti di viaggio, oltre 40mila diciottenni potranno scoprire l’Europa grazie a DiscoverEu

La Commissione europea ha svelato oggi i risultati del bando DiscoverEu di marzo 2026, iniziativa nell’ambito del programma Erasmus+. 40.912 giovani di 18 anni riceveranno un pass di viaggio “per esplorare la diversità del continente, conoscere il suo patrimonio culturale e la sua storia e entrare in contatto con persone provenienti da ogni angolo d’Europa”. I candidati selezionati viaggeranno da soli o in gruppi fino a cinque persone, principalmente in treno, tra luglio 2026 e settembre 2027. Glenn Micallef, commissario per i giovani e la cultura, ha dichiarato: “Un pass DiscoverEu non è solo un biglietto, ma un invito a vivere in prima persona la ricchezza culturale e la bellezza dell’Europa. Alle migliaia di giovani selezionati oggi, vorrei dire: l’Europa vi aspetta. Portate con voi la vostra curiosità, la vostra ambizione e trasformate questo viaggio in una storia da raccontare”. Dal suo lancio nel 2018, oltre 2 milioni di giovani hanno richiesto un abbonamento di viaggio nel corso di quattordici sessioni di candidature di DiscoverEu.

EU Commission: free travel passes, over 40 thousand eighteen-year-olds will be able to discover Europe with DiscoverEu

Today, the European Commission revealed the results of the March 2026 DiscoverEu call, an initiative that is part of Erasmus+ programme. 40,912 eighteen-year-olds will receive a travel pass “to explore the continent’s diversity, learn about its cultural heritage and history, and connect with people from every corner of Europe”. The selected applicants will travel alone or in groups of up to five people, mainly by train, from July 2026 to September 2027. Glenn Micallef, Commissioner for Intergenerational Fairness, Youth, Culture and Sport, said: “A DiscoverEU pass is not just a ticket but an invitation to experience the cultural richness and beauty of Europe first-hand. To the thousands of young people selected today, I would like to say: Europe is waiting for you. Pack your curiosity, bring your ambition, and turn this trip into a story worth telling”. Since its launch in 2018, over 2 million young people have applied for a travel pass over the course of fourteen DiscoverEu application rounds.

Migranti: da inizio anno sbarcate 12.136 persone sulle nostre coste. Il 18% sono minori non accompagnati

Sono finora 12.136 le persone migranti sbarcate sulle coste da inizio anno. Nello stesso periodo, lo scorso anno furono 24.858 mentre nel 2024 furono 22.582. Il dato è stato diffuso dal ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina. Il totale delle persone arrivate via mare in Italia a giugno è pari a 506. L’anno scorso, in tutto il mese, furono 7.089, mentre nel 2024 furono 4.902.
Degli oltre 12.100 migranti sbarcati in Italia nel 2026, 3.717 sono di nazionalità bangladese (30,6%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Somalia (1.401, 11,5%), Pakistan (1.107, 9,1%), Sudan (1.032, 8,5%), Algeria (829, 6,8%), Egitto (797, 6,6%), Tunisia (486, 4%), Eritrea (340, 2,8%), Mali (288, 2,4%), Nigeria (218, 1,8%), Costa d’Avorio (211, 1,7%), Iran (183, 1,5%), Guinea (169, 1,4%), Marocco (145, 1,2%), Camerun (111, 0,9%) a cui si aggiungono 1.102 persone (9,1%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione. Fino ad oggi sono stati 2.187 i minori stranieri non accompagnati ad aver raggiunto il nostro Paese via mare. Il dato è aggiornato a oggi, lunedì 8 giugno. I minori stranieri non accompagnati sbarcati sulle coste italiane lungo tutto il 2025 sono stati 12.177, 8.752 nel 2024, 18.820 nel 2023, 14.044 nel 2022, 10.053 nel 2021, 4.687 nel 2020, 1.680 nel 2019, 3.536 nel 2018 e 15.779 nel 2017.
Dal 1° gennaio al 4 giugno 2026 i migranti rimpatriati sono 3.721, dei quali 3.213 con rimpatri forzati e 508 con rimpatri volontari assistiti. Negli anni scorsi sono stati complessivamente 6.772 in tutto il 2025 (il 10,2% rispetto al numero di persone sbarcate) e 5.704 nel 2024 (8,6%).

Corpus Domini: mons. Crociata (Latina), “l’unità chiusa è una unità fasulla”

“Un’unità che non accoglie l’altro, il diverso, l’emarginato, sia nella Chiesa che nella società civile, è una unità malata e falsa, che istituzionalizza e legittima le disuguaglianze e le ingiustizie”. È il cuore dell’omelia pronunciata ieri dal vescovo di Latina, mons. Mariano Crociata, nella cattedrale di San Marco per la solennità del Corpus Domini, culminata con la processione eucaristica fino alla parrocchia di Santa Rita. Riflettendo sul significato dell’Eucaristia, il presule ha indicato nell’“unità estroversa” il messaggio della celebrazione, ricordando che il sacramento “non chiede uniformità ma unità” e che i fedeli sono chiamati a diventare “eucaristici”, ossia a conformarsi a Cristo nel dono di sé. Per il vescovo, infatti, “l’Eucaristia si celebra nel rito e nella vita”, attraverso un concreto movimento di apertura e servizio verso gli altri. Da qui il richiamo a superare chiusure e particolarismi all’interno delle comunità ecclesiali: “L’unità chiusa è una unità fasulla; l’unità vera è quella eucaristica, di chi si apre, incontra e si dona”. Un appello che mons. Crociata ha esteso anche alla vita civile e alla città, invitando a perseguire un bene comune autenticamente inclusivo, soprattutto verso chi vive situazioni di fragilità ed esclusione. L’omelia si è conclusa con il riferimento alle parole pronunciate da Papa Leone XIV nella celebrazione del Corpus Domini in Spagna, sul valore dell’Eucaristia come sorgente di speranza, giustizia e carità da portare nel mondo.

Albania: proteste contro resort di lusso del genero di Trump. Premier Rama difende il progetto

Il malcontento in Albania, attorno al progetto di resort di lusso finanziato da “Affinity Partners”, che coinvolge residenti, organizzazioni non governative, e numerosissimi manifestanti, è iniziato dopo che gli investitori hanno eretto alte recinzioni con filo spinato attorno al terreno destinato al progetto a Zvernec, vicino a Valona. Alcune centinaia di persone si sono radunate sul posto e si sono verificati scontri con guardie di sicurezza private. Il primo ministro albanese Edi Rama però difende a spada tratta il progetto, affermando che porterà benefici economici significativi al Paese grazie a investimenti per circa 4 miliardi di euro e contribuirà a rendere l’Albania una destinazione di rilievo internazionale. Ha inoltre avvertito che la diffusione di informazioni che ritiene fuorvianti, potrebbe danneggiare la stagione turistica, citando già alcuni segnali di rallentamento delle prenotazioni nella città di Saranda. Jared Kushner, genero di Trump, ha annunciato i piani per il resort nel 2024 come parte di un più ampio pacchetto di investimenti nei Balcani. Oltre al progetto in Albania, esso comprendeva la riqualificazione dell’ex edificio dello Stato maggiore dell’esercito jugoslavo a Belgrado. L’anno scorso Kushner ha rinunciato al progetto in Serbia dopo le proteste di piazza.

Albania: proteste contro resort di lusso del genero di Trump. “La nazione non è in vendita”

Migliaia di persone continuano a protestare in Albania contro il progetto di resort di lusso finanziato da “Affinity Partners”, una società di investimento legata a Jared Kushner, marito di Ivanka Trump, figlia del Presidente statunitense. Si tratta di un investimento pari a 1,4 miliardi di euro in aree protette della costa adriatica. Il villaggio turistico dovrebbe nascere su una parte ancora selvaggia della costa, situata vicino all’area protetta di Vjosa-Narta, habitat di fenicotteri e foca monaca, che comprende siti in cui le tartarughe marine depongono le loro uova. Gli ambientalisti si oppongono al progetto perché, a loro avviso, esso interesserà diverse centinaia di ettari di spiagge incontaminate mentre gli investitori affermano che agiranno in modo responsabile. Per ora non ci sono commenti da parte della società di Kushner. I dubbi dei manifestanti però rimangono e le proteste non si sono placate. Tra gli slogan si legge: “La nazione non è in vendita” e “Non voglio che l’Albania diventi come Dubai”. Le proteste non nascono solo da una preoccupazione ecologica, ma anche da forti dubbi sulla trasparenza politica e dal sospetto che vi sia stata corruzione nel rilascio delle licenze.

Infanzia e adolescenza: Telefono Azzurro, oltre agli abusi anche i rischi digitali e la salute mentale pesano nel disagio minorile

I principali servizi di ascolto e intervento della Fondazione Sos Il Telefono Azzurro Ets sono la Linea 19696, primo servizio gratuito dedicato ai minori attivato in Italia, che ha gestito dalla sua nascita 93.669 casi; il servizio di emergenza 114, operativo 24 ore su 24 per situazioni di pericolo immediato, che ha preso in carico 39.974 casi dal 2003 a oggi.
Questi numeri, spiega la Fondazione, “costituiscono una fotografia dell’evoluzione del disagio minorile nel nostro Paese. Dietro ogni richiesta di aiuto si riflettono infatti i cambiamenti della società, delle relazioni e delle modalità con cui bambini e adolescenti affrontano le difficoltà”.
Uno degli elementi più evidenti emersi negli ultimi anni riguarda “la crescente centralità della dimensione digitale nella vita dei minori. Oggi una parte rilevante delle fragilità e dei rischi si manifesta online, in ambienti che accompagnano costantemente la crescita dei ragazzi e che spesso sfuggono al controllo degli adulti”.
I dati della hotline “Clicca e segnala”, il servizio dedicato al contrasto degli abusi online sui minori, mostrano con chiarezza questa trasformazione. “Solo nell’ultimo anno sono state gestite 3.022 segnalazioni, delle quali il 76,5% riguardava materiale di abuso sessuale su minori. Un dato che evidenzia la crescente diffusione di contenuti illegali online e la necessità di rafforzare gli strumenti di prevenzione, educazione e protezione nell’ambiente digitale”.
Anche il fenomeno dei minori scomparsi continua a rappresentare una sfida significativa. Dal 2009 il numero europeo 116.000 Bambini scomparsi, gestito da Telefono Azzurro in Italia, ha seguito 1.945 casi, offrendo supporto alle famiglie e collaborando con le istituzioni nelle attività di ricerca e tutela.
L’esperienza accumulata in quasi quarant’anni di attività mostra come “le forme di disagio che coinvolgono i più giovani siano diventate più articolate e meno immediatamente visibili. Accanto alle situazioni di emergenza continuano infatti a crescere forme di sofferenza silenziosa che riguardano il benessere psicologico, l’autostima, la capacità di costruire relazioni e il senso di appartenenza”.
È proprio questa esperienza diretta che consente oggi a Telefono Azzurro di svolgere un ruolo sempre più rilevante non solo nell’intervento, ma anche nella lettura dei fenomeni che coinvolgono l’infanzia e l’adolescenza. Un ruolo riconosciuto recentemente anche da Agcom, che ha individuato la Fondazione come primo Trusted Flagger italiano per la fascia d’età 0-18 anni nell’ambito del Digital Services Act europeo, affidandole il compito di segnalare contenuti illeciti alle grandi piattaforme digitali attraverso procedure prioritarie.
A un anno dal traguardo dei quarant’anni, “Telefono Azzurro continua a svolgere una duplice missione: intervenire accanto ai bambini e agli adolescenti che chiedono aiuto e contribuire, attraverso l’esperienza maturata sul campo, a comprendere le trasformazioni che stanno interessando le nuove generazioni”.

Infanzia e adolescenza: Telefono Azzurro, dal 1987 a oggi seguiti oltre 135mila casi. Caffo, “la prevenzione passa dall’ascolto e dal saper cogliere i segnali di sofferenza”

Nel giorno del suo 39° anniversario, Fondazione Sos Il Telefono Azzurro Ets ripercorre quasi quattro decenni di attività al fianco di bambini, adolescenti e famiglie. Dal 1987 a oggi la Fondazione ha seguito oltre 135.000 casi, costruendo una delle più ampie esperienze di ascolto e intervento a tutela dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia. Un patrimonio unico che consente oggi di leggere l’evoluzione delle fragilità, dei bisogni e dei rischi che coinvolgono le nuove generazioni.
Fondata nel 1987 da Ernesto Caffo, la Fondazione osserva oggi un cambiamento profondo rispetto ai primi anni di attività. Sono cambiati i contesti di crescita, le relazioni sociali, il ruolo della famiglia e della scuola e, più recentemente, l’impatto delle tecnologie digitali nella vita quotidiana dei più giovani.
“Da quasi quarant’anni ascoltiamo i bambini e gli adolescenti e, attraverso le loro voci, osserviamo i cambiamenti della società. Le problematiche non sono scomparse: si sono trasformate. Oggi alle forme tradizionali di disagio si affiancano nuove fragilità legate alla salute mentale, alla qualità delle relazioni e all’impatto della dimensione digitale. Questa esperienza ci insegna che la prevenzione passa prima di tutto dall’ascolto e dalla capacità di cogliere tempestivamente i segnali di sofferenza. Comprendere i bisogni dei bambini significa comprendere il futuro della nostra società”, dichiara il presidente di Telefono Azzurro, Ernesto Caffo.
L’anniversario rappresenta un momento celebrativo e soprattutto un’occasione per riflettere su come siano cambiati i problemi dei minori in Italia. Le oltre 135 mila richieste di aiuto raccolte in 39 anni costituiscono infatti una testimonianza diretta delle trasformazioni sociali, culturali e tecnologiche che hanno interessato il Paese.
L’esperienza maturata sul campo racconta con chiarezza come siano cambiate, nel tempo, le richieste di aiuto di bambini, adolescenti e famiglie. Se negli anni della fondazione di Telefono Azzurro emergevano prevalentemente situazioni di maltrattamento, violenza e conflittualità familiare, oggi accanto a queste problematiche si affermano forme di disagio nuove e sempre più diffuse: solitudine, isolamento sociale, ansia, fragilità emotive, difficoltà relazionali, paura del giudizio, disagio psicologico e rischi legati all’utilizzo degli strumenti digitali e degli ambienti online.
Il disagio non è necessariamente diminuito: si è trasformato. Oggi è spesso meno evidente, più frammentato e più difficile da riconoscere tempestivamente. Proprio per questo l’ascolto e la capacità di intercettare precocemente i segnali di sofferenza assumono un ruolo sempre più decisivo nella tutela del benessere dei più giovani.

Romania: Comunità di San Giovanni lascia il Paese dopo 35 anni. Nuova priorità: il battesimo degli adulti in altri Paesi europei

Dopo quasi 35 anni di missione in Romania, i frati della Comunità di San Giovanni lasciano il Paese e chiudono la comunità di Bucarest. La notizia è stata data dai frati domenica 7 giugno, in un comunicato, nel quale spiegano anche le ragioni della partenza: il calo delle vocazioni e la necessaria riorganizzazione della provincia dell’Europa. La decisione di chiudere la missione a Bucarest è stata presa “dopo un attento processo di discernimento”, durante il Capitolo della provincia dell’Europa, svoltosi nel gennaio scorso a Vilnius, in Lituania. La provincia dell’Europa è stata istituita durante il Capitolo generale del 2022 e include comunità di nove paesi: Austria, Belgio, Regno Unito, Italia, Lituania, Paesi Bassi, Romania e Svizzera (senza la Francia, che costituisce da sola una provincia). I frati della Comunità di San Giovanni – istituto fondato nel 1975 dal padre domenicano Marie-Dominique Philippe – sono arrivati in Romania, a Bucarest, nel 1991. Dopo il 1995 hanno costruito un monastero, diventato un’oasi di spiritualità nella capitale, e si sono dedicati ad attività pastorali, culturali, d’insegnamento, formazione e discernimento vocazionale. I frati presenti ora a Bucarest lasceranno il Paese entro il 2027 e andranno “a sostenere i monasteri dove la chiamata alla missione è più pressante, soprattutto a causa del crescente fenomeno delle richieste di battesimo tra gli adulti”. La sorte del complesso monastico sarà decisa insieme all’arcidiocesi di Bucarest.

Corpus Domini: mons. Aloise (Rossano), “dopo aver ricevuto la Comunione diventiamo noi stessi degli ‘ostensori viventi’”

“Quando usciamo dalla chiesa dopo aver ricevuto la Comunione, diventiamo noi stessi degli ‘ostensori viventi’”. Lo ha detto ieri l’arcivescovo di Rossano-Cariati, mons. Maurizio Aloise, nella solennità del Corpus Domini celebrando nella cattedrale di Rossano la celebrazione eucaristica insieme ai parroci dell’area urbana di Rossano e ai Canonici del Capitolo Cattedrale. Alla celebrazione hanno preso parte le autorità civili e militari, le aggregazioni laicali, le confraternite e numerosi fedeli provenienti dalle comunità parrocchiali del territorio. Per il presule rossanese “Cristo continua il suo cammino nel mondo attraverso le nostre parole, le nostre scelte e le nostre opere. La vera misura della partecipazione all’Eucaristia non è quanto siamo stati raccolti durante la Messa, ma quanto sappiamo amare, perdonare, servire e sperare nella vita quotidiana”. Mons. Aloise ha invitato tutti a vivere una fede autentica, capace di tradursi in impegno concreto nelle famiglie, nei luoghi di lavoro e nella società, affinché l’Eucaristia diventi sorgente di fraternità, solidarietà e costruzione del bene comune. La celebrazione si è conclusa con la processione eucaristica per le vie della città: “Torniamo a Lui con amore sincero – ha concluso l’arcivescovo – lasciando che disseti le aridità del nostro cuore, per portare poi nelle strade della vita una corrente di amore, di pace, di giustizia e di gioia”.

Terremoto nelle Filippine: Save the Children, “sisma nel primo giorno di scuola, colpiti 3 milioni di studenti nel sud del Paese”

Un terremoto di magnitudo 7.8 ha colpito alcune zone del sud delle Filippine, causando danni in un’importante città costiera e lasciando fuori dalle aule scolastiche circa 3 milioni di studenti nella provincia di Sarangani, proprio nel giorno della riapertura delle scuole dopo la pausa estiva. Lo afferma Save the Children sottolineando in una nota che il presidente filippino Ferdinand Marcos Jr. ha sospeso le lezioni nelle aree coinvolte, invitando al contempo i residenti delle zone costiere ad evacuare immediatamente dopo l’emissione di un allarme tsunami. Sono circa 6.000 le scuole colpite dal sisma, secondo i dati diffusi dal ministero dell’Istruzione del Paese, dati che tuttavia potrebbero cambiare man mano che si valuterà l’entità completa dei danni. “Il terremoto di Mindanao – ha dichiarato Faisah Ali, responsabile umanitario di Save the Children Filippine – è arrivato nel giorno della riapertura delle scuole in tutte le Filippine dopo la pausa estiva. Sebbene l’entità completa dei danni non sia ancora nota, i nostri operatori segnalano che il sisma ha distrutto aule e scuole, costringendo alla chiusura delle lezioni in molte zone dell’isola”. “I bambini – ha aggiunto – sono spaventati e le loro vite e il loro percorso di apprendimento sono stati bruscamente interrotti. Stiamo valutando la situazione sul campo, dove Save the Children è già presente, e ci impegneremo a raggiungere i bambini colpiti il prima possibile, per garantire supporto e continuità educativa anche dopo un evento come questo”.

Caso Monteverde: Roma, la madre di Stella incontra le garanti dell’infanzia. Porre massima attenzione alla salute psicologica e fisica della bambina

L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza Marina Terragni, la garante dell’infanzia e dell’adolescenza della Regione Lazio, Monica Sansoni, e la garante di Roma Capitale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, Iside Castagnola, hanno incontrato nella sede del Consiglio regionale del Lazio la madre della piccola Stella, la bambina di Monteverde che è stata allontanata dalla casa materna e collocata presso il padre con un decreto del Tribunale dei minori di Roma dello scorso 15 maggio. Da quel momento la bambina non ha più contatti, nemmeno telefonici, con la mamma, che ha divieto di avvicinamento.
Le garanti hanno convenuto sul fatto che la decisione del Tribunale per i minorenni – che il 27 maggio ha dichiarato la propria incompetenza in favore del Tribunale ordinario e confermato l’allontanamento dalla mamma – contravviene a quella assunta dal Tribunale di Roma che il 5 dicembre scorso aveva deliberato invece che la bambina restasse collocata nella casa materna. Le tre figure di garanzia hanno inoltre espresso gravi preoccupazioni per la salute della minore, affetta dalla sindrome di Fabry, una rara sindrome genetica.
Si tratta di condizione patologica in base alla quale il Tribunale ordinario aveva in precedenza sconsigliato, in quanto potenzialmente rischioso per l’evoluzione della malattia, l’allontanamento della piccola dalla madre, con tutto il suo potenziale traumatico. Ragione ulteriore di preoccupazione è il fatto che il padre risulti attualmente indagato per maltrattamenti verso la figlia e stalking ai danni della madre.
Terragni ha poi sottolineato che, secondo quanto le è stato riferito, gli atti del competente Centro antiviolenza non sarebbero stati menzionati nell’udienza del 27 maggio 2026, né sarebbero state acquisite e depositate le relazioni del Sismif, il Servizio per l’integrazione e il sostegno dei minori in famiglia, relative agli accessi bisettimanali presso la casa materna da dicembre 2025 a maggio 2026, né prodotta la relazione della psicologa Di Gregorio che segue la bambina da gennaio 2026.
Si rileva inoltre che la tutrice della minore, l’assessore Barbara Funari delegata dal sindaco Roberto Gualtieri, ha espresso in udienza parere favorevole al collocamento della bambina presso il padre. La garante di Roma Capitale, nel condividere la preoccupazione per la delicatezza della situazione, ha tenuto a sottolineare che l’assessore Funari ha prenotato visite pediatriche e specialistiche per la minore e sta fissando gli incontri protetti.
In considerazione di tutto ciò, ferma l’urgenza di calendarizzazione degli incontri assistiti tra madre e figlia, le garanti, in forza dei principi della Convenzione di New York e della Convenzione di Istanbul, si augurano che siano svolti accurati accertamenti e acquisite le relazioni, che venga garantito l’ascolto della minore in luogo neutro e che venga posta massima attenzione alla salute psicologica e fisica della minore in relazione al trauma connesso all’allontanamento dalla madre. Il suo superiore interesse deve restare al centro.

Vescovo ucciso in Mozambico: don Ambrosini (Fano), “momento di grande tristezza. Ci ha donato una testimonianza di fede, servizio e dedizione al Vangelo che rimarrà viva nei nostri cuori”

“Padre Osorio dagli inizi del 2000 ha vissuto nella parrocchia di Orciano di Pesaro parte del suo ministero, quando rientrava frequentemente dai suoi viaggi. Con affetto fraterno e nell’amicizia, ci ha donato una testimonianza di fede, servizio e dedizione al Vangelo e alla persona che rimarrà viva nei nostri cuori. La nostra comunità si raccoglierà in preghiera nei prossimi giorni per rendere grazie al Signore per il ministero di Mons. Osorio e per affidarlo alla vita eterna”. Con queste parole don Mirco Ambrosini, sacerdote della diocesi di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola, ha commentato la tragica uccisione di mons. Osório Citora Afonso, vescovo di Quelimane e amministratore apostolico dell’arcidiocesi della Beira, in Mozambico, avvenuta sabato 6 giugno.
Don Ambrosini lo ha ricordato come un “sacerdote stimato e amico della nostra realtà ecclesiale, come parrocchia e come diocesi”. “La diocesi di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola era in contatto con lui per un progetto di collaborazione fra chiese sorelle”, ha proseguito il sacerdote, sottolineando che “in questo momento di grande tristezza ci uniamo nella preghiera per la sua anima, affidandolo alla misericordia del Signore e manifestiamo la nostra vicinanza alla sua famiglia di origine, alla sua famiglia religiosa dei Missionari della Consolata, alle diocesi di Quelimane e Beira in Mozambico e a tutti coloro che ne piangono la perdita”.

Papa in Spagna: “rispetto dei diritti di tutti sia sempre presente nell’attività legislativa”

“Con il desiderio che il rispetto dei diritti di tutti sia sempre presente nell’esercizio dell’attività legislativa di questa sede democratica della sovranità nazionale spagnola”. Sono le parole vergate a mano in spagnolo nel Libro d’onore dal Papa, al termine del suo ampio discorso al Parlamento, salutato con un interminabile applauso.

Corpus Domini: mons. Pompili (Verona), “andiamo oltre i nostri limiti e testimoniamo che la festa della vita è possibile solo insieme al Signore”

“La festa del Corpus Domini nasce per celebrare in modo gioioso e solenne il fatto che nell’Eucaristia il Signore è presente davvero”. Così il vescovo di Verona, mons. Domenico Pompili, ha introdotto ieri sera la messa della solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo. “Oggi – continua mons. Pompili – vogliamo andare oltre i nostri limiti ed uscire addirittura per le strade a dare testimonianza che la festa della vita è possibile solo insieme a Lui perché solo Lui ci fa uno senza cancellare le differenze”. Con mons. Pompili erano presenti a concelebrare l’arcivescovo Rino Passigato, il Capitolo canonicale, i parroci e i presbiteri del vicariato di Verona centro. Al termine della messa, ha preso il via la processione eucaristica tra canti, preghiere e musica. Dietro la Croce, hanno fatto seguito i bambini della prima Comunione che hanno sparso i fiori, le religiose e i religiosi, i diaconi permanenti e i sacerdoti. All’arrivo nella basilica di Sant’Anastasia la folla si è raccolta in un momento di adorazione prima della benedizione eucaristica.

Cile: a Rancagua sparatoria in chiesa, con il ferimento di una persona, la preoccupazione della diocesi

La diocesi di Rancagua, città cilena che si trova circa 70 chilometri a sud di Santiago, in una nota, “si rammarica profondamente per i fatti di violenza accaduti venerdì sera all’interno della parrocchia Divino Maestro di Rancagua, mentre la comunità si trovava riunita in un momento di celebrazione e preghiera. Come Chiesa diocesana, esprimiamo la nostra vicinanza al parroco, padre Cristian Giadach, agli operatori pastorali, a tutti i fedeli che sono stati colpiti da una sparatoria all’interno del tempio e alla persona che è rimasta ferita”.
Si legge nel comunicato: “Ci preoccupa profondamente che la violenza si manifesti in ambiti che devono essere segni di pace, accoglienza e speranza per le persone. I templi e le comunità cristiane sono chiamati a essere luoghi sicuri, dove uomini e donne possano riunirsi per pregare, condividere la propria fede e rafforzare i legami che sostengono la vita sociale. Affidiamo alla protezione del Signore e della Vergine Maria la comunità della parrocchia Divino Maestro, chiedendo che questo momento di dolore e preoccupazione si trasformi in un’opportunità per continuare a dimostrare che la strada da seguire non è quella della violenza, bensì quella del dialogo e della pace”.

Braccianti bruciati vivi: Migrantes Messina, “non possiamo rimanere indifferenti”

Alla vigilia della solennità del Corpus Domini, mentre “le nostre comunità si preparavano ad esporre, adorare e portare in processione il Corpo di Cristo sotto le specie del pane”, l’Ufficio Migrantes di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela “non poteva e non voleva restare indifferente” dopo la tragica morte di quattro braccianti agricoli immigrati avvenuta ad Amendolara. Qui “quattro nostri fratelli braccianti sono stati arsi vivi. Quattro uomini. Quattro storie. Quattro crocifissi moderni”, scrive l’ufficio diocesano: “C’è un legame dirompente e doloroso che non possiamo flettere o nascondere: non si può spezzare il Pane sull’altare della chiesa se si tollera che la carne viva di Cristo venga consumata e bruciata sull’altare del profitto, del caporalato e dell’omertà”. La Migrantes messinese si unisce “con fermezza e totale solidarietà al grido indignato” di mons. Francesco Savino: “Una comunità messianica non è un club di spettatori distratti. Essere Chiesa oggi significa prendere una posizione evangelica netta: basta con l’atteggiamento securitario che riduce l’immigrato a ‘problema’ o ‘capro espiatorio’, salvo poi sfruttarlo nei campi; basta con l’indifferenza e i silenzi che diventano complicità; basta con una fede che si commuove ma non si muove. Se il Cristo che adoriamo nel tabernacolo è lo stesso Cristo che muore nei ghetti della nostra terra, allora la nostra adorazione – si legge nel testo diffuso suoi social – deve diventare denuncia. Pregare, oggi, significa esigere giustizia. Come Ufficio Migrantes diciamo No alla schiavitù del caporalato. Chiediamo allo Stato controlli veri e dignità, e alle nostre coscienze una sollevazione morale. Non permettiamo che questo sangue venga assorbito dalla terra nell’indifferenza generale”.

Terremoto nelle Filippine: prime immagini di chiese e santuari colpiti. Non si escludono scosse di assestamento

Cominciano, e come sempre a fatica dopo un forte terremoto, a filtrare le prime immagini dei danni provocati dalle due scosse (la prima di magnitudo 7.8) che hanno colpito le Filippine meridionali. A rilanciarle sui suoi siti social è la Conferenza episcopale delle Filippine che nel corso della mattinata sta aggiornando la situazione. La chiesa parrocchiale della Santa Croce a Barangay Calumpang, General Santos City, ha subito ingenti danni. Immagini e video condivisi da CBCP News mostrano danni strutturali visibili alla chiesa dopo la forte scossa. Le autorità continuano a valutare l’entità dei danni, poiché non si escludono scosse di assestamento. 

Danni visibili anche alla chiesa parrocchiale di Santa Teresita a Tupi, South Cotabato, dopo il terremoto Una statua danneggiata della Divina Misericordia presso il Santuario della Divina Misericordia a Lake Sebu, South Cotabato, dopo il terremoto di magnitudo 7.8 dell’8 giugno.

Danni anche al santuario della Divina Misericordia a Lake Sebu, South Cotabato, dopo che un terremoto di magnitudo 7.8 ha colpito la provincia . I responsabili del santuario hanno temporaneamente chiuso il luogo di pellegrinaggio a causa dei danni causati dal terremoto e delle continue scosse di assestamento.

Il sisma si è verificato a una profondità di 35 chilometri dalla costa dell’isola di Mindanao, ha precisato l’US Geological Survey, innescando un allarme tsunami per il Pacifico, lungo le coste delle Filippine, dell’Indonesia, di Taiwan e fino al Giappone. Il bilancio provvisorio delle vittime è di 15 morti e più di 100 persone ferite, lo riporta l’agenzia nazionale per la gestione delle catastrofi.

Un appello via social è stato rilanciato dalla Conferenza dei superiori maggiori delle Filippine (Cmsp). “Un potente terremoto di magnitudo 7.0 ha scosso alcune zone di Mindanao, lasciando molte comunità nella paura e nell’incertezza. In questo momento difficile, uniamoci in preghiera per la sicurezza, la protezione e la guarigione di tutti coloro che sono stati colpiti. Che il Signore dia forza ai soccorritori, conforti le famiglie sfollate e conceda saggezza ai leader e ai soccorritori mentre forniscono aiuto e assistenza. Mostriamo solidarietà ai nostri fratelli e sorelle di Mindanao, non solo con le nostre preghiere, ma anche con atti di compassione e sostegno. Vi preghiamo di includere Mindanao nelle vostre preghiere oggi”. 

Papa in Spagna: ai vescovi, “di fronte alla piaga degli abusi rispondere con l’ascolto, la verità e la giustizia”

Di fronte alla “piaga” degli abusi da parte dei membri del clero, “la comunità ecclesiale è chiamata a rispondere con l’ascolto, la verità, la giustizia, la riparazione e un impegno sempre più deciso nella prevenzione e nella cultura della cura”. Lo ha detto il Papa, incontrando i vescovi spagnoli a Madrid. “Ogni persona ferita deve poter trovare ascolto sincero, accoglienza, protezione e percorsi reali di guarigione”, ha affermato Leone XIV, secondo il quale “questa stessa logica vale anche per le sfide di un mondo secolarizzato”. “Molti uomini e donne del nostro tempo non rifiutano semplicemente Dio, spesso portano nel cuore una profonda sete di senso, di verità, di appartenenza e di speranza, anche quando non sanno darle un nome”, l’analisi del Papa: “La Chiesa è chiamata a riconoscere questi desideri, ad ascoltarli con rispetto e a offrire, come Pietro e Giovanni al paralitico accanto alla porta del tempio, il tesoro che le è stato affidato: Gesù Cristo, nel cui nome l’uomo può alzarsi e camminare. Anche quando collabora con altre istituzioni, religiose o civili, persino quando offre aiuto materiale, istruzione, assistenza o promozione umana, la Chiesa non smette mai di offrire ciò che le è proprio: l’amore di Dio rivelato in Cristo”.

Papa in Spagna: ai vescovi, “dare testimonianza di unità, in un tempo di polarizzazioni e contrapposizioni”

In un “tempo di polarizzazioni e contrapposizioni sempre più dure”, la Chiesa deve dare “una testimonianza di unità nella pluralità”. Ne è convinto il Papa, che incontrando a Madrid i vescovi spagnoli ha chiesto ai presenti di “custodire l’unità, favorire il dialogo, sanare le fratture e accompagnare il cammino del popolo affidato alle vostre cure”, partendo dalla consapevolezza che “una Chiesa riconciliata interiormente può parlare con maggiore libertà ai fratelli di altre confessioni cristiane e di altre religioni, a coloro che non credono, alle autorità civili e a tutti gli uomini di buona volontà che lavorano per il bene comune”. Poi il riferimento alla pastorale vocazionale, che “non può ridursi a una semplice ricerca di numeri”, ma “nasce da comunità vive, da sacerdoti gioiosi, da famiglie capaci di testimoniare la bellezza della fedeltà, da una Chiesa che sa mostrare con semplicità che seguire Cristo non impoverisce l’esistenza, ma la espande”. “La conservazione delle strutture non può prevalere sul bene della vocazione”, il monito del Papa, unito all’invito a collaborare con i laici.

Papa in Spagna: ai vescovi, “abbandonare strutture che non ci aiutano”

“Coniugare prudentemente libertà e coraggio, per abbandonare strutture che non ci aiutano, non rispondono o addirittura ci allontanano dal nostro fine, con la forza di conservare come un tesoro ciò che lo facilita”. È l’invito del Papa ai vescovi spagnoli, incontrati presso la Sede della Conferenza episcopale a Madrid. “Che il nostro patrimonio sia sempre uno strumento e un’opportunità di dialogo con coloro che incontriamo sul nostro cammino”, come accade ai pellegrini del Cammino di Santiago, l’esortazione di Leone XIV, che ha ricordato la storia dell’evangelizzazione spagnola. “I linguaggi in questa era digitale sono diversi e le culture che ora compongono il mosaico delle nostre realtà, con migranti da tutte le parti del mondo, sono cambiate, ma lo spirito deve rimanere”, il monito, a partire dalla “capacità di comunicare, di parlare con ogni realtà presente nel nostro territorio, di abbassarsi non solo per capire, ma per condividere”. “Solo sulla base della condivisione di tutto ciò che di buono c’è nel proprio patrimonio, apportando ciascuno il proprio contributo, potremo costruire una realtà nuova in cui la fede possa radicarsi profondamente”, la tesi di Leone XIV: “Per questo bisogna cominciare imparando il linguaggio dell’altro, avviare processi e tessere legami dove poter seminare il seme del Regno” per “affrontare con franchezza le sfide sempre nuove dell’evangelizzazione in ogni circostanza. Le risposte saranno diverse, ma analoghi i processi per arrivarci: ascolto, comprensione, rispetto, generosità e franchezza”.

Corpus Domini: mons. Palumbo (Termoli), “il vero culto eucaristico si celebra nella vita di tutti i giorni”

“Se nel Giovedì Santo abbiamo fatto memoria dell’istituzione dell’Eucaristia nell’intimità del Cenacolo, oggi quel mistero d’amore esce allo scoperto e portiamo Gesù per le strade della nostra città e delle nostre vite, a testimoniare che Dio mentre abita nei cieli alti, cammina al tempo stesso accanto a noi sulla polvere della terra”. Lo ha detto ieri il vescovo di Termoli, mons. Claudio Palumbo, nell’omelia in occasione della solennità del Corpus Domini. “Dinanzi agli occhi della nostra fede è l’Eucarestia: il mistero di amore sconfinato, la presenza viva, reale e concreta, con la quale Gesù ha scelto di rimanere fedele al suo patto di alleanza con noi. Ma perché portiamo Gesù per le strade della nostra città? Che necessità abbiamo di compiere questo gesto, passando, fra l’altro, anche tra la insensibilità di non pochi, spettatori di un qualcosa che, ce lo auguriamo, provochi almeno una domanda di curiosità, del tipo: che cosa c’è; che cosa stanno facendo; chi sono costoro?
La necessità di questo gesto – ha spiegato il presule – è dentro il mistero stesso che celebriamo, nel quale mistero scopriamo tre azioni concrete capaci di cambiare, di rivoluzionare, la nostra vita, come singoli e come comunità: ricevere la vita come dono; diventare ciò che mangiamo: il grande miracolo della nuova alleanza; il legame che ci guarisce” e “camminare insieme nelle strade del mondo”. Il Vangelo – ha aggiunto mons. Palumbo – “ci ricorda che l’Eucaristia non è il premio per i perfetti, ma il cibo per i peccatori e i mendicanti di amore. Gesù si fa pane. Il pane si spezza. Gesù non ci possiede, si dona. Accostarsi alla Comunione significa dire: Signore, ho bisogno di Te per vivere. Perciò entriamo in chiesa affamati e bisognosi; veniamo nutriti dalla Sua debolezza che si fa nostra forza. In un mondo che ci spinge costantemente ad accumulare, a trattenere e a pensare al proprio profitto, Gesù nell’Eucaristia ci insegna la logica del dono”. Per il vescovo “il vero culto eucaristico si celebra nella vita di tutti i giorni. L’Eucaristia ci spinge a uscire dall’egoismo per farci prossimi a chi soffre. Non è possibile adorare Cristo nell’ostia santa se poi lo ignoriamo nei poveri, nei malati o in chi è solo”.

Messico: dal 2000 uccisi 176 giornalisti, 9 durante il mandato di Sheinbaum. L’appello urgente della Commissione dei diritti umani

Ieri, 7 giugno, in Messico si commemorava la Giornata della libertà di espressione, ma le celebrazioni hanno lasciato spazio alla difficile realtà che vive il giornalismo in Messico. Secondo i dati storici diffusi, in una nota, dall’organizzazione Article 19, dal 2000 a oggi sono ben 176 i giornalisti assassinati nel Paese a causa della loro professione, a cui si aggiungono 33 professionisti dell’informazione che risultano ancora scomparsi.
I fatti di sangue contro i comunicatori si mantiene costante attraverso i diversi mandati presidenziali: si registrano 48 omicidi durante il governo di Felipe Calderón, 47 sotto Enrique Peña Nieto e altrettanti 47 durante il sessennio di Andrés Manuel López Obrador. Nella più recente amministrazione di Claudia Sheinbaum sono già stati registrati 9 assassinii, in circa due anni. A livello geografico, lo stato di Veracruz si conferma l’epicentro, con 31 omicidi complessivi dal 2000.
A fronte di questa crisi, la Commissione nazionale dei diritti umani (Cndh) ha diffuso un comunicato, chiedendo interventi strutturali. Nel testo, l’organismo rivolge “un appello urgente alle autorità dei tre ordini di governo affinché garantiscano l’integrità fisica, psicologica e morale dei giornalisti e dei creatori di contenuti”. La Cndh ha inoltre sottolineato la necessità di “fortificare la libertà di espressione nella stessa misura in cui si consolida il diritto del pubblico a essere informato”, ribadendo che l’informazione resta un’attività ad altissimo rischio nel Paese.

Migranti: mons. Damiano (Agrigento) sul molo di Porto Empedocle, “questo mare è pieno di dignità annegate”

“Questo mare è pieno di dignità annegate, non per caso ma per scelta. È un urlo che sale da tutti questi fratelli e tutte queste sorelle che cercano una vita più sicura, che miseramente naufraga in queste acque. E per tanti questo molo diventa una speranza nuova; in mezzo a mille difficoltà, ma diventa una speranza nuovo”. Lo ha detto sabato sera, l’arcivescovo di Agrigento, mons. Alessandro Damiano, sul molo di Porto Empedocle nella veglia diocesana “In attesa di Papa Leone XIV”. Lo riferisce in un post sui social l’Ufficio Migrantes della diocesi sottolineando che è “lo stesso porto che conosce le facce di chi arriva stremato e quelle di chi non arriva più. L’Eucaristia portata in processione fino alle banchine non era un gesto simbolico vuoto. Era un atto preciso: portare Cristo – spiega la nota – là dove la dignità umana viene calpestata, e dove, nonostante tutto, continua a riaffiorare. Il 4 luglio Leone XIV sarà a Lampedusa. Noi ci arriviamo con queste parole nel cuore”.

Corpus Domini: mons. Cannistrà (Pisa), “nutrendoci dell’Eucaristia mangiamo e beviamo vita di Dio che si comunica a noi”

Andrej Rublev, intorno al 1422, realizzò “l’icona della Trinità”, una delle opere più celebri dell’arte russa, oggi conservata nella galleria statale di Tret’Jakov a Mosca. Un’opera citata dall’arcivescovo di Pisa, mons. Saverio Cannistrà , che ieri pomeriggio ha presieduto nella cattedrale di Santa Maria Assunta la concelebrazione eucaristica in occasione della solennità del Corpus Domini. Poco meno di 800 i fedeli presenti nel duomo di Pisa. La messa, concelebrata dall’arcivescovo emerito Giovanni Paolo Benotto, dal vicario episcopale Gino Biagini e da un’altra ventina di presbiteri, è stata animata dalla cappella musicale della cattedrale.
L’ icona di Rublev “raffigura tre convitati intorno alla stessa mensa – ha commentato mons. Cannistrà –, sublime unione del mistero trinitario e del mistero eucaristico”. “Nell’Eucaristia – ha spiegato l’arcivescovo di Pisa – il mistero di comunione della Trinità, che abbiamo celebrato domenica scorsa, si apre per accogliere noi e lo fa nel modo più semplice e quotidiano, ma anche più necessario per la vita: il gesto di mangiare e bere. Nutrendoci dell’Eucaristia noi non mangiamo pane e beviamo vino, noi mangiamo e beviamo vita di Dio che si comunica a noi. La vita trinitaria di Dio si spezza letteralmente nella separazione avvenuta sulla croce tra il Padre e il Figlio e ci viene offerta perché in questa apertura possiamo entrare anche noi nella loro comunione di vita, nel loro abbraccio trinitario. Tutte le volte che noi spezziamo il pane e versiamo il vino eucaristico, noi facciamo memoria della morte del Figlio e annunciamo la sua risurrezione, cioè la salvezza, il cambiamento del destino dell’uomo, non più prigioniero della morte, ma preso da Cristo nella sua vita risorta”.
Durante la celebrazione l’arcivescovo ha conferito a 21 persone – suore o fedeli laici – il mandato di ministri straordinari della comunione.
Alla fine della messa mons. Cannistrà, sacerdoti concelebranti, diaconi, seminaristi, unitalsiani, cavalieri di Malta e del Santo Sepolcro, volontari dell’arciconfraternita di Misericordia di Pisa e popolo tutto si sono trasferiti in processione alla chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, da cui è stata impartita la benedizione solenne.

Kosovo: elezioni parlamentari, vince di nuovo il partito di Albin Kurti ma non avrà la maggioranza per governare

Il vincitore nelle elezioni parlamentari anticipate svoltesi in Kosovo questa domenica è conosciuto: si tratta del partito Vetevendosje (Autodeterminazione) dello storico leader Albin Kurti. Secondo i risultati ufficiali, il movimento ha ottenuto il 43% dei voti al 99,4% dello scrutinio. L’affluenza, però, è stata molto bassa, appena il 37%, visto che si tratta delle terze elezioni nel Paese balcanico negli ultimi 18 mesi. L’instabilità politica rimane perché Kurti, di nuovo, non avrà la maggioranza né per formare un nuovo governo né per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica per cui servono due terzi del consenso dei parlamentari. Sembra che lo scenario dopo il voto di dicembre 2025 stia per ripetersi. A larga distanza seguono i partiti dell’opposizione: il Partito democratico con il 21%, mentre la Lega democratica ha ottenuto il 18%. Negli ultimi mesi il Paese, uno dei più giovani ma anche dei più poveri in Europa, è stato in una paralisi istituzionale, senza un presidente della Repubblica dopo la scadenza del mandato di Vjosa Osmani, e senza un presidente del Parlamento perché, in seguito alle profonde divisioni e alla mancanza di maggioranza, i parlamentari non sono riusciti a mettersi d’accordo. Per gran parte dell’anno scorso Pristina non ha avuto un governo stabile e funzionale. Indipendente dal 2008, il Kosovo ha bisogno, secondo le istituzioni dell’Ue, di riforme serie portate avanti da un esecutivo stabile che ponga fine all’impasse politica.

Papa in Spagna: al Parlamento, “Spagna continui ad essere terra di incontro, di cultura, di solidarietà e di speranza”

“Una legge non raggiunge la sua vera grandezza per il semplice fatto di essere stata formalmente approvata; la raggiunge quando, oltre ad essere valida nella forma, può presentarsi davanti alla dignità della persona e superare tale esame senza vergognarsi”. Lo ha detto il Papa, che nella parte finale del suo discorso al Parlamento spagnolo ha esortato i presenti ad “alzare lo sguardo”, come recita il motto del viaggio apostolico in Spagna: “non per allontanarsi dalla realtà, ma per ricordare che ogni decisione delle autorità pubbliche riguarda persone in carne e ossa, specialmente coloro che hanno meno forza per farsi sentire. Poiché l’altezza di vedute consiste proprio nel guardare con maggiore profondità a ciò che è in gioco in ogni decisione pubblica. Per questo, accanto alle risposte tecniche e alle riforme legislative, è necessario anche un rinnovamento morale”. “La Spagna può offrire molto in questo percorso”, l’omaggio di Leone XIV: “Ha una lingua che unisce i continenti; una tradizione culturale, giuridica e spirituale che ha saputo mettere in dialogo fede e ragione, diritto e coscienza, unità e pluralità. Questa esperienza storica ricorda anche il valore della concordia e dello sforzo paziente per costruire una convivenza pacifica e giusta. Possa questa nobile nazione non perdere mai la memoria delle proprie radici né il coraggio di guardare al futuro. Che la Spagna continui ad essere terra di incontro, di cultura, di solidarietà e di speranza. E che la sua vita pubblica sappia sempre unire la fermezza delle convinzioni alla nobiltà del dialogo e alla grandezza del servizio. Dio conceda pace a tutte le nazioni della terra, concordia alle famiglie e serenità alle coscienze”.

Papa in Spagna: al Parlamento, “diritto deve servire al bene”, “tutelare il sigillo della confessione”

“La fede non pretende di imporsi con privilegi o coercizioni; tuttavia, non può nemmeno essere relegata al silenzio come se fosse irrilevante per la vita pubblica”. Lo ha precisato il Papa, che nel discorso al Parlamento spagnolo ha ricordato che “il sigillo sacramentale della Confessione riveste un’importanza speciale per la Chiesa cattolica”, e “tutelarlo giuridicamente, come avviene in modo analogo in alcune professioni, significa preservare uno spazio sacro di libertà interiore, dove il credente può aprire la propria anima a Dio senza timore di pressioni esterne, come riconoscono anche le norme internazionali”, ha spiegato il Pontefice. “La libertà moderna è stata preparata anche da una lunga educazione della coscienza, profondamente segnata dalla tradizione cristiana”, ha ricordato il Papa: “In questa scuola interiore popoli hanno imparato che il diritto deve servire al bene, che la giustizia pone limiti alla forza, che il potere ha bisogno di legittimità, che i poveri appartengono pienamente alla comunità, che lo straniero deve essere accolto secondo la sua dignità e che mai la vita umana può mai essere trattata come una merce”.

Papa in Spagna: al Parlamento, no a “rancore, indifferenza, odio”, “disarmare il linguaggio”

“La pace non è solamente una realtà politica o istituzionale. Nasce anche nella coscienza, là dove il rancore, l’indifferenza e l’odio lasciano spazio alla riconciliazione”. Nel discorso al Parlamento spagnolo, il Papa ha rilanciato l’appello a “disarmare il linguaggio”, rivolto in particolare a coloro che esercitano una responsabilità pubblica. “Le parole possono aprire strade o chiuderle; possono illuminare la realtà o distorcerla fino a rendere impossibile l’incontro”, ha ribadito Leone XIV: “La fermezza non esige disprezzo; il dissenso non comporta umiliazione”. Altra “questione decisiva per ogni società veramente democratica”, secondo il Papa, è “la libertà di pensiero, di coscienza e di religione, diritto fondamentale che tutela la sfera più intima delle persone”. “La libertà su cui si fonda lo Stato contemporaneo, se è autentica, riconosce la dimensione religiosa dell’essere umano, la rispetta e la tutela giuridicamente – ha osservato Leone – ed evita che qualcuno debba rinunciare a contribuire alla società in cui vive a causa della propria fede”. Essere liberi, infatti, “non significa solo vivere senza costrizioni o disporre di molte possibilità di scelta; significa poter riconoscere il bene e aderirvi in modo responsabile. Per questo, ogni società effettivamente libera richiede anche una giusta delimitazione del potere pubblico, affinché la libertà delle persone, delle comunità e delle associazioni non sia indebitamente limitata”.

Papa in Spagna: al Parlamento, no a “discredito permanente dell’avversario”, “promuovere una cultura della reciprocità”

“Il pluralismo politico non dovrebbe degenerare in discredito permanente dell’avversario”. Lo ha detto il Papa, nel discorso al Parlamento spagnolo, in cui ha fatto notare che “in una convivenza matura, anche il conflitto può diventare un passaggio verso la pace, quando le differenze si lasciano mitigare dall’ascolto e si orientano al riconoscimento dei bisogni, delle aspirazioni e delle capacità di tutti”. “La comunità internazionale è chiamata a riscoprire il valore indispensabile del dialogo come percorso paziente verso accordi giusti e duraturi, fondati sul rispetto dei trattati, sulla trasparenza dell’azione diplomatica e sulla sincera volontà di anteporre la pace al ricorso alla forza”, il monito per l’attuale situazione geopolitica. Poi il riferimento al motto dell’Unione europea, “in varietate concordia”: “la vera unità non uniforma, ma rende coesi nella diversità, facendo delle culture, delle sensibilità e delle tradizioni occasione di arricchimento reciproco. Allo stesso modo, all’interno delle società stesse è urgente promuovere una cultura della reciprocità”.

Papa in Spagna: al Parlamento, “riarmo preoccupante”, “politica anteponga la vita dei popoli agli interessi che traggono profitto dalla guerra”

“Ogni guerra costituisce una dolorosa sconfitta della capacità di negoziare e anche di quella coscienza comune dell’umanità che riconosce legami di giustizia tra le nazioni”. Ne è convinto il Papa, che nel discorso al Parlamento spagnolo ha affermato che “le armi possono imporre un silenzio temporaneo, ma non potranno mai costruire una pace autentica e duratura”. “È preoccupante che, in diverse parti del mondo, e anche in Europa, si presenti nuovamente il riarmo come risposta quasi inevitabile di fronte alla fragilità dello scenario internazionale”, il grido d’allarme di Leone XIV, secondo il quale “la vera sicurezza, invece, nasce dalla giustizia, dal dialogo paziente, dal rispetto del diritto internazionale e da una politica capace di anteporre la vita dei popoli agli interessi che traggono profitto dalla guerra”. “Anche lo sviluppo delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale in ambito militare richiede una rigorosa vigilanza etica, affinché le decisioni sulla vita e sulla morte non siano mai scaricate su automatismi né sottratte alla responsabilità morale della persona umana”, il monito del Papa.

Papa in Spagna: al Parlamento, pace è “aspirazione politica”, no a violenza e polarizzazione

“Il mondo sta attraversando una profonda crisi spirituale e culturale, che si manifesta in molteplici forme di violenza, polarizzazione e diffidenza reciproca”. È l’analisi geopolitica del Papa, nel discorso al Parlamento spagnolo. “In questo contesto, la pace si presenta come un’aspirazione politica e, ancor più, come una vera e propria esigenza morale”, ha affermato Leone XIV: “Richiede un discorso pubblico che rispetti chi la pensa diversamente, istituzioni al servizio dell’incontro, una memoria storica che cerchi la verità e la riconciliazione e una vita sociale capace di sostenere l’amicizia civile e il rispetto reciproco pur in mezzo alle divergenze”. A livello internazionale, “la pace richiede coraggio diplomatico, responsabilità etica e una visione del futuro fondata sul rispetto dell’identità di ogni popolo e sull’obbligo degli Stati di risolvere le loro controversie attraverso le vie pacifiche offerte dal diritto internazionale”.

Papa in Spagna: al Parlamento, “rafforzare la prevenzione, il salvataggio e l’assistenza alle vittime” delle rotte del mare

“Negli ultimi anni, le rotte sempre più pericolose hanno evidenziato il costo altissimo di questa realtà, spesso nascosta o ignorata”. Sono le parole dedicate alla tragedia dei migranti, usate dal Papa nel suo discorso al Parlamento spagnolo. “Molte persone continuano a essere vittime di trafficanti e contrabbandieri che approfittano della loro disperazione”, ha denunciato Leone XIV, secondo il quale “è necessario rafforzare la prevenzione, il salvataggio e l’assistenza alle vittime, specialmente nel quadro di una cooperazione regionale e multilaterale”. “Nessuna nazione può affrontare da sola una sfida di questa portata”, la tesi del Pontefice: “Per questo è indispensabile una risposta coordinata, solidale ed efficace, in grado di garantire protezione, accoglienza e reali opportunità di integrazione a chi emigra. Quando la risposta istituzionale si fa vicina, equa e coordinata, le frontiere cessano di essere luoghi di abbandono e possono diventare spazi di tutela responsabile della dignità umana”.

Papa in Spagna: al Parlamento, “offrire vie sicure e legali” ai migranti e “promuovere il diritto a rimanere nella propria terra”

“L’affermazione della dignità umana non può rimanere astratta, quando tante persone sono costrette a lasciare tutto per cercare pace, sicurezza e futuro”. A lanciare il grido d’allarme, nel discorso al Parlamento spagnolo, è stato il Papa, secondo il quale “il tragico dramma migratorio interpella oggi la coscienza delle nazioni e il fondamento etico dell’ordine internazionale”. “Numerosi uomini, donne e bambini si trovano forzati, a causa di circostanze spesso drammatiche, a partire dalle loro comunità e a lasciarsi alle spalle persone care, storie e legami”, ha denunciato Leone XIV: “Laddove una persona è discriminata per la sua origine nazionale, etnica, religiosa o linguistica, o per la sua condizione economica o sociale, viene gravemente violato il principio universale dell’uguale dignità di tutti gli esseri umani”. “La situazione dei migranti e dei rifugiati richiede una risposta che metta al centro le persone, affronti le cause che le costringono a partire e vada oltre la semplice gestione di flussi”, l’indicazione di rotta del Pontefice: “Da qui nasce una duplice esigenza di giustizia sociale: offrire vie sicure e legali, un’accoglienza rispettosa e reali possibilità di integrazione; e promuovere, al tempo stesso, il diritto di rimanere nella propria terra, operando affinché nessuno debba abbandonare la propria casa per mancanza di pace, di sicurezza o di condizioni di vita dignitose, per le disuguaglianze economiche e gli effetti della crisi climatica”, come si legge nella Magnifica humanitas.

Papa in Spagna: al Parlamento, “sostenere la famiglia e rispettare il diritto dei genitori a scegliere l’istruzione per i propri figli”

“Quando il bene comune cessa di essere un orizzonte condiviso, l’azione pubblica rischia di frammentarsi in interessi parziali, incapaci di custodire ciò che appartiene a tutti”. È il monito del Papa, nel discorso al Parlamento spagnolo. “In questo contesto riveste particolare importanza la famiglia, prima realtà umana e fondamento naturale della comunità”, ha proseguito Leone XIV: “Nell’ambito familiare si intrecciano le generazioni e si trasmette una memoria viva che dà continuità interiore alla società. Laddove la famiglia è sostenuta, si rafforza anche la stabilità spirituale e sociale delle nazioni. La famiglia sarà sempre la prima scuola di umanità dove si impara, prima che in qualsiasi altro luogo, la grammatica elementare della convivenza: accogliere la vita, prendersi cura dell’altro, perdonare, servire e appartenere”. “Rispettare il diritto primario e inalienabile dei genitori di scegliere il tipo di istruzione e di formazione da impartire ai figli, coerentemente alle proprie convinzioni morali, culturali e religiose”, l’altra consegna del Papa, sulla scorta della Magnifica humanitas.

Papa in Spagna: al Parlamento, “difesa della vita umana è una meta di civiltà”

La convivenza sociale “può vedersi minacciata dalla cultura dello scarto, come ha più volte osservato Papa Francesco”. Ad affermarlo è stato il Papa, che nel discorso al Parlamento spagnolo ha rivolto “una parola serena e decisa a coloro che hanno la grave responsabilità di ordinare giuridicamente la convivenza sociale”. “Se la vita cessa di essere riconosciuta come un valore fondamentale, quale futuro possono avere le nostre società?”, si è chiesto Leone XIV: “Può dirsi pienamente giusta una comunità che lascia nell’ombra il bambino non ancora nato, l’anziano, il malato, chi soffre in silenzio o chi dipende interamente dalla cura degli altri?”. “La difesa della vita umana non è una questione di interesse particolare né confessionale: è una meta di civiltà”, ha affermato il Pontefice: “Ogni vita umana dev’essere riconosciuta e custodita dal concepimento fino al suo naturale tramonto, in ogni circostanza della sua esistenza. Quando questa certezza si offusca, i più vulnerabili sono le prime vittime e la legge perde il suo significato più profondo: servire e proteggere ogni persona. Per questo, la grandezza morale di una nazione si manifesta, soprattutto, nella sua capacità di accompagnare, proteggere e amare quelle vite segnate da maggiore fragilità”.

Papa in Spagna: al Parlamento, “dignità della persona non può essere subordinata alle fluttuazioni delle maggioranze”

“Oggi, i nuovi mondi che si aprono davanti a noi non sono più tracciati sulle mappe: si dispiegano nella tecnica, nell’economia, nella biomedicina e nell’universo digitale, dove il potere umano raggiunge ambiti sempre più delicati della vita personale e sociale”. È l’analisi del Papa, nel discorso al Parlamento spagnolo. “Il progresso offre possibilità meravigliose, e oggi lo vediamo in modo particolare nello sviluppo dell’intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie”, ha proseguito citando la Magnifica humanitas, in cui si legge che “la tecnologia in sé stessa non è neutra, perché assume il volto di chi la concepisce, la finanzia, la regola e la utilizza”. “Di fronte alle trasformazioni del nostro tempo, il nostro discernimento deve concentrarsi sul posto che occupa la persona umana nelle nostre decisioni e su come si prospettano oggi, in modo nuovo, la dignità del lavoro, la solidarietà, la politica sociale e il bene comune”, la proposta del Pontefice, secondo il quale “ogni società veramente giusta si fonda sul riconoscimento della dignità inviolabile della persona umana”, che “precede ogni concessione dello Stato e non può essere subordinata a consensi sociali mutevoli o alle fluttuazioni delle maggioranze del momento. Appartiene a ogni essere umano per il fatto stesso di esistere, e per questo deve orientare ogni ordinamento giuridico positivo. La fede cristiana la proclama a partire dalla Rivelazione; la ragione umana può riconoscerla come esigenza inscritta nella verità dell’uomo. Quando questa convinzione rimane viva, il diritto diventa tutela di tutti e garanzia contro l’imposizione di interessi e programmi particolari”.

Papa in Spagna: al Parlamento, “costruire la pace sul riconoscimento della persona e non sull’imposizione della forza”

All’inizio del suo discorso al Parlamento spagnolo, il Papa ha reso omaggio alla Scuola di Salamanca e ai maestri che “Introdussero nel discernimento storico la domanda sul valore irriducibile di ogni essere umano e sui limiti morali del potere”. “Bisogna riconoscere che la società e la Chiesa stessa non sono state sempre all’altezza delle intuizioni che trovavano eco nella loro stessa tradizione cristiana”, ha ammesso Leone XIV: “Tuttavia, quell’interrogativo aprì un orizzonte intellettuale e morale che andò ben oltre il proprio contesto storico”, poiché “l’intuizione del totus orbis, di una comunità umana più ampia di qualsiasi potere particolare, consentiva di affermare l’esistenza di legami giuridici e morali tra i popoli”. “Dalla Spagna, la riflessione della Scuola di Salamanca – e in particolare di frate Francisco de Vitoria, insieme ad altri domenicani e gesuiti – ha contribuito a formare una coscienza giuridica e morale capace di ricordare che l’autorità comporta sempre una responsabilità e che ogni essere umano dev’essere riconosciuto come soggetto di diritti e doveri”, ha sintetizzato il Papa: “Quell’anelito continua a risuonare anche oggi: che la dignità, la giustizia e il bene comune siano la misura delle relazioni sociali, a livello sia nazionale sia internazionale”. “Questa è una delle grandi eredità della Spagna: aver unito l’azione storica alla lucidità della ragione morale”, ha commentato: “Tale contributo, nato sulle rive del Tormes, ha superato le aule e le biblioteche ed è entrato a far parte di una coscienza più ampia, condivisa dalla comunità internazionale, che continua a chiedersi come costruire la pace sul riconoscimento della persona e non sull’imposizione della forza. Quell’eredità vive anche in queste Cortes, ogni volta che il legislatore si chiede come far sì che il possibile sia giusto, che il legale sia veramente umano e che la volontà della maggioranza custodisca quei beni che appartengono a tutti e rispetti ciò che nessuna maggioranza può legittimamente violare”.

Papa in Spagna: al Parlamento, “quale concezione umana ispira le leggi” è “domanda decisiva”

“La mia presenza tra voi vuol essere un gesto di vicinanza verso la Spagna, nel quadro della cooperazione reciproca, e una parola offerta al servizio della persona umana”. Lo ha detto il Papa, incontrando i membri del Parlamento spagnolo a Madrid. Quando la Chiesa si rivolge alla vita pubblica, “lo fa nel rispetto della missione propria delle istituzioni e della legittima responsabilità di coloro che hanno ricevuto il mandato di legiferare”, ha precisato Leone XIV, sottolineando che “al di là della legittima diversità di posizioni, ogni attività legislativa finisce per confrontarsi con una domanda decisiva: quale concezione della persona umana ispira le leggi e quale tipo di società queste leggi costruiscono”. “Di fronte a tale questione, la Spagna possiede una memoria particolarmente ricca”, l’omaggio del Papa: “La sua identità geografica e politica si è intrecciata con una storia in cui fede e ragione, arte e diritto, tradizione e pensiero hanno saputo incontrarsi in modo fecondo. Nelle sue cattedrali e nelle sue università, nella sua letteratura immortale, nelle sue istituzioni giuridiche e nell’animo stesso del suo popolo, rimane viva un’eredità che ha dato forma a un peculiare modo di vivere la libertà, di praticare la giustizia e di ordinare la vita comune”. “Dalle pagine universali del Don Chisciotte, fino alla profondità spirituale di Santa Teresa d’Avila, e dalla grande tradizione giuridica spagnola all’inquietudine metafisica di Unamuno – ha detto Leone XIV – la Spagna ha saputo guardare all’essere umano come a qualcosa di più di un semplice tassello dell’ordine sociale, economico o politico: lo ha riconosciuto come creatura aperta alla verità, dotata di libertà e mossa da una sete di eternità che nessuna realtà temporale riesce a spegnere; in una parola, come qualcuno la cui dignità precede ogni utilità e al cui servizio è soggetta l’azione legislativa”.

America Latina: in Argentina l’incontro internazionale dei missionari digitali. Elizalde (Celam) mette in evidenza la centralità delle reti e della piattaforma Adn-Celam

“Andate a riparare le reti!”: a partire da questo appello, lanciato da Papa Leone XIV nel luglio del 2025, durante il Giubileo dei missionari digitali a Roma, l’équipe dei Comunicatori di Schoenstatt ha organizzato, in Argentina, l’Incontro internazionale di missionari digitali e comunicatori. L’evento ha riunito più di 100 referenti da tutta l’America Latina e dagli Stati Uniti per analizzare la missione digitale di oggi, tra questi, il Centro per la Comunicazione del Consiglio episcopale latinoamericano e caraibico (Celam) e il Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede.
Enrique Soros, coordinatore generale dei Comunicatori di Schoenstatt e membro dell’équipe organizzatrice, ha spiegato: “La missione digitale è oggi un pilastro essenziale dell’evangelizzazione. Non solo perché la tecnologia avanza, ma perché viviamo immersi in una cultura digitale”. Oscar Elizalde, direttore del Centro per la Comunicazione del Celam, ha presentato la relazione “Verso una rete di reti di comunicazione al servizio della missione evangelizzatrice”. Nel suo intervento, ha messo in evidenza il lavoro collaborativo che la Chiesa latinoamericana sta sviluppando nella costituzione di nuove reti tematiche come Conectados (missionari digitali), Alma (Alleanza latinoamericana di media audiovisivi), Rec (Rete ecclesiale di radio cattoliche) e la Reclac (Rete ecclesiale latinoamericana di comunicatori cattolici). Elizalde ha invitato i missionari digitali a unirsi al lavoro in rete mettendo a disposizione la piattaforma Adn Celam per future collaborazioni. Mons. Lucio Ruiz, segretario del Dicastero per la Comunicazione, ha parlato dei nuovi territori di evangelizzazione per abitare la cultura digitale, ribadendo, al tempo stesso che la priorità è quella di “incarnare il messaggio, del faccia a faccia, della connessione personale, vivere in fraternità e superare i divari digitali”.

Corpus Domini: mons. Muser (Bolzano), “la vera comunione non nasce dal consumo né da un algoritmo” ma “dal dono di sé”

L’Eucaristia “ci dice che la vera comunione non nasce dal consumo né da un algoritmo. Nasce dal dono di sé. L’attenzione virale può entusiasmare, ma non sostiene. Cristo fonda qualcosa di più profondo: una comunità che non è fatta di clic, ma di vita, responsabilità e dono”. Lo ha affermato ieri mons. Ivo Muser, vescovo di Bolzano-Bressanone, durante la celebrazione trilingue che ha presieduto in duomo in occasione della solennità del Corpus Domini.
Nell’omelia, il presule ha osservato che “questa fede esce nelle strade. La processione non è un elemento folkloristico, è una professione pubblica di fede, per i credenti la processione più importante dell’anno liturgico. Cristo non è rinchiuso nello spazio della chiesa, cammina con noi per le strade, attraverso le nostre città, i nostri paesi, la nostra quotidianità. La processione dice che la fede sta in mezzo alla vita. Non come imposizione, ma come offerta, come missione. E quindi chi vive l’Eucaristia non può rimanere indifferente di fronte alla solitudine, all’ingiustizia o allo smarrimento. Perché in ogni persona incontriamo Cristo”. Richiamando alla “vera umanità” il vescovo ha poi fatto riferimento all’enciclica “Magnifica Humanitas” di Papa Leone XIV, “dove viene messa in luce una tensione del nostro tempo: l’essere umano è più grande delle sue immagini digitali, più grande dei suoi profili, più grande dei suoi dati. La vera umanità cresce là dove la persona si lascia aprire a Dio e all’altro.” Il Corpus Domini, ha concluso mons. Muser, “è una festa contro la solitudine e contro l’illusione dell’autosufficienza. Cristo cammina con noi e ci invia: non in una realtà digitale parallela, ma nel mondo reale, dove le persone hanno fame di vicinanza, di senso e di speranza”.
Al termine della celebrazione ha preso il via la tradizionale processione nel centro storico di Bolzano accompagnata da un simbolo particolare, la semplice croce di legno realizzata da una persona che ha subito abusi e che è rimasta esposta in duomo da marzo fino al Corpus Domini a fare memoria delle vittime e a richiamare tutti alla responsabilità contro questa forma di violenza. “Questo segno – ha sottolineato il vescovo – vuole ricordarci dove dobbiamo stare come Chiesa: accanto a Cristo e accanto a coloro che portano ferite profonde, non da ultimo a causa degli abusi avvenuti nell’ambito della Chiesa, nella famiglia e in molti altri contesti della nostra società.” L’iniziativa della croce rientra nel progetto diocesano triennale “Il coraggio di guardare” che si avvia a conclusione: i risultati – informa la diocesi altoatesina – saranno presentati pubblicamente in autunno.

Diocesi: mons. Lomanto (Siracusa), “impariamo a passare dall’io al noi”

“Impariamo a passare dall’io al noi, camminando insieme, con intelligenza e con sacrificio, per divenire pienamente umani, per riscoprire l’immagine di Dio che è in noi. Se cammineremo tutti uniti a Gesù Eucarestia, con fede viva e con impegno costruttivo, saremo più forti e potremo aprire strade nuove di luce e di speranza, perché il Signore rimane con noi e rende perfetto in noi il suo amore”. È l’esortazione con la quale mons. Francesco Lomanto, arcivescovo di Siracusa, ha concluso la lettera indirizzata, in occasione della solennità del Corpus Domini, alle famiglie, ai catechisti, agli educatori, ai ragazzi e ai giovani che hanno intrapreso il cammino dell’iniziazione cristiana.
“Scrivo a voi”, afferma il presule, “per invitarvi a vivere con gioia la grandezza dell’amore di Dio, ad accogliere sempre Gesù Eucaristia, a frequentare le nostre comunità ecclesiali, offrendo la semplicità del vostro cuore, la purezza del vostro animo e l’innocenza della vostra vita, per la pace nelle famiglie, nella società e nel mondo intero”.
Attraverso la missiva, mons. Lomanto ha consegnato sette esortazioni: “Accogliete Gesù nel vostro cuore e rimanete in Lui. Costruite con Lui un profondo rapporto di amicizia. Egli è il nostro vero amico e compagno di viaggio della vita. Lasciamoci incontrare da Lui. Cerchiamolo sempre, andiamo a trovarlo in chiesa, confidiamogli tutto”. E poi “coltivate sempre la vostra innocenza di vita per essere semplici e veri con tutti. Custodite con gioia il candore del vostro animo. Il Signore vi chiede di conservare la purezza di cuore e di guardare con occhi limpidi per poterlo vedere”. La terza: “Ascoltate i consigli dei vostri genitori che vogliono sempre e solo il vostro bene. Aiutateli a svolgere il loro compito educativo, affinché la vostra famiglia sia il luogo dove abita l’amore di Dio”. La quarta: “Fuggite le cattive compagnie, i pericoli della vita e le tentazioni del mondo e rimanete alla presenza di Dio. Crescete in ogni cosa verso Dio. Vivete nel mondo con uno spirito nuovo. Non sentitevi inferiori a nessuno, perché noi siamo di Cristo”. E poi “mostrate la saldezza della vostra fede”; “non abbiate paura – ammonisce l’arcivescovo – di andare controcorrente e di stare vicini a Dio e alla Chiesa. Chi è vicino a Dio vive nella gioia della verità e della carità”. La sesta esortazione è “siate felici di camminare nella via di Dio. Rispondiamo prontamente alla sua chiamata e impegniamoci a costruire la civiltà dell’amore. Diciamogli di sì anche quando ci chiede scelte coraggiose”. Infine “siate operatori di pace. Di fronte alle difficoltà presenti che riguardano i giovani, gli adulti, le famiglie; dinanzi alla mancanza di lavoro, di pace e di serenità; davanti a uno stile di vita di disinteresse e disattenzione all’ordine pubblico e alla sicurezza della vita degli altri, impegniamoci tutti a crescere nella carità per il bene di tutti, per l’armonia, per la pace e la serena convivenza civile”.

Vescovo ucciso in Mozambico: mons. Ferretti (Foggia), “un dolore per tutta la Chiesa, preghiamo per la comunità e per l’anima di mons. Osório”

“Quando muore un vescovo è un dolore per tutta la Chiesa. In queste ore, in cui ricordiamo Gesù che si è donato a noi nel sacramento dell’Eucarestia, preghiamo per la comunità del Mozambico e per l’anima di mons. Osório”. Con queste parole l’arcivescovo di Foggia-Bovino, mons. Giorgio Ferretti, ha ricordato ieri – durante la celebrazione eucaristica nella solennità del Corpus Domini – l’amico mons. Osório Citora Afonso, vescovo di Quelimane e amministratore apostolico dell’arcidiocesi della Beira, in Mozambico, deceduto sabato 6 giugno. Il presule africano, che nel settembre 2024 era in visita a Foggia, amministrando anche il sacramento della Confermazione nella chiesa parrocchiale di San Paolo apostolo, è morto – viene ricordato in una nota dell’arcidiocesi pugliese – a seguito di colpi d’arma da fuoco che lo hanno attinto al petto durante un’irruzione notturna nella sua residenza. Le motivazioni del crimine rimangono sconosciute; le forze dell’ordine hanno avviato le indagini per identificare i responsabili.

Perù: sostanziale equilibrio nel ballottaggio per le presidenziali. Secondo il “conteo rapido” Sánchez (sinistra) è al 50,3%, in lieve vantaggio su Fujimori (destra)

Massima incertezza, in Perù, mentre è incorso lo scrutinio del secondo turno delle elezioni presidenziali. Secondo il “conteo rápido” (conteggio rapido, che in questo caso equivale alle “nostre” proiezioni, su schede scrutinate) al 100%, diffuso da Ipsos Perú e Transparencia, il candidato di sinistra Roberto Sánchez (Juntos por el Perú) si attesta al 50,3% dei voti validi, sorpassando di misura la leader di destra Keiko Fujimori (Fuerza Popular), ferma al 49,7%, al quo quarto ballottaggio consecutivo (nei precedenti tre ha sempre perso di misura).
I dati ufficiali parziali mostrano, attualmente, un vantaggio di Fujimori, per il fatto che i risultati di Lima, dove la candidata della destra è in netto vantaggio, arrivano prima rispetto a quelli delle regioni periferiche, dove invece è in testa Sánchez; ma, visti nel loro insieme, prefigurano un divario ridottissimo, delineando un perfetto pareggio tecnico, che spacca il Paese tra il voto rurale delle regioni interne e quello della capitale Lima, come del resto, era accaduto alle precedenti elezioni presidenziali, nel 2021. Se i primi exit poll, a urne chiuse, assegnavano a Fujimori un lieve vantaggio (50,7% contro il 49,3% di Sánchez), la proiezione successiva basata sui verbali reali ha, dunque, ribaltato la tendenza a favore dell’erede politico dell’ex presidente Castillo. Le autorità elettorali e il Tribunale d’Onore hanno invitato la cittadinanza alla calma e alla pazienza, in attesa dello scrutinio definitivo delle schede, poiché è, al momento, impossibile dichiarare un vincitore.

Corpus Domini: mons. Checchinato (Cosenza), “dobbiamo diventare persone eucaristiche, uomini e donne che fanno della gratitudine il proprio stile di vita”

“Se vogliamo essere dei cristiani autentici dobbiamo diventare persone eucaristiche, uomini e donne che fanno della gratitudine il proprio stile di vita”. Lo ha detto ieri in Cattedrale mons. Giovanni Checchinato, arcivescovo di Cosenza-Bisignano, nell’omelia della messa presieduta nella solennità del Corpus Domini. Il presule bruzio ha riflettuto sul valore del ringraziamento, affermando che “la persona incapace di riconoscenza porta nel suo cuore una incompatibilità radicale con il Vangelo e la vita cristiana”, aggiungendo che “il ringraziamento non è una cortesia facoltativa; è l’opera quotidiana del cristiano”. Mons. Checchinato ha esortato i fedeli: “In questa solennità del Corpus Domini, chiediamo al Signore di insegnarci a superare l’ingratitudine, a guardare la nostra vita con stupore, a inginocchiarci davanti al mistero di Dio e a trasformare ogni giorno in un’Eucaristia vissuta”. Dopo la processione eucaristica, nella chiesa di Santa Teresa, a Cosenza, mons. Checchinato ha formulato una preghiera: “Aiutaci, Signore, a guarire dalla nostra cecità”. “Donaci occhi nuovi per riconoscere la tua opera silenziosa e un cuore generoso per assumerci la nostra missione, diventando testimoni credibili e portatori di speranza per questa nostra città”.

Divina Misericordia: a Vilnius la mostra “Avvolti” della diocesi di Torino sulla Sindone

Al VI Congresso apostolico mondiale della Divina Misericordia, aperto ieri a Vilnius, è presente anche la diocesi di Torino con la mostra “Avvolti”, curata dalla Fondazione Carlo Acutis, già allestita a Torino lo scorso anno. Nei mesi scorsi il card. Roberto Repole, arcivescovo di Torino, ne aveva presentato il progetto a Papa Leone XIV insieme a Marco Bonatti, responsabile della comunicazione della Commissione diocesana della Sindone. La mostra, accessibile anche online sui siti e , rappresenta una presenza significativa della Chiesa torinese in un evento di portata mondiale.

Divina Misericordia: al via il congresso a Vilnius. Mons. Grušas, “la misericordia di Dio guarisca le ferite del mondo”

Si è aperto ieri a Vilnius, in Lituania, il VI Congresso apostolico mondiale della Divina Misericordia, sul tema “Costruiamo la Città della Misericordia”. L’evento, organizzato dal Dicastero per l’evangelizzazione della Santa Sede in collaborazione con l’arcidiocesi di Vilnius, si svolgerà fino al 12 giugno e riunirà circa 5.000 fedeli provenienti da diversi Paesi del mondo sulla Collina del Salvatore, presso la chiesa del Sacratissimo Cuore di Gesù. Vilnius occupa un posto speciale nella storia della Divina Misericordia: qui vissero santa Faustina Kowalska e il suo confessore, il beato Michele Sopoćko; qui fu dipinta nel 1934 la prima immagine di Gesù Misericordioso. L’arcivescovo di Vilnius, mons. Gintaras Grušas, presidente delle Conferenze episcopali d’Europa, ha auspicato che “la misericordia di Dio, che pone un limite al male, guarisca oggi le ferite del mondo”. Il congresso si è aperto con la solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo e si concluderà con la solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù.

Vescovo ucciso in Mozambico: mons. Moraglia (Venezia), “conferma quanto sia dura e a rischio la vita dei cristiani in varie parti del mondo”

“Colpisce la morte violenta del vescovo Osório Citora Afonso, ucciso a colpi di pistola all’interno della sua residenza episcopale a Quelimane, in Mozambico, e ben conosciuto in alcune diocesi del Veneto in cui aveva operato a lungo in anni precedenti. L’episodio andrà chiarito e approfondito meglio nella sua dinamica e nella ricerca di autori e motivazioni (al momento si sa poco o nulla) ma certamente conferma quanto sia dura e a rischio la vita dei cristiani in varie parti del mondo”. Così mons. Francesco Moraglia, patriarca di Venezia e presidente della Conferenza episcopale del Triveneto, ha commentato la tragica morte del vescovo Osório Citora Afonso avvenuta sabato in Mozambico.
“Gli studi più recenti – ha aggiunto il patriarca – dicono oltre 380 milioni di cristiani subiscono attualmente persecuzioni o discriminazioni ed è un numero davvero enorme. Forse la morte di padre Osorio – come era da tutti chiamato – è solo l’ultimo tassello in ordine di tempo di questa situazione diffusa e cruenta di ostilità verso i cristiani”.

Divina Misericordia: al via il congresso a Vilnius. Presente la diocesi di Torino con la mostra “Avvolti”

Si è aperto ieri a Vilnius, in Lituania, il VI Congresso apostolico mondiale della Divina Misericordia, sul tema “Costruiamo la Città della Misericordia”. L’evento, organizzato dal Dicastero per l’evangelizzazione della Santa Sede in collaborazione con l’arcidiocesi di Vilnius, si svolgerà fino al 12 giugno e riunirà circa 5.000 fedeli provenienti da diversi Paesi del mondo sulla Collina del Salvatore, presso la chiesa del Sacratissimo Cuore di Gesù. Vilnius occupa un posto speciale nella storia della Divina Misericordia: qui vissero santa Faustina Kowalska e il suo confessore, il beato Michele Sopoćko; qui fu dipinta nel 1934 la prima immagine di Gesù Misericordioso. L’arcivescovo di Vilnius, mons. Gintaras Grušas, presidente delle Conferenze episcopali d’Europa, ha auspicato che “la misericordia di Dio, che pone un limite al male, guarisca oggi le ferite del mondo”. Il congresso si è aperto con la solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo e si concluderà con la solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù. Presente anche la diocesi di Torino con la mostra “Avvolti”, curata dalla Fondazione Carlo Acutis, già allestita a Torino: nei mesi scorsi il card. Roberto Repole, arcivescovo, ne aveva presentato il progetto a Papa Leone XIV.

Diocesi: mons. Brugnotto (Vicenza), “essere Comunità cristiane generative”

“Essere Comunità cristiane generative”. È l’indicazione che il vescovo di Vicenza, mons. Giuliano Brugnotto, ha consegnato sabato durante l’Assemblea diocesana sinodale che si è svolta presso il Centro diocesano “A. Onisto” alla presenza di circa 370 persone, in maggioranza laici, ma con una buona partecipazione di sacerdoti, diaconi e consacrati.
La mattinata – riferisce la diocesi in una nota – è iniziata con la condivisione di dati ed esperienze sui Consigli pastorali delle inità pastorali e sui gruppi ministeriali. Dall’indagine è emerso che nel 78% delle parrocchie è costituito il Consiglio pastorale unitario, mentre nel 40% sono presenti i gruppi ministeriali. All’interno dei consigli prevale la presenza femminile (54%) su quella maschile (46%), mentre i giovani under 35 rappresentano ancora una netta minoranza (da 1 a 3 per consiglio). Tra le testimonianze ha suscitato particolare interesse il processo di unificazione delle dieci parrocchie appartenenti all’unità pastorale “Astico-Cimone-Posina”: un cammino avviato da alcuni anni che ha coinvolto le comunità con esperienze molto promettenti. Durante la giornata tutti i presenti hanno ricevuto il testo “È parso bene allo Spirito Santo e a noi. Principi ispiratori, Statuto e Regolamento del Consiglio pastorale unitario”, frutto di un lungo percorso diocesano. Il documento è accompagnato da un decreto del vescovo che stabilisce l’obbligo, a partire dal 2027, di istituire questo importante organismo in tutte le unità pastorali.
Dopo la condivisione delle esperienze in 32 tavoli di lavoro, è intervenuto fratel Sabino Chialà, priore di Bose, con una relazione dal titolo “Le dimensioni fondamentali della prima comunità cristiana”. Facendo riferimento agli Atti degli Apostoli, Chialà ha evidenziato due caratteristiche essenziali per la Chiesa: una continua predisposizione al rinnovamento (poiché la Chiesa non è mai “finita”, dovendosi confrontare con situazioni impreviste) ed il costante intreccio tra missione ad intra e ad extra. Le due dimensioni sono complementari e inscindibili, poiché il Vangelo necessita non solo della testimonianza dei singoli, ma anche e soprattutto di quella della comunità.
Nel pomeriggio ha preso la parola mons. Brugnotto, esprimendo gratitudine a Dio per una Chiesa diocesana che non si lascia paralizzare dalle reali fatiche e difficoltà presenti in ogni territorio. «Mentre ci troviamo a confrontarci con altre prospettive di vita e con sfide antropologiche inedite – ha affermato il vescovo – la nostra Chiesa vicentina non è ferma e immobile. Come ha sottolineato Papa Leone, la grande opportunità che ci è offerta in questo tempo di mutamenti epocali è ‘riportare al centro il Vangelo’: questo è il dono che dà entusiasmo alla nostra vita e l’urgenza che ci spinge”. Dopo aver richiamato le direttive del Cammino sinodale delle Chiese in Italia e indicato Maria quale immagine della Chiesa che genera, mons. Brugnotto ha tracciato tre condizioni essenziali per essere “comunità cristiane generative” nel vicentino, priorità che segneranno i prossimi tre anni pastorali: “Riscoprire la gioia della fede e individuare vie nuove per iniziare alla vita cristiana”; “Attivare il discernimento comunitario per valorizzare carismi e promuovere nuovi ministeri”; “Rigenerare le strutture, affinché siano a servizio e non di ostacolo all’annuncio del Vangelo”.
L’assemblea diocesana è terminata con la preghiera ecumenica e con la consegna ai presenti del “Patto tra le Chiese cristiane in Italia”, firmato a Bari lo scorso 23 gennaio; il momento è stato introdotto dal pastore metodista Davide Ollearo.

Terra Santa: Gerusalemme, la consegna dei diplomi. Padre Faltas (Custodia), “non dimentichiamo i bambini cui viene negato il diritto allo studio”

La Scuola di Terra Santa di Gerusalemme ha celebrato nel pomeriggio di sabato 6 giugno la consegna dei diplomi del Tawjihi, termine che indica l’esame di maturità in Palestina e in Giordania, e che di fatto, segna la fine dell’anno scolastico che “anche quest’anno, come i precedenti, ha dovuto subire le difficoltà e le chiusure causate dal lungo periodo di conflitto e di tensioni”. A raccontarlo al Sir è il responsabile delle scuole della Custodia di Terra Santa, padre Ibrahim Faltas. “I ragazzi e le ragazze che hanno terminato il ciclo di studi superiori – spiega – hanno voluto rappresentare l’orgoglio di appartenere alla storia della Città Santa, la gratitudine per le opportunità ricevute nonostante il periodo terribile che ha attraversato la loro adolescenza, la speranza di una vita migliore per tutti i giovani che vivono le incertezze, le paure, le difficoltà in tempi e in scenari di guerra”. La cerimonia si è svolta in uno dei cortili della scuola, frequentata da bambini e ragazzi della Terra Santa senza nessuna distinzione di fede religiosa, di nazionalità, di appartenenza.

“Lasciate che i bambini vengano a me!”: davanti al dipinto, sulle storiche mura che abbracciano la scuola dalla Porta Nuova a quella di Damasco, e che rappresenta questa richiesta di Gesù, “abbiamo ricordato – spiega padre Faltas – la sofferenza dei bambini di Gaza, della Cisgiordania, di Gerusalemme, di tutti i bambini che hanno perso il sorriso perché a loro viene negato il diritto ad essere curati, il diritto allo studio, il diritto a giocare sereni, in sicurezza e in compagnia di altri bambini”. Il Custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo, nel suo discorso tenuto alla presenza di autorità civili, religiose e militari, ha sottolineato “il momento storico vissuto dai ragazzi della Terra Santa e li ha incitati a portare avanti nella società e nel mondo il valore fondamentale della pace attraverso il dialogo e l’accoglienza”. La presenza del Console italiano a Gerusalemme, Domenico Bellato, ha ricordato il legame antico dell’Italia con la Terra Santa, “relazione forte che continua ad essere concreta nel sostegno, nel supporto e nell’aiuto alla missione educativa della Custodia di Terra Santa”. Anche il Consolato francese ha inviato un rappresentante alla cerimonia. I giovani della maturità 2026, ha aggiunto padre Faltas, “hanno eseguito poesie, danze e canti che hanno raffigurato la Resurrezione, l’essenza della Città Santa. La Resurrezione che non è umiliazione ma dignità, non è violenza ma pace, non è schiavitù ma libertà”. “Abbiamo sentito l’amore per la propria terra, l’orgoglio di essere parte di un popolo e della sua storia, la consapevolezza di appartenere alla missione della Custodia di Terra Santa e di diffondere i suoi valori di pace, di verità, di giustizia” ha affermato il responsabile delle scuole della Custodia. “Sono grato al Signore perché quello che vivo e che vedo è un continuo miracolo”. Dopo l’esame di ieri, nel quale, rivela padre Faltas, “i nostri alunni hanno conseguito ottimi voti, gli studenti sono attesi a partire dal 20 giugno dall’esame di Stato”. Lo scorso anno ben tre alunni della Scuola di Terra Santa di Gerusalemme sono risultati tra i migliori dieci di tutti gli studenti delle scuole gerosolimitane.

Pace: concluso YouTopic Fest 2026 a Rondine. Vaccari, “tanta gente ‘inquieta’ che non si rassegna e vuole continuare a dialogare”

Si chiude con numeri in crescita e, soprattutto, con un forte coinvolgimento umano YouTopic Fest 2026, il festival internazionale promosso da Rondine Cittadella della Pace e dedicato quest’anno al tema “Inquietudine – Come custodire la scintilla dell’umano?”. “Sono felicissimo di questo YouTopic perché c’è stata una grande crescita”, ha commentato al Sir Franco Vaccari, fondatore e presidente di Rondine. Tracciando un bilancio dell’edizione 2026, Vaccari ha evidenziato innanzitutto la forte partecipazione: “Crescita numerica di partecipanti, tantissimi: nell’ordine delle migliaia ogni giorno. Anche la marcia è partita benissimo, con 4mila partecipanti”. Ma, oltre ai numeri, a colpire il fondatore di Rondine è stata soprattutto la qualità della presenza: “È arrivata gente di tutti i tipi, ma inquieta, in ricerca, che non si rassegna e non si abbandona, e che vuole fare qualcosa nel mondo. È come se si fosse moltiplicata l’energia del fare”. Un elemento che, secondo Vaccari, ha trovato piena espressione nei diversi panel del festival: “Come sempre, Rondine mostra che l’umano si declina in tutti gli ambiti: nelle aziende, nelle scuole, nei contesti internazionali segnati dalle guerre, nel sociale, nella comunicazione e nel giornalismo. Tutti abbiamo da recuperare l’umano, che rischia – come ha ricordato Papa Leone – di diventare povero, segnato da una povertà relazionale”. Al centro dell’esperienza di YouTopic 2026, dunque, il lavoro sulle relazioni: “Sono stati giorni in cui si sono costruite relazioni, anche tra persone che la pensano in modo completamente opposto”. Da qui la domanda decisiva, che per Vaccari racchiude il senso del metodo Rondine: “Quando si pensa in maniera opposta, ci si abbandona o si continua a dialogare? Rondine continua a dialogare”. A chiusura dell’evento, Vaccari ha annunciato il tema dell’edizione del YouTopic Fest 2027 (3-6 giugno): “I due lati delle parole: tra dire e fare pace”.

Papa in Spagna: i “numeri” ufficiali del Comitato organizzativo, a Madrid 1,5 milioni di fedeli alla messa del Corpus Domini e boom di visualizzazioni su tv, sito web e social

1,5 milioni di persone hanno partecipato ieri alla messa del Corpus Domini e alla processione con il Papa. Circa 400 milioni di persone hanno seguito la celebrazione in televisione, tramite la trasmissione ufficiale distribuita da TVE alle reti di tutto il mondo. Anche un gruppo di influencer con quasi 60 milioni di follower ha partecipato di persona alla messa e i contenuti che hanno condiviso hanno totalizzato centinaia di milioni di visualizzazioni. Nelle ultime 24 ore, il sito web ufficiale della visita, , ha registrato oltre 13 milioni di visite. Nell’ultima settimana, il sito ha accumulato 68 milioni di visite. Sono alcuni dei “numeri” della giornata ieri a Madrid di Papa Leone resi noti dal Comitato organizzativo. Alla messa celebrata ieri per la Solennità dei Corpus Domini, più di 2.100 ministri dell’Eucaristia hanno partecipato alla distribuzione della comunione, inclusi sacerdoti e ministri straordinari, con circa 2.300 pissidi, distribuiti da sei chiese che sono rimaste aperte fino alle 14.
Dopo la messa, Plaza de Cibeles è stata organizzata per lasciare spazio alla tradizionale processione del Corpus Domini in direzione di Calle Alcalá, preparata per l’occasione. Nel tratto attraverso cui ogni giorno circolano migliaia di veicoli, il passaggio con il Santissimo Sacramento nelle mani del Santo Padre si è svolto con solennità, preceduta da sacerdoti, religiosi, fedeli, bambini che avevano fatto la Prima Comunione, autorità e vescovi e arcivescovi. Le strade dell’itinerario processionale sono state “decorate” con tappeti di fiori realizzati appositamente a questo scopo. Un lavoro ornamentale coordinato da una delegazione di 24 maestri della città galiziana di Ponteareas (Rías Baixas) che hanno lavorato fianco a fianco con 160 volontari per tessere un tappeto floreale. Per la composizione, sono stati utilizzati più di 30.000 garofani, principalmente bianchi e gialli. Imponente anche il dispositivo tecnico che disponeva di 31 schermi led, sette camion con schermo – uno con uno schermo di 100 metri quadrati – e 608 altoparlanti distribuiti su 67 torri.

Vescovo ucciso in Mozambico: Com. Sant’Egidio, “un fatto gravissimo contro la Chiesa che difende i più fragili e la pace”

La Comunità di Sant’Egidio esprime il suo cordoglio alla Chiesa del Mozambico che piange il mons. Osòrio Citora Afonso, vescovo di Quelimane e amministratore apostolico dell’arcidiocesi di Beira, assassinato sabato mattina nella Casa Episcopal. “Tutte le nostre comunità presenti nel Paese – e in particolare quelle di Quelimane e di Beira – lo ricordano come un pastore appassionato al Vangelo e vicino al popolo, in una terra che vive situazioni difficili e spesso, in quella parte del Mozambico, flagellata da gravi calamità naturali”, si legge in una nota: “Si tratta di un fatto gravissimo non solo per la comunità cattolica mozambicana ma per la Chiesa universale, colpita duramente mentre, come in altre parti del mondo, svolge la sua azione di pace e di difesa dei più fragili”.

Papa in Spagna: il programma di oggi, 8 giugno

Comincerà con un momento storico, il terzo giorno del viaggio di Papa Leone XIV. Dopo l’incontro, in forma privata in nunziatura, del governo spagnolo, Pedo Sanchez, Leone sarà il primo Pontefice a prendere la parola al Parlamento spagnolo, con un discorso in programma alle 10.30. Un’ora dopo si svolgerà l’incontro con i vescovi spagnoli, presso la sede della Conferenza episcopale. Alle 12.45 il rientro in nunziatura e il pranzo con i vescovi. Alle 17.40 il Pontefice si recherà in auto alla cattedrale dell’Almudena, dove alle 18 renderà omaggio alla Vergine. Al termine, il Papa e il cardinale di Madrid si recheranno allo stadio Santiago Bernabéu per l’incontro, alle 19, con la comunità diocesana. Alle 20 il rientro in nunziatura.

Terra Santa: Scout cattolici italiani in missione tra Israele e Palestina, “costruire ponti dove altri alzano muri”

Una presenza che vuole essere segno di speranza in un contesto segnato da tensioni e divisioni. È quella del Movimento adulti scout cattolici italiani (Masci), impegnato in questi giorni in Terra Santa con il segretario internazionale Carlo Bertucci, all’interno di una delegazione interassociativa promossa dalla Compagnia di San Giorgio e composta anche da Agesci e Scout d’Europa (Fse). Il percorso della delegazione si snoda tra Israele e Territori palestinesi, in una serie di incontri che raccontano, spiegano dal Masci, “una speranza che resiste”. A Nazareth il confronto con la Catholic Scouts Association in Israel ha rafforzato i legami di amicizia, anche in vista di un gemellaggio con la Lombardia. In Cisgiordania, a Beit Jala, l’incontro con la Palestine Catholic Scout Association è stato definito un “segno concreto di fraternità che supera muri e confini”. Tappa significativa anche a Betlemme, dove la delegazione ha incontrato la Palestinian Scout Association, realtà che riunisce giovani cristiani e musulmani nel comune linguaggio dello scautismo. Un’esperienza che testimonia, in un contesto complesso, la possibilità di condividere percorsi educativi e relazionali oltre le differenze religiose. A Gerusalemme, visita al Magnificat Institute, scuola musicale della Custodia di Terra Santa diretta da fra Alberto, in cui bambini e ragazzi cristiani, musulmani ed ebrei studiano insieme, facendo della musica uno strumento quotidiano di dialogo e convivenza. Sempre nella Città santa, la delegazione ha incontrato il Custode di Terra Santa, fra Francesco Ielpo, e il patriarca latino di Gerusalemme, card. Pierbattista Pizzaballa. In questa occasione sono stati consegnati i fazzolettoni scout, simbolo di fraternità, insieme a una nota di impegno con cui le associazioni presenti si assumono la responsabilità di promuovere e coordinare la presenza dello scautismo cattolico italiano in Terra Santa. Un gesto che, sottolineano dal Masci, “non è soltanto un segno di amicizia”, ma esprime la convinzione diffusa tra migliaia di giovani e adulti scout italiani che “la pace non sia un sogno ingenuo, ma una strada da percorrere insieme”. Il senso della missione è racchiuso proprio in questa visione: “Dove altri vedono divisioni, gli scout costruiscono ponti; dove altri alzano muri, gli scout tendono la mano; dove sembra impossibile sperare, gli scout continuano a credere nella fraternità”.

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