Ecco il resoconto dei principali fatti di oggi, venerdì 10 luglio 2026, che riguardano la vita istituzionale a la vita ecclesiale del nostro Paese. Le notizie sono ordinate in ordine cronologico, dalla più recente alla più datata.
San Benedetto: diocesi Padova, “Europa conservi la stima del camminare insieme come destino comune”
“In un tempo segnato da divisioni, guerre e diffidenze, l’Europa è chiamata a riscoprire la bontà del camminare insieme come destino comune”. È il cuore del messaggio diffuso in occasione della festa di San Benedetto, copatrono d’Europa, dal vescovo di Padova, mons. Claudio Cipolla, dall’abbadessa del monastero di San Daniele, madre Maria Chiara Paggiaro, e dall’abate di Santa Giustina, dom Giulio Pagnoni. Nel testo, intitolato “Camminiamo insieme!”, i firmatari richiamano l’eredità del fondatore del monachesimo occidentale, ricordando come la vita cenobitica promossa da san Benedetto sia fondata sulla dimensione comunitaria e sulla consapevolezza che “l’insieme delle relazioni con il prossimo costituisce l’identità del discepolo di Cristo”. La scelta benedettina della vita comune viene indicata come modello capace di ispirare anche la convivenza civile e il futuro del continente. “Ci chiediamo: la nostra Europa, prima ancora dei meccanismi d’intesa e di organizzazione politico amministrativa, conserva la stima di san Benedetto sulla bontà di camminare insieme come destino comune?”, si legge nel messaggio, che mette in guardia dagli accordi fondati soltanto sull’utilità e da una visione esclusivamente individualistica o nazionalistica della realtà. I tre firmatari esprimono inoltre preoccupazione per i conflitti che attraversano il continente: “L’apparire della guerra e il suo incancrenirsi in Europa mostrano la facilità con cui ci si abitua agli orrori”. Per questo viene invocato il patrocinio di san Benedetto su “un continente così diviso, così sfinito, così consumato da varie forme di diffidenza e di crudeltà”. Richiamando la Regola benedettina, il messaggio sottolinea che “la fedeltà quotidiana ai propri doveri e alle corrette relazioni” rappresenta una delle leve fondamentali per costruire un mondo migliore. Da qui l’invito a valorizzare i percorsi di impegno civile, la capacità di dialogo, la discrezione e la presenza solidale nelle situazioni più difficili, affinché il cammino indicato da san Benedetto possa essere riconosciuto “buono e promettente” per l’Europa di oggi.
Sudan: Onu, nuova epidemia di colera. Oltre cento morti, cresce l’allarme per la popolazione civile
Una nuova epidemia di colera aggrava la crisi umanitaria in Sudan, dove il conflitto continua a colpire duramente la popolazione civile. L’Oms-Organizzazione mondiale della sanità segnala oltre 1.330 casi confermati e 114 decessi, avvertendo che il bilancio reale potrebbe essere molto più elevato e che l’imminente stagione delle piogge rischia di accelerare la diffusione del contagio. Particolarmente critica la situazione a El-Obeid, nel Nord Kordofan, dove i combattimenti e gli attacchi con droni limitano l’accesso agli aiuti e mettono sotto pressione un sistema sanitario già gravemente compromesso. Secondo l’Oms, il tasso di mortalità dell’epidemia, pari al 13,7%, è già “estremamente alto”. Il Sudan resta la più grave emergenza umanitaria al mondo: oltre 33 milioni di persone necessitano di assistenza, di cui 21 milioni di cure sanitarie, mentre dall’inizio della guerra, nell’aprile 2023, si contano almeno 59mila vittime. Gli sfollati sono ancora 13,4 milioni, di cui circa 9 milioni all’interno del Paese e 4,6 milioni nei Paesi vicini. Oltre al colera, sono in corso focolai di dengue, malaria, meningite, epatite E e morbillo. L’Oms ha inviato forniture mediche nelle aree più colpite, ma sottolinea che gli aiuti disponibili non sono sufficienti. L’agenzia delle Nazioni Unite rinnova quindi l’appello ai partner internazionali affinché siano garantiti un accesso umanitario sicuro e maggiori risorse per assistere la popolazione, prevenire nuove epidemie e proteggere soprattutto donne e bambini, particolarmente esposti agli effetti della guerra.
Giornata mondiale della popolazione: Onu, tagli a finanziamenti umanitari lascia 1 milione di donne e ragazze senza assistenza essenziale
Almeno un milione di donne e ragazze ha perso l’accesso a servizi umanitari essenziali dall’inizio del 2025 a causa dei drastici tagli ai finanziamenti internazionali. È l’allarme lanciato da Onu Donne nel rapporto Beyond the Breaking Point, diffuso alla vigilia della Giornata mondiale della popolazione, che denuncia il rischio di collasso per le organizzazioni femminili impegnate nelle aree di crisi. Secondo l’agenzia delle Nazioni Unite, sono oggi circa 120 milioni le donne e le ragazze che necessitano di assistenza e protezione umanitaria, mentre le realtà locali che operano in contesti come Afghanistan, Repubblica Democratica del Congo e Haiti sono costrette a ridurre o sospendere i servizi proprio nel momento di maggiore bisogno. L’indagine, condotta su 855 organizzazioni in 52 Paesi colpiti da conflitti e crisi, evidenzia che quasi nove su dieci non riescono più a rispondere all’aumento delle richieste di aiuto; l’84% segnala una crescita della domanda di assistenza e il 63% ha dovuto ridurre gli interventi nelle aree più isolate. Preoccupa anche l’aumento della violenza di genere, segnalato dall’86% delle organizzazioni, mentre il 62% riferisce la chiusura o il forte ridimensionamento degli spazi sicuri destinati alle donne. Quasi due terzi degli operatori continuano a lavorare senza stipendio per garantire i servizi essenziali e quasi la metà denuncia un crescente esaurimento del personale. “Ogni dollaro sottratto alle organizzazioni femminili è un dollaro sottratto alle sopravvissute alla violenza, alle madri sfollate e alle ragazze costrette ad abbandonare la scuola”, afferma Sofia Calltorp, responsabile dell’Azione umanitaria di Onu Donne, chiedendo un rinnovato impegno della comunità internazionale a sostegno delle organizzazioni che rappresentano un presidio fondamentale di assistenza, tutela dei diritti e costruzione della pace.
San Benedetto: Subiaco, domani celebrazioni tra fede, cultura e spettacolo per il Patrono d’Europa
Subiaco si prepara a celebrare domani, 11 luglio, la festa di San Benedetto Abate, Patrono d’Europa, con una giornata di eventi dedicati al culto, alla memoria e all’attualità del fondatore del monachesimo occidentale. Le iniziative sono promosse congiuntamente dall’Abbazia territoriale di Subiaco, dalla Parrocchia della Cattedrale di Santa Scolastica e dalla Biblioteca statale del Monumento nazionale di Santa Scolastica. “San Benedetto – afferma l’abate ordinario di Subiaco, dom Mauro Meacci – nel momento della dissoluzione della società antica, ha ricreato, attraverso le comunità monastiche, una nuova socialità impregnata di valori cristiani, attraverso l’accoglienza delle persone diverse che affluivano all’epoca in Europa, attraverso il lavoro manuale e intellettuale”. Sull’attualità del messaggio benedettino richiama l’attenzione dom Fabrizio Messina Cicchetti, direttore della Biblioteca statale e parroco della Cattedrale di Santa Scolastica: “Oggi più che mai appare emergente la tentazione dell’autoreferenzialità, dell’incapacità di costruire insieme e di trattare con rispetto l’uomo e la casa comune: san Benedetto ci insegna a farlo quando nella sua Regola invita a guardare alla meta comune rifuggendo l’individualismo e la tristezza”. Richiamando le parole di Papa Leone XIV, Messina Cicchetti sottolinea la necessità di “edificare insieme, trasformando la diversità in una risorsa e facendo dell’ascolto e del dialogo il terreno comune su cui far crescere giustizia e fraternità”.
Abbazia di Santa Scolastica. Protocenobio benedettino a Subiaco (Foto Sir)
Le celebrazioni si apriranno alle 11.30 nella Cattedrale di Santa Scolastica, dove il card. Ángel Fernández Artime, pro-prefetto del Dicastero per gli Istituti di Vita consacrata e le Società di vita apostolica, presiederà il Pontificale di San Benedetto. Nel pomeriggio, alle 17 nella Sala San Gregorio, il prof. Pio Francesco Pistilli, il prof. Mauro Vincenzo Fontana e il dott. Andreas Rehberg presenteranno i volumi ‘Storia dei monasteri sublacensi’ (Luchina Branciani, 2025) e ‘Limen Paradisi. I monasteri benedettini di Subiaco’ (Stefano Petrocchi, 2025). La giornata si concluderà alle 18.30 presso la Foresteria di Santa Scolastica con “Martinus”, performance di danza e teatro diretta da Michele Comite, che ripercorre la vita di san Martino tra tradizione e innovazione.
Sistema Caritas Ambrosiana: Tossani e Selmi (direttori), “principi evangelici e costituzionali”
I servizi offerti da Caritas e dal suo Sistema si caratterizzano, nel contesto diocesano milanese, “per varietà, capillarità, capacità di combinare competenze professionali e apporto volontario”. “Ci proponiamo alle comunità ambrosiane – spiegano Erica Tossani, codirettrice Caritas, e don Paolo Selmi, codirettore Caritas e presidente della Fondazione Casa della Carità – sulla base del principio evangelico di prossimità e del principio costituzionale di amministrazione condivisa. Integrando in maniera incisiva un welfare pubblico strutturato ma sovente in affanno. Talvolta sopperendo alle sue carenze, dovute a insufficienti disponibilità di risorse economiche, ma anche a tendenze e scelte politiche non sempre attente, coraggiose e lungimiranti”. Guardando al futuro, affermano i due direttori, “è fuori discussione la continuità di un impegno che assicura, pur con tutti i nostri umanissimi limiti, ascolto, accoglienza, aiuto e inclusione a migliaia di persone in difficoltà”. Ma “la continuità non va confusa con la ripetitività”, spiegano: “Tra le prospettive di cambiamento nella continuità che desideriamo proporre, per il futuro prossimo di Caritas Ambrosiana e del suo Sistema, ci sono alcune attenzioni particolari che intendono concretizzare, anche nel nostro tempo, la prevalente funzione pedagogica, scolpita sin dalle origini negli Statuti Caritas».
Due, in particolare, gli obiettivi indicati anche nelle conclusioni del Bilancio sociale Caritas 2025: “Vogliamo essere non erogatori di assistenza, ma lievito di comunità responsabili e capaci di farsi carico delle molteplici povertà contemporanee. E vogliamo dedicare sempre maggiori energie, e competenze, al lavoro di advocacy, cioè a costruire consapevolezza informata delle cause da cui scaturiscono le povertà e sensibilizzazione organizzata degli attori politici e sociali che sono chiamati, come da Costituzione, a rimuovere quelle stesse cause, affinché ognuno possa sentirsi davvero cittadino”.
Sistema Caritas Ambrosiana: numeri e risultati. Solidarietà, assistenza, accoglienza
Caritas Ambrosiana e gli altri soggetti del Sistema-Caritas pubblicano i rispettivi rapporti relativi all’attività 2025. “Ne scaturisce – è il primo commento fornito dalla sede milanese – un panorama di iniziative di servizio che si articola nell’intera diocesi, coinvolge migliaia di operatori e volontari e raggiunge decine di migliaia di persone in difficoltà”. L’anno scorso, come testimonia il dettagliato Bilancio sociale 2025, il consuntivo di Caritas Ambrosiana ha pareggiato a quasi 20 milioni di euro (con costi di funzionamento inferiori al 14%). In termini di radicamento territoriale, referenti Caritas operano in 901 su 1.105 parrocchie della diocesi di Milano, in tutte le 7 zone pastorali. “Beneficiari dell’azione dell’organismo sono state quasi 45mila persone: 15.727 intercettate dai Centri di ascolto territoriali monitorati dall’Osservatorio diocesano delle povertà e delle risorse (una frazione del totale dei Cda), 2.654 incontrate dalle Aree di bisogno e 26.302 seguite dai Servizi diocesani (dedicati a persone senza dimora, famiglie, immigrati, donne e vittime di violenza e tratta)”. Caritas Ambrosiana significa anche solidarietà internazionale: nel 2025 ha sostenuto 84 progetti in 44 Paesi del mondo, per una spesa totale di quasi 2,5 milioni di euro, cui si aggiungono gli impegni di educazione alla mondialità. Infine, sul fronte della raccolta fondi, “termometro della fiducia di tanti fedeli e cittadini”, nel 2025 sono state raccolte 19.133 donazioni, per un valore di quasi 7,2 milioni di euro, da 8.770 offerenti.
Il Sistema-Caritas comprende anche il Consorzio Farsi Prossimo, che riunisce 12 cooperative sociali operanti nelle province di Milano, Monza e Brianza, Como, Lecco e Varese. Le cooperative aderenti operano in diversi ambiti: sostegno a famiglie e persone in difficoltà economica e sociale, accoglienza di migranti e rifugiati, servizi per anziani, minori e persone con disabilità, sanità accessibile, formazione e inserimento lavorativo.
Vi è poi la Fondazione Casa della Carità “Angelo Abriani”. L’anno scorso ha aiutato 6.386 persone (5.486 adulti e 900 minori), 481 delle quali state ospitate nella sede di via Brambilla e in tutte le altre sedi cittadine, progettando con loro percorsi personalizzati verso l’autonomia.
Quindi la Fondazione San Bernardino, promossa da diocesi e Caritas diocesane lombarde per fare fronte a casi di sovrindebitamento di persone e famiglie, in chiave di prevenzione dell’usura, ha sede a Milano, e questo contribuisce a spiegare perché molti dei suoi assistiti siano ambrosiani. Nel 2025, ha incontrato e assistito 334 persone.
La Fondazione San Carlo ha dato ulteriore impulso alle tre aree in cui si articola il suo operato: ospitalità, abitare e formazione lavoro.
Cybersecurity: protocollo d’intesa Polizia di Stato e Mead Informatica per sicurezza infrastrutture digitali strategiche
Rafforzare la prevenzione e il contrasto delle minacce informatiche a tutela delle infrastrutture digitali strategiche del Paese. È questo l’obiettivo del protocollo d’intesa sottoscritto a Roma tra la Polizia di Stato e Mead Informatica, azienda italiana che fornisce tecnologie e servizi digitali a realtà operanti in settori critici, tra cui sanità, energia, pubblica amministrazione e industria. L’accordo, firmato dal direttore centrale per la Polizia scientifica e la Sicurezza cibernetica, Luigi Rinella, e dal presidente di Mead Informatica, Franco Oleari, prevede una collaborazione strutturata per sviluppare strategie condivise di prevenzione, monitoraggio e gestione degli incidenti cyber, attraverso lo scambio tempestivo di informazioni, l’analisi delle minacce emergenti e la definizione di procedure operative coordinate. L’iniziativa si inserisce nel modello di “sicurezza partecipata” promosso dalla Polizia di Stato, fondato sulla cooperazione tra istituzioni pubbliche e operatori privati chiamati a proteggere servizi e infrastrutture di interesse nazionale. Un ruolo centrale continuerà a essere svolto dal Cnaipic-Centro nazionale anticrimine informatico per la protezione delle infrastrutture critiche, attivo 24 ore su 24 nella prevenzione e nella gestione degli eventi che coinvolgono reti e sistemi strategici. Il protocollo punta inoltre a promuovere iniziative congiunte per diffondere la cultura della sicurezza informatica e rafforzare la resilienza delle organizzazioni di fronte a minacce cibernetiche sempre più sofisticate.
Diocesi: Campobasso, Macchia Valfortore si raccoglie nel segno di Maria
Ci sono appuntamenti che ogni anno rinnovano il legame più profondo tra una comunità, la sua storia e la sua fede. Tra questi, i festeggiamenti in onore della Beata Vergine Maria Santissima delle Grazie che a Macchia Valfortore, nella diocesi di Campobasso-Bojano, rappresentano un momento di “straordinaria intensità spirituale e di autentica partecipazione popolare”. Dal 29 giugno e fino a domenica 12 luglio, il paese ha vissuto e continua a vivere giorni di preghiera, devozione e fraternità, “un cammino condiviso” che culminerà nella Solennità della Madonna delle Grazie, protettrice della comunità. Ad accompagnare questo tempo – fa sapere la diocesi – un programma di celebrazioni religiose a partire dal triduo di preparazione e il successivo novenario che sono stati occasioni “preziose per affidare alla Madre delle Grazie le gioie, le attese e le difficoltà delle famiglie, dei giovani, degli anziani e di quanti portano nel cuore una preghiera speciale”, si legge in una nota. Particolarmente significativo è stato il 2 luglio, giorno della festa liturgica della Madonna delle Grazie, quando la comunità ha accolto la statua restaurata della Vergine. La celebrazione solenne, presieduta da mons. Mauro Lalli, Nunzio Apostolico in Papua Nuova Guinea ha “rappresentato un momento di profonda gratitudine e di rinnovato affidamento alla protezione materna di Maria”.
I festeggiamenti raggiungeranno il loro culmine domenica 12 luglio con la Solennità della Madonna delle Grazie. La cerimonia dell’incoronazione, presieduta da mons. Biagio Colaianni, arcivescovo di Campobasso-Boiano, sarà il cuore della giornata. La tradizionale processione per le vie del paese, “segno visibile della fede del popolo di Dio, rinnoverà un legame che attraversa generazioni e custodisce l’identità stessa della comunità macchiarola”.
San Benedetto: messaggio congiunto per il copatrono d’Europa “Camminiamo insieme!”
“Nel giorno in cui la Chiesa celebra San Benedetto come patrono d’Europa, possiamo rintracciare una singolare assonanza della sua ispirazione sociale con una caratteristica autentica e preziosa del vivere civile: la capacità di unirsi ad altri per progredire, per avanzare, per andare verso una direzione che si giudica buona e favorevole alla vita di tutti. E se pensiamo che la Regola è stata elaborata in tempi di profonda disgregazione dei tessuti istituzionali, amministrativi e culturali è molto significativo che Benedetto stimi questa modalità di vivere in modo associato e costruttivo”. A scriverlo in un messaggio congiunto per la festa di San Benedetto copatrono d’Europa sono stati il vescovo di Padova, mons. Claudio Cipolla, l’abbadessa di San Daniele madre Maria Chiara Paggiaro e l’abate di Santa Giustina dom Giulio Pagnoni. “Ci chiediamo – continua il messaggio-: la nostra Europa, prima ancora dei meccanismi d’intesa e di organizzazione politico-amministrativa, conserva la stima di San Benedetto sulla bontà di camminare insieme come destino comune?” E continua: “al giorno d’oggi capiamo molto bene cosa significhi fare intese, promuovere alleanze prive di anima e di idealità; proprio per questo invochiamo il patrocinio di San Benedetto sul nostro continente, così diviso, così sfinito, così consumato da varie forme di diffidenza e di crudeltà”.
Eurobarometer: Europeans believe vocational education leads to good job opportunities
With such a rapidly changing job market, Europeans see vocational education (VET) as “a fast track to attractive and well-paid job opportunities”. Today, a special survey by Eurobarometer revealed that “85% of Europeans agree that VET gives useful technical skills for work”. Most respondents also believe that vocational education leads to actual (82%) and well-paid (66%) job opportunities. Over a half of them stated that the main reason for choosing VET is the chance to start working and earning money sooner. Europeans “when they decide to choose VET are mainly influenced by job prospects and earnings (53%), advice from family (35%) and teachers or counsellors (28%)”. However, according to respondents, vocational education “cannot make up for those broader skills one would usually learn at school”. Half of the respondents think that vocational education programmes do not do enough to teach basic skills, such as reading, writing and digital skills, or broader skills, such as communication and critical thinking.
Eurobarometro: europei convinti che la formazione professionale porti a buoni posti di lavoro. Segnalate le carenze
In un’epoca di rapidi cambiamenti nel mondo del lavoro, gli europei considerano la formazione professionale (Fpe) “una scorciatoia per accedere a opportunità di lavoro interessanti e ben remunerate”. Un sondaggio speciale di Eurobarometro rivela oggi che “l’85% degli europei concorda sul fatto che la Fpe fornisca competenze tecniche rilevanti per il mondo del lavoro”. La maggior parte degli intervistati ritiene inoltre che la formazione professionale porti a concrete opportunità di lavoro (82%), ben retribuite (66%). Oltre la metà afferma che il motivo principale per cui si sceglie la Fpe è la possibilità di iniziare a lavorare e guadagnare prima. Gli europei “scelgono la formazione professionale influenzati da fattori quali le opportunità di lavoro e le potenziali prospettive di guadagno (53%), i consigli familiari (35%) e i suggerimenti di insegnanti o consulenti (28%)”. Tuttavia, secondo gli intervistati, la formazione professionale “non può compensare le competenze generali che si acquisiscono tipicamente a scuola”. La metà degli intervistati ritiene che i programmi di formazione professionale siano carenti nell’insegnamento di competenze di base, come l’alfabetizzazione e le competenze digitali, o di competenze trasversali come la comunicazione e il pensiero critico.
Diocesi: mons. Aloise (Rossano) ai turisti, “sentitevi a casa, accolti con la semplicità e il calore che caratterizzano questa terra”
“Con sincera gioia vi accolgo nella Diocesi di Rossano-Cariati, terra in cui il mare, le colline e le montagne si intrecciano con una storia millenaria, una fede viva e un patrimonio artistico e culturale di straordinario valore”. Inizia così il messaggio dell’arcivescovo, mons. Maurizio Aloise, ai turisti: “avete scelto questo lembo di Calabria per il vostro tempo di riposo. Vi auguro che siano giorni di serenità, di pace e di autentico ristoro, nei quali possiate ritrovare voi stessi, rafforzare i legami con le persone che amate e lasciarvi sorprendere dalla bellezza che vi circonda. La nostra terra non offre soltanto paesaggi incantevoli, acque cristalline e borghi ricchi di fascino ma custodisce una memoria antica che continua a parlare al presente. Qui Oriente e Occidente si sono incontrati, generando una civiltà capace di coniugare fede, arte, cultura e dialogo”. Il presule cita, tra i “tesori” il Codex Purpureus Rossanensis, riconosciuto dieci anni fa dall’Unesco patrimonio documentario dell’umanità. Pagine che testimoniano come il Vangelo “abbia ispirato nei secoli una cultura della bellezza, della dignità della persona e della speranza”. Proprio questa è “l’eredità che desidero condividere con voi. Nella nostra Chiesa – scrive mons. Aloise – stiamo riscoprendo il valore della Magnifica Humanitas: un umanesimo che nasce dall’incontro con Cristo e riconosce in ogni persona un volto da accogliere, una storia da ascoltare, una ricchezza da custodire. È un invito a contemplare la bellezza non come semplice spettacolo, ma come via privilegiata per riscoprire ciò che rende autenticamente umana la nostra vita: la fraternità, la solidarietà, la ricerca del bene comune, il rispetto del creato e l’apertura al trascendente”. L’augurio è quello di “vivere questi giorni con questo sguardo: non soltanto visitatori di luoghi meravigliosi, ma pellegrini della bellezza, capaci di lasciarsi interrogare dall’arte, dalla natura, dalla spiritualità e dall’ospitalità delle nostre comunità. Ogni incontro, ogni paesaggio, ogni monumento può diventare un’occasione per riscoprire quella ‘umanità magnifica’ che si manifesta quando ci riconosciamo fratelli e custodi gli uni degli altri”: “desidero che vi sentiate fin da subito a casa, accolti con la semplicità e il calore che caratterizzano questa terra. Quando farete ritorno nelle vostre città, il mio augurio è che portiate con voi non soltanto il ricordo della bellezza dei suoi paesaggi e dei suoi luoghi, ma soprattutto l’esperienza di una comunità che ha scelto di condividere ciò che ha di più prezioso: la propria anima, intessuta di fede, cultura, storia, tradizioni e autentica ospitalità”.
Giornata mondiale della popolazione: Onu, al centro speranze e aspirazioni dei giovani per costruire il futuro
In occasione della Giornata mondiale della popolazione, che si celebra l’11 luglio, le Nazioni Unite invitano a riflettere sulla necessità di mettere al centro le speranze e le aspirazioni delle giovani generazioni. Il tema scelto per l’edizione 2026, “Realizzare le speranze e le aspirazioni dei giovani, oggi e per il futuro”, richiama l’attenzione sull’importanza di creare condizioni che consentano ai giovani di progettare liberamente il proprio futuro, le relazioni affettive e la genitorialità. Al centro dell’iniziativa il nuovo rapporto dell’Unfpa Lives, Choices and Futures, basato su una delle più ampie indagini internazionali del settore, che ha raccolto le opinioni di oltre 108 mila giovani tra i 18 e i 39 anni in 73 Paesi. Dalla ricerca emerge come le scelte riguardanti la famiglia e i figli siano sempre più influenzate da incertezze economiche, sociali e ambientali, oltre che dall’accesso ai diritti, ai servizi e alle opportunità. Le Nazioni Unite ricordano inoltre che la popolazione mondiale, cresciuta nell’arco di pochi secoli da 1 a quasi 8 miliardi di persone, è destinata a raggiungere circa 8,5 miliardi entro il 2030, 9,7 miliardi nel 2050 e 10,9 miliardi alla fine del secolo. Un’evoluzione accompagnata dal progressivo calo della natalità, dall’aumento dell’aspettativa di vita, dall’urbanizzazione e dall’intensificarsi dei flussi migratori, fenomeni destinati ad avere profonde conseguenze sullo sviluppo economico, sui sistemi di welfare, sulla salute, sull’istruzione e sulla lotta alla povertà. Per questo, sottolinea l’Onu, le politiche pubbliche devono partire dai bisogni e dalle aspirazioni delle persone, in particolare dei giovani, promuovendo condizioni che consentano scelte libere e consapevoli e uno sviluppo sostenibile e inclusivo per le generazioni presenti e future.
Ucraina: Onu, appello per il cessate il fuoco. Crescono le vittime civili e gli attacchi agli operatori umanitari
Nuovo appello del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per un cessate il fuoco immediato e incondizionato in Ucraina, dopo l’intensificarsi degli attacchi con droni e missili russi contro diverse città del Paese. Nel corso della riunione di ieri, i responsabili delle Nazioni Unite hanno denunciato un “chiaro schema” di attacchi contro obiettivi civili, che nelle giornate dell’1-2 e del 5-6 luglio hanno provocato numerose vittime, coinvolgendo anche operatori umanitari impegnati nei soccorsi. Secondo il vice coordinatore degli aiuti d’emergenza dell’Onu, gli attacchi contro il personale umanitario sono aumentati di oltre il 20% rispetto al 2025, mentre le ostilità nelle regioni di Dnipro, Kharkiv, Kherson, Sumy e Zaporizhzhia continuano a causare un pesante tributo umano. La maggioranza dei membri del Consiglio ha ribadito che non esiste una soluzione militare al conflitto, sollecitando dialogo, de-escalation e negoziati. Nel dibattito sono intervenuti anche rappresentanti dell’Unione europea e di diversi Paesi europei, che hanno chiesto alla Federazione Russa di rispettare il diritto internazionale umanitario e di accettare un cessate il fuoco senza condizioni. L’Organizzazione mondiale della sanità ha inoltre riferito che dall’inizio dell’invasione su larga scala, nel 2022, sono stati verificati circa 3.000 attacchi contro strutture sanitarie ucraine, mentre quasi il 70% della popolazione dichiara un peggioramento delle proprie condizioni di salute, con un aumento di disturbi psicologici e malattie croniche. Nel frattempo, l’Unicef ha avviato corsi estivi in una scuola sotterranea vicino alla linea del fronte per garantire ai bambini la prosecuzione delle attività educative in condizioni di maggiore sicurezza.
Diocesi: Siracusa, esposizione straordinaria del simulacro di Santa Lucia
Domenica 12 luglio sarà aperta in via straordinaria la nicchia del simulacro di Santa Lucia, nella Cattedrale di Siracusa. Il programma prevede la santa messa alle 8. Seguirà l’apertura della nicchia che custodisce il simulacro della martire siracusana che per tutto il giorno resterà esposto per la preghiera dei fedeli. Le messe saranno celebrate alle 11.30 e alle 19, con la chiusura, al termine della messa, della nicchia che custodisce il simulacro. “Ci fermiamo in preghiera con l’arcivescovo di fronte alla patrona – ha detto Sebastiano Ricupero, presidente della Deputazione della Cappella di Santa Lucia – e pregheremo perché finiscano le guerre e le tribolazioni delle popolazioni colpite da terremoti. Fermiamoci ai piedi di Lucia, chiedendo a lei l’intercessione per i nostri fratelli che soffrono e chiediamo la forza di andare avanti e proseguire nel cammino di pace”.
Germania: la storia di don Senad, dalla conversione al cattolicesimo al sacerdozio. Un ponte tra musulmani e cristiani
In Germania vivono circa sette milioni di musulmani. Uno di loro era Senad Mrkaljevic, fino a quando non si è convertito al cattolicesimo qualche anno fa. Ora è un sacerdote. Quando, poco più che ventenne, entrò per la prima volta in una chiesa, pensò che “entrare lì dentro è stata una vera e propria prova per me”, racconta. “Mi chiedevo: ‘Quello che sto facendo è giusto?’”. Oggi il quarantunenne è sacerdote cattolico, è stato ordinato il 30 maggio scorso, insieme con altri 3 candidati al sacerdozio, nella cattedrale di Sant’Edvige a Berlino, dall’arcivescovo berlinese, mons. Heiner Koch. Don Mrkaljevic è nato a Brcko, nell’attuale Bosnia-Erzegovina, è fuggito dalla guerra civile ed è cresciuto a Berlino in una famiglia musulmana con due fratelli maggiori. A 23 anni, iniziò a leggere la Bibbia. E cominciò ad andare in chiesa di nascosto la domenica alle 8 del mattino. Ha studiato teologia al seminario di San Lamberto a Lantershofen, dedicato alle vocazioni adulte. Si considera un costruttore di ponti tra le due religioni: “La mia conversione e la mia decisione di diventare sacerdote hanno incontrato una notevole approvazione da parte della mia famiglia musulmana in Bosnia e anche dei miei fratelli”, afferma Senad. Oggi è cappellano nella parrocchia di Santa Edith Stein a Berlino-Neukölln, quartiere di Berlino con alta percentuale di musulmani. “Per me, si tratta di tolleranza: tra cristiani, ebrei, musulmani e non credenti”, afferma Senad, che ama andare alle partite dell’Hertha Berlino con i parrocchiani. Sua madre e i suoi fratelli hanno partecipato alla sua ordinazione sacerdotale. La storia di don Senad ricorda quella del padre gesuita Antuan Ilgit, nato in Baviera da genitori turchi e cresciuto in Turchia: convertito dall’islam al cristianesimo in età adulta, è stato nominato vescovo ausiliare dell’Anatolia da Papa Francesco nel 2023.
Commissione Ue: Instagram e Facebook, design crea dipendenza e viola legge sui servizi digitali. Virkkunen: “Proteggiamo la salute dei cittadini”
Oggi la Commissione europea ha rilevato “in via preliminare” che “Meta ha violato la legge sui servizi digitali per il design che crea dipendenza di Instagram e Facebook”. L’indagine si concentra su funzionalità come scorrimento infinito, autoplay, notifiche push e sistemi di raccomandazione altamente personalizzati delle piattaforme. L’indagine della Commissione indica che Meta “non ha valutato adeguatamente i rischi del suo design che crea dipendenza sul benessere fisico e mentale degli utenti, compresi i minori e gli adulti vulnerabili”. Ad esempio, spiegano dalla Commissione, Meta “non ha preso in considerazione alcune funzionalità di design di Instagram e Facebook, come consigli altamente personalizzati, autoplay e scorrimento infinito, che mostrano costantemente agli utenti nuovi contenuti. Queste caratteristiche alimentano la voglia dell’utente di continuare a scorrere e spostare il cervello in ‘modalità pilota automatico’, contribuendo a abitudini malsane e all’uso compulsivo”. L’elenco dei problemi sollevati dall’Ue a Meta prosegue. Meta ha ora la possibilità di esercitare il suo diritto alla difesa. Essa può esaminare i documenti contenuti nei fascicoli d’indagine della Commissione e rispondere per iscritto alle constatazioni preliminari della Commissione. Parallelamente sarà consultato il Comitato europeo per i servizi digitali. Se il parere della Commissione è infine confermato, la Commissione può emettere una decisione di non conformità, che può infliggere un’ammenda proporzionata alla natura, alla gravità, alla ricorrenza e alla durata dell’infrazione, limitata al 6% del fatturato mondiale totale annuo del fornitore.
Henna Virkkunen, vicepresidente della Commissione, incaricata della sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, afferma: “La protezione della salute fisica e mentale degli europei deve essere una priorità per le piattaforme dei social media. La legge sui servizi digitali fornisce un quadro chiaro per ritenere le piattaforme responsabili della progettazione e degli effetti di dipendenza dei loro servizi. Siamo pienamente impegnati a far rispettare la nostra legislazione in Europa”.
Diocesi: Caritas Ravenna, oltre 4mila persone accolte nel 2025. Il 54% sono italiani
Sono 4.030 persone bisognose di aiuto quelle che si sono rivolte alla rete Caritas diocesana di Ravenna nel 2025. Le famiglie che hanno bussato per la prima volta ai centri di ascolto sono state 119, il 13% in più rispetto all’anno precedente. 1.521 nuclei ascoltati sopravvivono con meno di mille euro al mese, mentre 163 sono totalmente privi di entrate. Sono i dati emersi dal rapporto della Caritas diocesana di Ravenna presentato questa mattina all’emporio Caritas “don Angelo Lolli”. A illustrarli l’arcivescovo di Ravenna-Cervia, mons. Lorenzo Ghizzoni, e la direttrice di Caritas Ravenna, Daniela Biondi, con il prefetto di Ravenna Raffaele Ricciardi. Secondo il report il 54% delle famiglie che si rivolgono alla Caritas è di nazionalità italiana, con un aumento del 9% rispetto al 2024. Sono 135 le persone che si sono rivolte ai centri di ascolto per problematiche relative alla casa: un terzo hanno una sistemazione provvisoria e 19 sono senza fissa dimora. Sono 88 le persone con problemi di salute mentale che si sono rivolte alla Caritas nel 2025, con un aumento del 30,6% sull’anno precedente e un’incidenza sul totale che passa dall’8,1 al 9,5%. All’emporio Caritas vanno a fare la spesa 1.609 persone, circa 600 famiglie, mentre la mensa Caritas a Santa Teresa ha servito quasi 30mila pasti. “Non basta assistere nell’immediato il bisognoso – scrive mons. Ghizzoni nel dossier– è necessario sviluppare con lui un cammino di riscatto, di miglioramento, di recupero delle possibilità per aiutarlo a riprendere in mano la sua vita e diventare autonomo, mettendo a frutto le sue capacità”.
Ambiente: Auser Monteprandone, volontari senior impegnati nel monitoraggio delle piste ciclabili e di diverse zone del territorio
Pedalare per il benessere, ma anche per prendersi cura del territorio. È questo lo spirito della nuova iniziativa di volontariato civico nata dalla collaborazione tra l’Amministrazione comunale e l’Auser Insieme Monteprandone in provincia di Ascoli Piceno, che vede protagonisti alcuni volontari senior impegnati nel monitoraggio delle piste ciclabili e di diverse zone del territorio.
Un progetto che unisce mobilità sostenibile, partecipazione attiva e attenzione all’ambiente: i ciclisti dell’Auser, muovendosi sulle due ruote, hanno iniziato a percorrere la pista ciclabile lungo il fiume Tronto e alcune aree periferiche del territorio comunale, con l’obiettivo di individuare eventuali situazioni di degrado, abbandono di rifiuti o criticità che richiedano interventi da parte degli uffici competenti.
Diocesi: Padova, trecento anni di storia, fede e vita comunitaria nella parrocchia di Frapiero
La parrocchia di Frapiero, in diocesi di Padova, celebrerà domani, 11 luglio, il 300° anniversario della costruzione della chiesa del paese, edificata nel 1726 e da allora punto di riferimento religioso, sociale e culturale per la comunità locale. L’anniversario rappresenta un traguardo particolarmente significativo per questa piccola frazione del Comune di Agna, situata al confine tra le province di Padova e Venezia, e offrirà l’occasione per ripercorrere le radici storiche del territorio e il legame con l’Ordine Benedettino. La data dell’11 luglio “non è casuale: coincide, infatti, con la festa di san Benedetto, che ha dato vita all’ordine dei monaci benedettini, protagonisti della storia di queste terre”, spiega una nota: “furono proprio i monaci benedettini a insediarsi nell’area, contribuendo alla bonifica del territorio, allo sviluppo delle attività agricole e alla nascita degli insediamenti abitativi che hanno caratterizzato la Bassa Padovana nei secoli successivi”.
Per celebrare l’evento, un gruppo di volontari della comunità ha realizzato una ricerca storica, consultando documenti conservati presso gli Archivi di Stato, l’Archivio dell’abbazia di Santa Giustina e l’Archivio della diocesi di Padova. Il risultato di questo lavoro è il volume commemorativo “La chiesa di Frapiero 1726-2026 – Tre secoli di storia, fede e devozione”, che ripercorre le vicende della chiesa, del paese e del territorio della Bassa Padovana e ne approfondisce l’evoluzione storica e architettonica dell’edificio sacro, nato come oratorio pubblico su concessione dell’abate di Candiana e dipendente dalla parrocchia di Cona. La chiesa divenne sede di curazia autonoma nel 1932 e fu elevata a parrocchia nel luglio 1943. Il volume documenta inoltre la vita religiosa, sociale e culturale della comunità locale, raccogliendo testimonianze e materiali destinati a preservare la memoria collettiva del territorio. Le celebrazioni di domani prevedono, a partire dalle ore 17.00, la santa messa solenne, presieduta dal vescovo emerito di Padova mons. Antonio Mattiazzo e concelebrata dai sacerdoti che nel corso degli anni hanno prestato servizio pastorale a Frapiero. Al termine della celebrazione, presso la vicina Gastaldia, sarà presentato il volume commemorativo. Seguirà un momento conviviale aperto alla cittadinanza nel parco della Gastaldia, occasione di incontro per la comunità locale e per le numerose persone che, pur vivendo oggi altrove, mantengono un forte legame con Frapiero per nascita, famiglia, affetti o ricordi personali. L’iniziativa vedrà la partecipazione di autorità civili e religiose e intende rappresentare non soltanto una ricorrenza storica, ma anche un momento di condivisione e valorizzazione dell’identità comunitaria, nel segno della memoria, della fede e dell’accoglienza.
Spiritualità: santuario di San Gabriele, domani Festa del pellegrino e inaugurazione della mostra “Ligabue, Scipione, Zavattini: Radici”
Sono attese alcune migliaia di fedeli da Abruzzo, Marche, Molise, Emilia-Romagna, Lazio e Calabria per la 32ª edizione della Festa del pellegrino, in programma sabato 11 luglio al santuario di San Gabriele dell’Addolorata, a Isola del Gran Sasso (Teramo). L’iniziativa, ideata dal passionista padre Domenico Lanci, ricorda l’arrivo di San Gabriele al convento il 10 luglio 1859 e rinnova la tradizione degli antichi pellegrinaggi a piedi al santuario. I partecipanti si ritroveranno a Isola del Gran Sasso e alle 7.30 partiranno in processione verso il santuario, dove si terranno il rito di accoglienza e, alle 10.30, la messa presieduta da padre Matteo Piccioni, consultore provinciale dei Passionisti di Italia, Francia e Portogallo. Nel pomeriggio sono previsti uno spettacolo musicale-folcloristico e momenti di preghiera, canti e testimonianze. Nella stessa giornata, alle 18, il Museo Stauròs del santuario inaugurerà la mostra “Ligabue, Scipione, Zavattini: Radici”, visitabile fino al 20 settembre (gio/ven ore 16-19 sab/dom ore 10-13/16-19), con una conferenza stampa di padre Ciro Benedettini assieme ai curatori della mostra Silvia Pegoraro e Marzio Dall’Acqua. L’esposizione, inserita nel percorso di candidatura del Gran Sasso d’Italia a Patrimonio Unesco, mette in dialogo le opere di Antonio Ligabue, Annunziata Scipione e Cesare Zavattini, proponendo una riflessione sui temi della memoria, dell’identità e del legame con la terra.
Diocesi: Porto-Santa Rufina, in serata a Casalotti mons. Ruzza presiede la messa per la Festa delle sante Rufina e Seconda
In occasione della Festa delle sante Rufina e Seconda, le due giovani sorelle martiri compatrone, assieme al vescovo Ippolito, della diocesi di Porto-Santa Rufina, il vescovo Gianrico Ruzza presiederà in serata una celebrazione eucaristica nella chiesa parrocchiale a loro dedicata nel quartiere romano di Casalotti per festeggiarle. La messa, nel giorno della loro memoria liturgica, sarà preceduta da una breve processione che, partendo alle 18.30 dalla chiesa di Santa Maria, nel vicino Castello di Porcareccia, giungerà alle 19 in parrocchia.
Rufina e Seconda – viene ricordato in una nota della diocesi – subirono il martirio in odio alla fede nel III secolo presso la Sylva Nigra, l’orrido bosco di piante di bosso, talmente intricate da non lasciar passare i raggi del sole, luogo ideale per le esecuzioni capitali lasciando insepolti i cadaveri. Proprio in quel luogo, che oggi corrisponde all’8° miglio di via Boccea, furono sepolte le martiri e sorse una chiesa in loro onore, divenuta cattedrale, non più di Sylva Nigra ma di Sylva Candida. Unita la diocesi di Sylva Candida con l’altrettanto antica diocesi di Portus – l’attuale Fiumicino – allora porto della Città di Roma, ne risultò nel 1120 la diocesi di Porto-Santa Rufina. La memoria delle sante rimase viva in Roma a Trastevere, nella chiesa edificata proprio sulla loro casa natale, mentre le loro reliquie furono traslate in Roma, presso il battistero Lateranense, dove si trova un altare a loro dedicato. Quando la chiesa di Santa Gemma, in piazza del Castello di Porcareccia, fu elevata a parrocchia, il card. Eugène Tisserant le assegnò il titolo delle “Sante Rufina e Seconda”.
Egitto: adottato un codice di condotta per la formazione e il lavoro dei minori nel rispetto degli standard internazionali
Promuovere percorsi di formazione e di lavoro sicuri per i minori in età legale, rafforzando al tempo stesso il contrasto alle peggiori forme di sfruttamento del lavoro minorile. È l’obiettivo del nuovo Codice di condotta per la regolamentazione della formazione e dell’impiego dei minori, presentato ieri al Cairo dall’Ilo-International labour organization (Organizzazione internazionale del lavoro), dal ministero egiziano del Lavoro, dalla Federazione delle industrie egiziane e dalla Federazione dei sindacati egiziani. Il documento, elaborato nell’ambito del progetto ETEL Egypt con il sostegno dell’Aics-Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo, integra la legislazione nazionale con gli standard internazionali del lavoro e definisce un quadro di riferimento per garantire il diritto all’istruzione, la sicurezza e lo sviluppo dei giovani coinvolti in percorsi di formazione professionale. L’iniziativa è frutto del dialogo tra istituzioni, imprese e organizzazioni dei lavoratori, che l’Ilo indica come elemento decisivo per coniugare competitività economica e tutela dei diritti. Nel corso dell’evento sono stati inoltre celebrati i 141 studenti che hanno concluso il programma di apprendistato, è stato firmato un protocollo d’intesa tra la Federazione delle industrie egiziane e iSchool per ampliare le opportunità di formazione tecnica e digitale e i partecipanti hanno aderito alla campagna globale dell’Ilo “Cartellino rosso contro il lavoro minorile”, riaffermando l’impegno comune a favore del diritto dei bambini e degli adolescenti a un’educazione libera da ogni forma di sfruttamento e a condizioni di formazione conformi alle norme internazionali.
Giovanni Paolo I: Canale d’Agordo, al via la 48ª edizione dell’“Appuntamento estivo con Papa Luciani”
Prende il via oggi, venerdì 10 luglio, l’annuale “Appuntamento estivo con Papa Luciani”, la rassegna di eventi organizzata dal Musal – Museo Albino Luciani di Canale d’Agordo per ricordare il beato Govanni Paolo I. “Anche in questa 48ª edizione – ha sottolineato Loris Serafini, direttore del Musal, durante la presentazione – affronteremo diversi argomenti, dall’attualità alla storia, con ospiti prestigiosi che porteranno la loro testimonianza e presenteranno i loro libri. Senza dimenticare lo sport”.
Oggi pomeriggio, dalle 17.30, è in programma l’inaugurazione della mostra “I grandi sportivi della Valle del Biois”, ospitata presso il Museo Albino Luciani e la Casa delle Regole e organizzata in collaborazione con la Pro Loco di Canale d’Agordo. Tra cimeli, medaglie e trofei, sarà possibile rivivere le grandi imprese sportive degli atleti della Valle del Biois come gli olimpionici Lucia Dalmasso ed Elia Barp e il campione di trial running Lorenzo Cagnati. Spazio poi ai libri con gli autori invitati a presentare le loro opere: oltre al ritorno al Musal di Antonio Preziosi, direttore del Tg2, in calendario il 18 luglio, oggi sarà ospite il giornalista Mario Scelzo con il suo “In cammino”, mentre Romina Gobbo il 25 agosto che parlerà del suo libro dedicato al card. Pietro Parolin.
Storia e fede si intrecceranno anche nei due incontri tenuti da Elsa Marchiori che parlerà della basilica di San Marco (12 luglio) e del ghetto di Venezia (5 agosto), in quello del 17 agosto (presso la Casa della Gioventù di Caviola) dedicato al servo di Dio padre Felice Maria Cappello e nell’incontro con Loris Serafini del 17 luglio che accompagnerà i presenti nella visita al Centro studi Albino Luciani. Il 23 agosto si terrà la serata di presentazione della biblioteca del Centro studi Albino Luciani dove sono custoditi volumi dal XVI all’XIX secolo, testi teologici e opere di interesse storico, oltre a materiali legati alla storia locale e alle tradizioni del territorio. Sarà invece l’attualità la protagonista della serata (14 luglio) “Non la violenza, ma l’amore può tutto” dedicata alla pace e non solo: a prendere la parola durante l’incontro Loris Serafini sulla pace, mentre mons. Ettore Malnati e Marco Roncalli ricorderanno l’impegno di Luciani verso i lavoratori.
Due gli appuntamenti musicali della 48ª edizione: il concerto d’organo in onore di san Lorenzo (10 agosto) e quello d’archi del Friuli e del Veneto per ricordare Papa Luciani il 22 agosto. Come di consueto, il 26 agosto in piazza Papa Luciani di Canale d’Agordo si terrà la messa in ricordo di Giovanni Paolo I.
Diocesi: Sora, in serata a Cassino la visita “nel segno della pace e della comunione” del card. Pizzaballa
Il card. Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme dei Latini, sarà in serata a Cassino per una visita – viene spiegato dalla diocesi di Sora in una nota – che “si compie nel segno della pace e della comunione”. “Il Suo instancabile ministero in Terra Santa, caratterizzato da un costante impegno per la pace, la giustizia e il dialogo interreligioso in contesti di altissima drammaticità, incarna perfettamente lo spirito di riconciliazione che Cassino testimonia al mondo intero”, ha rilevato il vescovo di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo, mons. Gerardo Antonazzo, aggiungendo che “il legame tra la nostra terra e il Patriarcato di Gerusalemme è saldo e profondo, radicato nella preghiera e nel comune impegno per la custodia dei luoghi santi e il sostegno alle popolazioni provate dai conflitti”.
Il porporato sarà accolto alle 19 dal sindaco Enzo Salera presso il presso il Palazzo comunale; alle 19.45 è previsto l’arrivo nella parrocchia di San Pietro per il saluto alla comunità, l’omaggio e la preghiera alla Vergine Assunta; poi partirà la processione verso piazza Diamare dove alle 20.30 il card. Pizzaballa presiederà la celebrazione eucaristica.
Disastro di Seveso: La Russa, “promuovere una sempre maggiore tutela di ambiente, salute e sicurezza”
“Nel ricordo di una delle più gravi tragedie ambientali della Nazione, rinnoviamo l’impegno a custodire la memoria e a promuovere una sempre maggiore tutela dell’ambiente, della salute e della sicurezza”. Così il presidente del Senato della Repubblica, Ignazio La Russa, che questa mattina a Seveso, alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha partecipato alla commemorazione del 50° anniversario del disastro dell’Icmesa.
Vittorio Occorsio: La Russa, “ha pagato il proprio rigore professionale e la totale dedizione alla giustizia”
“Nel cinquantesimo anniversario della tragica scomparsa del magistrato Vittorio Occorsio, desidero rivolgere un deferente e commosso pensiero alla sua memoria e la più sentita vicinanza alla sua famiglia. Cinquant’anni fa, Ordine Nuovo spezzava la vita di un servitore dello Stato esemplare, un uomo che ha pagato con il sacrificio estremo il proprio rigore professionale e la propria totale dedizione alla giustizia”. Così il presidente del Senato della Repubblica, Ignazio La Russa, in occasione del 50° anniversario dell’assassinio del giudice.
“Vittorio Occorsio ha affrontato con straordinario coraggio una delle stagioni più buie e drammatiche della nostra storia repubblicana, ponendosi in prima linea nel contrasto al terrorismo e ai tentativi di destabilizzazione democratica”, ha proseguito la seconda carica dello Stato, per il quale “la sua fermezza e il suo altissimo senso del dovere rimangono ancora oggi un punto di riferimento insostituibile per l’intera magistratura e per tutti coloro che operano all’interno delle Istituzioni”.
Infanzia: Graziano (Unicef Italia), “nel mondo dell’IA non dobbiamo sottovalutare i rischi e i pericoli per i più piccoli”
“In un mondo sempre più digitalizzato e in cui l’intelligenza artificiale acquisisce maggiore spazio soprattutto nel settore della comunicazione, non dobbiamo sottovalutare i rischi e i pericoli, in particolare per i bambini. I bambini devono essere rispettati sempre e ovunque, i discorsi che ascoltano, a casa, a scuola, online, al cinema non devono ledere la loro dignità e i loro diritti”. Ad affermarlo Nicola Graziano, presidente Unicef Italia, che oggi parteciperà al Social World Film Festival, la mostra internazionale del cinema sociale, nel panel intitolato “Dai manifesti alla generazione TikTok: la comunicazione sociale dell’Unicef Italia tra ieri, oggi e domani, l’evoluzione dei linguaggi e delle immagini per difendere i diritti dei bambini”. “Come Unicef vogliamo sottolineare che in qualunque contesto, al di là dei linguaggi e dei canali, in tutte le forme di comunicazione e di produzione di contenuti che riguardano bambine e bambini massima attenzione va data al rispetto della loro dignità, alla loro tutela contro ogni forma di discriminazione e manipolazione e alla garanzia della privacy”, ha continuato Graziano per poi concludere: “Ringrazio il Social World Film Festival per questo spazio, per aver dato importanza e centralità ai diritti dell’infanzia. L’Unicef guarda con grande interesse alle produzioni cinematografiche, ai festival, ai documentari, ai cortometraggi e ai nuovi linguaggi audiovisivi, perché rappresentano strumenti preziosi per promuovere una cultura dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”.
Dengue: Iss, nei focolai in Italia prevale la trasmissione a breve distanza, quasi sempre entro 400 metri
I focolai di Dengue che si verificano quando viene importato un caso si sviluppano quasi completamente a breve distanza dalla fonte di infezione principale, con eventi di trasmissione al massimo a 400 metri distanza. Lo afferma uno studio coordinato dall’Iss e dalla fondazione Bruno Kessler con il contributo delle Regioni interessate da focolai di dengue sierotipo 2 nel 2024 appena pubblicato da Eurosurveillance. La ricerca conferma come l’identificazione precoce e le misure rapide di controllo degli insetti vettori siano cruciali per il controllo del focolaio.
Le infezioni autoctone da Dengue sono in aumento in Europa, in particolare in Francia, Italia e Spagna, a causa della presenza della zanzara Aedes Albopictus (la cosiddetta ‘zanzara tigre’), che è in grado di diffondere il virus quando si verifica un caso importato. Lo studio si basa sull’analisi dei focolai che si sono verificati in Italia nel 2024, che hanno portato a un totale di 296 casi, il numero più alto mai registrato in Europa continentale. Analizzando le caratteristiche spaziali e temporali della successione dei contagi e applicando dei modelli matematici i ricercatori hanno cercato di ricostruire le catene di trasmissione e di stimare le caratteristiche dei focolai, quantificando la proporzione di trasmissioni che si è verificata a varie distanze e stimando l’influenza di vari fattori, incluse temperature e mezzi di controllo applicati, sulla trasmissione secondaria del virus. Durante i focolai, ha evidenziato lo studio, il tempo di trasmissione tra un caso primario e uno secondario è risultato di 18 giorni, con il contagio che si è verificato in casa nel 15,4% dei casi. Tra i casi di cui si è potuta ricostruire la catena di trasmissione meno dell’1% si è verificato a più di 400 metri dall’origine. Una volta scoperto il focolaio la trasmissibilità cala drasticamente, con il numero di casi secondari per infezione che scende da 1,4 a 0,4. Infine, le misure di controllo dei vettori sono in grado di far diminuire del 41,3% la trasmissione, che invece aumenta del 19,8% per ogni aumento di un grado della temperatura. “I focolai autoctoni di dengue in Italia nel 2024 sono stati causati principalmente da trasmissione a breve distanza – concludono gli autori –. I nostri risultati confermano che la diagnosi precoce dei casi e il rapido controllo dei vettori sono fondamentali per ridurre la trasmissione”.
Dall’inizio dell’anno al 30 giugno risultano in Italia 169 casi confermati di Dengue, tutti associati a viaggi all’estero. Lo afferma l’aggiornamento mensile della dashboard sulle arbovirosi appena pubblicato, secondo cui la grande maggioranza di questi casi (il 71%) presenta come luogo di esposizione le Maldive.
Ai casi di Dengue registrati in Italia, tutti senza decessi, si aggiungono 13 casi confermati di Chikungunya, tutti associati a viaggi all’estero (77% con luogo di esposizione Seychelles), nessun decesso, 2 casi di Zika virus, tutti importati, con nessun decesso e nessun caso di Tbe.
Cultura: Stresa, si conclude oggi il Simposio Rosminiano 2026 dedicato al “cambiamento”. Stamattina l’intervento del card. Bagnasco
“Ritengo che siano state pienamente soddisfatte le premesse di questo simposio 2026. Le varie declinazioni proposte del concetto di ‘cambiamento’ hanno condotto a discussioni e domande significative sul senso autentico della persona come soggetto morale, che sente responsabilmente la necessità di porsi in un orizzonte amativo concreto. Il timore per quello che il futuro ci potrebbe riservare può essere allontanato da una forte presa di coscienza attuale per quello che siamo veramente, cioè libertà, e dunque liberi di essere migliori e disposti a cambiare in senso propositivo, per agire nel tessuto della società in cui viviamo con la consapevolezza di poter portare un contributo significativo”. Lo ha detto, oggi, Samuele Francesco Tadini, filosofo rosminiano e referente scientifico del Centro internazionale di studi rosminiani, tirando oggi le conclusioni del Simposio Rosminiano 2026, a Stresa, dedicato quest’anno al tema del cambiamento.
In quest’ultima mattinata è intervenuto anche il card. Angelo Bagnasco, arcivescovo emerito di Genova e già presidente della Cei. Muovendo dal pensiero filosofico e pedagogico di Antonio Rosmini, il card. Bagnasco ha riflettuto sul rapporto tra fede e ragione nella società contemporanea. In un contesto culturale segnato dal soggettivismo e dalla perdita del senso della verità, ha sottolineato la necessità di recuperare una ragione aperta alla trascendenza e una rinnovata cura dell’anima, quale condizione essenziale per la ricerca autentica del bene, della verità e della dignità della persona.
Salute: Coldiretti-Censis, per il 97% degli italiani mangiare in modo sano è essenziale per prevenire le malattie
Per il 97% degli italiani mangiare in modo sano è essenziale per prevenire le malattie come diabete, patologie cardiache e obesità, ma spesso fanno fatica a distinguere un cibo che fa bene da uno che fa male. Così l’88% dei cittadini vuol conoscere la reale provenienza di un alimento e dei suoi ingredienti. È quanto emerge dal report Coldiretti-Censis “Mangiare bene per vivere meglio” presentato oggi in occasione dell’iniziativa nazionale “Campagna amica per la salute” in corso in oltre 70 delle principali eccellenze ospedaliere italiane ed europee, promossa da Coldiretti, Campagna Amica e Fondazione Aletheia. Secondo il report il 45% degli italiani consuma snack salati almeno una volta alla settimana, il 34% dolciumi e caramelle, il 31% merendine, il 20% barrette proteiche e il 16% energy drink. Il fenomeno assume proporzioni ancora più allarmanti tra i giovani. Il 58% dei genitori riconosce che i figli, appena ne hanno la possibilità, tendono ad abbandonare un’alimentazione equilibrata, mentre la stessa percentuale si dichiara favorevole a limitare il consumo di alimenti ultra-formulati. Sempre secondo l’indagine, tre italiani su quattro dichiarano di essere pronti a rinunciare alle barrette proteiche (75%) e agli energy drink (75%), mentre oltre sette su dieci eliminerebbero merendine (71%), dolciumi e caramelle (71%). Più contenuta, ma comunque maggioritaria, la quota di chi rinuncerebbe agli snack salati (63%). Un segnale importante che conferma come stia maturando una nuova sensibilità verso un’alimentazione fondata su cibo vero, trasparenza, di qualità e origine certa.
Salute: Coldiretti, nasce patto con agricoltori e medici
Dall’ospedale Niguarda di Milano all’Isola tiberina di Roma, passando dal Gaslini di Genova al Santobono di Napoli. Sono solo alcuni dei 70 ospedali italiani in cui pazienti, familiari, operatori sanitari e cittadini possono trovare prodotti agricoli freschi, locali, stagionali e tracciati provenienti dai mercati contadini di Coldiretti. L’iniziativa, intitolata “Campagna Amica per la salute”, promossa da Coldiretti, Campagna Amica e Fondazione Aletheia, sancisce una nuova alleanza tra agricoltura e medicina, fondata sulla prevenzione attraverso una corretta alimentazione e sulla valorizzazione della dieta mediterranea come primo presidio di salute. L’iniziativa è stata presentata oggi con l’incontro istituzionale al Policlinico Gemelli, primo ospedale ad avviare il progetto. Presenti i vertici dell’organizzazione agricola e della struttura sanitaria, assieme al ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Francesco Lollobrigida, al presidente dell’Istituto superiore di sanità, Rocco Bellantone, al presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca e al sindaco di Roma, Roberto Gualtieri. In collegamento da tutta Italia anche sette ospedali, tra strutture pediatriche, universitarie e civili, a testimonianza della dimensione nazionale dell’iniziativa.
Srebrenica genocide: Kallas and Kos (EU), “among the darkest episodes in Europe’s history”. A warning to protect peace and human lives
“Tomorrow, Europe pays its tribute to the memory of over 8,300 Bosniak men and boys who were killed in the Srebrenica genocide 31 years ago. Our thoughts are with the families of the victims of the genocide. We share the grief of those who endure the anguish of uncertainty about their missing loved ones, and we continue to stand by the survivors whose lives were upended in July 1995”. This is written in a joint statement by the High representative for Foreign Policy of the EU, Kallas, and Commissioner Kos on the anniversary of the genocide, defined as being “among the darkest episodes in Europe’s history”. It “reminds us of our obligation to build peaceful societies, protect human lives and dignity, and to defend the fundamental values upon which the European Union is founded”. Kallas and Kos add: “We honour the victims by upholding historical truth, preserving their memory, and ensuring that the lessons of Srebrenica endure for future generations. This was the intention of the United Nations General Assembly when two years ago it declared the 11 July as the International Day of Reflection and Commemoration of the 1995 Genocide in Srebrenica”. Finally: “There is no place in Europe for genocide denial, revisionism, or the glorification of convicted war criminals”.
Disastro di Seveso: Fontana, “richiama la necessità di coniugare lo sviluppo industriale con tutela della salute e dell’ambiente”
“A 50 anni dal disastro di Seveso, la memoria torna a quei giorni drammatici che hanno segnato in modo indelebile la storia italiana ed europea. Il 10 luglio 1976 resta una data che richiama la costante necessità di coniugare lo sviluppo industriale con la tutela della salute e dell’ambiente, il lavoro con la centralità della persona. Alle comunità colpite, che hanno saputo rialzarsi con coraggio, responsabilità e forte impegno, rivolgo oggi il mio pensiero e la mia vicinanza”. Così il presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana, in occasione del 50° anniversario del disastro di Seveso.
Vittorio Occorsio: Meloni, “non si considerava un eroe, era un magistrato esemplare. Il suo esempio possa ispirarci”
“Vittorio Occorsio non si considerava un eroe, anche se conduceva indagini importanti per la difesa della Repubblica e delle sue Istituzioni. Era un magistrato esemplare, che svolgeva il proprio lavoro con rigore, imparzialità e oggettività. Ecco perché è stato ucciso in un agguato rivendicato da Ordine Nuovo. I suoi carnefici volevano colpire quello che il giudice Occorsio rappresentava: lo Stato, la legge, la funzione giurisdizionale che non conosce altro indirizzo che quello fissato dalla Costituzione. Oggi onoriamo la memoria del giudice Occorsio, affinché il suo esempio possa ispirare il nostro cammino e quello di chi verrà dopo di noi”. Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio dei ministri, Giorgia Meloni, che questa mattina ha partecipato, presso l’aula magna della Corte Suprema di Cassazione, alla messa commemorativa in occasione del 50° anniversario dell’assassinio del giudice.
Genocidio di Srebrenica: Kallas e Kos (Ue), “oscuro episodio della storia europea”. Monito a proteggere pace e vite umane
“Domani l’Europa renderà omaggio alla memoria degli oltre 8.300 uomini e ragazzi bosniaci uccisi nel genocidio di Srebrenica 31 anni fa. Il nostro pensiero va alle famiglie delle vittime del genocidio. Condividiamo il dolore di coloro che vivono l’angoscia dell’incertezza sulla sorte dei propri cari dispersi e continuiamo a essere al fianco dei sopravvissuti le cui vite sono state sconvolte nel luglio del 1995”. Lo si legge in una dichiarazione congiunta dell’Alto rappresentante Ue per la politica estera Kallas e del commissario Kos in occasione dell’anniversario del genocidio, definito “tra gli episodi più oscuri della storia europea”. Esso “ci ricorda il nostro obbligo di costruire società pacifiche, proteggere la vita e la dignità umana e difendere i valori fondamentali su cui si fonda l’Unione europea”. Kallas e Kos aggiungono: “Onoriamo le vittime difendendo la verità storica, preservandone la memoria e assicurandoci che le lezioni di Srebrenica perdurino per le generazioni future. Questa era l’intenzione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite quando, due anni fa, ha dichiarato l’11 luglio Giornata internazionale di riflessione e commemorazione del genocidio di Srebrenica del 1995”. Infine: “In Europa non c’è posto per la negazione del genocidio e per il revisionismo o la glorificazione di criminali di guerra condannati”.
Disastro di Seveso: Mattarella, “progresso tecnologico deve essere a servizio dell’uomo, delle comunità”
“Le tre direttive ‘Seveso’, che nell’arco di trent’anni – dal 1982 al 2012 – sono divenute leggi dell’Unione europea, contengono norme a garanzia della sicurezza, contengono previsioni di piani di emergenza, di coordinamento tra Stati nei casi in cui la minaccia ambientale assuma più vaste proporzioni. Il progresso tecnologico deve essere a servizio dell’uomo, delle comunità”. Lo ha sottolineato questa mattina il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo intervento a Seveso in occasione del 50° anniversario del disastro dell’Icmesa.
“Qualsiasi opinione che immagini possibile pianificare cinicamente uno scambio tra costi umani e vantaggi economici va respinta con fermezza”, ha ammonito il Capo dello Stato, secondo cui “l’Europa deve saper offrire una sua risposta equilibrata al mondo”. “Una comunità cresce, produce, vive assicurandosi l’avvenire, se sa far proprio il valore della sostenibilità delle risorse dell’ambiente e il consolidamento della coesione sociale”, la convinzione di Mattarella: “Seveso e i Comuni circostanti ne sono esempio”, il tributo del presidente: “Con la risolutezza manifestata nel fronteggiare le conseguenze del disastro. Affrontando la bonifica, assicurando la ripartenza civile e quella dell’economia locale con una vitalità che nasce dalla tenacia e dall’impegno che sono stati, e continuano a essere, profusi; con l’inserimento in reti di infrastrutture vitali”.
Disastro di Seveso: Mattarella, “il futuro è stato riconquistato”
“La ripresa delle comunità locali e, accanto ad esse, di tutta la società lombarda e di quella nazionale viene emblematicamente rappresentata dal ‘Bosco delle Querce’, dove ci siamo appena recati, testimonianza di ricomposizione dell’ecosistema dopo la devastazione che sembrava aver cancellato ogni avvenire. Così non è stato”. Lo ha sottolineato questa mattina il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo intervento a Seveso in occasione del 50° anniversario del disastro dell’Icmesa.
“Il pioppo monumentale che sopravvisse al disastro, sconfiggendo la diossina, è divenuto – come abbiamo visto – il simbolo della resilienza e della volontà di futuro di questa comunità. Il futuro è stato riconquistato”, ha rilevato il Capo dello Stato, aggiungendo che “le piante e gli animali sono tornati a vivere accanto alle persone. Persone che hanno nuovamente progettato e costruito il domani delle proprie famiglie e delle proprie comunità. Deve accompagnarle una attenzione immutata”. ” La tragedia dell’Icmesa divenne triste paradigma di quel che non si deve fare, ispirando l’avvio di un cantiere europeo che ha dato vita a norme stringenti – anche in Italia – come la Valutazione di impatto ambientale e le Autorizzazioni integrate ambientali, a difesa dei cittadini. Specialmente a tutela dai rischi indotti da industrie con lavorazioni potenzialmente nocive”, ha proseguito Mattarella, secondo cui “è una strada che va costantemente percorsa con determinazione”.
Seveso disaster: after 10 July 1976 came the “Seveso Directive”. The EU continues to work to prevent industrial accidents
“On 10 July 1976, a major industrial accident in Seveso, Italy, led to thousands of people and vast areas being exposed to a cloud of toxic dioxin – a persistent environmental pollutant”. Following this accident, the EU, formerly the EEC, “took decisive steps to prevent and control such accidents by adopting the Seveso Directive, which entered into force in 1982”. Brussels, too, is marking the human, environmental and industrial disaster that struck the town in the Brianza area half a century ago. “This groundbreaking law led to a significant reduction of risk of major accidents” in the EU, “reducing harm to people, property and nature, and inspired similar laws and safety standards worldwide”. Today, the European Commission says in a statement, the Seveso Directive remains “the backbone of the EU’s industrial safety framework, providing stricter risk assessments, safer land-use planning, stronger safety management and better emergency preparedness. It covers around 11,000 industrial sites across the EU, such as chemical and petrochemical plants as well as oil refineries”. Concretely, companies must prevent major accidents and limit their consequences, while authorities ensure oversight and public safety.
Disastro di Seveso: Mattarella, “reticenze e occultamenti gravissimi”
“Tante volte, nelle sedi processuali e più in generale nelle pubblicazioni che hanno indagato e riflettuto sull’accaduto, sono stati ricostruiti minuziosamente i fatti. Risalta molto, ancora oggi, a distanza di cinquant’anni, l’intollerabile irresponsabilità dei vertici aziendali con il colpevole ritardo con cui fornirono notizie della gravità di quanto stava accadendo. La presenza di diossina nell’aria fu così prima taciuta, occultata, quindi minimizzata. Altrettanto sconcertante è la circostanza che soltanto il disastro svelò che, nello stabilimento, veniva prodotto triclorofenolo, altamente pericoloso. Reticenze e occultamenti gravissimi”. Lo ha ricordato questa mattina il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo intervento a Seveso in occasione del 50° anniversario del disastro dell’Icmesa.
“L’imperdonabile ritardo nelle informazioni – che, invece, sarebbero dovute doverosamente giungere, con chiarezza e immediatezza, alle istituzioni e alla popolazione, divenne esso stesso – quel ritardo, ripeto, imperdonabile – causa di protrarsi dell’esposizione alla diossina di persone e di animali”, ha proseguito il Capo dello Stato, per il quale “nella reazione al disastro provocato da quella nube tossica, nella ripartenza della vita sociale ed economica sono impressi i segni di una riscossa civile, che ci è stata poc’anzi ben illustrata. Una riscossa civile che è andata al di là della bonifica e della ricostruzione. È giusto sottolineare e celebrare questa risposta e questo rilancio oggi, a distanza di cinquant’anni”.
Disastro di Seveso: Mattarella, “evento tra i più drammatici che il nostro Paese si sia trovato ad affrontare”
“Il disastro ambientale che, cinquant’anni fa, dalla periferia di Meda sconvolse la comunità di Seveso e coinvolse anche quelle di Cesano Maderno e Desio, fu un evento tra i più drammatici che il nostro Paese si sia trovato ad affrontare e, ancora oggi – i suoi effetti inquinanti lo fanno considerare uno degli eventi più gravi a livello globale. Un intero paese, un’intera zona della operosa Brianza si fermarono. L’intera Regione Lombardia, l’intera Italia erano sgomente”. Lo ha ricordato questa mattina il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo intervento a Seveso in occasione del 50° anniversario del disastro dell’Icmesa.
“Nessuno dei testimoni diretti potrà mai dimenticare il trauma, le sofferenze, l’angoscia per la nube tossica. E, poi, l’esodo che fu necessario disporre. Come nessuno potrà cancellare dalla memoria collettiva l’allarme e le paure che allora si diffusero in un’area molto vasta”, ha proseguito il Capo dello Stato, rilevando che “quel che accadde divenne un punto di svolta, nella coscienza italiana ed europea, per la cultura della sicurezza e della prevenzione, cui l’emergenza di Seveso impresse una doverosa, significativa accelerazione”. “Quanto avvenne – ha aggiunto – era inammissibile, e le norme successivamente elaborate su scala continentale ebbero valore storico, perché si fondarono sulla tutela della vita delle persone, sulla tutela della comunità e dell’ambiente come diritto umano primario”.
Diocesi: Porto-Santa Rufina, intitolato al Pantanaccio (La Storta) un parco al card. Tisserant
È stato inaugurato ieri il nuovo Parco Eugène Tisserant in via Francesco D’Isa, a La Storta – Pantanaccio. Alla cerimonia ha presenziato anche il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, insieme ai rappresentanti del Municipio XV, tra i quali Daniele Torquati, presente mons. Gianrico Ruzza, vescovo di Porto-Santa Rufina e Civitavecchia-Tarquinia, che nel suo intervento ha sottolineato il legame profondo tra il card. Tisserant e La Storta, in quanto egli volle costruire il centro spirituale della diocesi, cioè la cattedrale, con accanto il Collegio Sant’Eugenio, nato come scuola professionale per i giovani delle nostre campagne. Finalmente – viene rilevato in una nota della diocesi di Porto-Santa Rufina – è stata recuperata una vasta area verde di due ettari, rimasta per anni in stato di completo abbandono. Negli ultimi anni il Municipio XV ne ha progressivamente curato la manutenzione e la bonifica e, una volta acquisito al patrimonio comunale, il parco è stato inserito tra le opere per il Giubileo. Durante la cerimonia è stata scoperta una stele commemorativa dedicata al card. Eugène Tisserant, al quale il parco è stato intitolato.
Disastro di Seveso: mons. Delpini (Milano) ricorda quei giorni. Il ruolo dei media, il dibattito sulle gravidanze, ciò che resta oggi
A cinquant’anni dal disastro dell’Icmesa di Seveso (provincia di Monza-Brianza), l’arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, affida al numero di luglio-agosto del mensile diocesano “Il Segno” una riflessione personale su quei giorni vissuti da giovane prete. Nell’estate del 1976 Delpini si trovava a Innsbruck per un corso di tedesco quando apprese dell’incidente: “Qualche giorno prima del ritorno ho dato un’occhiata ai giornali locali e mi sono spaventato. C’erano pagine e pagine sul disastro di Seveso. Per quanto di tedesco capissi poco, il giornale descriveva la situazione in modo così allarmante da motivare i nostri interrogativi inquietanti: ‘Sarà possibile rientrare in seminario? Potremo recuperare le nostre cose? Dove andremo a vivere?’”. A Seveso, infatti, c’era uno dei seminari diocesani. “Il primo ricordo che voglio condividere è dunque questo cattivo servizio che hanno reso i mezzi di comunicazione, offrendo una cronaca ingigantita degli eventi e una descrizione catastrofica delle prospettive”.
L’arcivescovo richiama anche il dibattito che si sviluppò intorno alle gravidanze nelle zone interessate, ricordando come “si diceva, senza alcun fondamento scientifico, ma con un tremendo impatto emotivo, che sarebbero nati bambini deformi e con gravi disabilità”. Sul tema si avviò un confronto molto acceso.
Nel suo ricordo trova spazio la risposta della comunità locale: “La comunità locale, cioè l’amministrazione comunale, la comunità cristiana, le associazioni attive sul territorio, hanno espresso una creatività e generosità ammirevoli”.
Infine, lo sguardo si allarga all’eredità di quella tragedia: “L’esito è quello che si può vedere e godere: invece di una fabbrica di prodotti chimici un centro sportivo, invece di un gruppo di case il Bosco delle querce, invece di attività produttive attività commerciali”.
Ordinariato militare: mons. Saba sulla Portaerei Cavour con gli Allievi cappellani militari
Nella mattinata di ieri, l’ordinario militare (Omi), mons. Gian Franco Saba, ha visitato la Nave Cavour a Taranto. Accolto dall’amm. Div. Andrea Ventura, comandante della 2ª Divisione navale, e dal comandante della nave, cv Fabio Marzano, l’ordinario ha incontrato il personale imbarcato. Lo riferisce una nota dell’Omi. Cuore della visita è stata la celebrazione della messa nella cappella di bordo, concelebrata dal cappellano militare della nave, don Cosmo Binetti e da altri cappellani, “affidando al Signore il discernimento degli Allievi Cappellani e il servizio quotidiano delle donne e degli uomini della Marina”. La visita è proseguita con un percorso attraverso i principali ambienti operativi della portaerei, offrendo agli Allievi cappellani l’opportunità di conoscere da vicino la realtà della vita di bordo e il prezioso ministero pastorale svolto a servizio del personale della Marina Militare.
Disastro di Seveso: Roswall (Commissione Ue), “lezione chiara, prevenire salva vite umane”
“Nonostante le tendenze positive” registrate dalla Commissione dall’entrata in vigore della Direttiva Seveso, “i rischi persistono”. Nella sede brussellese della Commissione europea si spiega che “disastri recenti, come l’incendio della Lubrizol a Rouen (Francia) nel 2019 e l’esplosione degli impianti chimici di Leverkusen (Germania) nel 2021, evidenziano la necessità di un’azione continua, di una supervisione costante e di solide misure di sicurezza”. In questo senso la Commissione “continuerà a collaborare con gli Stati membri, l’industria, i servizi di emergenza e la società civile per garantire che il Quadro Seveso rimanga adeguato in un contesto industriale, ambientale e di sicurezza in rapida evoluzione”. La commissaria per l’ambiente, Jessika Roswall (nella foto), commenta: “Cinquant’anni dopo la vicenda di Seveso, la lezione rimane chiara: prevenire salva vite umane. La Direttiva Seveso ha contribuito a rendere l’Europa uno dei luoghi più sicuri al mondo per le attività industriali, ma non possiamo permetterci di abbassare la guardia. Con l’intensificarsi dei rischi climatici e la trasformazione delle nostre società ed economie grazie alle nuove tecnologie, dobbiamo continuare a essere vigili e ad anticipare le minacce emergenti, a rimanere flessibili e a rafforzare la nostra preparazione. Proteggere le persone, le comunità e l’ambiente va di pari passo con la costruzione di un’industria europea resiliente e competitiva”.
Disastro di Seveso: dopo il 10 luglio 1976 nacque la “Direttiva Seveso”. Ue continua a lavorare per prevenire gli incidenti industriali
“Il 10 luglio 1976, un grave incidente industriale a Seveso, in Italia, espose migliaia di persone e vaste aree a una nube tossica di diossina, un inquinante ambientale persistente. A seguito di questo incidente, l’Ue”, allora Cee, “adottò misure decisive per prevenire e controllare tali incidenti, adottando la Direttiva Seveso, entrata in vigore nel 1982”. Anche a Bruxelles si ricorda il disastro umano, ambientale e industriale avvenuto nella cittadina brianzola mezzo secolo fa. “Questa legge innovativa ha portato a una significativa riduzione del rischio di incidenti gravi” in Europa, “diminuendo i danni a persone, beni e ambiente, e ha ispirato leggi e standard di sicurezza simili in tutto il mondo”. Oggi, la Direttiva Seveso rimane, si precisa dalla Commissione europea, “la spina dorsale del quadro normativo europeo in materia di sicurezza industriale, garantendo valutazioni del rischio più rigorose, una pianificazione territoriale più sicura, una gestione della sicurezza più efficace e una migliore preparazione alle emergenze. Essa riguarda circa 11.000 siti industriali in tutta l’Unione, come impianti chimici e petrolchimici, nonché raffinerie di petrolio”. In concreto, le imprese devono prevenire gli incidenti gravi e limitarne le conseguenze, mentre le autorità garantiscono la supervisione e la sicurezza pubblica.
Terremoto in Venezuela: Sos Villaggi dei Bambini, “in arrivo piogge torrenziali. Famiglie sfollate, rifugi precari e scuole chiuse espongono i piccoli a nuovi rischi”
In Venezuela l’emergenza terremoto entra in una nuova fase critica. “Le aree colpite affrontano ora anche il pieno della stagione delle piogge: per chi ha perso la casa o vive in rifugi temporanei, spazi sovraffollati o sistemazioni di fortuna, ogni nuovo temporale può aggravare condizioni già fragili, aumentando i rischi per salute, sicurezza e protezione, specie dei più piccoli. Secondo le ultime previsioni, nei prossimi giorni la pioggia interesserà quasi quotidianamente alcune delle zone più colpite dal sisma”, ricorda Sos Villaggi dei Bambini.
A dover preoccupare – lanciano l’allarme gli operatori e i volontari locali della rete Sos Villaggi dei Bambini – è soprattutto la condizione dei più piccoli, separati dai familiari o esposti al rischio di separazione.
In questa fase servono interventi immediati: individuare i bambini rimasti soli, proteggerli da abbandono, violenza e sfruttamento, sostenere le famiglie perché possano restare unite, garantire luoghi sicuri, supporto psicologico, continuità educativa, acqua, igiene e beni essenziali.
Sos Villaggi dei Bambini sta rafforzando la risposta sul territorio attraverso i team locali, impegnati nell’assistenza ai bambini in difficoltà e alle loro famiglie. L’organizzazione sta attivando accoglienza temporanea in emergenza, assistenza qualificata, supporto psicosociale e coordinamento con le autorità competenti per favorire, quando possibile e nel superiore interesse del bambino, il ricongiungimento familiare.
“Siamo molto preoccupati che bambini rimasti senza casa, senza scuola o senza adulti di riferimento diventino invisibili. Le piogge tropicali rendono tutto più urgente: un rifugio precario, l’assenza di acqua potabile, la paura di nuove scosse e la perdita di routine possono trasformare l’emergenza in crisi duratura. Dobbiamo raggiungere quanti più bambini possibile, capire chi si sta prendendo cura di loro e restituire protezione e sicurezza. Siamo al fianco dei colleghi di Sos Villaggi dei Bambini Venezuela, che continuano a operare con straordinaria dedizione, e siamo impegnati a mobilitare tutte le risorse necessarie per sostenere il loro lavoro”, dichiara Roberta Capella, direttore di Sos Villaggi dei Bambini.
Gli spazi a misura di bambino sono luoghi protetti dove offrire assistenza qualificata e permettere agli operatori di intercettare rapidamente segnali di disagio o assenza di protezione familiare.
“Siamo sul campo per valutare i bisogni delle famiglie colpite dal terremoto e costruire una risposta coordinata. Le donazioni ci permetteranno di attivare gli interventi più urgenti: garantire protezione e assistenza ai bambini, sostenere le famiglie che hanno perso la casa e assicurare servizi essenziali per accompagnare le comunità nel percorso di ripresa. Anche questa emergenza richiederà un impegno che andrà ben oltre i primi giorni”, afferma Ilvania Martins, direttrice nazionale di Sos Villaggi dei Bambini Venezuela.
Diocesi: Pistoia, Fondazione Caript conferma il fondo alla Caritas per combattere il caro-vita e aiutare le persone più fragili
Oltre 2mila persone sostenute, 1.268 interventi concreti sulle bollette di luce, gas e acqua e un budget di 220mila euro interamente tradotto in aiuti tangibili. È questo il bilancio sociale definitivo del Fondo Fondazione Caript 2025 gestito dalla Caritas diocesana di Pistoia, i cui dati di rendicontazione tracciano una mappa dell’ impatto generato sul tessuto locale contro il caro-vita e la vulnerabilità economica. I numeri certificano – si legge in in una nota della diocesi – che nel corso del 2025 le risorse sono state stanziate in due tranche simmetriche da 110.000 euro ciascuna. Complessivamente, 203.476,33 euro sono stati destinati al pagamento dei consumi di energia elettrica e gas, mentre 16.523,67 euro hanno coperto le utenze idriche, garantendo la continuità dei servizi essenziali a 516 nuclei familiari e 96 persone sole, con una forte incidenza di famiglie numerose composte da 4 o più membri. A fronte di questo “straordinario sforzo organizzativo e della trasparenza dei risultati ottenuti, è arrivata la notizia più attesa: Fondazione Caript ha confermato ufficialmente lo stanziamento dello stesso contributo di 220.000 euro alla Caritas anche per l’anno 2026”. “In questo breve arco di tempo alla guida delle diocesi di Pescia e Pistoia – sottolinea il vescovo, mons. Augusto Mascagna – ho già potuto toccare con mano la tradizione di carità della Toscana ed ho verificato la generosità di questa chiesa nei confronti dei ‘piccoli’ del Vangelo. La Fondazione Caript è interlocutore privilegiato in questa vicinanza di carità e supporta fattivamente con l’interessamento, la progettazione e la verifica la nostra missione di carità. Con la sicurezza che ‘Dio ama chi dona con gioia’ mi unisco al ringraziamento di tutta la diocesi”. A esprimere ringraziamento anche il direttore della Caritas diocesana di Pistoia, Marcello Suppressa: “vogliamo esprimere il nostro più profondo e sentito ringraziamento alla Fondazione Caript e al suo presidente Luca Gori per aver rinnovato la fiducia nel lavoro quotidiano di ascolto e aiuto svolto dalla Caritas. La conferma del budget per il 2026 non è solo un importante attestato di stima per il rigoroso lavoro di rendicontazione svolto dai nostri uffici, ma rappresenta soprattutto una boccata d’ossigeno vitale per centinaia di famiglie pistoiesi che faticano ad arrivare alla fine del mese”. “Sapere di poter contare in anticipo su queste preziose risorse – prosegue – ci permette di pianificare gli interventi con tempestività e precisione, evitando che una situazione di disagio temporaneo o la paura del futuro si trasformino in marginalità sociale cronica. Da questa situazione, come amiamo ricordare, se ne esce solo lavorando tutti insieme: istituzioni, volontari e cittadini”.
Vittorio Occorsio: Fontana, “suo esempio richiama la difesa di legalità e democrazia”
“Nel cinquantesimo anniversario dell’uccisione di Vittorio Occorsio, assassinato in un agguato rivendicato da Ordine Nuovo, rivolgo un pensiero commosso ai suoi familiari e a quanti ne custodiscono la memoria. Magistrato rigoroso, servì lo Stato con fermezza, affrontando il terrorismo e l’eversione con coraggio e profondo senso delle istituzioni. Il suo sacrificio richiama ancora oggi il dovere di difendere la legalità, la democrazia e i valori della Costituzione”. Così il presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana, in occasione del 50° anniversario dell’uccisione del giudice.
Solidarietà: Arcobalì, continua il suo viaggio per permettere alle persone in difficoltà di assistere ai concerti
Donare a persone e famiglie in difficoltà la possibilità di partecipare a concerti ed eventi, trasformando la musica in un’occasione concreta di incontro e partecipazione. È questo lo scopo di Arcobalì, la mascotte simbolo del progetto solidale promosso dall’associazione “Coloriamo i sogni” in collaborazione con Caritas Italiana, che ha visto il suo debutto ufficiale al Festival di Sanremo di quest’anno. Da lì un percorso che ha portato Arcobalì all’arena di Verona con il concerto per i 60 anni dei Pooh e al teatro romano di Verona con gli spettacoli di Arisa e dei Nomadi. Prossimi appuntamenti per gli assistiti di Caritas saranno, lo spettacolo teatrale di Luca Ward a Cassino e Gubbio, i concerti di Serena Brancale, Tiromancino e Levante a Roseto degli Abruzzi al Festival emozioni in musica e l’esperienza dei differenti percorsi di difficoltà del parco avventura Sabina Experience. “Per molte persone e famiglie partecipare a un concerto può sembrare un’esperienza quasi irraggiungibile – afferma don Marco Pagniello, direttore di Caritas Italiana –. Rendere accessibili questi luoghi significa affermare che nessuno deve essere escluso dalla vita sociale e culturale del Paese. La musica e l’arte, quando si aprono alla solidarietà, diventano spazi capaci di restituire fiducia e speranza”. Oltre ad aitare le persone in difficoltà a vivere un momento di spensieratezza, Arcobalì continua la sua mission sociale con la partecipazione a numerose iniziative dedicate alla prevenzione cardiaca, alla tutela dell’ambiente e alla promozione della natura, ampliando così il proprio messaggio di attenzione al benessere delle persone e del territorio.
Nigeria: torturato e ucciso catechista sequestrato a febbraio. Fontana, “il dramma delle comunità cristiane non si arresta”
“Il dramma delle comunità cristiane in Nigeria e nel mondo, purtroppo, non si arresta. La morte del catechista cattolico Victor Paul, rapito in un assalto a febbraio e ucciso dopo quasi 5 mesi di prigionia e torture, provoca l’ennesimo profondo dolore. I dati sono sempre più preoccupanti e richiamano con forza l’attenzione internazionale”. Così il presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana, commenta la notizia della morte di Victor Paul, rapito in Nigeria in un assalto che aveva coinvolto oltre trenta persone, confermata dall’arcidiocesi di Kaduna.
Lavoro: Ricotti (Patronato Acli), “diminuzione del reddito segnale allarmante, perso il 15% di potere d’acquisto negli ultimi tre anni”
“Dell’Inps ci dicono che il lavoro cresce in Italia, ma ci dicono anche che cresce l’età media dei lavoratori. Questo significa che abbiamo un effetto determinato dall’applicazione della cosiddetta riforma Fornero, cioè con la fine delle quote, con la fine quindi della flessibilità in uscita, anche la fine dell’opzione donna e quant’altro. Le persone di fatto lavorano di più, quindi cresce il numero di persone che lavorano e cresce l’età media degli stessi lavoratori. Dall’altra parte il dato è che diminuisce il reddito, quindi diminuisce quello che arriva ai lavoratori tramite il proprio stipendio. Questo è un segnale allarmante perché significa che pur lavorando, gli italiani hanno perso 15% di potere d’acquisto negli ultimi tre anni”. Così Paolo Ricotti, presidente nazionale del Patronato Acli, commenta al Sir i dati diffusi ieri dall’Inps con il XXV Rapporto annuale.
“A questo si aggiunge il fatto che il numero di lavoratori cresce nella fascia più alta, quindi in quella in cui si presuppone che i redditi siano più alti. L’effetto sui più giovani, sugli ultimi entrati nel mondo del lavoro, è ancora più importante in termini di perdita e di valore del lavoro, quindi in termini di lavoro povero”, prosegue Ricotti. “Infine – per il presidente del Patronato Acli – c’è da sottolineare un dato molto importante, che è quello del gender gap che si attesta poco sopra il 25%. Vuol dire che tra il 25 e il 26% le donne sono pagate il 25-26% in meno in media rispetto agli uomini a parità di lavoro”. “Questi sono i dati che ci restituiscono quindi una proiezione di pensioni povere a fronte di salari poveri. Con le categorie più colpite, che sono in particolare i giovani e le donne”, rileva Ricotti. “Anche per questi motivi – conclude – ieri abbiamo lanciato la proposta di una pensione contributiva di garanzia per assicurare una tutela previdenziale adeguata a lavoratrici e lavoratori che, pur avendo lavorato, rischiano di arrivare alla pensione con trattamenti insufficienti a causa di salari bassi, carriere discontinue, part-time involontario: non una misura assistenziale, ma un correttivo previdenziale capace di rendere il sistema più equo, più credibile e più vicino alla vita reale delle persone”.
Assegno unico: Bordignon (Forum famiglie), “le parole del presidente dell’Inps rischiano di essere fuorvianti. Il vero errore è non averlo reso davvero universale”
“Non condividiamo le dichiarazioni del presidente dell’Inps Gabriele Fava perché rischiano di individuare nell’assegno unico un problema che, in realtà, nasce da ben altre scelte. Attribuire a questa misura un effetto di disincentivo al lavoro femminile significa spostare l’attenzione dalle vere criticità del sistema. L’assegno unico non scoraggia il lavoro delle donne. Il limite è che non è mai stato reso realmente universale”. Lo ha dichiarato Adriano Bordignon, presidente del Forum nazionale delle associazioni familiari, replicando alle dichiarazioni del presidente dell’Inps Gabriele Fava sul ruolo e sull’efficacia dell’assegno unico. Bordignon ha precisato: “Il suo collegamento all’Isee produce effetti distorsivi che il Forum delle associazioni familiari denuncia fin dalla sua introduzione: in alcune situazioni l’aumento del reddito da lavoro determina una riduzione dei benefici, creando meccanismi che finiscono per penalizzare proprio le famiglie che si vorrebbero sostenere. Per questo continuiamo a chiedere che l’assegno unico venga progressivamente svincolato dall’Isee”. Il presidente nazionale del Forum ha evidenziato: “Non è una misura assistenziale contro la povertà, ma una politica strutturale per la natalità e per il riconoscimento del valore sociale dei figli. Continuare a leggerlo con una logica assistenziale significa snaturarne la funzione. Sorprende, inoltre, che il dibattito successivo al Rapporto Inps si concentri sull’assegno unico invece di affrontare le vere cause che frenano l’occupazione femminile: salari troppo bassi, servizi per l’infanzia insufficienti, precarietà lavorativa femminile, una conciliazione tra famiglia e lavoro ancora largamente inadeguata. Non è l’assegno unico a tenere le donne lontane dal mercato del lavoro”. Bordignon ha concluso: “La denatalità e il calo dell’occupazione femminile non si combattono ridimensionando o mettendo sotto accusa uno dei pochi strumenti di sostegno alle famiglie. Si combattono rendendolo davvero universale e affiancandolo a politiche che eliminino gli ostacoli concreti che oggi gravano sulle famiglie. È su questi nodi che il Paese dovrebbe aprire una discussione seria, non sull’efficacia dell’assegno unico”.
Vittorio Occorsio: Mattarella, “suo esempio illumini l’impegno di chi opera per la salvaguardia dei valori costituzionali”
“A cinquant’anni dalla sua scomparsa, rinnovo i sentimenti di vicinanza della Repubblica italiana ai suoi familiari e a quanti ne hanno tenuto viva la memoria. Il suo esempio continui a illuminare l’impegno di chi opera per la salvaguardia dei valori costituzionali”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato al presidente della Fondazione Vittorio Occorsio, Eugenio Occorsio, in occasione del 50° anniversario dell’uccisione del giudice.
“Il 10 luglio del 1976, Vittorio Occorsio venne ucciso in un agguato rivendicato da ‘Ordine Nuovo’, movimento per il quale aveva chiesto e ottenuto lo scioglimento a motivo delle riconosciute finalità di riorganizzazione del disciolto partito fascista”, ha ricordato il Capo dello Stato, aggiungendo che da “Sostituto Procuratore della Repubblica a Roma, aveva condotto inchieste complesse sul terrorismo, individuando connessioni tra criminalità organizzata, massoneria deviata ed eversione di estrema destra”. “Magistrato schivo e determinato, cercava con metodo rigoroso di definire le responsabilità penali, anche quando queste avevano implicazioni politiche scomode”, ha proseguito Mattarella, evidenziando che Occorsio, “consapevole del rischio personale, continuò a svolgere le sue funzioni con fermezza e fiducia nella capacità dello Stato di diritto di prevalere attraverso l’applicazione della legge”.
Terremoto in Venezuela: Fondazione l’Albero della Vita, distribuite 4 tonnellate di aiuti umanitari
A seguito del violento terremoto che ha colpito il Venezuela il 25 giugno, la situazione per migliaia di persone rimane drammatica. Per rispondere all’emergenza, Fondazione l’Albero della Vita ha attivato sin da subito la propria sede in Colombia come centro logistico per la raccolta di aiuti umanitari. Attraverso questo hub sono stati raccolti materiali e forniture mediche, farmaci, prodotti per l’igiene personale e abbigliamento destinati alle popolazioni colpite.
Il 28 giugno è inoltre partita una missione umanitaria con un’équipe composta da cinque medici volontari, realizzata in collaborazione con il partner locale Fundación Juntos Se Puede. Tutto il materiale raccolto è stato consegnato alla Clinica Aquamater, incaricata di coordinarne la distribuzione verso ospedali, rifugi, centri di accoglienza e persone direttamente coinvolte dall’emergenza.
Ad oggi Fondazione l’Albero della Vita ha raccolto e distribuito circa 4 tonnellate di aiuti umanitari, grazie al coordinamento con il team operativo venezuelano della Fundación Juntos Se Puede. Gli interventi stanno raggiungendo le comunità di El Junquito, Carayaca, Catia La Mar, San Bernardino, Maiquetía, Caraballeda e La Guaira.
Le donazioni vengono consegnate direttamente alle famiglie colpite, alle chiese locali e ai rifugi presenti sul territorio. Per rendere ancora più efficace la risposta ai bisogni della popolazione, Fundación Juntos Se Puede ha inoltre predisposto un sistema di registrazione attraverso un modulo dedicato che consente ai beneficiari di segnalare e documentare le proprie necessità, favorendo una distribuzione degli aiuti basata sui bisogni reali delle comunità.
“Quando arriva un’emergenza non c’è tempo per costruire una rete: bisogna averla già costruita. Per questo siamo riusciti a intervenire immediatamente insieme ai nostri partner locali”, ha dichiarato Isabella Catapano, direttrice generale di Fondazione l’Albero della Vita.
Diocesi: Gaeta, ieri al santuario della Civita solenne concelebrazione per i dieci anni di episcopato di mons. Vari
Oltre mille fedeli, sessanta sacerdoti, diversi religiosi e religiose, autorità civili e militari del vasto territorio della diocesi di Gaeta. Con questa massiccia e sentita partecipazione la rappresentanza della comunità diocesana di Gaeta presente al santuario della Madonna della Civita, ieri sera, ha voluto esprimere il suo ringraziamento all’arcivescovo Luigi Vari in occasione del suo ingresso in diocesi, avvenuto il 9 luglio 2016 esattamente dieci anni fa. Tra i numerosi presenti anche p. Antonio Rungi, passionista, attuale superiore del convento di Itri e negli anni scorsi 2023 e 2024 anche del santuario della Civita ed altri tre religiosi passionisti della comunità di Itri. Santuario guidato per 40 anni dai Passionisti di Itri e precisamente dal gennaio 1985 al settembre 2024. I fedeli giunti al Santuario da ogni parte hanno partecipato alla solenne concelebrazione eucaristica presieduta dallo stesso arcivescovo e svoltasi all’aperto nell’ampio piazzale del santuario della Civita. Animata dalla corale diocesana, diretta da don Antonio Centola, la liturgia eucaristica ha vissuto momenti molto intensi di preghiera e di lode a Dio. L’omelia è stata tenuta, su delega dell’arcivescovo, da mons. Mariano Parisella, vicario generale della diocesi di Gaeta, che ha ripercorso le tappe più importanti e significative dell’episcopato di mons. Vari da un punto di vista dottrinale, pastorale e sociale in questi dieci anni di servizio umile e generoso alla Chiesa locale. Per l’occasione è stato regalata all’arcivescovo una casula nuova e ai fedeli la raccolta delle omelie di mons. Vari per la messa crismale dal 2017 al 2026. La solenne liturgia di lode e di ringraziamento si è conclusa con un duplice creazione poetica ed orante scritte dallo stesso arcivescovo con un ringraziamento in lirica al Signore di quanto avuto dal cielo in questi dieci anni di episcopato e con la sentita ed originale preghiera alla Madonna della Civita, alla cui protezione Papa Francesco affidò mons. Vari nominando arcivescovo di Gaeta nel 2016.
Migranti: D’Alberto (Anci), “per l’ampliamento dei progetti Sai sindaci pronti a mettersi in gioco con un impegno concreto”
Lo scorso aprile è stato pubblicato un avviso di ampliamento dei progetti Sai per 500 posti, tipologia “ordinari”. Lo ricorda oggi l’Associazione nazionale Comuni italiani rilevando che “come emerge dalle numerose sollecitazioni ad Anci da parte dei Comuni interessati, la risposta all’Avviso è stata molto significativa, circa 120 Comuni hanno presentato domande di ampliamento per oltre 2mila posti, il quadruplo dei posti messi a bando”. “Quando si tratta di un sistema virtuoso, capace di garantire percorsi concreti di integrazione, con impatti positivi tanto per le persone accolte quanto per i territori, i sindaci sono pronti a mettersi in gioco con un impegno concreto nell’accoglienza dei rifugiati”, ha affermato il sindaco di Teramo, Gianguido D’Alberto, delegato Anci all’Immigrazione. “Chiediamo fin da subito al ministero dell’Interno – ha proseguito – che non venga svilita questa preziosa disponibilità degli enti locali e che tutte le domande presentate siano finanziate, senza escludere nessuno, così da rafforzare la rete Sai, anche al fine di attuare al meglio il Patto europeo migrazioni”.
Ecuador: denuncia dell’ong Fundamedios, “giornalisti sotto tiro, nel 2025, con 231 attacchi e sei omicidi”
Giornalisti sotto tiro, in un Paese sempre più violento. Secondo il rapporto dell’ong Fundamedios, l’Ecuador ha vissuto un 2025 drammatico, con 231 attacchi a operatori dell’informazione e l’uccisione di sei giornalisti. L’organizzazione evidenzia il ritorno dello Stato come attore centrale nelle ostilità contro i media, all’interno di una più ampia architettura della violenza generalizzata. I cronisti si trovano a operare in territori dove l’attività investigativa comporta il rischio concreto di “condanne a morte”, a causa della pressione delle mafie e dell’economia dell’estorsione.
Anche la Società interamericana della stampa ha denunciato l’uso di meccanismi statali per intimidire e punire chi indaga, ravvisando una grave violazione della libertà di espressione. Il precedente anno di monitoraggio non era stato molto meno violento, con 356 minacce totali e quattro omicidi.
L’analisi dei dati rivela che su 231 attacchi, ben 114 sono partiti da apparati statali, 17 dal crimine organizzato, 68 da soggetti non statali e 32 da ignoti. Tali episodi hanno colpito 155 giornalisti, sei testate e otto operatori tra cameraman e assistenti. Tra gli episodi più frequenti figurano insulti da parte di funzionari, dinieghi di accesso alle informazioni e blocchi della polizia durante le coperture. A livello geografico, la provincia di Pichincha registra il picco con 54 casi, seguita da Guayas con 35 e da Azuay ed El Oro, con 14 ciascuna.
Terremoto in Venezuela: Organizzazione panamericana della sanità, “entrati in nuova fase critica. Rischi sovraffollamento e carenza di acqua potabile”
L’Organizzazione panamericana della sanità (Ops) ha assicurato ieri che la risposta sanitaria dopo i terremoti che hanno colpito il Venezuela il 24 giugno è entrata in una nuova fase “critica”, e ha avvertito che l’emergenza “è tutt’altro che terminata”. L’organismo ha mobilitato 9 milioni di dollari dei 24 milioni che ha bisogno di raccogliere per far fronte alla crisi. Secondo quanto evidenziato dall’Ops e riportato dal portale cattolico venezuelano envigilia.info, questa nuova tappa si concentrerà sulla stabilizzazione, la continuità dell’assistenza medica e il recupero del sistema sanitario. Il finanziamento di 9 milioni di dollari include risorse del fondo per i disastri dell’Ops, 2,5 milioni del Fondo per le emergenze dell’Oms, e contributi dell’Ufficio per gli Affari umanitari dell’Unione europea e delle Nazioni Unite (quest’ultima con 3 milioni di dollari ancora in attesa di conferma). Allo stesso modo, si sommano impegni finanziari del Canada per 2 milioni e della Spagna per 1,5 milioni di dollari.
“Questa richiesta è di estrema urgenza. Non è per la riabilitazione, è per la risposta e il recupero dei servizi essenziali”, ha sottolineato il direttore delle Emergenze dell’organizzazione, Ciro Ugarte. L’organizzazione avverte che i maggiori pericoli dopo una catastrofe di questo calibro sono legati al sovraffollamento, all’accesso limitato all’acqua potabile, all’interruzione dei programmi di vaccinazione e al deterioramento della salute mentale, sia della popolazione colpita che del personale sanitario.
Spiritualità: IX Koinè del Preziosissimo Sangue, eletto il primo Consiglio nazionale dell’Unione Sanguis Christi
Dal 3 al 5 luglio, presso l’Hotel Selene di Pomezia, si è svolta la IX Koinè del Preziosissimo Sangue, il tradizionale appuntamento annuale dedicato alla spiritualità del Preziosissimo Sangue. La tre giorni, si legge in un comunicato diffuso oggi, ha riunito circa 340 partecipanti, tra aderenti all’Unione Sanguis Christi (Usc) e persone desiderose di approfondire e condividere questa spiritualità, alla quale la Chiesa dedica tradizionalmente il mese di luglio.
Il programma ha alternato momenti di catechesi, preghiera e condivisione. Tra gli appuntamenti principali, le catechesi guidate da don Luigi Maria Epicoco e da don Valerio Volpi, missionario del Preziosissimo Sangue e direttore dell’Ufficio di Pastorale giovanile e vocazionale; la veglia di preghiera presieduta da don Ernesto Di Fiore, parroco della parrocchia Preziosissimo Sangue di Firenze; l’animazione musicale curata dalla Usc Music e i lavori nei gruppi di condivisione.
“In occasione della prima domenica di luglio è tornato il tradizionale appuntamento della Koinè, l’incontro annuale della famiglia del Preziosissimo Sangue – spiega don Giacomo Manzo, direttore di Primavera Missionaria e dell’Unione Sanguis Christi –. Il nome stesso dell’evento richiama il termine greco koinonia, che significa ‘comunione’, ed esprime il senso più profondo di questo incontro: l’unità che accomuna tutti i partecipanti nel Sangue di Cristo. A rappresentare questo significato è anche il melograno, simbolo biblico della molteplicità che trova unità nella comunione nel Sangue di Cristo”.
“L’edizione 2026 ha rivestito un’importanza particolare – continua don Giacomo – segnando una tappa storica per la famiglia del Preziosissimo Sangue e per l’Unione Sanguis Christi. Per la prima volta, infatti, è stato eletto il Consiglio nazionale dell’Usc-Italia, organismo composto da laici che rappresenta ufficialmente l’associazione a livello nazionale. Ne fanno parte il segretario Valerio Felici (Usc Roma) e i consiglieri Vito Carella (Usc Bari), Sandra De Amicis (Usc Roma), Gonario Cancellu (Usc Albano Laziale) e Martina Marra (Usc Messina). La costituzione del Consiglio segna un passo significativo nel percorso di corresponsabilità e partecipazione dei laici, rafforzandone il ruolo e il contributo nella vita dell’associazione. Il nuovo organismo è chiamato a collaborare con i Missionari del Preziosissimo Sangue nella diffusione della spiritualità del Sangue di Cristo e nella promozione del carisma di san Gaspare del Bufalo, del beato Giovanni Merlini e di santa Maria De Mattias”.
Terremoto in Venezuela: Tivoli e Palestrina, mons. Parmeggiani invita tutte le comunità a partecipare alla Colletta nazionale a favore della popolazione indetta dalla Cei
Anche le diocesi di Tivoli e di Palestrina aderiscono alla iniziativa indetta dalla Presidenza della Conferenza episcopale italiana. Il vescovo, mons. Mauro Parmeggiani, invita “calorosamente” parroci, amministratori parrocchiali, rettori di santuari e chiese, cappellani ospedalieri e cimiteriali a “far partecipare tutte le nostre comunità alla Colletta nazionale in favore del popolo venezuelano tanto provato dal violento terremoto che ha provocato vittime, feriti, distruzione e paura nel Venezuela, in particolare nello stato di La Guaira e nella regione centrale del Paese”.
Pertanto domenica 26 luglio, il presule “in tutte le chiese della diocesi” chiede che “si realizzi tale Colletta da devolvere poi quanto prima agli Uffici economato della diocesi di Tivoli o di Palestrina” con la causale: “Terremoto Venezuela 2026”.
Partecipare a questa Colletta sarà, come ha detto il card. Matteo Zuppi, “un modo concreto per mostrare solidarietà a chi ha perso tutto, piange i propri cari, è sfollato, ferito o vive in condizioni di grande precarietà. Sarà anche un momento per esprimere, nella preghiera comune, la nostra vicinanza alle persone provate dalla tragedia”.
“Quanto raccolto con la Colletta andrà ad aggiungersi allo stanziamento di 500.000 euro dai fondi dell’8xmille che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica, disposto all’indomani del terremoto. Le risorse saranno utilizzate per far fronte alle emergenze immediate e future, con interventi coordinati da Caritas Italiana che, fin dal primo momento, è in contatto diretto con Caritas Venezuela”, ricorda mons. Parmeggiani, “grato per quanto ciascuno potrà fare sapendo che ‘Dio ama chi dona con gioia’”.
Diocesi: Cosenza, a Radio Jobel il riconoscimento Aerenti-Corallo per i 50 anni
Radio Jobel, emittente radiofonica della diocesi di Cosenza-Bisignano, nata grazie alla passione e al sogno di don Mario Vizza nella parrocchia di Parenti, dopo la sua morte è stata inserita nel più ampio progetto della comunicazione diocesana. E ieri è stata insignita di una targa celebrativa durante il Radio Tv Forum 2026, organizzato da Aeranti-Corallo presso la sede di Confindustria a Roma. La cerimonia ha visto la premiazione di 77 radio e tv locali, realtà comunitarie e commerciali radicate nei territori, protagoniste di una rivoluzione mediatica iniziata esattamente cinquant’anni fa. Era il 28 luglio 1976 quando, con la storica sentenza n. 202, la Corte Costituzionale pose fine al monopolio statale, aprendo la strada alla nascita delle emittenti libere, tra cui appunto Radio Jobel. A ritirare il riconoscimento per Radio Jobel a Roma è stata la giornalista Debora Ruffolo, alla quale la targa è stata consegnata dal presidente di Corallo, Franco Mugerli. Un momento di “grande emozione che ha voluto onorare l’intuito e la passione di don Mario Vizza, sacerdote che cinquant’anni fa diede vita a questa importante realtà comunicativa”, sottolinea il direttore don Enzo Gabrieli evidenziando che Radio Jobel si distingue nel panorama mediatico calabrese come “l’unica realtà ecclesiale presente e che ha ricevuto questo prestigioso riconoscimento, a testimonianza di un percorso cinquantennale unico nel suo genere”. Nonostante le sfide tecnologiche sempre più complesse e la crescente concorrenza delle grandi piattaforme digitali, Radio Jobel “continua a rappresentare un patrimonio fondamentale da custodire”. “Questo riconoscimento – sottolineano dalla redazione – non è solo il traguardo di mezzo secolo di trasmissioni, ma un impegno rinnovato per il futuro: continuare a essere una voce libera, accogliente e vicina alla nostra gente”. Alla manifestazione di ieri erano presenti il ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’Editoria, Alberto Barachini, e il commissario Agcom, Laura Aria. Sono intervenuti anche il vicepresidente del Coordinamento nazionale dei Co.Re.Com., Fulvio Scarpino, il presidente di Audiradio, Antonio Martusciello, il direttore generale di Auditel, Paolo Lugiato, il segretario generale aggiunto della Fnsi, Matteo Naccari, oltre a Marco Rossignoli, presidente Aeranti e coordinatore Aeranti-Corallo, e Franco Mugerli, presidente Associazione Corallo.
Eurostat: “Dati chiave sull’Europa”, edizione 2026. Una “fotografia” sociale, economica e ambientale dei Ventisette
Eurostat ha pubblicato l’edizione 2026 dei dati chiave sull’Europa. La offre un’ampia panoramica dei recenti sviluppi nell’Ue attraverso le statistiche. Tra gli argomenti trattati demografia, società, economia, imprese, ambiente, risorse naturali. “Sapevate che nel 2025 il 9,1% dei giovani nell’Ue ha abbandonato prematuramente gli studi e la formazione?”, si legge in una nota che accompagna la pubblicazione. “O che le esportazioni dell’Ue sono aumentate dell’1,9% rispetto all’anno precedente, mentre le importazioni sono cresciute del 2,5%? O che la Spagna ha registrato la quota maggiore (24,1%) di carne suina prodotta nell’Ue, la Polonia la quota maggiore (21,5%) di carne avicola e la Francia la maggiore produzione di carne bovina (20,1%)?”. Una fotografia dell’Ue, con statistiche, grafici, curiosità.
Eurostat: “Key figures on Europe”, 2026 edition. A social, economic and environmental “snapshot” of the 27
Eurostat has released the 2026 edition of “Key figures on Europe”. The offers a broad overview of recent developments in the EU through statistics. It covers topics ranging from people and society to the economy, business, environment and natural resources. “Did you know that in 2025, 9.1% of young people in the EU left education and training early?”, a press release accompanying the publication reads. “Or that EU exports increased by 1.9% compared with the previous year, while imports rose by 2.5%? Or that Spain had the largest share (24.1%) of pig meat produced in the EU, Poland had the biggest share (21.5%) of poultry meat production, and France produced the most bovine meat (20.1%)?”. A snapshot of the EU, with statistics, charts, and interesting facts.
Ue-Oil: cooperazione rafforzata su mercato del lavoro, intelligenza artificiale, coesione sociale
La Commissione europea e l’Organizzazione internazionale del lavoro (Oil) hanno concordato di “rafforzare ulteriormente la loro cooperazione per garantire che le principali transizioni globali, come il passaggio alle tecnologie digitali e pulite, portino a un maggior numero di posti di lavoro e a una migliore qualità del lavoro, a istituzioni del mercato del lavoro più solide e a una maggiore coesione sociale”. Questa è stata “la principale conclusione” emersa durante la 17ª riunione che si è tenuta a Bruxelles. Commissione e Oil hanno riaffermato il loro “comune impegno per il multilateralismo, gli standard internazionali del lavoro e il lavoro dignitoso, e hanno individuato una serie di priorità strategiche per guidare la prossima fase della loro partnership”. Hanno sottolineato che la “governance dell’Ia nel mondo del lavoro deve essere incentrata sulla persona e sostenere la salvaguardia e la creazione di posti di lavoro dignitosi”.
Il vicepresidente esecutivo della Commissione Mînzatu ha dichiarato: “In un contesto multilaterale complesso, il partenariato Ue-Oil è più importante che mai. La giustizia sociale, il lavoro dignitoso e i diritti fondamentali sul lavoro sono alla base di società resilienti e competitive. Dall’intelligenza artificiale alle catene di approvvigionamento globali, il cambiamento deve essere a vantaggio delle persone”.
San Benedetto: abbazia Montecassino, stamattina consegna del premio “Pacis Nuntius” al card. Pizzaballa
Nell’ambito della Festa di San Benedetto, l’abbazia di Montecassino organizza alcuni eventi dedicati al patrono d’Europa. Stamattina, alle 11 nella sala capitolare del monastero, è in programma la consegna del premio “Pacis Nuntius” al card. Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme. Seguirà, alle 12, l’esibizione musicale della banda Gendarmeria dello Stato di Città del Vaticano. Alle 18, poi, i vespri pontificali in canto gregoriano saranno presieduti dall’abate territoriale dom Luca Antonio Fallica.
Diocesi: Firenze, “il cuore di Dio, l’unica tunica, la polvere dei piedi” le tre immagini offerte da mons. Gambelli nella messa per arcivescovi defunti e per il card. Piovanelli
“Il cuore di Dio, l’unica tunica, la polvere dei piedi”: sono le “tre immagini, tre luci”, sulle ha invitato a riflettere, ieri sera, in cattedrale, l’arcivescovo di Firenze, mons. Gherardo Gambelli, nella celebrazione eucaristica in memoria degli arcivescovi defunti e in particolare nel decimo anniversario della morte del card. Silvano Piovanelli.
La prima immagine del cuore di Dio invita a conoscere chi è davvero il Signore: “Sono Dio e non uomo”. “Il cuore di compassione del padre per il figlio ribelle – ha osservato il presule, alla luce delle letture del giorno – lo porta a farsi prossimo di colui che ha peccato per condurlo alla vera libertà nella relazione con Lui”.
La seconda immagine è quella dell’unica tunica da viaggio. “La fede in Gesù, nella sua misericordia e nel suo perdono, cresce nella misura in cui andiamo verso gli altri, cercando di rendere ragione della speranza che è in noi, con le nostre opere prima che con le parole”, ha commentato l’arcivescovo di Firenze, evidenziando che “l’unica tunica da portare ci permette di avere l’umiltà di chiedere aiuto, ospitalità alle persone alle quali il Signore ci invia. La tunica di ricambio, il bicchiere di acqua fresca offerti ci aiutano così a entrare in relazione con le persone, a trovare il modo per inculturare il Vangelo, uscendo da noi stessi, dai nostri schemi mentali limitati, dalle nostre abitudini”.
La terza immagine è quella del gesto di scuotere la polvere dai piedi. “Non si tratta di esprimere un giudizio, una condanna sulle persone, ma piuttosto di compiere un gesto profetico, volto a risvegliare le coscienze addormentate di quanti lo osservano”, ha spiegato mons. Gambelli, sottolineando che “siamo chiamati ad aprirci al dono dello Spirito Santo capace di suscitare in noi la creatività nel parlare lingue nuove, intercettando intorno a noi i segni della sete di senso, di una vita piena e autentica”.
“Donaci Signore di lasciarci accogliere nella profondità del tuo cuore pieno di compassione, per crescere nella nostra più autentica identità di discepoli missionari, sempre più liberi dalla paura di fare le cose pericolose del Vangelo”, ha concluso il presule.
Solidarietà: Fondazione Arché, nel 2025 affiancate quasi 5mila persone provenienti da situazioni di fragilità
“Con la pubblicazione del Bilancio sociale 2025, cui i ragazzi del liceo artistico Boccioni hanno dato una innovativa chiave interpretativa, vogliamo contribuire a rendere più umano il tessuto sociale e ridurre le diseguaglianze che segnano anche il nostro Paese”. Così p. Giuseppe Bettoni, presidente della Fondazione Arché, nella sua introduzione, valorizzando il contributo di Alice Bighini e Teresa Baccalini, le due studentesse che hanno realizzato la copertina con jeans e stoffe di recupero cucite insieme a mano.
Nel 2025 è cresciuto di 11 operatrici e operatori il numero rispetto all’anno precedente: sono 87 le persone che lavorano nella Fondazione e che ogni giorno uniscono toppe di umanità diverse per dare origine a una società rinnovata. A queste si aggiunge la scelta di 889 volontari e volontarie (di cui 600 provenienti da attività di volontariato aziendale) di far parte di questa grande rete.
L’obiettivo principale di Arché è affiancare le persone provenienti da situazioni di fragilità che nel 2025 sono state 4.706. Educatori e educatrici sono intervenuti su diverse aree: nelle case d’accoglienza sono stati accolti 43 minori e 25 adulti; i 41 alloggi tra Milano e Roma sono diventati casa per 65 minori e 70 adulti; sul territorio, il servizio di assistenza domiciliare minori ha affiancato 53 minori e 76 adulti; a cui si aggiungono i percorsi di prossimità e la presenza stabile presso gli ospedali di Milano e Roma.
Il 2025 è stato anche l’anno di “Sentirsi a casa”, il piano di ristrutturazione con cui le case d’accoglienza sono diventate quattro: Casa Marzia a Roma, Casa Carla a Milano, Casa Adriana a Novate Milanese e Casa Paola a Rho.
Proseguendo l’impegno nelle carceri, in particolare nell’Istituto a custodia attenuata per detenute madri (Icam) di San Vittore a Milano e nella sezione nido della casa di reclusione di Bollate, la Fondazione ha affiancato 32 minori e 257 donne. Gli interventi si sono sviluppati attraverso i progetti, i percorsi personalizzati dedicati allo svolgimento di lavori di pubblica utilità e tramite la nuova area Carcere-Territorio, che offre supporto esterno a chi accede a misure alternative alla detenzione.
“Quando si dà ‘casa all’amore ferito’, non ci s’improvvisa, né si indugia al pressapochismo”, scrive p. Giuseppe Bettoni. La mission di Arché richiede un costante impegno per adattarsi ai bisogni e ai desideri che emergono nella società. Non è un caso che nei dieci obiettivi per il 2026, oltre all’incremento degli alloggi per l’housing sociale e al raggiungimento della piena operatività rispetto alla capacità di accoglienza, figurino molti punti dedicati alla formazione, sia per il personale di Arché che per le persone affiancate. Perché, fermo restando il “telaio dell’impianto della nostra Costituzione”, i cambiamenti verso la costruzione di un tessuto sociale più equo non possono prescindere dal rafforzamento delle motivazioni e delle competenze con cui questi stessi cambiamenti vengono messi in atto.













