Ecco il resoconto dei principali fatti di oggi, lunedì 7 settembre 2026, che riguardano la vita istituzionale a la vita ecclesiale del nostro Paese. Le notizie sono ordinate in ordine cronologico, dalla più recente alla più datata.
Diocesi: mons. Mansi (Andria), “quelli che operano nel mondo della scuola sono chiamati a formare l’umano”
“L’intelligenza artificiale sta entrando capillarmente in tutte le sfere della vita delle persone. E dunque anche nel mondo della scuola nel quale voi a vario titolo operate”. Partendo dall’enciclica di Papa Leone Magnifica Humanitas, mons. Luigi Mansi, vescovo di Andria, si è rivolto con una lettera a tutti agli operatori del mondo della scuola. “Voi, carissimi, che nel mondo della scuola siete chiamati a “formare” l’umano, prima ancora che a custodirlo, siete fortemente interpellati da questa lettera del Papa. Vi invito, perciò, se non lo avete ancora fatto, a leggerla con attenzione – scrive mons. Mansi –. Magnifica humanitas è un’enciclica che invita a stare nella realtà senza bende sugli occhi, con una passione per il destino di ogni essere umano. A cominciare dai vostri alunni”. Il presule sottolinea un aspetto di fronte a opportunità e rischi dell ‘IA, puntando, come sottolinea il Papa su un un’alleanza educativa per l’era digitale. “È questo, pertanto, l’augurio che porgo a voi tutti e a ciascuno, pur nella diversità dei ruoli e delle competenze, mentre vi accingete a dare inizio ad un nuovo anno educativo. Che vi sentiate tutti, con passione e generosità, al servizio della difesa e della preservazione dell’umano, per darci tutti un futuro di speranza”, conclude il vescovo.
Libri: a 50 anni dal terremoto del Friuli, un libro raccoglie gli scritti di padre Turoldo sulla tragedia e la rinascita
A 50 anni dal terremoto del Friuli, arriva in libreria in questi giorni “Dalle macerie la speranza – Scritti sul terremoto del Friuli” (Scholé-Morcelliana), volume a cura di Lorenzo Cardilli e Marco Roncalli che raccoglie i testi più significativi con cui padre David Maria Turoldo raccontò il dolore, la solidarietà e la rinascita della sua terra. L’antologia, con la presentazione di Daniele Parussini, ripercorre la tragedia e la leggendaria ricostruzione friulana, guidata dal celebre motto “Prima le fabbriche, poi le case, poi le chiese”. Il volume rivela il profilo del religioso come “disturbatore delle coscienze”, poeta e figura etica di riferimento. Come sottolinea Marco Roncalli nell’introduzione: “Turoldo avrebbe continuato a celebrare non solo la resurrezione del Friuli, ma pure a leggervi una sorta di magistero etico per il Paese, ‘E la ricostruzione, almeno morale, dell’Italia, non potrebbe ricominciare proprio dal Friuli?’”. L’analisi dei testi ne evidenzia anche lo spessore intellettuale: Lorenzo Cardilli descrive Turoldo come un “mediatore che tratta col potere, al limite anche quello divino, dando voce ai deboli e ai subalterni senza cancellarne le specificità”. L’autore: David Maria Turoldo (1916 -1992), friulano e legato alla sua terra, entrò giovanissimo tra i Servi di Maria e fu partigiano nella Resistenza. Punto di riferimento nel dopoguerra, spese la sua voce nella fedeltà al Vangelo e agli ultimi.
Ambiente: Unep, “per ogni dollaro investito 15 dollari di benefici”. Agire insieme su clima e aria pulita
Affrontare insieme cambiamento climatico e inquinamento atmosferico può generare circa 15 dollari di benefici economici per ogni dollaro investito. È quanto emerge dal rapporto “Hidden assets: The economic and health case for climate and clean air action”, realizzato dall’Unep-Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente e dalla Climate and clean air coalition, che per la prima volta quantifica all’interno di un unico quadro di analisi i vantaggi economici dell’azione integrata su clima e qualità dell’aria. Secondo lo studio, le 25 soluzioni individuate, distribuite in 6 settori tra cui energia, industria, trasporti, agricoltura, sistemi di riscaldamento e cottura domestica e gestione dei rifiuti, richiederebbero investimenti pari allo 0,7% del Pil mondiale nel prossimo decennio, ma produrrebbero benefici equivalenti al 2,8% del Pil nel 2035, al 4,5% nel 2050 e all’11,4% nel 2100. Considerando soltanto i benefici diretti di mercato, come minori costi sanitari e maggiore produttività, il ritorno sarebbe comunque di circa 4 dollari per ogni dollaro investito. Agire insieme sulle 2 crisi produrrebbe inoltre un ulteriore beneficio pari allo 0,2% del Pil mondiale, rispetto a interventi affrontati separatamente. Il rapporto richiama il pesante costo umano dell’inquinamento atmosferico: nel 2025 quello esterno da particolato fine e ozono è stato associato a 6,4 milioni di morti premature, mentre l’inquinamento domestico ne avrebbe causate altri 2 milioni, compresi quasi 300 mila bambini. La piena attuazione delle 25 misure potrebbe evitare entro il 2050 144 milioni di morti premature legate all’inquinamento e centinaia di milioni di casi di malattie croniche, dimezzando inoltre le emissioni globali di anidride carbonica e riducendo del 60% quelle di metano. Ogni anno di ritardo nell’attuazione delle misure comporterebbe la perdita di oltre 1.500 miliardi di dollari di benefici economici. L’Unep sottolinea quindi la necessità di integrare politiche climatiche, ambientali, sanitarie ed economiche, superando la frammentazione delle decisioni e rafforzando gli investimenti.
Famiglia: Forum e Anmci Calabria, il 9 a Bisignano il convegno sull’alleanza educativa generativa
“Dal patto immaginato al patto vissuto: l’alleanza generativa tra scuola, famiglia e territorio”. È questo il titolo del convegno promosso dal Forum delle Associazioni Familiari della Calabria e dall’Associazione Italiana Maestri Cattolici (AIMC) Calabria, in programma mercoledì 9 settembre 2026 alle ore 17 presso la Sala Conferenze dell’IIS “Enzo Siciliano” a Bisignano (CS). L’iniziativa ha avuto come filo conduttore il rapporto tra scuola, famiglia e comunità locali, riconoscendo nell’alleanza educativa uno strumento fondamentale per affrontare le sfide formative e sociali. Introdurranno i lavori i rappresentanti delle istituzioni scolastiche e associative: Silvana Sita Presidente AIMC Calabria, Claudio Venditti presidente Forum Famiglie Calabria, Immacolata Cairo DS IC Don Milani/Aprigliano di Cosenza, Raffaele Carucci IIS Enzo Siciliano, Francesco Fucile, Sindaco di Bisignano, don Cesare De Rosis, parroco di Bisignano. Illustreranno i dati della sperimentazione: Adelaide Francesca Sirianni IC don Milani/Aprigliano e Massimo Brunosio. Interverrà da remoto Esther Flocco presidente Nazionale di AIMC. Pinella Crimi, vicepresidente nazionale del Forum delle Associazioni Familiari, interverrà sul tema “Genitori e scuola insieme: la prospettiva nazionale sulla corresponsabilità e il ruolo attivo delle famiglie”. Le conclusioni saranno affidate a Loredana Giannicola, Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Calabria, con una riflessione dedicata alla valorizzazione delle esperienze che stanno contribuendo a costruire una nuova cultura della partecipazione educativa e della corresponsabilità. I lavori saranno moderati dal giornalista Fabio Mandato. L’esperienza maturata in questi mesi dimostra che quando scuola, famiglia e territorio collaborano stabilmente, si producono risultati concreti per la qualità dell’educazione e la coesione della comunità”, sottolineano gli organizzatori: “l’obiettivo è trasformare i Patti educativi da dichiarazioni di principio a strumenti concreti di partecipazione, corresponsabilità e crescita dell’intero territorio”.
Diocesi: Napoli, domani il card. Battaglia presiede la messa per la Festa della Madonna di Piedigrotta
Domani, martedì 8 settembre, solennità della Natività della Beata Vergine Maria, l’arcivescovo di Napoli, card. Mimmo Battaglia, presiederà la solenne celebrazione eucaristica in occasione della Festa della Madonna di Piedigrotta, quest’anno dedicata al tema “Le apparizioni mariane”.
la santa messa avrà luogo alle ore 19 presso la basilica santuario parrocchia Santa Maria di Piedigrotta, in piazza Piedigrotta 24, a Napoli, e sarà concelebrata dai sacerdoti del IV decanato cittadino.
La giornata dell’8 settembre prevede inoltre altri due momenti liturgici: la santa messa alle ore 9 e alle ore 12 la recita della supplica alla Madonna seguita dalla santa messa presieduta dall’abate emerito dei Canonici regolari lateranensi, don Franco Bergamin.
La celebrazione presieduta dal cardinale apre la fase centrale della Festa della Madonna di Piedigrotta, che proseguirà fino al 13 settembre con altri momenti di rilievo, tra cui la tradizionale serenata alla Madonna del 10 settembre e i festeggiamenti conclusivi nel giorno del Santo Nome di Maria.
Islanda: una nuova chiesa per la comunità cattolica di Selfoss
È stata inaugurata sabato 5 settembre la prima chiesa cattolica di Selfoss. Dedicata alla santa croce, l’edificio è stato costruito per rispondere alle esigenze della comunità cattolica che vive nella città islandese a circa 50 chilometri a sud-est di Reykjavík. Fino ad ora, i cattolici si sono riuniti e hanno celebrato in una casetta riadattata a centro parrocchiale e chiesa. Ora c’è uno spazio nuovo e grande, fortemente voluto da mons. David Tencer, vescovo di Reykiavik, per i circa 1100 cattolici, per la maggior parte immigrati, che abitano nell’area. È stato il vescovo Tencer a presiedere la consacrazione che si è svolta nel contesto della giornata nazionale della gioventù cattolica.
Iceland: a new church for the Catholic community of Selfoss
The first Catholic church of Selfoss was unveiled on Saturday, September 5th. Dedicated to the Holy Cross, the building was erected to meet the needs of the Catholic community living in the Icelandic city, about 50 kilometres south-east of Reykjavík. Until then, Catholics had gathered and celebrated in a little house that had been converted into a parish centre and church. Now, there is a new, vast space, which had been strongly supported by mgr. David Tencer, Bishop of Reykjavik, for the about 1,100 Catholics, most of them immigrants, living in the area. Bishop Tencer himself officiated the consecration, which took place during the National Catholic Youth Day.
Terra Santa: il card. Pizzaballa prima visita pastorale ad Acri, “custodire la fraternità tra le comunità”
Acri, storica città della Galilea caratterizzata dalla convivenza tra diverse comunità religiose e culturali, ha accolto il 5 settembre il card. Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, nella sua prima visita pastorale alla parrocchia latina di San Giovanni Battista. Nel corso della giornata, riferisce il Patriarcato latino, il patriarca ha incontrato fedeli, responsabili ecclesiali e rappresentanti delle istituzioni cittadine, celebrando la messa durante la quale ha amministrato la Prima Comunione e la Cresima a otto bambini. Ad accoglierlo sono stati il parroco, padre Zaher Abboud, rappresentanti delle Chiese cristiane presenti in città, autorità civili e religiose. Nel suo saluto, padre Abboud ha definito Acri “una città che fa spazio a tutti, accoglie tutti e ama tutti”, invito a preservare i rapporti tra le diverse componenti della società locale. La parrocchia latina di Acri, affidata ai francescani e dedicata a San Giovanni Battista, conta circa 320 fedeli. Pur essendo una delle comunità cattoliche più piccole della regione, mantiene una presenza storica radicata: la chiesa attuale fu costruita nel 1737 e restaurata nel 1947. Padre Abboud ha ricordato anche il passaggio di san Francesco d’Assisi in città quasi ottocento anni fa. Durante la visita il cardinale ha incontrato alcuni fedeli nelle loro abitazioni, pregando con loro e amministrando il sacramento dell’Unzione degli infermi, segno della vicinanza della Chiesa alle persone più fragili e malate. La tappa pastorale ha compreso inoltre incontri con le comunità greco-cattolica melchita e maronita. In particolare, è stata sottolineata l’importanza della collaborazione tra le diverse Chiese presenti ad Acri e la consapevolezza che il futuro dei cristiani in Terra Santa rappresenta una responsabilità condivisa. La diversità delle tradizioni ecclesiali, è stato evidenziato, costituisce una ricchezza che favorisce unità, cooperazione e servizio soprattutto a favore delle giovani generazioni. La visita del card. Pizzaballa si inserisce nel percorso di accompagnamento delle comunità locali promosso dal Patriarcato latino e ha voluto esprimere vicinanza ai fedeli, incoraggiando il dialogo, la collaborazione e la custodia di una presenza cristiana viva e radicata nella Terra Santa.
Leone XIV: messa a Genazzano, “immaginare la pace per riconoscere che già esiste”
Abbiamo bisogno di profezia, “in tempi di distruzione e di incertezza, per vedere l’opera di Dio e servirla”. Lo ha detto il Papa, al termine dell’omelia della messa presieduta nel Santuario della Madonna del Buon Consiglio di Genazzano. “Vogliamo immaginare la pace – allargare i confini della comprensione e dipingercela nell’anima – per riconoscere che già esiste, per accoglierla e servirla”, l’appello di Leone XIV: “È il dono di Dio, il soffio del Risorto, l’opera dello Spirito Santo. Lasciamo crescere la pace in noi. Germoglierà nel mondo. E la Madre del Buon Consiglio ci accompagnerà in questa missione”.
Leone XIV: messa a Genazzano, “è impossibile abituarsi al mistero di Maria madre di Dio”
“È impossibile abituarsi” al mistero di Maria, Madre di Dio, di fronte al quale “proviamo come una vertigine”. Ne è convinto il Papa, che nell’omelia della messa presieduta al Santuario della Madonna del Buon Consiglio di Genazzano ha osservato come “celebriamo la nascita di una bambina chiamata a diventare la Madre del suo Creatore, la Madre di Dio che salva”: “Eppure, nasce semplicemente una bambina, come le figlie e le nipoti che teniamo in braccio. Abbiamo oggi per lei titoli nobili e altissimi, di Signora e Regina, ma la via di Dio è stata e rimane più semplice e silenziosa, eppure non meno potente e trasformativa”. “È la via di Gesù stesso”, ha commentato Leone XIV: “come Maria, anche noi siamo predestinati a essere conformi all’immagine del Figlio: per grazia, certo, ma desiderando e preferendo ad altre vie la sua strada, le sue scelte, il suo cammino. In Gesù Cristo, Dio ha scelto le più umili condizioni storiche e la più umile delle creature per manifestare l’originalità del suo Regno, in cui la prepotenza non ha posto e l’onnipotenza è creazione, servizio e cura della vita”
Leone XIV: messa a Genazzano, “il semplice esserci di Maria muove la storia”
Il Vangelo secondo Matteo “di Maria riporta la presenza, ma non una parola. Eppure, il semplice esserci di Maria – e del Figlio in lei – muove la storia intera: quella di Giuseppe e di tutta la sua casa”. Lo ha detto il Papa, nell’omelia della messa presieduta questo pomeriggio al Santuario della Madonna del Buon Consiglio di Genazzano, luogo di antica presenza agostiniana. “La presenza di Maria causa come un salto nella genealogia, come una novità inattesa, capace di modificare non soltanto le aspettative, ma anche i comportamenti prevedibili di un uomo”, ha ricordato Leone XIV: “Ciò che Giuseppe ascolta, ciò che decide e ciò che fa, in effetti, è risposta a Dio e alla presenza di Maria, alla sua assoluta differenza, che supera ogni possibile discorso e racconto. In Maria la salvezza trova casa: Dio con noi”.
Leone XIV: messa a Genazzano, “da Maria impariamo l’intelligenza che conversa con Dio”
San Tommaso da Villanova “seppe vedere il paradosso della piccolezza e, per così dire, della marginalità di Maria, resa centrale nell’economia della salvezza”. Parola del Papa, che ha incentrato l’omelia della messa al Santuario della Madonna del Buon Consiglio di Genazzano facendo sua la lettura della figura di Maria fatta dal frate e vescovo agostiniano che, “dedicando la propria vita al servizio dei poveri, penetrò a fondo la verità della fede”. “Perché non ci è stato descritto il modo del suo concepimento, della sua nascita, della sua educazione, delle sue abitudini, delle virtù che la adornavano, quale rapporto umano intratteneva con suo figlio, come si relazionava con lui, come visse con gli apostoli dopo la sua ascensione?”, si è chiesto San Tommaso. Queste parole, per Leone XIV, sono “un suggerimento importante per la nostra fede: interrogare la Scrittura e i suoi autori, discutere col testo e dialogare coi testimoni della Rivelazione, come con degli amici. Da Maria stessa impariamo l’intelligenza che conversa con Dio, che pone domande e interpreta gli avvenimenti custodendoli e collegandoli nel cuore”.
Lourdes: Oftal, oltre 650 pellegrini milanesi in partenza per la grotta
Dal 17 al 22 settembre più di 650 i pellegrini milanesi si recheranno ai piedi della Grotta di Lourdes. con bus attrezzati e aerei. Il pellegrinaggio è promosso dalla sezione di Milano dell’Opera federativa trasporto ammalati a Lourdes (Oftal). A guidarlo saranno mons. Francesco Brugnaro, vescovo emerito di Camerino- San Severino Marche e mons. Atanasio Canira, vescovo di Lichinga (Mozambico). Il personale – dame e barellieri – alla prima esperienza sono 62 di cui 37 giovani; sono invece 28, di cui 15 giovani, le dame e i barellieri che torneranno a Lourdes per un nuovo impegno di servizio che li porterà a ricevere la medaglia dell’Associazione. Durante il pellegrinaggio a Lourdes non mancheranno la processione eucaristica del pomeriggio, la processione con le candele “aux Flambeaux”, la Messa internazionale nella Basilica sotterranea San Pio X oltre alla Messa dell’accoglienza e dell’Impegno per il personale alla prima e alla seconda esperienza.
Leone XIV: messa a Genazzano, “la presenza materna di Maria mi ha accompagnato tutta la vita”
“Con gioia sono di nuovo qui, a celebrare con voi la Vigilia della Natività della Vergine Santissima e ad affidare a Maria Bambina ciò che in questa povera e magnifica umanità nasce ancora: fragile come un germoglio, ma segno della fedeltà di Dio”. Con queste parole, riferite alla prima visita a Genazzano, nei primi giorni del pontificato, il Papa ha iniziato l’omelia della messa presieduta questo pomeriggio al Santuario della Madonna del Buon Consiglio: “durante tutta la vita mi ha accompagnato con la sua presenza materna, con la sua saggezza e l’esempio del suo amore per il Figlio, che è sempre il centro della mia fede”, ha rivelato. Nelle parole del Pontefice, “Maria è l’aurora di un giorno diverso, del nostro mondo liberato finalmente dal male. E siamo qui, presso di Lei, attorno all’Altare da cui la salvezza viene a noi e ci trasforma, figli nel Figlio. Chiediamole il suo Buon Consiglio, per accogliere la Parola divina, custodirla in noi e darla alla luce attraverso decisioni coraggiose e sagge, di autentica conversione”.
Premi Balzan 2026: l’italiana Esposito tra i riconoscimenti alla ricerca e il Premio per l’umanità alla Emergency Response Rooms del Sudan
Sono stati annunciati oggi a Milano i vincitori dei Premi Balzan 2026, assegnati dalla Fondazione Balzan per le scienze e la cultura. I riconoscimenti annuali vanno a Elena Esposito (Italia), dell’Università di Bologna, per “La scienza sociale della tecnologia digitale”; a Rasmus Nielsen (Usa-Danimarca), University of California Berkeley, e Ziheng Yang (Regno Unito), University College London, per “Evoluzione molecolare: decodificare schemi ricorrenti di cambiamento genomico”; a David Nirenberg (Usa), Institute for Advanced Study di Princeton, per “Studi ebraici”; e a Geoffrey W. Coates e Marc A. Hillmyer (Usa), rispettivamente della Cornell University e della University of Minnesota, per “Polimeri biodegradabili da fonti rinnovabili”. La scelta, spiega la Fondazione, valorizza ricerche caratterizzate da validità, attualità e interdisciplinarità, nella prospettiva di un “avanzamento della conoscenza senza confini”. Ciascun premio vale 750 mila franchi svizzeri (circa 800 mila euro), metà dei quali dovrà essere destinata a progetti di ricerca condotti da giovani studiosi. Il Premio speciale per l’umanità, la pace e la fratellanza tra i popoli è stato invece assegnato alle Emergency Response Rooms del Sudan, per “il ruolo straordinario svolto nel garantire assistenza sul campo, solidarietà e speranza alle comunità colpite dalla guerra civile in Sudan”. Il riconoscimento servirà in particolare a potenziare le attività per la tutela della salute mentale. I Premi Balzan 2026 saranno consegnati a Roma il 19 novembre alla presenza del Presidente della Repubblica. Annunciate anche le materie premiande per il 2027: dinamica delle profondità terrestri, sistema immunitario delle piante, costituzionalismo europeo e storia dell’architettura moderna e contemporanea.
Striscia di Gaza: Save the Children, 73 bambini sepolti in un funerale di massa, è il secondo in un mese
I corpi di 73 bambini sono tra i 106 palestinesi sepolti sabato a Gaza. Le salme sono state recuperate dalle macerie di un edificio residenziale nel sud-est di Gaza City, che, secondo quanto riferito, era stato distrutto più di due anni fa da un attacco aereo israeliano. È la seconda volta nell’arco di un mese che a Gaza si celebra un funerale di massa di queste dimensioni. Dall’ottobre 2023, più di 21.000 bambini sono stati uccisi nella Striscia, secondo i dati citati da Save the Children. “Nel giro di un mese abbiamo assistito due volte alla stessa scena straziante a Gaza: bambini che depongono fiori e accendono candele sui corpi di altri bambini durante un funerale di massa”, ha dichiarato Ahmad Alhendawi, direttore regionale di Save the Children per il Medio Oriente, il Nord Africa e l’Europa orientale. “Tutto questo non può diventare normale, come purtroppo è accaduto con tante altre tragedie a Gaza. Queste immagini devono indignarci. L’umanità non può accettare che i funerali di massa di bambini palestinesi diventino una realtà quotidiana. Non possiamo restare a guardare mentre tutto questo continua” ha proseguito Alhendawi. “Sono trascorsi 332 giorni dalla firma del piano di ‘cessate il fuoco’, eppure da allora sono stati uccisi più di 300 bambini. Le forze israeliane devono smettere di uccidere, sfollare e ferire i bambini. Le promesse contenute in quel piano, formulate quasi un anno fa, devono essere mantenute: Gaza ha bisogno di un cessate il fuoco permanente, di ricostruzione e di un percorso di ripresa. Le autorità israeliane devono consentire l’accesso alle squadre impegnate nelle operazioni di ricerca e recupero e permettere l’ingresso di mezzi pesanti, attrezzature specialistiche e risorse forensi necessarie per estrarre le persone ancora sepolte sotto le macerie. Le famiglie – ha concluso il rappresentante di Save the Children – hanno il diritto di recuperare, identificare e piangere i propri figli. In virtù degli obblighi previsti dal diritto internazionale, la comunità internazionale deve garantire che i responsabili dell’immenso danno inflitto ai bambini palestinesi e dell’uccisione di oltre 21.000 di loro siano chiamati a rispondere delle proprie azioni”.
Spiritualità: Visciano, da oggi al 9 settembre all’Eremo Camaldolese il corso per sacerdoti “Il cammino del cuore”
Da oggi al 9 settembre, l’Eremo Camaldolese di Visciano (Na) ospita il corso per sacerdoti intitolato “Il cammino del cuore”. L’incontro, volto ad approfondire l’itinerario di formazione della Rete mondiale di preghiera del Papa (Rmpp), è curato da padre Renato Colizzi, direttore nazionale della Rmpp. L’iniziativa offre un’occasione di riflessione e condivisione immersa nel silenzio e nel verde della struttura camaldolese.
Cooperazione Avsi, al via ‘Cambio’, il nuovo impegno della Cooperazione Italiana per la resilienza climatica in Mozambico
Il 9 settembre, si terrà a Pemba, capitale della provincia di Cabo Delgado, il lancio ufficiale del programma “Cambio – Azione a favore del Clima e dell’Ambiente in Mozambico”. Finanziato dalla Cooperazione Italiana con un budget di 2 milioni di euro, il progetto, spiega in una nota l’Avsi, mira a rafforzare la resilienza di Pemba, Beira e dell’Isola di Ibo di fronte agli effetti dei cambiamenti climatici e delle calamità naturali. L’iniziativa, guidata da Avsi in consorzio con il Politecnico di Milano, l’Università Lúrio, E35 – Fondazione per la Progettazione Internazionale e l’Associazione Face, si concentra sullo sviluppo di Piani di Resilienza Urbana per supportare le autorità locali nella pianificazione e prevenzione. Il programma si inserisce nella seconda missione del Sistema Italia in Cabo Delgado, consolidando l’impegno italiano per uno sviluppo locale sostenibile e integrandosi con le attività del progetto Ecoblu per l’economia blu. L’Ambasciatore d’Italia, Gabriele Annis dichiara: “Un ulteriore passo concreto per lavorare fianco a fianco con le istituzioni e le comunità locali”
Cortile di Francesco 2026: mons. Accrocca (vescovo), “importante far conoscere ai giovani il Santo di Assisi”
“Per noi cristiani la bella notizia è Gesù Cristo, perché è lui che ci ha rivelato un Dio che è Amore. La bella notizia passa attraverso la testimonianza di ogni credente, e quella di san Francesco — in questo anno speciale dell’ottavo centenario della sua morte — è sicuramente da assumere come esempio di vita evangelica, donata agli altri, nel rispetto del Creato e della pace”. Lo ha detto mons. Felice Accrocca, arcivescovo-vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e di Foligno e storico del francescanesimo, in occasione della presentazione oggi ad Assisi del “Cortile di Francesco 2026 – Una bella notizia”, dodicesima edizione del festival culturale promosso dai Frati minori conventuali della basilica di San Francesco.
Mons. Accrocca, presentando un primo bilancio — provvisorio ma approfondito e autorevole — del grande centenario francescano avviato circa quattro anni fa, che ha posto la figura del P, ha osservato: “Siamo sempre più abituati dai media ad ascoltare e cercare le brutte notizie, e invece quanto ci farebbe bene conoscere e raccontare storie positive. Anche i mezzi di comunicazione dovrebbero capovolgere la scala delle informazioni, dando più spazio a quelle belle, che possono essere d’esempio per i nostri giovani. Così, anche grazie al Cortile di Francesco, è importante far conoscere loro il Santo d’Assisi che, con la sua vita, è davvero una bella notizia a cui ispirarsi”.
Cortile di Francesco 2026: Assisi, tra gli ospiti Giovanni Allevi, Marco Girardo, Franco Berrino e don Cosimo Schena
Il Cortile di Francesco 2026 propone un programma articolato su due weekend — 10–13 e 17–20 settembre — che occupa gli spazi del complesso monumentale della basilica e del Sacro Convento con conferenze, tavole rotonde, dialoghi, spettacoli teatrali, concerti, workshop e installazioni artistiche. Gli incontri sono perlopiù a ingresso libero e gratuito, fino a esaurimento della capienza disponibile.
Nella prima settimana (10–13 settembre), il programma include: un convegno su “Perdono e giustizia riparativa”; una sessione di formazione per giornalisti su “Il potere della parola”; la conferenza “Francesco d’Assisi. Un uomo libero”, con il contributo di mons. Felice Accrocca; il dialogo “Francesco d’Assisi e Tonino Bello profeti di pace”, in cui fra Marco Moroni e Marco Tarquinio si confronteranno sulle radici profetico-evangeliche della nonviolenza; il dialogo “Il patto per il Mediterraneo”, con l’eurodeputato Nicola Zingaretti e il direttore di Ansa Umbria Claudio Sebastiani. Le serate sono scandite da appuntamenti musicali nella Piazza Superiore di San Francesco. La prima settimana si chiuderà il 13 settembre con il concerto di Giovanni Allevi. Per tutta la settimana accompagna il festival lo spettacolo teatrale In Francesco – Tre studi per una conversione, a cura del Piccolo Teatro degli Instabili, nel Giardino dei novizi.
Nella seconda settimana (17–20 settembre), il Cortile approfondisce ulteriori ambiti tematici. Il 17 settembre, Gabriele Romagnoli condividerà la sua esperienza come una riflessione sull’essenziale; la sera, Marco Girardo, direttore di Avvenire, dialogherà con fra Riccardo Giacon su “San Francesco e la parola”; in Piazza Superiore, il concerto “Canti di rinascita”. Il 18 settembre, la tavola rotonda “Il valore del riciclo, il ruolo dei territori”. A partire dal tramonto la Piazza Superiore ospita l’anteprima de “Il Cantico per le città”, sacra rappresentazione contemporanea del Cantico delle Creature diretta da Andrea Chiodi, e lo spettacolo “Occhi e gabbie” della compagnia teatrale #SIneNOmine della casa di reclusione di Spoleto.
Il 19 settembre, l’incontro “Dio è giovane. La luce della vita” – con don Cosimo Schena, una studentessa e un missionario digitale – è pensato per giovani e adulti che vogliono confrontarsi su fede e relazioni nel mondo contemporaneo; il concerto “Tu sei bellezza” — musica, danza e fede — precede “Luce nella notte”, una serata di evangelizzazione dei giovani per i giovani nella Piazza del Comune di Assisi. Il 20 settembre, giornata conclusiva, la conferenza “Stare bene: un diritto ma anche un dovere” coincide con il lancio ufficiale di Assisi 4 life; la lectio magistralis del medico epidemiologo Franco Berrino, “Custodire la vita, abitare il tempo”, propone una riflessione sul significato del vivere a lungo e bene. La chiusura è affidata al concerto itinerante” Sia laudato san Francesco” — da Porta Perlici alla basilica — con Anonima Frottolisti, Accademia Resonars e Associazione Ritmi.
Lussemburgo: Centro Giovanni XXIII, percorso di scoperta e approfondimento in filosofia e teologia
Si aprono domani, 8 settembre, le iscrizioni per il corso pubblico 2026-2027, un nuovo programma di formazione proposto dal Centro Giovanni XXIII a Lussemburgo e “aperto a tutti, dai curiosi agli iniziati, credenti di diverse tradizioni e non credenti”. L’iniziativa, spiegano i promotori, è concepita come “un vero e proprio percorso di scoperta e approfondimento in filosofia e teologia” e il programma presenta temi molto diversi, alcuni affrontati in un ciclo di incontri (come quello sull’essenza del cristianesimo alla scuola di Romano Guardini o il percorso sulla liturgia, per chi desidera approfondire il culto cattolico, il suo significato e la vita spirituale che ne deriva), altri sono appuntamenti singoli come quello dedicato alla prevenzione degli abusi sessuali nella pastorale o a Magnifica Humanitas. “Abbiamo progettato questo programma con cura, rigore e apertura mentale, affinché possa nutrire sia la riflessione personale che il dialogo di gruppo” si legge ancora sulla presentazione delle lezioni che inizieranno il 15 ottobre prossimo.
Leone XIV: arrivato a Genazzano
Il Papa è arrivato a Genazzano, il piccolo centro a 50 chilometri da Roma, a bordo di un’auto scoperta. Al suo arrivo, è stato accolto dal vescovo di Tivoli, mons. Mauro Parmeggiani, dalle autorità cittadine e da una folta folla di fedeli che lo aspettavano lungo il percorso appositamente transennato. Leone XIV è tornato così nel luogo di culto agostiniano che aveva visitato appena due giorni dopo la sua elezione al soglio di Pietro. L’occasione è la celebrazione, nel Santuario della Madre del Buon Consiglio, della messa alla vigilia della festa della Natività della Beata Vergine Maria. Entrato in chiesa, il Papa si è raccolto in preghiera, in ginocchio, davanti all’effige della Vergine, deponendo poi sull’altare la tradizionale Rosa d’Oro, omaggio dei Pontefici. Prima della messa, il Papa ha inaugurato il dipinto che lo ritrae in preghiera davanti all’immagine della Madonna del Buon Consiglio. La visita si concluderà con il passaggio di Leone XIV in papamobile attraverso il centro storico. Il Pontefice raggiungerà quindi piazza della Repubblica, dove saluterà e benedirà fedeli e pellegrini.
Scuola: Fism Ferrara, iniziato il percorso formativo dal titolo “Intrecci”
E’ iniziato nei giorni scorsi nella parrocchia di Pontelagoscuro nella diocesi di Ferrara-Comacchio, il percorso formativo “Intrecci” che ha aperto il nuovo anno scolastico 2026-2027 per il personale educativo dei 52 Servizi 0-6 federati alla FISM (Federazione Italiana Scuole Materne) provinciale di Ferrara. Dopo aver lasciato la possibilità di visitare e usufruire della biblioteca dei materiali presente nel vicino polo d’infanzia “Braghini Rossetti”, l’incontro si è aperto con il saluto e l’augurio di un buon nuovo anno scolastico da parte del Presidente FISM, Alessandro Fiorini. A seguire, un momento di preghiera tenuto dall’assistente ecclesiastico don Luciano Domeneghetti. Successivamente ha preso la parola don Gabriele Porcarelli, parroco e gestore di scuole FISM, accompagnando i presenti in una riflessione dal titolo: “Scuole in rete: identità condivisa?”, che ha permesso di riflettere sul valore educativo e comunitario che sottende una mission e una visione identitaria delle Scuole cattoliche. La mattinata, alla quale hanno partecipato 70 persone, tra insegnanti ed educatori, si è conclusa dopo che i presenti hanno preso parte ai lavori di gruppi gestiti dai coordinatori pedagogici di rete FISM, i quali hanno cercato di focalizzare proposte pratiche da attuare nei servizi associati, rappresentative dei valori identitari delle scuole, in continuità con il percorso formativo “Trame” svolto nel precedente anno scolastico. Il percorso “Intrecci”, valido anche come aggiornamento del personale FISM con idoneità di insegnamento della religione cattolica – spiega una nota – continuerà con appuntamenti di coordinamento pedagogico nei 3 distretti socio-sanitari della provincia di Ferrara e si concluderà il 21 aprile con un appuntamento online tenuto da Lara Vannini, referente dell’area pedagogica di FISM nazionale.
Sudan: Türk (Onu), “cessate il fuoco immediato e fine delle interferenze straniere”
“Ci deve essere un cessate il fuoco immediato, la fine delle interferenze straniere e un ritorno a un governo civile inclusivo”. È l’appello lanciato dall’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Türk, durante la sessione del Consiglio Onu per i diritti umani dedicata alla guerra in Sudan, entrata nel suo quarto anno. Il conflitto tra le Saf-Forze armate sudanesi e le forze paramilitari Rsf-Rapid support forces ha provocato una delle più gravi emergenze umanitarie al mondo: oltre 6 milioni di persone sono sfollate all’interno del Paese e altri 4,5 milioni hanno cercato rifugio oltre confine. Türk ha richiamato l’attenzione in particolare sulla situazione in Kordofan, Nilo Azzurro e Darfur settentrionale e occidentale, dove i civili restano esposti a rischi “imminenti”. Secondo una nuova relazione della Missione internazionale indipendente d’inchiesta sul Sudan, entrambe le parti utilizzano sempre più droni a lungo raggio, colpendo civili anche lontano dalle tradizionali linee del fronte. Gli attacchi hanno raggiunto case, scuole, ospedali, mercati e luoghi di sfollamento. La Missione ritiene inoltre che vi siano ragionevoli motivi per ritenere che Saf e Rsf abbiano commesso gravi violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario che “potrebbero costituire crimini di guerra”. Particolarmente grave anche la situazione sanitaria: l’Organizzazione mondiale della sanità denuncia ingenti danni a tre importanti ospedali di Khartoum, con sale operatorie distrutte, apparecchiature diagnostiche perdute e interi reparti fuori servizio. “Gli edifici necessitano di urgenti riparazioni strutturali prima che i pazienti possano essere ricoverati in sicurezza”, ha affermato il rappresentante dell’Oms in Sudan, Abdinasir Abubakar.
Ordinariato Militare: Trafny (teologo) “Sinodalità come processo spirituale attraverso la Parola, la conversione e l’apertura ai doni dello Spirito Santo”
Oggi, nell’ambito della tre giorni di programmazione pastorale dell’Ordinariato Militare per l’Italia in corso alla Fraterna Domus di Sacrofano, è intervenuto mons. Tomasz Trafny, teologo polacco, officiale presso la Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi. Lo rende noto un comunicato dell’Ordinariato Militare per l’Italia. Egli, ricordando papa Francesco, ha innanzitutto illustrato con un breve excursus l’iter che ha portato al Sinodo. Il tema della sua relazione è stato “Criteri spirituali e profetici del camminare insieme”. Egli ha messo in risalto come la sinodalità sia un “processo spirituale”, evidenziando i criteri per un cammino di santità a fondamento della maturità in Cristo. Nell’ambito della sua riflessione ha ribadito come fondamentali fossero l’ascolto della Parola “edificante illuminante e consolatrice; la conversione del cuore; l’apertura ai doni dello Spirito Santo” che è “principio della sinodalità”. Ed ancora “l’ascesi e la pratica delle virtù cristiane ad imitazione di Cristo; l’accompagnamento dei singoli e delle comunità senza essere autosufficienti, riconoscendo il primato della Grazia e ponendo al centro della vita cristiana l’Eucaristia”. “Lo Spirito Santo”, ha messo in evidenza mons. Trafny, “secondo il Nuovo Testamento agisce con exousia” ovvero l’autorità con cui Gesù parlava, la quale consiste nella “comunicazione della Grazia affinché le persone possano sperimentare la salvezza”. Altro elemento è “il discernimento”, cioè avere gli stessi sentimenti di Cristo. Ma “per discernere bisogna passare il tempo con il Signore; camminare in lui, avere lo stesso fine, cercare di capire insieme; farlo con i fratelli e mai con un cammino solitario”.
Nigeria: mons. Ugorji (Owerri) denuncia il “controllo assoluto” sulle scuole missionarie e private da parte dello Stato
Dura presa di posizione dell’arcivescovo di Owerri, mons. Lucius Iwejuru Ugorji, contro le recenti direttive del Commissario per l’Istruzione dello Stato di Imo, Bernard Thomson. In una dichiarazione pubblicata il 4 settembre, il presule denuncia misure che, a suo giudizio, compromettono collaborazione, libertà accademica e dialogo nel sistema educativo. Secondo mons. Ugorji, l’istruzione dovrebbe fondarsi su confronto aperto, rispetto reciproco e partecipazione di insegnanti, genitori e studenti. Le attuali politiche, invece, sarebbero caratterizzate da un approccio “autoritario”, con il rischio di limitare l’autonomia delle scuole e il contributo degli operatori del settore. Particolarmente criticate le disposizioni che accentuano il controllo governativo sugli istituti confessionali e privati. Tra queste, l’obbligo per le scuole cristiane di osservare le festività islamiche, l’imposizione del calendario scolastico, il rischio di sanzioni per gli insegnanti che esprimano critiche professionali e l’obbligo di adottare esclusivamente testi presenti negli elenchi approvati dal governo. “Questi provvedimenti non servono al meglio gli interessi dei nostri figli”, afferma l’arcivescovo, mettendo in guardia da un clima di paura, coercizione e stagnazione intellettuale. L’educazione, sottolinea, dovrebbe favorire pensiero critico e pluralità di idee, non una “rigida conformità ideologica”. Mons. Ugorji chiede quindi al Commissario per l’Istruzione di sospendere le direttive contestate e di avviare un confronto trasparente con le parti interessate. Al governatore dello Stato di Imo, Hope Uzodinma, l’arcivescovo rivolge un appello a intervenire per ristabilire un clima di dialogo e collaborazione nel settore scolastico.
Basket in carrozzina: azzurri in Canada, il 10 settembre l’esordio mondiale contro il Brasile
È arrivata a Ottawa la Nazionale italiana di pallacanestro in carrozzina, impegnata nella quindicesima edizione dei Campionati del Mondo. Gli azzurri, guidati dal coach Castellucci, hanno concluso a Veroli 5 giorni di allenamenti, al termine di un’estate di preparazione tra Australia, Canada e il Centro di Preparazione Olimpica di Tirrenia. Per l’Italia si tratta della nona partecipazione alla rassegna iridata, la sesta consecutiva dal 2006. L’esordio è in programma giovedì 10 settembre alle ore 16 italiane contro il Brasile, alla Carleton University. Il giorno successivo, alle ore 22,45 italiane, la sfida con l’Olanda, mentre domenica 13 settembre alle ore 23 gli azzurri affronteranno gli Stati Uniti nell’ultima gara del girone. Tutte le partite saranno trasmesse sul canale YouTube della Federazione internazionale IWBF e rilanciate sui social della Fipic-Federazione italiana pallacanestro in carrozzina.
Terremoto Centro Italia: Macerata; a Cingoli benedetto il cantiere della chiesa di San Pietro Apostolo a Villa Torre
Ha preso ufficialmente il via il percorso di recupero della chiesa di San Pietro Apostolo a Villa Torre di Cingoli, danneggiata dal terremoto del 2016. Il vescovo di Macerata, mons. Nazzareno Marconi, ha benedetto il cantiere alla presenza del sindaco di Cingoli, Michele Vittori, del parroco don Marco Petracci, dei tecnici e delle imprese incaricate dell’intervento, salutati anche dai fedeli della comunità locale. Nel corso della cerimonia, il presule ha espresso gratitudine alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, al Comune di Cingoli, al commissario straordinario per la ricostruzione Guido Castelli, all’Ufficio speciale per la ricostruzione e a tutte le istituzioni coinvolte nel sostegno ai territori colpiti dal sisma. La chiesa, composta da tre unità strutturali distinte, l’aula liturgica, il campanile e la sagrestia, custodisce una storia secolare. Secondo la documentazione disponibile, l’attuale edificio sarebbe stato consacrato nel 1792, mentre parti dell’antica struttura risalirebbero all’epoca romanica. Mons. Marconi ha sottolineato come le origini del luogo di culto possano essere ancora più antiche, riconducibili all’XI secolo e alla presenza benedettina nel territorio cingolano. L’intervento prevede il rifacimento della copertura, il consolidamento delle murature, della camorcanna e del campanile, oltre al restauro della facciata e degli ambienti interni. Il costo complessivo dei lavori ammonta a 1.376.527 euro.
Cortile di Francesco 2026: Assisi, presentato stamattina il programma dell’edizione del centenario
Si è svolta questa mattina, presso la Sala Stampa del Sacro Convento di San Francesco di Assisi, la conferenza stampa di presentazione del “Cortile di Francesco 2026 – Una bella notizia”, dodicesima edizione del festival culturale promosso dai Frati minori conventuali della basilica di San Francesco.
Ad aprire i lavori è stato fra Marco Moroni, custode del Sacro Convento di Assisi, che ha portato il saluto ufficiale della comunità francescana e ha formulato un invito formale alla partecipazione al festival. “Il Cortile di Francesco è uno degli appuntamenti che la comunità del Sacro Convento offre ogni anno alla città di Assisi e al mondo intero, come espressione concreta di quella fraternità che san Francesco ha vissuto e trasmesso. In questo 2026, anno in cui ricordiamo l’ottavo centenario della sua morte, questa proposta acquista un significato particolare. San Francesco non appartiene soltanto alla storia della Chiesa o dell’Italia: appartiene all’umanità. Il Cortile vuole essere, in questo spirito, un luogo di incontro autentico, in cui la ricerca del bene comune, il dialogo tra culture e tradizioni diverse e l’attenzione alla vita concreta delle persone trovino spazio e voce. Siamo lieti di accogliere tutti coloro che vorranno condividere con noi questo cammino, nei due momenti del festival — dal 10 al 13 e dal 17 al 20 settembre — e di condividere con loro l’ospitalità di Francesco che, da ottocento anni, offre fraternità e pace”.
“Una bella notizia” non è uno slogan promozionale, ma una dichiarazione di intenti. Il tema nasce dalla constatazione che il panorama comunicativo contemporaneo è dominato da notizie di conflitto, paura e divisione, e che la società ha bisogno di ritrovare il senso pieno della vita — intesa non come mera sopravvivenza individuale, ma come quella realtà che si esprime nelle relazioni, nella cura reciproca, nella ricerca dell’armonia tra corpo, mente e spirito, nella giustizia e nella custodia della dignità di ciascuno e dell’ambiente che è la nostra casa comune. Questa visione è sintetizzata dalla parola biblica Shalom — pace — che abbraccia al tempo stesso benessere, comunità e speranza.
Come ha spiegato fra Giulio Cesareo, “la qualità dell’esistenza si misura essenzialmente dalle relazioni che ci edificano e che plasmano l’orientamento del nostro vivere comune. L’obiettivo del Cortile è affrontare le grandi questioni contemporanee non in modo astratto, ma a partire dalle loro ricadute concrete sulla vita delle persone, mettendo ogni competenza — scientifica, critica, estetica, istituzionale, religiosa — a servizio della vita. San Francesco è, in questo senso, una fonte di ispirazione decisiva per tutti noi”.
La manifestazione articola la propria proposta attorno a una pluralità di temi — pace, geopolitica, giovani, migrazioni, salute psichica e fisica, fede e spiritualità, ambiente, tecnologia — sempre con un’attenzione centrale alla persona e alle sue relazioni. La fraternità, nella visione del Cortile, non è soltanto una disposizione spirituale individuale: è una categoria culturale con cui leggere e trasformare la società. In questo anno centenario, Francesco d’Assisi viene celebrato come espressione delle migliori risorse personali e comunitarie dell’umanità: testimone che la fraternità, poiché è possibile, è anche doverosa.
Africa: Wmo, sistemi di allerta precoce raddoppiati dal 2022. “Nessuno sia esposto a rischi prevedibili senza poter agire”
Accelerare e rafforzare i sistemi di allerta precoce per proteggere le popolazioni africane dagli eventi meteorologici estremi e dagli altri rischi legati al cambiamento climatico. È l’appello contenuto nella “Call to Action” adottata ad Addis Abeba al termine dell’Africa Early Warnings Forum, svoltosi dal 2 al 4 settembre con oltre 400 partecipanti provenienti da più di 50 Paesi africani. Dal lancio nel 2022 dell’iniziativa delle Nazioni Unite “Early Warnings for All”, che punta a garantire entro il 2027 sistemi di allerta multirischio per ogni persona nel mondo, sono stati compiuti progressi significativi in Africa: oggi 41 Paesi riferiscono sui propri sistemi di allerta e la loro completezza è più che raddoppiata. Restano tuttavia forti divari, soprattutto nei piccoli Stati insulari in via di sviluppo, nei Paesi meno sviluppati e in quelli fragili. Servono maggiori investimenti nelle infrastrutture e nelle reti di osservazione, nel rafforzamento delle capacità previsionali e nella diffusione degli allarmi fino alle comunità più isolate. “Nessuna persona, comunità o Paese dovrebbe affrontare un rischio prevedibile senza avere i mezzi per anticiparlo, ricevere un’allerta e agire prima che vite e mezzi di sussistenza siano perduti”, afferma la dichiarazione di Addis Abeba. La Wmo-World metereological organization e i partner chiedono di considerare i sistemi di allerta multirischio come un servizio pubblico essenziale e un investimento strategico, con finanziamenti nazionali e internazionali stabili. Particolare attenzione dovrà essere riservata alle persone più vulnerabili, tra cui donne, bambini, anziani, persone con disabilità, sfollati e comunità remote. Tecnologia, intelligenza artificiale, sistemi di comunicazione mobile e cooperazione transfrontaliera dovranno contribuire a garantire che gli avvisi siano tempestivi, accessibili e traducibili in azioni concrete. Il 2027, sottolinea l’appello, “non deve essere una fine; deve essere una tappa”.
Don Gabriele Amorth: il 16 settembre a Roma il convegno a dieci anni dalla morte
Si terrà mercoledì 16 settembre a Roma, a dieci anni esatti dalla morte, il convegno dedicato a don Gabriele Amorth, fondatore dell’Associazione internazionale esorcisti (Aie). L’appuntamento, sul tema dell’“eredità viva per la Chiesa e per il nostro tempo” del sacerdote paolino, si svolgerà nel santuario-parrocchia Maria Regina degli Apostoli, in via Antonino Pio 75, al termine della messa delle 18. Lo rende noto la stessa Associazione. Interverranno p. Francesco Bamonte, vicepresidente dell’Aie, don Marcello Lanza, esorcista della diocesi di Acerra e studioso della figura e dell’opera di don Amorth, don Aldo Buonaiuto, coordinatore del Servizio antisette della Comunità Papa Giovanni XXIII, e don Stefano Stimamiglio, direttore di “Famiglia Cristiana”. Modera la giornalista Annachiara Valle, di “Famiglia Cristiana”. Nel corso dell’incontro saranno affrontati il contributo di don Amorth alla formazione dei sacerdoti esorcisti, la sua opera di scrittore e conferenziere tra teologia, mistica e discernimento spirituale, l’eredità attuale nella prevenzione dell’occultismo e nella difesa dei più fragili, e la sua pluridecennale attività di comunicatore.
Rom e sinti: Migrantes, a Torino l’incontro annuale degli operatori pastorali
Si svolgerà a Torino, dall’11 al 13 settembre 2026, l’Incontro nazionale degli operatori della pastorale con rom, sinti e camminanti promosso dalla Fondazione Migrantes. L’appuntamento riunirà referenti diocesani, educatori, operatori sociali e responsabili dei progetti di inclusione attivi sul territorio nazionale, con tre giorni di lavori dedicati a politiche, esperienze e percorsi pastorali nelle comunità. Venerdì 11 settembre l’accoglienza dei partecipanti e alle 15 la visita guidata al Distretto sociale Barolo, a cura dell’Associazione Generazioni Migranti. Alle 15.45 mons. Pierpaolo Felicolo, direttore generale della Fondazione Migrantes, aprirà ufficialmente i lavori presso l’Ufficio Pastorale Migranti. Dalle 16.30 alle 17.20 si terrà l’incontro con la Città di Torino, dal titolo “Rom, Sinti e Camminanti a Torino: politiche, servizi e reti. Come si sono modificati nel tempo”, inserito nel Festival dell’Accoglienza 2026, con interventi di funzionari dei servizi sociali ed educativi del Comune. Seguirà un breve confronto. Dalle 18 alle 19 gli educatori del Progetto RSC presenteranno esperienze di inclusione scolastica, abitativa e comunitaria. Alle 19 inizierà la presentazione della mostra fotografica “Essere donna Rom. Io mi racconto. Io mi riconosco”, realizzata nell’ambito del progetto europeo Romanì. La giornata si chiuderà con i vespri, animati da don Daniele Simonazzi, e con la cena al Giardino della Magnolia insieme a mons. Alessandro Giraudo, vescovo ausiliare di Torino, accompagnata dalle esibizioni del coro Nubras Ensemble e del coro della Pastorale Migranti. Sabato 12 settembre alle 8.45 è previsto il momento delle Lodi. Alle 9.30 interverrà il card. Roberto Repole, arcivescovo di Torino e vescovo di Susa, con la relazione “Dio e il sogno di una comunione universale”.
Dalle 11.15 saranno presentate testimonianze dai territori di Cuneo e Asti, cui seguirà il lavoro dei gruppi fino alle 13. Nel pomeriggio i partecipanti raggiungeranno Forno di Coazze, dove dalle 16.30 alle 18 si terrà un dialogo con don Massimo Mostioli, Rosa Laforé e Pio Caon sulle esperienze di pastorale con le comunità rom e sinti. Alle 18.15 è prevista la preghiera animata da don Mostioli, mentre dalle 19.30 si svolgerà un’apericena con il gruppo sinti e l’animazione della Comunità dei sinti piemontesi. Domenica 13 settembre la giornata si aprirà alle 8.45 con le Lodi, seguite dal confronto in gruppi fino alle 11.30. I partecipanti visiteranno poi l’Arsenale della pace-Sermig.
Alle 13 sarà celebrata la messa presieduta da mons. Marco Prastaro, vescovo di Asti.
Diocesi: Catanzaro, il 12 settembre assemblea sull’iniziazione cristiana
Sarà dedicata al rinnovamento degli itinerari di iniziazione cristiana nell’orizzonte del cammino sinodale l’assemblea della diocesi di Catanzaro-Squillace, in programma sabato 12 settembre, dalle 9.30 alle 17, al Mirabeau Park Hotel di Gasperina Marina. L’appuntamento, promosso dall’Ufficio catechistico diocesano, si inserisce nel percorso pastorale della Chiesa diocesana e intende offrire un momento di confronto sulla capacità delle comunità cristiane di generare e accompagnare la fede, ripensando la catechesi non soltanto come preparazione ai sacramenti, ma nella prospettiva più ampia dell’iniziazione alla vita cristiana. Dopo l’accoglienza e il momento di preghiera, don Ivan Rauti interverrà sul senso del cammino sinodale, mentre don Ferdinando Fodaro approfondirà il tema della comunità cristiana come luogo generativo della fede. Al centro della giornata sarà la relazione di don Francesco Vanotti, presbitero della diocesi di Como, direttore dell’Ufficio per la Catechesi e membro dell’équipe della Scuola nazionale per formatori all’evangelizzazione e alla catechesi. Il suo intervento, dal titolo “Quale visione di iniziazione alla vita cristiana?”, offrirà le coordinate per il successivo lavoro dei tavoli sinodali. L’Assemblea alternerà infatti momenti di ascolto e approfondimento al confronto nei gruppi, con l’obiettivo di far emergere orientamenti e prospettive per il cammino delle comunità parrocchiali. Le conclusioni saranno affidate all’arcivescovo di Catanzaro-Squillace, mons. Claudio Maniago.
Play2000: domani in diretta da Loreto la messa per la solennità della Natività della Beata Vergine Maria
Martedì 8 settembre alle 11.30 Play2000, la piattaforma streaming di Tv2000 e Radio inBlu2000, trasmetterà in diretta la messa solenne dalla basilica pontificia della Santa Casa di Loreto, in occasione della solennità della Natività della Beata Vergine Maria. La celebrazione sarà presieduta da mons. Fabio Dal Cin, delegato Pontificio. Nel corso della liturgia è prevista l’accensione della “Lampada della pace per il mondo”. Al termine, la preghiera per la pace e l’atto di affidamento alla Madonna di Loreto dei bambini posti nel corso dell’anno sotto la sua materna protezione. La celebrazione si concluderà sul sagrato della basilica con la recita dell’Angelus, la benedizione degli aerei e il tradizionale sorvolo dell’Aeronautica militare italiana in omaggio alla Vergine. La celebrazione sarà disponibile anche on demand.
Leone XIV in Francia: budget complessivo per l’evento è stimato in 27 milioni di euro. Appello per la raccolta fondi
A poche settimane dalla visita di Papa Leone XIV in Francia, il budget complessivo per l’evento è stimato in 27 milioni di euro. È la Conferenza Episcopale francese a dare il bilancoo in un cominciare in cui spiega che questa cifra copre tutte le spese necessarie per l’organizzazione del viaggio apostolico: accoglienza dei partecipanti, supporto e logistica, preparazione del sito, costi generali condivisi per tutte le tappe, ecc. “L’entusiasmo generato da questa visita cresce di giorno in giorno”, assicura la Cef che da alcuni numeri circa la partecipazione della gente ai diversi eventi. Oltre 700.000 persone si sono già registrate per i vari incontri. La copertura mediatica sarà assicurata da quasi 2.500 giornalisti accreditati. Cifra che la Cef definisce “eccezionale”. E aggiunge che “questa mobilitazione ha spinto gli organizzatori a rafforzare le disposizioni logistiche, di sicurezza e di allestimento per garantire le migliori condizioni possibili di partecipazione e assicurare che tutti i partecipanti, così come i milioni di persone che seguiranno la visita attraverso i media, vivano un evento eccezionale e storico”. La Conferenza Episcopale francese sottolinea come il budget per il viaggio apostolico sarà finanziato principalmente grazie alla generosità del pubblico: le donazioni dei partecipanti costituiranno la principale fonte di finanziamento. I vescovi rilanciano la raccolta fondi. Ricordano che è possibile effettuare donazioni sul sito web pape-france.fr. Avviata all’inizio dell’estate, la campagna di raccolta fondi ha già raccolto quasi 5,5 milioni di euro. Nelle prossime settimane si intensificherà e proseguirà per tutta la durata del viaggio apostolico. Durante le principali celebrazioni, i sistemi di offerta (invece delle collette) e le donazioni tramite SMS o codici QR permetteranno a tutti di contribuire. Le sponsorizzazioni di grandi donatori e aziende, così come la vendita di merchandising, integreranno le risorse necessarie a finanziare il viaggio apostolico. Se necessario, potranno essere utilizzati anche fondi dedicati alle attività pastorali, comprese le grandi celebrazioni ecclesiali. i vescovi ricordano infine che “oltre alla sua dimensione spirituale e pastorale, la visita di Papa Leone XIV genererà anche significativi benefici economici per il Paese e rappresenta un’importante opportunità per l’influenza della Francia”.
Diocesi: Udine, pellegrinaggio in occasione dei 50 anni dal terremoto
Dal 1976 al 2026, un arco temporale di cinquant’anni in cui il Friuli non dimentica sé stesso, la sua capacità di rinascere dopo il dramma del terremoto e le motivazioni – anche spirituali e morali – che hanno condotto per mano il processo di ricostruzione. Con questo spirito domani, martedì 8 settembre, le comunità della diocesi di Udine saliranno in pellegrinaggio a Castelmonte, rinnovando ancora una volta quell’affidamento alla Vergine Maria proposto proprio nel 1976 da mons. Alfredo Battisti, “Vescovo del terremoto”. Da allora, ogni anno l’8 settembre la diocesi rinnova il pellegrinaggio a Madone di Mont, aggiungendo quest’anno un doppio sguardo: quello della memoria e quello della prospettiva futura. Il ritrovo dei pellegrini sarà alle 14.30 dinanzi alla chiesa di Carraria, nei pressi del Parco della Lesa di Cividale del Friuli. L’arcivescovo Riccardo Lamba impartirà la benedizione ai pellegrini e poi, insieme a loro, si incamminerà per percorrere i 7 chilometri che separano dal santuario. Alle 17, nel piazzale di Castelmonte, la Messa solenne con i fedeli, al cui termine si rinnoverà l’atto di affidamento della Chiesa diocesana alla Vergine Maria di Castelmonte. È un pellegrinaggio che “appartiene alla storia e alla tradizione della nostra arcidiocesi e di tutto il Friuli”, ha commentato mons. Riccardo Lamba, invitando la popolazione a raggiungere il santuario. “Da allora, questo pellegrinaggio ha rappresentato, per il popolo friulano, il punto di riferimento per ricominciare dopo fatiche e fragilità”.
È uno sguardo, quello di mons. Lamba, che non si sofferma solo al passato, ma spazia al giorno d’oggi e all’avvenire. “La memoria di quell’evento – ha ricordato l’arcivescovo – ci sta invitando anche a riflettere su come le nostre comunità cristiane siano chiamate oggi ad annunciare il Vangelo alle nuove generazioni e a coloro che, da diverse parti dell’Italia e del mondo, sono venuti a vivere in questo nostro territorio”. Il presule anticipa alcune delle linee pastorali su cui lavorerà la Chiesa udinese nei prossimi mesi. “Quest’anno vorremmo ispirare le attività diocesane all’enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV”, dice mons. Lamba: “L’umanità ha una dignità sua propria in virtù della creazione dell’uomo e della donna ‘a immagine e somiglianza di Dio’”. Mons. Lamba esorta le comunità cristiane a “mettersi sempre più al servizio della ‘magnifica umanità’ che vive in Friuli, attraverso la testimonianza di carità che nasce dal Vangelo”.
Slovacchia: Sastin, migliaia di fedeli attesi al santuario nazionale. Tema: “Maria madre della vita”
Cinque anni dopo aver concluso proprio qui il suo viaggio apostolico in Slovacchia, il 15 settembre 2021, Papa Francesco sembra ancora parlare attraverso il cuore del santuario di Šaštín. Dal 12 al 16 settembre, migliaia di pellegrini torneranno ai piedi della Madonna dei Sette Dolori, patrona della Slovacchia, per un pellegrinaggio nazionale dedicato quest’anno a un tema d‘attualità: “Maria – Madre della vita”. Ciò invita a riscoprire il valore di ogni persona e la responsabilità di proteggere la vita in tutte le sue fasi. Il momento culminante sarà il 15 settembre, festa della patrona del Paese. La celebrazione principale si terrà però domenica 13 settembre, presieduta dall’arcivescovo di Bratislava, mons. Stanislav Zvolenský. Preghiere per la Slovacchia, iniziative per le famiglie e momenti di riconciliazione accompagneranno le celebrazioni. Il pellegrinaggio si svolgerà una settimana prima della Marcia nazionale per la vita a Bratislava, diventando così – spiegano i promotori – anche un’occasione per riflettere sulla dignità umana e sulla vicinanza alle persone vulnerabili. La tradizione del pellegrinaggio a Šaštín risale ufficialmente al 1732. Dopo l’esame di 726 presunti casi miracolosi, la statua della Madonna fu ufficialmente dichiarata miracolosa. Nel 1864, in occasione della sua incoronazione con corone benedette da Papa Pio IX, arrivarono oltre 120mila fedeli. In generale, ogni anno Šaštín accoglie 20mila fedeli. Quest´anno, la festa patronale avrà un carattere eccezionale: il 15 settembre non sarà temporaneamente giorno festivo nel calendario civile, senza però diminuire il significato religioso della celebrazione.
Diocesi: Montepulciano, domani la parrocchia S. Maria della pace di Chiusi Scalo festeggia i 100 anni della consacrazione della chiesa
In occasione della festa liturgica della Natività della Beata Vergine, la parrocchia S. Maria della Pace di Chiusi Scalo festeggerà domani i 100 anni della consacrazione della chiesa. Domani, martedì 8 settembre, alle 18 verrà il card. Paolo Lojudice, vescovo di Montepulciano-Chiusi-Pienza e arcivescovo di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino, presiederà la messa concelebrata dal parroco, don Antonio Canestri, e da altri sacerdoti della diocesi. Alle 21.15 si terrà poi la solenne processione per le vie del paese.
Germany: Stetter-Karp (ZDK – German Catholics), “to oppose AfD, remember how much our democracy is worth”
“The outcome of the Saxony-Anhalt election must shake up all of Germany”, Irme Stetter-Karp, President of the Central Committee of German Catholics (Zdk), stated in an official release issued by the lay organisation today. The President of ZDK recalls that “Alternative for Germany is classified by the Office for the Protection of the Constitution as an established far-right organisation. The fact its campaign has still reached wide layers of voters is evidence of a crisis of democracy that we can – and we must – only overcome together”. Stetter-Karp is under no illusions: “A dramatic political upheavel has happened in Saxony-Anhalt. It’s not clear how a government can now be formed. AfD failed to secure an absolute majority. I call on all democratic parties that under no circumstances should they join a government coalition with right-wing extremists”. Only the Sahra Wagenkencht Alliance (BSW) volunteered to enter into talks with AfD. “It will take a long time to overcome the democratic crisis. But it took a long time to get there too», Stetter-Karp stated. “The analyses of the last few days have explained that the German reunification process is still having repercussions. Now, such repercussions are converging at a Federal level with the essential task of facing often-neglected challenges in domestic and foreign policy”.
Repubblica Ceca: la Chiesa si prepara a valorizzare i fondi Ue. Salute, lavoro, servizi sociali e alloggi
Praga guarda al 2028 e la Chiesa cattolica ceca decide di giocare d’anticipo. Con il nuovo ciclo di finanziamenti Ue 2028-2034 all’orizzonte, diocesi, parrocchie, Caritas, scuole cattoliche e ordini religiosi si preparano a trasformare la propria presenza sul territorio in una strategia per lo sviluppo sociale ed ecclesiale. Il governo ceco ha approvato le 17 priorità del futuro Piano nazionale e regionale di partenariato. Almeno sei di queste riguardano direttamente il mondo ecclesiale: sanità e servizi sociali, istruzione e lavoro, patrimonio culturale, energia, transizione ecologica e alloggi popolari. Per questo la Conferenza episcopale ceca ha avviato la Strategia ecclesiale complessiva: non una semplice raccolta di progetti, ma una rete integrata di interventi. Ad esempio, un monastero ristrutturato potrà così diventare contemporaneamente centro educativo, spazio sociale e modello di efficienza energetica. La Chiesa, che a metà 2026 contava già 702 progetti approvati per oltre 4,6 miliardi di corone, ha però compreso che il nuovo scenario europeo richiederà un cambio di passo. Bruxelles punta sempre più su strumenti finanziari combinati e prestiti agevolati, mentre l’erogazione delle risorse sarà legata al raggiungimento di obiettivi e riforme concrete. In alleanza con il Consiglio ecumenico delle Chiese e la Federazione delle comunità ebraiche, la Chiesa ceca vuole presentarsi a Praga e a Bruxelles come un partner stabile, capace di trasformare i fondi europei in risultati sociali concreti e duraturi.
Germania: Stetter-Karp (Zdk – cattolici tedeschi), “per opporci a AfD ricordare il valore della nostra democrazia”
“Il risultato elettorale in Sassonia-Anhalt deve scuotere tutta la Germania”, afferma Irme Stetter-Karp, presidente del Comitato centrale dei cattolici tedeschi (Zdk), in un comunicato ufficiale odierno dell’organizzazione laicale. La presidente ricorda che “Alternativa per la Germania è classificata dall’Ufficio per la tutela della Costituzione come un’organizzazione di estrema destra accertata. Il fatto che la sua campagna abbia comunque raggiunto ampi strati dell’elettorato testimonia una crisi della democrazia che possiamo – e dobbiamo – superare solo insieme”. Stetter-Karp non si fa illusioni: “In Sassonia-Anhalt si è verificato un radicale sconvolgimento politico. Non è chiaro come si possa ora formare un governo. L’AfD non è riuscita a ottenere la maggioranza assoluta. Mi appello a tutti i partiti democratici affinché non entrino in nessuna circostanza in una coalizione di governo con gli estremisti di destra”. Solo l’Alleanza Sahra Wagenkencht (Bsw), si è offerta per il dialogo con AfD. “Servirà un lungo cammino per uscire dalla crisi democratica. Ma è stato anche un lungo cammino per arrivarci», afferma Stetter-Karp. “Le analisi degli ultimi giorni hanno chiarito che il processo di riunificazione tedesca continua ad avere ripercussioni. Queste ripercussioni ora convergono a livello federale con il necessario compito di affrontare sfide a lungo trascurate in politica interna ed estera”.
Diocesi: Aversa, domani il vescovo Spinillo consacra 4 nuovi sacerdoti
Il vescovo di Aversa, mons. Angelo Spinillo, insieme all’intera comunità diocesana, rende grazie al Signore per il dono della vocazione e per l’ordinazione presbiterale dei diaconi Francesco Allocco, Francesco Caccavale, Girolamo Mercede e Vincenzo Puca.
La solenne liturgia di ordinazione si terrà domani, martedì 8 settembre, alle 19, presso la chiesa cattedrale, nella ricorrenza della festa della Natività della Beata Vergine Maria.
L’evento si inserisce sotto la materna intercessione di Maria, Madonna dei Giovani, patrona del Seminario diocesano. La comunità ecclesiale è invitata a partecipare e ad accompagnare con la preghiera questi giovani nel loro cammino di totale consegna al servizio del Vangelo e del popolo di Dio.
Afghanistan: Emergency, “gravi ostacoli nell’accesso alle cure per gravidanza, parto e periodo postnatale”
A cinque anni dal ritiro delle forze internazionali e dal ritorno al potere dei talebani, le donne in Afghanistan continuano a incontrare ostacoli nell’accesso alle cure durante gravidanza, parto e periodo postnatale. Costi di trasporto e medicine, carenza di personale sanitario femminile, servizi insufficienti e restrizioni ai diritti delle donne compromettono la salute di madri e neonati e contribuiscono a mantenere il tasso di mortalità materna tra i più alti della regione. È quanto emerge da “Nascere sicuri, cure affidabili: il report di Emergency sulla maternità in Afghanistan”, presentato il 6 settembre in chiusura del Festival della Ong di Reggio Emilia. Il rapporto analizza le principali barriere che impediscono alle donne afgane di accedere a cure adeguate durante la gravidanza, il parto e il periodo postnatale, attraverso dati raccolti nelle strutture di Emergency, questionari rivolti al personale sanitario di 32 strutture pubbliche afgane e gruppi di discussione nelle comunità locali. Nel Paese, dove 21,9 milioni di persone necessitano di assistenza umanitaria e 14,4 milioni hanno bisogno di cure sanitarie, sono soprattutto donne e bambini a pagare il prezzo della crescente crisi economica e umanitaria. Il drastico calo dei finanziamenti internazionali, le tensioni regionali, i disastri naturali e la sistematica limitazione dei diritti delle donne stanno aggravando ulteriormente una situazione già critica. Le difficoltà maggiori sono soprattutto nel Centro di maternità di Anabah, nella valle del Panshir, e nelle cliniche di cure primarie presenti in 5 province afgane, dove assiste gratuitamente donne e bambini. Secondo il rapporto le barriere economiche rappresentano uno dei principali deterrenti alla ricerca di cure da parte delle donne e delle loro famiglie.
Così, in 17 su 18 strutture primarie analizzate, le donne non accedono ai servizi o li raggiungono troppo tardi perché le famiglie non possono permettersi costi di medicine e trasporti. Le ambulanze sono disponibili solo in un terzo delle strutture analizzate. Un altro ostacolo, tra gli effetti più gravi delle restrizioni imposte negli ultimi cinque anni alle donne, è la crescente carenza di personale sanitario femminile. L’anello più debole lungo il percorso di cura materna e neonatale è il periodo postnatale, lasciando una grave lacuna nelle conoscenze sulla salute post-parto sia per le madri che per i neonati. Emergency è presente in Afghanistan dal 1999 con il Centro chirurgico per vittime di guerra di Kabul, il Centro chirurgico per vittime di guerra di Lashkar-gah (Helmand), il Centro chirurgico, il Centro pediatrico e il Centro di maternità di Anabah (valle del Panshir) e una rete di oltre 30 Posti di primo soccorso e di Centri sanitari di base.
Giovani vittime cronoscalata Monte Erice: mons. Fragnelli (Trapani), “il cuore colmo di dolore per la terribile tragedia”
“Vi raggiungo con il cuore colmo di dolore per la terribile tragedia avvenuta ieri durante la cronoscalata della Monte Erice, in cui hanno perso la vita due giovani figli della vostra terra. In questo momento di smarrimento e di buio, desidero farvi giungere l’abbraccio profondo, affettuoso e partecipe non soltanto mio personale, ma di tutta la diocesi di Trapani”. Il vescovo di Trapani, mons. Pietro Maria Fragnelli, ha inviato questa mattina un messaggio di vicinanza e cordoglio all’arcivescovo di Palermo, mons. Corrado Lorefice, al parroco della chiesa del Santissimo Crocifisso, don Filippo Custode, e al sindaco di Belmonte Mezzagno, Maurizio Milone, in seguito al drammatico incidente accaduto ieri alla 68ª cronoscalata Monte Erice in cui hanno perso la vita due giovani amici di Belmonte Mezzagno, Giuseppe Bisconti e Karol Greco.
“Desidero affidare a voi – ha affermato mons. Fragnelli – il compito di fargliene voce: vi chiedo di stringere a nome mio e di tutta la Chiesa trapanese le famiglie dei due ragazzi, avvolgendole in una carezza di consolazione. Dite loro che non sono sole nel portar peso di questa croce. Il loro strazio è il nostro strazio, e la nostra Chiesa locale si unisce in un unico, grande cordoglio a tutta la comunità di Belmonte Mezzagno”. Il presule ha aggiunto: “A te, caro fratello arcivescovo Corrado, al caro parroco e al signor sindaco, va il sostegno spirituale di tutta la nostra diocesi mentre vi trovate a guidare e custodire una comunità così duramente ferita nell’anima”. “Nella fede in Cristo Risorto, che ha vinto la morte e trasforma ogni lacrima, affidiamo insieme le anime di questi due giovani alla misericordia del Padre, invocando Maria, Madre di Consolazione, affinché versi un balsamo di speranza sui cuori spezzati dei loro cari”, ha concluso il vescovo Fragnelli.
Venezia83: a Domenico Procacci il Premio Sancassani. “Oggi c’è poca voglia di correre rischi”
È stato conferito oggi, all’Italian Pavilion nell’ambito della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, il Premio Sancassani a Domenico Procacci, fondatore di Fandango e figura centrale della produzione cinematografica italiana. Il riconoscimento, giunto alla seconda edizione, è promosso dalla Fondazione Ente dello Spettacolo in collaborazione con il Progetto Lumière di Milano, in memoria di Antonio Sancassani, storico esercente e riferimento del cinema indipendente. A consegnare il premio è stato l’attore e regista Giacomo Poretti, nel corso di un incontro condotto dal critico della Rivista del Cinematografo Federico Pontiggia, al quale hanno partecipato mons. Davide Milani, presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo, e Domenico Dinoia, esercente e presidente Agis Lombardia. Al centro dell’incontro le difficoltà e le sfide del cinema indipendente. “Tecnicamente siamo tutti produttori indipendenti, ma è quasi un ossimoro. È difficile poterlo fare in totale indipendenza: abbiamo sempre dei complici intorno a noi”, ha osservato Procacci, sottolineando come oggi il mercato lasci meno spazio al rischio. “Vorremmo proporre al pubblico qualcosa che non conosce, purtroppo la logica dominante è quella di proporre solo quello che piace. Oggi c’è poca voglia di correre dei rischi”, ha aggiunto, evidenziando le difficoltà soprattutto per le opere prime e seconde. Poretti ha invece richiamato il valore del coraggio creativo: “Essere indipendenti significa credere nelle proprie idee e nei propri progetti, al di là di come poi vadano le cose. L’arte serve per discutere e confrontarci, e in questo momento ci aiuta a uscire da questa nebbia fissa”.
Donne: ministero Salute e Iss, al via la campagna informativa “Zero alcol in gravidanza”
In occasione del 9 settembre, Giornata mondiale della sindrome feto-alcolica, il Ministero della Salute, in collaborazione con l’Istituto superiore della sanità (Iss), lancia la campagna informativa “Zero alcol in gravidanza”.
La campagna si avvale di contenuti scientifici prodotti insieme ad esperti dell’Iss e della Società italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo), con i quali sono state sviluppate delle video interviste ad hoc.
Il consumo di alcol in età fertile non è dannoso solo per la salute del consumatore ma anche del feto se la coppia che programma una gravidanza o va incontro ad una gravidanza non si astiene dal consumo di alcol. I metaboliti dell’alcol passano la barriera placentare e causano danni permanenti al feto esposto, che sono sintetizzati nello spettro dei disordini feto-alcolici (Fasd), la cui manifestazione clinica più grave è la Sindrome feto-alcolica (Fas).
Le alterazioni della Fasd comprendono anomalie strutturali (anomalie cranio facciali, rallentamento della crescita, ecc.) e disturbi dello sviluppo neurologico, che comportano disabilità comportamentali e neuro-cognitive.
La prevalenza della Fasd è difficile da stimare, a causa delle difficoltà legate alla corretta diagnosi e alla diagnosi differenziale, e ai limiti nella rilevazione dell’esposizione prenatale all’alcol. Studi a livello europeo, evidenziano che circa il 10% delle donne nella popolazione generale consuma alcol durante la gravidanza, fattore chiave di rischio.
L’obiettivo generale della campagna è “promuovere nella popolazione una maggiore consapevolezza sui rischi alcol-correlati, con particolare attenzione al consumo di alcol durante la gravidanza”.
Il target di riferimento della campagna sono “giovani donne, coppie in età fertile e, più in generale, chi pianifica una gravidanza; medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, ginecologi, ostetriche, stakeholder”.
La campagna sarà veicolata tramite i canali social ufficiali del Ministero e dell’Iss (Instagram e YouTube) per spiegare che non esiste una quantità sicura di alcol nel periodo della gestazione. La tipologia di contenuto previsto riguarda post statici, carousel, reel e un video.
La campagna parte il 9 settembre 2026, in occasione della Giornata mondiale della sindrome feto-alcolica, e proseguirà fino alla fine del mese di novembre.
Alcol in gravidanza: Iss, “cresce la consapevolezza dei rischi tra le donne ma ancora troppo consumo occasionale”
“Le giovani donne sono sempre più consapevoli dei rischi legati al consumo di alcol durante la gravidanza e, nella maggior parte dei casi, dichiarano di evitarlo. Ma tra ciò che viene riferito e ciò che i dati mostrano sembra esserci una zona d’ombra: rimane infatti sottovalutata l’abitudine a bere occasionalmente, specie in compagnia”. È quanto indica un’analisi su campioni biologici materni e infantili condotta dal Centro nazionale Dipendenze e Doping dell’Istituto superiore di sanità (Iss) tra gennaio 2024 e luglio 2026 nell’ambito del progetto “Salute materno-infantile: formazione degli operatori sociosanitari ed empowerment delle giovani donne (18-24 anni) sui rischi connessi al consumo di alcol in gravidanza”.
In occasione della Giornata dedicata alla sensibilizzazione sullo spettro dei disturbi feto-alcolici, che si celebra il 9 settembre, gli esperti partendo da questi dati puntano sulla necessità di rafforzare la formazione degli operatori e l’informazione alle giovani coppie che cercano una gravidanza. “Il messaggio è chiaro: zero alcol in gravidanza – sottolinea Simona Pichini, direttore del Centro nazionale Dipendenze e Doping dell’Iss –. Promuovere questa consapevolezza significa intervenire prima del concepimento, durante la gravidanza e, più in generale, aumentare la consapevolezza dei rischi legati al consumo di alcol durante la gestazione. L’astensione non è una questione che riguarda solamente la donna ma coinvolge il partner e coloro che ruotano intorno alla coppia”.
Nell’ambito del progetto sono stati analizzati 83 campioni di capelli di gestanti tra i 18 e i 24 anni e 147 campioni di meconio neonatale. Le analisi hanno cercato tracce di etilglucuronide (EtG), un indicatore utilizzato per valutare l’esposizione all’alcol, insieme a uno screening per altre sostanze psicoattive.
Il dato più significativo riguarda i campioni materni. Soltanto due campioni hanno mostrato livelli di EtG vicini alla soglia indicata dalla letteratura scientifica come riferimento per un consumo cronico di alcol. Ma in 34 casi, pari al 41% del campione, le analisi dei capelli hanno evidenziato un profilo compatibile con quello definito in letteratura come “bevitrice sociale”.
Il risultato assume particolare rilievo perché, nelle interviste, le donne avevano dichiarato di non consumare alcol, di essere astemie oppure di aver interrotto il consumo durante la gravidanza. Il dato, tuttavia, non significa che il 41% delle gestanti sia consumatore cronico di alcol né consente, da solo, di stabilire quantità e frequenza del consumo durante l’intera gravidanza. Si tratta di un risultato preliminare che dovrà essere ulteriormente approfondito, anche attraverso una pubblicazione scientifica.
Diverso il quadro emerso dalle analisi del meconio. I risultati hanno generalmente confermato quanto dichiarato dalle madri e soltanto un campione si è avvicinato alla soglia considerata indicativa di esposizione neonatale all’alcol.
Diocesi: Udine, domani pellegrinaggio al santuario di Castelmonte a 50 anni dal terremoto
“È un pellegrinaggio anche la nostra vita. Lungo il cammino sono disseminati quadri gaudiosi, gloriosi e dolorosi: lutti, disgrazie, insuccessi, delusioni, fallimenti. Il terremoto è un terribile mistero doloroso. Pregando e confrontando i fatti colla Parola di Dio, possono diventare ‘misteri luminosi’ che attuano nella nostra vita il disegno del Signore”. Così mons. Alfredo Battisti si rivolse ai friulani che l’8 settembre 1976 salirono in massa a Castelmonte per il primo pellegrinaggio di affidamento alla Madone di Mont, voluto dallo stesso arcivescovo poco più di tre mesi dopo la devastante scossa di terremoto del 6 maggio. A distanza di mezzo secolo, il pellegrinaggio – ormai tradizionale – si rinnova anche quest’anno: martedì 8 settembre, infatti, la Chiesa udinese salirà nuovamente i tornanti che da Cividale conducono al santuario di Castelmonte.
“La memoria di quell’evento – ha scritto l’attuale arcivescovo di Udine, mons. Riccardo Lamba in un messaggio rivolto ai fedeli – ci sta invitando anche a riflettere su come le nostre comunità cristiane siano chiamate oggi ad annunciare il Vangelo alle nuove generazioni e a coloro che, da diverse parti dell’Italia e del mondo, sono venuti a vivere in questa nostra regione di confine e di incontro di diverse culture”. Mons. Lamba ha anche sottolineato: “Se, da una parte, il sisma fu causa di tante sofferenze e morti, dall’altra fu l’occasione per prendere consapevolezza dell’identità propria di questa Chiesa, le cui radici sono poste nella Chiesa di Aquileia: da qui l’impegno di quegli anni per recuperare dalle macerie e restaurare un notevole patrimonio culturale e artistico, espressione della fede di generazioni e generazioni di cristiani. Nello stesso tempo, sin dai giorni immediatamente successivi al terremoto, le nostre comunità sperimentarono la straordinaria solidarietà delle istituzioni civili e militari e di migliaia di volontari che accorsero dalle Chiese sorelle d’Italia e da diverse parti del mondo per sostenere le popolazioni del territorio nella ricostruzione morale e materiale”.
La partenza a piedi è fissata alle 14.30 dinanzi alla chiesa di Carraria, a Cividale del Friuli, da dove l’arcivescovo mons. Riccardo Lamba benedirà i pellegrini. Alle 16.30 l’arrivo nel piazzale del santuario, dove alle 17 mons. Lamba presiederà la messa. Il canto del Magnificat accompagnerà la preghiera di affidamento della Chiesa di Udine alla Vergine di Castelmonte.
Chi si recherà direttamente in santuario troverà fin dalle 15 dei sacerdoti disponibili per le confessioni. Alle 16, in attesa dell’arrivo dei pellegrini a piedi, sarà pregato il rosario.
Per il rientro dei pellegrini a Cividale dopo la celebrazione è disponibile il servizio di pullman di linea del servizio di trasporto pubblico locale, potenziato per l’occasione; si consiglia l’acquisto anticipato dei biglietti.
Il pellegrinaggio a Castelmonte sarà raccontato in diretta su Radio Spazio. Per seguire la celebrazione ci si può sintonizzare sulle frequenze dell’emittente diocesana nel pomeriggio di martedì 8 settembre (anche in streaming su ).
Il collegamento inizierà alle 16.30, per trasmettere poi la messa alle 17.
Shoah: in corso a Roma la Summer School promossa da Fondazione Museo Shoah, oltre 100 tra docenti e relatori per approfondire razzismo, antisemitismo e educazione alla memoria
Torna a Roma la Summer School della Fondazione Museo della Shoah, promossa in collaborazione con Sapienza 1938 – Sapienza Università di Roma e curata dallo storico Manuele Gianfrancesco. Dal 6 all’8 settembre, la Casina dei Vallati ospita la seconda edizione del progetto, “tre giornate intensive rivolte a docenti, ricercatori, studenti e operatori culturali, con l’obiettivo di mettere in dialogo ricerca storica, memoria, didattica e di offrire strumenti per affrontare la complessità della Shoah e la trasmissione della sua memoria alle nuove generazioni”. Il riscontro dal mondo della scuola – scrivono in un comunicato i promotori dell’iniziativa – è stato particolarmente significativo: i posti disponibili per i docenti sono andati esauriti nel giro di pochi minuti dall’apertura delle candidature. Un dato che evidenzia la forte esigenza di formazione e di nuovi strumenti per affrontare in classe la storia della Shoah e il tema della memoria”. Il programma riunisce 80 docenti e 22 relatori, per oltre 100 partecipanti complessivamente coinvolti, provenienti dal mondo della ricerca, dell’università e delle istituzioni impegnate nello studio della Shoah e dell’antisemitismo. Tra le realtà rappresentate figurano la Fondazione Museo della Shoah, Sapienza Università di Roma, Fondazione Cdec, Ucei, Università degli Studi di Trieste, Università di Firenze, Università degli Studi di Milano, Università di Padova, Università Cattolica di Milano, Università Europea di Roma e Freie Universität Berlin.
“L’alta adesione e il rapido esaurimento dei posti sono un dato che merita di essere sottolineato – dichiara Mario Venezia, Presidente della Fondazione Museo della Shoah di Roma – perché testimonia quanto sia forte, anche nel mondo della scuola, la volontà di approfondire questi temi e di acquisire nuovi strumenti per trasmetterli agli studenti”. Nel sottolineare quanto sia importante in questa seconda edizione vivere un momento di approfondimento alle Fosse Ardeatine, Venezia ricorda anche quanto sia anche “significativo che i docenti arrivino da diverse parti d’Italia, sostenendo personalmente le spese di partecipazione: un segnale forte dell’interesse e dell’impegno che questa iniziativa riesce a suscitare”. La Summer School – concludono i promotori dell’iniziativa – intende “strutturare così un percorso che dalla ricostruzione storica passa attraverso la memoria e arriva alla didattica, mettendo in relazione documenti, testimonianze, archivi, luoghi della memoria e strumenti digitali”. Con questa seconda edizione, la Fondazione Museo della Shoah conferma “l’impegno a fare della conoscenza, della memoria e della formazione strumenti concreti per trasmettere la storia della Shoah e costruire consapevolezza nelle nuove generazioni”.
Migranti: vescovi di Bolivia, Cile e Perù, “rafforzare coordinamento e protocolli di protezione nell’assistenza”
La città boliviana di Cochabamba è stata sede, la scorsa settimana, del X Incontro di vescovi e operatori pastorali della Triplice frontiera di Perù, Cile e Bolivia. Sotto lo slogan “Muri che separano, Fede che unisce”, i partecipanti hanno condiviso giornate di preghiera, riflessione e fraternità per affrontare le complesse realtà che affrontano le popolazioni migranti nelle zone di confine.
Durante la riunione, i partecipanti hanno riaffermato la posizione della Chiesa cattolica di vedere nel volto di ogni persona migrante “il volto vivo di Cristo”. Al termine, è stato firmato dai partecipanti un “atto di impegno pastorale”, un documento che propone linee d’azione chiave per far fronte alle sfide legislative, comunitarie e sociali nella regione. Il primo punto è prevedere maggiori coordinamento e integrazione: si è convenuto di “rafforzare il coordinamento trinazionale e promuovere l’azione pastorale transfrontaliera tra le diocesi dei tre Paesi”. Un ulteriore punto è lo scambio di informazioni e protezione, con “protocolli di protezione orientati a salvaguardare l’integrità della popolazione migrante”. Ancora, la lotta contro la discriminazione: la Chiesa si è impegnata “ad articolare azioni orientate a costruire una cultura dell’accoglienza e dell’incontro che permetta di ridurre la xenofobia nelle comunità riceventi”. Infine, l’impegno a mantenere viva nel tempo questa “piattaforma di dialogo” comune alle Chiese dei tre Paesi.
Frana a Niscemi: mons. Gisana (Piazza Armerina), “terreni edificabili o case dismesse siano venduti o affittati a prezzi modici”
“Non possiamo adesso dimenticare o sottacere la giusta e necessaria solidarietà”. Lo afferma mons. Rosario Gisana, vescovo di Piazza Armerina, nella lettera aperta “Destiamo le nostre coscienze” rivolta ai “fratelli e sorelle del vicariato di Niscemi”, dopo la frana del 25 gennaio: “L’esperienza amara della frana, che ha colpito molte nostre famiglie, in particolare alcune lasciandole sul lastrico, non può essere trascurata, o peggio ancora dimenticata”. “Condividere ciò che possediamo è un dovere cristiano”, scrive il vescovo, per il quale “la certezza però di una solidarietà, concreta e realistica, che venga incontro alle loro esigenze, non ha altra fonte, oltre alla benevolenza di Dio, che la nostra vicinanza”. Mons. Gisana indica anche una forma concreta di aiuto: “Coloro che possiedono terreni edificabili o case dismesse, data l’emergenza, potrebbero venderli o affittarli, non approfittando della circostanza e soprattutto venendo incontro ai loro bisogni con prezzi modici”. “Sarebbe un segno di testimonianza evangelica davvero straordinario”, aggiunge: “L’appartenenza a Niscemi, nella forma più matura possibile, si coglie dal modo come la rispettiamo e dai gesti che compiamo per i nostri concittadini”. Per il vescovo, “è necessario che impariamo dall’amore di Gesù a rinunciare ai nostri interessi, venendo incontro a quelli altrui in condizione di bisogno”.
Migranti: vescovi di Messico, Usa e Canada, preoccupazione per programmi di “deportazione di massa” e separazione di famiglie
La crisi della mobilità umana e l’attenzione ai migranti sono al centro delle preoccupazioni dei vescovi di Stati Uniti, Canada e Messico, che hanno concluso a Cuernavaca, nello Stato messicano di Morelos, l’incontro congiunto dei vertici delle tre Conferenze episcopali, svoltosi la scorsa settimana. Durante le sessioni, mons. Eugenio Lira, vescovo di Matamoros, in Messico, ha presentato una diagnosi integrale del fenomeno migratorio. Il vescovo ha parlato delle sue diverse tappe, delle cause che lo motivano, delle caratteristiche del paese di origine, delle possibili difficoltà durante il transito e delle sfide della destinazione finale.
Da parte loro, i rappresentanti dell’episcopato statunitense hanno espresso la loro preoccupazione per l’inasprimento delle politiche migratorie imposte dall’amministrazione di Donald Trump. Misure che includono “programmi di deportazione di massa”, la possibile chiusura del confine sud e molteplici disposizioni che hanno provocato la separazione delle famiglie e l’instabilità delle comunità locali. I vescovi hanno anche denunciato il fenomeno della stigmatizzazione contro i migranti o le persone in situazione di mobilità forzata che senza alcuna causa vengono collegate ad attività criminali.
Migranti: da inizio anno sbarcate 20.622 persone sulle nostre coste. Quasi il 20% sono minori non accompagnati
Sono finora 20.622 le persone migranti sbarcate sulle coste da inizio anno. Nello stesso periodo, lo scorso anno furono 45.364 mentre nel 2024 furono 44.046. Il dato è stato diffuso dal ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina. Il totale delle persone arrivate via mare in Italia nei primi giorni di settembre è pari a 1.060. L’anno scorso, in tutto il mese, furono 8.315, mentre nel 2024 furono 7.685.
Degli oltre 20.600 migranti sbarcati in Italia nel 2026, 5.338 sono di nazionalità bangladese (25,9%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Somalia (2.457, 11,9%), Algeria (2.228, 10,8%), Sudan (1.665, 8,1%), Pakistan (1.428, 6,9%), Egitto (1.328, 6,4%), Eritrea (1.282, 6,2%), Tunisia (1.018, 4,9%), Mali (376, 1,8%), Nigeria (348, 1,7%), Iran (301, 1,5%), Etiopia (275, 1,3%), Costa d’Avorio (257, 1,2%), Sud Sudan (241, 1,2%), Guinea (239, 1,2%) a cui si aggiungono 1.841 persone (8,9%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione.
Fino ad oggi sono stati 4.105 i minori stranieri non accompagnati ad aver raggiunto il nostro Paese via mare. Il dato è aggiornato a oggi, lunedì 7 settembre agosto. I minori stranieri non accompagnati sbarcati sulle coste italiane lungo tutto il 2025 sono stati 12.177, 8.752 nel 2024, 18.820 nel 2023, 14.044 nel 2022, 10.053 nel 2021, 4.687 nel 2020, 1.680 nel 2019, 3.536 nel 2018 e 15.779 nel 2017.
Dal 1° gennaio al 3 settembre 2026 i migranti rimpatriati sono 5.874, dei quali 5.026 con rimpatri forzati e 848 con rimpatri volontari assistiti. Negli anni scorsi sono stati complessivamente 6.772 in tutto il 2025 (il 10,2% rispetto al numero di persone sbarcate) e 5.704 nel 2024 (8,6%).
Frana a Niscemi: mons. Gisana (Piazza Armerina), “terreni edificabili o case dismesse siano venduti o affittati a prezzi modici”
“Non possiamo adesso dimenticare o sottacere la giusta e necessaria solidarietà”. Lo afferma mons. Rosario Gisana, vescovo di Piazza Armerina, nella lettera aperta “Destiamo le nostre coscienze” rivolta ai “fratelli e sorelle del vicariato di Niscemi”, dopo la frana del 25 gennaio: “L’esperienza amara della frana, che ha colpito molte nostre famiglie, in particolare alcune lasciandole sul lastrico, non può essere trascurata, o peggio ancora dimenticata”. “Condividere ciò che possediamo è un dovere cristiano”, scrive il vescovo, per il quale “la certezza però di una solidarietà, concreta e realistica, che venga incontro alle loro esigenze, non ha altra fonte, oltre alla benevolenza di Dio, che la nostra vicinanza”. Mons. Gisana indica anche una forma concreta di aiuto: “Coloro che possiedono terreni edificabili o case dismesse, data l’emergenza, potrebbero venderli o affittarli, non approfittando della circostanza e soprattutto venendo incontro ai loro bisogni con prezzi modici”. “Sarebbe un segno di testimonianza evangelica davvero straordinario”, aggiunge: “L’appartenenza a Niscemi, nella forma più matura possibile, si coglie dal modo come la rispettiamo e dai gesti che compiamo per i nostri concittadini”. Per il vescovo, “è necessario che impariamo dall’amore di Gesù a rinunciare ai nostri interessi, venendo incontro a quelli altrui in condizione di bisogno”.
Diocesi: Benevento, grazie a un protocollo d’intesa il Comune sostiene la Mensa Caritas
Il direttore della Caritas diocesana di Benevento, Pasquale Zagarese, ringrazia il sindaco di Benevento, Mario Clemente Mastella, e l’intera Amministrazione comunale “per la sensibilità e l’attenzione dimostrate nei confronti delle persone più fragili della nostra comunità”.
Un “particolare ringraziamento” va all’assessore ai Servizi sociali, Carmen Coppola, “per l’impegno e la disponibilità dimostrati nel sostenere le attività della Mensa Caritas, quotidianamente impegnata nell’accoglienza e nel sostegno di quanti vivono situazioni di disagio e di povertà”. La “riconoscenza” si estende alla segretaria generale, Marilisa Dovetto, e alla coordinatrice, Annamaria Villanacci, “per la collaborazione e l’attenzione riservate al percorso che ha condotto alla sottoscrizione del protocollo d’intesa, attraverso il quale è stato concesso un significativo contributo economico a favore della Mensa Caritas”.
“Un sostegno che va ben oltre il valore economico: è un segno concreto di corresponsabilità e di attenzione al bene comune, che consentirà alla Caritas di continuare con maggiore forza il proprio servizio accanto a chi vive una condizione di fragilità, offrendo non soltanto un pasto, ma anche ascolto, accoglienza e dignità”, osserva il direttore della Caritas diocesana.
“La collaborazione tra Istituzioni e Chiesa dimostra quanto sia importante unire competenze, sensibilità e risorse per costruire una comunità più attenta a chi rischia di rimanere ai margini”, prosegue.
Perché, come ci ricorda la Dottrina sociale della Chiesa, “il bene comune non è semplicemente il bene di molti, ma ‘il bene di tutti e di ciascuno’. E quando una comunità sceglie di non lasciare indietro nessuno, la solidarietà diventa il volto più autentico della giustizia”, conclude.
Frana a Niscemi: mons. Gisana (Piazza Armerina), “non possiamo dimenticare o sottacere la giusta e necessaria solidarietà”
“Non possiamo adesso dimenticare o sottacere la giusta e necessaria solidarietà”. Lo afferma mons. Rosario Gisana, vescovo di Piazza Armerina, nella lettera aperta “Destiamo le nostre coscienze” rivolta ai “fratelli e sorelle del vicariato di Niscemi”, dopo la frana del 25 gennaio. “L’esperienza amara della frana, che ha colpito molte nostre famiglie, in particolare alcune lasciandole sul lastrico, non può essere trascurata, o peggio ancora dimenticata”. “Condividere ciò che possediamo è un dovere cristiano”, scrive il vescovo, per il quale “la certezza però di una solidarietà, concreta e realistica, che venga incontro alle loro esigenze, non ha altra fonte, oltre alla benevolenza di Dio, che la nostra vicinanza”. Mons. Gisana indica anche una forma concreta di aiuto: “Coloro che possiedono terreni edificabili o case dismesse, data l’emergenza, potrebbero venderli o affittarli, non approfittando della circostanza e soprattutto venendo incontro ai loro bisogni con prezzi modici”. “Sarebbe un segno di testimonianza evangelica davvero straordinario”, aggiunge. “L’appartenenza a Niscemi, nella forma più matura possibile, si coglie dal modo come la rispettiamo e dai gesti che compiamo per i nostri concittadini”. Per il vescovo, “è necessario che impariamo dall’amore di Gesù a rinunciare ai nostri interessi, venendo incontro a quelli altrui in condizione di bisogno”.
Diocesi: mons. Carbonaro (Potenza), “da Maria attingiamo la bellezza e la forza di una fraternità universale”
La festa della Madonna del Sacro Monte di Viggiano continua a essere un momento in cui fede, tradizione e appartenenza si intrecciano, richiamando migliaia di pellegrini ai piedi della Madre di Dio.
Ieri, nel suo saluto, l’arcivescovo di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo, mons. Davide Carbonaro, ha ricordato che Maria “raduna i suoi figli per portarli al suo Figlio Gesù” e che da lei “attingiamo la bellezza e la forza di una fraternità universale”. Guardando alla Basilicata, ha inoltre affidato la nostra terra agli “occhi amorevoli di Maria”, riconoscendola come “segno di consolazione e di sicura speranza”
Il presule ha aggiunto che le le feste patronali “sono una ricchezza da preservare da ogni forma di uso spropositato e da forme che le strumentalizzano in eccesso”. “È necessario – ha osservato – e questo compete a noi come Chiese, preservarne il valore e l’autenticità da ogni abuso o uso improprio”.
Nell’omelia il vescovo di Cassano all’Jonio, mons. Francesco Savino, ha parlato di un “drago” che serpeggia nel mondo. “Il drago è l’economia che uccide”, è la strage di Amendolara o il “genocidio a Gaza”. Di fronte al drago, spiega monsignor Savino bisogna “aprire la bocca alla profezia” e la Chiesa deve essere spinta “dal vento del coraggio”. “La Madre di Dio – ha aggiunto – ci invita a continuare la lotta contro il male”. “La Madonna di Viggiano – ha concluso – possa trasformare i processi di questa terra in un pezzetto di cielo”.
Distrofia muscolare di Duchenne: Iss, “non esiste cura definitiva, il trattamento si basa oggi su un approccio multidisciplinare”
Il trattamento della distrofia muscolare di Duchenne si basa oggi su un approccio multidisciplinare che comprende terapie farmacologiche, monitoraggio e gestione delle complicanze, interventi riabilitativi e strategie mirate a specifiche mutazioni genetiche. Lo ricorda l’Istituto superiore di sanità, in occasione della Giornata mondiale di sensibilizzazione sulla distrofia muscolare di Duchenne, che ricorre oggi.
Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha prodotto importanti progressi, ampliando le possibilità terapeutiche per le persone con Duchenne. Tra le innovazioni più recenti figurano vamorolone e givinostat, farmaci per i quali l’Agenzia italiana del farmaco ha recentemente approvato la rimborsabilità da parte del Servizio sanitario nazionale.
A queste strategie si affiancano gli approcci di exon skipping, destinati a specifiche mutazioni genetiche e finalizzati a consentire la produzione di una forma più corta, ma parzialmente funzionale, della distrofina.
Un ulteriore ambito di ricerca riguarda la possibilità di combinare differenti approcci terapeutici, integrando terapia genica, farmaci antinfiammatori e strategie rigenerative.
Nonostante i progressi raggiunti, non esiste ancora una cura definitiva per la distrofia muscolare di Duchenne. Le terapie attualmente disponibili e quelle in fase di sviluppo hanno l’obiettivo di rallentare la progressione della malattia, prevenire e gestire le complicanze, migliorare la qualità di vita e contribuire ad aumentare l’aspettativa di vita.
Garantire l’accesso non significa soltanto rendere disponibili diagnosi e trattamenti, ma anche assicurare alle persone e alle famiglie informazioni affidabili, orientamento e conoscenza dei propri diritti. In questo ambito svolge un ruolo fondamentale il Centro nazionale malattie rare dell’Istituto superiore di sanità, attraverso attività di informazione, orientamento e raccordo con la rete nazionale delle malattie rare.
Tra gli strumenti a disposizione vi è il Telefono verde malattie rare 800.89.69.49, servizio gratuito dell’Istituto superiore di sanità che fornisce informazioni qualificate sui centri di riferimento, sui percorsi diagnostico-assistenziali, sui diritti e sulle esenzioni, nonché sulle risorse e sui servizi disponibili sul territorio.
Il Telefono verde rappresenta inoltre uno strumento di ascolto dei bisogni delle persone con malattia rara e delle loro famiglie.
Un ulteriore punto di riferimento è il portale istituzionale malattierare.gov.it, che mette a disposizione informazioni sulla rete nazionale delle malattie rare, sui centri di riferimento, sui percorsi di presa in carico e sulle principali iniziative nazionali ed europee.
Il Centro nazionale malattie rare collabora da anni con Parent Project aps, associazione di riferimento per le persone con distrofia muscolare di Duchenne e Becker e per le loro famiglie. La collaborazione si sviluppa attraverso iniziative di informazione, sensibilizzazione, formazione e ascolto dei bisogni emergenti della comunità Duchenne.
Distrofia muscolare di Duchenne: Scattoni (Iss), “l’accesso tempestivo a diagnosi e cure può cambiare la vita”
Si celebra oggi, 7 settembre, la Giornata mondiale di sensibilizzazione sulla distrofia muscolare di Duchenne. Il tema scelto per il 2026, “Access changes lives” (“L’accesso cambia la vita”), richiama l’importanza di garantire a ogni persona con Duchenne un accesso tempestivo ed equo alla diagnosi, alle cure, alle informazioni e alle opportunità di partecipazione, senza disuguaglianze o ritardi.
“In occasione della Giornata mondiale della Duchenne, il Centro nazionale malattie rare dell’Istituto superiore di sanità – sottolinea il direttore Maria Luisa Scattoni – rinnova il proprio impegno a sostenere percorsi che consentano alle persone con Duchenne e alle loro famiglie di orientarsi tra diagnosi, presa in carico, trattamenti e servizi disponibili. Per una malattia complessa e progressiva come la Duchenne, la possibilità di arrivare in tempi adeguati ai centri e ai professionisti di riferimento, di ricevere informazioni corrette e di conoscere i propri diritti è parte integrante della presa in carico. Anche per questo il confronto con la comunità scientifica e con le associazioni dei pazienti è essenziale per individuare le criticità ancora presenti e contribuire a rendere i percorsi più accessibili e omogenei sul territorio”.
La distrofia muscolare di Duchenne è una malattia genetica rara, progressiva e legata al cromosoma X, causata dall’assenza o dalla marcata riduzione della distrofina, una proteina fondamentale per la stabilità e il corretto funzionamento delle fibre muscolari. La malattia colpisce prevalentemente i maschi ed è caratterizzata da una progressiva perdita della forza muscolare, cui si associano nel tempo complicanze cardiache e respiratorie che possono incidere significativamente sulla qualità e sull’aspettativa di vita.
Secondo una recente revisione della letteratura a livello globale, la prevalenza della Dmd alla nascita è stimata in circa 19,8 casi ogni 100.000 nati maschi vivi, pari a circa un caso ogni 5.000 nati maschi. La prevalenza nella popolazione generale è invece stimata tra 2,8 e 4,8 casi ogni 100.000 abitanti, a seconda della metodologia e della popolazione considerata.
Queste stime sembrano trovare riscontro anche nel contesto nazionale, sulla base dei dati di una recente indagine condotta dall’Italian Dmd Group, rete di ricerca clinica e gruppo collaborativo di specialisti neuromuscolari italiani impegnato nel coordinamento di studi epidemiologici, sperimentazioni cliniche e standard di cura per la Duchenne.
La distrofia muscolare di Duchenne è inclusa nel Registro nazionale malattie rare dell’Istituto superiore di sanità attraverso il codice di gruppo delle distrofie muscolari. Un contributo significativo alla raccolta di informazioni sulla popolazione italiana con Duchenne è rappresentato inoltre dal registro promosso da Fondazione Telethon, avviato nel 2025, che raccoglie attualmente i dati di circa 1.200 persone con la malattia.
Romania: Bucarest, visita della superiora generale delle Paoline. Sr. Bulai, “momento di particolare fraternità”
La superiora generale delle Figlie di san Paolo, suor Mari Lucia Kim, ha visitato le paoline di Bucarest, in Romania, dall’1 al 4 settembre, insieme alla vicaria generale sr. Gabriella Collesei. “La visita – ha spiegato al Sir la superiora della comunità romena, suor Ana Maria Bulai – è stata un momento di particolare fraternità e di grande vicinanza, sostegno e incoraggiamento alla comunità di Bucarest. Inoltre, si è iscritta nel processo di riorganizzazione della presenza paolina in Europa. Adesso la comunità romena dipende direttamente dal governo generale e alla fine del processo, nel 2028, saremo parte di un’unica provincia europea”. Durante la visita, sr. Kim, sr. Collesei e la comunità romena hanno incontrato mons. Aurel Perca, arcivescovo di Bucarest, il quale ha ringraziato le suore per il loro apostolato nell’arcidiocesi. Le suore hanno espresso, a loro volta, gratitudine per il sostegno che i vescovi e la chiesa locale offrono alle loro attività. “La comunità di Bucarest è l’unica che abbiamo in Romania, però il nostro apostolato è al servizio dell’intera Chiesa in Romania”, ha spiegato ancora al Sir sr. Bulai. Le prime suore paoline venute a Bucarest, nel 1993, erano italiane. Adesso la comunità conta 8 suore: due romene, quattro italiane, una dell’India e una da Madagascar. La comunità svolge apostolato attraverso la propria casa editrice e una libreria, collabora con la radio ErcisFm della diocesi di Iasi e organizza eventi sulla Parola di Dio e incontri di media education.
Diocesi: Fano, stasera a Sant’Orso incontro di presentazione della Gmg di Seul 2027
È in programma per la serata di oggi, lunedì 7 settembre, l’incontro promosso dalla Pastorale giovanile della diocesi di diocesi di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola per presentare la prossima Giornata mondiale della gioventù, che si terrà nell’estate 2027 a Seul. “Può sembrare una meta lontana, ma il cammino verso la prossima Gmg comincia oggi. È ufficialmente aperta la stagione dei preparativi per l’appuntamento internazionale che, nel 2027, porterà i giovani di tutto il mondo nella vivace capitale della Corea del Sud”, spiegano dalla diocesi. L’appuntamento di questa sera, ospitato dalle 21 nella parrocchia di Santa Maria Goretti a Sant’Orso, “sarà l’occasione per scoprire come funzionerà il pellegrinaggio, cosa attende i partecipanti dall’altra parte del mondo e come prepararsi al meglio a un’esperienza spirituale e culturale così intensa. L’incontro è pensato come uno spazio aperto di dialogo per sciogliere dubbi, fare domande e condividere le prime informazioni logistiche”. “Non serve aver già deciso di partire: basta avere il desiderio di saperne di più e la voglia di sognare in grande!”, concludono dalla diocesi invitando a partecipare all’incontro.
Aggressione bambina a Bologna: Terragni (Agia), “fare chiarezza sulle motivazioni”
“Merita di essere attentamente chiarita la recente aggressione di una bambina di appena sei anni nel parco San Donnino di Bologna, accerchiata e presa a calci da cinque coetanei maschi – di età apparente tra i 6 e i 10 anni – del tutto a freddo e senza un motivo apparente”: così l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia), Marina Terragni. “Un episodio allarmante e inaudito, anche in considerazione dell’età della vittima e degli aggressori”.
“Secondo la testimonianza della madre – continua Terragni – i cinque ragazzini erano tutti nordafricani e prima dell’agguato non vi era stato alcuno scambio con la bambina. Se la testimonianza fosse verificata, la dinamica farebbe pensare a qualcosa di organizzato. In particolare, l’accerchiamento richiama alla mente rituali misogini come il taharrush gamea (in arabo: molestia collettiva), aggressione a opera di un gruppo di maschi ai danni di una o più donne in uno spazio pubblico affollato”.
“Il taharrush gamea è stato documentato in Egitto a partire dai primi anni Duemila, ma alcuni episodi si sono verificati anche in Europa, in particolare la notte di Capodanno 2015 a Colonia e a Milano, ai danni di alcune ragazze, durante i festeggiamenti di San Silvestro 2025”, chiarisce la garante.
“Che si tratti di questo, in via imitativa, o di un’aggressione ‘spontanea’ – dice ancora Terragni – non può esservi dubbio sulla chiave di genere: la vittima è stata aggredita in quanto di sesso femminile – il che esclude un possibile movente di rivalità e competizione fra maschi, in qualche modo più comprensibile – e il gesto rivela una misoginia preoccupante, già fortemente radicata in soggetti ancora in tenera età”.
“Età che non li rende penalmente perseguibili – conclude la garante – ma l’auspicio è che le forze dell’ordine possano comunque individuarli per raggiungere le loro famiglie, verificarne le condizioni, accertarne eventuali responsabilità e se necessario dare avvio a progetti che restituiscano questi ragazzi al principio del rispetto per le donne, inaggirabile nella nostra e in qualsivoglia altra cultura”.
Diocesi: Catanzaro, da oggi il nuovo percorso di Formazione socio politica
Tornare a investire nella formazione delle coscienze, offrendo strumenti per comprendere la realtà e favorendo un confronto serio tra fede, cultura e vita pubblica. È questo l’obiettivo del nuovo percorso di Formazione socio politica della diocesi di Catanzaro-Squillace che prenderà il via oggi alle 18, nel salone della parrocchia “Santa Maria della Roccella” in Roccelletta di Borgia ed avrà come tema “Dall’algoritmo alla relazione: la scommessa di una Magnifica Umanità”. Ad inaugurarlo saranno l’arcivescovo Claudio Maniago e Annamaria Frustaci, sostituto procuratore della Dda presso la Procura di Catanzaro. Un’apertura che “mette subito in dialogo la comunità ecclesiale e il mondo delle istituzioni attorno a una domanda decisiva: come abitare responsabilmente una società che cambia sempre più velocemente?”, spiega la diocesi sottolineando che il percorso è stato “fortemente” voluto dal presule e si inserisce nel rilancio della Pastorale per i Problemi sociali e il lavoro affidata a un’équipe che vede insieme giovani e professionisti. “In una stagione nella quale la partecipazione rischia spesso di lasciare spazio alla disaffezione e alla contrapposizione – spiega la diocesi – la Chiesa di Catanzaro-Squillace sceglie così la strada della formazione. Non per indicare appartenenze o schieramenti, ma per aiutare a maturare quella responsabilità verso il bene comune che appartiene alla vocazione dei cristiani nella società”. Il tema scelto per questo percorso “porta immediatamente dentro una delle grandi questioni del nostro tempo. L’intelligenza artificiale, gli algoritmi e la trasformazione digitale stanno modificando il lavoro, l’informazione, le relazioni e persino il modo di prendere decisioni. La questione, allora, non è soltanto capire che cosa la tecnologia sia in grado di fare, ma decidere quale umanità vogliamo costruire attraverso di essa. L’innovazione offre possibilità fino a pochi anni fa impensabili, ma ha bisogno di criteri capaci di orientarla. Dignità della persona, giustizia, fraternità, libertà e responsabilità diventano così parole tutt’altro che astratte: sono le coordinate attraverso le quali misurare il progresso”. Il corso non è pensato solo per chi svolge già un ruolo politico ma è rivolto a giovani e adulti, operatori pastorali, amministratori, insegnanti e professionisti, ma anche a quanti sentono l’esigenza di comprendere meglio il tempo presente e assumere con maggiore consapevolezza la propria responsabilità civile.
Scuola: Unicef Italia, presentati i risultati del Programma “Scuole per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”
In occasione dell’inizio del nuovo anno scolastico, Unicef Italia ha presentato i risultati degli ultimi due anni del Programma “Scuole per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”. Tra i docenti che hanno partecipato al primo anno del Programma, la quota di coloro che dichiara di possedere una buona conoscenza dei principali diritti sanciti dalla Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza cresce dal 57,7% all’84%. Aumentano dal 48,2% al 78,8% inoltre la capacità di rispondere con sicurezza a domande sui diritti e dal 44,9% al 75,6% la percezione di sentirsi preparati ad affrontare questi temi in classe. Nelle scuole che hanno realizzato il secondo anno del percorso si rafforzano anche il benessere scolastico e la qualità delle relazioni educative: cresce dal 66,6% al 72,7% la percezione che le studentesse e gli studenti possano trovare ascolto e attenzione da parte degli insegnanti e aumenta dal 77,2% all’81,3% la capacità dell’istituzione scolastica di sostenere alunne e alunni che vivono situazioni di svantaggio socioeconomico. Nello studio sono stati coinvolti oltre 1.000 scuole, con 1.280 educatrici, educatori e docenti iscritti ai corsi di formazione Unicef e la creazione di 133 gruppi di progettazione per i diritti. Le iscrizioni alla nuova edizione 2026/2027 del Programma sono aperte fino al 19 ottobre.
Germania: Sassonia-Anhalt, l’Unione cristiano democratica scioccata dal tracollo nel land. Spd: segnale anche per Berlino
Dopo il tracollo elettorale in Sassonia-Anhalt, con la perdita di 25 seggi nel parlamento del land, a fronte del trionfo di Alternativa per la Germania che ha sfiorato la maggioranza assoluta, il comitato esecutivo della Unione cristiano democratica (Cdu) si è riunito urgentemente presso la Casa Konrad Adenauer, di Berlino, ieri pomeriggio a urne appena chiuse. “Questo è un momento cruciale per il nostro Paese”, ha dichiarato Thorsten Frei, presidente del gruppo parlamentare Unione cristiano democratica/Unione cristiano sociale al Bundestag, dopo le prime proiezioni. “Non abbiamo mai vissuto prima una situazione in cui un partito classificato come estremista di destra dall’intelligence interna statale abbia ottenuto la maggioranza”. Questo risultato, ha aggiunto, va ovviamente rispettato. Se la Cdu vuole rimanere al potere a Magdeburgo, dovrà governare con una qualche forma di sostegno da parte del Partito della sinistra, come ha fatto in Turingia e Sassonia. Questa questione aveva già scatenato conflitti e opposizioni interne al partito la scorsa settimana. Sul fronte del Partito socialdemocratico (Spd), che con difficoltà ha mantenuto 8 dei 9 seggi che aveva dopo il deludente risultato del 2021, è stato tirato un sospiro di sollievo. Per il partito, sia a livello statale che federale, era fondamentale salvaguardare i seggi nel parlamento del land della ex Germania dell’Est. Ciò significa che per ora non ci sarà un nuovo dibattito sugli attuali leader del partito, Bärbel Bas e Lars Klingbeil. Klingbeil, tuttavia, ritiene che le politiche del governo federale abbiano contribuito al risultato elettorale: i dati sono “anche un segnale per Berlino”, ha affermato. Molte persone sono insoddisfatte della linea di riforma.
Diocesi: Matera-Irsina e Tricarico, raccolta di materiale scolastico per bambini in difficoltà
“Un piccolo gesto per un grande inizio” è l’iniziativa voluta da mons. Benoni Ambarus, arcivescovo di Matera-Irsina e vescovo di Tricarico, in vista della riapertura delle scuole: una raccolta solidale di materiale scolastico destinato ai bambini e ai ragazzi delle famiglie in difficoltà. L’iniziativa sarà proposta in tutte le parrocchie delle due diocesi, coinvolgendo le comunità in un’azione concreta di sostegno all’avvio del nuovo anno scolastico. È possibile donare quaderni, penne, matite, colori, forbici, colla, zaini e astucci, consegnando il materiale direttamente presso la propria parrocchia. Alle Caritas parrocchiali viene chiesta la disponibilità a coordinare il servizio, curando la raccolta e la distribuzione del materiale alle famiglie che ne hanno bisogno, con attenzione alle situazioni presenti nei diversi territori. L’iniziativa intende rispondere a un’esigenza particolarmente avvertita all’inizio dell’anno scolastico, quando l’acquisto del corredo necessario può rappresentare un costo rilevante per i nuclei familiari più fragili. Le singole comunità parrocchiali comunicheranno tempi e modalità della raccolta.
Arte e fede: L’Aquila, al convento Santa Chiara la mostra “Suflet, tra inferno e paradiso”
Si è aperta ieri, 6 settembre, nella sala lettura della biblioteca del convento dei Frati minori cappuccini Santa Chiara, a Borgo Rivera (L’Aquila), la mostra di pittura “Suflet, tra inferno e paradiso” dell’artista Pantiru Florin. L’esposizione, spiegano gli organizzatori, propone un percorso artistico e spirituale che accompagna il visitatore dalle tenebre alla luce, passando attraverso una dimensione di purificazione. Per rendere visivamente questo itinerario, gli spazi della mostra sono stati suddivisi in tre ambienti che richiamano simbolicamente le diverse condizioni dell’anima dopo la morte. Attraverso le sue opere, Florin invita a riflettere sul significato dell’esistenza, sul rapporto tra vita e morte, sulla fragilità della condizione umana e sul tema della salvezza. Tra i soggetti rappresentati figurano il giudizio di Dio, gli angeli, la Gerusalemme celeste, la creazione e il trionfo della vita. La mostra resterà aperta al pubblico fino al 21 settembre e potrà essere visitata ogni giorno dalle 18 alle 20.
Diocesi: Ac Gorizia, concluso ieri l’incontro a Gradisca sul ruolo dei laici nella Chiesa
Due giorni di incontri, confronto e riflessione sul ruolo dei laici nella Chiesa e nella società so sono svolti a Gradisca d’Isonzo su iniziativa dell’Azione Cattolica di Gorizia sul tema “Testimoni di speranza. La vocazione missionaria dei laici”. Erano presenti soci, responsabili associativi, educatori e rappresentanti delle comunità parrocchiali che hanno approfondito una delle questioni centrali per il futuro della presenza cristiana: come essere oggi testimoni credibili del Vangelo, dentro una società profondamente cambiata. A guidare la riflessione sono stati Claudia D’Antoni del Centro studi dell’Azione Cattolica, il sociologo Luca Diotallevi, docente all’Università Roma Tre, e Pierpaolo Triani, componente del Coordinamento nazionale per il Cammino sinodale in Italia. Tre prospettive differenti che hanno permesso di affrontare il tema della partecipazione dei laici, della responsabilità associativa, della dimensione comunitaria e del rapporto tra Chiesa e territorio. Nel corso dell’incontro è emerso “l’idea di una speranza che non significa attendere il futuro, ma assumersi responsabilità nel presente. Una prospettiva – si legge in una nota – che chiama i laici a contribuire concretamente alla costruzione delle comunità e del bene comune. Particolare attenzione è stata dedicata anche al percorso sinodale della Chiesa italiana e alle sfide che attendono le realtà parrocchiali e associative, a partire dalla capacità di ascoltare, coinvolgere e valorizzare nuove energie. A chiudere i lavori è stato l’intervento dell’arcivescovo, mons. Giampaolo Dianin, che ha richiamato l’importanza di una Chiesa capace di valorizzare pienamente la vocazione e la responsabilità dei laici. Il presule ha sottolineato come la testimonianza cristiana non possa limitarsi agli spazi ecclesiali, ma debba tradursi in una presenza concreta nella vita delle persone, delle comunità e del territorio. Una presenza fatta di ascolto, partecipazione e servizio. “La Due Giorni – sottolinea Paolo Cappelli, presidente diocesano dell’Azione Cattolica di Gorizia – ci consegna la consapevolezza che abbiamo bisogno di una Chiesa capace di ascoltare e di laici disposti a prendersi responsabilità. La speranza diventa concreta quando si trasforma in presenza, servizio e partecipazione. Questi due giorni ci hanno aiutato a guardare avanti e a capire che il cammino dell’associazione passa necessariamente attraverso le persone e le comunità”.
Ordinariato militare: Sacrofano, presentata la lettera pastorale “Rimanete in me e io in voi” di mons. Saba
“Dimorare in Cristo per attraversare le vene della storia come lievito che genera vita”. È il tema della nuova nota pastorale presentata dall’ordinario militare per l’Italia, mons. Gian Franco Saba, all’apertura dei lavori della tre giorni di programmazione pastorale della diocesi militare in corso da ieri sera alla Fraterna Domus di Sacrofano. La nota pastorale si articola in tre capitoli dedicati rispettivamente all’orizzonte scritturistico, all’orizzonte pastorale e allo sviluppo di una pedagogia pastorale per processi. Nel documento, illustrato davanti ai partecipanti all’incontro, l’arcivescovo indica la cornice spirituale e pastorale entro cui sviluppare il cammino della Chiesa castrense. “Vuole indicare un orizzonte entro il quale sostare, ascoltare, confrontarsi e individuare insieme le vie attraverso cui tradurre il Vangelo nella concretezza della nostra missione”, scrive mons. Saba, sottolineando che “la scelta del titolo racchiude il movimento che attraversa l’intero documento: dimorare e rimanere in Cristo per poter abitare la storia. Prima di ogni progetto, attività o strategia pastorale viene infatti la relazione con il Signore”. Il riferimento centrale della riflessione è il passo evangelico della vite e dei tralci. “L’immagine giovannea della vite e dei tralci ci offre la chiave interpretativa: ‘Rimanete in me e io in voi’ (Gv 15,4)”, osserva l’ordinario, evidenziando che “l’efficacia della nostra presenza nel mondo militare non dipende anzitutto dalla moltiplicazione delle iniziative ma dalla linfa vitale che riceviamo da Cristo stesso”. Da qui anche il richiamo a evitare ogni forma di attivismo pastorale: “Il ministero rischia di smarrire la propria anima quando si riduce a un attivismo incessante, mentre ritrova fecondità quando nasce dalla comunione con il Signore e ad essa riconduce”. Ampio spazio viene dedicato inoltre alla sinodalità, che per Saba “diviene stile concreto della programmazione pastorale”. La “Chiesa castrense”, afferma, “è chiamata a diventare dimora accogliente, capace di prossimità, di ascolto, di custodia”. Nelle conclusioni, l’arcivescovo richiama il valore dei processi rispetto alla logica dell’immediatezza: “Alla logica dell’immediatezza e dell’efficienza il Vangelo oppone il ritmo della semina”. Un orizzonte che, conclude, dovrà aiutare l’Ordinariato militare a rinnovare il proprio slancio missionario “per essere, nel cuore del mondo della Difesa, lievito di fraternità e di pace”.
Palestina: Operazione Colomba, “demolito interamente il villaggio di al-Taban, 70 persone senza casa”
“Le forze israeliane hanno demolito l’intero villaggio palestinese di al-Taban, a Masafer Yatta, lasciando senza casa 70 residenti, tra cui 28 bambini”. Lo denuncia Operazione Colomba, corpo nonviolento di pace della Comunità Papa Giovanni XXIII. Secondo il comunicato, nell’operazione sono state distrutte 12 abitazioni, quattro grotte ad uso abitativo, nove recinti per il bestiame, 15 serbatoi e impianti idrici, 12 servizi igienici, sette strutture di stoccaggio e quattro cisterne d’acqua. Distrutti anche tre bacini utilizzati per la coltivazione dell’Azolla. Ai residenti, riferisce Operazione Colomba, è stato ordinato di evacuare le abitazioni e i rifugi per gli animali prima dell’intervento dei bulldozer. “I serbatoi d’acqua sono stati confiscati, le antiche grotte sono state sbarrate e il foraggio per il bestiame è stato danneggiato”, si legge nel comunicato. Al-Taban è una delle comunità palestinesi di Masafer Yatta, area che Israele ha designato come “Firing Zone 918”. Nel 2022 la Corte Suprema israeliana ha autorizzato l’espulsione dei residenti palestinesi dall’area.
Inizio anno scolastico: Iemmi (Fism), “costruire una rinnovata alleanza educativa tra famiglie, scuole e comunità”
“Anche quest’anno la campanella torna a suonare per accogliere i nostri bambini. È sempre un momento speciale: ricomincia un cammino fatto di incontri, scoperte, crescita e speranza”. È quanto scrive Luca Iemmi, presidente della Fism, la Federazione italiana scuole materne che raggruppa in Italia 9.500 realtà educative – in una lettera a tutte le scuole associate all’inizio del nuovo anno. Nel messaggio Iemmi richiama le principali criticità che interessano oggi il sistema dell’infanzia: il calo demografico, la carenza di insegnanti qualificati e le trasformazioni culturali legate all’intelligenza artificiale e alla rivoluzione digitale. Nel testo si sottolinea come nel 2025 le nascite in Italia siano scese a 355mila, con un tasso di fecondità fermo a 1,14 figli per donna, minimo storico che incide direttamente sulla tenuta delle scuole dell’infanzia. A questo si aggiunge la difficoltà, in diverse province, di reperire docenti ed educatori in possesso dei titoli abilitanti, una situazione definita “emergenza” e già segnalata alle istituzioni con richieste di interventi immediati e strutturali. “Da tempo la Fism – scrive il presidente – richiama l’attenzione delle istituzioni su questa emergenza”. Nonostante queste sfide, “noi dobbiamo guardare avanti. Anzi, dobbiamo guardare ‘prima i bambini’”. La Fism richiama l’enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV, che individua tre sfide decisive per la scuola: quella sociopolitica, legata al sostegno pubblico all’istruzione; quella pedagogica, che invita a non rincorrere la tecnologia ma a promuovere una crescita integrale della persona; e quella sapienziale, che riguarda la capacità dei bambini di coltivare ricerca, riflessione e discernimento in un’epoca di accesso immediato alle informazioni. A queste sfide il Papa “risponde con un’indicazione preziosa, che facciamo nostra come comunità educante Fism: costruire una rinnovata alleanza educativa tra famiglie, scuole e comunità, capace di educare alla sobrietà, al senso del limite, alla libertà responsabile, al bene comune”. È questo – conclude – lo spirito “con cui apriamo l’anno scolastico educativo 2026/27: tempo per giocare, ascoltare, stupirsi insieme. Tempo di relazioni vere, che nessun algoritmo potrà mai sostituire”.
Germania: Sassonia-Anhalt, organizzazioni ebraiche e dei migranti preoccupate per l’esito del voto. Pericolo di politiche razziste e nazionaliste
Il Consiglio centrale degli ebrei di Germania ha espresso sconcerto per il risultato elettorale in Sassonia-Anhalt, con il trionfale successo del partito populista di estrema destra Alternativa per la Germania (Afd). “Un partito classificato come partito di estrema destra è a un passo dal formare un governo monocolore in uno stato tedesco”, ha dichiarato il presidente Josef Schuster. Il quale ha aggiunto di essere personalmente sconvolto: “Negli ultimi mesi, è stato chiaro quali obiettivi persegue l’AfD. Chiunque abbia votato per loro oggi, nonostante o proprio a causa di questi obiettivi, è responsabile di questo risultato”. Il danno che l’AfD “causerebbe ora se andasse al potere è immenso”.
“Questo mi spaventa”, ha detto la novantatreenne Charlotte Knobloch, presidente della Comunità ebraica di Monaco e dell’Alta Baviera. “Che gli estremisti di destra in Germania possano vincere di nuovo le elezioni in questo modo, non avrei potuto immaginarlo nemmeno nei miei peggiori incubi”. Il forte successo elettorale in Sassonia-Anhalt è un segno che “la stabilità della democrazia nel nostro Paese non funziona più, e lo dico apertamente: questo mi spaventa”.
Per l’Associazione delle organizzazioni di migranti nella Germania dell’Est è forte il pericolo di politiche razziste e nazionaliste, evidenziando come molte persone vivano in un clima di insicurezza: “Ciò richiede risposte politiche concrete. Allo stesso tempo, la soluzione non deve consistere nel contrapporre gruppi sociali o stigmatizzare le persone a causa della loro origine, religione o storia migratoria”, ha dichiarato l’associazione in un comunicato rilasciato a Halle, nel quale viene sottolineato che “le persone con un background migratorio sono parte integrante della Sassonia-Anhalt”.
Diocesi: Pompei, domenica 4 ottobre mons. Rudelli presiederà la messa e la supplica alla Beata Vergine
Come tradizione, nel giorno dell’antivigilia della supplica alla Beata Vergine di Pompei, che a ottobre si recita nella prima domenica del mese, in questo caso il 4 ottobre, venerdì 2 ottobre, si terrà la discesa del Quadro (alle 18). Dopo la santa messa delle 19 e la chiusura del Quadro, alle 20.30, nel Teatro “Di Costanzo-Mattiello”, a via Sacra, sarà proiettato il video intitolato “Nelle tue mani. Bartolo Longo, il Santo del Rosario”, realizzato da Tv2000. L’iniziativa rientra tra quelle annunciate dalla diocesi di Pompei per il centenario della morte del suo fondatore, San Bartolo Longo (5 ottobre 1926-5 ottobre 2026). La veglia di preghiera di sabato 3 ottobre avrà inizio alle 20 e, dopo la messa celebrata a mezzanotte, proseguirà fino all’alba della prima domenica del mese del Rosario, giorno della supplica di ottobre. A presiedere la santa messa in piazza Bartolo Longo, alle 10.30 del 4 ottobre, sarà l’arcivescovo Paolo Rudelli, sostituto per gli Affari generali della Segreteria di Stato della Santa Sede, che a mezzogiorno guiderà la recita della supplica, composta da san Bartolo nel 1883. All’evento parteciperanno anche gli ex alunni delle opere di carità e delle scuole pontificie del santuario che, in onore del fondatore, terranno il loro raduno nazionale nel pomeriggio.
Lunedì 5 ottobre, giorno del centenario della morte di san Bartolo, alle 10 sarà celebrata in santuario la santa messa con la partecipazione delle scuole primarie di Pompei. Alle 11 si rinnoverà il rito dell’omaggio floreale al monumento di san Bartolo nella piazza a lui dedicata. La cerimonia sarà animata dalla musica del Complesso bandistico “Bartolo Longo-Città di Pompei”. Mezz’ora più tardi, ancora in santuario, sarà officiata la messa, alla quale parteciperanno le scuole secondarie di Pompei. Alle 18 l’arcivescovo di Pompei, mons. Tommaso Caputo, presiederà la concelebrazione con la partecipazione delle comunità parrocchiali della Città. La giornata si concluderà con il rito della chiusura del Quadro. Seguiranno i fuochi d’artificio e una degustazione di dolci offerti dalle pasticcerie di Pompei. Dal 2 al 5 ottobre sarà dato spazio anche all’arte e, al Museo temporaneo d’impresa del comune, sarà possibile visitare la personale di pittura contemporanea del maestro Luigi Rizzo in onore di Bartolo Longo.
Diocesi: Pompei, san Bartolo Longo patrono della città
Sono state presentate sabato 5 settembre dall’arcivescovo di Pompei, mons. Tommaso Caputo, le iniziative in programma per il centenario della morte dell’Apostolo del Rosario che, insieme alla consorte, la contessa Marianna Farnararo De Fusco, fondò il santuario di Pompei, le opere di carità annesse, la Congregazione delle “Suore Domenicane Figlie del Santo Rosario di Pompei” e la Nuova Città.
San Bartolo morì il 5 ottobre 1926 e un centenario è un evento da celebrare con particolare solennità. Pompei fu costituita come comune autonomo un anno e cinque mesi dopo la sua morte, il 29 marzo 1928, ma Longo morì consapevole che presto la Nuova Città avrebbe raggiunto anche questo traguardo per il quale si era molto impegnato. È proprio in considerazione del legame profondo tra Pompei e il suo fondatore che mons. Caputo ha dato a tutti un grande annuncio che renderà ancora più speciale la data del centenario: il Dicastero per il culto divino e la disciplina dei sacramenti ha concesso la “confirmatio” con la quale la Sede apostolica accoglie la proposta della prelatura territoriale di Pompei per l’elezione di San Bartolo come patrono della Città. Sarà celebrato il 5 ottobre di ogni anno. La proposta è stata condivisa anche dall’Amministrazione comunale, guidata dal sindaco Giuseppe Tortora, quale segno della profonda gratitudine verso San Bartolo dell’intera cittadinanza chiamata a raccoglierne il testimone nella promozione della preghiera del Rosario, nella difesa degli ultimi e degli emarginati, nell’operare e testimoniare il valore assoluto della pace universale. Il sindaco ha rimarcato come il riconoscere San Bartolo come patrono renda ancora più profondo il legame con la Città. Longo e tutta la sua opera sono alla radice della storia religiosa, sociale e civile della Nuova Pompei. Lo stesso Dicastero aveva già confermato l’elezione della beata Vergine Maria del Santo Rosario come patrona della prelatura con il riconoscimento del grado liturgico di solennità della data dell’8 maggio.
La ricorrenza di lunedì 5 ottobre sarà preceduta – da giovedì 24 settembre a giovedì 1° ottobre – dalla “peregrinatio” della statua e delle reliquie di San Bartolo nelle parrocchie di Pompei: si comincerà con l’Immacolata Concezione per poi proseguire il cammino nelle comunità di Santa Maria Assunta, del Santissimo Salvatore, del Sacro Cuore di Gesù e di San Giuseppe. Il 29 e il 30 settembre si continuerà nelle parrocchie del Sacro Cuore (frazione di Mariconda) e dei Sacri Cuori (nella frazione di Messigno): le due comunità si trovano nel Comune di Pompei, ma sono parte dell’Arcidiocesi di Sorrento-Castellamare di Stabia. La “peregrinatio” si concluderà il primo ottobre nella parrocchia di Santa Maria Goretti, nella frazione di Fontanelle, il cui territorio è suddiviso tra Pompei e Castellammare. In ogni realtà la preghiera, e in particolare la celebrazione della Santa Messa, si unirà alla catechesi e all’approfondimento di alcuni aspetti della vita e del carisma di San Bartolo.
Rogo ad Airola: vescovi metropolia Benevento, “una ferita al territorio, la salute venga prima di ogni interesse”
“Una ferita al nostro territorio. La salute venga prima di ogni interesse”. Così i vescovi della metropolia di Benevento – mons. Michele Autuoro, arcivescovo di Benevento, mons. Giuseppe Mazzafaro, vescovo di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata dei Goti, mons. Arturo Aiello, vescovo di Avellino, mons. Sergio Melillo, vescovo di Ariano Irpino-Lacedonia, mons. Pasquale Cascio, arcivescovo di Sant’Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia, dom Riccardo Luca Guariglia, abate ordinario di Montevergine – definiscono il rogo a uno stabilimento adibito allo stoccaggio e al riciclo dei rifiuti nell’aria Pip di Airola, in provincia di Benevento, desiderando unire la loro “voce a quella di mons. Antonio Di Donna, presidente della Conferenza episcopale campana, pastore di una terra fortemente segnata anch’essa dal problema di un inquinamento che è frutto dell’opera dell’uomo, di una forte disattenzione e di visioni miopi rispetto al bene comune”.
“Nei giorni scorsi, insieme a tanti vescovi delle aree interne, ci siamo interrogati sul valore dei nostri territori, così ricchi di un patrimonio culturale, di tradizioni religiose e caratterizzati dalla bellezza della natura – evidenziando i presuli della metropolia di Benevento -. Si tratta di risorse fondamentali da difendere e custodire per la rinascita di terre che, purtroppo, a volte vengono viste solo come aree periferiche e destinate a un ineludibile declino. Per questo motivo, quanto avvenuto ad Airola non è un semplice incidente, ma una vera e propria ferita su un corpo che chiede al contrario attenzione e cura”.
Faccendo proprie “le parole di mons. Di Donna che esprimono, prima di tutto, gratitudine verso chi sta lavorando ed è impegnato per il superamento del rogo”, i vescovi della metropolia di Benevento rivolgono “forte invito alla responsabilità a chi ha il compito di vigilare, di prevenire e di costruire un contesto socio-ambientale sano, dove la salute delle persone sia messa al primo posto, al di sopra di ogni interesse o burocrazia”.
I presuli si augurano che “da questo tragico evento venga un sussulto per le coscienze, di fronte a un tema che tante volte ci si limita a delegare ad altri, dimenticando che ognuno di noi è chiamato a fare la sua parte, come singola persona e come comunità civile”.
E concludono: “Siamo vicini a tutti. Il nostro è un impegno comune nella costruzione di un mondo e di una società in cui i diritti di tutti siano rispettati e, tra questi, quello della salute non è certo secondario”.
Strage di Farneta: card. Porras, ”far progredire la sensibilità per una causa di beatificazione di tutto il gruppo massacrato dalla cieca furia nazista”
“Un momento di alta trascendenza, volto a rendere giustizia e a far progredire la sensibilità per una causa di beatificazione di tutto il gruppo massacrato dalla cieca furia di quei soldati che, senza misericordia, diedero la morte a quegli innocenti certosini”. Così il card. Baltazar Porras, arcivescovo emerito di Caracas, ha definito in un messaggio inviato dal Venezuela l’atto commemorativo svoltosi ieri in ricordo dei certosini trucidati dai nazisti a Farneta 82 anni fa. Il testo è stato letto da Lorenzo Maffei, portavoce dell’arcivescovo di Lucca, mons. Paolo Giulietti.
“Il 6 settembre 1944 fu fucilato a Montemagno di Camaiore, località nei pressi della Certosa di Lucca, mons. Salvador Montes de Oca, già vescovo di Valencia in Venezuela e poi divenuto monaco certosino con il nome di Bernardo Maria”, ha ricordato il porporato: “Poiché all’interno del monastero era stato accolto un cospicuo gruppo di perseguitati e partigiani, le truppe tedesche eseguirono una sanguinosa strage”. Per il cardinale, “l’esempio di dedizione e il sostegno spirituale offerti ai condannati a morte dal nostro connazionale rappresentarono la forza per non soccombere alla disperazione dinanzi alle terribili scene a cui assistevano. Testimone della fede, che aveva luminosamente proclamato lungo l’intero corso della sua vita, egli ha avuto nell’olocausto finale la suprema testimonianza dell’autenticità della propria vocazione cristiana, nell’accompagnamento partecipe sia dei confratelli certosini sia dei laici trucidati insieme a lui”.
“È toccante, e costituisce una testimonianza che interpella profondamente il nostro senso di rispetto e di amore per la dignità della vita di ogni essere umano, l’opera solerte di cura della memoria intrapresa da anni a Lucca sugli anni della guerra: penso alla figura di don Aldo Mei, ma anche ad altri preti e a quanto avvenuto, appunto, alla comunità certosina”, ha proseguito Porras, aggiungendo che “le indagini condotte dal Procuratore generale militare presso la Corte d’Appello di Roma, il dott. Marco De Paolis, sono un chiaro segno della ricerca della verità, del rispetto per la vita e della volontà di non consegnare all’oblio i crimini contro l’umanità. Possa tutto ciò contribuire anche a far avanzare un processo di canonizzazione, quale luminoso esempio per i tempi presenti”.
“Il mio più vivo desiderio è che in Venezuela la causa di mons. Salvador Montes de Oca/fra Bernardo Maria trovi un sempre maggiore impulso, poiché ci troviamo non soltanto dinanzi al primo martire venezuelano, ma dinanzi a un dono totale di sé per la giustizia e la verità, mosso dalla forza della fede”, ha auspicato il porporato, ammonendo: “San Paolo ci insegna che la verità ci farà liberi. Per questo è fondamentale conoscere e far sapere: la conoscenza approfondita dei fatti, dei pensieri, delle azioni degli uomini e delle modalità con cui si sono compiuti, ci conduce a formare liberamente un giudizio scevro dai condizionamenti altrui. È questa la via che ci rende liberi di non ricadere nei medesimi errori e di edificare, con le nostre opere, il bene comune”. Dal card. Porras, poi, la sottolineatura della “la necessità di guardare a coloro che ci hanno preceduto come a saldi punti di riferimento, affinché siamo noi stessi i costruttori del bene, della giustizia, della verità e dell’amore di Dio per le generazioni presenti”.
Diocesi: Ancona, consegnato all’arcivescovo Spina il premio “Giovanni Paolo II”
È stato consegnato ieri all’arcivescovo Angelo Spina il Premio internazionale “Giovanni Paolo II”, riconoscimento che il presule ha voluto condividere con l’intera arcidiocesi di Ancona-Osimo. Il presule lo ha ricevuto per l’impegno nella tutela e nella promozione della sacralità della vita. Un riconoscimento – viene sottolineato in un comunicato dell’arcidiocesi – che premia il suo impegno pastorale a favore dei giovani, dei poveri e delle persone fragili, della famiglia, della cultura e della comunicazione.
Il riconoscimento, promosso dall’Associazione socioculturale ad indirizzo artistico “Aglaia” di Scafati, è stato consegnato in cattedrale al termine della messa delle 10.30, presieduta da mons. Spina e concelebrata da mons. Giuseppe Andrich, vescovo emerito di Belluno-Feltre. Alla cerimonia erano presenti il sindaco di Ancona, Daniele Silvetti, la sindaca di San Severino, Marche Rosa Piermattei, il consulente generale di Aglaia, comm. Gianni Bordin, il vicepresidente Nicola Sepe, che ha portato i saluti del presidente dell’associazione Espedito De Marino, Cristina Gorajski, console onorario della Repubblica di Polonia in Ancona, e Marcello Bedeschi, amico e collaboratore di Wojtyła e coordinatore nazionale di “Karol 100”, realtà con cui Aglaia collabora da dieci anni.
Femminicidio cavalcavia A1: i sindaci italiani raccolgono l’appello del padre di Lorena, “esserci prima che la violenza diventi tragedia, attraverso prevenzione, educazione, ascolto e sostegno”
“I Comuni sono il presidio istituzionale più vicino alle persone. Noi sindaci abbiamo il dovere di esserci prima che la violenza diventi tragedia, attraverso la prevenzione, l’educazione, l’ascolto e il sostegno”. Così Enrico Di Giuseppantonio, sindaco di Fossacesia e presidente della commissione Pari opportunità dell’Anci, e Vittoria Ferdinandi, sindaca di Perugia e delegata Anci alle Pari opportunità, ha risposto all’appello lanciato dal padre di Lorena Isceri, uccisa dall’ex compagno a Barberino del Mugello che l’ha gettata da un viadotto sull’autostrada A1.
“I sindaci italiani ci sono. Sono uniti e raccolgono l’appello del papà di Lorena. Di fronte alla violenza contro le donne non ci sono divisioni politiche: c’è una responsabilità comune e una battaglia che dobbiamo condurre insieme, ogni giorno, nei nostri territori”, hanno affermato i due esponenti dell’Anci, aggiungendo che “condividiamo fino in fondo le parole di Franco, che nel momento più doloroso della sua vita ha trovato la forza di chiedere alla politica di unirsi, di investire nell’educazione dei giovani e di rafforzare la rete di protezione”. “Il suo appello non può cadere nel vuoto”, hanno ammonito Di Giuseppantonio e Ferdinandi, assicurando che “noi sindaci lo raccogliamo e lo trasformiamo in un impegno concreto: non ci voltiamo dall’altra parte, non lasciamo sole le donne, non ci arrendiamo alla violenza”.
“Mai bandiera bianca”, la campagna nazionale promossa dall’Anci insieme al Dipartimento per le Pari Opportunità, “rappresenta questa scelta: l’86,9% dei Comuni capoluogo realizza progetti di prevenzione nelle scuole”, hanno evidenziato: “Dietro questi numeri ci sono amministratori e comunità che ogni giorno fanno la loro parte. Come sindaci italiani raccogliamo l’appello di Franco e lo rivolgiamo a tutto il Paese: restiamo uniti, non lasciamo sola nessuna donna, non giriamo lo sguardo davanti alla violenza”. “Facciamo della prevenzione – hanno concluso – una responsabilità quotidiana e della tutela delle donne un impegno di tutti. Per Lorena, per suo padre Franco, per tutte le donne: nessun passo indietro”.
Germania: Sassonia-Anhalt, la Chiesa cattolica s’interroga sul risultato. Don Birgener (katholisch.de), “la gente si sente abbandonata”
In un editoriale sul portale della Chiesa cattolica tedesca, katholisch.de, don Dirk Birgener, presidente di Missio-Aachen, analizza a caldo i risultati elettorali in Sassonia-Anhalt, con la vittoria eclatante del partito populista di estrema destra Alternativa per la Germania (AfD). Birgener evidenzia che durante la campagna elettorale “non sono mancati avvertimenti e valide argomentazioni in anticipo. La diocesi di Magdeburgo ha condotto un’ampia campagna elettorale, promuovendo valori come carità, solidarietà e dignità umana. Il fatto che tutti questi sforzi non siano riusciti a impedire la vittoria elettorale dell’AfD può avere molte ragioni. Un fattore certo è la posizione di minoranza della Chiesa cattolica nella Germania dell’Est. Ciononostante, tutti coloro che si sono dedicati a questa causa e hanno sopportato una notevole ostilità meritano riconoscimento e gratitudine. Non ultimo tra questi, il vescovo di Magdeburgo, mons. Gerhard Feige, che, con il suo modo di fare autentico e chiaro, ha offerto una guida a molti”. Per Birgener “una possibile spiegazione del risultato elettorale è che le persone si sentono abbandonate. Lo Stato, i partiti politici, i settori chiave dei servizi pubblici e l’impegno civico sono spesso percepiti come assenti. Per la Chiesa in Germania, ciò solleva la questione generale del suo ruolo in situazioni simili”. Nell’editoriale, Birgener sottolinea inoltre che “può sembrare paradossale: proprio in tempi di chiusure di chiese, tagli al bilancio e allontanamento, si avverte la necessità di una presenza più forte. I processi strutturali e i loro promotori tendono spesso a pensare dall’alto verso il basso. Ma i veri esperti sono sul campo. È lì che si comprende se le riforme valgono la pena. L’aspetto cruciale è se possa emergere una chiesa presente nella vita quotidiana, che promuova la vicinanza, affronti le tematiche che stanno a cuore alle persone e le sostenga nel vivere la propria fede a modo loro. Bisogna evitare tutto ciò che è artificiale; tutto ciò che è vitale e collaudato nella pratica va incoraggiato”.
Diocesi: Capua e Caserta, al via la “Tre Giorni del clero”. Mons. Lagnese presenterà gli Orientamenti pastorali
Prende il via questa mattina, a Caserta, la tradizionale “Tre Giorni del clero”, l’appuntamento di formazione e comunione che vede uniti i presbiteri e i diaconi dell’arcidiocesi di Capua e della diocesi di Caserta. L’iniziativa, promossa e sostenuta dalla volontà del vescovo Pietro Lagnese, rappresenta ormai – si legge in un comunicato – un momento di grazia e di consolidamento del cammino condiviso tra le due comunità diocesane, unite in persona episcopi. Un appuntamento annuale che intende offrire ai ministri ordinati un tempo forte di ascolto, riflessione e discernimento pastorale per rinnovare lo slancio missionario sul territorio. Il tema guida dell’edizione di quest’anno si svilupperà attorno al binomio “Un duplice sguardo, un solo cammino”: uno sguardo ad extra, rivolto alle sfide del mondo contemporaneo e alla città degli uomini, e uno sguardo ad intra, rivolto alla vita della Chiesa e al ministero ordinato per una sempre maggiore corresponsabilità e sinodalità. Il percorso di quest’anno sarà illuminato dall’Enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV e radicato nel costante ascolto delle Sacre Scritture, attingendo alle icone bibliche evocate dal Papa per offrire ai pastori criteri evangelici di lettura del presente e rinnovare la propria missione. “La Sacra Scrittura – così come ha affermato mons. Lagnese – non è un’eredità del passato da contemplare a distanza, ma parola viva in cui la magnifica umanità di Dio incontra, risana e trasfigura l’umanità dell’uomo, rendendo i pastori capaci di scorgere i segni del Regno dentro le pieghe della storia”.
I lavori, ospitati presso la Sala Papa Francesco ’24 dalle 9.30 alle 13 per tutti i tre giorni, si apriranno con l’intervento di fratel Michael Davide Semeraro, monaco benedettino, su come “Costruire la città degli uomini avendo lo sguardo fisso sulla città di Dio”. Domani approfondimento sul tema “Dalla città di Caino alla città di Dio: costruire comunità secondo il disegno di Dio” con riflessione biblica affidata al biblista don Ernesto Della Corte; seguirà la sessione di lavoro “Conversazione nello Spirito” con tavoli di confronto e restituzione finale. Mercoledì 9 Settembre, la conclusione del percorso biblico-teologico sarà affidata al biblista don Francesco Piazzolla sul tema “Costruttori appassionati del Regno”. Sarà poi il vescovo Pietro Lagnese a tracciare le conclusioni e a presentare gli Orientamenti pastorali per il nuovo anno, delineando i percorsi di aggiornamento permanente per il clero e le linee guida per le Chiese di Capua e Caserta.
Germania: Sassonia-Anhalt, AfD vince ma non ha i numeri per governare il land. Il leader Siegmund esclude un governo di minoranza
Con quasi il 44% dei voti, il partito populista di estrema destra AfD – Alternativa per la Germania, guidato dal suo candidato di punta Ulrich Siegmund, è il netto vincitore delle elezioni statali nel land Sassonia-Anhalt. “Questo è un risultato storico e un mandato molto chiaro per governare”, ha dichiarato la presidente federale del partito, Alice Weidel. Siegmund si è mostrato decisamente più cauto, escludendo un governo di minoranza. L’AfD non rinuncerebbe alle sue posizioni fondamentali per “qualsiasi opzione di potere”. Weidel, dal canto suo, ha affermato di essere alla ricerca di “forze disposte a collaborare con noi”. Ha menzionato “la Cdu, o alcune sue componenti” come possibile opzione. Il risultato del partito di governo uscente, Unione dei cristiano democratici (Cdu), si è dimezzato: “Alcuni dicono che questo sia un giorno buio per la Sassonia-Anhalt. Io dico: questa è la democrazia. E oggi i cittadini sono andati a votare”, ha affermato il presidente uscente e candidato di punta della Cdu del land, Sven Schulz. Schulz ha sottolineato l’altissima affluenza alle urne, pari all’80%. La Sassonia-Anhalt si trova ora ad affrontare un difficile processo di formazione del governo: nonostante la vittoria elettorale, l’AfD non ha la maggioranza assoluta per eleggere Siegmund come ministro-presidente o per attuare il proprio programma. Siegmund ha, anche durante la campagna elettorale, respinto l’ipotesi di un governo di minoranza da lui guidato. Anche un governo di minoranza guidato dalla Cdu con l’Spd e i Verdi non ha la maggioranza, nemmeno con i voti del partito della sinistra, Linke. La Bsw, Alleanza Sahra Wagenknecht, preferirebbe, come espresso al termine delle votazioni, un “ministro-presidente non partitico”, e non si preclude l’opportunità di collaborazioni per formare un nuovo governo. Qualora non venisse trovata la maggioranza, l’attuale governo del ministro-presidente Sven Schulze potrebbe rimanere in carica ad interim. L’elezione con il mandato a formare la compagine governativa è prevista in occasione dell’inaugurazione del nuovo parlamento.
Germania: Sassonia-Anhalt, trionfo del partito populista di estrema destra Alternative für Deutschland. Crollo Cdu, meglio Verdi, Linke e Bsw
Il partito populista di estrema destra Alternativa per la Germania (Alternative für Deutschland, AfD) ha vinto le elezioni statali del land Sassonia-Anhalt, ma non è riuscito a ottenere la maggioranza assoluta nel parlamento regionale: AfD, guidato in Sassonia-Anhalt da Ulrich Siegmund (nella foto), ha ottenuto il 43,8% (+23% rispetto al 2021) con la previsione di 39 seggi (+16 rispetto al 2021) sugli 83 che compongono il parlamento del land della ex Germania dell’Est (grande quanto il Veneto, 4 milioni di abitanti, il più povero e demograficamente il più vecchio a livello federale). Il partito dell’Unione dei cristiano democratici (Cdu) del presidente uscente Sven Schulze (che non ha ottenuto neanche il suo seggio ad elezione diretta), ha subito una sconfitta pesantissima totalizzando il 17,2% dei voti, con una perdita del 19,9% rispetto al 2021 e scendendo da 40 a 25 seggi. Il Partito socialdemocratico ottiene il 9,3% con 8 seggi perdendone 1 rispetto al 2021; con un miglioramento di 3 punti percentuali, l’8,9% dei suffragi, arrivano 8 seggi anche ai Verdi, due in più rispetto al precedente parlamento. Perde 4 seggi, passando da 12 a 8, il partito di sinistra Linke, che passa dall’11 all’8,6% dei voti. Ottimo risultato per il partito populista di estrema sinistra Alleanza Sahra Wagenknecht (Bsw), che, partecipando per la prima volta al voto per il parlamento della Sassonia-Anhalt, conquista il 5,3% degli elettori per complessivi 5 seggi, diventando in un certo senso ago della bilancia per la possibile formazione di un nuovo governo. Infatti AfD non ha ottenuto la maggioranza assoluta in parlamento e dovrà quindi realizzare, se vorrà governare, una coalizione con un altro partito o con singoli deputati che appoggino il programma proposto da Siegmund, come affermato dai responsabili del partito immediatamente dopo la proclamazione dei risultati. Il dato elettorale presenta una partecipazione al voto del 78,1%: nel 2021 l’affluenza era stata del 60,3%. L’elevata mobilitazione ha favorito soprattutto l’AfD: gli analisti dei due canali televisivi nazionali Ard e Zdf parlano di 170.000 non votanti alle precedenti elezioni che hanno scelto AfD, con la “migrazione” di almeno 82mila elettori dalla Cdu al partito vincitore.
Leone XIV: Angelus, “fermare la distruzione in Ucraina, si apra spazio alla diplomazia”
“Prevalga la concordia in tutti i conflitti del mondo”. È l’appello del Papa, al termine dell’Angelus di ieri. “Con animo addolorato ho seguito le notizie dei violenti attacchi che hanno colpito di recente diverse città e infrastrutture civili in Ucraina, provocando la morte di persone innocenti”, ha detto Leone XIV: “Il mio cuore si unisce alla sofferenza della popolazione, che da anni vive nell’angoscia e nella paura”. “Rivolgo un nuovo appello a mettere fine alla violenza, a fermare la distruzione, ad aprire i cuori al dialogo e alla pace”, ha esclamato il Pontefice, auspicando che “gli sforzi intrapresi in questi giorni per riprendere i negoziati portino frutti concreti e aprano lo spazio alla diplomazia”.
Leone XIV: Angelus, “il lamento e la maldicenza paralizzano, il Vangelo ci educa alla libertà”
“Il lamento e la maldicenza sono più facili, ma non generano nulla e paralizzano molte situazioni. Il Vangelo, invece, ci educa alla libertà, nella carità”. Lo ha detto il Papa, durante l’Angelus di ieri, in cui ha esortato alla correzione fraterna, “un’arte delicata e troppo spesso dimenticata, che chiede franchezza e gradualità”. “Parlarsi sinceramente – dapprima a tu per tu, poi se necessario fra due o tre persone, infine, quando occorre, con l’intera comunità – significa affrontare la realtà e trasformare problemi e conflitti in passaggi di crescita”, ha spiegato Leone XIV, invitandosi a “mettersi d’accordo, non soltanto quando ‘è un conflitto”. “Possiamo avere desideri comuni, dolori comuni, speranze comuni e attraverso la preghiera crescere nell’unità”, ha assicurato il Pontefice: “Senza fede, ognuno potrebbe sentirsi solo e sospettare degli altri, vedendoli come estranei e nemici. Per grazia, siamo invece fratelli e sorelle che possono andare d’accordo: incontrandosi, perdonandosi e ascoltandosi nel Signore”.













