Chiesa e Società, ecco tutte le notizie del 10 Settembre 2026

Breaking News

Ecco il resoconto dei principali fatti di oggi, giovedì 10 settembre 2026, che riguardano la vita istituzionale a la vita ecclesiale del nostro Paese. Le notizie sono ordinate in ordine cronologico, dalla più recente alla più datata.


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Caritas: sabato 12 settembre, raccolta solidale di materiale scolastico nelle diocesi di Siena e Montepulciano

Sabato 12 settembre 2026, la Fondazione “Il Cuore si Scioglie”, in collaborazione con UniCoop Firenze e le Caritas della Toscana, organizza una raccolta straordinaria di materiale scolastico destinata ai bambini e ai ragazzi delle famiglie fragili del territorio.  Sarà possibile consegnare i materiali alla Caritas diocesana Siena-Colle di Val D’Elsa-Montalcino nei centri Siena Grondaie e Via Celso Cittadini, S. Rocco a Pilli (Sovicille), Rosia (Sovicille), Colle di Val D’Elsa e Poggibonsi.  I punti vendita assegnati alla Caritas Diocesana Montepulciano- Chiusi-Pienza sono Acquaviva (Montepulciano), Chiusi e Sinalunga. “Oltre alla generosità che contraddistingue tutte le comunità del nostro territorio – spiega don Vittorio Giglio, direttore delle Caritas di Siena e di Montepulciano – chiediamo anche collaborazione per presidiare i punti vendita. Sono convinto che il materiale raccolto contribuirà ad alleviare la fatica di tante famiglie chiamate a fare i conti con gli aumenti delle spese all’inizio di un nuovo anno scolastico”.

Comunicazioni sociali: San Gavino Monreale, domani convegno Ucsi-Fisc su informazione, etica e AI

Venerdì 11 settembre alle 17.30, nel Centro Pastorale diocesano a San Gavino Monreale, si svolgerà il convegno dal titolo “Comunicare bene il bene. Custodire voci e volti umani”. Un’iniziativa promossa dalla Fondazione Santa Mariaquas insieme a Il Nuovo Cammino, l’Ufficio diocesano per le Comunicazioni Sociali, l’Ufficio Informatico diocesano, la Caritas diocesana di Ales-Terralba, l’Ufficio diocesano Pastorale Sociale e del Lavoro, l’Istituto di Scienze Religiose Mons. “G.M.Pilo”, l’Ucsi Sardegna, Asso Stampa Sarda e la Fisc Sardegna. L’incontro, che si ispira al messaggio di Papa Leone XIV per la 60ª Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali e alla Magnifica Humanitas, intende guidare giornalisti, comunicatori, operatori pastorali, insegnanti e giovani in una riflessione sui principi etici della comunicazione anche social, offrendo strumenti critici per narrare con rispetto e umanità e ponendo sempre la persona al centro del racconto. L’iniziativa affronta la trasformazione dell’informazione nell’era dell’intelligenza artificiale; nel corso del dibattito, inoltre, si approfondiranno i temi dell’etica a tutela dei soggetti fragili, l’uso di un linguaggio capace di unire anziché polarizzare, la testimonianza diretta nelle situazioni di emergenza e le strategie narrative per raccontare con efficacia il valore del riscatto sociale, della solidarietà e del bene comune. L’evento vedrà la partecipazione di mons. Roberto Carboni, vescovo di Ales-Terralba e arcivescovo di Oristano; Maria Luisa Secchi, presidente Ucsi Sardegna; Roberto Comparetti, delegato regionale Fisc; Simonetta Selloni, presidente Assostampa Sarda; Paolo Mastino, giornalista Rai; Marco Ferrando, vicedirettore del quotidiano Avvenire, Maurizio Di Schino, presidente Ucsi Lazio; le content creator della Shine Crew, Chiara Argiolas e Marianna Laudì. L’iniziativa si concluderà con un momento di convivialità.

Diocesi: Milano, sabato celebrazione per il mandato dei catechisti. Attese 1.500 persone

Si aprirà in duomo, con il mandato ricevuto dall’arcivescovo, mons. Mario Delpini, un nuovo anno di impegno per le migliaia di catechisti che prestano il loro servizio nelle oltre mille parrocchie della diocesi di Milano. L’appuntamento è per sabato 12 settembre alle 10 (con un “preludio” musicale che prenderà il via alle 9.30). Sono attese circa 1.500 persone, tra catechisti battesimali, catechisti dell’iniziazione cristiana dei ragazzi, catechisti dei cresimandi adulti, accompagnatori dei catecumeni – giovani e adulti che chiedono di diventare cristiani – e animatori dei gruppi di ascolto della Parola di Dio. “Non ardeva forse il cuore?” è il titolo della celebrazione, un richiamo all’episodio evangelico dei due discepoli che, sulla strada per Emmaus, incontrano Gesù risorto e, dopo un momento di smarrimento, riconoscono il segno della sua presenza. “Un episodio che richiama anche la missione dei catechisti – spiegano dalla diocesi – chiamati ad accompagnare bambini, ragazzi e adulti nell’incontro con il Vangelo e a ravvivare in loro il desiderio di conoscere e vivere la fede”. Spiega don Matteo Dal Santo, responsabile del Servizio diocesano per la catechesi e per il catecumenato: “L’arcivescovo con questa convocazione desidera incoraggiare il servizio missionario dei catechisti e così affida loro un mandato per portare la bellezza della fede a tutti. La gioia del Vangelo si propaga, infatti, quando ci sono persone che fanno ardere il cuore di chi ascolta”.

11 settembre: Sant’Egidio, a 25 anni dagli attentati domani veglia di preghiera a Santa Maria in Trastevere in memoria delle vittime del terrorismo e di tutte le guerre

A 25 anni dai terribili attentati dell’11 settembre 2001, venerdì 11 settembre, alle 20, la Comunità di Sant’Egidio si raccoglierà in preghiera nella basilica di Santa Maria in Trastevere per ricordare le vittime del terrorismo e di tutte le guerre. Occorre fare memoria di quel tragico giorno, che ha segnato la vita di migliaia di persone, per impegnarsi sempre più sulla via dell’incontro e del dialogo, mentre il mondo è ancora attraversato da troppi conflitti e violenza. Alla veglia di preghiera, che sarà presieduta da mons. Mihăiţă Blaj, sotto-Segretario della Sezione per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni Internazionali della Segreteria di Stato, parteciperà l’ambasciatore degli Stati Uniti presso la Santa Sede, Brian Burch, insieme ad altri esponenti del Corpo diplomatico. La veglia di preghiera sarà trasmessa in streaming sul sito www.santegidio.org.

Lasciti solidali: il 23% degli over 50 li considera, quasi 8 italiani su 10 li conoscono. Ma la metà non sa come fare

Per gli italiani il tempo è soprattutto un “dono”: il 47% considera infatti il tempo dedicato agli altri il gesto che meglio rappresenta la generosità. Una cultura del dono che guarda anche al futuro attraverso il lascito solidale: il 78% degli italiani dichiara oggi di conoscerlo e, tra gli over 50, il 23% ha già previsto o prenderebbe in considerazione la possibilità di destinare una parte del proprio patrimonio a una causa sociale. È quanto emerge dalla nuova ricerca realizzata da Walden Lab per il Comitato Testamento Solidale, presentata oggi a Roma nell’evento “Effetto domino: la generosità che muove il mondo”, promosso in occasione della Giornata internazionale del Lascito solidale del 13 settembre, con il patrocinio del Consiglio nazionale del Notariato.  La propensione al lascito è stabile rispetto al 2025 (22%), ma quasi raddoppiata dal 2018, quando era al 12%. Il 2,5% degli over 50 ha già disposto un lascito, il 5% lo farebbe certamente e il 16% probabilmente: circa 705mila persone lo hanno già previsto, mentre 5,9 milioni si dichiarano orientati a farlo. Il 29% resta indeciso. La conoscenza dello strumento riguarda circa 35,4 milioni di italiani, quasi 12 milioni in più rispetto ai 23,6 milioni rilevati nel 2012. Rimane però un deficit informativo: il 52% si considera poco o per nulla informato sulle procedure, mentre solo il 12% ritiene di conoscerle molto bene. Tra le cause indicate per un eventuale lascito prevale la ricerca medico-scientifica (42%), seguita dall’assistenza ai malati (33%) e dal sostegno alle persone in difficoltà in Italia (30%). Affidabilità nella gestione delle risorse (43%), trasparenza (34%) ed efficacia degli interventi (30%) sono invece i principali criteri nella scelta dell’organizzazione. Persistono alcuni luoghi comuni: il 40% ritiene che il lascito riguardi soprattutto chi non ha figli o eredi diretti e il 32% lo associa ai grandi patrimoni. Cresce tuttavia dal 13% al 28% la quota di quanti ritengono che possa essere una scelta alla portata di tutti.

Libri: “Quello che non hai sentito”, voci dal carcere con Marco Erba. Marta Cartabia: “Costringono a rivedere concetti che credevamo semplici”

“Dopo un anno e mezzo, torno in libreria”. Marco Erba, insegnante, educatore, scrittore con alle spalle diversi romanzi, firma “Quello che non hai sentito. 18 voci dal carcere”, pubblicato da Edizioni Ares. “Questo libro – racconta – è nato dopo che ho trascorso una settimana intera in un piccolo carcere, un carcere che prova a essere una comunità: è stata l’esperienza più intensa che abbia mai vissuto. Sono tutte storie vere: scriverle mi è costato molto, anche in termini umani ed emotivi”. La prefazione è di Marta Cartabia, presidente emerita della Corte Costituzionale. “Le storie raccolte in questo libro – scrive Cartabia – costringono a rivedere concetti che credevamo semplici: colpa, responsabilità, sicurezza, rieducazione, perdono, recidiva, accoglienza, dignità. Ogni voce aggiunge un elemento che non si lascia sistemare senza fatica nel quadro precedente. E questa fatica è preziosa, perché la realtà non diventa più vera quando la semplifichiamo; diventa soltanto più maneggevole per le nostre paure”.
Da Ares spiegano: “Esiste una realtà carceraria fatta di percorsi di reinserimento efficaci, di persone che si spendono a fianco di chi è in cerca di riscatto, di detenuti che provano con impegno a ricostruire la loro vita. Sono storie che spesso restano sconosciute. In queste pagine Marco Erba fa parlare in presa diretta detenuti e operatori di un carcere, per dare voce a chi non ha voce, lasciando ciascuno libero di esprimere la propria verità. In questo microcosmo di esistenze che si intrecciano, il lettore incontrerà persone colpevoli di reati anche gravi, agenti della polizia penitenziaria, educatori e non solo. Le loro sono vicende che commuovono, che irritano, che indignano, ma che devono essere ascoltate. Perché la giustizia non è solo una pena da scontare, è anche un futuro da ritrovare. Perché nessun essere umano, per quanto terribili siano le sue azioni, nasce cattivo”.

Diocesi: Firenze, alla Basilica di Santa Croce la festa dell’Esaltazione nel segno degli ultimi

La Basilica di Santa Croce a Firenze, uno dei più importanti luoghi francescani di Firenze, si prepara a celebrare la Festa dell’Esaltazione della Santa Croce, appuntamento che coinvolge la Comunità dei Frati Minori Conventuali, l’Opera di Santa Croce, la Caritas e l’intera comunità di Firenze. Il triduo dell’11, 12 e 13 settembre preparerà la comunità alla festa attraverso la preghiera, con le celebrazioni presiedute da padre Jean-Gabriel Pophillat, il francescano Giuseppe Caro  e padre Andrea Ruiu. Il programma prevede il rosario alle 17.30 e la messa alle 18 nei giorni del triduo, mentre il 14 settembre alle 11 sarà celebrata la liturgia presieduta da padre Franco Buonamano, rettore della Basilica. Alle 13, nel Chiostro del Brunelleschi, seguirà un’agape fraterna organizzata dalla Caritas, dalla Comunità francescana e dall’Opera di Santa Croce. La giornata si concluderà alle 18 con la messa presieduta da padre Danilo Di Somma, vicerettore della Basilica. La festa del 14 settembre non vuole rimanere soltanto dentro le mura della Basilica, ma la celebrazione della messa si apre alla fraternità concreta e alla condivisione con chi vive situazioni di fragilità. “A Santa Croce vogliamo ricordare che davanti alla sofferenza di un fratello non possiamo passare oltre”, afferma padre Buonamano: “La fede che celebriamo nell’eucaristia ci chiede di farci prossimi, di accogliere e di condividere. L’agape nel Chiostro del Brunelleschi diventa così una continuazione della liturgia attraverso un gesto semplice ed evangelico: sedersi alla stessa tavola, condividere il cibo, incontrarsi e riconoscersi fratelli”.

Gioco d’azzardo: Agita, And e Gruppo Logos, raccolte già 2.500 firme per chiederne l’abolizione in Italia

Sono già 2.500 le firme raccolte su Change.org (https://www.change.org/p/noi-famiglie-vittime-dell-azzardo-chiediamo-di-abolirlo-in-italia) dalla petizione promossa dalle famiglie e dalle tre associazioni Agita – Associazione degli ex giocatori d’azzardo e delle loro famiglie, And – Azzardo e nuove dipendenze Aps e Gruppo Logos – Associazione famiglie in gioco, che chiede l’abolizione del gioco d’azzardo in Italia.
“La raccolta è iniziata il 10 agosto e nasce dalla voce delle famiglie vittime dell’azzardo, che chiedono con forza che nel nostro Paese si affronti alla radice un fenomeno che ha provocato e continua a provocare sofferenza, indebitamento, relazioni distrutte e vite segnate – spiegano le tre associazioni -. Un risultato raggiunto quasi esclusivamente grazie all’impegno delle famiglie, dei volontari e delle tre associazioni, senza una significativa attenzione da parte dell’informazione nazionale”.
Il Sir, invece, da sempre attento alle problematiche legate all’azzardo, è tra i media che hanno rilanciato l’appello a firmare la petizione: .
Le tre associazioni precisano: “Non chiediamo alla stampa, alle televisioni, alle radio o alle forze politiche e sindacali di condividere necessariamente la nostra proposta. Chiediamo che se ne parli. Chiediamo che una questione di questa portata venga finalmente posta all’attenzione dell’opinione pubblica nazionale. Nel 2026 la raccolta complessiva del gioco d’azzardo in Italia è destinata a superare i 180 miliardi di euro: una cifra enorme, dietro la quale ci sono anche le sofferenze e le difficoltà di centinaia di migliaia di famiglie”.
La posizione delle tre associazioni è chiara: “Non è più il momento delle mediazioni. È arrivato il momento di discutere apertamente dell’abolizione del gioco d’azzardo in Italia. Le 2.500 firme raccolte in meno di un mese dimostrano che questa domanda esiste nella società. E la raccolta continuerà. Continueremo a raccogliere firme anche in assenza di una vera attenzione dei grandi mezzi di comunicazione. Ma riteniamo che su un tema di questa portata il silenzio dell’informazione nazionale non possa essere la risposta”.
Di qui un appello a giornali, televisioni, radio, giornalisti, forze politiche e organizzazioni sindacali: “Date voce a questa iniziativa, informate i cittadini e aprite un confronto. Poi saranno i cittadini a decidere”.

Diocesi: card. Cantoni (Como), “abbiate il coraggio di guardare lontano”

“Guardare lontano” è l’augurio del cardinale Oscar Cantoni, vescovo di Como, a studentesse e studenti, famiglie, insegnanti e a tutta la comunità educativa per l’inizio del nuovo anno scolastico. “La scuola, infatti, non serve soltanto a conoscere ciò che già esiste”, ma deve aiutare a “comprendere il presente senza rimanerne prigionieri” e a “preparare un futuro che non è già scritto”. Nel suo messaggio, il cardinale sottolinea il valore delle domande in un tempo segnato anche dall’Intelligenza Artificiale: “Ma non può sostituirci nelle domande fondamentali: che cosa è vero? Che cosa è giusto? Che cosa vale davvero la pena cercare? Quale persona desidero diventare? Quale mondo voglio contribuire a costruire?”. Per Cantoni, educare significa andare oltre la trasmissione di conoscenze e competenze, aiutando ciascuno “a diventare una persona capace di pensare, di scegliere, di assumersi responsabilità, di riconoscere il bene”. Centrale anche la dimensione delle relazioni: “La scuola è anzitutto un luogo di relazione” e deve essere capace di accogliere, riconoscendo nell’altro “una persona, prima ancora delle sue capacità, dei suoi risultati, delle sue difficoltà o dei suoi errori”. Da qui l’appello a una “autentica corresponsabilità educativa” tra famiglie, scuola, istituzioni, parrocchie, associazioni e realtà del territorio. Il dialogo, osserva il vescovo, “non è soltanto una modalità per stare insieme: è già educazione”. Agli studenti, infine, l’invito a non lasciarsi guidare dalle paure del presente: “abbiate il coraggio di guardare lontano”, studiando, cercando, ascoltando e avendo cura delle relazioni. Perché “il futuro non è qualcosa che semplicemente ci aspetta: è qualcosa che, insieme, possiamo costruire”.

Diocesi: Como, mostra “Francesco il Verbo vivente” e calendario tra arte, musica, teatro e spiritualità

“Un mese per incontrare san Francesco attraverso l’arte, la musica, la parola e la preghiera. E, insieme, la ripresa delle attività al Centro socio-pastorale Cardinal Ferrari, che si propone come luogo di incontro aperto alla città”. È questo il senso di “Francesco tra arte e spiritualità”, il percorso in programma al Cardinal Ferrari di viale Cesare Battisti 8 a Como dal 17 settembre al 13 ottobre, in occasione degli 800 anni dalla morte di san Francesco. Al centro dell’iniziativa – spiega un comunicato della diocesi di Como – la mostra “Francesco il Verbo vivente” di Ernesto Solari, allestita nel chiostro del Cardinal Ferrari dal 17 settembre al 10 ottobre. Attorno alla mostra si sviluppa un calendario di appuntamenti che attraversa linguaggi e pubblici diversi: incontri e riflessioni, musica e canto, visite guidate, pittura, letteratura e teatro di burattini, con proposte rivolte anche a giovani e bambini. “Ci fa piacere che questa iniziativa possa segnare un nuovo inizio per il Cardinal Ferrari, che vuole tornare a essere sempre più presente nella vita della città di Como. Abbiamo pensato a un programma aperto, costruito insieme ad altre realtà, per creare occasioni di incontro e di partecipazione”, spiegano i referenti del Cardinal Ferrari. L’iniziativa è realizzata con la collaborazione di Auser Università popolare Como, Associazione musica bene comune, Cappella musicale del Duomo di Como, diocesi di Como e altre realtà del territorio. Anche le date del calendario seguono alcuni passaggi significativi della memoria francescana. Il percorso si apre il 17 settembre, memoria delle stimmate ricevute da Francesco sul monte della Verna nel 1224, e accompagna le settimane fino al 4 ottobre, ricorrenza del Transito del Santo. Il 22 settembre, alla vigilia della memoria liturgica di san Pio da Pietrelcina, è invece previsto un incontro con i gruppi di preghiera di San Pio.

Noticum: sulla rivista on line presentazione del materiale di animazione per la Giornata missionaria mondiale

È online il numero di settembre di Noticum, la rivista digitale della fondazione Missio. Su questo numero, in primo piano la celebrazione dei 50 anni dal martirio di mons. Enrique Angelelli e dei martiri riojani che si sono celebrati a La Rioja, città dell’ovest dell’Argentina, nell’agosto scorso. A seguire: la presentazione del materiale di animazione per la prossima Giornata missionaria mondiale, l’oro insanguinato che finanzia la guerra in Sudan; il Fepp (fondo sociale Populorum Progressio) che in Ecuador compie 56 anni. Nelle pagine continentali, lo sviluppo nelle indagini per la morte di mons. Osorio vescovo in Mozambico, l’assenza di democrazia in Nicaragua, la Cop17 contro la desertificazione che si è tenuta in Mongolia; l’infinita guerra in Ucraina. Focus sui 645 milioni di persone nel mondo che soffrono la fame. per leggere e scaricare la rivista missionaria.

Diocesi: Nola, l’11 e il 12 settembre il convegno pastorale “Vangelo e vita: parrocchie a braccia aperte sul territorio”

Si terrà l’11 e il 12 settembre il consueto convegno pastorale diocesano della Chiesa di Nola dedicato quest’anno al tema “Vangelo e vita: parrocchie a braccia aperte sul territorio”, ispirato al documento “Radicati e costruiti in Cristo. Linee di orientamento per l’attuazione del Documento di sintesi del Cammino sinodale delle Chiese che sono in Italia”, approvato dall’82ª Assemblea generale della Conferenza episcopale italiana per il prossimo quinquennio.
“Come Chiesa diocesana ci ritroveremo per continuare il nostro cammino in sinodalità. Consapevoli della complessità storica che viviamo, vogliamo iniziare questo nuovo anno pastorale interrogandoci, ancora, sulle strade da aprire e su quelle da continuare a percorrere per non smettere di far intrecciare il Vangelo con la vita di tutti, di condividere lo sguardo cristiano sul quotidiano, il coraggio che viene dalla speranza in Cristo, la pace che genera accogliere, nell’amore della Trinità, chi chiede aiuto. Con il convegno pastorale vogliamo, ancora una volta, incontrarci per ricordare l’importanza, la responsabilità e la bellezza di testimoniare la fede non come un fatto individuale ma comunitario. Come ci ricorda infatti il Concilio Vaticano II: ‘Dio volle santificare e salvare gli uomini non individualmente e senza alcun legame tra loro, ma volle costituire di loro un popolo, che lo riconoscesse secondo la verità e lo servisse nella santità’ (Lg 9)”, spiega il vescovo di Nola, mons. Francesco Marino.
Il convegno si articolerà in due giornate. Venerdì 11 settembre, presso il Teatro Umberto di Nola, un incontro aperto a tutti: il via alle 18,30 con la Liturgia della Parola presieduta da mons. Marino, cui seguirà la relazione sul tema di monsignor Gianpiero Palmieri, arcivescovo di Ascoli Piceno e vicepresidente della Conferenza episcopale italiana. Dopo lo spazio dedicato al confronto con i presenti, si terrà la presentazione del Sermig (Servizio missionario giovani) di Torino, fondato da Ernesto Oliviero nel 1964, che coordinerà i tavoli di lavoro della seconda giornata di convegno. Sabato 12 settembre, infatti, protagonisti saranno i membri dei Consigli pastorali parrocchiali, della Consulta delle aggregazioni laicali e del Consiglio pastorale diocesano che, divisi per Zone pastorali e guidati dal Sermig, si confronteranno dalle 9,30 alle 16,30 per poi ritrovarsi in cattedrale per la conclusione con il vescovo Marino.

Colombia: diritti umani, tre minori uccisi in un bombardamento. Ong in allarme per le scelte del Governo

Circa 500 ong hanno celebrato ieri, in Colombia, la Giornata dei diritti umani, nella festività di san Pedro Claver, con preoccupazione per gli attentati contro i difensori dei diritti umani e i primi passi del Governo di Abelardo de La Espriella, volti a mettere in discussione il cammino di pace seguito all’accordo del 2016 con le Farc. Polemiche anche per un bombardamento che, il 27 agosto, nel Guaviare, ha ucciso dieci persone, tra cui tre minori. Il Ministero della Difesa ha sostenuto che gli adolescenti si trovavano in “funzione continua di combattimento” e che la responsabilità ricadeva sui gruppi armati che li avevano reclutati. Un rapporto di Human Rights Watch documenta che almeno 1.500 minori sono stati reclutati dal 2021. Aura Rodríguez, portavoce delle Piattaforme per i diritti umani della Colombia, afferma al Sir: “La costruzione della pace richiede di garantire i diritti. No alla criminalizzazione delle comunità contadine. Non possono esserci arretramenti nei diritti conquistati”. Chiede di rafforzare il dialogo con le organizzazioni sociali e garantire una distribuzione più equa della terra. “Abbiamo bisogno del contrappeso democratico delle Nazioni Unite, di Papa Leone, della comunità internazionale di fronte a un’agenda di militarizzazione, di asfissia degli accordi di pace con le ex Farc del 2016”. Cristiano Morsolin, esperto di diritti umani, segnala infine le critiche delle ong al nuovo Governo e ricorda il gesuita Javier Giraldo, morto di recente.

Diocesi: Lucca, celebrazione per i 300 anni dall’elevazione ad arcidiocesi

L’11 settembre 1726 Lucca veniva elevata ad arcidiocesi con bolla di Papa Benedetto XIII. A tre secoli di distanza, la città celebra questo anniversario con una giornata dedicata alla memoria, alla storia e al patrimonio ecclesiale e culturale lucchese. Lo fa con un segno e due eventi che sono stati presentati questa mattina nel Palazzo Arcivescovile di Lucca, dall’arcivescovo Paolo Giulietti insieme ad Alessandro Colombini, presidente della Fondazione Antica Zecca di Lucca, Roberto Orlandi, incisore, autore della medaglia e Magister Monetae del Collegio dei Monetieri dell’Antica Zecca di Lucca, ed Edoardo Puccetti, direttore amministrativo del Museo dell’Antica Zecca di Lucca. La medaglia commemorativa realizzata per questo 300° anniversario è stata ideata e realizzata dall’incisore Roberto Orlandi. Sono stati richiamati anche i due momenti che segneranno la giornata di domani dalle 10, con l’annullo filatelico speciale dedicato al 300° anniversario, sotto il portico della Cattedrale di San Martino. L’annullo, che potrà essere effettuato fino alle 16, è curato dal Collegio dei Monetieri dell’Antica Zecca di Lucca, dall’associazione Il Sogno di Costantino Odv e da Poste Italiane. Invece alle 15 al Palazzo Arcivescovile ci sarà la presentazione dei lavori di restauro conservativo e funzionale del Salone del Palazzo Arcivescovile, alla quale parteciperanno l’arcivescovo Giulietti, don Daniele Martinelli, direttore dell’Ufficio per i Beni culturali ecclesiastici e l’Edilizia di culto, e l’architetta Arianna Tolomei, progettista e direttrice dei lavori iniziati nel novembre 2025 e condotti sotto la supervisione degli organi di tutela competenti, con il coinvolgimento della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Lucca e Massa Carrara. Le celebrazioni per i 300 dall’elevazione di Lucca ad Arcidiocesi proseguiranno fino a dicembre con conferenze, incontri e mostre. Il programma completo è consultabile su www.diocesilucca.it.

Prevenzione suicidio: Iss, al via un progetto europeo per la formazione delle “sentinelle di comunità”

Costruire una vera e propria rete di “sentinelle di comunità”, in grado di riconoscere precocemente i segnali di rischio per il suicidio offrire un primo supporto non specialistico e favorire il collegamento con i servizi di assistenza e cura. È questo l’obiettivo del lavoro dell’Istituto superiore di sanità nell’ambito della Joint Action europea Prism – Prevention oriented RIghts-based approach to Support Mental health in vulnerable population groups.
In occasione della Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio, l’Iss presenta le attività avviate nell’ambito del progetto, che prevedono in Italia l’adattamento di Bizi, un programma di formazione rivolto ai cosiddetti gatekeeper: persone come medici di medicina generale e operatori dei telefoni di aiuto che per il proprio ruolo professionale o sociale entrano frequentemente in contatto con le persone vulnerabili e potrebbero trovarsi nella posizione di intercettare situazioni di vulnerabilità.
L’idea è quella di rafforzare un primo livello di prevenzione, diffuso nei luoghi e nei contesti in cui le persone vivono, lavorano e chiedono aiuto. Le “sentinelle” non hanno il compito di sostituire i professionisti della salute mentale, ma di riconoscere un possibile segnale di allarme, offrire una prima risposta adeguata e facilitare il passaggio verso i servizi competenti.
L’Iss partecipa alla Joint Action europea Prism, finanziata dal programma EU4Health della Commissione europea per il periodo 2025-2028, in qualità di Competent Authority, con l’obiettivo di favorire l’adozione e l’implementazione di pratiche basate sulle evidenze per la promozione della salute mentale e la prevenzione nelle popolazioni vulnerabili.
All’interno del Work Package dedicato alla prevenzione del suicidio, l’Istituto sta lavorando all’adattamento italiano di Bizi, programma di formazione per gatekeeper sviluppato originariamente dal Servizio Sanitario basco, Osakidetza, e riconosciuto dalla Commissione europea come strumento efficace per individuare e trasferire nei Stati membri buone e promettenti pratiche nell’ambito della salute pubblica.
Si tratta di un percorso e-learning interattivo, gratuito e fruibile autonomamente, della durata complessiva di circa 90 minuti. Video, audio, casi simulati ed esercitazioni accompagnano i partecipanti nello sviluppo di tre competenze fondamentali: riconoscere precocemente i segnali di rischio, offrire un primo supporto adeguato e non specialistico e favorire l’invio ai servizi specializzati di assistenza e cura.
“Nell’ambito di Ja Prism stiamo lavorando, come gruppo, all’adattamento di Bizi al contesto italiano – spiega Eloise Longo del dipartimento di Neuroscienze dell’Iss – con l’obiettivo di rafforzare le competenze di chi può intercettare precocemente persone in condizioni di vulnerabilità e facilitarne l’orientamento verso i servizi appropriati. La fase pilota italiana sarà inizialmente rivolta agli operatori dei Telefoni Verdi istituzionali e ai medici di medicina generale del Servizio sanitario nazionale. Sono due contesti particolarmente importanti perché consentono di entrare in contatto con persone vulnerabili e intercettare richieste di aiuto anche prima dell’accesso ai servizi specialistici”.
Una volta conclusa la fase pilota, l’obiettivo è estendere progressivamente la formazione ad altre figure professionali.

Svezia: una nuova chiesa dedicata a San Martino nel nord estremo del Paese. Consacra il card. Arborelius

Sarà dedicata a san Martino la nuova chiesa a Sjulnäs, nei pressi di Piteå (Svezia). Verrà consacrata domenica 20 settembre, alle ore 15.00, dal cardinale di Stoccolma Anders Arborelius. La chiesa si trova nel territorio della parrocchia di san Giuseppe Lavoratore, il cui territorio comprende l’intera contea di Norrbotten. È la contea più a nord del Paese, la più estesa (grande quanto un terzo dell’Italia) e conta poco più di 250mila abitanti. Quella di san Martino sarà la terza chiesa cattolica della parrocchia della contea, dopo quelle di Luleå e Boden. Precisa il sito della diocesi svedese che dà la notizia che Augustinus, l’ultimo parroco cattolico di Piteå prima della Riforma, morì nel 1536 e gli succedette Andreas Petri Stolpe, primo parroco protestante, che ricevette la lettera di nomina da re Gustavo Vasa. L’edificio in cui sorge la nuova chiesa, era una casa di preghiera che apparteneva alla Chiesa di Svezia, da cui la Chiesa cattolica l’ha acquistata e poi ristrutturata: “Sono grato ai miei parrocchiani che hanno offerto il loro tempo e i loro talenti”, ha scritto sul sito della parrocchia don Damian Eze. “Sono grato al vescovo e do il benvenuto a tutti nella Chiesa cattolica”.

Attacco alle Torri Gemelle: Von der Leyen (Ue), “riaffermata l’importanza di alleanze e sicurezza collettiva”

“Venticinque anni fa, il mondo si è fermato. Incollati agli schermi, abbiamo assistito con orrore e incredulità al crollo delle Torri Gemelle”. Lo afferma la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen alla vigilia del 25° anniversario dell’11 settembre. “Oggi ricordiamo. Le quasi 3.000 persone che quella mattina sono uscite di casa e non hanno più fatto ritorno. I vigili del fuoco, gli agenti di polizia e i soccorritori che si sono lanciati nel fumo e nella polvere, salvando innumerevoli vite. Le famiglie che per un quarto di secolo hanno portato il peso di quella perdita”. Von der Leyen aggiunge: “L’11 settembre è stato l’evento di maggior impatto a cavallo tra i due secoli. Ha inoltre riaffermato l’importanza delle alleanze e della sicurezza collettiva. L’Europa ha saputo subito da che parte stare: al fianco dell’America. Per la prima e unica volta nella sua storia, la Nato ha invocato l’articolo 5. Un attacco contro uno” dei Paesi membri “era un attacco contro tutti. Ci siamo uniti a difesa dei principi che ci accomunano sulle due sponde dell’Atlantico: libertà e democrazia”.
“Gli autori degli attentati volevano diffondere la paura ben oltre New York, la Virginia e la Pennsylvania. A distanza di 25 anni, sappiamo che hanno fallito. Le nostre democrazie hanno retto. Le nostre società sono rimaste libere. E l’ideologia del terrore non è riuscita a imporre la propria morsa sul nostro mondo. Oggi le minacce che affrontiamo sono cambiate. Viviamo ancora una volta in acque geopolitiche turbolente, segnate dalla rivalità tra grandi potenze, dalla guerra e dal confronto tra Stati. Ma la lezione dell’11 settembre resta valida. Nei momenti di pericolo, le nostre alleanze contano. La nostra unità conta. E contano i valori che scegliamo di difendere”. Infine: “Dove un tempo sorgevano le Torri Gemelle, oggi due colonne di luce si innalzano verso il cielo di New York. Sfidano l’oblio. Custodiscono la memoria di chi abbiamo perso. E ci ricordano che la luce trionfa anche nei giorni più bui”.

Diocesi: Marino (Savona-Noli), “la scuola educhi alla formazione delle coscienze”

“Mi sento molto vicino a voi all’inizio di questo nuovo anno scolastico”. Così scrive monsignor Calogero Marino, vescovo della diocesi di Savona-Noli, in un messaggio indirizzato al personale della scuola, agli allievi e alle loro famiglie per l’inizio del nuovo anno scolastico 2026-2027. “È una vicinanza che esprime affetto e stima, non senza qualche preoccupazione per le numerose difficoltà nelle quali sono immerse la società e la scuola in questi nostri tempi, cosi complessi e contraddittori, ma altrettanto stimolanti per il mondo dell’educazione e della cultura”, continua. “Si presentano ogni giorno, infatti, situazioni rischiose da comprendere e da vivere, che interpellano la coscienza del singolo e mettono alla prova le sue risposte – aggiunge monsignor Marino – in questi momenti la formazione integrale della persona e il suo equilibrio devono prevalere per non lasciare ogni reazione al caso e all’istinto. È questo uno dei compiti principali della scuola e di tutti coloro che vi lavorano, in modo particolare gli insegnanti: educare alla formazione delle coscienze attraverso la passione per lo studio e per la ricerca, perché nulla sia più uguale a prima in chi si è abbeverato alla conoscenza”.  “Sappiamo per esperienza che, se non siamo più che vigili, rischiamo di abbandonarci a risposte semplici di fronte a problemi complessi e cediamo facilmente all’illusione di affidarci a soluzioni pronte e a buon mercato, che non richiedono troppi sforzi e che accettano, invece, ricette preconfezionate”, scrive ancora. Il vescovo fa poi riferimento al tema dell’Intelligenza artificiale: “Custodire la nostra più profonda umanità, anche in tempi di vertiginosa trasformazione digitale, significa porre le condizioni che rendono possibile una vita capace di verità, di relazioni autentiche, di lavoro dignitoso e di libertà reale. L’alternativa non è tra accettare o rifiutare la tecnologia, ma tra un uso che disgrega ed uno che custodisce il senso e il valore della vita. Compito della scuola è, dunque, insegnare a porre al centro la dignità dell’essere umano, assunta come criterio fondamentale per orientare il progresso tecnico e valutarne le ricadute sociali, culturali e morali”.
 

Diocesi: Piacenza-Bobbio, lunedì la “Cena in famiglia” in piazza Duomo per la Cattedrale

Una grande tavolata nel cuore della città per riportare i piacentini a vivere piazza Duomo e, insieme, contribuire alla cura della Cattedrale. È lo spirito della seconda edizione della “Cena in famiglia per la Cattedrale”, in programma lunedì 14 settembre alle 20 e promossa dalla diocesi di Piacenza-Bobbio con Confcommercio Piacenza e il patrocinio del Comune. Dopo gli oltre 400 partecipanti dello scorso anno, le prenotazioni proseguono e restano ancora alcuni posti disponibili. “L’evento nasce da una duplice idea e con due finalità”, ha spiegato Giovanni Struzzola, della Fondazione Opera parrocchiale della Cattedrale di Piacenza, presentando l’iniziativa:”La prima è valorizzare piazza Duomo, una delle piazze più belle di Piacenza ma non sufficientemente frequentata dai piacentini. L’obiettivo è far riconquistare la piazza alla città e abbiamo pensato di farlo attraverso la famiglia, riunendola attorno a una grande cena. La seconda finalità è raccogliere fondi per la manutenzione della Cattedrale, un edificio che necessita di una cura e di interventi costanti”. L’intero ricavato sarà destinato alla Fondazione: contribuire alla manutenzione, ha aggiunto Struzzola, “significa aiutare a conservare un gioiello che non appartiene soltanto alla diocesi di Piacenza-Bobbio, ma a tutta la città e alla provincia”. La cena sarà curata dall’Accademia della cucina piacentina. La partecipazione è a offerta libera, con un contributo minimo di 25 euro a persona; gratuita per i bambini fino a sei anni. Prima della cena, dalle 18 alle 19, sarà possibile salire gratuitamente alla cupola affrescata dal Guercino, su prenotazione.

11 settembre 2001: Turra (diocesi Vicenza), “dalla crisi è nato un nuovo slancio alla ricerca di spazi di incontro e di conoscenza reciproca”

“Il mondo è decisamente cambiato dopo quegli atti. È emersa la vulnerabilità del paese percepito come il più potente al mondo dopo il crollo del Muro di Berlino, ma è ora visibile la vulnerabilità del modello dei paesi occidentali”. Lo dichiara Lucio Turra, direttore del settore “Testimonianza del Regno e cura della prossimità” della Curia vescovile di Vicenza in occasione del 25° anniversario dell’11 settembre 2001 quando gli Stati Uniti vennero colpiti da quattro attentati terroristici, tra i più sanguinosi del secondo dopo guerra, ad obbiettivi civili e militari da parte di un gruppo di terroristi appartenenti all’organizzazione terroristica al-Qã’ida. Sono morte oltre 3.000 persone, 6.000 sono stati i feriti e sono crollate le famose Torri Gemelle di New York.
“Rivendicando un’identità islamica, i terroristi hanno associato l’elemento religioso alla violenza e all’odio con una forza inedita, ponendo nuovi ostacoli al cammino del dialogo, in particolare con i milioni di musulmani che pure non vi hanno mai avuto a che fare”, sottolinea Turra, osservando che “da questa crisi è però nato anche un nuovo slancio alla ricerca di spazi di incontro e di conoscenza reciproca, perché il Signore sa aprire una strada anche nel mare dell’odio”. “Oggi – ha proseguito Turra – il mondo appare diviso da interessi nazionalisti e populisti. La fine della seconda guerra mondiale e gli ottant’anni di pace si sono improvvisamente trasformati in un lungo armistizio. E la guerra ‘a pezzi’, come ci ha ricordato Papa Francesco è apparsa nuda e cruda nella sua assurda malvagità, non solo lontana da noi, ma vicinissima”.
L’unico pensiero che come cristiani è possibile fare, conclude la nota diffusa dalla diocesi di Vicenza, ha due risvolti importanti. Da un lato agire per la pace disarmata e disarmante, in modo non violento, come indicato da Papa Leone. Dall’altro assumere la responsabilità di vigilare e partecipare alla difesa dei beni comuni nella vita democratica del nostro Paese e della nostra Europa.

Pace: Centro La Pira Cassano allo Ionio, il dovere delle città in un tempo in cui la storia sembra tornare indietro

“C’è un tempo in cui la storia sembra tornare indietro. Si è tornati a parlare di riarmo come se fosse inevitabile, di deterrenza come unica lingua, di confini come muri. Bisogna tornare a Giorgio La Pira”. Lo afferma, Francesco Garofalo, presidente del Centro Studi “Giorgio La Pira” di Cassano All’Ionio. “Non per nostalgia ma per necessità. I Colloqui Mediterranei e l’incontro dei sindaci, oggi, quelle intuizioni bruciano più di allora. Mentre il Mediterraneo torna a essere mare di armi e non di incontri, la frase di Papa Leone XIV – aggiunge  – ‘una pace disarmata e disarmante’ suona come un’eco: disarmare le mani per iniziare a disarmare i cuori, come diceva La Pira citando Isaia. Da Firenze a Gerusalemme, il cerchio si chiude. La Pira lo aveva scritto: ‘La pace non verrà da un decreto, ma da una vocazione delle città’”. Per questo il cammino “torna proprio a La Pira. Perché è lì che tutto è iniziato. E perché è da lì che può ricominciare: se le città si parlano, il mondo può respirare. I sindaci, hanno il dovere di provarci”.

Sud Sudan: Commissione Onu, violenza e impunità mettono a rischio civili e transizione democratica

“La finestra per evitare un ulteriore deterioramento si sta restringendo”. È l’allarme lanciato dalla Commissione Onu per i diritti umani in Sud Sudan al termine della sua 14ª visita nel Paese. Violenza, tensioni politiche, restringimento dello spazio civico, corruzione e persistente impunità continuano a mettere a rischio la popolazione e la transizione politica, mentre si avvicinano le elezioni previste per dicembre. Durante la missione, la Commissione ha raccolto testimonianze di uccisioni, sfollamenti, violenze sessuali contro donne e ragazze e attacchi a civili e infrastrutture. Particolare preoccupazione è stata espressa per l’attacco a una pattuglia Unmiss-Missione Onu in Sud Sudan in Jonglei, nel quale sono rimasti uccisi 2 peacekeeper. La Commissione chiede un’indagine indipendente e l’accertamento delle responsabilità. In vista del voto, l’Onu ribadisce che le elezioni devono essere accompagnate da garanzie per la partecipazione politica, il rispetto delle libertà fondamentali, la protezione dei civili e la credibilità del processo elettorale. Appello anche per un dialogo politico “genuino e inclusivo”, il rilascio degli oppositori detenuti senza adeguate garanzie giudiziarie e l’attuazione dell’accordo di pace. La Commissione sollecita inoltre l’istituzione della Corte ibrida per il Sud Sudan e il rafforzamento dei meccanismi nazionali di verità, riconciliazione, riparazione e responsabilità. “Il Sud Sudan ha ancora una scelta”, afferma la Commissione: evitare un nuovo ciclo di violenza e utilizzare il momento elettorale per proteggere i civili e costruire una transizione pacifica e credibile.

Austria: Vienna, centenario Casa dell’Associazione cristiana. Mons. Grünwidl: “Impegno per convivenza pacifica”

La “Casa dell’Associazione cristiana – Johann Gassner” di Vienna ha celebrato il suo centenario con una funzione ecumenica, una cerimonia e una pubblicazione commemorativa. Fin dalla sua fondazione, il 12 settembre 1926, la Casa è stata strettamente legata alla storia del movimento sindacale e sociale cristiano e rimane un luogo di scambio, incontro e formazione politica. Questo è stato sottolineato durante la celebrazione di martedì scorso da Romana Deckenbacher, presidente federale della Federazione dei sindacalisti cristiani (Fcg), e Matthias Tschirf, presidente della Casa dell’Associazione cristiana. La funzione ecumenica è stata officiata dall’arcidiacono militare cattolico Harald Tripp e dal sovrintendente militare protestante Karl-Reinhart Trauner. L’arcivescovo di Vienna, mons. Josef Grünwidl, nel suo saluto per la pubblicazione commemorativa, ha ricordato coloro che “si sono impegnati per la convivenza pacifica e una forte partnership sociale”. L’arcivescovo ha affermato che “ancora oggi, il centro comunitario cristiano, in quanto sede della Fcg e di altre organizzazioni fortemente impegnate, porta avanti l’eredità della dottrina sociale cristiana, che è una delle più importanti conquiste della Chiesa cattolica: il rispetto della dignità umana e la promozione di condizioni di lavoro giuste e che valorizzino la vita”. La presidente della Fcg, Deckenbacher, ha sottolineato che “cento anni di centro comunitario cristiano è un pezzo di storia che è stato scritto qui, un luogo che ha vissuto la comunità fin dall’inizio” perché “il nostro principio cristiano-sociale è stato ed è il fondamento del nostro lavoro, e questo edificio deve rimanere un luogo di incontro e dialogo anche in futuro”. Il presidente dell’associazione, Tschirf, ha osservato che le encicliche sociali dei papi sono state formative a questo riguardo, da Leone XIII e la sua enciclica “Rerum novarum” alla più recente enciclica di Leone XIV sulla dignità umana e l’intelligenza artificiale. “Le questioni che ci animavano nel 1926 sono oggi più rilevanti che mai”.

Diocesi: Fermo, una giornata per i volontari Caritas

Nei giorni scorsi, presso la parrocchia di Sant’Anna a Porto Potenza Picena, si è svolta la prima Festa dei Volontari Caritas della diocesi di Fermo, un momento speciale dedicato a tutte le persone che, ogni giorno, donano tempo, energie e cuore agli altri. Una giornata – sottolinea una nota della diocesi – vissuta nella semplicità, ma ricca di significato, che ha riunito i volontari delle diverse realtà Caritas della diocesi di Fermo. Un’occasione per “fermarsi, incontrarsi e raccontarsi, condividendo non solo le tante attività svolte durante l’anno, ma anche esperienze, fatiche, sorrisi e momenti che rendono il servizio agli altri qualcosa di profondamente umano”. Ad aprire la giornata è stata la direttrice della Caritas diocesana, Barbara Moschettoni, che ha rivolto un saluto e un ringraziamento a tutti i volontari. È seguito il videomessaggio dell’arcivescovo, mons. Rocco Pennacchio, che ha voluto far sentire la propria vicinanza a quanti, con impegno e discrezione, sono quotidianamente accanto alle persone più fragili. Ogni Caritas ha poi avuto modo di raccontare la propria esperienza attraverso cartelloni, immagini e parole, dando vita a “un grande racconto collettivo fatto di servizi, incontri e storie”. La prima Festa dei Volontari Caritas si è conclusa con la consapevolezza che prendersi cura degli altri significa anche prendersi cura dei legami che uniscono una comunità.
 

Parlamento Ue: attesa per il discorso sullo stato dell’Unione. Dibattito con Von der Leyen. Ospite il premier canadese Carney

Dal 14 al 17 settembre l’Europarlamento torna a riunirsi in plenaria a Strasburgo. La giornata clou sarà mercoledì 16 quando, alle ore 9.00, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen terrà il discorso sullo stato dell’Unione per il 2026, seguito da un dibattito con i deputati. “Nel suo discorso, Ursula von der Leyen dovrebbe illustrare – secondo il servizio stampa del Parlamento – l’impatto dell’operato della Commissione nell’ultimo anno e i piani per il futuro. Si prevede che si concentrerà su difesa e sicurezza europee, sul sostegno continuo dell’Ue all’Ucraina di fronte alla guerra di aggressione della Russia, sulla situazione in Medio Oriente, sulla strategia comune per adattarsi a un ordine globale in evoluzione, su competitività, occupazione e prosperità sostenibile, sulla lotta al cambiamento climatico, sul prossimo bilancio a lungo termine dell’Ue per il periodo successivo al 2027, sulla resilienza democratica, sulla gestione della migrazione”. Il primo ministro del Canada, Mark Carney, assisterà al dibattito in qualità di ospite d’onore. Carney terrà a sua volta un discorso in emiciclo giovedì 17, al mattino sulle relazioni Ue-Canada in un contesto di crescenti tensioni geopolitiche. “L’intervento del primo ministro canadese dovrebbe concentrarsi sugli interessi comuni in materia di sicurezza ed economia, tenendo conto della guerra di aggressione russa contro l’Ucraina, degli attacchi ibridi, delle ingerenze straniere, delle politiche sempre più assertive della Cina e delle relazioni con gli Stati Uniti”.

Scuola: Fish, “l’alunno con disabilità appartiene all’intera comunità scolastica”

“La scuola è vostra. Non siete ospiti. Non siete persone alle quali bisogna semplicemente ‘fare spazio’”. È il messaggio rivolto ad alunne e alunni, studentesse e studenti con disabilità da Vincenzo Falabella, presidente di Fish ETS, in occasione dell’avvio del nuovo anno scolastico. In una lettera pubblicata sul sito della Federazione, Falabella ribadisce che inclusione non significa soltanto presenza, ma piena partecipazione alla vita scolastica, alle lezioni come alle attività, alle gite, allo sport e alle relazioni con i compagni. “L’alunno con disabilità appartiene all’intera comunità scolastica”, sottolinea, ricordando che la responsabilità educativa non può essere delegata al solo insegnante di sostegno. Nel messaggio vengono richiamate anche le barriere che possono ostacolare l’inclusione: da quelle architettoniche e tecnologiche agli stereotipi, alle basse aspettative e all’indifferenza. Un appello è rivolto a insegnanti e dirigenti perché abbiano “alte aspettative per ogni studente” e alle famiglie, spesso chiamate a fronteggiare ogni settembre carenze di personale, sostegno non definito, assistenza, trasporto e barriere. “Non siete voi a dovervi guadagnare un posto nella scuola. Quel posto è già vostro”, conclude Falabella, richiamando il diritto a una scuola inclusiva, “prevista dalla nostra Costituzione”, capace di valorizzare ogni persona.

Migranti: Teano, il 18 settembre convegno di tre diocesi su accoglienza e integrazione

“Migranti. Risorsa o problema?”. Se ne parlerà venerdì 18 settembre nel convegno organizzato dall’Ufficio Migrantes delle diocesi di Teano-Calvi, Alife-Caiazzo e Sessa Aurunca, al Seminario di Teano. Due le sessioni: al mattino, dalle 9.30 alle 12.30, per sacerdoti, diaconi e seminaristi; nel pomeriggio, dalle 18.15 alle 20.15, per sindaci, laici, operatori pastorali, associazioni e movimenti. Introdurrà i lavori padre Daniele Moschetti, comboniano e responsabile dell’Ufficio Migrantes delle tre diocesi, guidate dal vescovo Giacomo Cirulli. Seguirà l’intervento di mons. Giancarlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio e già presidente della Commissione episcopale per le migrazioni della Cei e della Fondazione Migrantes, sul tema “Accoglienza e integrazione: risorsa o problema?”. Mons. Perego presenterà dati sulla presenza dei migranti in Italia dagli anni ’80 a oggi, affrontando aspetti quali luoghi di dimora, salute, accesso alle cure, carceri e scuole. Interverrà Francesco Lavanga, sindaco di Mondragone, dove risiedono circa 4.600 immigrati, sui temi di accoglienza, integrazione, microcriminalità ed evasione scolastica. L’Ufficio Migrantes presenterà un censimento dei migranti residenti nei comuni delle tre diocesi, con dati su provenienza, titoli di studio e lavoro. Le conclusioni saranno affidate a mons. Giacomo Cirulli, che offrirà una riflessione sui fenomeni migratori e sul valore dell’accoglienza dello straniero. Ai presenti sarà donato un volume realizzato per l’occasione.

Diocesi: Vicenza, nasce il gruppo di auto mutuo aiuto “Bucaneve” per persone che stanno vivendo un lutto

Nel territorio della diocesi di Vicenza nasce un nuovo gruppo di auto mutuo aiuto per persone che stanno vivendo un lutto. È “Bucaneve” di Breganze, promosso da Caritas diocesana vicentina, Fondazione Diakonia Vicenza Ets e unità pastorale di Breganze e Maragnole, con il patrocinio del Comune di Breganze. Gli incontri si terranno ogni martedì, dalle 20 alle 21.30, all’Oratorio Don Bosco, in via Pieve 50. “Il gruppo, che si aggiunge a quelli già attivi nel territorio diocesano e che è rivolto a chi ha vissuto la perdita di un proprio caro, ha diversi obiettivi: offrire uno spazio per condividere la storia del proprio dolore, dei propri sentimenti e delle proprie difficoltà; favorire l’ascolto di altre persone che hanno vissuto esperienze simili; imparare ad elaborare positivamente il proprio cordoglio, individuando modalità costruttive per gestire momenti di sofferenza e di solitudine”, spiega la psicologa e psicoterapeuta Viviana Casarotto, responsabile del servizio-segno “Lutto, solitudine ed esperienza del limite” di Caritas diocesana vicentina. Casarotto presenterà il nuovo gruppo durante un incontro pubblico, “Narrare e condividere il dolore per trasformarlo”, in programma mercoledì 16 settembre, alle 20.30, all’Oratorio Don Bosco. L’incontro è rivolto a quanti si interrogano sulla morte e sulla vita e sono stati toccati dalla perdita di una persona cara.

Diocesi: Terni, domenica il pellegrinaggio a piedi al santuario della Madonna del Ponte a Narni

A conclusione della festa dedicata alla Madonna del Ponte a Narni scalo, domenica 13 settembre la comunità ecclesiale di Terni-Narni-Amelia si riunirà per il pellegrinaggio diocesano al santuario della Madonna del Ponte. Alle 18 si terrà la solenne concelebrazione presieduta da mons. Giuseppe Piemontese, vescovo emerito di Terni-Narni-Amelia, con sacerdoti e fedeli della diocesi. La venticinquesima edizione del pellegrinaggio a piedi “Come mi conosci (Gv 1,48)”, promosso da Comunione e Liberazione e dalla diocesi, si snoderà per 14 chilometri tra Terni e Narni, passando davanti alla chiesa della Polymer e alla casa circondariale. Animato dalla recita del rosario, da canti e testimonianze, il cammino si concluderà al santuario intorno alle 17.30. Il pellegrinaggio alla Madonna del Ponte, compatrona della diocesi, richiama un’antica tradizione devozionale. Nel santuario è custodita l’immagine di Maria con il Bambino, affrescata nella grotta e risalente al 1050. Viandanti e pellegrini lungo la via Flaminia erano soliti sostarvi in venerazione della Madonna. Dopo la distruzione del ponte d’Augusto e il cambiamento del percorso, la grotta cadde nell’abbandono fino al 1714, quando fu riscoperta da un cacciatore. Nel 1722 il vescovo di Narni Francesco Saverio Guicciardi decretò la costruzione della chiesa, consacrata nel 1728 dal vescovo Nicolò Terzago. Nel 1754 l’immagine sacra fu solennemente incoronata.

Pastorale penitenziaria: Cec, a Pompei il convegno regionale del volontariato carcerario

“Costruire insieme, nel carcere, la pedagogia dellacarità” è il tema del convegno regionale del volontariato carcerario in programma sabato 26 settembre, a Pompei, presso la Sala Anastasio Rossi.
L’incontro, promosso nell’ambito della Pastorale penitenziaria della Campania, prenderà il via alle ore 9 con l’accoglienza dei partecipanti. Alle 9.30 seguiranno la preghiera e l’ascolto della Parola guidati da mons. Pasquale Cascio, arcivescovo di Sant’Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia e delegato della Conferenza episcopale campana (Cec) per la Pastorale carceraria. A introdurre e moderare i lavori sarà don Rosario Petrone, delegato regionale dei cappellani.
Alle ore 10 sono previste le prime relazioni. Mons. Antonio Di Donna, vescovo di Acerra e presidente della Conferenza episcopale campana, interverrà sul tema “La pastorale penitenziaria nell’integrazione tra gli Uffici pastorali della Cec”. A seguire mons. Antonio De Luca, vescovo di Teggiano-Policastro e delegato Cec alla Carità, affronterà il tema “La formazione degli operatori della carità aperta agli operatori della pastorale penitenziaria”.
Dopo la pausa delle ore 11, i lavori riprenderanno alle 11.30 con don Marco Pagniello, direttore di Caritas Italiana, al quale è affidata la relazione “La progettualità di Caritas nazionale inclusiva del mondo penitenziario: detenuti, famiglie, giustizia riparativa”.
Le conclusioni, previste alle ore 12, saranno affidate a mons. Pasquale Cascio.
Il convegno pone così al centro del programma il rapporto tra pastorale penitenziaria e altri ambiti della vita ecclesiale, con particolare attenzione al servizio della carità, alla formazione degli operatori e alla progettualità rivolta al mondo penitenziario, ai detenuti e alle loro famiglie.

Argentina: allarme Caritas per l’aumento dei suicidi, prima causa di morte tra i giovani

Forte allarme di Caritas Argentina, in occasione della Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio del 10 settembre: “I numeri confermano che non esageriamo quando parliamo di urgenza. Secondo il Sistema nazionale di informazione criminale del Ministero della Sicurezza della Nazione, nel 2025 si sono registrati nel Paese 5.209 suicidi, il 22,6% in più rispetto all’anno precedente e la cifra più alta da quando esistono registrazioni”. Il tasso nazionale è salito a 11,8 casi ogni 100mila abitanti, al di sopra della media mondiale indicata dall’Organizzazione mondiale della sanità. Dal 2023 il suicidio è la prima causa di morte violenta in Argentina ed è oggi la principale causa di morte tra adolescenti e giovani. Uno studio dell’Osservatorio del debito sociale argentino della Uca mostra che il 27,3% dei ragazzi ha pochi amici o fatica a stringere legami e il 18,1% tra i 5 e i 17 anni presenta ogni giorno sintomi di tristezza o ansia, percentuale che sale al 21,2% nell’adolescenza. “Per prevenire il suicidio – scrive Caritas Argentina – ed evitare che la disperazione guadagni terreno è imprescindibile ‘arrivare prima’ e costruire veri e propri ambienti preventivi”. Gli spazi Caritas costruiscono reti di sostegno, contrastano la dispersione scolastica e offrono ai giovani un progetto di vita. Caritas rivolge infine “un appello urgente allo Stato” affinché destini risorse concrete alla prevenzione del suicidio e alla salute mentale.

Diocesi: mons. Fragnelli (Trapani) agli studenti, “Non vi sia rubata la speranza”

Alla vigilia dell’avvio dell’anno scolastico 2026/2027, il vescovo di Trapani, mons. Pietro Maria Fragnelli, ha indirizzato un messaggio di augurio e benedizione a studenti, famiglie, docenti e dirigenti dell’intero territorio diocesano, definendo gli istituti di ogni ordine e grado “luoghi preziosi di crescita nella conoscenza e nella cultura e irrinunciabili presidi educativi per le nostre comunità”. Nel testo, inviato ai presidi affinché facciano da “ponte” verso l’intero mondo scolastico, il presule rivolge un pensiero speciale a chi entra in classe per la prima volta e a tutti i giovani: “Sentitevi sempre preziosi e unici. C’è nei vostri cuori una sete grande di amicizia, novità e verità. Custodite questo desiderio profondo! Non lasciatevi mai rubare la speranza. Non abbiate paura di osare in grande per la vostra vita, il nostro meraviglioso territorio e il mondo intero”. Parole di vicinanza sono state espresse anche verso chi vive situazioni di disagio: “Un pensiero speciale lo rivolgo a chi convive con qualche forma di fragilità o attraversa momenti difficili, a chi, anche solo segretamente, si sente indietro o vulnerabile: non siete soli!”. Mons. Fragnelli ha infine richiamato la responsabilità degli adulti – docenti, personale Ata e genitori – chiamati a una “semina fiduciosa” con passione e pazienza affinché l’anno sia un’«avventura condivisa nella corsa più bella, la corsa di una vita autentica». Domenica 13 settembre, in numerose parrocchie della diocesi, si terrà il tradizionale rito della benedizione degli zaini.

Salute: Oms, prequalificata la versione multidose del vaccino materno contro il virus respiratorio sinciziale

L’Oms-Organizzazione mondiale della sanità ha prequalificato la versione in flaconcino multidose del vaccino materno contro il Rsv-virus respiratorio sinciziale, un passo che potrà favorire una maggiore protezione dei neonati dalle forme gravi di infezione respiratoria e dalla polmonite. La nuova formulazione dovrebbe rendere la vaccinazione più accessibile e semplice da somministrare, in particolare nei Paesi sostenuti da Gavi, l’Alleanza globale per i vaccini. Secondo l’Oms, ogni anno l’Rsv provoca oltre 3,6 milioni di ricoveri e circa 100 mila decessi tra i bambini sotto i 5 anni; quasi la metà delle morti riguarda neonati di età inferiore ai 6 mesi. Circa il 97% dei decessi si verifica nei Paesi a basso e medio reddito, dove l’accesso alle cure di supporto è più limitato. Il vaccino materno è pensato per proteggere il bambino nei primi 6 mesi di vita attraverso il trasferimento degli anticorpi dalla madre al feto prima della nascita. L’Oms raccomanda la somministrazione del vaccino alle donne in gravidanza nel terzo trimestre, a partire dalla 28ª settimana, per favorire un adeguato trasferimento degli anticorpi. La prequalificazione della versione multidose, sviluppata con il sostegno della Fondazione Gates, dovrebbe facilitare l’introduzione della vaccinazione nei programmi nazionali di immunizzazione su larga scala. L’Oms raccomanda ai Paesi di introdurre nei propri programmi nazionali il vaccino materno RSVpreF oppure l’anticorpo monoclonale nirsevimab.

Energia: Iea, prezzi del gas spingono il carbone, domanda mondiale a livelli record nel 2026

I prezzi elevati del gas naturale, legati alle ripercussioni della guerra in Medio Oriente e alla forte riduzione dei flussi di gas naturale liquefatto attraverso lo Stretto di Hormuz, stanno favorendo un maggiore ricorso al carbone in diversi Paesi. È quanto rileva l’Iea-Agenzia internazionale dell’energia nel Coal Mid-Year Update 2026. Nonostante lo Stretto di Hormuz non sia una rotta significativa per il trasporto di carbone, le interruzioni del traffico hanno fatto aumentare i prezzi del gas, spingendo alcuni Paesi a utilizzare maggiormente il carbone per la produzione elettrica. Il fenomeno riguarda, tra gli altri, Europa, Giappone, Corea e Cina. Per il 2026 l’Iea prevede una crescita dell’1,2% della domanda mondiale di carbone, che raggiungerà il livello record di 8,94 miliardi di tonnellate. A sostenere i consumi contribuiscono anche l’aumento dell’uso del carbone in Cina per la produzione di sostanze chimiche e, in Asia, le maggiori necessità di raffrescamento e la minore produzione idroelettrica attese con un forte fenomeno di El Niño. Incerto lo scenario per il 2027: una ripresa dei flussi di Gnl-Gas naturale liquefatto attraverso Hormuz e un calo dei prezzi del gas potrebbero ridurre la domanda di carbone, mentre una persistente chiusura della rotta potrebbe alimentarne ulteriormente i consumi. La produzione mondiale di carbone, dopo il record del 2025, dovrebbe invece diminuire nel 2026, pur restando sopra i 9 miliardi di tonnellate.

Diocesi: Pisa, il 19 settembre libri a offerta libera per sostenere la Caritas

Torna a Pisa l’iniziativa che unisce libri, cultura e solidarietà: sabato 19 settembre, dalle 10 alle 19, il Giardino della Limonaia del Palazzo arcivescovile, in piazza Arcivescovado, ospiterà una nuova edizione di “Un libro, un dono”, che permette di scegliere alcuni volumi tra le pubblicazioni messe a disposizione dagli enti partecipanti, lasciando un’offerta libera a sostegno della Caritas diocesana. Dopo la prima esperienza dello scorso aprile, l’appuntamento cresce e coinvolge nuove realtà cittadine: accanto all’Opera della Primaziale pisana partecipano l’Università di Pisa, con le pubblicazioni della Pisa University Press, e la Fondazione Pisa. Tra i tavoli allestiti nel giardino sarà possibile trovare cataloghi d’arte, studi, monografie, pubblicazioni scientifiche e volumi di approfondimento. La formula resta semplice: ingresso libero, scelta dei libri e offerta libera. Il ricavato sarà interamente destinato alla Caritas diocesana di Pisa per sostenere interventi di contrasto alla povertà educativa, con attenzione alle necessità di bambini e ragazzi appartenenti a famiglie in situazione di fragilità economica: le offerte contribuiranno all’acquisto di materiale scolastico e di altri strumenti utili a garantire ai più giovani condizioni più eque di accesso allo studio e alla formazione. A fare da cornice alla giornata sarà il Giardino della Limonaia, restaurato negli ultimi anni, uno spazio raccolto nel centro della città che per l’occasione diventa luogo di incontro tra istituzioni culturali, cittadini e volontariato.

Comece: Bruxelles, il 14 ottobre la presentazione dell’enciclica “Magnifica humanitas” di Leone XIV

L’enciclica “Magnifica humanitas” di Papa Leone XIV sarà presentata ufficialmente mercoledì 14 ottobre, nel corso di un evento pubblico organizzato dalla Commissione degli episcopati dell’Unione europea (Comece) presso la Cappella per l’Europa (Rue Van Maerlant 22, 1000 Bruxelles), dalle 19 alle 21. L’evento vedrà la partecipazione di rappresentanti dell’Ue e della Chiesa, nonché di esperti di intelligenza artificiale. “L’incontro – spiega la Comece – offrirà l’opportunità di riflettere sulla rilevanza dell’enciclica di Papa Leone XIV per il futuro dell’Europa e del progetto europeo, oltre che sulle sue implicazioni per l’elaborazione delle politiche dell’Ue”. Interverranno, tra gli altri, mons. Paul Tighe, segretario del Dicastero per la cultura e l’educazione della Santa Sede, e Michael McNamara, membro del Parlamento europeo. I posti sono limitati, per cui è obbligatoria. La presentazione dell’enciclica avverrà nell’ambito dell’assemblea plenaria autunnale 2026 della Comece, che si terrà dal 14 al 16 ottobre sul tema “Rinnovare il progetto europeo alla luce di Magnifica humanitas”. L’assemblea riunirà i vescovi delegati alla Comece dalle Conferenze episcopali degli Stati membri dell’Ue. Per l’occasione, Mairead McGuinness, recentemente nominata inviata speciale dell’Ue per la promozione della libertà di religione o di credo (FoRB) al di fuori dell’Ue, parteciperà all’assemblea per discutere le modalità per rafforzare la promozione della FoRB al di fuori dell’Unione. I vescovi accoglieranno inoltre Jean-Baptiste de Franssu, presidente del Consiglio collegiale del “Collège des Bernardins”, con il quale si confronteranno sul finanziamento del bene comune nel nuovo contesto geopolitico europeo. Giovedì 15 ottobre, i vescovi dell’Unione europea celebreranno una messa per l’Europa presso la chiesa di Notre-Dame des Victoires au Sablon, a Bruxelles. La celebrazione sarà presieduta da mons. Mariano Crociata, presidente della Comece.

Inizio anno scolastico: mons. Palumbo (Termoli-Larino), vivere “la scuola come palestra di virtù e di umanità”

“L’apertura della scuola non significa la semplice ripresa di una routine, ma l’inizio di un viaggio collettivo. Quest’anno vorrei invitarvi a riflettere su un’idea fondamentale che possa accompagnarvi lungo tutto il cammino formativo: la scuola come palestra di virtù e di umanità”. Si apre così il messaggio del vescovo di Termoli-Larino, mons. Claudio Palumbo, per il nuovo anno scolastico 2026-2027. Rivolgendosi a docenti, personale scolastico, genitori e studenti, il presule afferma che è “fondamentale il comprendere che questo luogo, la scuola, non esiste solo per trasmettere nozioni o per preparare al mondo del lavoro. La scuola è un’officina del vivere civile, uno spazio in cui si impara l’arte più complessa e nobile di tutte: l’arte di essere umani”. Il vescovo esorta a fare della scuola un luogo che bandisca la violenza, ricordando che “stiamo vivendo giorni malati”, segnati da rabbia sociale, precarietà, mancanza di ascolto, cattivi modelli e perdita di valori. “Tutto questo non è giusto”, ammonisce: “È ora di cambiare strada”. Come? “Educando all’ascolto e promuovendo la giustizia. Insegnando che le parole e il confronto sono strumenti potenti di rinascita e riducendo le disuguaglianze sociali, per offrire alle persone speranza e rispetto reciproco”. A tutti l’augurio di “un anno 2026-2027 ricco di scoperte, di crescita interiore e di grandi traguardi umani”.

Slovakia: Bratislava gets ready for the National March for Life. “No” to surrogacy. “Children are not commodities”

Bratislava is getting ready to host the fifth National March for Life, a public event focussed on the protection of human life from conception to natural death, on Sunday, September 20th. This year, the organisers want to draw attention to the dignity of women and children in the context of surrogacy. It is precisely about surrogacy that a petition has been put forward, asking to enforce the constitutional ban on such practice in the Slovak legal system. According to the organisers, the protection of women from exploitation and the protection of children from being regarded as objects for sale must be a priority. “Children are not commodities, and women must not become a way to get them”, spokesperson Milena Olšovská stated. One of the most distinguished international guests is Olivia Maurel, born through surrogacy and currently working all over the world to ban it. Maurel is one of the promoters of the Declaration of Casablanca for the global abolition of surrogacy. Other guest speakers include the French doctor Marie-Lys Pelissier, spokesperson for the March for Life in France, and Slovenian activist Aleš Primc, supporter of the referendum campaign against euthanasia in Slovenia. The event will start on Saturday, September 19th, with a concert. On Sunday, the programme will start at midday and will have its highlight in a parade through the capital city’s streets. Along with the public events, the day will have a spiritual dimension too: Masses will be officiated in several churches in Bratislava to revive the culture of life, with the involvement of Roman and Greek Catholic communities and in conjunction with dioceses and ecclesial communities all over Slovakia.

Slovacchia: Bratislava prepara la Marcia nazionale per la vita. “No” alla maternità surrogata. “Il bambino non è una merce”

Bratislava si prepara ad accogliere, domenica 20 settembre, la quinta edizione della Marcia nazionale per la vita, manifestazione pubblica dedicata alla tutela della vita umana dal concepimento alla morte naturale. Quest’anno gli organizzatori intendono porre particolare attenzione alla dignità della donna e del bambino nel contesto della maternità surrogata. Proprio sulla surrogazione è stata lanciata una petizione che chiede di tradurre nella legislazione slovacca il divieto costituzionale della pratica. Secondo gli organizzatori, la tutela della donna dallo sfruttamento e del bambino dall’essere considerato oggetto di un accordo deve rappresentare una priorità. “Il bambino non è una merce e la donna non deve diventare uno strumento per ottenerlo”, ha affermato la portavoce Milena Olšovská. Tra gli ospiti internazionali spicca Olivia Maurel, nata attraverso la maternità surrogata e oggi impegnata a livello internazionale per vietarla. Maurel è tra le promotrici della Dichiarazione di Casablanca, che sostiene il divieto globale della surrogazione. Interverranno inoltre la medico francese Marie-Lys Pelissier, portavoce della Marcia per la vita in Francia, e l’attivista sloveno Aleš Primc, protagonista della campagna referendaria contro l’eutanasia in Slovenia. La manifestazione inizierà già sabato 19 settembre con un concerto musicale. Domenica il programma inizierà a mezzogiorno e culminerà con il corteo attraverso le vie della capitale. Accanto agli eventi pubblici, la giornata avrà anche una dimensione spirituale: in diverse chiese di Bratislava saranno celebrate messe per rilanciare la cultura della vita, con la partecipazione di comunità cattoliche romane e greco-cattoliche, in collegamento con le diocesi e le comunità ecclesiali di tutta la Slovacchia.

Diocesi: Cerreto Sannita, il 12 settembre l’Assemblea “Allargare lo sguardo, dilatare la comunione”

La diocesi di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata de’ Goti si ritroverà sabato 12 settembre, dalle 9.30 alle 17.45, al Centro pastorale “Emmaus” di Cerreto Sannita, per l’Assemblea diocesana 2026, dedicata al tema “Allargare lo sguardo, dilatare la comunione – Eucaristia e sinodalità, familiarità e missione”. La giornata prevede momenti di ascolto, confronto e comunione, con tre laboratori: “Dall’appartenenza all’essere: come sentirsi parte viva della diocesi?”, “Tutta la comunità evangelizza: come la parrocchia può diventare soggetto attivo di evangelizzazione” e “Dal confronto alle scelte: quali passi concreti possiamo compiere insieme?”. In programma anche l’adorazione eucaristica, il pranzo fraterno e le conclusioni affidate al vescovo di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata de’ Goti, mons. Giuseppe Mazzafaro. L’appuntamento è rivolto alle parrocchie, ai gruppi, alle associazioni e a tutti i fedeli che desiderano sentirsi parte viva della diocesi.

Chiesa: Roma, il 16 settembre un dibattito sulla politica estera di Leone XIV

“La politica estera di Papa Leone XIV”. È questo il tema del dibattito in programma a Roma il 16 settembre, alle 18.30, per iniziativa dell’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede. Dopo il saluto dell’Ambasciatore d’Italia presso la Santa Sede, Francesco Di Nitto, interverranno Massimo Faggioli, professore ordinario presso il Dipartimento di teologia e scienze religiose di Villanova University (Philadelphia) e da ultimo autore dei libri “Leone XIV e la Chiesa globale” e “Da Dio a Trump” (Ed. Morcelliana, Scholé); Roberto Regoli, professore Ordinario presso la Facoltà di Storia e Beni Culturali della Chiesa alla Pontificia Università Gregoriana e presidente della Fondazione Vaticana Joseph Ratzinger – Benedetto XVI, e Agostino Giovagnoli, professore emerito di Storia Contemporanea presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, da ultimo co-autore del libro “La Chiesa e la sfida della pace: da Leone XIII a Leone XIV” (ed. Guerini, in uscita il 23 ottobre 2026. Modererà l’incontro Lucia Capuzzi, inviata della redazione Esteri del quotidiano Avvenire.

Diocesi: Bolzano-Bressanone, pellegrinaggio a piedi per riscoprire il valore del Creato

Nel mese dedicato alla responsabilità verso il Creato (1° settembre-4 ottobre), la diocesi di Bolzano-Bressanone ha proposto un pellegrinaggio a piedi da Fleres a Maranza, guidato da Markus Moling, direttore dell’Istituto interreligioso per la giustizia, la pace e la salvaguardia del Creato “De pace fidei”. Negli ultimi anni il pellegrinaggio, promosso a livello locale nel settembre dedicato alla salvaguardia del Creato, ha attraversato le Dolomiti partendo da San Candido. Lo scorso anno è arrivato a Fleres, da dove è ripartito il 6 settembre. Il percorso ha toccato il Passo del Brennero, l’ex comprensorio sciistico dello Zirog, Vizze, il santuario mariano di Trens e Valles, per concludersi oggi, giovedì 10 settembre, a Maranza. Riflessioni mattutine e celebrazioni, insieme all’alternanza tra silenzio, preghiera e dialogo, hanno caratterizzato il cammino, accompagnato da Moling e dalla guida escursionistica Anna Maria Obrist. “Le escursioni e la preghiera, oltre alla scoperta e alla riscoperta del valore del dono del Creato: sono questi i punti centrali di questo pellegrinaggio a piedi”, sottolinea don Markus Moling. Durante il percorso, il direttore dell’istituto ha invitato i partecipanti a prestare attenzione ai piccoli dettagli ai margini del cammino e ai molteplici suoni della natura, per vivere un’esperienza capace di coinvolgere corpo, mente e anima.

Migranti: da inizio anno sbarcate 21.180 persone sulle nostre coste. Oltre 1.600 a settembre

Sono finora 21.180 le persone migranti sbarcate sulle coste da inizio anno. Nello stesso periodo, lo scorso anno furono 47.315 mentre nel 2024 furono 44.496. Il dato è stato diffuso dal ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina. Il totale delle persone arrivate via mare in Italia nei primi giorni di settembre è pari a 1.618. L’anno scorso, in tutto il mese, furono 8.315, mentre nel 2024 furono 7.685.
Dei quasi 21.200 migranti sbarcati in Italia nel 2026, 5.388 sono di nazionalità bangladese (25,4%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Somalia (2.498, 11,8%), Algeria (2.252, 10,6%), Sudan (1.665, 7,9%), Pakistan (1.459, 6,9%), Eritrea (1.350, 6,4%), Egitto (1.333, 6,3%), Tunisia (1.102, 5,2%), Mali (376, 1,8%), Nigeria (348, 1,7%), Iran (301, 1,4%), Etiopia (297, 1,3%), Costa d’Avorio (257, 1,2%), Sud Sudan (246, 1,2%), Guinea (239, 1,1%) a cui si aggiungono 2.069 persone (9,8%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione.
Dal 1° gennaio all’8 settembre 2026 i migranti rimpatriati sono 5.957, dei quali 5.100 con rimpatri forzati e 857 con rimpatri volontari assistiti. Negli anni scorsi sono stati complessivamente 6.772 in tutto il 2025 (il 10,2% rispetto al numero di persone sbarcate) e 5.704 nel 2024 (8,6%).

Diocesi: Molfetta, da oggi mons. Basile negli Usa per il centenario della Fondazione della Società Madonna dei Martiri in Hoboken

Da oggi a giovedì 17 settembre il vescovo di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi, mons. Domenico Basile, sarà negli Stati Uniti per prendere parte alle celebrazioni della Fondazione della Società Madonna dei Martiri in Hoboken, che quest’anno raggiunge il prestigioso traguardo del 100° anniversario. “Una presenza particolarmente significativa, che permetterà alla Chiesa diocesana di incontrare una comunità che, nel tempo, ha saputo conservare e trasmettere la fede e le tradizioni ricevute dalle famiglie emigrate da Molfetta”, viene sottolineato in una nota dell’Ufficio diocesano per le Comunicazioni sociali. “Al centro dei festeggiamenti – prosegue la nota – sarà ancora una volta la Madonna dei Martiri, la cui effigie viene portata per le strade di Hoboken e accompagnata sul fiume Hudson. La festa conserva così un tratto profondamente identitario, ma soprattutto ecclesiale: la devozione alla Vergine diventa memoria delle proprie radici e, insieme, espressione di una fede che ha attraversato il mare e le generazioni”.
Domani mons. Basile parteciperà alla commemorazione dell’11 settembre a Little Ferry. Nella giornata di sabato sarà presente alla celebrazione eucaristica presieduta dal card. Joseph William Tobin, arcivescovo di Newark, e accompagnerà la comunità nel tradizionale percorso sul fiume Hudson, con una sosta di preghiera nei pressi di Ground Zero e il passaggio davanti alla Statua della Libertà, luogo simbolo dell’arrivo di tanti emigranti. Domenica 13 settembre sarà invece mons. Basile a presiedere la celebrazione eucaristica, alla quale seguirà la processione di rientro della Madonna nella chiesa di St. Francis.

EU Commission: outermost regions, a new strategy. Von der Leyen: “They project Europe to the four corners of the world”

Today, the European Commission adopted a Communication setting out “a new strategic vision” for the EU’s outermost regions, which are French Guiana, Guadeloupe, Martinique, Mayotte, Réunion, Saint-Martin (France), the Azores, Madeira (Portugal), and the Canary Islands (Spain)). From the Atlantic to the Caribbean, the Indian Ocean and South America, the outermost regions “are a unique part of the EU: rich in biodiversity, innovation, culture and of strategic importance, embodying Europe’s global presence, maritime strength and diversity”. President von der Leyen said: “Our outermost regions have strong identities and unique assets and geographical positions that project Europe to the four corners of the world. But their local realities and specific constraints need to be better taken into account. That is the essence of the strategy and regulatory package that we are presenting today”. The new strategy is built around four key objectives: harness geostrategic potential and strengthen regional integration; increase competitiveness and access to the single market; improve resilience and preparedness (improve climate adaptation and tackle environmental challenges); promote social fairness and support people (foster employment, access to education and social inclusion, reduce poverty, improve access to affordable housing, clean water and healthcare).

Commissione Ue: regioni ultraperiferiche, nuova strategia. Von der Leyen: “Proiettano l’Europa ai quattro angoli del mondo”

La Commissione europea ha adottato una comunicazione che definisce una “nuova visione strategica” per le regioni ultraperiferiche dell’Ue: si tratta di Guyana francese, Guadalupa, Martinica, Mayotte, Riunione, Saint-Martin (Francia), Azzorre, Madera (Portogallo) e Isole Canarie (Spagna). Dall’Atlantico ai Caraibi, dall’Oceano Indiano al Sud America, le regioni ultraperiferiche “sono una parte unica dell’Ue: ricca di biodiversità, innovazione, cultura e importanza strategica, che incarna la presenza globale, la forza marittima e la diversità dell’Europa”. La presidente Ursula von der Leyen ha dichiarato: “Le nostre regioni ultraperiferiche hanno identità forti e risorse e posizioni geografiche uniche che proiettano l’Europa ai quattro angoli del mondo. Occorre tuttavia tenere maggiormente conto delle loro realtà locali e dei loro vincoli specifici. Questa è l’essenza della strategia e del pacchetto normativo che presentiamo oggi”. La nuova strategia si basa su quattro obiettivi chiave: sfruttare il potenziale geostrategico e rafforzare l’integrazione regionale; aumentare la competitività e l’accesso al mercato unico; migliorare la resilienza e la preparazione (migliorare l’adattamento ai cambiamenti climatici e affrontare le sfide ambientali); promuovere l’equità sociale e sostenere le persone (promuovere l’occupazione, l’accesso all’istruzione e all’inclusione sociale, ridurre la povertà, migliorare l’accesso ad alloggi a prezzi accessibili, all’acqua pulita e all’assistenza sanitaria).

Diocesi: Gorizia, l’arcivescovo incontra la presidenza diocesana dell’Azione cattolica

Un incontro nel segno dell’ascolto, della conoscenza reciproca e della volontà di camminare insieme. L’arcivescovo di Gorizia, mons. Giampaolo Dianin, ha incontrato la presidenza diocesana dell’Azione cattolica. La presidenza – informa l’Ac diocesana in una nota – ha presentato al nuovo arcivescovo la realtà dell’associazione, il suo impegno nei diversi ambiti della vita ecclesiale, il percorso formativo rivolto alle diverse età e le esperienze maturate nel rapporto con le parrocchie e il territorio. Il confronto ha permesso di mettere a fuoco alcune questioni per il presente e il futuro della Chiesa diocesana: la formazione dei laici, la corresponsabilità, il rapporto con le comunità parrocchiali, la collaborazione con i sacerdoti, l’attenzione alle giovani generazioni e la presenza dei cristiani nella società. Nel dialogo si è guardato anche al prossimo triennio associativo, caratterizzato dal rinnovo degli organismi e dalla definizione delle nuove priorità. “L’incontro con l’Arcivescovo – sottolinea la Presidenza diocesana – è stato un momento importante per condividere il volto e la vita della nostra associazione e, soprattutto, per manifestare la disponibilità a camminare insieme alla Chiesa diocesana. Sentiamo forte la responsabilità di contribuire alla formazione di laici capaci di vivere la fede nella quotidianità, nelle comunità e nella società, con uno sguardo aperto e con speranza”.

Editoria: accordo tra i media vaticani e il Gruppo Sae, il Papa sui siti de “La Stampa”

Il Gruppo Sae e i media vaticani – “Vatican News”, “Radio Vaticana” e “L’Osservatore Romano” – del Dicastero per la comunicazione hanno siglato un accordo editoriale grazie al quale video e notizie su Papa Leone XIV e sul suo pontificato saranno diffusi 24 ore al giorno sul sito de “La Stampa” e degli altri quotidiani del Gruppo. È la prima volta che un gruppo editoriale italiano stipula un’intesa di questo genere con la Santa Sede. Da domani, venerdì 11 settembre, un widget sul sito de “La Stampa” informerà con continuità sull’attività del Pontefice e della Chiesa nel mondo. “Considero la Chiesa un punto di riferimento etico fondamentale in questo momento storico”, dichiara Alberto Leonardis, presidente e amministratore delegato del Gruppo Sae: “Ancor più ritengo attuale e insuperata la dottrina sociale della Chiesa come riferimento comportamentale sia per chi crede sia per chi non è credente: per questi motivi l’accordo siglato, unico nella lunga storia dell’editoria italiana, mi riempie di gioia e di gratitudine”. “Quando abbiamo realizzato il widget abbiamo pensato a uno strumento che favorisse la massima diffusione del messaggio del Papa, delle notizie sulla Santa Sede e sulla Chiesa nel mondo declinate in forma multimediale”, afferma Andrea Tornielli, direttore editoriale dei media vaticani. “Viviamo in un tempo in cui sembrano prevalere lo scontro, l’odio, la violenza, la guerra: il messaggio di pace della Chiesa credo possa aiutare tutti a riflettere su quale mondo intendiamo lasciare ai nostri figli e ai nostri nipoti”, conclude.

Famiglia: RnS, il 12 settembre il 19° Pellegrinaggio nazionale nei santuari mariani

Giunge alla 19ª edizione il Pellegrinaggio nazionale delle famiglie per la famiglia nei santuari mariani delle singole regioni, ispirato al versetto evangelico “Rallegrati il Signore è con te” (Lc 1,28). L’iniziativa si svolgerà sabato 12 settembre e in date ravvicinate, varcando i confini nazionali e coinvolgendo anche i santuari mariani di Svizzera e Germania. Il pellegrinaggio è promosso dal Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS), in collaborazione con l’Ufficio per la pastorale della famiglia della Cei e il Forum nazionale delle associazioni familiari. Il tema scelto per il 2026, spiegano in una lettera Giuseppe Contaldo, presidente nazionale del RnS, don Enzo Bottacini, direttore dell’Ufficio Cei per la pastorale della famiglia, e Adriano Bordignon, presidente del Forum nazionale delle associazioni familiari, è tratto dalle parole dell’arcangelo a Maria, che sono “un invito alla gioia”. “Soprattutto, racchiudono una buona notizia fondamentale: il Signore è con noi. Per noi, dunque, è motivo di grande gioia celebrare questo Pellegrinaggio. Lo facciamo con profonda riconoscenza, perché avvertiamo la presenza viva di Dio che guida e sostiene le nostre famiglie”. “Nel nostro passato abbiamo contemplato la sua presenza, nel presente lo riconosciamo accanto a noi e, verso il futuro, camminiamo con fiducia rassicurati da quanto ci ricorda l’Arcangelo: ‘Nulla è impossibile a Dio’”.

Diocesi: Nocera-Sarno, oggi il vescovo compie 70 anni. Celebrazione a fine mese

Settembre è un mese di anniversari per la diocesi di Nocera Inferiore-Sarno, con appuntamenti legati alla storia della Chiesa diocesana e al vescovo Giuseppe Giudice. Oggi, giovedì 10 settembre, ricorre il 70° compleanno del presule; il 27 settembre il 40° anniversario della sua ordinazione presbiterale e il 30 settembre il 40° anniversario dell’unificazione delle diocesi di Nocera dei Pagani e di Sarno. Date significative che cadono nel 15° anno di ministero episcopale di mons. Giudice. Gli anniversari saranno celebrati insieme il 27 settembre: il vescovo presiederà la messa alle 19 nella cattedrale di San Prisco, a Nocera Inferiore. La celebrazione vuole essere una festa diocesana per il pastore e per la Chiesa pellegrina in Nocera Inferiore-Sarno. Gli uffici diocesani sono al lavoro per organizzare il pomeriggio di preghiera e ringraziamento. Il giornale “Insieme”, invece, dedicherà il primo piano di settembre al 40° anniversario della diocesi, attraverso ricordi e interviste ai protagonisti di ieri e di oggi.

Leone XIV: il 14 settembre inaugura la mostra “Aqua”

Lunedì 14 settembre Papa Leone XIV inaugurerà “Aqua”, prima mostra del ciclo espositivo “Catastrofe e Meraviglia”, nuovo capitolo della missione di conservazione e divulgazione della Biblioteca Vaticana. Il ciclo pluriennale propone una riflessione interdisciplinare sugli elementi naturali, intesi come specchio delle paure e delle speranze dell’umanità, e sulle minacce che insidiano il patrimonio librario – dall’acqua al fuoco, dalla luce agli insetti fino all’intervento umano -, trasformandole in occasioni di conoscenza e creazione. “Aqua” si concentra sull’ambivalenza dell’acqua, generatrice di vita e, al tempo stesso, forza distruttrice, attraverso un percorso immersivo che intreccia storia, scienza e linguaggi contemporanei. L’apertura è affidata a “Diluvium”, installazione monumentale dell’artista JR sulla facciata cinquecentesca. Il percorso esplora poi i legami tra il patrimonio della Vaticana, il mondo acquatico e le creazioni contemporanee di Bill Moran e Fulvio Pierangelini, fino alla Sala Barberini. Cuore scientifico e simbolico della mostra è l’“Aquatilium animalium historia” di Ippolito Salviani (1557), presentato in due esemplari di particolare pregio. “La mostra Aqua è anche l’occasione per celebrare i 470 anni dalla pubblicazione, che avvenne per iniziativa e a spese della Biblioteca Vaticana, del bellissimo trattato sui pesci del medico Ippolito Salviani, finito di stampare a Roma nel 1557”, afferma don Giacomo Cardinali, vice prefetto e commissario delle attività espositive. Una selezione di manoscritti, libri a stampa, incisioni e oggetti delle collezioni vaticane racconta inoltre il rapporto tra acqua e conoscenza, dal “De re coquinaria” di Apicio ai racconti di viaggio di Giovanni Battista Ramusio, fino ai bestiari marini e alle curiosità numismatiche. “Nella convinzione che, di fronte alle paure, sia più saggio fermarsi e affrontarle, ci siamo affidati a tre creativi dall’ingegno straordinario, scoprendo orizzonti inattesi proprio in ciò che abitualmente ci atterrisce”, continua don Giacomo Cardinali. La mostra sarà visitabile dal 25 settembre 2026 al 14 maggio 2027, il venerdì e il sabato secondo specifico calendario.

Disabilità: Carpi, 13 settembre inaugurazione del complesso socio-educativo “Borgo don Ivo Silingardi”

Sarà inaugurato domenica 13 settembre, alle 17, a Budrione di Carpi, il “Borgo don Ivo Silingardi”, nuovo complesso socio-educativo della Cooperativa sociale Nazareno, realizzato a completamento degli spazi destinati ad attività ricreative, sportive e comunitarie. Alla cerimonia parteciperanno, tra gli altri, mons. Erio Castellucci, arcivescovo di Modena-Nonantola e vescovo di Carpi, Gian Carlo Muzzarelli, consigliere regionale e presidente della commissione Politiche per la salute e politiche sociali dell’Emilia-Romagna, e Tamara Calzolari, assessora alle Politiche sociali del Comune di Carpi. Intitolato alla memoria di don Ivo Silingardi, sacerdote carpigiano fondatore dell’Opera Nazareno, il Borgo nasce come luogo di accoglienza e crescita, rivolto in particolare a giovani che vivono situazioni di fragilità psicologica e relazionale. “Abbiamo immaginato questo Borgo come un punto di riferimento per il territorio: un luogo dove i bisogni trovano ascolto, le fragilità incontrano sostegno e ogni persona può sentirsi accolta e valorizzata”, afferma il presidente della Cooperativa sociale Nazareno, Sergio Zini. “Qui proteggiamo chi vive momenti di difficoltà, ma soprattutto coltiviamo il futuro, perché ogni seme di bene piantato oggi possa diventare domani una vita più piena e una società più umana”. Nata a Carpi nel 1990, la cooperativa promuove servizi e percorsi di inclusione per persone con disabilità.

Natalità: Bordignon (Forum famiglie), “l’idea di destinare 1.000 euro l’anno a ogni nuovo nato è un investimento per il futuro”

“L’idea rilanciata dal presidente dell’Inps Gabriele Fava di destinare 1.000 euro l’anno a ogni nuovo nato rappresenta un cambio di prospettiva importante se si parla di previdenza e soprattutto se si ha a cuore il destino delle nuove generazioni”. Lo ha dichiarato Adriano Bordignon, presidente del Forum nazionale delle associazioni familiari, commentando la proposta di prevedere un investimento pubblico di 1.000 euro l’anno per ogni nuovo nato. “È altresì evidente che non si tratta di una misura che promette impatti sul rilancio della natalità – ha sottolineato Bordignon -. La proposta di Fava ha il merito di riportare al centro il tema della sostenibilità del sistema previdenziale delle nuove generazioni, segnate da carriere più discontinue, salari spesso insufficienti e difficoltà nell’accesso a un lavoro stabile”. L’obiettivo, secondo il presidente del Forum, ha “una sua razionalità: sfruttare il fattore tempo. Un piccolo capitale accumulato molto presto, se investito con criteri prudenti, trasparenti e con costi contenuti, può crescere lungo l’arco della vita e contribuire a costruire una pensione complementare. Sarebbe anche un messaggio culturale: dire a ogni bambino che la comunità nazionale investe sul suo futuro. È giusto intervenire per tempo, ma questo investimento deve essere accompagnato da politiche che rendano concretamente possibile per i giovani costruire una famiglia e scegliere di avere figli”. Bordignon conclude: “Come Forum delle associazioni familiari riteniamo quindi fondamentale che questa proposta si inserisca in una strategia organica: sostegno economico alle famiglie, potenziamento dell’Assegno unico, servizi per l’infanzia, conciliazione tra lavoro e vita familiare, casa, fiscalità a misura di famiglia e occupazione stabile”.

Ambiente: il 14 settembre l’annuncio del primo destinatario della “Pope Leo XIV Sustainability Medal”

Villanova University, alma mater del Papa, annuncerà a Roma il primo destinatario della “Pope Leo XIV Sustainability Medal”. La conferenza stampa, in programma lunedì prossimo, dalle 12 alle 13.30, presso la Sala San Pio X, sarà anche l’occasione per presentare la “2026 Villanova University International Sustainability Conference”, dal titolo “Responding to the Cries of the Earth and the Poor”. All’evento parteciperanno il card. Michael Czerny, prefetto emerito del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale; padre Peter M. Donohue, presidente di Villanova University, e Manuela Priesemuth-Payan, direttrice della Facoltà di Villanova per l’etica e la responsabilità sociale presso la Villanova School of Business. Durante l’evento, moderato da Alessandro Gisotti, vicedirettore editoriale del Dicastero per la comunicazione, Villanova University presenterà la visione alla base della nuova medaglia e svelerà l’identità del primo destinatario, che sarà premiato ufficialmente dal Papa il 13 ottobre a Borgo Laudato si’, nei Giardini pontifici di Castel Gandolfo, nell’ambito della conferenza. La “Pope Leo XIV Sustainability Medal” – si legge in una nota – nasce come riconoscimento duraturo per persone di qualsiasi ambito o disciplina la cui leadership rifletta un approccio integrale alla sostenibilità. I destinatari saranno selezionati sulla base di un percorso che integra cura dell’ambiente, giustizia sociale, protezione delle comunità vulnerabili e gestione responsabile delle risorse economiche. La medaglia sarà conferita ogni due anni durante la conferenza, con l’obiettivo di “ispirare una leadership responsabile, promuovere l’innovazione e favorire la collaborazione nella costruzione di un mondo più giusto e sostenibile”. Il 13 ottobre i partecipanti si riuniranno all’Augustinianum di Roma, prima di trasferirsi a Borgo Laudato si’ per la prima consegna della medaglia.

Diocesi: Ferrara, al via la festa della Madonna del Salice. Domenica la messa solenne

Prende il via oggi a Ferrara, nella basilica di San Giorgio fuori le Mura, la festa in onore della Madonna del Salice, patrona dell’antico borgo di San Giorgio. Quest’anno la ricorrenza coincide con un anniversario significativo: i quarant’anni da quando la nuova immagine della Vergine – l’originale fu rubata nel 1984 e mai più ritrovata – venne portata in Vaticano dall’allora parroco olivetano, p. Giacomo M. Ferrari, per essere benedetta da Giovanni Paolo II. Ad aprire i festeggiamenti è il triduo, con la messa quotidiana alle 18.30 animata dalla Corale Sant’Agnese; questa sera è in programma il concerto d’organo del maestro Luigi Locatelli. Domani una biciclettata condurrà i partecipanti dal borgo al centro cittadino, lungo i capitelli mariani e le immagini dedicate ai santi, mentre sabato sera si terrà un appuntamento di preghiera e musica curato da don Paolo Galeazzi, con i canti della Comunità cattolica Shalom. Il momento centrale sarà domenica 13 settembre: alle 11.15 la messa solenne, presieduta dall’abate del monastero benedettino di Praglia, dom Stefano Visintin, seguita dal pranzo comunitario nel chiostro, su prenotazione. In chiusura il concerto affidato ai giovani del Conservatorio di Ravenna, con l’Ensemble vocale di musica antica diretto da Anicio Zorzi e Pietro Zuffa all’organo. Per tutta la durata della festa saranno visitabili le mostre allestite nel chiostro, dedicate al patrimonio culturale e religioso legato a San Giorgio.

Sport: Fondazione con il Sud, 4 milioni per 15 progetti di inclusione nel Mezzogiorno

Quattro milioni di euro per 15 progetti di sport inclusivo nel Mezzogiorno, selezionati dalla Fondazione con il Sud attraverso il bando “Sport e inclusione”. Le iniziative interverranno soprattutto in periferie urbane, quartieri popolari e piccoli centri segnati da fragilità socio-economiche: cinque progetti in Campania, quattro in Sicilia, tre in Puglia, due in Sardegna e uno in Basilicata. Saranno recuperati oltre 20 spazi oggi inutilizzati o in stato di degrado – campi sportivi, beni confiscati alla criminalità organizzata, parchi, palestre scolastiche, oratori e centri polifunzionali – restituendoli alle comunità locali per attività sportive inclusive e non competitive. Coinvolte 4mila persone, in particolare minori a rischio, giovani che non studiano e non lavorano, persone con disabilità, anziani soli e migranti, con oltre 35mila ore di attività, screening sanitari, sportelli della salute e camminate di comunità; oltre 200 le persone impegnate in percorsi formativi. “Praticare sport non può essere un lusso per pochi, ma deve essere un diritto di tutti”, dichiara Stefano Consiglio, presidente della Fondazione. “Troppo spesso la mancanza di strutture e le difficoltà economiche trasformano l’attività fisica in una barriera invisibile che isola proprio chi avrebbe più bisogno di socialità”. Solo il 16% dei cittadini meridionali pratica sport con continuità, contro una media nazionale del 25%, e al Sud oltre il 28% dei ragazzi tra gli 11 e i 17 anni non svolge attività fisica, il doppio rispetto al Nord. Oltre il 30% delle famiglie meridionali dichiara di non potersi permettere l’iscrizione a corsi o palestre.

Nuovi martiri: Riccardi, “questo è il nuovo secolo del martirio”

“Oggi siamo ancora in un tempo di martirio, questo è il nuovo secolo del martirio”. Ne è convinto Andrea Riccardi, vicepresidente della Commissione Nuovi martiri – Testimoni della fede, intervenuto alla presentazione, nella Sala stampa vaticana, del convegno “Il XXI secolo: un nuovo tempo di martiri?”, in programma il 15 settembre presso l’Augustinianum. “Lo aveva intuito Papa Francesco, che volle che la Commissione, voluta da Giovanni Paolo II nel Giubileo del 2000, continuasse il suo lavoro perché il tempo del martirio continua”, ha ricordato lo storico, sottolineando inoltre che l’iniziativa si svolge a un anno dalla celebrazione ecumenica dei Nuovi martiri e testimoni della fede presieduta da Papa Leone XIV nella basilica di San Paolo fuori le mura. “Lo dicono la cronaca e la coscienza profonda maturata nella Chiesa”, ha aggiunto Riccardi, secondo il quale “il convegno nasce da una coscienza storica e spirituale riguardo al martirio che si è sviluppata all’interno della comunità ecclesiale. Diocesi, ordini religiosi, congregazioni maschili e femminili, hanno infatti risposto con convinzione alla lettera della Commissione, ricordando coloro che hanno donato la vita”. Quello del 15 settembre, ha concluso il vicepresidente della Commissione Nuovi martiri – Testimoni della fede, “è un convegno scientifico, che però si radica in una matura coscienza spirituale e storica del significato del martirio”.

Venezuela: card. Porras incontra i familiari dei detenuti politici, “nessuna nuova fase senza la completa liberazione”

Un breve momento di incoraggiamento per i familiari dei detenuti politici rinchiusi nelle carceri venezuelane, da mesi in strada per protestare, è arrivato ieri dal card. Baltazar Porras, arcivescovo emerito di Caracas e figura storica della Chiesa venezuelana. Come riferisce il portale cattolico envigilia.info, i familiari si sono riuniti con il porporato in privato per raccontargli il calvario che affrontano mentre attendono, all’esterno dei centri di reclusione, che si concretizzino le scarcerazioni ancora pendenti. Diversi ex prigionieri politici hanno partecipato all’incontro a sostegno delle oltre 400 persone detenute per motivi politici che rimangono dietro le sbarre, nel mezzo dei negoziati in corso tra il Governo e un settore dell’opposizione, promossi dagli Stati Uniti. Il card. Porras ha ascoltato le testimonianze, preso appunti e si è impegnato a continuare a essere, anche davanti al Santo Padre, voce di coloro che subiscono una prigionia ingiusta. “La storia ci dice che un prigioniero politico è colui che la forza del potere di turno schiaccia. Ci sono persone che, per il solo fatto di avere potere, hanno prigionieri politici”, ha affermato. Porras, che durante il governo di Nicolás Maduro ha affrontato molestie, accuse di “cospirazione”, ritiro del passaporto e tentativi di sabotaggio alle sue attività pastorali, ha assicurato che una nazione “non può avanzare verso una nuova fase finché non saranno liberati tutti i detenuti”.

Minori e digitale: Mascheroni (EU Kids Online), “solo il 19% dei ragazzi italiani si sente sicuro online, dato più basso in Europa”

“Solo il 19% di adolescenti e bambini italiani dice di sentirsi sicuro online: il dato più basso in Europa e molto inferiore alla media europea (48%). Solo il 14% è convinto che online ci siano persone gentili e collaborative”. È Giovanna Mascheroni, referente per l’Italia di EU Kids Online e docente di Media digitali e società dell’Università Cattolica, a sottolineare alcuni dati italiani che emergono dal rapporto di “EU Kids Online”, presentato oggi alla Conferenza della Presidenza irlandese dell’Unione europea sulla sicurezza online dei bambini e degli adolescenti, al Dublin Castle. “Che il clima online nel nostro Paese sia particolarmente negativo si evince anche dal dato relativo alla presenza di messaggi d’odio, contenuti razzisti e discriminatori: la percentuale di intervistati che incontra discorsi d’odio è superiore alla media europea, e inferiore solo a Belgio, Serbia e Finlandia. L’Italia è anche seconda solo alla Romania per numero di adolescenti e bambini che cercano intenzionalmente contenuti d’odio”. Sebbene il 58% dei bambini sappia cosa fare quando qualcuno si comporta online in modi che non apprezza, solo il 19% dei ragazzi italiani tra i 10 e i 16 anni si sente sicuro online, contro il 48% della media europea. Il dato scende al 13% tra le ragazze, contro il 24% dei maschi. L’esposizione intenzionale a contenuti d’odio è più elevata in Italia (15%) rispetto alla media europea (10%), soprattutto tra i ragazzi, i 15-16enni e i minori con status socioeconomico più basso. Il 22% dichiara inoltre di essersi sentito turbato nell’ultimo mese da qualcosa vissuto su Internet. Il 51% dei minori italiani riferisce di essere stato trattato in modo offensivo o sgradevole, online o di persona. Persistono infine disuguaglianze nelle competenze digitali: solo il 38% delle ragazze, contro il 50% dei ragazzi, dichiara di saper verificare se le informazioni trovate online siano vere.

Media digitali: presentato oggi a Dublino il Rapporto di “EU Kids Online” sulle paure e i rischi dei ragazzi europei

I bambini e gli adolescenti in Europa utilizzano diffusamente la tecnologia digitale, ma sono preoccupati per i rischi che comporta, tra cui odio online, violazioni della privacy e impatto futuro delle tecnologie sul pianeta e sull’autonomia degli esseri umani. È quanto emerge dal , presentato oggi a Dublino alla Conferenza della Presidenza irlandese dell’Unione europea sulla sicurezza online di bambini e adolescenti. A rilanciarlo in Italia è l’Università Cattolica. L’indagine si basa su un sondaggio condotto tra aprile 2025 e aprile 2026 su 28.465 ragazzi tra i 10 e i 16 anni in 19 Paesi europei. Lo smartphone è il principale dispositivo per accedere a Internet: l’87% lo usa ogni giorno, contro l’80% del 2020. Il 61% delle ragazze, rispetto al 55% dei ragazzi, va online più volte al giorno. L’uso cresce con l’età, passando dal 27% dei bambini di 10 anni al 76% dei 15-16enni. Significativa anche l’esposizione a contenuti dannosi: il 30% incontra messaggi d’odio almeno una volta al mese, con percentuali che vanno dal 15% in Irlanda al 40% in Serbia. Le immagini violente o cruente sono la categoria più segnalata (40%), seguita dai contenuti su come dimagrire (39%), su come farsi fisicamente del male (37%) e sul suicidio (25%). In particolare, il 15% dei ragazzi dichiara di aver visto contenuti sull’autolesionismo almeno una volta al mese e un ulteriore 24% alcune volte. Secondo il rapporto, questi dati indicano alcune priorità per i responsabili politici: garantire una supervisione umana nei processi algoritmici e di Ia e progettare spazi e tecnologie digitali più sicuri, rispettosi della privacy e capaci di tutelare i ragazzi, tenendo conto che non esiste un’unica “infanzia digitale europea”.

Nuovi martiri: il 15 settembre un convegno sul martirio contemporaneo

“Interrogarsi sulla situazione della persecuzione contro i cristiani in varie aree del mondo”. È questo, ha spiegato mons. Fabio Fabene, segretario e presidente della Commissione Nuovi martiri – Testimoni della fede, l’obiettivo del convegno “Il XXI secolo: un nuovo tempo di martiri?”, presentato oggi presso la Sala stampa della Santa Sede. L’appuntamento, previsto per il 15 settembre presso il Pontificio ateneo Augustinianum, si svilupperà in due sessioni, nel corso della mattina e del pomeriggio. I lavori si apriranno con una preghiera introduttiva e una presentazione delle attività della Commissione. Interverranno, tra gli altri, l’arcivescovo di Kinshasa, Fridolin Ambongo Besungu; Andrea Riccardi, vicepresidente della Commissione Nuovi martiri – Testimoni della fede, e il card. Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme dei Latini. Le conclusioni saranno affidate al card. Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle cause dei santi. Il 16 settembre relatori e partecipanti al convegno saranno ricevuti dal Santo Padre. Tra i temi, la persecuzione contro i cristiani in varie parti del mondo, il martirio contemporaneo e la sua rilevanza per la Chiesa e per il nostro tempo, il sostegno ai cristiani nella prova, il ruolo dei martiri – molti dei quali laici – nella lotta contro lo sfruttamento predatorio del creato e la testimonianza dei cristiani nei luoghi di guerra.

Regno Unito: ritorno in aula del disegno di legge su fine vita. Appello del presidente dei vescovi ai parlamentari, “respingetelo”

Domani, 11 settembre, torna alla Camera dei Comuni il disegno di legge sugli adulti malati terminali, che mira a legalizzare il suicidio assistito. In vista del ritorno in aula, l’arcivescovo di Westminster, mons. Richard Moth, presidente della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles, ha rivolto un appello ai parlamentari affinché respingano il testo. “Questo disegno di legge è sbagliato nei principi e presenta gravi difetti”, dichiara in una nota. “Se approvato, potrebbe indurre le persone vulnerabili a sentirsi costrette a porre fine alla propria vita”. “Le preoccupazioni sollevate in merito agli aspetti pratici del provvedimento rimangono irrisolte”, osserva l’arcivescovo. “Il disegno di legge mina la libertà di coscienza degli operatori sanitari e assistenziali. Molti ordini professionali si sono espressi contro questo disegno di legge, tra cui il Royal College of Psychiatrists e il Royal College of Physicians. Anche i gruppi che tutelano i diritti delle persone con disabilità rimangono fortemente preoccupati e lo considerano pericoloso”. Mons. Moth ricorda inoltre che “nel corso di questo dibattito è stata riconosciuta – anche dal Primo Ministro – l’inadeguatezza e la disomogeneità dell’offerta di cure palliative su tutto il territorio nazionale”. Per aiutare concretamente i malati terminali, sottolinea, occorre potenziare le cure palliative e garantire finanziamenti adeguati agli hospice. Da qui l’appello finale: “Esorto i parlamentari a impedire l’approvazione di questo disegno di legge viziato”.

Scuola: Fish agli alunni con disabilità, “non siete voi a dovervi guadagnare un posto”

“Non siete voi a dovervi guadagnare un posto nella scuola. Quel posto è già vostro”. Così Vincenzo Falabella, presidente della Fish (Federazione italiana per i diritti delle persone con disabilità e famiglie), in una lettera aperta agli alunni con disabilità per l’avvio dell’anno scolastico. “La scuola è vostra: non siete ospiti, non siete persone alle quali bisogna semplicemente ‘fare spazio’, non siete il problema da organizzare, il caso da assegnare, l’alunno o l’alunna ‘del sostegno’”, sottolinea Falabella, ricordando che l’inclusione non consiste nell’essere presenti, ma nell’”esserci davvero”. Una scuola può risultare formalmente accessibile e continuare ad avere barriere: alcune fatte di scale, porte strette e tecnologie inutilizzabili, altre più difficili da vedere, come “gli stereotipi, le basse aspettative, la pietà, l’indifferenza, la convinzione che qualcuno ‘non possa farcela’ ancora prima di avergli dato la possibilità di provare”. Agli insegnanti e ai dirigenti il presidente chiede “alte aspettative per ogni studente”, ricordando che l’insegnante di sostegno è “una risorsa preziosa”, ma che l’alunno con disabilità “appartiene all’intera comunità scolastica”. Alle famiglie va un pensiero particolare, per le difficoltà che accompagnano ogni inizio d’anno, dalle ore di sostegno non ancora definite al trasporto scolastico: “una famiglia non dovrebbe essere costretta, ogni settembre, a ricominciare da capo per chiedere il rispetto di diritti già riconosciuti”. La vera “rivoluzione culturale dell’inclusione”, conclude, è chiedersi non perché una persona non riesca a partecipare, ma che cosa vada cambiato perché possa farlo pienamente.

Nuovi martiri: card. Semeraro, “i santi non sono solo quelli che la Chiesa beatifica e canonizza”

“I santi non sono soltanto quelli che la Chiesa beatifica e canonizza”. Lo ha detto il card. Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle cause dei santi, intervenendo alla conferenza stampa di presentazione del convegno “Il XXI secolo: un nuovo tempo di martiri?”, che si svolgerà il 15 settembre presso l’Augustinianum e si concluderà con l’udienza del Papa ai partecipanti. “La grazia della santità nella Chiesa è significata, ma non esaurita dalle canonizzazioni”, ha spiegato il cardinale: “Non si esclude, ovviamente, che, per alcuni degli iscritti nel Catalogo si possa, verificatesi le condizioni richieste, avviare un procedimento di beatificazione e canonizzazione. Ciò che, però, s’intende evidenziare sono piuttosto la misura alta della vita cristiana ordinaria indicata da Giovanni Paolo II in Novo millennio ineunte e la santità della porta accanto richiamata da Papa Francesco in Gaudete et exsultate”. Il prefetto si è inoltre soffermato sul “valore antropologico” della santità cristiana, che secondo Benedetto XVI consiste nella capacità di “soffrire con l’altro, per gli altri, per amore della verità e della giustizia, a causa dell’amore”: tutti “elementi fondamentali umanità: abbandonarli significherebbe distruggere l’uomo stesso”. La santità, infine, ha un “valore ecumenico”, come sottolineava già Giovanni Paolo II nella “Ut unum sint”: “Noi cristiani abbiamo già un martirologio comune”, ha sottolineato Semeraro, ricordando inoltre che Papa Francesco “ha aggiunto nella categoria della santità anche l’offerta della vita”. Tra le figure annoverate in tale categoria rientra, ad esempio, il carabiniere Salvo D’Acquisto.

Don Roberto Malgesini: sei anni dall’omicidio, il 15 settembre le celebrazioni a Como e Regoledo

A sei anni dalla morte del servo di Dio don Roberto Malgesini, ucciso a Como il 15 settembre 2020 mentre si preparava a iniziare il suo impegno quotidiano accanto alle persone più fragili, la diocesi rinnova il ricordo e la preghiera con una serie di appuntamenti. L’anniversario si colloca nel cammino avviato con l’apertura, lo scorso 6 giugno nella chiesa di San Bartolomeo, dell’inchiesta diocesana per la causa di beatificazione e canonizzazione. A Como la giornata inizierà alle 7.15 in piazza San Rocco, con la preghiera silenziosa davanti alla croce posta nel luogo in cui don Roberto fu colpito mortalmente; alle 7.30, nella chiesa di San Rocco, la preghiera comunitaria e alle 8 la colazione insieme. Alle 20.30 la messa in suffragio e alle 21.15 la fiaccolata da San Rocco a San Bartolomeo. Sempre alle 20.30, il card. Oscar Cantoni presiederà la messa a Regoledo di Cosio (Sondrio), paese d’origine del sacerdote, dove il ricordo si è trasformato in un cammino comunitario che trova un momento significativo nella Messa della carità, celebrata ogni 15 del mese. “La celebrazione vuole richiamare ciò che la vita di don Roberto ci ha lasciato in eredità: l’attenzione agli altri come gesto quotidiano e come espressione concreta di fedeltà al Vangelo”, spiega il parroco, don Romeo Scinetti. Quanto alla causa, presentata super oblatione vitae, il delegato vescovile, don Enzo Ravelli, riferisce che “l’iter sta procedendo nelle diverse tappe, sia per quanto riguarda la commissione storica sia le udienze dei testi”. In questi giorni viene diffusa anche l’immaginetta con la preghiera scritta dal card. Cantoni.

Venezia83: FEdS, domani una giornata dedicata ai principali media per un confronto sul ruolo del cinema nel raccontare il nostro tempo

La Fondazione Ente dello Spettacolo (FEdS) organizza domani, venerdì 11 settembre, nell’ambito delle attività promosse alla 83ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, una giornata dedicata ai principali media della Conferenza episcopale italiana. Domani mattina, alle 11.30, i principali media della Cei si ritrovano al Lido alla presenza del segretario generale, mons. Giuseppe Baturi. L’iniziativa, promossa da Fondazione Ente dello Spettacolo, riunisce Avvenire, Rivista del Cinematografo e Cinematografo.it, Sir, Tv2000 con Radio InBlu2000 e Play2000 e i settimanali cattolici italiani della Fisc per un confronto sul ruolo del cinema nel raccontare il nostro tempo: i direttori intervisteranno coralmente un grande protagonista della Settima Arte, Giovanni Veronesi, e il cast della sua ultima opera “Dio ride”, film di chiusura della Mostra. Prevista inoltre la presentazione delle strategie audiovisive dell’8xmille alla Chiesa cattolica.

Don Peppe Diana: Roma, domani si presenta il libro “Il casalese di Dio” di Antonio Mattone

Domani, venerdì 11 settembre, alle ore 18, nella Libreria Spazio Sette, in via dei Barbieri 7, a Roma, Antonio Mattone, protavoce della Comunità di Sant’Egidio di Napoli, editorialista de Il Mattino e autore di saggi, presenta “Il casalese di Dio. Don Peppe Diana. Storia, omicidio, verità”. Dialogano con l’autore Marco Damilano e Marco Impagliazzo. Modera Stefania De Nardis, direttrice editoriale di EDB. La presentazione è promossa in collaborazione con la Comunità di Sant’Egidio. Ingresso gratuito fino a esaurimento posti.
Don Peppe Diana era un sacerdote vicino ai giovani e attento alla vita della propria comunità. Per lui, la fede comportava un impegno quotidiano verso la sua terra e le persone che la abitavano, in un territorio dove la camorra condizionava i rapporti sociali e le prospettive di futuro.
Nel libro “Il casalese di Dio. Don Peppe Diana. Storia, omicidio, verità”, Antonio Mattone racconta la vita e l’attività pastorale del sacerdote, ucciso il 19 marzo 1994 nella sacrestia della sua chiesa a Casal di Principe, mentre si preparava a celebrare la messa. Aveva trentacinque anni.
Attraverso testimonianze e documenti giudiziari, l’autore intreccia il racconto di chi ha conosciuto il sacerdote con la ricostruzione del contesto sociale in cui ha vissuto e operato. Le testimonianze di confratelli, fedeli e persone legate agli ambienti criminali aiutano a comprendere le ragioni del suo impegno e i rapporti con la sua comunità.
La ricostruzione affronta anche ciò che è accaduto dopo la sua morte: le insinuazioni, i tentativi di screditarlo, le narrazioni che hanno cercato di indebolire il valore della sua testimonianza. Accanto a queste emergono l’impegno della società civile e il lavoro di quanti ne hanno difeso la memoria.
Il libro approfondisce le ragioni religiose e umane dell’impegno di don Diana, spesso ricordato soprattutto come “prete anticamorra”. La vicenda di don Peppe Diana diventa così occasione per interrogarsi sul legame tra impegno pastorale e civile, sul coraggio di prendere posizione e sulle possibilità di riscatto di una comunità segnata dalla violenza.

Scuola: Italia vicina a media Ocse in matematica e scienze, sopra in lettura. Preoccupa divario socioeconomico

Gli studenti italiani quindicenni si collocano vicino alla media Ocse in matematica e scienze e sopra la media nella lettura, ma restano criticità sul fronte delle competenze digitali, della dispersione e del clima scolastico. È quanto emerge dai risultati di Pisa 2025-Programme for international student assessment (Programma per la valutazione internazionale degli studenti), l’indagine dell’Ocse-Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico che ha coinvolto oltre 760 mila studenti di 91 Paesi ed economie. In Italia hanno partecipato 8.946 ragazzi di 285 scuole, rappresentativi di circa 507 mila quindicenni. Rispetto al 2022, i risultati medi italiani sono rimasti sostanzialmente stabili nei tre ambiti. Nel confronto con il 2015, invece, la matematica registra perdite significative, mentre la scienza mostra un miglioramento e torna ai livelli di dieci anni fa; la lettura rimane relativamente stabile, ma su livelli inferiori a quelli registrati tra il 2009 e il 2015. Il 78% degli studenti italiani raggiunge almeno il livello base in scienze, contro il 74% della media Ocse; in matematica è il 69% contro il 65%, mentre nella lettura la quota arriva al 76%, rispetto al 69% Ocse. Soltanto il 4% raggiunge i livelli più alti in scienze e lettura, contro rispettivamente il 7% e il 6% dell’Ocse. Preoccupa anche il divario socioeconomico: in Italia gli studenti più avvantaggiati superano quelli svantaggiati di 80 punti in scienze. Sul fronte digitale, il 47% utilizza chatbot di intelligenza artificiale almeno una volta alla settimana per imparare, mentre il 37% segnala frequenti distrazioni dei compagni dovute ai dispositivi durante le lezioni di scienze. Il rapporto evidenzia infine un dato particolarmente critico sulle assenze: il 63% dichiara di aver saltato almeno un giorno di scuola nelle due settimane precedenti il test, contro il 22% della media Ocse.

Stretto di Hormuz: Unctad, a rischio le piccole imprese che garantiscono il 70% dell’occupazione mondiale

Le possibili interruzioni dei traffici nello Stretto di Hormuz rischiano di colpire in modo sproporzionato le Pmi-Piccole e medie imprese, che rappresentano circa il 90% delle aziende nel mondo, il 70% dell’occupazione e il 50% del Pil globale. È quanto evidenzia una nuova analisi di Unctad-UN trade and development, secondo cui l’aumento dei costi dell’energia, dei trasporti, delle assicurazioni e dei finanziamenti può mettere sotto particolare pressione le imprese di minori dimensioni, con conseguenze più acute nelle economie in via di sviluppo. A differenza delle grandi aziende, le Pmi dispongono generalmente di meno alternative per diversificare fornitori, mercati e fonti di finanziamento e hanno quindi una minore capacità di assorbire gli shock. L’Unctad avverte inoltre del rischio di un “effetto esclusione”: anche qualora i volumi complessivi del commercio tornassero a crescere, le imprese più piccole potrebbero rimanere fuori dalle catene globali del valore. L’esperienza della pandemia di Covid-19 ha già mostrato questa vulnerabilità: nei Paesi in via di sviluppo, l’88% delle piccole imprese aveva registrato un calo delle vendite, contro l’81% delle grandi. Per rafforzare la resilienza, l’agenzia Onu indica come prioritari l’accesso al credito commerciale, alla liquidità e al capitale circolante, insieme a servizi logistici affidabili e a misure pubbliche capaci di sostenere produttività, competitività e accesso ai mercati.

Gaza: UN Women, una famiglia su 4 è guidata da una donna, il doppio rispetto a prima della guerra

Una famiglia su 4 a Gaza è oggi guidata da una donna, contro una su 9 prima dell’ottobre 2023. È quanto emerge da un nuovo rapporto di UN Women, secondo cui sono circa 86.290 le famiglie con una donna a capo, in seguito all’uccisione, alla scomparsa, alla detenzione o al grave ferimento degli uomini. Vedove e donne i cui mariti risultano dispersi o di cui non si hanno notizie devono affrontare da sole la responsabilità di proteggere, assistere e mantenere i propri familiari, in condizioni di vita sempre più difficili. L’accesso a cibo, acqua sicura, prodotti per l’igiene e servizi essenziali resta fortemente limitato. Secondo i dati di UN Women, quasi 7 famiglie su 10 guidate da donne non dispongono di un alloggio adeguato, contro il 55% di quelle guidate da uomini; il 75% delle prime ha subito danni all’abitazione e le donne hanno dovuto fuggire in media 8 volte dall’ottobre 2023. Due terzi delle famiglie a guida femminile necessitano inoltre con urgenza di assistenza economica. UN Women richiama anche l’attenzione sulla sicurezza di donne e bambine: 246 donne e ragazze palestinesi, 137 donne e 109 minori, sono state uccise da bombardamenti aerei e operazioni militari israeliane a Gaza dal cessate il fuoco dell’ottobre 2025 al 28 luglio 2026. L’agenzia Onu chiede la piena attuazione del cessate il fuoco, il rispetto del diritto internazionale, l’accesso senza ostacoli agli aiuti umanitari e la protezione di donne e ragazze, ponendo i loro bisogni al centro della ricostruzione e della risposta alla crisi.

Leone XIV: ai nuovi vescovi, “promuovere nelle diocesi percorsi di riflessione sulla Magnifica humanitas”

“Con l’Enciclica Magnifica humanitas ritengo di aver offerto, in primis ai pastori delle Chiese, una visione e un metodo per affrontare la grande sfida della custodia dell’umano nell’epoca dell’intelligenza artificiale”. Lo ha detto il Papa, che ricevendo in udienza i partecipanti al corso di formazione per i nuovi vescovi li ha incoraggiati a promuovere nelle loro diocesi “percorsi di riflessione e dialogo, per formare e sostenere quanti vogliono impegnarsi al servizio della civiltà dell’amore”. “Conservare un cuore missionario”, l’ultima raccomandazione di Leone XIV, secondo il quale “il vescovo missionario ha un cuore aperto a tutti: non soltanto a coloro che frequentano le nostre parrocchie, ma anche ai cristiani di altre confessioni, ai credenti di altre religioni, alle persone che non professano una fede, a tutti gli uomini e le donne di buona volontà. Tutti ascolta e rispetta, a tutti si fa vicino e sa riconoscere il bene presente nel cuore di ogni persona. Camminiamo con il nostro popolo: preghiamo con loro, ascoltiamo con loro la Parola, celebriamo con loro l’Eucaristia”.

Leone XIV: ai nuovi vescovi, “amate i vostri sacerdoti”

“Amate i vostri sacerdoti”. È una delle raccomandazioni del Papa, nel discorso rivolto ai partecipanti al corso di formazione per i nuovi vescovi, sul tema: “Vescovi, servitori della comunione nella Chiesa e nel mondo di oggi”. “Trovino in ognuno di voi un padre e un fratello”, l’invito di Leone XIV: “Ascoltateli, incoraggiateli, pregate per loro, gioite del bene che fanno e accompagnateli con fiducia nel loro ministero. Abbiate un’attenzione particolare per quelli anziani e ammalati. Fate sentire loro che sono preziosi, che la Chiesa è loro grata e che il Vescovo non li dimentica. A volte basta una telefonata, una visita, una parola affettuosa da parte vostra”.

Leone XIV: ai nuovi vescovi, “fare spazio a tutti”

“Avere un animo grande, abbastanza grande da fare spazio a tutti, portando in sé i propri figli e presentandoli ogni giorno al Signore nella preghiera”. È una delle caratteristiche del vescovo, messa in evidenza dal Papa durante l’udienza concessa ai partecipanti al corso di formazione per i nuovi vescovi, sul tema: “Vescovi, servitori della comunione nella Chiesa e nel mondo di oggi”. La sollecitudine pastorale, propria del vescovo, “non significa semplicemente avere molte responsabilità”, ha spiegato Leone XIV: “È qualcosa di più profondo: è portare il proprio popolo nel cuore. San Paolo chiamava suo assillo quotidiano la preoccupazione per tutte le Chiese. Così la Chiesa alla quale siete stati inviati diventa sempre più parte della vostra vita, quasi parte di voi stessi”. La vicinanza “è uno dei tratti di Dio con il suo popolo”, come ricordava Papa Francesco: “Che la gente possa sentire, attraverso la nostra presenza, qualcosa della tenerezza e della paternità di Dio”.

Leone XIV: ai nuovi vescovi, “imparate i nomi della vostra gente”

“Il vescovo è un uomo che impara ogni giorno di più ad amare il suo popolo: a conoscere le gioie e i dolori della sua gente, a condividerne i sogni, a rallegrarsi nel vedere crescere le comunità”. È l’identikit del vescovo, tracciato dal Papa durante l’udienza concessa ai partecipanti al corso di formazione per i nuovi vescovi, sul tema: “Vescovi, servitori della comunione nella Chiesa e nel mondo di oggi”. “Amate la gente che il Signore vi ha affidato”, l’esortazione di Leone XIV: “Imparate i loro nomi, ascoltate le loro storie, entrate, quando potete, nelle loro case, pregate con loro. Specialmente nelle giovani Chiese, tante volte la presenza del vescovo dice moltissimo, prima ancora delle sue parole. Una visita, una benedizione, il tempo dato a un sacerdote, l’ascolto di una famiglia, il dialogo con un giovane: sono piccoli gesti, ma possono rimanere nell’animo di una persona per tutta la vita”.

Diocesi: Modena, al via “Oltre – Il Festival che connette la città”

Da giovedì 10 a sabato 12 settembre il Parco XXII Aprile ospiterà “Oltre – Il Festival che connette la città”, evento inserito nel programma ufficiale di Modena Capitale Italiana del Volontariato 2026. Nato da un’idea del Servizio Caritas, il progetto è stato condiviso dal Comitato promotore e co-progettato attraverso due mesi di laboratori “World Cafè” che hanno coinvolto 60 tra giovani, operatori e artisti, affidando la regia operativa al gruppo giovanile Blank. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di trasformare le nuove generazioni da semplici spettatrici a protagoniste della vita cittadina, valorizzando il territorio del Parco XXII Aprile e del quartiere Crocetta. Il percorso culturale del festival si svilupperà attraverso un itinerario concettuale che muove dall’individuo verso la collettività. La giornata di apertura di giovedì 10 settembre, intitolata “Segni e significati: il volontariato come cantiere dell’Io”, sarà dedicata all’identità e all’ascolto. La manifestazione prenderà il via con i saluti del Sindaco Massimo Mezzetti e un laboratorio di danza inclusiva promosso da Anffas, per poi proseguire con i “Cerchi aperti” curati da E38 SRL sul tema del digitale e dei social network. Spazio poi al primo “Dis-Seminario”, momento orizzontale di condivisione dei risultati dei laboratori con la cittadinanza, seguito dalle esibizioni musicali di Revol Wave Orchestra ed Artemigrante e dal cineforum serale sotto le stelle con la proiezioni del film A Bug’s Life. Venerdì 11 settembre l’attenzione si sposterà su “Appartenenza e Cittadinanza: abitare la differenza come opportunità”. Il pomeriggio vedrà protagonista lo sport inclusivo con il torneo di calcetto a squadre miste di Mo Better Football, le sessioni di cricket con Artemigrante e le attività motorie di Ness1Escluso. I “Cerchi Aperti” gestiti da FemFest e Maschile Plurale proporranno un confronto sui temi dei privilegi e delle microaggressioni quotidiane, mentre l’iniziativa “Intrecci di gusto” a cura del Servizio Caritas e Coopattiva offrirà la degustazione dei “Tortellini Plurali”. La serata si concluderà con un momento musicale. Sabato 12 settembre la rassegna si chiuderà con la giornata “Contronarrazione: verso una partecipazione che sfida i pregiudizi”, pensata per promuovere una visione rinnovata del quartiere. Le attività pomeridiane offriranno laboratori di scacchi e origami con la Casa delle Culture, la pittura urbana della “Street Color Jam” con Modena Sobborghi e la “Capsula del Tempo” sulla salute mentale curata da Radio Liberamente. Seguiranno due “Dis-Seminari” dedicati al benessere psicologico giovanile, con la partecipazione di Social Point, GenZ-Ceis e Spazio Giovani, e alla rigenerazione degli spazi pubblici insieme a La Banda e Casa delle Culture. La festa finale “Oltre Open Music” con Revol Wave Orchestra, Manuela Pellegatta, Cenere e talenti locali segnerà la conclusione del festival.

Leone XIV: ai nuovi vescovi, “nessun vescovo cammina da solo”

“Nessun vescovo cammina da solo”. Lo ha ribadito il Papa, ricevendo in udienza i partecipanti al corso di formazione per i nuovi vescovi, sul tema: “Vescovi, servitori della comunione nella Chiesa e nel mondo di oggi”. “Sappiate che siete nella mia preghiera, e con voi le vostre Chiese”, ha assicurato Leone XIV: “i sacerdoti, i diaconi, i consacrati e le consacrate, i seminaristi, le famiglie, i giovani, gli anziani, i poveri, quanti soffrono e quanti ancora attendono di incontrare la gioia del Vangelo. Tutti devono trovare un posto nel cuore del Vescovo, perché tutti hanno già un posto nel cuore di Cristo”. “Rimanere con Gesù”, la prima consegna del Pontefice: “Tra le molte cose che sarete chiamati a fare come vescovi, questa è la più importante. Siamo vescovi, ma siamo anzitutto discepoli. Per parlare di lui, abbiamo bisogno di stare con lui; per guidare il suo popolo, dobbiamo lasciarci ogni giorno guidare da lui. È questo l’ordine del Vangelo: stare con Lui e, da Lui, essere mandati. Non dimentichiamolo mai. Abbiate perciò sempre a cuore il vostro tempo con il Signore: l’Eucaristia, la Parola di Dio, la preghiera e quei momenti nei quali potete stare alla sua presenza con il cuore semplice del discepolo che si lascia amare dal suo Signore. Il nostro ministero nasce da lì. E quando il cuore rimane vicino a lui, anche il servizio diventa più sereno, libero e fecondo”.

Diocesi: Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, al via la II edizione del “Manifesto per il futuro del Gargano”

Tradurre i principi dell’ecologia integrale dell’enciclica ‘Laudato Sì’ in azioni concrete di partecipazione civica e salvaguardia del territorio. Con questo obiettivo prende il via la II edizione del progetto didattico-formativo “Il Manifesto per il futuro del Gargano”, promosso dall’arcidiocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo in collaborazione con l’Associazione P.E.R.V.I.N.C.A. – Comunità Laudato si’ del Gargano Nord. L’iniziativa, interamente finanziata con i fondi dell’8×1000 alla Chiesa cattolica e senza costi per gli istituti, si rivolge agli studenti delle classi III, IV e V delle scuole secondarie di secondo grado. Sul piano didattico, il progetto persegue tre traguardi formativi: cognitivi, con lo studio dell’enciclica e delle dinamiche ambientali e sociali garganiche; operativi, insegnando a mappare il territorio e a rielaborare i dati raccolti; civici e relazionali, volti a maturare responsabilità verso la ‘Res Publica’ e a sperimentare la democrazia attraverso il confronto diretto con sindaci e decisori politici. “Gli studenti – sottolineano i promotori – non saranno solo uditori, ma veri e propri ricercatori e propositori: analizzando i dati del territorio, arriveranno a redigere un ‘Manifesto’, un documento programmatico di impegni e richieste da sottoporre direttamente alle massime Istituzioni civili, scolastiche e religiose locali, in un’ottica di patto intergenerazionale per la cura della Casa Comune”. Il documento finale, diviso tra richieste agli amministratori e impegni personali, sarà siglato pubblicamente dai giovani insieme a sindaci, presidi e all’arcivescovo finalizzata ad un’assunzione di responsabilità reciproca a cui seguirà a distanza di un anno un bilancio di sostenibilità. Adesioni entro il 31 ottobre 2026 tramite mail a .

Inizio anno scolastico: Roma, domani veglia mariana dei docenti ed educatori

Affidare a Dio le sfide educative all’avvio delle lezioni e superare timori e luoghi comuni. Con questo spirito un gruppo di docenti ed educatori della scuola pubblica romana promuove un’iniziativa controcorrente: venerdì 11 settembre, alle 19.30, si ritroveranno per una veglia mariana al santuario della Vergine della Rivelazione, alle Tre Fontane (via Laurentina 400 – zona Roma-Eur). In un contesto scolastico segnato da pressioni crescenti, ritmi serrati e crisi valoriali, insegnanti di vari istituti statali della Capitale hanno scelto di fermarsi prima della ripresa didattica per un momento di raccoglimento spirituale. Saranno gli stessi docenti a guidare la serata tra passi evangelici, canti liturgici, la recita del Rosario e intenzioni di preghiera deposte ai piedi della statua mariana, invocata dal gruppo come ‘Madre e Regina della Scuola universale’. L’incontro, nato per affrontare con speranza l’anno scolastico oltre ogni scoraggiamento, vedrà la partecipazione e il sostegno delle Missionarie della Divina Rivelazione, guidate dalla superiora madre Rebecca Nazzaro.

Diocesi: Caritas Chieti-Vasto, in serata a Francavilla al Mare incontro di preghiera “E tu, per cosa rischieresti?” con mons. Carlassare

“E tu, per cosa rischieresti?”: questo l’interrogativo che accompagnerà l’incontro di preghiera che si terrà nella serata di oggi, giovedì 10 settembre, a Francavilla al Mare, per iniziativa della Caritas diocesana di Chieti-Vasto. “Sarà un tempo di adorazione, preghiera e testimonianza, per fermarsi, ascoltare e lasciarsi provocare da una storia vera, fatta di coraggio, speranza e scelte che cambiano la vita”, viene spiegato in una nota dell’arcidiocesi. All’incontro, ospitato dalla 21 presso la parrocchia Santa Liberata, parteciperà mons. Christian Carlassare, missionario comboniano in Sud Sudan, dov’è vescovo di Bentiu e amministratore apostolico di Rumbekv; sarà presenta anche l’arcivescovo Bruno Forte.

Il Ponte d’Oro: la rivista per i più piccoli ospita l’Itinerario formativo Missio ragazzi

È un numero speciale, quello di settembre de “Il Ponte d’Oro”, mensile per giovani lettori edito dalla Fondazione Missio (). “Sì, perché straordinariamente ospita l’Itinerario formativo Missio ragazzi 2026/2027 che ogni anno viene proposto a tutte le realtà ecclesiali che educano alla fede i più piccoli (catechismo, Acr, Scout, Araldini, ecc.)”. La redazione della rivista precisa: “L’équipe nazionale che si occupa di animazione missionaria dei ragazzi e la redazione del mensile hanno progettato insieme le cinque tappe che compongono questo numero speciale, una tappa per ogni tempo liturgico, in modo che gli educatori possano impostare il cammino annuale già all’inizio dell’anno pastorale”. Il titolo “Tutti per Uno” è lo slogan scelto per la Giornata missionaria mondiale dei ragazzi 2027, che scaturisce da quello della Giornata missionaria mondiale 2026 “Uno in Cristo, uniti nella missione”. Anche i ragazzi, infatti, con il resto della comunità, “sono chiamati a interiorizzare l’importanza dell’unità tra i fedeli (diverse realtà ecclesiali, carismi, popoli, riti, confessioni) e dell’unità con Gesù: uniti nella Chiesa e nel mondo, e uniti in Cristo, centro della missione. Sperimentare la fraternità e imparare a viverla è testimonianza concreta di unità”. In ognuna delle cinque tappe dell’Itinerario formativo sono presenti: un brano della Parola di Dio con una meditazione a misura di ragazzi; un proverbio dal mondo che esplicita l’idea dell’unità; la testimonianza di un/una ragazzo/a di confessioni cristiane o riti differenti; la proposta di un gioco dal mondo da fare in squadra, per conoscere tradizioni di altri popoli; un accenno su cosa fa la Pontificia Opera dell’infanzia missionaria in un Paese del mondo; una o più attività da vivere con il proprio gruppo di ragazzi per interiorizzare il messaggio del Vangelo, di tappa in tappa. Infine, nella rubrica “Facendo si impara”, ecco un tutorial per costruire i cinque segni che caratterizzano il “ragazzo missionario”. L’Itinerario formativo “è scritto a misura di ragazzo. Tuttavia, per gli animatori, sono previste pagine esplicative che, oltre alle note metodologiche, offrono proposte di dinamiche per animare gli incontri”.

Diocesi: Pistoia, stasera incontro “Il lavoro e il Crocifisso, una sfida di umanità”

Sarà dedicato a “Il lavoro e il Crocifisso, una sfida di umanità” l’incontro di riflessione che si svolgerà questa sera, a Seano, nel Comune di Carmignano, per iniziativa della Pastorale sociale e del lavoro della diocesi di Pistoia, assieme alla parrocchia di San Pietro. Dalle 21, presso l’ex cinema parrocchiale in piazza San Pietro, interverranno MarcelloFamiliari, segretario regionale di Femca Cisl, e Francesco Scalabrelli, dell’Ispettorato nazionale del lavoro. Le conclusioni saranno affidate a mons. Augusto Mascagna, vescovo di Pistoia e di Pescia.

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