Ecco il resoconto dei principali fatti di oggi, lunedì 14 settembre 2026, che riguardano la vita istituzionale a la vita ecclesiale del nostro Paese. Le notizie sono ordinate in ordine cronologico, dalla più recente alla più datata.
Inizio anno scolastico: mons. Lagnese (Capua e Caserta), “tessiamo relazioni autentiche”
“La scuola che riapre le sue porte non è soltanto un luogo di impegni e calendari, ma un cantiere di speranza e un laboratorio di umanità in cui si costruisce il futuro delle nostre comunità”. Lo scrive mons. Pietro Lagnese, arcivescovo di Capua e vescovo di Caserta, in un messaggio per la ripresa della scuola. “Di fronte al disagio, alla solitudine e alla tentazione della sopraffazione che talvolta sfigurano il volto delle nostre città, la scuola si erge come un indispensabile presidio di pace e di riscatto. Ai modelli distorti di aggressività e di isolamento, essa risponde proponendo la bellezza dell’incontro, perché, in un’epoca in cui si fa strada il rischio di una pericolosa disumanizzazione, educare significa prima di tutto imparare a riconoscere la dignità inviolabile di ogni persona e comprendere che la vera risposta alla violenza è la cura reciproca”, osserva il presule.
Di fronte alle sfide che il mondo dell’istruzione oggi vive – la sfida della giustizia e dell’inclusione, la sfida pedagogica e la sfida sapienziale e intellettuale -, “la scuola non può essere lasciata sola: occorre un’alleanza educativa rinnovata tra famiglie, chiesa, istituzioni e comunità, in cui si riconosca ai genitori il diritto primario di educare i figli e si permetta alla scuola di offrire ciò che il digitale da solo non potrà mai dare, ossia tempo condiviso per apprendere e relazioni affidabili. Per questo dico con forza a me e a voi: tessiamo relazioni autentiche!”.
Ai ragazzi mons. Lagnese chiede “di avere il coraggio di sognare in grande”, di non accontentarsi “di risposte facili o di un sapere ‘artificiale’”, ricordando che il “valore non è definito da un voto ma dalla qualità dell’amore, del rispetto e del dialogo” da “donare agli altri”. A docenti e dirigenti il presule augura di vivere la professione come una vera missione: “Siate maestri di vita capaci di scorgere la luce negli occhi di ciascun ragazzo, e di custodire la speranza soprattutto di chi fa più fatica”. A genitori e personale scolastico, chiede “di accompagnare questo cammino con pazienza, stima reciproca e presenza vigile”. Alle Istituzioni “un impegno prioritario affinché ogni scuola del nostro territorio disponga di aule adeguate e ambienti sicuri, restituendo dignità e continuità all’apprendimento.”
“Il nostro territorio ha un profondo bisogno di giovani liberi, formati, capaci di relazioni vere, di fraternità e di rispetto per il bene comune”, conclude.
Diocesi: mons. Morandi (Faenza-Modigliana), santa Umiltà “ci ricorda ciò che non passa mai di moda”
“Non si tratta soltanto di ricordare una grande figura del passato, ma di riscoprire una delle radici spirituali più profonde e importanti del nostro territorio”. Lo ha detto mons. Michele Morandi, vescovo di Faenza-Modigliana, nella conferenza stampa di presentazione delle iniziative per l’ottavo centenario della nascita di santa Umiltà, compatrona di Faenza. “Come può una santa medievale essere significativa per la nostra vita oggi? La risposta è semplice: lei ci ricorda ciò che non passa mai di moda”, ha proseguito il presule. “In un tempo spesso segnato dall’individualismo, dalla ricerca dell’apparenza, dalla fretta, dal dominio della forza, la sua testimonianza parla di autenticità, di interiorità e di fiducia in Dio. La sua vita ci insegna che la vera grandezza non consiste nell’affermare se stessi, ma nel mettere i propri doni a servizio degli altri”. Per i faentini, ha aggiunto mons. Morandi, il messaggio della santa “è particolarmente attuale”: invita a vivere “una fede concreta, radicata nella preghiera e nella carità” e richiama “al valore della comunità, della corresponsabilità e della testimonianza”. Il vescovo ha ringraziato il sindaco e il vicesindaco per l’ospitalità offerta alla conferenza stampa, “nella ‘casa’ di tutta la nostra comunità civile”: un gesto che conferma “la necessità di fondare il nostro vivere insieme sulle relazioni di accoglienza e di rispetto reciproco”. “Attorno a sant’Umiltà nacquero esperienze che hanno lasciato un segno nella storia di Faenza”, ha concluso: “anche oggi siamo chiamati a generare luoghi di fraternità e speranza, per edificare una città più giusta ed equa”.
Inizio anno scolastico: mons. Aiello (Avellino), “un’Istituzione che mette a tema il futuro e la speranza per il bene dell’umanità”
“Tutti a Scuola! Volutamente uso la maiuscola per indicare un luogo, un tempo, una Istituzione, una comunità che riapre i battenti e mette a tema il futuro e la speranza per il bene dell’umanità”. Lo scrive il vescovo di Avellino, mons. Arturo Aiello, nel suo messaggio per la riapertura della scuola.
“L’organizzazione della Scuola aiuta a rimodulare i tempi delle famiglie, a riportare ordine all’orario della sveglia e dell’andare a letto, alle modalità d’essere della piccola comunità domestica o della grande famiglia sociale che nella Scuola trova il suo laboratorio più fecondo. Dopo i tempi dilatati delle vacanze torna lo schema più ordinato delle ore, delle mattine a scuola e dei pomeriggi coi compiti a casa”, sottolinea il vescovo.
Ma “perché dobbiamo tornare a Scuola tutti, grandi e piccoli, ragazzi e genitori, docenti ed esercenti di “cornetti che scottano ancora”?”, si chiede il presule. “Piero Calamandrei (1889-1956), politico e giurista italiano, dice che ne va del bene del mondo ed è a tema il futuro della Repubblica: ‘Se si vuole che la Democrazia prima si faccia e poi si mantenga e si perfezioni, si può dire che la Scuola è più importante del Parlamento, della Magistratura e della Corte Costituzionale’”, la risposta.
“Una visione – evidenzia mons. Aiello – che pone l’Istituto scolastico al di sopra delle grandi Istituzioni dello Stato moderno e che, spero, motivi ulteriormente il corpo docenti, i genitori, e, speriamo, anche gli alunni nel dire un grande ‘Sì’ alla Scuola che riparte. È un ‘sì’ a camminare insieme nel presente, portando sulle spalle il passato, per preparare un futuro avvincente per i singoli e la comunità. Un futuro all’insegna della pace, della cooperazione tra i popoli, della crescita dell’uomo, di tutto l’uomo, di ogni uomo”.
Il vescovo benedice il “Sì” di tutti al primo campanello dell’anno scolastico 2026-27 e conclude: “Non è un corpo chiuso la Scuola ma uno dei vasi comunicanti che fanno civile un popolo. Già Seneca, un autore latino, nelle Lettere a Lucilio, polemizza con una scuola chiusa in se stessa e non collegata alla vita. Una sua sentenza nata in negativo dove l’autore lamentava un nozionismo fine a se stesso, da tempo è stata modificata in positivo con ‘Non Scholae sed vitae discimus’: non impariamo per la Scuola, ma per la vita”.
Turismo: L’Aquila, presentato il libro “Il cammino di Celestino”, itinerario spirituale nel cuore della Maiella
È stato presentato sabato pomeriggio a L’Aquila, nello scenario naturalistico del sentiero e della cappella di Madonna Fore, il nuovo libro di Barbara Gizzi, “Il cammino di Celestino. Il percorso classico nel cuore d’Abruzzo”. L’iniziativa, promossa dall’associazione aquilana “Le api nel cuore” e dall’“Associazione Comunità Laudato si’ L’Aquila-Trasacco”, ha offerto l’occasione per approfondire un itinerario che attraversa il cuore del Parco nazionale della Maiella sulle tracce di Pietro da Morrone, il futuro Celestino V. Nata dall’invito del Touring Club Italiano, la pubblicazione, spiegano gli organizzatori, propone al lettore un’esperienza di cammino che unisce dimensione antropologica, spirituale e contatto con la natura. Da Sulmona a Serramonacesca, il percorso ripercorre i luoghi legati all’eremita e santo abruzzese, invitando a uno stile di vita sobrio, fraterno e rispettoso del creato. Alla presentazione sono intervenuti il presidente dell’associazione “Le api nel cuore”, Gianluca Capanna, e il cappuccino fra Piero Sirianni, in rappresentanza della Comunità Laudato si’. Particolare attenzione è stata dedicata anche all’ultima sezione del volume, che raccoglie testimonianze di resilienza e rinascita dei borghi della Maiella attraverso le storie di professionisti, operai e contadini tornati a vivere e lavorare sul territorio, valorizzando competenze ed esperienze maturate anche all’estero.
European Mobility Week: al via la campagna “The Saboteurs”
Molte persone conoscono i concetti base per rimanere in salute: essere fisicamente attivi, avere un buon regime alimentare, evitare fumo e alcol. Tuttavia, il solo conoscere cosa sia necessario per stare in salute non si traduce necessariamente in azione. I negozi sono pieni di tentazioni, la maggior parte della popolazione trascorre gran parte della giornata in attività sedentarie, si preferisce spesso l’utilizzo dei veicoli a motore all’andare a piedi o in bici, e se pubblicità, prezzi e disponibilità dei prodotti influenzano ciò che acquistiamo, alcol e tabacco rimangono ampiamente accessibili in molti dei luoghi in cui trascorriamo il nostro tempo.
La campagna di comunicazione “The Saboteurs” vuole evidenziare tutte queste influenze. A partire da oggi, lunedì 14 settembre, nei 25 Paesi aderenti all’iniziativa congiunta JA PreventNCD finanziata dall’Unione europea per il contrasto alle malattie non trasmissibili, la campagna si avvarrà di diversi strumenti digitali per mostrare come tutti gli elementi del mondo intorno a noi agiscano da “sabotatori”, ostacolando silenziosamente le scelte salutari. Nella versione estesa, di circa tre minuti, del film animato della campagna, un uomo comune cerca semplicemente di affrontare la sua giornata mentre un gruppo di sabotatori interferisce ripetutamente con i suoi tentativi di fare scelte salutari. “The Saboteurs” sottintende entrambe le strategie affinché si abbiano stili di vita salutari: a livello individuale di operare scelte personali e a quello superiore, di comunità e di contesti che mettano le persone in condizione di attuare tali cambiamenti.
“Ci piace pensare che le nostre scelte siano semplicemente decisioni personali, ma in realtà è l’ambiente in cui viviamo a influenzarci continuamente, spesso senza che ce ne accorgiamo nemmeno. La vera sfida per decisori e autorità di sanità pubblica è quella di far sì che sia più facile per le persone fare scelte salutari, creando anche comunità che le sostengano”, dice la coordinatrice del progetto JA PreventNCD, Linda Granlund.
La campagna di comunicazione PreventNCD si concentra su quattro aree che hanno un impatto importante sulla salute cardiovascolare, sul rischio di cancro così come su tutte le altre malattie non trasmissibili: nutrizione, attività fisica, consumo di tabacco e alcol. Il messaggio chiave non è quello che tutti debbano trasformare la propria routine dall’oggi al domani, ma in linea con le raccomandazioni internazionali di promozione della salute di preferire percorsi attivi, aumentare il consumo di frutta e verdura, evitare quello di tabacco e alcol. “Spesso sottovalutiamo il valore delle piccole azioni che facciamo ogni giorno, mentre invece piccoli cambiamenti trasformandosi in vere e proprie abitudini sane possono fare una vera differenza nel tempo”, afferma Granlund.
European Mobility Week: Iss, “la mobilità attiva migliora la salute”
La mobilità attiva migliora la salute, permettendo in molti casi di raggiungere i livelli di attività fisica raccomandati dall’Oms. Lo ricordano gli esperti dell’Iss in vista della European Mobility Week promossa dalla Commissione europea, che si tiene dal 16 al 22 settembre e che quest’anno ha come tema “Mobility for Everyone”. Proprio questo è uno dei temi della campagna di comunicazione “The Saboteurs”, lanciata dalla Joint Action europea PreventNCD, concepita intorno al messaggio chiave di quanto il contesto di vita influisca sulla nostra salute e, di converso, come piccole azioni quotidiane, come la scelta di muoversi in bici o a piedi o di evitare il fumo e l’alcol, possano aiutarci a vivere meglio e più a lungo. Al centro della campagna un video in animazione di tre minuti che mostra i “sabotatori” della salute. che si incontrano quotidianamente, e come difendersi.
La bici è utilizzata per gli spostamenti quotidiani dal 10% degli adulti (18-69 anni) mentre va a piedi il 39% del campione. Lo affermano i dati, relativi al biennio 2023-2024, della sorveglianza Passi coordinata dall’Istituto superiore di sanità, gli ultimi disponibili, secondo cui la scelta di mobilità attiva è in diminuzione nella popolazione adulta e la quota di popolazione che grazie a queste scelte raggiunge i livelli di attività fisica raccomandati dall’Oms è sostanzialmente stabile nel tempo, intorno al 19%.
L’abitudine di utilizzare la bicicletta per andare al lavoro, a scuola o per gli spostamenti quotidiani è più frequente fra gli uomini (11%) e tra gli stranieri (15%). È pratica più diffusa fra i residenti delle Regioni del Nord Italia e meno fra i residenti nel Centro-Sud (15% nel Nord vs 7% nel Meridione). Il dato più elevato si registra nella P.A. di Bolzano, dove 1 persona su 4 utilizza abitualmente la bicicletta per gli spostamenti quotidiani. Inoltre, dai dati 2023-2024 emerge che chi si muove in bicicletta lo fa per quasi 4 giorni alla settimana per un totale settimanale di oltre 140 minuti.
La percentuale di chi si muove a piedi per i propri spostamenti abituali è maggiore tra i 18-24enni (47%), fra le donne (43%), fra le persone senza difficoltà economiche o più istruite e fra gli stranieri (45%). Anche l’abitudine di spostarsi a piedi è più frequente al Nord che nel resto del Paese ed è nuovamente la P.A. di Bolzano, seguita dal Piemonte, a registrare il valore più alto: quasi 6 persone su 10 si spostano a piedi per raggiungere il posto di lavoro o i luoghi che frequentano quotidianamente. Chi si muove a piedi per gli spostamenti abituali lo fa mediamente per oltre 4 giorni alla settimana per un totale settimanale di 170 minuti. Nel tempo, questa abitudine diminuisce lentamente e sono i giovani (18-34enni) a registrare un maggior calo.
Scuola e IA: indagine Indire, il 94% degli studenti usa l’intelligenza artificiale. Magatti, “serve un grande investimento educativo”
Il 94% degli studenti utilizza strumenti di intelligenza artificiale e il 62% li usa almeno una volta alla settimana. È uno dei dati emersi dall’indagine nazionale “Io e l’Intelligenza Artificiale”, promossa da Indire e Festival dell’Innovazione scolastica e presentata oggi al Senato su un campione di 5.342 studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado. L’84% impiega l’IA anche per lo studio, mentre il 53% dichiara di averla utilizzata almeno una volta come “confidente digitale” per affrontare problemi personali. “L’intelligenza artificiale, come tutte le grandi innovazioni tecnologiche, è un farmaco: può essere insieme cura e veleno”, ha osservato il sociologo Mauro Magatti, docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Per Magatti occorre evitare contrapposizioni tra “tecno-ottimisti e pessimisti” e aiutare i giovani a “navigare” nel nuovo contesto digitale. “Non bastano le norme. Servono obiettivi etici e pedagogici chiari, il coraggio della sperimentazione dal basso e un investimento massiccio nell’educazione”, ha affermato, definendo quella dell’IA “una grande sfida di civiltà”. Dalla ricerca emerge anche che il 44% degli studenti teme che l’IA possa ridurre la capacità di pensare autonomamente, mentre il 54% ritiene che debba restare sotto il controllo umano. Secondo i ricercatori, la familiarità con questi strumenti non coincide necessariamente con la capacità di verificarne criticamente i contenuti. Un dato definito “paradosso della fiducia” mostra infatti che sia chi si fida ciecamente dell’IA sia chi la rifiuta tende a controllare meno le informazioni ricevute rispetto a chi mantiene un atteggiamento più equilibrato. Per Samuele Borri, dirigente tecnologo Indire, la scuola è chiamata a “togliere i ragazzi dall’inconsapevolezza”, aiutandoli a comprendere opportunità e rischi delle nuove tecnologie. Luigi Ballerini, psicoterapeuta e presidente del comitato scientifico del Festival, ha richiamato invece l’attenzione sul dato dei giovani che si confidano con l’IA: “Un chatbot può rispondere, ma non può prendersi cura”. La sfida educativa, ha concluso, resta quella di formare persone capaci di pensare con la propria testa e di costruire relazioni autentiche.
Immigrazione: Migrantes in audizione alla Camera, “la riforma della cittadinanza è una scelta di futuro. No a forme di serie B”
Oggi la Fondazione Migrantes è stata ascoltata dalla Commissione Affari costituzionali della Camera dei Deputati, nell’ambito dell’esame della proposta di legge recante “Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, in materia di acquisto e di revoca della cittadinanza” (C. 2124 Iezzi). Nell’introduzione del suo intervento, la Fondazione Migrantes premette che “un aggiornamento della Legge del 1992 è senza dubbio un passo necessario: da tempo evidenziamo come l’impianto della normativa vigente presenti un oggettivo distacco dalla reale situazione del Paese. Tuttavia, qualsiasi aggiornamento deve essere l’occasione per rafforzare le garanzie, per evitare discriminazioni e per costruire regole che favoriscano partecipazione e responsabilità civica”. Dopo tre sottolineature specifiche sul testo della proposta Iezzi, la Fondazione Migrantes sottolinea in conclusione che “la riforma della cittadinanza è una scelta di futuro. Non si tratta di un “favore”, ma di una decisione politica che investe la capacità del Paese di includere, valorizzare e trattenere le persone che contribuiscono alla sua vita economica, sociale e culturale”.
E si domanda quale sia lo spirito della legislazione sulla cittadinanza italiana: “Pensiamo che solo chi è riconosciuto a tutti gli effetti come parte integrante della comunità possa sentirsi realmente chiamato a contribuire al suo benessere, a condividere diritti e doveri, a partecipare alla vita democratica, nella certezza che l’ordinamento italiano tutela la dignità e il futuro di ogni persona. Al contrario, una legislazione che introduca forme di cittadinanza debole, revocabile ed esposta ad incertezze, rischia di produrre l’effetto opposto: alimentare l’insicurezza, la distanza sociale, la sfiducia nelle istituzioni”.
Diocesi: Reggio Calabria, domani mons. Peña Parra presiedere il pontificale per la Solennità della Madonna della Consolazione
Sarà mons. Edgar Peña Parra, Nunzio Apostolico in Italia e nella Repubblica di San Marino a presiedere, domani, martedì 15 settembre, il solenne pontificale nella Solennità di Maria, Madre della Consolazione, momento culminante delle festività mariane della “Avvocata del popolo reggino”. Nella Basilica Cattedrale la mattinata si aprirà con la prima Messa delle 7, seguita da quella delle 8. Alle ore 10 la Civica amministrazione rinnoverà l’offerta del cero votivo, uno dei gesti più antichi della festa, momento in cui la comunità civile “riconosce pubblicamente il legame della città con la sua Patrona”. Subito dopo la liturgia pontificale. Nel pomeriggio è previsto un solo appuntamento: alle 18 la Venerata Effigie sarà condotta in processione lungo le vie del centro storico per rientrare, poi, in Duomo alle ore 20 circa. Con la conclusione della processione termineranno i festeggiamenti mariani, l’Effigie resterà in Cattedrale fino a domenica 22 novembre quando, sempre in forma processionale, farà ritorno presso la Basilica dell’Eremo. La presenza del Nunzio prevista per domani evidenzia “in modo particolare il legame della Chiesa locale con il Papa e con la Santa Sede, poiché il nunzio rappresenta il Pontefice presso la Chiesa e presso le autorità del Paese in cui è inviato”, spiega la diocesi.
Inizio anno scolastico: mons. Parisi (Lamezia), la scuola “non è chiamata a tappare le orecchie” ma punta ad “aprirle al massimo per favorire l’ascolto”
Vuole “infrangere le regole della consuetudine” il vescovio di Lamezia Terme, mons. Serafino Parisi, rivolgendosi agli studenti in occasione dell’inizio dell’anno scolastico presentandolo come “una vera e propria provocazione”. Parte da un’opera classica riscoperta in queste ultime settimane, grazie alla riproposizione cinematografica fatta dal regista Christopher Nolan: l’Odissea. Il presule non entra nell’analisi
critica del film, molto “divisivo secondo il parere di alcuni esperti”, ma coglie la domanda che “la narrazione, pur appartenente a un mondo lontano dal nostro, pone a tutti noi, sorprendendoci con la sua schietta attualità”. “Per la precisione – scrive – mi concentrerò soltanto sul Canto XII, quello delle Sirene, reso da Nolan un’occasione per la profonda introspezione dell’eroe”. Il presule coglie l’occasione per sottolineare che la scuola “non è chiamata a tappare le orecchie, la sua missione anzi punta ad aprirle al massimo per favorire l’ascolto ad oltranza”. Ragazzi – scrive – “nessuno vi dovrà e potrà convincere di essere già arrivati alla conoscenza assoluta. Per questo motivo ascoltate sempre chi sa mettervi nel cuore una sana inquietudine, chi sa collocarvi davanti a domande cui è impossibile rispondere con un click. Ascoltate chi vi fa scoprire e, soprattutto, chi vi fa prendere coscienza che ‘non sapete’, non per umiliarvi, ma per spronarvi a studiare e farvi venire la voglia di apprendere. La scuola vi insegnerà a riconoscere le Sirene per comprendere quale sia il vostro canto tentatore e irresistibile”. Citando Omero mons. Parisi invita a salire sulla nave, “contemplando la vastità del mare ancora ignoto. Ci saranno tempeste
e bonacce e Sirene, tante e bellissime Sirene. Lanceranno il loro canto suadente propagandando comodità, successo, oppure paura o consenso o conoscenza. Ascoltatele, però chiedetevi: ‘Chi sta cantando’? ‘Che cosa mi sta promettendo’? ‘Dove mi vuole portare’? ‘Sono ancora io a scegliere’? ‘Sono ancora io a tenere il timone’? Perché la libertà non consiste nel non sentire nessun canto. La libertà consiste nel poterlo ascoltare senza perdere mai la rotta verso casa”. “Desiderate – è ancora l’invito – l’aurora! Si realizzerà in questo modo un grande insegnamento, cioè: che non bisogna avere paura del canto e che è necessario ascoltare senza perdere i capisaldi certi imparando a chi
dare attenzione e verso dove andare. Questo significa non temere la conoscenza, ma di desiderarla abbastanza da accettare la fatica che richiede la traversata anche nella notte oscura. Perché alla fine la vera libertà non consiste nel non essere legati a nulla, ma nel sapere a che cosa e a chi legarsi, come i tralci alla vite, direbbe il Vangelo”.
Sangue: Avis Toscana, “torniamo a donare. Insieme possiamo fare la differenza”
“Abbiamo bisogno di voi. Abbiamo bisogno di sangue e di plasma”. È l’appello che Avis Toscana rivolge alle toscane e ai toscani dopo un’estate particolarmente difficile per le donazioni. Il Centro nazionale sangue ha segnalato una carenza diffusa di emazie in Italia, in particolare del gruppo 0 positivo. “Per questo settembre deve essere il mese della ripartenza”, sottolinea la presidente di Avis Toscana, Claudia Firenze, chiedendo a chi dona abitualmente di programmare il prossimo appuntamento, a chi ha già donato di tornare a farlo e a chi non ha mai donato di informarsi e compiere questo primo passo. L’appello riguarda sia il sangue sia il plasma, “indispensabile per produrre farmaci utilizzati ogni giorno per curare tante persone”. “La disponibilità di entrambi è fondamentale per garantire continuità alle cure”, spiega Firenze. La presidente richiama quindi il valore della cultura del dono in una società “sempre più improntata all’individualismo”: “La nostra regione è un alfiere della cultura del dono e oggi abbiamo bisogno di rimettere in moto questa straordinaria energia”. “Donare significa mettere a disposizione una parte di sé per qualcuno che non conosciamo e che, proprio grazie a quel gesto, potrà ricevere una cura, affrontare un intervento, avere una possibilità in più”, aggiunge Firenze, definendo la donazione “un gesto semplice che diventa solidarietà, responsabilità e comunità”. Infine l’appello: “Quando un malato rischia di non avere il sangue o i farmaci di cui ha bisogno, è un fallimento per tutti noi”. “Oggi quella catena del dono ha bisogno di tutti. Torniamo a donare. Insieme possiamo fare la differenza”.
Leone XIV: La Russa, “il richiamo a pace, speranza e fraternità assume un significato ancora più importante in una stagione attraversata da conflitti e profonde tensioni”
“In occasione del compleanno di Papa Leone XIV desidero rivolgere a Sua Santità, a nome mio personale e del Senato della Repubblica, i più sinceri e calorosi auguri. Il Suo richiamo alla pace, alla speranza e alla fraternità, assume un significato ancora più importante in una stagione attraversata da conflitti e profonde tensioni, nella quale è necessario continuare a costruire ponti di dialogo e di comprensione tra i popoli”. Lo ha dichiarato Ignazio La Russa, presidente del Senato della Repubblica, in occasione del 71° compleanno del Pontefice. “A Papa Leone XIV – ha aggiunto – rivolgo dunque gli auguri più sentiti, con l’auspicio che possa proseguire con serenità e determinazione il Suo alto magistero e la Sua missione al servizio della Chiesa e dell’umanità”.
Svezia: elezioni, esito incerto per il governo. In vantaggio i Socialdemocratici. Dagen.se: “Meno conflitto, più cooperazione”
Sarebbe Magdalena Andersson, leader dei Socialdemocratici, ad aver vinto le elezioni. L’esito è incerto, il vantaggio di tre seggi soltanto rispetto alla coalizione di partiti che sostenevano il moderato Ulf Kristersson, il premier uscente. Andersson si è detta disponibile a provare a formare un governo, ma sottovoce e nessuno canta vittoria perché si sta procedendo alla verifica delle schede (si può votare via posta e poi andare al seggio, ma il voto espresso di persona annulla quello postale e questo controllo viene completato entro il mercoledì successivo l’elezione), e manca l’esito del voto all’estero. Il partito di Andersson è dato intorno al 28%, il Partito moderato sarebbe al 19,9% dei voti scrutinati mentre il partito di estrema destra dei Democratici svedesi è al 17,6% (in calo rispetto al 20,6% del 2022). Un editoriale apparso in mattinata sulla testata di ispirazione cristiana, Dagen.se, scriveva: “Non sappiamo ancora chi governerà la Svezia, né come. Ma una cosa è certa: la società nel suo complesso deve affrontare sfide importanti, che non si risolveranno attraverso lo scontro e la rabbia. Dopo un’elezione così combattuta e con condizioni così incerte per la formazione di un governo, è fondamentale che il livello di conflittualità si abbassi e che cresca la volontà di cooperare”. E ancora: “È giunto il momento di smettere di urlare e di ripristinare una cultura del rispetto”. Secondo l’editoriale, il governo ha un’agenda di temi impegnativa da affrontare e di cui non si è discusso in campagna elettorale: come invertire il calo della natalità e sostenere la famiglia, come valorizzare la società civile e l’operato di organizzazioni no-profit, come rafforzare la democrazia e contrastare l’estremismo e poi la cooperazione internazionale e le questioni climatiche.
Diocesi: Firenze, mons. Gambelli a Santa Croce per la festa e il pranzo con cento persone povere
“Celebrare questa festa significa anche ringraziare tutti coloro che, rispondendo a questa chiamata del Signore, accogliendo il suo amore e questo perdono, diventano capaci di piegarsi sulle persone più bisognose”. Lo ha detto mons. Gherardo Gambelli, arcivescovo di Firenze, nell’omelia della messa per la festa dell’Esaltazione della Santa Croce, celebrata questa mattina nella basilica di Santa Croce insieme alla comunità dei Frati minori conventuali, all’Opera di Santa Croce e alla Caritas. Al centro dell’omelia, la contemplazione di Cristo che sulla croce si fa vicino a chi si sente escluso e abbandonato, e l’invito a tradurre il perdono ricevuto in gesti concreti di misericordia. Richiamando il messaggio di Papa Leone XIV per la Giornata mondiale dei poveri, il presule ha posto alla comunità alcune domande: “Siamo segno di un Dio che è rifugio per i poveri? Arriviamo là dove si trovano i poveri, sperimentando la loro marginalità? Ne ascoltiamo i pensieri e ne condividiamo le attese?”. Interrogativi che chiedono “un serio esame di coscienza”: “Allora vedremo che i poveri diventano loro stessi rifugio per altri”. Nel ricordo degli ottocento anni dalla morte di san Francesco, mons. Gambelli ha indicato nel santo di Assisi un testimone di pace e fraternità, richiamando il racconto del “femore rotto, guarito poi grazie alla presenza degli altri”, primo segno di civiltà. “Donaci il coraggio di costruire ponti dove il mondo erige confini”, ha pregato, invitando a farsi “testimoni disarmati e disarmanti della pace che viene da Cristo”. Al termine, nel chiostro del Brunelleschi, oltre cento persone povere della città hanno preso parte all’agape fraterna organizzata da Caritas, comunità francescana e Opera di Santa Croce.
Divina Misericordia: concluso ieri a Roma il secondo convegno nazionale
Si è svolto questo fine settimana a Roma, presso l’Istituto Maria Mater Ecclesiæ, il 2’ convegno organizzato dal Coordinamento nazionale “Misericordia Italia”, formato da un centinaio di movimenti, congregazioni religiose, istituti secolari, centri di spiritualità, santuari, associazioni, centri di carità, fraternità, gruppi di preghiera presenti in Italia, che si ispirano alla spiritualità della Misericordia secondo le forme trasmesse da Santa Faustina Kowalska e dal Beato Michele Sopocko. Le meditazioni sono state dettate da don Patrice Chocholski , Segretario generale dei Congressi Mondiali della Misericordia e Direttore dell’Istituto cattolico del Mediterraneo e da Ponzia Quagliarella , teologa e psicoterapeuta. Le Celebrazioni Eucaristiche sono state presiedute dal card. Walter Kasper, Presidente emerito del Pontificio Consiglio per la promozione dell’Unità dei Cristiani e da mons. Giovanni D’Ercole. Il card. Kasper – secondo quanto riferisce una nota – ha ricordato che la Misericordia divina è il nucleo e la sintesi della rivelazione biblica su Dio. “Ringraziamo il Signore – afferma don Pasqualino di Dio, Presidente nazionale del Coordinamento “Misericordia Italia” – per questa opportunità di grazia e di comunione che ci ha ulteriormente dato. Il messaggio della Misericordia non si può ridurre solo alla devozione ma deve attraversare, in modo trasversale, la nostra vita, le comunità ecclesiali e tutta l’opera evangelizzatrice e carità della Chiesa e del mondo”.
Iraq: Nona (patriarca caldeo), “il male si vince cercandone la radice e opponendo il bene”
In occasione della Festa della Santa Croce, celebrata ieri nella chiesa di San Paolo, a Baghdad, il patriarca della Chiesa caldea, card. Mar Paul III Nona, ha invitato i fedeli a riscoprire il significato cristiano della croce come risposta al male attraverso il bene. Presiedendo la messa, il patriarca ha spiegato che la croce “non significa codardia, passività o accettazione del dolore”, ma rappresenta “la forza di difendersi attraverso il bene” e di rispondere al male senza lasciarsene dominare. “Non sradichiamo il male combattendo e combattendo, ma cercandone la fonte e lavorando per chiuderla”, ha affermato, sottolineando che il credente è chiamato a contrastare il peccato e a promuovere la bontà e l’amore. Mar Nona ha ricordato che “la vittoria sul male passa attraverso una più profonda conoscenza del bene e una sua concreta testimonianza nella vita quotidiana”. Al termine della celebrazione ha esortato i fedeli a “non avere paura della croce, del dolore o delle reazioni degli altri, ma a perseverare nel fare il bene e nell’amare”. Prima della messa il patriarca ha visitato il cimitero delle Suore Caldee Figlie di Maria, adiacente alla chiesa.
Diocesi: card. Zuppi (Bologna), “rendiamo la scuola piena di significato, facendone un luogo di ascolto”
“Buon inizio di anno scolastico anche se a volte qualcuno può pensare il contrario, la scuola è davvero buona. Rendiamola piena di significato con la nostra attenzione, con l’incontrarsi e anche facendone un luogo di ascolto”. Ad affermarlo, in occasione dell’inizio del nuovo anno scolastico, l’arcivescovo di Bologna, il card. Matteo Maria Zuppi. In un videomessaggio proposto dall’Ufficio Diocesano per la Pastorale Scolastica e realizzato dall’Ufficio diocesano Sviluppo e Sostenibilità per la Newsletter “I pensieri di don Matteo”, ha rivolto gli auguri a studenti, insegnati, dirigenti, personale e a tutti coloro che ne fanno parte. “Siamo in un momento non facile, il mondo sembra così complicato e il futuro incerto. Secondo qualcuno il futuro è addirittura impossibile. Invece la scuola prepara il futuro di ognuno di noi in relazione a quello degli altri – ha continuato il card. Zuppi -. Un consiglio contro tutte le violenze: nel mondo ce ne sono tante ed è tornata di moda la forza, il parlare sopra gli altri, il fare e decidere da soli, perché gli altri diventano un pericolo. É così poco di moda, invece, imparare a conoscere gli altri e a vivere insieme. Iniziamo a farlo “in piccolo”, in classe e dentro la scuola, così da insegnare anche agli adulti che siamo fatti per vivere insieme”.
Diocesi: mons. Fornaciari (Tempio- Ampurias): “ragazzi, non lasciate spegnere i vostri sogni e guardate al futuro con speranza”
“Carissimi ragazzi, vi auguro che la scuola sia un tempo di conoscenza, di scoperta e di crescita, non soltanto attraverso i libri e lo studio, ma anche attraverso l’amicizia, l’incontro e la fraternità”. È l’augurio che il vescovo di Tempio- Ampurias, mons. Roberto Fornaciari rivolge agli studenti e studentesse delle scuole superiori della Gallura e dell’Anglona il giorno in cui riaprono le scuole. “Coltivate la vostra giovane età, senza avere paura di sognare – continua il vescovo -. Lo studio, l’impegno e anche il sacrificio vi aiuteranno a costruire il vostro futuro. Le aule in cui sedete non sono isole, ma ponti verso la società”. Nella lettera, il presule si rivolge anche ai docenti, sottolineando: “il vostro compito non consiste soltanto nel trasmettere conoscenze e competenze: siete chiamati ad essere costruttori degli uomini e delle donne di domani, compagni di viaggio dei ragazzi che vi sono affidati”. Da qui l’invito: “accompagnate i vostri alunni con competenza, pazienza e umanità. Potrete lasciare loro molte conoscenze, ma soprattutto potrete lasciare un segno nella loro vita. A voi, ragazzi e giovani – conclude la nota-, dico: abbiate fiducia in voi stessi, non lasciate spegnere i vostri sogni e guardate al futuro con speranza”.
Leone XIV, dal Perù gli auguri della Conferenza episcopale e delle diocesi
Numerosi i messaggi augurali di buon compleanno a Papa Leone XIV che arrivano dal Perù, Paese dove ha vissuto a lungo ed è stato vescovo, a Chiclayo. Messaggi che si estendono all’attesa per la visita del Papa nel Paese sudamericano. “Oggi, 14 settembre, la Chiesa in Perù rende grazie a Dio per la vita e la vocazione del Santo Padre. Dai suoi primi anni di servizio missionario a Chulucanas, la sua dedizione a Trujillo, a Chiclayo fino al suo lavoro pastorale nella Conferenza episcopale peruviana, il suo cuore è sempre stato unito alla nostra patria. Il Perù ti aspetta, Papa Leone XIV!”, scrive la Conferenza episcopale peruviana. “Oggi celebriamo i 71 anni di Papa Leone XIV, un pastore che conosce da vicino la nostra realtà e che, durante i suoi anni di missione in Perù, ha saputo camminare insieme alle nostre comunità portando una presenza vicina e di speranza. Ringraziamo Dio per la sua vita e il suo servizio, e gli facciamo arrivare, dal Perù, un abbraccio fraterno. Presto ci reincontreremo!”, le parole dell’arcidiocesi di Lima “In questo giorno speciale, dalla terra che gli conserva con gratitudine tanti ricordi del suo servizio pastorale, eleviamo la nostra preghiera per il Papa Leone XIV e rendiamo grazie a Dio per la sua vita e il suo ministero al servizio della Chiesa”, il messaggio che giunge dalla diocesi di Chiclayo.
Caritas: Cerignola – Ascoli Satriano, “la Caritas diocesana non può essere lasciata sola”
La Caritas diocesana non può essere lasciata sola. È l’appello lanciato dalla Caritas di Cerignola – Ascoli Satriano a proposito della situazione in cui sono costretti a vivere i lavoratori stagionali accampati nella tendopoli di fortuna di via Candela a Cerignola. “Le condizioni igienico-sanitarie, di sicurezza e di decoro dell’area non sono più sostenibili. Una situazione che, purtroppo, era ampiamente prevedibile e che la Caritas ha segnalato e affrontato da tempo, cercando fin dallo scorso mese di febbraio di individuare soluzioni condivise con le istituzioni, ma senza giungere a risultati concreti”, si legge nella nota firmata dal direttore della Caritas diocesana Paolo Rubbio. “La situazione non può più essere definita semplicemente “emergenza”. Da anni chiediamo una collaborazione concreta e un’azione sinergica tra le istituzioni per garantire sicurezza, pulizia, decoro e dignità. I lavoratori stagionali non sono un “problema della Caritas”. Sono persone che lavorano nel nostro territorio e che contribuiscono, con il proprio lavoro, all’economia agricola e alla produzione di cui tutti beneficiamo. Per questo è doveroso che anche la società civile, e in particolare le aziende agricole e tutti coloro che quotidianamente assumono o beneficiano del lavoro di queste persone, si assumano la propria responsabilità. Solo attraverso l’azione sinergica di istituzioni, realtà sociali, mondo del lavoro e società civile sarà possibile garantire condizioni più umane e dignitose ai lavoratori stagionali e, nello stesso tempo, tutelare i residenti e l’intera comunità cerignolana. La dignità delle persone e la sicurezza della comunità sono una responsabilità di tutti“, conclude la nota.
Inizio anno scolastico: mons. Mascagna (Pescia e Pistoia) agli studenti, “non accontentatevi di ciò che si scarica in un attimo da internet”
“Non siate ragazzi di superficie. Non accontentatevi delle cose facili o di ciò che si scarica in un attimo da internet”. È l’invito rivolto dal vescovo di Pescia e Pistoia, mons. Augusto Mascagna, alle studentesse e agli studenti dei territori diocesani in occasione della ripresa delle lezioni. Nel suo messaggio, il vescovo esorta i giovani a vivere la scuola non come un semplice dovere, ma come “una grande occasione di allenamento per la vita”. “Ci stiamo preparando a un evento decisivo, che è la nostra storia personalissima, e vale la pena farlo bene”, sottolinea, richiamando la necessità di una crescita costante e della capacità di rinunciare all’egoismo per andare incontro all’altro. Al centro del messaggio anche il valore dell’amicizia e della comunità. “La scuola è prima di tutto il tempo dell’amicizia e della fraternità”, osserva mons. Mascagna, ricordando come dei propri anni sui banchi rimanga soprattutto la memoria legata agli amici e al gruppo. “In questa gara che è la vita non si vince mai da soli: a vincere è sempre il gruppo, l’uno insieme all’altro”, aggiunge, sottolineando che nella dimensione comunitaria trovano pieno senso “le competenze, le passioni e la professionalità” che ciascuno sta costruendo. Infine, l’invito alla cultura dell’approfondimento contro la rapidità e il nozionismo del web. “Vi invito a custodire la bellezza dell’approfondimento”, afferma il vescovo, indicando nei libri, negli insegnanti e nella propria storia gli strumenti per “andare in profondità” e dare valore al tempo. Richiamando un celebre detto scout, “le cose più belle della vita non passano dalla testa, ma passano dai piedi” – mons. Mascagna augura a studenti, docenti e personale scolastico un anno di “cammino condiviso, di cultura e di fraternità”.
Sport paralimpico: concorso per 6 borse di studio nel nome di Filippo Mondelli
Il Comitato italiano paralimpico (Cip) rinnova per il quadriennio 2025-2028 il concorso “Filippo Mondelli – Atleta eccellente, eccellente studente”, dedicato alla memoria dell’ex canottiere azzurro scomparso prematuramente nel 2021. L’iniziativa, nata in adesione all’omonimo progetto del Coni, intende valorizzare il percorso di atlete e atleti paralimpici capaci di coniugare risultati sportivi di rilievo e impegno negli studi. Per l’edizione 2026 sono previste 6 borse di studio, per un valore complessivo di 11mila euro, destinate ai candidati che meglio rappresenteranno l’eccellenza nel campo sportivo e formativo. Possono partecipare gli atleti paralimpici che abbiano conseguito nel corso del 2025 una laurea triennale o magistrale, durante la propria carriera sportiva, e che abbiano ottenuto risultati significativi a livello nazionale e internazionale, secondo quanto stabilito dal Regolamento di partecipazione Aaees 2025-2028. Le candidature dovranno essere presentate entro e non oltre il 30 ottobre 2026 alla Segreteria generale del Cip, tramite Pec all’indirizzo . Regolamento, modulo di domanda e informativa privacy sono disponibili nella pagina dedicata del sito istituzionale del Comitato italiano paralimpico.
Formazione: Pftim, aperte le iscrizioni alla sezione San Tommaso per “una teologia per la città”
Si aprono le iscrizioni per il nuovo anno accademico presso la sezione San Tommaso d’Aquino della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia meridionale (Pftim). L’offerta formativa non si rivolge soltanto ai candidati al sacerdozio e alle persone consacrate, ma in particolare ai laici che desiderano acquisire una preparazione qualificata per l’Insegnamento della religione cattolica (Irc), per il servizio ecclesiale e per operare nel sociale e nella cultura.
L’offerta accademica è strutturata per accompagnare lo studente in un percorso di crescita modulare e completo, articolandosi su tre cicli di studi: I Ciclo – Baccellierato in Teologia, che qualifica all’Irc nelle scuole di ogni ordine e grado; II Ciclo – Licenza in Teologia (dogmatica o pastorale), che prepara all’insegnamento della teologia nei Seminari e negli Istituti superiori di scienze religiose (Issr), oltre che ad assumere compiti pastorali specializzati; III Ciclo – Dottorato in Teologia, che abilita all’insegnamento nelle Facoltà ecclesiastiche e nei centri universitari.
“La nostra Facoltà non è soltanto un luogo di studio, ma una vera comunità di ricerca e dialogo aperta alle sfide del mondo contemporaneo. Studiare teologia oggi significa acquisire strumenti critici e spirituali per interpretare la complessità del presente e mettersi al servizio della crescita culturale e umana del territorio. Invitiamo tutti coloro che cercano una formazione profonda e appassionata a varcare la porta della nostra sezione”, dice decano della Sezione San Tommaso, Francesco Asti.
Giuseppe Falanga, direttore dell’Ufficio Comunicazioni, aggiunge: “Vogliamo raccontare e vivere una teologia vicina alla gente, capace di parlare a uomini e donne di ogni età e percorso di vita. In piena sintonia con la visione del nostro arcivescovo, il card. Mimmo Battaglia, la nostra è una vera e propria ‘teologia per la città’, pensata per mettersi concretamente al servizio della comunità, della cultura e del riscatto sociale del nostro territorio”.
Le iscrizioni sono aperte ed è possibile iscriversi entro la prima metà di ottobre. La procedura si effettua interamente online sul .
Cortile di Francesco 2026: Assisi, gli appuntamenti del secondo weekend
Da giovedì 17 settembre a domenica 20 riprendono gli appuntamenti con il “Cortile di Francesco”, l’evento culturale promosso dai frati del Sacro Convento di Assisi con spettacoli, conferenze e tavole rotonde. Nel secondo weekend di eventi si parlerà di giovani e salute psicologica, relazioni, condivisione, musica, spiritualità e fede; ma anche di condivisione di esperienze come quella del celebre sacerdote influencer don Cosimo Schena, in programma il 19 settembre, e quella estrema di Gabriele Romagnoli in Corea, il 17 settembre. In vista della 1ª Giornata nazionale del riciclo della carta, il 18 settembre si parlerà di sostenibilità con il deputato Massimo Milani e Comieco, mentre il 19 spazio alla tecnologia, intelligenza artificiale e bene comune con Paolo Benanti, Ruben Razzante e l’esperienza di Polisophia. Spazio anche alla musica con il concerto “Canti di rinascita” del maestro Andrea Ceccomori il 17 settembre, l’anteprima del “Cantico per le città” da parte della Biblioteca degli alberi di Milano per la regia di Andrea Chiodi. Venerdì 18 ci sarà lo spettacolo teatrale “Occhi e gabbie” della compagnia SIne NOmine del carcere di Spoleto e il 20 settembre il corteo musicale “Sia laudato san Francesco” per le strade di Assisi che si concluderà con il concerto di musica medievale di Anonima frottolisti nella chiesa superiore della basilica. Infine, il workshop di design “Incanto” per la decorazione del chiostro dei morti del Sacro Convento e l’atelier per la realizzazione del tappeto floreale ispirato a san Francesco da parte dei maestri infioratori di Spello. Lo svelamento per entrambe le proposte sarà domenica 20 settembre.
San Francesco: Padova, da domani all’8 ottobre la mostra “Tu sei Bellezza. Mistica e creazione” al Museo Antoniano
Domani, martedì 15 settembre, alle ore 11, nelle “Salette” del Museo Antoniano, all’interno del complesso della pontificia basilica di Sant’Antonio a Padova, si terrà la vernice della mostra “Tu sei Bellezza. Mistica e creazione”, un viaggio pittorico degli artisti Serena Nono e Nicola Golea.
Inserita nelle celebrazioni ufficiali dell’VIII centenario della morte di San Francesco d’Assisi (1226-2026) e insignita del logo ufficiale del Comitato nazionale presieduto da Davide Rondoni, l’esposizione rappresenta un evento d’arte contemporanea e ricerca figurativa di rilievo. Con l’occasione sarà lanciato anche il ricco cartellone di “San Francesco 1226-2026” con le numerose iniziative culturali e spirituali francescane in Basilica del Santo, che accompagneranno appassionati e devoti fino al 15 ottobre.
La mostra “Tu sei Bellezza. Mistica e creazione” crea una sintesi tra l’eredità francescana e il culto antoniano, in un ideale asse culturale Assisi-Padova, celebrando la bellezza come attributo divino e forma di carità.
L’opera di Serena Nono e Nicola Golea non è una semplice rievocazione storica, ma un dialogo serrato tra la mistica medievale e le inquietudini contemporanee. Il percorso visivo è un ponte estetico e concettuale, che trasforma la memoria del Poverello e delle Sante mistiche in un’esperienza d’arte capace di interpellare la sensibilità moderna.
La mostra restituisce al Cantico delle Creature una forte ed esplicita “responsabilità” ecologica e declina la visione mistica come relazione personale con l’Assoluto. La sede espositiva delle “Salette” del Museo Antoniano è uno spazio intimo che favorisce il raccoglimento e valorizza il contrasto tra magnificenza naturale e interiorità del Sacro.
All’incontro di domani interverranno padre Antonio Ramina, rettore della pontificia basilica di Sant’Antonio di Padova, Giovanna Baldissin Molli, responsabile del Museo Antoniano, gli artisti Serena Nono e Nicola Golea.
La mostra sarà aperta al pubblico dal 15 settembre all’8 ottobre a ingresso gratuito. Dal 16 settembre, l’accesso alle “Salette” sarà dalla portineria del Museo Antoniano, orari di apertura: 9–13 e 14–18, lunedì chiuso.
Scuola: appello di CoorDown, “non accetteremo mai di tornare indietro sull’inclusione”
“Non accetteremo mai di tornare indietro: chiediamo che siano garantiti i diritti di tutti gli studenti fragili”. È l’appello lanciato da CoorDown, il Coordinamento nazionale associazioni delle persone con sindrome di Down, nel giorno dell’apertura del nuovo anno scolastico. La scuola e i diritti degli studenti con disabilità, osserva l’associazione, sono tornati al centro di dibattiti “che pensavamo archiviati per sempre”: tra le forze politiche italiane ed europee “c’è chi minaccia le fondamenta dell’inclusione scolastica, parlando di classi e scuole separate”. Provocazioni, forse, “ma che hanno un peso reale nella vita delle famiglie e di ragazze e ragazzi con disabilità”. CoorDown chiede al Governo, alla ministra per le Disabilità, al Parlamento, al Ministero dell’Istruzione e del merito e a tutto il mondo della scuola di vigilare “affinché il concreto accesso all’apprendimento sia garantito e condiviso da ciascun insegnante, in qualsiasi ruolo e disciplina”, anche riconoscendo, dove necessario, la necessità di integrare la propria formazione. Il sistema scolastico italiano, ricorda l’associazione, è considerato tra i più avanzati al mondo nel valorizzare le competenze di ciascuno, ma “l’attuazione dei diritti e delle norme passa attraverso la loro comprensione, accettazione e condivisione”. Gli strumenti previsti dalla normativa, avverte CoorDown, “vanno rispettati e devono dare vita a una concreta attuazione e non diventare uno stigma o un modo per isolare o, peggio, escludere dall’apprendimento”. Una scuola davvero inclusiva, conclude l’appello, si può definire solo “scuola per tutti”, dove l’inclusione sia “un concetto talmente connaturato da apparire superfluo”.
Diocesi: mons. Giulietti (Lucca), “non ci salveremo continuando a guardare per terra”
“Quando accompagno i ragazzi in cattedrale lo sguardo è subito attirato da questa architettura verso l’alto. Subito, appena entri, lo sguardo va su. Perché questo è il movimento di conversione a cui il Signore costantemente ci chiama: non guardare solo dove metti i piedi, ma guarda in alto”. Così, mons. Paolo Giulietti, arcivescovo di Lucca, durante l’omelia della festa dell’Esaltazione della Santa Croce in cattedrale. Con lui ha concelebrato monsignor Fausto Tardelli, vescovo di Pistoia e Pescia, insieme a numerosi preti e diaconi e al Capitolo della cattedrale. “Purtroppo, non mancano le occasioni in cui anche noi, come Israele nel deserto, guardiamo in basso. Uno sguardo che nasce evidentemente dalla paura. Si guarda in basso perché si ha paura dei serpenti, si ha paura di essere morsi, si ha paura di perdere la vita, allora ci si sta attenti – continua l’arcivescovo -. In questi giorni tutti abbiamo sentito caldo e sappiamo che dobbiamo cambiare, ma abbiamo paura di farlo“. E ha concluso: “non ci salveremo continuando a guardare per terra, ma solo alzando gli occhi a Colui che ci attira a sé nel suo mistero di amore senza condizioni e senza confini. Guidati da questo sguardo, i nostri padri hanno fatto cose grandi e ci hanno lasciato cose belle. I problemi restano, ma se si alza lo sguardo ogni ostacolo è superabile, come Cristo che decide di passare attraverso la passione e la croce per entrare nella gloria”.
Ccee-Cec: incontro annuale. I lavori si sono concentrati sulla Charta Oecumenica e sulla sinodalità, appello per la pace
I membri del Comitato congiunto del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee) e della Conferenza delle Chiese europee (Cec) si sono riuniti a Francoforte sul Meno e a Darmstadt, in Germania, dal 9 all’11 settembre. L’incontro si è concentrato sulla recezione della versione riveduta della Charta Oecumenica, sulla sinodalità e sui prossimi passi della cooperazione ecumenica. Al termine dei lavori, i partecipanti hanno pubblicato una dichiarazione congiunta, esprimendo solidarietà ai cristiani perseguitati e lanciando un appello per la pace, la giustizia e la riconciliazione. Un comunicato precisa oggi che “uno dei temi centrali è stata la versione riveduta della Charta Oecumenica, firmata congiuntamente dai due presidenti a Roma il 5 novembre 2025. I partecipanti hanno riflettuto sul processo di recezione del documento in Europa e su come tradurre i suoi impegni in pratica attraverso la preghiera, il dialogo, la formazione e la cooperazione concreta”. L’arcivescovo Nikitas (Cec) ha sottolineato che la versione riveduta della Charta Oecumenica invita le Chiese ad approfondire il loro impegno per l’unità dei cristiani e a tradurlo in una collaborazione significativa. “Le nostre Chiese condividono la responsabilità di camminare insieme e di offrire una testimonianza cristiana credibile, radicata nella riconciliazione, nella pace e nella speranza”, ha affermato. “Dopo il nostro incontro a Roma dello scorso anno sono stati compiuti passi avanti, ma la Charta Oecumenica non può rimanere soltanto un documento sulla carta. Deve diventare un impegno vivo, capace di orientare le nostre decisioni, rafforzare la nostra testimonianza comune e condurre a una cooperazione concreta tra i cristiani di tutta Europa”, ha dichiarato l’arcivescovo Grušas (Ccee)
Il Comitato congiunto ha inoltre affrontato il tema della sinodalità dal punto di vista cattolico, protestante, ortodosso e anglicano. Il confronto ha evidenziato – sempre secondo la nota diffusa – come la sinodalità sia essenziale per l’autocomprensione della Chiesa nelle diverse tradizioni cristiane. I partecipanti hanno sottolineato l’importanza dell’ascolto, del discernimento, della partecipazione e della comunione, approfondendo il modo in cui la sinodalità può rafforzare la cooperazione ecumenica e la comune testimonianza cristiana in Europa.
Il Comitato ha assicurato la propria preghiera a tutte le popolazioni colpite dai conflitti, in particolare in Ucraina, in Medio Oriente e in Terra Santa. Ha inoltre incoraggiato i cristiani in Europa e nel mondo a sostenere gli sforzi volti a promuovere la pace e a tutelare la vita e la dignità di ogni persona umana. La dichiarazione è stata firmata dall’arcivescovo Gintaras Grušas di Vilnius, presidente del Ccee, e dall’arcivescovo Nikitas di Thyateira e Gran Bretagna, presidente della Cec.
Diocesi: Campobasso, il santuario di Castelpetroso aggregato alla basilica papale di Santa Maria Maggiore
Nel giorno del 136° anniversario della posa della prima pietra, la basilica dell’Addolorata di Castelpetroso viene aggregata alla basilica papale di Santa Maria Maggiore di Roma: un “particolare vincolo di comunione spirituale che permette di condividere la spiritualità mariana, la devozione alla Madre di Dio, la preghiera e, in particolare, il tesoro di grazia delle indulgenze concesse dalla Penitenzieria Apostolica”. A suggellare l’evento sarà la presenza del card. Rolandas Makrickas, arciprete della basilica papale di Santa Maria Maggiore, che presiederà il solenne pontificale di domenica 27 settembre. Le celebrazioni per l’anniversario si svolgeranno dal 19 al 27 settembre 2026 e comprenderanno un settenario di preparazione spirituale seguito da un fine settimana di festeggiamenti solenni, con la partecipazione di autorità ecclesiastiche, comunità parrocchiali giunte da diverse regioni d’Italia e numerosi pellegrini. Ogni giorno, alle ore 16, si terrà il Settenario in onore della Vergine Maria, seguita alle 17 dalla messa. Le singole giornate del settenario sono affidate, in un gemellaggio spirituale, a diverse comunità e parrocchie italiane. Sabato 26 settembre la giornata si aprirà alle 15.30 con la Via Matris al luogo delle apparizioni e alle 16 la coroncina e i vespri solenni; alle 17 la messa, con il dono dell’olio offerto dalla comunità di Baranello. Alle 18.30 prenderà il via da Guasto la tradizionale fiaccolata verso il luogo delle Apparizioni, che culminerà alle 21 con la Messa presieduta da mons. Biagio Colaianni, arcivescovo di Campobasso-Bojano. Domenica 27 il solenne pontificale delle 11.30, presieduto dal card. Makrickas. Nel pomeriggio, alle 15.30, la Via Matris al luogo delle apparizioni e alle 16 la coroncina in basilica. Le celebrazioni per il 136° anniversario si concluderanno alle 17 con la celebrazione eucaristica presieduta da mons. Mauro Lalli, nunzio apostolico. Tre segni per questo anniversari: l’aggregazione a Santa Maria Maggiore, l’esposizione, per la prima volta, della cazzuola utilizzata per la posa della prima pietra del santuario, custodita in una teca offerta dal Comitato dei Pellegrini di San Gregorio Matese e l’ostensione del dipinto dell’apparizione. “Il 136° anniversario della posa della prima pietra ci invita a rinnovare la memoria di un dono che continua a generare fede e speranza in tanti cuori”, dichiara don Fabio Di Tommaso, rettore della basilica dell’Addolorata: accogliamo con gratitudine i pastori, le comunità parrocchiali e i pellegrini che si uniranno a noi in questi giorni di preghiera, di memoria e di festa”.
Padre Pio: Pietrelcina, nel giorno della festa liturgica anniversario della morte la cittadinanza onoraria a padre Faltas e una serie di celebrazioni
Pietrelcina, il paese che ha dato i natali a Padre Pio, si prepara a vivere un momento storico nel giorno della festa liturgica di San Pio. Il 23 settembre, durante le celebrazioni in onore del santo, sarà conferita ufficialmente la cittadinanza onoraria a padre Ibrahim Faltas, della Custodia di Terra Santa. La decisione era stata assunta all’unanimità dal Consiglio comunale a fine giugno; nelle scorse settimane il religioso ha confermato la sua presenza alla cerimonia, fa sapere l’amministrazione comunale che in una nota – a firma del sindaco Salvatore Mazzone – ringrazia “colui che è stato il ponte del gemellaggio tra Pietrelcina e Betlemme” ed evidenzia che p. Faltas “è un uomo di fede incrollabile, un costruttore di pace e un instancabile difensore del dialogo e della speranza nelle terre martoriate del Medio Oriente. Il 23 settembre – aggiunge – entrerà ufficialmente nella nostra grande famiglia un fratello che incarna i valori più alti dell’umanità e della carità cristiana, unendo idealmente la culla di San Pio ai luoghi santi di Gesù”. La cerimonia si terrà alle 18.30 in piazza SS. Annunziata, nell’ambito del programma della festa liturgica che sarà preceduta dalla Novena di preparazione da oggi al 21 settembre e dalla vigilia del 22 settembre con un programma che prevede alle 18 l’incontro‑testimonianza con p. Faltas seguito, nella chiesa conventuale dei Frati minori cappuccini dedicata alla Sacra Famiglia con la veglia di preghiera: alle 20.30 la proiezione del docufilm “Tutto è avvenuto là” di padre Guglielmo Alimonti; alle 22 il rosario; alle 22.30 la veglia eucaristica; alle 23 la celebrazione eucaristica presieduta da fr. Carlo Maria Laborde, cui seguirà la rievocazione del beato transito di Padre Pio. Il giorno della festa liturgica, oltre alle diverse celebrazioni eucaristiche nella chiesa di Santa Maria degli Angeli-santuario Padre Pio da Pietrelcina e nella chiesa conventuale della Sacra Famiglia, il programma prevede alle 18, dal piazzale del Convento, la processione accompagnata dalla Banda musicale “Città di Pietrelcina”. Alle 18.30, in piazza SS. Annunziata, si svolgerà la cerimonia di conferimento della Cittadinanza onoraria a padre Faltas, direttore delle Scuole della Custodia di Terra Santa. Alle 19, la solenne celebrazione presieduta da p. Faltas, animata dal Coro “Madunnella Nostra”. A seguire, la fiaccolata con la statua di San Pio verso la chiesa Sacra Famiglia.
Diocesi: Macerata, a Tolentino riapre la chiesa di San Francesco dopo il restauro post-sisma
Giovedì 17 settembre riapre la Chiesa di San Francesco a Tolentino, nella diocesi di Macerata, dopo il restauro post-sisma 2016. L’inaugurazione, in programma alle 17, sarà seguita alle 17.30 dalla celebrazione eucaristica con la dedicazione dell’altare presieduta dal vescovo Nazzareno Marconi. Domenica 20 settembre, alle 17, la conferenza di presentazione dei lavori.
Salute e solidarietà: Marsala, al via domani una traversata fino a Tunisi per raccogliere fondi per un progetto di ricerca per la salute infantile nei Paesi con risorse limitate
Prende il via in Sicilia, domani 15 settembre, alle ore 6,30, dal Molo della Società Canottieri Marsala (Lungomare Boeo 9), un’impresa eccezionale: The Smuggle, una traversata a scopo benefico del Mar Mediterraneo in canoa surfski. A compierla saranno Andrea Menga, 23 anni, originario di Monopoli, e Giovanni De Carlo, 27 anni, di Chiavari, neolaureato, entrambi studenti di Medtec, corso di Laurea internazionale in Medicina e Chirurgia e in Ingegneria Biomedica di Humanitas University e Politecnico di Milano, che fornisce doppio titolo di studio. E proprio attraverso gli studi, i due giovani – in particolare De Carlo per la sua tesi di laurea – si sono trovati a collaborare al progetto Safer: un dispositivo medico per il supporto respiratorio in Paesi a basso reddito ideato da Raffaele Dellacà, docente del Politecnico di Milano e di Medtec, e vincitore nel 2020 di un Polisocial Award.
Medici con l’Africa Cuamm, a cui i due studenti sono legati come volontari nel Gruppo di Milano, è partner per lo studio clinico che si svolgerà in Uganda, per cui sono necessari fondi per proseguire nel percorso di validazione e finalizzazione del dispositivo.
Da qui l’idea della traversata fino a Tunisi per raccogliere fondi: 273 km, lunghe ore di pagaiata, condizioni meteo-marine variabili e sfide logistiche metteranno alla prova Andrea e Giovanni, per accendere un riflettore su un dramma silenzioso: la mortalità neonatale nei Paesi a basso reddito. Il nome del progetto, “The Smuggle”, nasce da qui: contrabbandare, in senso simbolico, salute e possibilità di cura verso i luoghi che ne hanno meno.
“Il 98% della mortalità infantile sotto i 5 anni si concentra nei Paesi a basso reddito e il 46% di questi decessi è legato a problemi respiratori nei neonati – spiega Andrea Menga –. Safer è uno strumento innovativo, un dispositivo salva-vita soprattutto per contesti a basse risorse come l’Africa, e in particolare per il trasporto in ambulanza dai centri di salute periferici all’ospedale, dove ci sono strumentazioni più adeguate”. La peculiarità di Safer, infatti, è che combina un ventilatore meccanico con un apparecchio che estrae l’ossigeno direttamente dall’aria, in un unico dispositivo trasportabile e indipendente. “Purtroppo però la fase di studio, ricerca e validazione, indispensabile per iniziare a produrre e utilizzare Safer, era in stallo per mancanza di fondi – continua Menga –. Così ci siamo messi in gioco e abbiamo pensato a un modo per raccogliere i finanziamenti necessari per continuare questo progetto”.
L’obiettivo è raccogliere i fondi necessari per la fase di studio e validazione per 5 prototipi di Safer che saranno inviati in Uganda, dove gli operatori di Medici con l’Africa Cuamm potranno utilizzarli per i piccoli pazienti, in particolare per i trasporti in ambulanza verso l’ospedale di Aber e quello di Mbarara.
È possibile sostenere lo studio e la ricerca di Safer .
Diocesi: Milano ricorda la tragedia della diossina a Seveso. Testimonianze e interventi della sindaca Borroni e dell’arcivescovo Delpini
Domani, martedì 15 settembre, a partire dalle 20.30, la diocesi di Milano promuove un pellegrinaggio della memoria a Seveso per i cinquant’anni del disastro della diossina, avvenuto il 10 luglio 1976. L’iniziativa – precisa un comunicato – si inserisce nel Tempo del Creato 2026, che si celebra dal 1° settembre al 4 ottobre, in cui i cristiani di tutto il mondo si uniscono nella preghiera e nella riflessione per proteggere e celebrare la Terra, riconosciuta come “casa comune”. Il programma della serata prevede la partenza e l’arrivo al Centro pastorale ambrosiano (via San Carlo 2, Seveso), che nel 1976 ospitava una sezione del Seminario arcivescovile. Dopo l’ascolto di due testimonianze di persone che hanno vissuto gli eventi di quei giorni, prenderà avvio il cammino penitenziale verso il Bosco delle Querce, sorto nell’area in cui furono interrati e sigillati, all’interno di due grandi vasche di cemento, i materiali maggiormente contaminati dalla diossina. Qui è previsto l’intervento del sindaco di Seveso, Alessia Borroni, e un momento di preghiera presieduto dall’arcivescovo, mons. Mario Delpini. Nell’occasione sarà inaugurato anche un monumento dedicato a san Francesco d’Assisi, nell’anno in cui si ricorda l’ottavo centenario della morte. Il ritorno al Centro pastorale ambrosiano sarà accompagnato dai canti guidati da giovani del territorio. Al rientro interverrà Dario Fossati, presidente del Comitato scientifico della Fondazione Lombardia per l’ambiente, che ripercorrerà i passi compiuti in questi cinquant’anni in materia di sicurezza sul lavoro e di tutela dell’ambiente. La serata si concluderà con le riflessioni di mons. Delpini, che nel 1976 era un giovane insegnante proprio al Seminario di Seveso, e con una preghiera ecumenica, alla presenza di alcuni rappresentanti delle Chiese cristiane della zona.
Banco Alimentare: Assisi, domani il lancio dei 30 anni della Colletta Alimentare. “Gesti che costruiscono pace”
Si terrà martedì 15 settembre, alle 11, nella Sala della Pace del Sacro Convento di San Francesco ad Assisi, l’evento di lancio di “Gesti che costruiscono pace. 30 anni di Colletta Alimentare”, iniziativa promossa dalla Fondazione Banco Alimentare Ets in occasione del trentesimo anniversario della Colletta Alimentare. L’incontro, spiegano i promotori, intende mettere in luce il valore della condivisione e della solidarietà come strumenti concreti di costruzione della pace, a partire dall’esperienza maturata in tre decenni di raccolta di generi alimentari a favore delle persone e delle famiglie più fragili. Ad aprire i lavori sarà Massimiliano Presciutti, presidente della Provincia di Perugia. Interverranno fra Matteo Munari, dell’Ordine dei Frati minori e decano dello Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme; Marco Piuri, presidente della Fondazione Banco Alimentare Ets; e Davide Rondoni, poeta e presidente del Comitato nazionale per la celebrazione dell’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi. È previsto inoltre il contributo di Davide Simone Cavallo, studente dell’Università Bocconi di Milano. La scelta di Assisi richiama “il significato profondo dell’iniziativa che lega l’aiuto alimentare a una cultura della pace fondata sull’incontro e sulla cura dell’altro”. Al termine dell’evento è previsto un light lunch e una visita guidata alla basilica di San Francesco di Assisi.
Diocesi: Roma, oggi il card. Reina inaugura Casa Santa Giacinta con il sindaco Gualtieri
Viene inaugurata oggi, alle 17.30, Casa “Santa Giacinta”, il centro di accoglienza della Caritas diocesana di Roma all’interno della Cittadella della carità, in via Casilina Vecchia 19, nella zona di piazza Lodi. A inaugurare la struttura riqualificata saranno il card. Baldo Reina, vicario del Papa per la diocesi di Roma, e il sindaco di Roma Capitale, Roberto Gualtieri; interverranno anche il direttore della Caritas, Giustino Trincia, e gli assessori Tobia Zevi e Barbara Funari. Nel corso della cerimonia sono previste testimonianze delle persone che vivono nella casa. La struttura accoglie 99 persone senza dimora, in prevalenza anziane, seguite da operatori qualificati con l’ausilio di volontari. Di proprietà di Roma Capitale e concessa alla Caritas, è attiva dal 1990 ed è stata interessata da un intervento di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo durato due anni, che ha riguardato il tetto e le facciate, con particolare attenzione alla sicurezza e alla qualità degli ambienti. La casa si sviluppa su due piani, con 43 stanze, un locale infermeria, due lavanderie e una sala mensa esterna. I lavori, conclusi a luglio, hanno consentito la riapertura già durante le settimane più calde dell’estate; la riqualificazione ha potuto contare sul finanziamento di Roma Capitale e sul sostegno di Enel Cuore, Banca d’Italia, Fondazione Bnl e Pieux Établissements de la France, oltre al contributo di numerosi donatori privati. Casa “Santa Giacinta” fu, nel 1990, il primo presidio attorno al quale è nata la Cittadella della carità, dove ogni giorno transitano oltre 500 persone e dove hanno sede, tra l’altro, l’Emporio della solidarietà, il Centro odontoiatrico e il Servizio di assistenza legale della Caritas.
Germany: March for Life 2026. Bishop Wilmer (German Bishops): “Respect, protect and promote it”
The March for Life will take place in Berlin and Cologne next Saturday, 19 September. The Federal Association for the Right to Life (Bundesverband Lebensrecht e. V.) calls for the protection of human life from conception to natural death. In a greeting message to participants, the President of the German Bishops’ Conference (DBK), Monsignor Heiner Wilmer, writes that “the March for Life serves as a reminder of a fundamental task of society”: “to respect, protect and promote human life in all its stages”. Referring to Pope Leo XIV, who said that the moral greatness of a nation is manifested, above all, in its capacity to support, protect and value the lives of all, Monsignor Wilmer emphasised: “It Is precisely where life is vulnerable, where people have no voice or where their right to exist is called into question, that we see how seriously we take human dignity. The March for Life draws attention to those persons whose existence is not respected, recognised or considered worthy of protection”. For the president of the DBK, we have to be vigilant: “Those who wish to protect human life cannot at the same time pit people against one another, exclude them or downplay their dignity. Christian protection of life applies to every human being, recognising neither a hierarchy of human life nor a distinction between valuable and less valuable lives”.
Padre Pio: San Giovanni Rotondo, da oggi le celebrazione in vista della festa liturgica del 23 settembre
Il 23 settembre si celebra la festa liturgica di san Pio da Pietrelcina morto nel convento dei Frati minori cappuccini a San Giovanni Rotondo, nella notte tra il 22 e il 23 settembre 1968. Nelle prime ore di quel giorno si confessò, rinnovò i voti francescani e rimase in preghiera stringendo il rosario, riuscendo a pronunciare solo “Gesù, Maria”. Morì nella sua cella alle 2.30, a 81 anni. Ai suoi funerali, il 26 settembre, parteciparono oltre centomila persone. Da oggi inizia la novena in preparazione alla festa. Fino al al 21 settembre, nella chiesa inferiore del santo a San Giovanni Rotondo ogni giorno alle 17.15 si tiene il rosario meditato (sabato e domenica nella chiesa superiore), seguito alle 17.45 dalla novena presso la reliquia del corpo di Padre Pio. Il calendario delle celebrazioni prevede, oggi, festa dell’“Esaltazione della santa Croce”, la messa delle 18 sarà presieduta da fr. Francesco Dileo, ministro provinciale della Provincia di Sant’Angelo e Padre Pio. Domani la celebrazione sarà guidata da fr. Marco Moroni, custode del Sacro Convento di Assisi; il 16 da fr. Giulio Michelini, docente di Esegesi neotestamentaria. Il 17 settembre, nella ricorrenza dell’“Impressione delle Stimmate di san Francesco”, presiederà mons. Giuseppe Mengoli, vescovo di San Severo; il 18 settembre celebrerà fr. Guglielmo Alimonti, assistente dei Gruppi di preghiera di Padre Pio dell’Abruzzo e figlio spirituale di fra Pio. Il 19 settembre, alle 18, presiederà fr. Nicola Violante, ministro provinciale di San Michele Arcangelo dei Frati minori di Puglia‑Molise; alle 21 è prevista la fiaccolata mariana. Domenica 20 settembre, nella chiesa di Santa Maria delle Grazie, alle 10 la liturgia commemorativa delle stimmate di Padre Pio, presieduta da fr. Francesco Dileo, cui seguirà la processione con l’abito delle stimmate fino alla chiesa di San Pio. Nella chiesa del Santo, alle 11, messa presieduta dallo stesso ministro provinciale; alle 18 la celebrazione sarà guidata da mons. Nunzio Galantino, presidente emerito dell’Apsa. Il 21 settembre la messa delle 18 sarà presieduta da mons. Michele Autuoro, arcivescovo di Benevento. Il 22 settembre si terrà la veglia nella chiesa all’aperto di San Pio: alle 19 la liturgia di accoglienza presieduta da fr. Aldo Broccato, rettore del Santuario; alle 20 la catechesi di Andrea Riccardi; alle 21 l’adorazione eucaristica vocazionale guidata da fr. Claudio Ricci; alle 22.30 il rosario con fr. Francesco Dileo; alle 23.45 la novena conclusiva con fr. Rinaldo Totaro.
Televisione: Bova (Forum sociosanitario), “Sky Italia cambi il finale dello spot delle partite di Coppa per evitare di offendere la sensibilità dei cattolici”
“Sincero disappunto” e “indignazione per lo spot pubblicitario attualmente trasmesso anche sulle reti televisive Rai e dedicato alla programmazione delle partite di Coppa sui canali Sky”: sono i sentimenti manifestati da Aldo Bova, presidente nazionale del Forum delle associazioni sociosanitarie, in una lettera a Sky Italia.
Pur nella consapevolezza che “la pubblicità ricorra frequentemente all’ironia, alla parodia e alla provocazione”, osserva Bova, “riteniamo non condivisibile il modo in cui, nello spot in questione, vengono utilizzati alcuni elementi propri della fede cattolica, fino ad arrivare alla scena finale nella quale un sacerdote pronuncia la frase ‘Andate e vedetele tutte’, riferita alle partite di calcio. Il riferimento alla formula liturgica ‘Prendete, e mangiatene tutti’ ci appare evidente”. Per un cattolico praticante quelle parole, fa notare, “appartengono al cuore della celebrazione eucaristica e richiamano le parole pronunciate da Gesù nell’ultima cena, nell’istituzione dell’Eucaristia”. Per questo, prosegue, “riteniamo profondamente irrispettoso che una formula così intimamente legata al sacramento dell’Eucaristia venga volutamente evocata, per mezzo della figura di un sacerdote e all’interno di una chiesa, per concludere con una battuta pubblicitaria finalizzata a promuovere la visione di una serie di partite di calcio”. A ciò si aggiunge “l’utilizzo del confessionale e di altre immagini immediatamente riconducibili alla pratica religiosa cattolica”.
Pur comprendendo “che l’intenzione degli autori possa essere stata esclusivamente quella di realizzare uno spot ironico e che non vi fosse alcuna volontà esplicita di offendere la fede cattolica”, secondo il presidente del Forum sociosanitario “un’offesa alla sensibilità religiosa non dipende necessariamente dalle intenzioni di chi la compie, ma anche dall’uso che viene fatto di ciò che per altri è sacro”.
Di qui la richiesta a Sky Italia “di modificare lo spot eliminando almeno la scena finale sopra richiamata, in modo da evitare l’accostamento diretto tra la formula eucaristica e la promozione commerciale delle partite”. “Siamo convinti che una grande realtà televisiva come Sky possa comprendere che il rispetto delle sensibilità religiose non rappresenta un limite alla creatività, ma una forma di attenzione verso il proprio pubblico e verso quella parte della società che vive la propria fede cattolica con convinzione e partecipazione”, conclude Bova.
Bibbia di Aquileia: donato il primo volume del facsimile, cerimonie in Vaticano e al Ministero
Si è conclusa martedì 15 settembre la doppia presentazione, con la contestuale donazione, del primo volume della Bibbia di Aquileia, il progetto della Fondazione Scriptorium Foroiuliense che riporta alla luce uno dei più preziosi manoscritti medievali italiani attraverso una riproduzione in facsimile realizzata con tecniche artigianali fedeli all’originale. Le due giornate si sono svolte alla Casina Pio IV, nei Giardini Vaticani, sede della Pontificia Accademia delle scienze e delle scienze sociali, e alla Biblioteca della Crociera, nel Ministero della Cultura. Manoscritto pergamenaceo antecedente al 1356, la Bibbia di Aquileia è una delle testimonianze più importanti della tradizione scrittoria del Patriarcato di Aquileia: l’originale, custodito nella Biblioteca del Seminario di Gorizia, conta 162 carte e 648 pagine, con legatura a doppio nervo e coperta in pergamena scurita con borchie in ottone. Il progetto prevede la realizzazione di sei copie per ciascuno dei cinque volumi tra il 2026 e il 2031, con destinazioni internazionali tra cui il Museo della Bibbia di Washington e la Biblioteca nazionale della Dieta di Tokyo. Nella prefazione, il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha definito l’iniziativa “un gesto di alta responsabilità culturale” e “un ponte tra i secoli”. Durante la cerimonia in Vaticano è stata richiamata anche la riflessione di mons. Dario Edoardo Viganò, per il quale la Bibbia costituisce il “grande codice” attraverso cui l’Europa ha costruito il proprio immaginario. “La Bibbia di Aquileia non appartiene soltanto alla storia della Chiesa o del Friuli: appartiene alla memoria dell’Europa”, ha affermato il presidente della Fondazione, Roberto Giurano.
Sostenibilità: al card. Czerny la prima medaglia intitolata a Leone XIV, sarà il Papa a conferirla
Il card. Michael Czerny è il primo destinatario della “Pope Leo XIV Sustainability Medal”, l’onorificenza istituita quest’anno dalla Villanova University per premiare chi unisce nel proprio impegno sostenibilità, etica e sviluppo umano integrale. L’annuncio è stato dato oggi a Roma da p. Peter Donohue, presidente dell’ateneo agostiniano della Pennsylvania dove Papa Leone XIV, allora Robert Prevost, si laureò in Matematica nel 1977. Sarà lo stesso Pontefice a conferire il riconoscimento martedì 13 ottobre, al Borgo Laudato si’ di Castel Gandolfo, nell’ambito della Conferenza internazionale sulla sostenibilità organizzata dall’università, in programma a Roma dal 12 al 15 ottobre sul tema “Rispondere al grido della Terra e dei poveri”. “Il lavoro del cardinale Czerny ci ha dimostrato che la cura del creato non può essere separata dalla cura delle persone”, ha dichiarato Donohue, indicando in questa visione il tipo di leadership che la medaglia intende premiare. “Questo onore appartiene a uno sforzo condiviso, nella Chiesa e oltre la Chiesa, per rispondere all’unico grido dei poveri e della Terra”, ha affermato il porporato. “I Papi recenti hanno insegnato con forza che la responsabilità ambientale e la giustizia sociale sono radicalmente intrecciate”. Nato nell’allora Cecoslovacchia nel 1946 ed emigrato in Canada da ragazzo, gesuita, Czerny ha fondato a Toronto un centro per la fede e la giustizia sociale, è stato volontario in El Salvador durante la guerra civile e in Kenya ha dato vita all’African Jesuit Aids Network. Creato cardinale da Papa Francesco nel 2019, ha guidato il Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale dal 2022 fino alla conclusione del mandato, il 1° settembre scorso.
Inizio anno scolastico: mons. Aloise (Rossano), la scuola sia “una comunità nella quale ogni persona è chiamata a scoprire il valore della propria vita”
“Ogni nuovo inizio porta con sé una promessa. Davanti a voi si apre un tempo nel quale crescere nella conoscenza, nella sapienza, nella responsabilità e nell’umanità. La scuola non è soltanto il luogo nel quale si apprendono discipline e competenze, ma una comunità nella quale ogni persona è chiamata a scoprire il valore della propria vita, a riconoscere la dignità dell’altro e a prepararsi a diventare protagonista del bene comune”. Lo scrivo in un messaggio l’arcivescovo di Rossano-Cariati, mons. Maurizio Aloise in un messaggio agli studenti, dirigenti, docenti, educatori, personale scolastico e famiglie all’inizio dell’anno scolastico. Rivolgendosi agli studenti l’invito è quello di avere “fiducia nel cammino che state iniziando. Non abbiate paura delle difficoltà, degli errori e delle cadute. Un insuccesso o un voto non definiscono il vostro valore, perché ogni persona è unica e preziosa agli occhi di Dio”. “Custodite la speranza, cercate la verità, coltivate i vostri talenti e mettete ciò che imparate al servizio della comunità. Siate costruttori di pace, di fraternità e di giustizia, imparando a rispettare l’altro e a prendervi cura delle relazioni che ogni giorno siete chiamati a vivere”, scrive il presule. Agli insegnanti ed educatori mons. Aloise esprime “gratitudine per la vostra preziosa missione. Educare significa molto più che trasmettere conoscenze: significa accompagnare, suscitare domande, aprire orizzonti, sostenere chi è in difficoltà e aiutare ciascuno a riconoscere i propri talenti”. Da qui l’invito ad essere “luce per i vostri studenti attraverso la competenza, la pazienza, l’autorevolezza e, soprattutto, la testimonianza di una vita vissuta nella verità e nel rispetto della persona. Abbiate particolare attenzione per chi fatica e per chi rischia di rimanere indietro: una parola di incoraggiamento e un gesto di fiducia possono lasciare nel cuore di un giovane un segno profondo”. “A tutta la comunità scolastica – scrive – rivolgo l’invito a camminare insieme. Famiglia, scuola, istituzioni e comunità sono chiamate a collaborare affinché ogni giovane possa sentirsi accolto e accompagnato verso la maturità. San Paolo ci esorta a ‘Portate i pesi gli uni degli altri’ (Gal 6,2). Facciamo di queste parole un impegno concreto: sosteniamoci nelle difficoltà, condividiamo le gioie e costruiamo una comunità nella quale la solidarietà sia vissuta ogni giorno”. E ancora “siate operatori di pace nelle aule e nei luoghi dell’incontro; scegliete il dialogo invece dello scontro, il rispetto invece del giudizio, il perdono invece del rancore”. E la preghiere al Signore che “illumini la mente di chi studia, sostenga il cuore di chi insegna, accompagni le famiglie e doni a tutta la comunità scolastica sapienza, coraggio, generosità e speranza. Sia questo il nostro desiderio: crescere nella conoscenza senza perdere l’umanità, cercare la verità senza smarrire la carità, diventare liberi senza dimenticare la responsabilità”.
Germania: Marcia per la vita 2026. Mons. Wilmer (vescovi tedeschi), “rispettarla, proteggerla e promuoverla”
La Marcia per la vita si terrà a Berlino e Colonia sabato prossimo, 19 settembre. L’Associazione federale per il diritto alla Vita (Bundesverband Lebensrecht e. V.) chiede la tutela della vita umana dal concepimento alla morte naturale. Il presidente della Conferenza episcopale tedesca (Dbk), monsignor Heiner Wilmer, scrive in un messaggio di saluto ai partecipanti che “la Marcia per la vita serve a ricordare un compito fondamentale della società”: “Rispettare, proteggere e promuovere la vita umana in tutte le sue fasi”. Facendo riferimento a Papa Leone XIV, il quale affermava che la grandezza morale di un Paese si dimostra principalmente nella sua capacità di sostenere, proteggere e valorizzare la vita di tutti, monsignor Wilmer sottolinea: “È proprio laddove la vita è vulnerabile, dove le persone non hanno voce o dove il loro diritto all’esistenza viene messo in discussione, che vediamo quanto seriamente prendiamo la dignità umana. La Marcia per la vita richiama l’attenzione sulle persone la cui esistenza non è rispettata, riconosciuta o considerata meno degna di protezione”. Per il presidente della Dbk, è necessaria la vigilanza: “Chi vuole proteggere la vita umana non può contemporaneamente mettere le persone l’una contro l’altra, escluderle o relativizzare la loro dignità. La protezione cristiana della vita si applica a ogni essere umano e non riconosce né una gerarchia della vita umana né una distinzione tra vite preziose e meno preziose”.
Leone XIV: alla Bav, “trovare nuovi varchi di riconciliazione”
“Fedeli al passato e fedeli al futuro, con i linguaggi e i mezzi che vi sono propri, trovate nuovi varchi di riconciliazione”. È il mandato del Papa per la Biblioteca apostolica vaticana, visitata oggi, giorno del suo compleanno, per la prima volta da Pontefice. Per Leone XIV, c’è “un’urgenza che accomuna la Biblioteca Apostolica e l’Archivio Apostolico: la necessità di nuovi spazi”: “Proprio oggi ho dato disposizioni al riguardo e auspico che contribuiranno a rispondere a tale esigenza”, ha rivelato riferendosi all’apposito chirografo diffuso oggi. “Intendo proseguire nella via tracciata dai miei predecessori i quali, nel corso dei secoli, hanno dimostrato la cura della Sede Apostolica verso le istituzioni che ne custodiscono e promuovono la memoria culturale e amministrativa”, ha assicurato Leone, che si è anche soffermato sull’apertura e la “larghezza d’animo” della Bav, evidente fin dalla sua origine umanistica, ha ricordato il Pontefice: “non solo opere di teologia, ma anche di letteratura, filosofia, astronomia, fisica, matematica, geografia, botanica, zoologia, medicina, storia, diritto, arte, economia. Non solo libri europei e cristiani, ma anche volumi scritti in altri contesti religiosi, provenienti da ogni angolo del mondo. E ciò molti secoli prima che questo diventasse una sensibilità universalmente condivisa. Con questo stile la Biblioteca Apostolica testimonia l’antica e nuova apertura culturale della Chiesa. Anche il ciclo di mostre iniziato oggi lo conferma”.
Leone XIV: “la Biblioteca Vaticana non è solo un serbatoio di libri”
“Tutti voi, custodendo, studiando e mettendo a disposizione degli studiosi i libri del successore di Pietro, aiutate la Chiesa e l’umanità a stare all’altezza della profondità del desiderio. Senza di esso, tutto si allontana dal Dio vivente, sorgente della verità e dell’amore”. È l’omaggio del Papa, che per la prima volta da Pontefice ha visitato la Biblioteca vaticana, inaugurando – nel giorno del suo compleanno – la mostra “AQVA. Catastrofe e meraviglia” e incontrando i dipendenti dell’Archivio apostolico vaticano e della Biblioteca apostolica vaticana, che lo hanno festeggiato offrendogli una torta. “La Biblioteca Apostolica è un cuore”, fatto di sistole e di diastole, che producono movimenti contrari, la metafora adoperata da Leone XIV. “La Biblioteca Apostolica continui ad essere un luogo ricco di riservatezza, quiete, rispetto e cura”, il riferimento alle sistole: “L’interiorità della Biblioteca Apostolica dipende anche dall’unico, inestimabile tesoro che conserva. Se da una parte è doveroso facilitarne lo studio, anche attraverso la digitalizzazione e la condivisione offerta dall’ambiente digitale, dall’altra è necessario mantenere e incoraggiare l’antico gesto di muoversi fisicamente verso la Biblioteca”. Quest’ultima, infatti, nelle parole del Papa “non è solo un serbatoio di libri a cui attingere comodamente dal computer di casa, ma un’atmosfera composta di legami, confronto, scambi di idee”. “Ma il cuore vive anche di diastole e così la nostra Biblioteca”, ha proseguito il Papa, citando, nella Sala Leonina a lui dedicata, Leone XIII: “Egli fu pastore capace di cogliere le questioni più drammatiche dell’epoca, come i cambiamenti dovuti alla rivoluzione industriale. Fu anche il Pontefice di grandi passaggi culturali, come l’apertura dell’Archivio Vaticano agli studiosi di tutto il mondo e l’incremento dell’accesso alla Biblioteca, tanto che trasformò un antico deposito d’armi in questa bella sala di consultazione”.
Leone XIV: gli auguri dell’Ordinariato militare per l’Italia
“I cappellani militari, le religiose, il personale, i militari e le loro famiglie e tutti i fedeli dell’Ordinariato si uniscono nella preghiera, affidando al Signore il ministero del Santo Padre e invocando per Lui abbondanza di grazia, consolazione e forza nel servizio alla Chiesa universale e all’intera umanità, affinché sia compaginata nella concordia, nella fraternità e nella pace”. Lo si legge in una nota dell’Ordinariato militarie per l’Italia, nel giorno del compleanno di Papa Leone XIV. La nota è a firma dell’Ordinario mons. Gian Franco Saba a nome proprio e dell’intera Chiesa castrense.
Formazione professionale: Forma nazionale, don Giuliano Giacomazzi nuovo presidente
Si è tenuta l’11 settembre, presso la sede della Cei, l’Assemblea elettiva di Forma nazionale. L’incontro ha sancito un momento di passaggio di consegne: dopo 12 anni di mandato, Paola Vacchina lascia la guida dell’associazione a don Giuliano Giacomazzi, salesiano e direttore generale del Cnos-Fap.
Unanime il ringraziamento dell’Assemblea a Paola Vacchina per la dedizione e il rigore dimostrati in oltre un decennio di servizio.
Accogliendo la nomina, don Giacomazzi ha espresso profonda gratitudine per la fiducia ricevuta: “C’è in tutti noi la certezza che la formazione professionale rappresenti una reale leva di sviluppo per i giovani, specialmente per i più fragili, così come per gli adulti”.
Il nuovo Consiglio direttivo è costituito, oltre che dal presidente Giacomazzi, dai vicepresidenti Paola Vacchina (Enaip) e Stefano Mastrovincenzo (Ial) e dai consiglieri: suor Manuela Robazza (Confap), Federico Pendin (Csl), Antonio Borea (Confcooperative), Riccardo Giovani (Confartigianato), Marco Muzzarelli come membro invitato permanente (Confap). Segretario generale Dario Odifreddi (Csl) e sindaco/revisore dei conti Giorgio D’Antoni (Efal).
L’Assemblea si è aperta con l’intervento di don Bruno Bignami, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale sociale e il lavoro della Cei, che ha richiamato il valore del legame con l’associazione: “Il rapporto con Forma e con la formazione professionale che si ispira alla Dottrina sociale della Chiesa ci fa bene, perché ci consente di mantenere un contatto vivo con il mondo del lavoro e delle fragilità”.
Don Bignami ha poi citato il passaggio n. 156 dell’enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone, ricordando come l’innovazione tecnologica, l’automazione e l’intelligenza artificiale debbano essere governate con criteri sociali di tutela, riqualificazione e centralità della persona. Richiamando il testo pontificio, ha sollecitato l’impegno di tutti sulla formazione continua, affinché il lavoro possa essere concretamente “più sicuro, più creativo e più dignitoso”.
Leone XIV: alla Bav, “forse non sapete che mia madre era bibliotecaria”
“Dio nella sua provvidenza, e qualche volta con un certo umorismo, ci fa ricordare sempre che Dio è con noi”. Lo ha detto, a braccio, il Papa, inaugurando la mostra “Aqua. Catastrofe e meraviglia” e incontrando i dipendenti dell’Archivio apostolico vaticano e della Biblioteca apostolica vaticana. “Forse non sapete che mia madre era bibliotecaria, e oggi mi trovo qui, proprio nel compleanno, per salutare tutti voi”, ha proseguito sempre a braccio riferendosi al giorno del suo 71° compleanno, che ricorre oggi e che il Papa ha poi festeggiato con i presenti. Dopo la visita di alcuni elementi della mostra, Leone XIV ha incontrato infatti i circa 150 dipendenti dell’Archivio apostolico vaticano e della Biblioteca apostolica vaticana.
Nuoto paralimpico: l’Italia chiude gli Europei con 61 medaglie, 29 ori e secondo posto nel medagliere
Si è chiuso con 61 medaglie – 29 ori, 16 argenti e 16 bronzi – l’Europeo della Nazionale italiana di nuoto paralimpico a Kocaeli, in Turchia. Gli azzurri conquistano il secondo posto nel medagliere, alle spalle della Russia, prima con 92 medaglie (33 ori, 39 argenti e 20 bronzi), e davanti all’Ucraina, terza con 25 ori, 25 argenti e 23 bronzi. Un bilancio che conferma l’Italia ai vertici del movimento internazionale e che assume ulteriore valore se confrontato con Funchal 2024: allora furono 63 medaglie, 26 ori, 21 argenti e 16 bronzi; a Kocaeli le medaglie complessive sono due in meno, ma i titoli europei salgono di tre, da 26 a 29, mentre restano 16 i bronzi. Il dato più significativo è quello relativo alla squadra: 23 dei 24 azzurri convocati, 13 uomini e 11 donne, sono andati a medaglia. Una percentuale che fotografa la qualità e la profondità di una Nazionale capace di unire atleti affermati e giovani esordienti. A Kocaeli hanno disputato il loro primo Europeo Luca Da Prato, Tommaso Tretti Clementoni, Tommaso Morandi ed Emma Lancini. A chiudere gli Europei nel modo migliore è stata la Mixed 4×100 stile libero 34 punti, oro in 4’07”97 con Vittoria Bianco (GSPD/Cus Bari), Tommaso Morandi (Polha Varese), Xenia Francesca Palazzo (GS Fiamme Azzurre) e Simone Barlaam (GS Fiamme Oro/Polha Varese). Lo staff tecnico nazionale, guidato dal Team Leader Roberto Bonanni e composto da Marcello Rigamonti, Francesco Piccinini, Francesco Bonanni e Giacomo Di Santo, ha lavorato insieme ai tecnici Micaela Biava, Alberto Busato, Matteo Campodell’Orto, Arianna Barbieri e Andreana Cimmarusti. La spedizione è stata guidata dal presidente Finp-Federazione italiana nuoto paralimpico Franco Riccobello, dal capo delegazione e segretario generale Finp Simone Conversini e dal team manager Luca Minelli. L’area medica era diretta dal medico Francesco Giovanni Manfredi e composta da Livio Molinari, Alessandra De Nicola ed Elisabetta Ruco.
Toscana: Acli e Iref, “crescita redditi a due velocità, Firenze +22,2%, Grosseto +15,3%”
È Firenze la provincia toscana dove i redditi da lavoro dipendente sono cresciuti di più tra il 2020 e il 2025: +22,2%, da 26.653 a 32.580 euro di reddito medio. All’estremo opposto si trova Grosseto, con un aumento del 15,3%, da 22.070 a 25.455 euro. Quasi sette punti percentuali separano le due province nella crescita dei redditi, con la distanza media tra i redditi che è cresciuta da 4.000 a 7.000 euro.
È una Toscana a più velocità quella che emerge dalla nuova ricerca “Redditi” di Acli e Iref, dedicata ai redditi da lavoro dipendente in Toscana tra il 2020 e il 2025, che è stata presentata nello scorso fine settimana durante la festa regionale di Acli Toscana al circolo San Prospero “L. Tellini” di Cascina.
Dopo Firenze, le crescite più consistenti si registrano ad Arezzo (+19,8%), Massa-Carrara (+19,0%), Pisa (+18,9%) e Lucca (+18,2%). Seguono Livorno (+17,5%), Prato (+17,3%), Siena (+16,4%) e Pistoia (+15,9%), fino ad arrivare a Grosseto (+15,3%). La differenza non riguarda soltanto la dinamica, ma anche i livelli di reddito: nel 2025 Firenze raggiunge i 32.580 euro di reddito medio, davanti a Livorno (32.320), Prato (31.184), Lucca (31.022) e Siena (30.358). Grosseto si colloca invece in fondo alla graduatoria con 25.455 euro, preceduta da Massa-Carrara (25.929).
Dalla ricerca risulta inoltre che solo il 49,9% dei lavoratori toscani ha registrato tra il 2020 e il 2025 una crescita del reddito superiore all’inflazione cumulata del periodo (+18%), mentre il 34,0% ha visto aumentare il proprio reddito in misura inferiore all’inflazione e il 16,1% ha registrato una diminuzione nominale. La Toscana, nel suo complesso, presenta una dinamica molto vicina a quella nazionale, dove le rispettive quote sono 49,4%, 34,7% e 15,9%. Il reddito medio dei lavoratori dipendenti toscani è passato dai 23.218 euro del 2020 ai 27.625 euro del 2025, con una crescita nominale del 19%, a fronte dei 29.346 euro della media italiana.
“I numeri sulle province ci dicono che non esiste una sola Toscana quando parliamo di redditi da lavoro – afferma Elena Pampana, presidente di Acli Toscana –. Firenze e Grosseto rappresentano gli estremi di una distanza che non riguarda soltanto quanto si guadagna, ma anche la velocità con cui i redditi riescono a crescere. È un elemento che dovrebbe interrogarci sulle opportunità che i diversi territori riescono oggi a offrire a chi lavora e sulle condizioni che determinano queste differenze”.
Scuola: Sos Villaggi dei Bambini, a Milano un Istituto comprensivo combatte il bullismo favorendo la riparazione del danno
Si torna tra i banchi di scuola e all’Istituto comprensivo Ilaria Alpi di Milano prosegue il modello di benessere scolastico promosso da Sos Villaggi dei Bambini Ets, che mette al centro l’ascolto, le relazioni positive e l’approccio riparativo per costruire una comunità educante più coesa e sicura. Avviato a febbraio e in programma per l’intero anno scolastico 2026-2027, il percorso coinvolge studenti, docenti e famiglie con l’obiettivo di rafforzare il clima scolastico, favorire la riparazione del danno generato dai conflitti e casi di bullismo e promuovere relazioni positive all’interno della comunità scolastica.
Ridurre il disagio scolastico significa intercettare per tempo segnali di isolamento, malessere relazionale e disaffezione che, se trascurati, possono aumentare il rischio di dispersione. L’intervento lavora contemporaneamente sul gruppo classe, sugli adulti di riferimento e sull’intera comunità educante, integrando ascolto, attività socio-emotive, approccio riparativo, formazione dei docenti e alleanza educativa con le famiglie. L’approccio promosso da Sos Villaggi dei Bambini agisce su due piani complementari. Il primo è educativo e preventivo: promuove una cultura delle relazioni positive e aiuta studenti e studentesse a riconoscere emozioni e bisogni, comprendere l’impatto dei propri comportamenti, gestire i conflitti in modo costruttivo e individuare per tempo segnali di prevaricazione, violenza tra pari e violenza di genere. Il secondo riguarda la gestione delle situazioni critiche: quando emergono conflitti, comportamenti lesivi o episodi di violenza, la scuola viene accompagnata a intervenire attraverso l’approccio riparativo, mettendo al centro la tutela di chi ha subito, l’assunzione di responsabilità di chi ha agito il danno e, quando possibile, la riparazione e la ricostruzione delle relazioni. La formazione dei docenti è affiancata da momenti di accompagnamento metodologico e supervisione, pensati per sostenere la lettura delle dinamiche relazionali e l’applicazione concreta degli strumenti proposti dal modello.
“Il bullismo non va confuso con un conflitto tra pari: non ci sono due parti sullo stesso piano, ma una prevaricazione ripetuta che rischia di lasciare sola la vittima. Per questo il primo passo è sempre proteggere chi subisce. L’approccio riparativo non significa minimizzare o sostituire le regole, ma aiutare la comunità scolastica a riconoscere l’impatto dei comportamenti, ad assumersi responsabilità e, quando possibile, a riparare il danno. Una scuola sicura è una comunità fondata sull’ascolto, sul rispetto e sulla responsabilità condivisa”, spiega Guendalina Dell’Anno, referente del Programma di sostegno familiare di Milano di Sos Villaggi dei Bambini.
Leone XIV: diocesi di Roma, “ci stringiamo al nostro vescovo” in preghiera e affetto
“In comunione di preghiera e con grande affetto ci stringiamo al nostro vescovo, Papa Leone, nel giorno del Suo compleanno”. Lo si legge nel messaggio di auguri pubblicato oggi dalla diocesi di Roma per il compleanno di Leone XIV. “Il Signore continui a donargli forza e saggezza per affrontare le tante sfide di questo tempo, e per sostenere l’anelito di pace delle persone di buona volontà che con la Sua guida desiderano costruire la civiltà dell’amore”, prosegue il testo, che si chiude con un “Auguri di cuore”. Venerdì 18 settembre il Papa presiederà l’assemblea diocesana di Roma.
Inizio anno scolastico: mons. Massaro (Avezzano), “comincia un nuovo tratto di strada, vivete questo tempo con serietà e passione”
“Mi piace rivolgermi a voi all’inizio di un nuovo anno scolastico: per alcuni la campanella è già suonata, per altri suonerà tra qualche giorno. Per tutti, però, comincia un nuovo tratto di strada. Cari ragazzi, vivete questo tempo con serietà e passione. La scuola non è soltanto il luogo dove si apprendono nozioni: è una vera palestra di crescita umana e culturale, dove imparare a conoscere il mondo, a confrontarsi con gli altri, a scoprire i propri talenti e a diventare persone libere e responsabili”. Lo ha scritto il vescovo di Avezzano, mons. Giovanni Massaro, nel messaggio inviato per l’inizio del nuovo anno scolastico.
Rivolgendosi a ragazzi e ragazze, il presule li esorta: “Abbiate cura delle amicizie vere, quelle che sanno ascoltare, incoraggiare e anche dire la verità. Non prendetevi mai gioco di chi è più debole di voi e non cercate scorciatoie per inseguire felicità facili, che alla fine lasciano il cuore vuoto. I sogni grandi, quelli che meritano davvero, si realizzano con audacia, pazienza e sacrificio”. “Incontrandovi, vi ho visto spesso impegnati nello studio, sensibili ai temi della pace e della libertà, attenti e generosi verso i più fragili, desiderosi di dare un senso profondo alla vostra vita”, prosegue mons. Massaro, invitando i ragazzi: “Continuate così. Il mondo ha bisogno di giovani che non si rassegnino, che abbiano il coraggio di sognare e la voglia di cambiarlo”. “Siate orgogliosi di essere marsicani”, prosegue il vescovo: “Se un giorno lo studio, il lavoro o la vita vi porteranno lontano, non perdete mai il desiderio di tornare: questo territorio ha bisogno delle vostre energie, delle vostre competenze e dei vostri sogni”. Il presule rivolge poi “un pensiero particolare” a dirigenti, insegnanti e tutto il personale scolastico. “Il vostro è davvero un mestiere tra i più belli, perché – rileva – non c’è cosa più preziosa che aiutare un ragazzo a crescere. Non siete chiamati soltanto a trasmettere contenuti, ma ad essere compagni di viaggio, educatori e testimoni di speranza. A volte una parola, un incoraggiamento, uno sguardo capace di riconoscere il valore di un ragazzo possono lasciare un segno per tutta la vita”.
“Sono le vostre gambe, ragazzi, quelle che possono portare nel mondo una speranza nuova; e siete proprio voi, con le vostre scelte, la vostra passione e il vostro coraggio, a poter costruire un futuro diverso”, conclude mons. Massaro, augurando a tutti “un anno scolastico ricco di incontri, di scoperte, di amicizie vere e di crescita”.
Terra Santa: Pro Terra Sancta, 169 scuole a rischio chiusura. Al via il Fondo Scuole
Mentre in Italia suona la campanella, in Terra Santa 169 scuole e 68.501 studenti rischiano di restare senza un futuro educativo. Lo denuncia Pro Terra Sancta, che ha attivato un Fondo Scuole per sostenere gli istituti in difficoltà. In Libano, Siria, Palestina e Giordania l’istruzione non è garantita dallo Stato e le scuole, spesso di tradizione francescana, sopravvivono grazie alle rette pagate dalle famiglie: la crisi economica e il conflitto in corso, però, hanno ridotto in miseria gran parte della popolazione, che oggi non è più in grado di sostenere questa spesa. Senza le rette, gli istituti non riescono a coprire i costi di gestione, a pagare gli stipendi degli insegnanti o a garantire riscaldamento e laboratori didattici, con il rischio concreto che un’intera generazione perda la possibilità di studiare. La rete conta 61 scuole tra Palestina e Israele, 47 in Giordania, 40 in Libano e 21 in Siria. “Le Scuole di Terra Santa non sono soltanto luoghi di istruzione: sono spazi dove bambini di estrazione differente crescono, studiano ed entrano in dialogo fianco a fianco, in un territorio segnato da profonde divisioni”, dichiara Tommaso Saltini, direttore di Pro Terra Sancta. “Preservarle significa proteggere non solo il diritto all’educazione, ma anche una delle poche esperienze concrete di convivenza pacifica rimaste nella regione”. Il Fondo Scuole servirà a coprire le rette delle famiglie più in difficoltà, garantire gli stipendi dei docenti e assicurare il funzionamento quotidiano degli istituti, presenti nei Luoghi Santi da cinquecento anni. È possibile contribuire con una donazione a partire da 20 euro sul dell’organizzazione.
Leone XIV: Mattarella, “continua a sollecitare popoli e nazioni a responsabilità, accettazione del limite e della fragilità umani”
“Attraversiamo un frangente storico complesso e inquieto. La minaccia, quando non l’uso, della forza torna a prevalere, mentre spregio delle regole, crescenti iniquità e molteplici conseguenze funeste del cambiamento climatico sono causa di sofferenze per tanti innocenti. Al contempo, le nuove tecnologie dischiudono possibilità inusitate, ma rischiano anche di mettere a repentaglio la centralità dell’essere umano, allargando disparità sociali ed economiche già in essere. Dinanzi a tali dilemmi e incertezze, donne e uomini di buona volontà in tutto il mondo guardano con speranza all’alto Magistero della Santità Vostra, che continua a sollecitare popoli e nazioni alla responsabilità, all’accettazione del limite e della fragilità umani, ‘senza considerarli un errore da correggere’, come ammonisce l’enciclica Magnifica Humanitas”. Lo ha scritto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio inviato a Papa Leone XIV in occasione del 71° compleanno del Pontefice.
“Nella lieta ricorrenza del Suo compleanno e all’approssimarsi del Suo onomastico, Le porgo i miei più fervidi auguri, certo di farmi interprete degli affettuosi sentimenti che accomunano l’Italia intera”, si legge nel testo del Capo dello Stato.
Il presidente sottolinea che “è proprio nella costruzione della coscienza morale e civica di ciascuno di noi, nella sua realizzazione quotidiana, che rinveniamo le premesse necessarie perché sia rispettata la dignità di ogni persona e attribuito valore precipuo al dialogo e all’inclusione. Sono questi gli antidoti al rischio che l’umanità ricada in tragici e fatali errori del passato. Sono anche gli elementi fondanti sui quali edificare il bene, tramutare l’autorità in servizio, avviare con giustizia percorsi di sincera riconciliazione e vera pace, favorire l’uso equo delle risorse e la cura del pianeta”. “Come Vostra Santità ha ricordato di recente a Rimini, dinanzi a tanti giovani, ‘possiamo immedesimarci l’uno nell’altro, ascoltarci e diventare amici, tra persone e quindi anche tra popoli’. Condivido la speranza che il maturare e il diffondersi di questa consapevolezza potrà dare avvio a una nuova stagione di cooperazione e di concordia – nelle nostre società e tra le genti – affinché possano essere affrontate assieme le sfide del tempo corrente”, osserva Mattarella.
Disabilità: Fish al Governo, un Fondo unico da 1,5 miliardi per il Progetto di vita
Istituire un Fondo unico nazionale per i progetti di vita individuali, personalizzati e partecipati, con una dotazione iniziale di 1,5 miliardi di euro. È la richiesta che la Fish (Federazione italiana per i diritti delle persone con disabilità e famiglie) ha rivolto al Governo in una lettera inviata alla presidente del Consiglio e ai ministri competenti: è in questa fase del ciclo di bilancio, sottolinea la Federazione, che si individuano le priorità destinate a orientare le prossime scelte di finanza pubblica. La Fish chiede risorse adeguate all’attuazione del decreto legislativo 62 del 2024 in materia di disabilità: in vista dell’entrata in vigore della riforma su tutto il territorio nazionale, prevista per il 1° gennaio 2027, si registrano ancora sostanziali disomogeneità nell’allocazione dei fondi, complessivamente insufficienti. Il Fondo dovrà avere carattere strutturale e pluriennale, crescere progressivamente con l’aumentare dei progetti realizzati e non potrà essere finanziato a scapito di altri interventi già destinati alle persone con disabilità e alle loro famiglie. Senza uno stanziamento nazionale specifico, aggiuntivo e vincolato, avverte la Federazione, il Progetto di vita rischia di ridursi a “un documento formale” o alla semplice ricognizione delle prestazioni già disponibili. “La riforma ha generato aspettative profonde e legittime. Ora dobbiamo trasformarle in diritti concretamente esercitabili”, dichiara il presidente, Vincenzo Falabella. “Non possiamo consentire che l’effettività del progetto di vita dipenda ancora dal luogo di residenza, dalla capacità economica delle famiglie o dalla disponibilità dei bilanci regionali e comunali”.
Inizio anno scolastico: mons. Autuoro (Benevento), “i docenti siano seminatori di speranza, gli studenti terreno buono e accogliente”
“La scuola è il luogo in cui una comunità si ritrova per sognare, progettare e costruire il proprio domani”. Lo scrive l’arcivescovo di Benevento, mons. Michele Autuoro, in un messaggio alla comunità scolastica per l’inizio dell’anno scolastico 2026-2027, facendo riferimento alla parabola del seminatore. Essa ci invita a guardare al tempo della scuola come al tempo della semina fiduciosa.
Ai dirigenti scolastici e ai docenti è affidato il compito di essere “seminatori di speranza”: “Anche di fronte alle fatiche educative più grandi, davanti a un alunno distratto o disorientato, il vostro sguardo di educatori è chiamato ad andare oltre. Saper vedere l’unicità di ogni studente è il primo passo per preparare il terreno e permettere al seme del sapere di attecchire e fare breccia”. Inoltre, “educare richiede tempo, costanza e tanta gratuità. Il tempo speso nelle aule per trasmettere il sapere e ascoltare le fragilità dei ragazzi è il vero nutrimento che permette al seme di germogliare. Abbiate a cuore ogni studente, custodendo il loro tempo con la pazienza del buon coltivatore”.
Ad alunni e studenti l’invito: “Siate terreno buono e accogliente”. “La scuola non è solo un elenco di nozioni da memorizzare per un voto. È la palestra in cui preparate l’umanità del vostro futuro”, osserva il presule, augurando di guardare “alle materie scolastiche non come a obblighi distanti, ma come a compagne di viaggio”. “Lasciatevi incuriosire dalle storie, dai numeri e dalle scienze: sono i semi che trasformeranno i vostri sogni in progetti reali”.
“Scegliere di essere terreno buono significa superare la pigrizia e rifiutare la superficialità dei ‘rovi’ tecnologici o sociali che vogliono soffocare i vostri pensieri. Abbiate il coraggio di andare in profondità, di fare domande, di essere curiosi”, il suggerimento dell’arcivescovo.
La parabola del seminatore, aggiunge, “ci insegna che il seme fruttifica dove c’è alleanza, pazienza e accoglienza. Auguro a tutti voi – dirigenti, insegnanti, personale Ata e famiglie – di fare delle scuole del nostro territorio beneventano dei veri laboratori di dialogo e di pace. Nessuno può educare da solo: la crescita dei nostri ragazzi è una responsabilità condivisa. Siamo chiamati a essere, insieme, custodi attenti e premurosi di ogni germoglio di bene che cresce nelle nostre aule”.
Leone XIV: nuovi spazi in Vaticano per la Biblioteca e l’Archivio apostolico
“Il notevole incremento, avvenuto negli ultimi decenni, del patrimonio bibliografico della Santa Sede, così come della produzione documentaria da parte delle sue Istituzioni, ha reso insufficienti gli spazi a disposizione dell’Archivio Apostolico Vaticano e della Biblioteca Apostolica Vaticana”. Inizia così il Chirografo con cui il Papa dispone che venga destinata all’Archivio apostolico vaticano e alla Biblioteca apostolica vaticana l’area della cosiddetta “Fontana dell’Autoparco”, e che “si proceda secondo i più moderni principi architettonici e tecnologici, nel rispetto della normativa vigente, alla costruzione di un nuovo edificio da destinare principalmente alle esigenze dell’Archivio Apostolico Vaticano e della Biblioteca Apostolica Vaticana, distribuendo gli spazi in maniera equa tra le due Istituzioni, riservandone una parte ad altri servizi dello Stato della Città del Vaticano”. “Per dare un’adeguata risposta all’esigenza di nuovi spazi di conservazione, il mio predecessore Papa Francesco individuò presso l’area extraterritoriale del Laterano un luogo adatto allo scopo”, ricorda Papa Leone nel Chirografo: “Negli ultimi mesi, tuttavia, si sono presentate inedite opportunità per realizzare nuovi spazi all’interno del territorio dello Stato della Città del Vaticano, che sono senz’altro preferibili per molteplici ragioni alla soluzione già individuata”. “Per l’esecuzione dell’opera, il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano agirà in pieno accordo con l’Archivio Apostolico Vaticano e la Biblioteca Apostolica Vaticana, sostenendo la spesa per gli spazi destinati ai servizi dello Stato, eccettuati il ricollocamento dell’autoparco e il nuovo parcheggio, a carico dell’Archivio e della Biblioteca Apostolici”, dispone inoltre il Pontefice. Infine, “al fine di reperire le risorse finanziarie necessarie alla costruzione degli spazi destinati all’Archivio e alla Biblioteca e per un’efficace gestione di tali risorse”, il Papa stabilisce che l’Archivio apostolico vaticano e la Biblioteca apostolica vaticana, “in qualità di Enti fondatori e promotori, costituiscano una fondazione strumentale vaticana”. In attesa della costruzione del nuovo edificio, la Biblioteca apostolica vaticana continuerà a usufruire degli spazi di deposito che attualmente occupa presso il Pontificio seminario romano maggiore.
Migranti: da inizio anno sbarcate 21.393 persone sulle nostre coste. Oltre il 19,6% sono minori non accompagnati
Sono finora 21.393 le persone migranti sbarcate sulle coste da inizio anno. Nello stesso periodo, lo scorso anno furono 48.231 mentre nel 2024 furono 44.676. Il dato è stato diffuso dal ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina. Il totale delle persone arrivate via mare in Italia nei primi giorni di settembre è pari a 1.821. L’anno scorso, in tutto il mese, furono 8.315, mentre nel 2024 furono 7.685.
Dei quasi 21.400 migranti sbarcati in Italia nel 2026, 5.424 sono di nazionalità bangladese (25,3%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Somalia (2.540, 11,9%), Algeria (2.463, 11,5%), Sudan (1.670, 7,8%), Pakistan (1.467, 6,9%), Eritrea (1.408, 6,6%), Egitto (1.366, 6,4%), Tunisia (1.137, 5,3%), Mali (425, 2%), Nigeria (354, 1,7%), Costa d’Avorio (305, 1,4%), Etiopia (303, 1,4%), Iran (301, 1,4%), Sud Sudan (252, 1,2%), Guinea (252, 1,2%) a cui si aggiungono 1.726 persone (8,1%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione.
Fino ad oggi sono stati 4.314 i minori stranieri non accompagnati ad aver raggiunto il nostro Paese via mare. Il dato è aggiornato a oggi, lunedì 14 settembre agosto. I minori stranieri non accompagnati sbarcati sulle coste italiane lungo tutto il 2025 sono stati 12.177, 8.752 nel 2024, 18.820 nel 2023, 14.044 nel 2022, 10.053 nel 2021, 4.687 nel 2020, 1.680 nel 2019, 3.536 nel 2018 e 15.779 nel 2017.
Dal 1° gennaio al 10 settembre 2026 i migranti rimpatriati sono 6.027, dei quali 5.151 con rimpatri forzati e 876 con rimpatri volontari assistiti. Negli anni scorsi sono stati complessivamente 6.772 in tutto il 2025 (il 10,2% rispetto al numero di persone sbarcate) e 5.704 nel 2024 (8,6%).
Leone XIV: abrogate le “misure di contenimento salariale” adottate durante la pandemia
“Le Istituzioni della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano proseguiranno, con strumenti diversi, nell’impegno di garantire la sostenibilità economica”. Lo scrive il Papa, che con un apposito Motu Proprio – firmato il 1° settembre ma diffuso oggi – “sentito il competente parere della Segreteria per l’Economia e dopo avere esaminato con cura ogni cosa” abroga le “misure di contenimento salariale” che Papa Francesco, con il Motu Proprio del 23 marzo 2021, aveva adottato durante il Covid, in quanto “necessarie anche per far fronte all’eccezionale sfida della pandemia”. Tali misure, si ricorda nel Motu Proprio odierno, vennero già parzialmente modificate con un apposito Rescritto del giugno 2025 e ora “possono essere superate”. A decorrere dal 1° settembre, dunque, la , è abrogata, “facendo tuttavia salvi, in via definitiva, gli effetti prodotti nel periodo della sua vigenza, compresi gli effetti prodotti dalla sospensione della maturazione degli scatti biennali di anzianità, che rimane definitivamente acquisita”. Papa Francesco, nel Motu Proprio che oggi viene abrogato da Papa Leone, aveva ridotto in fase di pandemia le retribuzioni dei cardinali, dei superiori, degli ecclesiastici e religiosi, nonché sospeso gli scatti di anzianità.
Inizio anno scolastico: mons. Palmieri (Ascoli Piceno-S. Benedetto del Tronto), “scuola, famiglie, parrocchia devono collaborare per un patto educativo comune”
“Desidero far arrivare a tutti gli studenti, agli insegnanti, ai genitori e agli educatori il mio augurio perché questo nuovo anno scolastico possa essere un’esperienza bella, significativa e capace di lasciare un segno nella vita di ciascuno”. A scriverlo in un messaggio il giorno della riapertura delle scuole il vescovo di Ascoli Piceno e di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto, mons. Gianpiero Palmieri. Un augurio che si traduce in tre obiettivi fondamentali per il cammino educativo, sottolineati dallo stesso vescovo. “Ogni studente porta con sé talenti, capacità, sensibilità, carattere e qualità che possono rappresentare un contributo prezioso alla vita degli altri e della comunità. Per questo la scuola è chiamata non soltanto a trasmettere conoscenze, ma anche a riconoscere e valorizzare ogni persona”. Il secondo obiettivo riguarda la capacità di costruire relazioni e di vivere la comunità. “È insieme che si affrontano le difficoltà, si scopre la realtà e si costruisce una comunità capace di rendere più bella la scuola e, attraverso di essa, il mondo in cui viviamo”. Infine, aiutare i giovani a sognare e costruire il futuro. Per raggiungere questi obiettivi è necessario che nessuno affronti da solo la responsabilità educativa. “Famiglia, scuola, parrocchia, istituzioni e tutte le realtà educative e sociali presenti sul territorio sono chiamate a collaborare e a costruire un autentico patto educativo, mettendo in comune energie, competenze e responsabilità – sottolinea mons. Palmieri –. È attraverso questa alleanza che è possibile creare le condizioni migliori affinché ogni bambino e ogni ragazzo possa sentirsi accolto, riconosciuto e accompagnato nel proprio percorso di crescita”.
Diocesi: mons. Gambelli (Firenze), “l’innalzamento di Gesù consiste nel suo abbassamento per farsi prossimo”
“L’innalzamento di Gesù consiste in verità nel suo abbassamento per farsi prossimo, come Buon Samaritano a chiunque è caduto, a chi è piagato nel corpo o nello spirito versando sulle sue ferite l’olio della consolazione e il vino della speranza”. Lo ha ricordato questa mattina, l’arcivescovo di Firenze, mons. Gherardo Gambelli, presiedendo nella basilica di Santa Croce la messa per la Festa dell’Esaltazione della Santa Croce.
Nell’omelia, il presule ha sottolineato come “l’amore del Signore () ci trasforma interiormente rendendoci nuove creature, capaci di conoscere sempre più intimamente il cammino della salvezza, nella remissione dei nostri peccati. Dio si rivela come colui che si fa conoscere nello stesso tempo in cui ci fa rinascere”. Per mons. Gambelli, “è importante anche per noi oggi prendere coscienza del male che ci provochiamo noi stessi ogni volta che ci allontaniamo dal Signore: ‘Abbiamo peccato perché abbiamo parlato contro il Signore e contro di te’ (Nm 21,7)”. “I padri della Chiesa – ha proseguito – dicevano che conoscere il proprio peccato è un miracolo più grande che risuscitare i morti. Si tratta cioè di superare la presunzione di sentirci giusti, di poterci salvare da soli o la disperazione nella quale cadiamo a causa del senso di colpa per il male commesso”.
Dopo aver ricordato che “da alcuni anni è nata qui a S. Croce, l’idea di anticipare nella festa di oggi la celebrazione della Giornata mondiale dei poveri”, l’arcivescovo ha osservato che “ottocento anni fa san Francesco di Assisi seppe andare incontro alla morte chiamandola Sorella, proprio perché aveva vissuto un’esperienza profonda dell’amore di Dio, da cui nulla mai potrà separarci, attraverso la preghiera e l’amore per i poveri, facendosi lui per primo povero”. “Celebrando il Giubileo di questo evento, vogliamo custodirne la memoria nell’impegno concreto di seguire il suo esempio per la costruzione della civiltà dell’amore”, l’esortazione di mons. Gambelli, che ha concluso con un’invocazione: “San Francesco fratello nostro tu che ottocento anni or sono andavi incontro a sorella morte come un uomo pacificato intercedi per noi presso il Signore. Tu nel crocifisso di San Damiano hai riconosciuto la pace vera, insegnaci a cercare in lui la sorgente di ogni riconciliazione che abbatte ogni muro. Tu che, disarmato, hai attraversato le linee di guerra e di incomprensione donaci il coraggio di costruire ponti dove il mondo erige confini. In questo tempo afflitto da conflitti e divisioni intercedi perché diventiamo operatori di pace: testimoni disarmati e disarmanti della pace che viene da Cristo, coraggiosi costruttori della civiltà dell’amore”.
Romania: commemorazione del vescovo Aron. Mons. Gloder (nunzio), “esempio che illumina il nostro cammino”
“La vita del venerabile vescovo Marton Aron è un esempio che illumina il nostro cammino” ha detto nell’omelia mons. Giampiero Gloder, nunzio apostolico in Romania, durante la messa presieduta sabato 12 settembre nella cattedrale romano-cattolica san Michele di Alba Iulia. La celebrazione è stata dedicata alla memoria del venerabile Marton Aron (1896-1980), vescovo di Alba Iulia, in Romania, di cui Papa Francesco ha riconosciuto, nel 2024, le virtù eroiche. Alla messa hanno concelebrato vescovi di varie diocesi ed eparchie della Chiesa in Romania e ha assistito anche l’arcivescovo ortodosso Irineu Pop. Mons. Gloder ha trasmesso ai presenti il saluto e la benedizione di Papa Leone e ha messo in risalto l’esempio di dedizione e di fede del vescovo Aron. “La sua fede – ha detto – le ha permesso di lottare per la libertà della Chiesa, predicare il vangelo nelle più inattese situazioni, in prigione e nel domicilio coatto, ed essere sempre fedele, con coraggio e senza compromessi”. La messa è stata seguita da un simposio, intitolato “Conosciamo il venerabile vescovo Marton Aron”, durante il quale rappresentanti della Chiesa cattolica, del mondo diplomatico e storici hanno sottolineato i valori che hanno caratterizzato la vita del venerabile vescovo. Mons. Marton Aron è stato arrestato nel 1949 dal regime comunista, condannato all’ergastolo, imprigionato per sei anni e in domicilio coatto per undici. La sua causa di beatificazione è stata aperta dall’arcidiocesi di Alba Iulia nel 1994.
Leone XIV: gli auguri della diocesi di Cassano allo Jonio
In occasione del 71° compleanno di Papa Leone XIV, mons. Francesco Savino, vescovo di Cassano all’Jonio, insieme all’intera Chiesa diocesana, si unisce con “gioia” e “affetto filiale” agli auguri che giungono al Pontefice da ogni parte del mondo. Con “gratitudine per il suo ministero universale di Pastore – evidenzia mons. Savino – affidiamo al Signore la vita e il servizio di Papa Leone XIV, perché sia sostenuto dalla forza dello Spirito e renda sempre feconda la sua missione al servizio del Vangelo, della comunione e della pace. A Papa Leone XIV – conclude, giunga l’abbraccio affettuoso della diocesi di Cassano all’Jonio, accompagnato dalla preghiera: Maria, Madre del Buon Consiglio, custodisca ogni giorno il suo ministero”.
EU Parliament: social media, Assembly discussing their impact on young people. A resolution calls on families, schools and educators to play a role too
(Strasbourg) What is the impact social media have on young generations? On Thursday, September 17th, the MEPs will gather in Strasbourg to address the issue and “are set to call on social media platforms to ban their most harmful addictive practices and to mitigate the impact of so-called persuasive design”. The European Parliament will also be voting on a non-legislative resolution drawn up by the Committee on Culture and Education, urging companies to “guarantee that the use of social media, and the online environment more widely, is safe for children and young people to use”. The MEPs, according to the institution’s news service, might call for “an integrated European strategy combining safety and privacy-by-design, safety by-default, age-appropriate design, and privacy-first age verification mechanisms”. They are also expected to ask for “more transparency around algorithmic systems and better enforcement of existing EU legislation”. Involving families, schools and educators is also key, according to the text.
Diocesi: mons. Tisi (Trento), ”se si parla di custodia del Creato e di rispetto dell’ambiente, apriti cielo”
“Se qualcuno parla di custodia del Creato, di rispetto dell’ambiente, di rinuncia al fossile, apriti cielo”. Così mons. Lauro Tisi, arcivescovo di Trento, durante l’omelia della messa per il Creato che si è tenuta domenica pomeriggio nella cattedrale vegetale di Arte Sella, in Val di Sella. “Molto prima della Laudato si’, san Francesco ha capito che quando saltano i rapporti tra gli uomini, salta il rapporto col Creato”, ha continuato mons. Tisi, secondo il quale, “non c’è alternativa per un vero sviluppo a un’alleanza col Creato”. Una seconda parte dell’omelia è stata dedicata alla cultura della performance, che rischia, secondo l’arcivescovo, di trasformarsi nel metro con cui misurare il valore delle persone. “Tu sei grande per quello che sei e non per quello che fai”, ha sottolineato il presule, che nella parte conclusiva dell’omelia, ha condensato il suo messaggio in un’immagine significativa: “se vuoi morire, portati a casa il nemico. Se vuoi vivere, portati a casa l’alleanza con il fratello e l’alleanza con il Creato”. La liturgia, alla quale hanno partecipato circa duecento persone, è stata animata dalla Corale di Canezza, mentre la preghiera dei fedeli, proposta dalla Rete diocesana per la Custodia del Creato, ha richiamato la responsabilità della Chiesa, delle istituzioni e di ciascuno nella tutela dell’ambiente, con un’attenzione particolare alle popolazioni colpite dalle catastrofi naturali e dalla scarsità di risorse. Nella preghiera sono state ricordate anche le vittime del Nepal di questi giorni e gli undici morti della Marmolada del 2022.
Messico: violenza in Sinaloa. Mons. Herrera alle fazioni del cartello, “vogliamo strade sicure, famiglie tranquille”
“Nessun potere, nessun denaro, nessun territorio e nessuna ambizione valgono più di una vita umana. È ancora possibile cambiare strada. È ancora possibile scegliere la vita”. È l’appello rivolto ieri dal vescovo di Culiacán, mons. Jesús José Herrera Quiñónez, alle due fazioni del cartello di Sinaloa, a due anni dall’inizio della disputa interna che ha provocato più di 3mila assassinii e 6mila sparizioni nello stato. Prima della marcia per la pace, convocata dalla società civile a Culiacán, il vescovo ha celebrato una messa all’aperto: “Vogliamo vivere in pace, vogliamo strade sicure, famiglie tranquille, vogliamo che i nostri adolescenti, giovani e bambini camminino per le strade in sicurezza, vogliamo condizioni che garantiscano la nostra sicurezza”. Herrera Quiñónez ha riferito anche di un incontro, sabato, con la governatrice di Sinaloa, Graciela Domínguez, alla quale ha chiesto verità e un lavoro capace di ricostruire la fiducia nelle istituzioni e nelle strade. Secondo le autorità, nella sola giornata di sabato 12 settembre, alla vigilia della marcia, sono state uccise 10 persone.
Uruguay: la Chiesa si prepara alla visita di Papa Leone XIV. Ieri la colletta nazionale
Le comunità cristiane dell’Uruguay si stanno mobilitando per preparare la visita di Papa Leone XIV. In questo fine settimana è stata promossa una raccolta fondi nazionale per contribuire all’organizzazione del viaggio apostolico. La Conferenza episcopale dell’Uruguay punta su una preparazione che coinvolga l’intero Paese e ha proposto che ogni comunità e ogni fedele partecipasse secondo le proprie possibilità. I fondi raccolti sosterranno le infrastrutture e i servizi necessari per gli incontri. La Conferenza episcopale, in una nota, sottolinea che i fondi raccolti consentiranno di far fronte alle diverse spese legate alla preparazione della visita, dalle infrastrutture e dai servizi alla comunicazione e alla logistica. Il Papa arriverà in Uruguay il 6 novembre e vi rimarrà fino all’8. Durante questi giorni visiterà Montevideo, Paysandú e Florida, prima di proseguire il suo viaggio apostolico verso l’Argentina e il Perù. A tal fine, la Conferenza episcopale ha attivato i propri conti presso il Banco República per chi desideri effettuare donazioni tramite versamento o bonifico.
Colombia: terremoto in Chocó. P. Rodríguez, “piani di ricostruzione non ne abbiamo visti”
“Qui la terza tappa del dopo terremoto, cioè i progetti di ricostruzione, dopo l’iniziale ricerca tra le macerie e l’organizzazione degli aiuti umanitari, non è ancora all’orizzonte”. Da Quibdó, capoluogo del Chocó, colpito duramente dal terremoto dello scorso 12 agosto, il Sir ha raccolto la testimonianza di padre Francisco Antonio Rodríguez, missionario claretiano e coordinatore pastorale del centro di culto di Nostra Signora del Carmelo. “Piani di ricostruzione non ne abbiamo visti”, afferma il sacerdote, ricordando che Comune e dipartimento non hanno risorse e dipendono dal governo centrale. Il presidente Abelardo de la Espriella, aggiunge, è stato più volte sul posto, ma finora ci sono state solo promesse generiche. Rodríguez cita anche il progetto finanziato da Shakira, i cui tecnici sono già arrivati. Molte case restano danneggiate e fuori città la situazione è ancora più grave: San José del Palmar, epicentro del sisma, è quasi privo di vie d’accesso. Il vescovo Wiston Mosquera intende avviare un comitato di vigilanza e controllo in vista di una ricostruzione integrale, attenta anche alle persone con disabilità e agli indigeni.
Leone XIV: Mcl Roma, “nostro riferimento per essere portatori di speranza”
“Il mondo ha bisogno di pace, e Lei Santità, con il suo alto magistero, ogni giorno ci guida sulla strada della fratellanza e della concordia. In occasione del suo compleanno il Movimento cristiano lavoratori di Roma e della provincia desidera esprimerLe la più profonda riconoscenza per essere, nella nostra vita quotidiana, un saldo punto di riferimento come cristiani portatori di speranza in un mondo dilaniato da guerre e violenza. Auguri Sanità!”. Questo il messaggio di augurio che il Movimento cristiano lavoratori di Roma e provincia, attraverso i social, ha rivolto al Pontefice in occasione del suo 71° compleanno.
Parlamento Ue: social media, l’Assemblea affronta l’impatto sui giovani. Una risoluzione chiama in causa famiglie, scuole ed educatori
(Strasburgo) Qual è l’impatto che i social media hanno sulle giovani generazioni? Giovedì 17 settembre, gli deputati, riuniti a Strasburgo, affronteranno il tema e “potrebbero chiedere alle piattaforme social di vietare pratiche che creano dipendenza e di attenuare l’impatto del cosiddetto design persuasivo”. L’Emiciclo voterà anche una risoluzione non legislativa, elaborata dalla Commissione per la cultura e l’istruzione, che sollecita le imprese affinché “garantiscano che l’uso dei social media e dell’ambiente online sia sicuro per i bambini e i giovani”. I deputati, secondo il servizio stampa dell’istituzione, potrebbero chiedere una “strategia europea integrata per affrontare l’impatto dei social media sui giovani, che preveda garanzie di sicurezza e tutela della vita privata fin dalla progettazione e meccanismi di verifica dell’età che rispettino la protezione dei dati”. Dovrebbero inoltre chiedere una “maggiore trasparenza sui sistemi algoritmici e una migliore applicazione della legislazione dell’Ue attualmente in vigore”. Nel testo della risoluzione si sottolinea inoltre l’importanza di coinvolgere le famiglie, le scuole e gli educatori.
Diocesi: Campobasso-Bojano si prepara a celebrare Maria Santissima Addolorata, patrona del Molise
Doma, la basilica dell’Addolorata, santuario di Castelpetroso, celebra la solennità di Maria Santissima Addolorata, patrona del Molise. Nel corso della giornata verrà celebrata la messa alle 10.30, alle 12 e infine alle 17; la liturgia delle 12 sarà presieduta da mons. Biagio Colaianni, arcivescovo di Campobasso-Bojano. Nella liturgia della Chiesa, il 15 settembre è memoria della Beata Vergine Maria Addolorata e per il santuario è una data che si intreccia con un’altra ricorrenza importante per la comunità: quella della posa della prima pietra della basilica, il 28 settembre 1890, voluta dal vescovo Francesco Macarone Palmieri dopo il riconoscimento degli eventi legati alle apparizioni della Vergine Addolorata a due contadine.
Spiritualità: Prato, oggi i Cavalieri del Santo Sepolcro celebrano la solennità della Santa Croce alla Madonna del Giglio
In occasione della festa dell’Esaltazione della Santa Croce, i Cavalieri della delegazione di Prato si ritroveranno nel santuario della Madonna del Giglio per una solenne celebrazione eucaristica oggi, alle 18.30, presieduta dal rettore del santuario, mons. Giovanni Bartolini. “Per l’Ordine il giorno dell’Esaltazione della Santa Croce è una solennità”, spiega il delegato della delegazione pratese, Mario Battiato Musmeci, ricordando come in Toscana la ricorrenza sia particolarmente sentita anche a Lucca, dove ogni anno si svolge la tradizionale “Luminara”, processione che coinvolge l’intera città. A Prato la celebrazione si tiene invece nel santuario della Madonna del Giglio, affidato da quattro anni alla custodia dei Cavalieri del Santo Sepolcro. “La nostra non è una festa riservata all’Ordine”, sottolinea Battiato Musmeci. “Sono invitati anche i membri dell’Ordine Costantiniano e tutti coloro che desiderano condividere questo momento di devozione e di fede”. La delegazione pratese dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro è composta da circa quaranta membri, tra ecclesiastici e laici.
Biblioteca Vaticana: in anteprima la mostra “Aqua”, che il Papa inaugura oggi nel giorno del suo compleanno
“Un segno di affabilità culturale, dove generazioni di creatori e di artisti si mettono insieme per dialogare su un tema che ha risvolti importanti per le nostre società”. Così mons. Giovanni Cesare Pagazzi, archivista e bibliotecario di Santa Romana Chiesa, ha definito la mostra “Aqua”, che viene inaugurata oggi da Papa Leone XIV, il quale festeggia in questo modo il suo compleanno. “Tradizione e innovazione possono camminare insieme, così come il dialogo tra le varie scienze”, ha aggiunto don Cesare Mantovani, prefetto della Biblioteca Apostolica Vaticana, durante l’anteprima della mostra per i giornalisti accreditati presso la Sala Stampa della Santa Sede. “La Biblioteca Vaticana è un patrimonio dove si conserva e si raccoglie un patrimonio inestimabile, ma è anche un luogo di relazioni, dove si costruiscono ponti, e un porto sicuro da dove poter ripartire per nuove navigazioni, come dimostra il contributo degli artisti a questa mostra”. “La Biblioteca Vaticana non è una super galleria, ma un luogo vitale con un dinamismo e una creatività incredibile”, ha precisato infine don Giacomo Cardinali, viceprefetto della Biblioteca Vaticana e curatore della mostra, primo capitolo del ciclo espositivo quinquennale “Catastrofe e meraviglie”, che in questa prima tappa ha richiesto un anno e mezzo di preparazione. “Abbiamo voluto guardare in faccia le proprie paure, in un tempo in cui con le paure ci giocano tutti”, ha spiegato, ricordando che “per un bibliotecario l’acqua è motivo di panico, poiché minaccia la sopravvivenza dei libri. Ma il rapporto si può capovolgere, perché è proprio con l’acqua che i libri si restaurano. Ed è a questo ribaltamento che il visitatore può assistere visitando la mostra”. Tre gli artisti contemporanei protagonisti della mostra, visitabile dal 25 settembre fino al 14 maggio 2007: l’artista JR, il tipografo Bill Moran e lo chef Furio Pierangelini, che dialogano con il patrimonio della Biblioteca del Papa in una riflessione dedicata all’acqua come minaccia e come risorsa.
Diocesi: Acerenza, al via il convegno “Il Volto e il Sangue – Il Crocifisso di Acerenza”
Sarà dedicato a “Il Volto e il Sangue – Il Crocifisso di Acerenza” il convegno diocesano che la Chiesa di Acerenza promuove in occasione delle feste liturgiche dell’Esaltazione della Santa Croce e della Beata Maria Vergine Addolorata. L’iniziativa, viene spiegato in un comunicato, intende approfondire i temi di teologia, liturgia, catechesi, spiritualità, arte e storia a supporto del cammino pastorale e mistagogico diocesano per l’anno 2026-2027.
L’evento che si terrà presso la cattedrale di Acerenza nei giorni 14, 15 e 16 settembre, dalle 17 alle 19, sotto la presidenza dell’arcivescovo Francesco Sirufo. Ogni giorno dopo l’accoglienza alle 17.30 verrà celebrata la messa. Poi, alle 18, spazio all’ascolto di una relazione. Oggi sarà don Antonio Appella, storico dell’arte cristiana, a trattare il tema “Dopo il suo intimo tormento vedrà la luce” (Is 53,11); domani toccherà a don Paolo D’Ambrosio, rettore del santuario regionale di Viggiano, ad approfondire “Presso la croce di Gesù stava Maria sua madre” (Gv 19,25); infime mercoledì, nella vigilia delle Stimmate di San Francesco, sarà padre Alberto Rosciano, parroco e guardiano del convento di Santa Maria (Potenza), a proporre una riflessione su “Porto le stimmate di Gesù nel mio corpo” (Gal 6,17).
Bibbia di Aquileia: oggi alla Casina Pio IV la consegna del facsimile del primo volume
Si terrà oggi, lunedì 14 settembre, alle 17.30, nella Casina Pio IV in Vaticano, la consegna del primo volume della riproduzione in facsimile della Bibbia di Aquileia, manoscritto antecedente al 1356. L’opera è stata realizzata dalla Fondazione Scriptorium Foroiuliense in otto copie. Oltre che al Museo dello Scriptorium, i volumi saranno destinati alla Biblioteca della Crociera a Roma, all’Aeronautica militare, alla Biblioteca del Congresso di Washington, alla Biblioteca nazionale del Giappone, alla Biblioteca del Congresso del Paraguay e alla Biblioteca del Seminario di Gorizia, dove è custodito il manoscritto originale.
Diocesi: Caritas Treviso, al via l’esperienza per giovani “Dalla tua parte”
Prende il via oggi, a Treviso, “Dalla tua parte”, evento aperto ai giovani (18-30 anni) per vivere un’esperienza immersiva di tre giorni in Casa della Carità, organizzato da Caritas e Pastorale giovanile diocesane. Ai partecipanti, viene spiegato in una nota, verrà offerta la possibilità di condividere alcuni giorni di vita fraterna con altri giovani e di conoscere gli ospiti della Casa della Carità a Treviso, persone senza fissa dimora.
L’esperienza inizierà dopo pranzo di oggi e si concluderà nel pomeriggio di mercoledì 16 settembre. “Ci saranno altri amici e amiche giovani accanto a te, oltre ad alcuni operatori e operatrici della Caritas e della Pastorale giovanile che vivranno insieme a voi l’esperienza”, spiegano i promotori rivolgendosi ai giovani: “Un ingrediente importante sarà la disponibilità a mettersi in gioco, non sarà tutto programmato! alcune attività e nuove relazioni vi sorprenderanno arricchendo la vostra vita!”.
Leone XIV: Acli Roma, “le sue parole chiedono di diventare scelte, relazioni e responsabilità quotidiane”
“Nel giorno del suo compleanno rivolgiamo con grande affetto i nostri auguri al Santo Padre e lo ringraziamo per aver scelto, fin dall’inizio del suo Pontificato, una parola su tutte: pace. Una pace ‘disarmata e disarmante’, che nasce e si alimenta attraverso la giustizia, la fraternità e la capacità di riconoscerci parte di un’unica famiglia umana”. Con queste parole le Acli di Roma e provincia rivolgono, attraverso i social, il loro messaggio di augurio a Papa Leone XIV in occasione del 71° compleanno.
“In un tempo attraversato da guerre, divisioni e nuove fragilità, questo richiamo riguarda tutti noi da vicino”, ammoniscono: “Costruire la pace, infatti, significa anche interrogarsi sulle disuguaglianze, difendere la dignità della persona e della persona nel lavoro, stare accanto alle persone più fragili e scegliere un modello di sviluppo capace di custodire, invece che esaurire e lasciare indietro”. “Lo stesso sguardo – proseguono le Acli di Roma e provincia – attraversa la sua prima enciclica ‘Magnifica Humanitas’, dedicata alla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale. Una sfida che riguarda il nostro presente e il nostro futuro: fare in modo che l’innovazione sia uno strumento al servizio dell’uomo e del bene comune, senza diventare occasione di nuove disuguaglianze, concentrazione del potere e dominio”. Per le Acli “sono parole che non chiedono soltanto di essere ascoltate. Chiedono di diventare scelte, relazioni e responsabilità quotidiane. E interrogano e orientano anche il nostro impegno associativo, incoraggiandoci a continuare a costruire comunità più solidali e capaci di prendersi cura delle persone”.
Diocesi: Concordia, a Spilimbergo la memoria del terremoto. Mons. Peña Parra (nunzio apostolico), “ricostruire è un verbo pasquale”
Un momento di preghiera, memoria e speranza ieri nel duomo di Santa Maria Maggiore a Spilimbergo per il 50° anniversario del terremoto del Friuli del 1976. Una celebrazione che ha suggellato anche l’apertura dell’anno pastorale 2026/2027 della diocesi di Concordia-Pordenone, unendo il ricordo delle 990 vittime del sisma allo slancio del cammino post-sinodale della comunità ecclesiale. A presiedere la liturgia è stato l’arcivescovo Edgar Peña Parra, nunzio apostolico in Italia e San Marino. Con lui hanno concelebrato il vescovo Giuseppe Pellegrini; il patriarca di Venezia, mons. Francesco Moraglia; il vescovo di Treviso, mons. Michele Tomasi; il vescovo di Forlì-Bertinoro, mons. Livio Corazza, e mons. Brice Armand Ibombo, vescovo di Ouesso in Congo, insieme ai parroci delle zone terremotate, ai diaconi, ai sacerdoti e a tutta la comunità diocesana. “Il 6 maggio 1976, in meno di un minuto, il terremoto fece tremare case e chiese, ma soprattutto sconvolse la vita di un’intera regione”, ha ricordato mons. Peña Parra, sottolineando che “dietro i numeri ci sono storie concrete: nomi, volti, affetti e vite cambiate per sempre”. Rievocando la vicinanza del Signore come pastore che non abbandona il gregge e il gesto di san Paolo VI, che inviò roulotte agli sfollati, il presule ha lodato la risposta del popolo friulano sottolineando che “le crisi mettono a nudo ciò che abita nel cuore umano. Non ci rendono automaticamente migliori: ci pongono davanti a una scelta. Il terremoto fece emergere il meglio di questa terra: il Friuli non si lasciò spezzare. La ricostruzione allora non fu soltanto di pietre: fu ricostruzione di legami, di fiducia e soprattutto di speranza”. Richiamando l’apostolo Paolo, il nunzio ha esortato a sentirsi pietre vive: “Una pietra isolata rimane esposta; unita alle altre diventa dimora, riparo, luogo in cui una vita può crescere”. Un mandato che si salda con la nuova lettera del vescovo “Liberi per amare e per servire”: “Ricostruire è un verbo profondamente pasquale. Significa credere che nessuna notte è definitiva, che nessuna pietra sepolcrale può trattenere per sempre la vita e che Dio può far germogliare un nuovo inizio persino dalle nostre macerie. Non abbiate paura di essere una Chiesa missionaria, che rimane accanto all’umanità ferita”.
Leone XIV: Fontana, “grato per il suo costante impegno a favore della pace e a tutela dei cristiani nel mondo”
“Rivolgo al Santo Padre Leone XIV i più sentiti auguri di buon compleanno. Gli sono grato per il suo costante impegno a favore della pace e a tutela dei cristiani nel mondo. In un tempo particolarmente complesso, la sua guida spirituale è un punto di riferimento fondamentale e un costante richiamo ai valori che devono orientare le nostre scelte”. Così il presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana, in un post condiviso sui social in occasione del 71° compleanno di Papa Leone XIV.
Diocesi: Nardò-Gallipoli, in serata mons. Filograna consacra sacerdote don Giovanni Specchia
“Un momento di grazia e di profonda gioia spirituale”. È quello che vivrà in serata la comunità diocesana di Nardò-Gallipoli in occasione della consacrazione presbiterale del diacono don Giovanni Specchia. Alle 18.30, presso la parrocchia dei Santi Cosma e Damiano in Galatone, il vescovo Fernando Filograna presiederà in rito, nella Festa dell’Esaltazione della Santa Croce. Per consentire la più ampia partecipazione anche a distanza, informa la diocesi, la liturgia sarà trasmessa in diretta streaming sul canale YouTube ufficiale della diocesi di Nardò-Gallipoli. “Tutta la comunità diocesana – si legge in una nota – è invitata ad accompagnare don Giovanni con l’affetto e la preghiera in questo significativo passaggio della sua vita e della vita della Chiesa locale”.
Il novello sacerdote presiederà poi la sua prima messa domenica 20 settembre, alle 19, nella stessa chiesa parrocchiale. Una seconda celebrazione è invece in programma per sabato 3 ottobre, alle 19 nella parrocchia di San Vigilio, a Roma, dove don Specchia presta il proprio servizio pastorale quando non è impegnato nella frequentazione del corso di Licenza in Teologia dogmatica presso la Pontificia Università della Santa Croce.
Leone XIV: gli auguri della Cei per il compleanno, “il ministero è anzitutto servizio”
“Nel giorno del Suo compleanno, Le porgiamo gli auguri delle Chiese in Italia, uniti alla preghiera di ringraziamento che eleviamo al Signore per il Suo ministero”. Lo si legge nella lettera inviata oggi a Papa Leone XIV dalla Presidenza della Conferenza episcopale italiana. I vescovi rinnovano la gratitudine “per gli incontri avuti in questi mesi”: il Pontefice, scrivono, “ci ha indicato nel Vangelo la priorità della vita della Chiesa, sorgente della fede intesa come incontro con Cristo morto e risorto, e nel ‘coraggio dell’essenziale’ la via per viverla: comunità orientate all’annuncio, parrocchie capaci di accoglienza e di missione, organismi di partecipazione effettivamente operanti”. Indicazioni che “guidano il cammino delle nostre comunità”. La Presidenza fa proprie anche le parole pronunciate dal Papa all’Angelus di ieri “sul legame tra perdono e pace e sulle divisioni e i conflitti che nascono quando il primo viene a mancare”: un insegnamento “particolarmente attuale, alla luce delle situazioni di guerra che interessano diverse aree del mondo”. “Le nostre Chiese continueranno a essere vicine alle popolazioni colpite dalla sofferenza attraverso gesti concreti di solidarietà”, assicurano i vescovi, che rinnovano l’augurio “nella consapevolezza, da Lei stesso richiamata, che il ministero nella Chiesa è anzitutto servizio”.
Diocesi: Concordia-Pordenone, presentazione della lettera “Liberi per amare e per servire”. Mons. Pellegrini, “riscoprire la freschezza dell’essenziale”
“Liberi per amare e per servire”. Questo il titolo della lettera pastorale del vescovo di Concordia-Pordenone, mons. Giuseppe Pellegrini, presentato ieri al teatro “Miotto” di Spilimbergo. L’appuntamento ha aperto ufficialmente il secondo biennio di attuazione delle proposizioni nate dall’Assemblea Sinodale, tracciando le linee guida per il cammino delle comunità nei prossimi due anni. L’incontro assembleare è stato scandito da tre meditazioni del vescovo, alternate ad altrettante testimonianze di buone prassi nelle parrocchie. Nel suo primo intervento, mons. Pellegrini ha affrontato il nodo coraggioso del “cosa lasciare”: un “richiamo al discernimento per abbandonare abitudini consolidate, strutture affaticate o appesantimenti pastorali, riscoprendo la freschezza dell’essenziale”. A fargli da eco è stata la testimonianza sacerdotale sulla fecondità di alleggerire gli impegni per rigenerare il ministero. Il secondo passaggio ha toccato il cuore della missione generativa della Chiesa: “generare la fede” attraverso una rinnovata iniziazione cristiana. Il presule ha evidenziato l’urgenza di mettersi accanto alle famiglie e alle nuove generazioni con ascolto, prossimità e cura delle relazioni. A conferma di questo cammino, la testimonianza di sposi impegnati nei percorsi battesimali ha mostrato la bellezza di una trasmissione della fede vissuta e condivisa da laici preparati e motivati. Il terzo intervento ha messo a tema la “corresponsabilità e le strutture pastorali”, valorizzando il ruolo dei Consigli pastorali parrocchiali e di unità o comunità. Mons. Pellegrini ha ribadito che tali organismi non devono ridursi a formalità burocratiche, bensì configurarsi come autentici luoghi di comunione, ascolto e decisione condivisa tra sacerdoti e laici, superando l’individualismo e la solitudine nell’azione pastorale. Dopo la preghiera corale di affidamento del biennio pastorale, illuminata dall’icona evangelica della Visitazione, i presenti si sono mossi in corteo per le vie del centro verso il duomo di Santa Maria Maggiore, pronti a tradurre nelle rispettive comunità l’invito a farsi servi liberi.
Terra Santa: Custodia, dal Commissariato Nord Italia sostegno per l’inclusione scolastica di studenti fragili a Betlemme
Betlemme, con l’avvio del nuovo anno scolastico, torna a essere un luogo di studio e speranza per centinaia di ragazzi. Secondo quanto riferisce il sito della Custodia di Terra Santa, fra Gianluigi Ameglio, commissario di Terra Santa per il Nord Italia, si è recato a Betlemme dove ha incontrato studenti, insegnanti e religiosi coinvolti nelle opere educative della Custodia. Nel corso della visita è stato consegnato un contributo raccolto in Italia a favore della Sira School (Swedish International Relief Association), istituto che segue bambini e ragazzi con difficoltà di apprendimento e bisogni educativi speciali. La donazione servirà a finanziare lo stipendio di un’insegnante di sostegno, favorendo percorsi di inclusione scolastica e sociale per gli alunni più fragili. “Questo dono diventerà la possibilità che questi ragazzi possano ancora una volta riprendere la loro vita nella giusta maniera”, ha affermato fra Ameglio, sottolineando il valore della scuola in un contesto segnato dal conflitto e dalle difficoltà economiche e sociali. La visita è stata anche l’occasione per richiamare il ruolo dei Commissariati di Terra Santa, chiamati a sostenere le opere della Custodia e a fare da collegamento tra i frati presenti nei Luoghi Santi e i benefattori dei diversi Paesi. “È possibile pensare a un futuro”, ha osservato il commissario del Nord Italia, indicando nei bambini e nei giovani tornati sui banchi di scuola uno dei principali segni di speranza per la Terra Santa.
Diocesi: mons. Caiazzo (Cesena-Sarsina), “chiamati a far circolare la bellezza che viene da Dio, per una nuova primavera nella Chiesa”. Indetta la visita pastorale
“Questo è il tempo durante il quale, incarnando la Parola, come Maria, Mamma di Gesù e Mamma nostra, siamo chiamati a far circolare la bellezza che viene da Dio, per una nuova primavera nella Chiesa, nella nostra Chiesa: è la carità che semina pace, suscita gioia ed entusiasmo. Il resto è interpretazione della Parola secondo logiche umane che non hanno nulla del divino rivelatoci dal nostro Bel Pastore”. Lo ha scritto il vescovo di Cesena-Sarsina, mons. Antonio Giuseppe Caiazzo, nella lettera pastorale “Io sono il Pastore bello” che ha presentato ieri durante l’assemblea ecclesiale presso la chiesa di S. Agostino in Cesena.
Con questo documento il presule ha indetto la visita pastorale: “Cammineremo insieme con l’orecchio attento alla voce del Signore, con il gusto della Parola da ruminare, con lo sguardo proteso verso gli orizzonti che Lui ci indica, con la mente e il cuore plasmati dallo Spirito Santo, in comunione con la Chiesa”, ha spiegato, chiarendo che “non vengo come pastore solo per ascoltare quanto di bello e di santo si vive nelle diverse comunità parrocchiali. Vengo per capire, insieme a voi, le difficoltà, le criticità, le necessità, meditando e pregando la Parola che ci orienta e ci indica la strada maestra da percorrere in questo nostro tempo. Vengo in mezzo a voi per stare con voi, pregare e camminare con voi nel quadro delle Unità pastorali, nella collaborazione tra parrocchie, per favorirne l’attuazione e prendere coscienza di una pastorale in continuo rinnovamento, in una visione di comune corresponsabilità”.
Nel testo, mons. Caiazzo dà poi alcune indicazioni: “anche nella nostra Chiesa di Cesena-Sarsina si avverte la necessità che ci siano laici che si lascino formare per diventare formatori”; “valorizzando la ministerialità dei singoli laici, bisogna uscire dalla logica dei ‘battitori liberi’ e scoprire che ogni singolo membro è inserito nel Corpo di Cristo che è la Chiesa”; “gli organismi di comunione (soprattutto Consiglio pastorale parrocchiale o di Zona, Consiglio per gli affari economici: purtroppo in tante parrocchie non esistono!) devono superare le logiche burocratiche per diventare laboratori vivi di corresponsabilità e comunione”. Richiamando ad un’“attenzione alle liturgie secolarizzate!”, l’arcivescovo sottolinea che “questo è il tempo in cui Dio ci dice che non bisogna scoraggiarci, ma avere pazienza e ricordarci che il padrone della messe è Lui. Da parte nostra dovremmo sentire spontaneo e forte il desiderio di uscire da una pastorale di conservazione e incominciare, anche con pochi fedeli, a catechizzare evangelizzando”. Infine, l’invito ad ascoltare “le fragilità”, “i gemiti della terra, nostra casa comune” e, durante la vista pastorale, “i tanti gemiti che si alzano dal territorio”. “Se c’è un atteggiamento che bisogna bandire, perché non cristiano, è la rassegnazione”, conclude mons. Caiazzo.
Leone XIV: Angelus, “il ricordo dell’11 settembre rinnovi il nostro impegno per la pace”
“Il ricordo del tragico avvenimento di venticinque anni fa ci spinge a rinnovare il nostro impegno per la pace, anzitutto con la preghiera, che affidiamo all’intercessione della Vergine Maria”. Così il Papa, al termine dell’Angelus di ieri, ha ricordato il 25° anniversario degli attentati terroristici dell’11 settembre, negli Stati Uniti d’America. “Rinnovo le mie preghiere per quanti hanno perso la vita e per chi porta ancora le ferite di quel tragico giorno”, ha detto Leone XIV: “In un momento in cui conflitti e violenze affliggono tanti nostri fratelli e sorelle, invito tutti a pregare perché il Signore doni al mondo la pace”.
Leone XIV: Angelus, “senza perdono non si può vivere in pace”
“Il perdono è indispensabile e se manca non si può vivere in pace: prima o poi, nel cuore e tra le persone, nascono conflitti, accuse, rancori, vendette che distruggono i rapporti, dividono le famiglie, scatenano le guerre”. Lo ha detto il Papa, durante l’Angelus di ieri, in cui ha rivolto un appello a “perdonare, sempre, anche quando è difficile fare il primo passo, e a diffondere, con coraggio e costanza, la luce serena e risanante dell’amore che vince l’odio e disarma ogni rancore”. “Solo il perdono libera e riporta la luce, anche là dove la povertà materiale e morale dell’uomo, per un momento, ha reso cupo l’orizzonte e incerto il cammino”, ha assicurato Leone XIV: “Il perdono, come un buon vento, spazza via anche le nubi più fitte, fino a far rivedere il sole. San Pietro stesso l’ha sperimentato più volte nella sua vita”.













