Chiesa e Società, ecco tutte le notizie del 15 Settembre 2026

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Ecco il resoconto dei principali fatti di oggi, martedì 15 settembre 2026, che riguardano la vita istituzionale a la vita ecclesiale del nostro Paese. Le notizie sono ordinate in ordine cronologico, dalla più recente alla più datata.


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Don Pino Puglisi: card. Battaglia, “una Chiesa che non disturba il potere rischia di non consolare più nemmeno i poveri”

“Una Chiesa che non disturba il potere rischia di non consolare più nemmeno i poveri”. È uno dei passaggi della lettera che il card. Domenico Battaglia, arcivescovo di Napoli, ha rivolto questa sera al beato Giuseppe Puglisi, nel XXXIII anniversario del suo martirio, durante la celebrazione eucaristica presieduta nella cattedrale di Palermo. Il porporato ha scelto di sostituire l’omelia con una lettera a don Pino. “La mafia non comincia con una pistola. Comincia molto prima. Comincia quando a un bambino viene rubata la possibilità d’immaginare una vita diversa”, ha scritto il card. Battaglia, ricordando l’impegno educativo del sacerdote ucciso da Cosa nostra. Don Puglisi “insegnava loro a leggere il giornale, perché imparassero a leggere anche il mondo”: un’opera capace di mostrare che “un bambino capace di leggere, giocare, scegliere e alzare la testa sarebbe diventato un uomo impossibile da mettere in ginocchio”.
Da Palermo a Napoli, per il cardinale, le periferie condividono la stessa “fame di futuro” dei ragazzi e la stessa menzogna del male, che tenta di convincere gli ultimi che non esistano alternative. “Tu ci hai insegnato che la Chiesa deve stare precisamente lì”, ha scritto rivolgendosi a Puglisi: “Deve stare dentro la ferita. Deve conoscere i nomi. Deve entrare nelle case. Deve sedersi accanto a chi non conta”. Il ricordo del sacerdote, ha ammonito Battaglia, non può però ridursi alla commemorazione: “La memoria è vera soltanto quando diventa responsabilità”. Da qui il richiamo alla celebre esortazione di Puglisi, “Se ognuno fa qualcosa, allora si può fare molto”: “È in quel ‘qualcosa’ che oggi si misura la nostra fedeltà”.

Inizio anno scolastico: mons. Nerbini (Prato) agli studenti, “sia una bellissima avventura umana ed intellettuale ricca di frutti”

“A volte siamo più portati a considerare il sacrificio e la fatica che esso comporta piuttosto che l’opportunità che offre. Eppure lo studio anche scolastico, a tutte le età, rappresenta una grande, insostituibile risorsa che ci aiuta a prendere consapevolezza di chi siamo, del valore della nostra vita, delle nostre caratteristiche e peculiarità, del posto che siamo chiamati ad occupare nel mondo, della nostra vocazione in senso più alto”. Nel giorno dell’apertura della scuola in Toscana, il vescovo Giovanni Nerbini scrive un messaggio di augurio e incoraggiamento indirizzato “a tutti gli scolari e gli studenti della diocesi di Prato”. “In più lo studio offrendoci conoscenze umane, scientifiche e tecniche ci permette di portare il nostro contributo unico, originale per la crescita dell’umanità intera”, osserva il presule.
In questo periodo, ricorda, “Rai Storia sta riproponendo la vita e l’opera di Maria Skłodowska Curie insignita del premio Nobel per la fisica nel 1903 e per la chimica nel 1911. In un tempo nel quale nel suo paese, la Polonia, alle donne era impedito di accedere agli studi superiori ella prese sul serio le sue risorse intellettuali e si trasferì a Parigi per poterlo fare fino a diventare la prima donna che ebbe il privilegio di insegnare alla Sorbona. Le applicazioni delle sue scoperte in campo medico hanno portato alla salvezza di un numero straordinario ed incalcolabile di persone”. Offrendo questo modello il vescovo augura: “Che la vostra avventura scolastica non sia un rassegnato e sofferto cammino per giungere ad un diploma scolastico ma una bellissima avventura umana ed intellettuale ricca di frutti”.
Mons. Nerbini conclude assicurando che nella messa odierna chiederà al Signore di dare agli studenti “forza, entusiasmo e coraggio per coltivare un sogno di vera e completa realizzazione”.

Terrorismo: Polizia di Stato e Nazioni Unite, al via a Roma formazione su intelligenza artificiale e nuove tecnologie

È iniziato ieri al Viminale il corso internazionale “Global Training on AI and Digital Transformations for Security Sector Actors”, promosso dall’Unoct-Ufficio delle Nazioni Unite per il contrasto al terrorismo, in collaborazione con Unicri e Interpol e con il finanziamento dell’Unione europea, nell’ambito dei progetti CT TECH+ e AI-POL. Il programma, della durata di 5 giorni, coinvolge funzionari delle Forze di polizia e delle istituzioni di sicurezza di 10 Paesi: Brasile, Costa d’Avorio, Filippine, Ghana, India, Iraq, Kazakhstan, Kenya, Malesia e Nigeria. L’obiettivo è rafforzare le capacità strategiche e operative nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie digitali per la prevenzione e il contrasto del terrorismo e della criminalità. Tra gli ambiti affrontati figurano l’analisi di grandi quantità di dati, l’identificazione biometrica, le attività Osint-Open source intelligence (intelligence da fonti aperte), le investigazioni finanziarie, l’analisi strategica delle minacce e il contrasto all’uso criminale delle nuove tecnologie, delle comunicazioni cifrate, dei virtual assets e del dark web da parte delle organizzazioni terroristiche. Prevista anche una visita al Servizio Polizia postale e per la sicurezza cibernetica del Dipartimento della pubblica sicurezza. L’iniziativa si inserisce nel quadro della collaborazione tra Italia e Nazioni Unite nel contrasto al terrorismo e conferma il ruolo del nostro Paese nelle attività internazionali di formazione specialistica, assistenza tecnica e capacity building nel settore della sicurezza e delle nuove tecnologie.

Inizio anno scolastico: Gulino (Psicologi Toscana), “ripartire dall’ascolto, non soltanto dagli obiettivi”

“Il ritorno a scuola non è uguale per tutti. Bambine, bambini, ragazze e ragazzi rientrano in classe portando con sé esperienze, emozioni e aspettative differenti. Per questo la ripartenza non può esaurirsi negli obiettivi didattici, ma deve lasciare spazio all’ascolto, alla curiosità dell’incontro e alla costruzione delle relazioni. Prima ancora di essere alunni e studenti, i ragazzi sono persone: riconoscere come stanno è una condizione essenziale per accompagnarli anche nell’apprendimento”. A dirlo è Maria Antonietta Gulino, presidente dell’Ordine degli psicologi della Toscana e del Consiglio nazionale dell’Ordine degli psicologi, nel giorno della riapertura delle scuole toscane.
“Per alcuni tornare sui banchi significa ritrovare amici e insegnanti, per altri affrontare una nuova scuola, una nuova classe o uno dei passaggi importanti della crescita. Altri ancora rientrano portando con sé inquietudini e fragilità che non sempre riescono a esprimere. Agli adulti spetta saper osservare e ascoltare, cogliendo anche ciò che può emergere attraverso un silenzio, un cambiamento, una richiesta non esplicita”, chiarisce Gulino.
“Anche ricostruire il gruppo classe richiede tempo e attenzione. La classe è una piccola comunità e la qualità delle relazioni tra coetanei e con gli insegnanti incide sul benessere e sulla capacità di apprendere”, osserva.
“La psicologia non può entrare nella scuola quando il disagio è già diventato evidente. Prevenire significa esserci prima”. In questa prospettiva “AscoltaMI, promosso dal Ministero dell’Istruzione e del Merito in collaborazione con il Consiglio nazionale dell’Ordine degli Psicologi, rappresenta una prima importante iniziativa nazionale”, conclude Gulino.

Lavoro: Confcooperative e Cisl Lombardia, per salvare aziende in crisi la soluzione nel modello dei “workers buyout”

“Offrire al mondo sindacale il modello del ‘workers buyout’ cooperativi come soluzione concreta per risollevare le aziende in crisi e come alternativa valida e virtuosa rispetto ai percorsi tradizionali”. Pierpaolo Baroni, responsabile nazionale di Confcooperative per lo sviluppo dei workers buyout e consigliere d’amministrazione di Cfi Cooperazione Finanza Impresa, sintetizza così l’incontro tra Confcooperative Lombardia e Cisl Lombardia dedicato ai “workers buyout”(Wbo), acquisizioni di aziende a rischio chiusura da parte di cooperative costituite dai dipendenti che ne rilevano l’attività.
In Lombardia è uno strumento ancora poco sfruttato: su 332 casi a livello nazionale, solo 17 sono stati realizzati in territorio lombardo. Dice Enrico De Corso, direttore di Confcooperative Lombardia: “Quello di oggi è un primo passo concreto per una collaborazione a difesa del lavoro e dell’imprenditorialità lombarda che mette in luce le potenzialità reali del Wbo e delle sue ricadute nel settore aziendale regionale. Un modello di rigenerazione aziendale di valore, che permette ai territori di mantenere l’indipendenza economica e che mette al centro i lavoratori e il loro protagonismo nel lavoro”.
Nato sull’impianto legislativo della Legge Marcora 49/1985, il modello “workers buyout” cooperativo consente ai lavoratori di un’impresa di rilevarne la proprietà trasformandola in cooperativa.
Un esempio di successo è Patrolline Group, azienda comasca attiva nella produzione di antifurti per l’automotive rilevata nel 2015 da un gruppo di dipendenti che la trasformarono in impresa cooperativa scongiurandone il fallimento.
Il commento di Cisl Lombardia è affidato al segretario regionale Enzo Mesagna: “Questo incontro è importante per due motivi: il primo è la necessità, per i sindacalisti che operano nelle imprese, di conoscere le potenzialità del workers buyout, strumento di politica attiva utile non solo per la tutela dei posti di lavoro e quindi dei livelli occupazionali, ma anche per la tenuta generale del tessuto produttivo su base territoriale. In secondo luogo riteniamo fondamentale proseguire nel processo di sensibilizzazione sul valore della partecipazione dei lavoratori nella vita delle imprese”.

Intelligenza artificiale: Mattarella, “ripristinare autorità degli Stati rispetto a soggetti privati di smisurata potenza finanziaria e tecnologica”

“Va ricordato come lo sviluppo delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale da un lato apra opportunità straordinarie e, allo stesso tempo, imponga che l’innovazione rimanga sempre ancorata al rispetto della dignità della persona, della libertà, dei diritti fondamentali. E questo interpella la responsabilità degli Stati e degli organismi sovranazionali, con l’esigenza di ripristinare la loro smarrita autorità rispetto a soggetti privati di smisurata potenza finanziaria e tecnologica al di fuori di ogni regola e di finalità di interesse generale. Nella speranza che gli Stati avvertano la responsabilità e il dovere di consegnare il futuro nelle mani delle giovani generazioni, delle nuove generazioni e non a macchinari che possano sottrarglielo”. Lo ha affermato oggi pomeriggio il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricevendo al Quirinale una delegazione della World Jurist Association e della World Law Foundation.
“Per queste ragioni, in uno scenario globale così complesso, segnato da guerre, rivalità e profonde trasformazioni, la cooperazione e il multilateralismo sono sempre più una necessità del presente”, ha ammonito il Capo dello Stato: “L’alternativa è quella di una conflittualità perenne, con il ritorno alla barbarie nei rapporti internazionali. La storia ci ha già drammaticamente mostrato i risvolti più tragici di una deriva di questa natura”. Nel suo intervento Mattarella ha sottolineato l’importanza di “una comunità internazionale fondata sul rispetto della dignità di ciascuna persona, attraverso il dialogo e la cooperazione”. “Il diritto – ha continuato – deve rappresentare il fondamento dell’esercizio del potere e, al tempo stesso, disegnare il limite e la misura”. “L’esperienza dei totalitarismi del Novecento ha mostrato, con drammatica evidenza, che la sola legalità formale non è sufficiente a garantire lo Stato di diritto”, ha rilevato il presidente, ricordando che “da quella tragica lezione storica è maturata la consapevolezza che i diritti inviolabili della persona e i principi fondamentali dell’ordinamento non possono essere subordinati alle contingenze della decisione politica, poiché costituiscono espressione della dignità umana”.

Inizio anno scolastico: mons. Migliavacca (Arezzo), “scoprire nuove cose è un modo di costruire il proprio futuro”

“Inizia la scuola. Un tempo che chiede impegno, intelligenza e passione, ma è anche un tempo affascinante perché lo scoprire cose nuove è importante per la vita, è un modo di costruire il proprio futuro”. Lo dice il vescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, Andrea Migliavacca, in un messaggio agli studenti per l’inizio dell’anno scolastico, oggi in Toscana. Nella scuola, prosegue il presule, nel videomessaggio postato su Facebook, “si vivono relazioni, incontri, amicizie, progetti”.
Mons. Migliavacca, sottolineando anche di aver piacere di andare a trovare i ragazzi in classe, augura a ragazze e ragazzi “buon anno”: “Vi penso, vi accompagno e conto anche su di voi perché l’impegno della scuola vi farà crescere buoni cittadini e persone formate”.
Nel messaggio il vescovo allarga lo sguardo a tutto il mondo scolastico: “Auguro buon anno a tutta la scuola, al personale scolastico, ai dirigenti, al corpo docente e al corpo ausiliare che rende possibile la vita nella scuola”. Infine, un pensiero alle famiglie: “Ogni famiglia è coinvolta nell’avventura scolastica dei propri figli”, conclude il presule.

Yemen: Oim, quasi 94mila persone sfollate a causa del conflitto. Urgenti aiuti per acqua e alloggi

Sono 93.864 le persone recentemente sfollate in Yemen a causa del conflitto in corso. Lo riferisce l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), segnalando un impatto particolarmente pesante nei governatorati di Ta’iz e Lahj. Nel distretto di Jabal Habashy, a Ta’iz, si contano 18.840 sfollati, mentre altri 9.966 hanno lasciato il distretto di Al Ma’afer. A Lahj, 16.464 persone sono state sfollate dal distretto di Al-Mudharibah e 2.892 da Tuban. Nuovi sfollamenti sono stati registrati anche nei governatorati di Aden, Al Hodeidah e Abyan e in altri distretti di Ta’iz, a conferma dell’estensione geografica della crisi. L’Oim e le organizzazioni partner stanno monitorando l’andamento degli sfollamenti e intervenendo sul terreno. L’agenzia delle Nazioni Unite lancia però un appello per un sostegno urgente alle famiglie appena sfollate, in particolare per garantire alloggi, acqua e servizi igienico-sanitari.

Diocesi: Como, il card. Cantoni ricoverato per alcuni esami e analisi all’Ospedale Valduce

Il vescovo di Como, il card. Oscar Cantoni, in seguito a uno stato influenzale, nel pomeriggio di martedì 15 settembre è stato ricoverato per alcuni esami e analisi all’Ospedale Valduce di Como. Lo ha comunicato poco fa la diocesi informando che tutti gli impegni in programma da questa sera e, indicativamente, fino al prossimo mercoledì 23 settembre sono sospesi, per assicurare al porporato una pronta guarigione
e il necessario riposo. “Non è quindi possibile recarsi da lui in visita e si chiede, cortesemente, di evitare telefonate”, precisano dalla diocesi: “Per comunicazioni urgenti è sempre possibile rivolgersi al vicario generale, mons. Ivan Salvadori, oppure, ai consueti contatti, al segretario don Roberto Secchi, che sarà presente accanto al vescovo”.
“Si tratta di alcuni accertamenti: ringrazio i medici e le Suore Infermiere dell’Addolorata per la professionalità e la premura – ha affermato il card. Cantoni –. Proprio oggi pomeriggio abbiamo celebrato insieme la Santa Messa, ricordando il valore della cura e la vigilanza nell’amore, sull’esempio e il carisma della beata Giovannina Franchi. Questa piccola sosta mi permetterà di tornare presto ai miei impegni”.

Inizio anno scolastico: mons. Alberti (Oppido), “crescere nel desiderio del sapere, di imparare e insegnare, nella pazienza del condividere”

“Alla conclusione di ogni anno scolastico, di ogni percorso accademico, si diventa migliori, si cresce non solo in conoscenza e si incrementa non solo l’apprendimento, ma si matura come persone, si risponde meglio alla propria vocazione umana. Ho visto con sorpresa che in più di qualche scuola, verso la fine del percorso di studio, c’è il così chiamato ‘orientamento vocazionale’. È il segno di una attenzione verso le scelte presenti, che costruiscono e determinano il futuro dei ragazzi e dei giovani”. Lo scrive in un messaggio il vescovo di Oppido Mamertina-Palmi, mons. Giuseppe Alberti all’inizio dell’anno scolastico. “Condivido con voi – scrive il presule – il valore alto del percorso educativo che state per riprendere in questo nuovo anno. Tanti ragazzi e giovani nel mondo vorrebbero avere una istruzione adeguata – sarebbe un loro diritto – ma spesso situazioni congiunturali come la povertà, la lontananza geografica, le situazioni di conflitto non permettono loro di ricevere questa formazione basica fondamentale. Noi ci sentiamo veramente fortunati perché abbiamo libero accesso alla scuola e a tante altre opportunità educative. Non possiamo, quindi, sprecarle perché dono prezioso e non scontato per nessuno”. Mons. Alberti conclude il suo augurio “mutuando” le parole del Papa: “Educare è un compito d’amore che si tramanda di generazione in generazione”. È una “intuizione – scrive il vescovo – “molto bella che potrebbe accompagnare tutti, piccoli e grandi: se ci mettiamo un pizzico d’amore in ogni impegno personale, in ogni sforzo di studio, in ogni momento accademico, nelle fatiche e nei bei risultati, nella difficoltà e nella gioia di collaborare con altri, siate certi che sarà il migliore ingrediente per preparare il vostro domani. Le alleanze educative, dove ci sono, favoriranno un contesto pedagogico fecondo e gravido di futuro”. Da qui l’invito e l’augurio “perché cresciate nel desiderio del sapere, di imparare e di insegnare, nella pazienza del condividere, nella capacità di camminare ogni giorno verso quella maturità umana e culturale che è la missione e la vera meta di ogni esperienza scolastica”.

Ecologia integrale: domani al Borgo Laudato si’ un convegno sulle comunità energetiche

Si terrà domani, mercoledì 16 settembre, dalle 10.30 al Borgo Laudato si’ di Castel Gandolfo, il convegno “Cer-Care l’ecologia integrale. Comunità energetiche rinnovabili, alleanze, progetti”, promosso dall’Università Cattolica del Sacro Cuore con il Centro di alta formazione Laudato si’ e il patrocinio dell’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro della Cei. L’appuntamento presenta gli esiti di una ricerca d’ateneo durata tre anni, che ha indagato il tema delle comunità energetiche rinnovabili con uno sguardo multidisciplinare e nella prospettiva dell’ecologia integrale, coinvolgendo sei facoltà. Ad aprire i lavori saranno sr. Alessandra Smerilli, prefetto del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, il rettore dell’Università Cattolica, Elena Beccalli, e l’assistente ecclesiastico generale dell’ateneo, mons. Claudio Giuliodori. Seguiranno l’introduzione di Alessandro Sgambato e di Alessandra Vischi, responsabile del progetto, e tre tavole rotonde dedicate ai modelli e alle forme per le comunità energetiche, alle sfide e alle opportunità della sostenibilità ambientale e alle prospettive delle comunità rinnovabili tra formazione e cura. Le conclusioni sono affidate a don Bruno Bignami, direttore dell’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro. Emblematica la sede scelta: il Centro di alta formazione Laudato si’, nato per volontà di Papa Francesco e inaugurato da Papa Leone XIV come spazio in cui realizzare i principi dell’enciclica “Laudato si’”, ospita esso stesso una comunità energetica rinnovabile.

Cooperazione: Aics, nel 2025 oltre 495 milioni di euro per l’uguaglianza di genere

Oltre 495 milioni di euro sono stati destinati nel 2025 dalla Cooperazione italiana a interventi con come obiettivo principale o con componenti significative l’uguaglianza di genere. È quanto emerge dalla relazione “La Cooperazione italiana allo sviluppo per l’uguaglianza di genere – Relazione sulle Attività – Anno 2025”, pubblicata dall’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics) in raccordo con il ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale. Nel dettaglio, nel corso dell’anno sono stati deliberati 10 nuovi contributi specificamente destinati all’uguaglianza di genere, per un valore complessivo di circa 38 milioni di euro, pari a oltre il 4% del totale deliberato a dono. A questi si aggiungono numerosi interventi con componenti significative legate all’uguaglianza di genere e all’emancipazione di donne, ragazze e bambine, per oltre 457 milioni di euro, circa il 49% del deliberato a dono. La quota complessiva degli interventi con obiettivo principale o componenti significative sull’uguaglianza di genere supera così il 53% del totale dei contributi a dono deliberati nel 2025. Le iniziative hanno riguardato, tra gli altri, Afghanistan, Albania, Burkina Faso, Guinea, Mali e Uganda, oltre a programmi regionali in Africa. Gli interventi si concentrano sulla protezione dalla violenza e dalle pratiche dannose, salute e diritti sessuali e riproduttivi, partecipazione ai processi di pace e alle azioni umanitarie, ma anche sull’emancipazione economica e sociale, attraverso accesso a credito, lavoro, istruzione e partecipazione alla vita pubblica. Nel 2025 Aics ha inoltre rafforzato gli strumenti per integrare la dimensione di genere nella cooperazione italiana, avviando la predisposizione di una guida per l’applicazione del Gender equality policy marker dell’Ocse-Dac, strumento utilizzato per classificare gli interventi di cooperazione in relazione al loro contributo all’uguaglianza di genere.

Inizio anno scolastico: mons. Vaccari (Massa Carrara), “mettersi in viaggio con fiducia e con il cuore aperto”

“Ogni anno scolastico è come una strada che si apre davanti: non sappiamo ancora tutto quello che incontreremo lungo il cammino, ma possiamo metterci in viaggio con fiducia e con il cuore aperto”. Lo ha scritto il vescovo di Massa Carrara-Pontremoli, mons. Mario Vaccari, nel messaggio a studentesse e studenti per l’inizio del nuovo anno scolastico.
“Vi auguro di essere curiosi. Di fare domande, di non avere paura di sbagliare, perché anche dagli errori si impara, e di custodire quella voglia di scoprire che avete dentro”, l’auspicio del presule. “La scuola non è soltanto trasmissione di conoscenza, valutazioni, voti e verifiche: è il luogo dove crescete, dove nascono le amicizie, dove imparate piano piano a diventare ciò che siete chiamati ad essere”, ha sottolineato mons. Vaccari ricordando a studentesse e studenti che “non camminate da soli: accanto a voi ci sono gli insegnanti, le vostre famiglie, i compagni. E c’è il Signore, che vi vuole bene così come siete e vi accompagna ogni giorno”. “Buon anno scolastico! Vi accompagno con la preghiera e vi porto nel cuore”, ha concluso il vescovo.

Bielorussia: Onu, il sistema giudiziario usato come strumento di repressione. Violazioni diffuse e sistematiche

Le autorità della Bielorussia utilizzano sistematicamente il sistema della giustizia penale per reprimere il dissenso e colpire persone considerate oppositrici del governo. È quanto denuncia il Gruppo di esperti indipendenti delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani in Bielorussia in un nuovo rapporto presentato al Consiglio Onu per i diritti umani, nel quale si documentano violazioni commesse dal 1 maggio 2020. Secondo gli esperti, forze di polizia, servizi di sicurezza, procure e magistratura avrebbero agito in modo coordinato per limitare diritti e libertà fondamentali. “Non emerge un quadro di violazioni isolate, ma di un sistema in cui le istituzioni statali sono state sistematicamente utilizzate per reprimere il dissenso e le libertà fondamentali”, ha dichiarato Karinna Moskalenko, presidente del Gruppo. Il rapporto documenta arresti arbitrari e violenti, spesso senza mandato, pestaggi, minacce, negazione dell’accesso agli avvocati e pressioni sui detenuti affinché registrino video di “pentimento”. Nei centri di detenzione vengono segnalati sovraffollamento, condizioni igieniche precarie, privazione del sonno e cure mediche insufficienti, oltre ad abusi specifici contro le donne. Anche i procedimenti giudiziari, secondo gli esperti, sono caratterizzati da gravi violazioni delle garanzie del giusto processo: detenzioni preventive fino a 2 anni, udienze a porte chiuse, limitazioni alla difesa e condanne quasi sempre confermate in appello. Sono inoltre aumentati i processi in contumacia contro persone che vivono all’estero. La repressione proseguirebbe anche dopo la scarcerazione, attraverso forme di sorveglianza preventiva, controlli elettronici, limitazioni agli spostamenti e nuove detenzioni. Alcuni prigionieri politici, inoltre, sarebbero sottoposti a condizioni carcerarie disumane, isolamento e privazioni di cibo e sonno. Gli esperti chiedono alle autorità bielorusse di liberare tutte le persone detenute per motivi politici, indagare sulle violazioni, perseguire i responsabili e garantire riparazione alle vittime. Alla comunità internazionale chiedono di mantenere alta l’attenzione e di promuovere l’accertamento delle responsabilità. “La comunità internazionale non deve voltarsi dall’altra parte”, ha affermato l’esperta Susan Bazilli.

Inizio anno scolastico: mons. Savino (Cassano all’Jonio), “questa terra ha bisogno del vostro coraggio, della vostra luce, della vostra voglia di cambiare il mondo”

La diocesi di Cassano all’Jonio “porta i segni del travaglio, ma custodisce anche una bellezza e una tenacia che non hanno pari. Quella forza silenziosa di chi sa che, dopo l’inverno, la terra torna sempre a fiorire. La scuola non è un semplice edificio di mattoni: è il luogo dove impariamo a non lasciarci mai soli. È la nostra grande officina di umanità”. Lo scrive il vescovo di Cassano all’Jonio, mons. Savino in un messaggio a dirigenti, insegnanti, studenti all’inizio dell’anno scolastico. Un messaggio non per “darvi indicazioni, ma per riconoscervi il valore immenso di ciò che siete e fate ogni giorno”. Il presule chiede ai dirigenti di “essere i costruttori di porti sicuri. In un mondo che corre e spesso disorienta, il vostro compito non è solo gestire regole, ma creare quell’approdo 1 dove ogni ragazzo sa di poter trovare una direzione, anche quando il mare della vita si fa grosso e la tempesta sembra avvolgere tutto”. Ai professori l’invito ad essere ” gli artigiani del fuoco. Non siete lì per riempire le teste di nozioni, ma per accendere scintille. Siete coloro che sanno guardare un blocco di marmo grezzo e vedere, con pazienza e amore, il capolavoro che c’è già dentro, pronti a lavorare con lo scalpello della vostra passione per farlo emergere”. Al personale amministrativo e tecnico va la riconoscenza del presule “per essere le radici invisibili. Spesso chi guarda un albero maestoso ammira solo i rami e i frutti, ma sono le radici, nel silenzio e nella fatica quotidiana, a tenere in piedi la pianta e a nutrire l’ambiente. Senza di voi, la scuola perderebbe il suo suolo fertile”. E poi gli studenti ai quali mons. Savino chiede di essere “i navigatori di un oceano inesplorato. Noi adulti – scrive – vi abbiamo dato le mappe del passato, ma il mare che dovete solcare è tutto da inventare. Avete il vento in poppa, anche quando vi sembra di andare controcorrente”. Ai giovani “voglio lasciare una certezza: io credo in voi! Credo nella vostra ribellione sana, nei vostri dubbi, nella vostra capacità di sognare ciò che noi a volte non osiamo più. Non abbiate paura di sbagliare – è l’invito – perché l’errore non è una condanna, ma la bussola che vi indica la strada giusta. Questa terra ha bisogno del vostro coraggio, della vostra luce, della vostra voglia di cambiare il mondo. Noi vi siamo vicini, non per indicarvi la via dall’alto, ma per camminare al vostro fianco, passo dopo passo. Il futuro non è qualcosa che accade. Il futuro siete voi, e noi siamo qui per voi”.

Parlamento Ue: Ruotolo, “le piattaforme digitali diventino responsabili della sicurezza dei minori”

(Strasburgo) “Non stiamo discutendo soltanto di ciò che i ragazzi fanno sui social, ma di ciò che i social fanno ai ragazzi”. È un cambio di paradigma sulla responsabilità delle piattaforme digitali quello che auspica l’eurodeputato Sandro Ruotolo, relatore del provvedimento noto come Kids Act. “La responsabilità non è più soltanto delle famiglie, degli insegnanti o dei giovani: le piattaforme diventino le prime responsabili della sicurezza dell’ambiente che hanno costruito”. Un’urgenza resa ancora più evidente dai dati: tra gli 11 e i 14 anni si può arrivare a 9 ore al giorno davanti a uno schermo e, secondo l’Oms, un adolescente su 10 presenta un uso problematico dei social, con sintomi assimilabili alla dipendenza. Ruotolo ricorda anche come le segnalazioni di materiale di abuso sessuale sui minori generato con l’Ia siano passate da poco più di 5mila nel 2023 a 1,3 milioni nel 2025, mentre il 97% dei siti e delle app più popolari in Europa utilizza “almeno un meccanismo capace di condizionare le scelte dell’utente”. Tra le misure spicca l’inserimento di un limite predefinito di 2 ore al giorno per l’uso dei social, il blocco notturno dell’accesso e le notifiche silenziate durante l’orario scolastico al di sotto dei 13 anni. Il provvedimento sarà votato giovedì dal Parlamento europeo: nella stessa giornata è previsto anche un intervento da parte della presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, e della commissaria per la sovranità tecnologica, Henna Virkkunen, sempre a proposito del Kids Act.

Sudan: Onu, il sistema degli aiuti umanitari rischia di collassare nelle prossime settimane

Il sistema degli aiuti umanitari in Sudan rischia di collassare nelle prossime settimane a causa della mancanza di finanziamenti. È l’allarme lanciato ieri dalle agenzie delle Nazioni Unite, mentre il Paese affronta quella che l’Onu definisce la peggiore crisi mondiale per fame e sfollamento. Dal 2023 il Sudan è devastato dal conflitto tra le Forze armate sudanesi e le forze paramilitari di supporto rapido. Sono 8,6 milioni le persone ancora sfollate all’interno del Paese, mentre 19,5 milioni affrontano livelli di insicurezza alimentare di crisi. “Non possiamo semplicemente voltarci dall’altra parte rispetto alla popolazione del Sudan proprio quando ha più bisogno di noi”, ha dichiarato Amy Pope, direttrice generale dell’Oim-Organizzazione internazionale per le migrazioni, avvertendo che l’intero sistema umanitario potrebbe collassare nel giro di poche settimane se non si interviene subito. Anche il Pam-Programma alimentare mondiale segnala una situazione critica. Il direttore ad interim Carl Skau ha spiegato che il principale problema è rappresentato dai finanziamenti: senza nuove risorse, l’agenzia potrebbe essere costretta a ridurre significativamente gli interventi nelle prossime settimane. Attualmente il Pam raggiunge ogni mese tra 4 e 5 milioni di persone con aiuti alimentari, sostegno agricolo e assistenza economica. Nel frattempo, l’Oim avverte che le scorte di beni essenziali per ripari, servizi igienico-sanitari e assistenza d’emergenza potrebbero esaurirsi entro la fine di settembre. Nel Paese, nuovi attacchi con droni hanno provocato ulteriori spostamenti di popolazione. Le Nazioni Unite chiedono a tutte le parti di proteggere civili e infrastrutture e di garantire un accesso umanitario “rapido, sicuro, senza ostacoli e sostenuto” a tutte le persone bisognose.

Parlamento Ue: sicurezza, difesa e investimenti restano la priorità. Muresan, “servono strumenti adeguati”

(Strasburgo) Alla vigilia del Discorso sullo stato dell’Unione, il Parlamento europeo mette in fila le sue priorità in attesa di ascoltare le parole della presidente della Commissione, Ursula von der Leyen. Sicurezza, difesa e competitività sono in cima alla lista, ma senza un bilancio adeguato rischiano di rimanere obiettivi irrealizzabili. È questo l’avvertimento dei negoziatori dell’emiciclo sul prossimo Quadro finanziario pluriennale, Siegfried Mureșan e Carla Tavares. “Se ci aspettiamo che l’Europa faccia di più dobbiamo fornirle gli strumenti adeguati, a cominciare dal bilancio dell’Unione”, affermano. La proposta della Commissione per il 2028-2034 vale l’1,15% del reddito nazionale lordo degli Stati membri, contro l’1,14% del bilancio attuale. Cifre insufficienti per il Parlamento, che da tempo insiste per chiedere un aumento del 10% evitando che le nuove priorità siano finanziate a danno di coesione e Politica agricola comune. L’urgenza degli investimenti emerge anche dalle parole del vicepresidente del Parlamento, Roberts Zīle: “Nei Paesi baltici non vogliamo più chiamarla guerra ibrida: è troppo tardi, è una guerra reale”. Quindi un riferimento al piano per la mobilità militare: “Il tempo stringe. Almeno gli ostacoli meno costosi devono essere rimossi al più presto, rinunciando a una parte di sovranità nel nome dell’interesse comune”. Netto anche il giudizio di Petras Auštrevičius, che parlando dell’abbattimento in Lituania di un drone proveniente dalla Bielorussia e carico di esplosivo afferma: “Non esiste una soluzione nazionale alla sicurezza e alla difesa europea. Quel tempo è finito”.

Inizio anno scolastico: mons. Maniago (Catanzaro), la scuola è “un’occasione preziosa per lasciarsi conquistare dalla bellezza del cammino che vi si sta aprendo davanti”

La scuola è “il luogo prezioso in cui si coltivano non soltanto conoscenze e competenze, ma anche e soprattutto i nostri sogni ed i nostri progetti più belli; la crescita armoniosa della persona, nella sua dignità e nella sua vocazione profonda, è un compito ed una responsabilità che impegna ciascuno di noi in un lavoro corale è una responsabilità condivisa di seminagione di futuro davanti alle sfide culturali contemporanee”. Lo scrive in un messaggio per l’inizio dell’anno scolastico mons. Claudio Maniago, arcivescovo di Catanzaro-Squillace ricordando l’enciclica “Magnifica Humanitas”, nella quale Papa Leone XIV “ci invita a vigilare davanti al rischio che si vada imponendo ‘un sistema educativo senza amore per la verità, in cui il flusso incessante di informazioni sostituisce l’esercizio della ricerca, della riflessione e del discernimento’”. Per il presule “si tratta di un lavoro corale in cui dobbiamo imparare a nutrire la nostra anima solo con ciò che ci provoca gioia (cfr. Sant’Agostino), affinché la nostra vita possa essere fecondata solo con ciò che fa vibrare il cuore e dona solidità alle nostre relazioni”. Mons. Maniago augura che “possiate vivere ogni giorno di questo nuovo anno scolastico, che vi apprestate ad iniziare, in maniera avvincente così che possiate imparare ad apprezzare la bellezza della vita, dell’amicizia e del sapere. La scuola è un’occasione preziosa per lasciarsi conquistare dalla bellezza del cammino che vi si sta aprendo davanti e per guardare più intensamente e in profondità al tesoro prezioso di cui ognuno di noi è portatore. Amici, non sprecate questa occasione”.

Germania: storia di Mariam, battezzata a 21 anni, madre cattolica e padre musulmano. “Voglio dire apertamente che credo in Dio”

“Normalmente sono i genitori a battezzare i figli, ma per me è stato diverso”, racconta Mariam Ouazbir a katholisch.de, ventunenne nata a Buchen, nella regione dell’Odenwald, figlia di madre cattolica e padre musulmano, originario del Marocco. “Dopo la mia nascita, i miei genitori non riuscivano a mettersi d’accordo su quale religione dovessi seguire, quindi non sono stata battezzata”, spiega. Sebbene sua madre avrebbe voluto che fosse battezzata cattolica, non era possibile perché richiedeva il consenso di entrambi i genitori ma “mio padre, invece, avrebbe voluto che fossi musulmana, come lui”, così è cresciuta con entrambe le religioni, un’esperienza arricchente, anche se le diverse appartenenze religiose dei suoi genitori hanno causato discussioni in famiglia, come ammette candidamente. Il rapporto stretto con la nonna materna e la frequentazione parrocchiale della madre l’hanno fatta crescere nella fede cristiana. Ma, racconta Mariam, “non mi sentivo parte della comunità perché non ero battezzata”, descrivendo come si sentiva allora, anche perché non voleva “deludere” suo padre. Quando aveva 10 anni i suoi genitori si separarono e lei si trasferì con la madre in Baviera, mentre il padre, anni dopo, si fece una nuova famiglia in Marocco. Attraverso la madre, sperimentò “una libertà nella fede” e partecipò alle funzioni religiose con lei, mentre allo stesso tempo, attraverso il padre, imparò di più sull’islam. “Volevo scoprire da sola a quale comunità appartenessi”, dice di quel periodo. Dopo un viaggio in Marocco dal padre, mentre discuteva dell’islam con un parente, sentì forte il richiamo del battesimo: “All’improvviso, nel profondo, ho sentito di voler diventare cristiana”, racconta. Non tutti, tra i suoi amici, hanno reagito con entusiasmo alla sua decisione di diventare cattolica: chiedendole perché volesse appartenere alla Chiesa quando c’erano dei problemi, soprattutto la crisi degli abusi. Ma per lei non era difficile dire agli altri che voleva dare un’immagine positiva della Chiesa, anche se non tutto è facile: “Mi faccio battezzare perché voglio dire apertamente che credo in Dio”, ha sottolineato la ventunenne. Mariam è stata battezzata nel marzo scorso.

Inizio anno scolastico: mons. Cascio (Sant’Angelo dei Lombardi), “l’umanizzazione di ogni sapere trasforma le novità in speranza e fiducia per il cammino umano”

“Ritorna puntuale il nuovo anno scolastico. Non è solo una puntualità cronologica, ma è una ‘puntualità esistenziale’ carica dell’umanità di tutti noi. Si parte ricchi di idee, progetti, nuovi saperi e nuove tecniche per grandi obiettivi, questa ricchezza deve tendere allo sviluppo armonioso della personalità degli alunni e alla creazione di relazioni amicali e serene fra di loro e con i soggetti educanti: genitori, docenti e personale scolastico”. Lo sottolinea mons. Pasquale Cascio, arcivescovo di Sant’Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia, nel suo messaggio per l’inizio dell’anno scolastico.
“L’obiettivo comune è proprio la tessitura di relazioni sane che formino alla grande avventura delle relazioni nel mare aperto della società civile e della famiglia umana”, spiega il presule.
Quale può essere per tutti il “riferimento imprescindibile per questo cammino educativo comune”? “La dignità e il rispetto della persona umana, che, come affermava il grande filosofo Emmanuel Kant, non può essere mai un mezzo ma solo e sempre il fine – osserva l’arcivescovo –. Tutti possiamo essere tentati a fare dell’altro un mezzo per altri fini o per i nostri fini. Ci viene incontro la regola d’oro biblica ed evangelica: ‘Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi anche voi fatelo a loro’ (Mt 7, 12). Tutti tendiamo allo sviluppo armonioso delle nostre persone, ciascuno nella propria condizione”. Per mons. Cascio, “le grandi novità del sapere tecnico-scientifico non ci spaventano; coltivando le potenzialità del cuore umano, l’intelligenza arricchita lo abita e si umanizza. L’umanizzazione di ogni sapere trasforma le novità in speranza e fiducia per il cammino umano”.
L’arcivescovo conclude: “Questo tempo prezioso della comunità scolastica aiuti sempre a trasformare il nuovo in speranza e a superare la paura con il senso della responsabilità e l’impegno personale”.

Afghanistan: Ue e Fao, 5 milioni di euro per rafforzare la resilienza climatica dell’agricoltura

L’Unione europea e l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao) hanno lanciato un’iniziativa da 5 milioni di euro per sostenere agricoltori e imprese agroalimentari in Afghanistan, favorendo redditi più stabili, accesso ai mercati e maggiore capacità di fronteggiare gli shock climatici ed economici. Il progetto si concentrerà nelle aree colpite da insicurezza alimentare e nutrizionale, rischi climatici e scarse opportunità economiche, coinvolgendo in particolare donne e giovani, oltre a famiglie vulnerabili, sfollati interni, persone rientrate nel Paese e comunità di accoglienza. Saranno creati 4 centri di servizi per collegare agricoltori e imprenditori rurali con consulenza agricola, servizi specializzati, imprese e mercati. Attraverso i centri saranno inoltre disponibili analisi climatiche e sistemi di allerta precoce, per aiutare gli agricoltori a prendere decisioni tempestive. L’iniziativa prevede anche il ripristino di 2.000 ettari di foreste e pascoli degradati e il sostegno a 250 vivai gestiti da donne e comunità locali. Sono inoltre previsti finanziamenti e assistenza tecnica per imprese agroalimentari e attività sostenibili dal punto di vista ambientale, con l’obiettivo di favorire investimenti, trasformazione dei prodotti e creazione di posti di lavoro nelle aree rurali. “Il potenziale agricolo dell’Afghanistan resta sottovalutato e limitato dall’estrema vulnerabilità climatica del Paese”, ha affermato Nicola Bellomo, incaricato d’affari dell’Ue in Afghanistan. Per la Fao, l’agricoltura può diventare un motore di ripresa e resilienza, collegando produttori, imprese e mercati in un contesto ancora fortemente segnato dalle difficoltà economiche e umanitarie.

Yemen: Save the Children, almeno 19 bambini uccisi e 49 feriti in 40 giorni di violenze

Più di una persona su cinque tra quelle uccise o ferite nelle recenti violenze in Yemen è un bambino. Oltre l’80% delle vittime minorenni è stato causato da attacchi aerei, bombardamenti o droni. Lo denuncia oggi Save the Children. Tra il 1° agosto e il 9 settembre, almeno 19 bambini sono stati uccisi e altri 49 sono rimasti feriti, su un totale di 117 civili uccisi e 206 feriti. Almeno 175 vittime si sono registrate in una sola settimana (dal 3 al 9 settembre), tra cui 43 bambini, il numero più alto di vittime tra i minori registrato in una singola settimana negli ultimi 12 mesi. Almeno 28 bambini feriti a causa del conflitto hanno ricevuto assistenza medica salvavita attraverso Save the Children. Le conseguenze dell’escalation, però, vanno ben oltre il bilancio delle vittime. Anche il numero delle persone costrette a fuggire dalle proprie case continua a crescere: almeno 85.000 persone hanno dovuto abbandonare le proprie abitazioni dal mese di luglio, mentre prosegue l’escalation di violenze.
Per le famiglie sfollate, infatti, le condizioni sono estremamente difficili. Molte arrivano nei luoghi di accoglienza dopo essere state costrette a lasciare le proprie case, senza avere la possibilità di portare con sé beni essenziali. I centri di accoglienza e le comunità che ospitano gli sfollati, già in molti casi oltre il limite delle proprie capacità, sono sottoposti a una pressione sempre maggiore.
A rendere ancora più grave una situazione già drammatica si aggiunge il rischio di una nuova emergenza sanitaria. Stanno infatti aumentano le malattie infettive e quelle trasmesse attraverso l’acqua, tra cui morbillo, diarrea acquosa acuta e colera. A questo si aggiungono le forti piogge e le alluvioni che, nelle prossime settimane, potrebbero aggravare ulteriormente le condizioni di milioni di persone, facendo precipitare il Paese in una crisi umanitaria catastrofica. Quest’anno si stima che 22,3 milioni di persone, tra cui 12,2 milioni di bambini, abbiano bisogno di assistenza umanitaria e protezione. Tuttavia, il Piano di risposta umanitaria per lo Yemen 2026 è finanziato solo al 20%, limitando la capacità delle organizzazioni umanitarie di rispondere al nuovo aumento delle famiglie costrette a sfollare.

Inizio anno scolastico: mons. Lomanto (Siracusa), “non vi è simulazione digitale che possa sostituire l’esperienza reale dell’incontro con gli altri”

“La scuola rappresenta una occasione preziosa di sviluppo attraverso relazioni autentiche, personali e comunitarie. Non vi è, infatti, simulazione digitale che possa sostituire l’esperienza reale dell’incontro con gli altri”. Lo scrive l’arcivescovo di Siracusa, mons. Francesco Lomanto, che ha inviato un messaggio al mondo della scuola all’inizio dell’anno scolastico augurando un cammino “proficuo, fecondo e responsabile”.
Nel suo messaggio ai dirigenti delle scuole di ogni ordine e grado, al personale docente e non docente, alle studentesse e agli studenti, l’arcivescovo ricorda che la “scuola, fra le varie comunità educative, costituisce un luogo essenziale per la crescita integrale della persona e per la formazione delle nuove generazioni al sapere, alla libertà, alla responsabilità e al bene comune. È il sapere che genera libertà perché fa comprendere, nella scoperta della verità, cosa realmente volere. Di questa volontà informata dalla verità dobbiamo usare con quella responsabilità alla quale chiama l’esercizio della libertà. La vera cultura, infatti, è perenne tensione verso la verità”.
L’arcivescovo ha rivolto un ringraziamento ai dirigenti scolastici “con i quali da anni condividiamo preziose proposte educative e progetti di valorizzazione del patrimonio storico, artistico e religioso locale”. E poi ha invitato gli studenti a vivere “questo tempo come occasione preziosa di crescita umana, culturale e spirituale, coltivando il desiderio di conoscere, il rispetto reciproco e la disponibilità al dialogo. In un contesto segnato da profonde trasformazioni sociali e culturali, di tensioni collettive e individuali che sfociano nella violenza, di guerre che scoppiano nei nostri cuori prima che fra i popoli, si avverte con urgenza la necessità di rinnovare l’alleanza educativa tra scuola, famiglie, istituzioni, Chiesa e territorio, affinché ogni giovane sia accompagnato alla vita, maturando l’amore per la comunità, contesto in cui l’io si scopre nel volto dell’altro”.

Cisgiordania: Onu Donne, violenze e restrizioni isolano le donne. Vivono nella paura

Violenza dei coloni, operazioni militari israeliane e restrizioni alla libertà di movimento stanno rendendo sempre più difficile la vita quotidiana delle donne nella Cisgiordania occupata. È quanto emerge da una nuova analisi di Onu Donne, basata su un’indagine condotta tra novembre e dicembre 2025 su circa 800 famiglie nei governatorati della Cisgiordania. Sono circa 83.200 le famiglie guidate da donne, una su 8, ma il dato potrebbe essere sottostimato. Queste famiglie risultano più esposte allo sfollamento: il 40% non vive più nella propria abitazione originaria, contro il 30% delle famiglie guidate da uomini. Tra le donne capofamiglia intervistate, il 77% è responsabile della cura dei figli, il 75% prende da sola le decisioni sulla sicurezza dei componenti della famiglia e il 65% gestisce autonomamente le richieste di assistenza. A rendere ancora più difficile la situazione sono i 925 ostacoli alla mobilità presenti in Cisgiordania, tra posti di blocco, barriere stradali e trincee: il numero più alto registrato negli ultimi 20 anni. Tutte le donne capofamiglia intervistate hanno dichiarato di evitare i posti di blocco; quasi 9 su 10 affermano che questi controlli rendono gli spostamenti insicuri. Più della metà riferisce inoltre che le restrizioni ostacolano l’accesso al lavoro e ai mezzi di sostentamento. La situazione pesa anche sull’accesso ai beni essenziali. La metà delle donne capofamiglia dichiara di saltare i pasti, mentre due terzi ricorrono a prestiti per far fronte alle necessità. Una famiglia su 4 guidata da una donna non riceve alcuna assistenza umanitaria. Una su 5 riferisce inoltre il timore di subire violenza di genere, una quota più che doppia rispetto alle donne che vivono in famiglie guidate da uomini. Onu Donne chiede un’azione immediata per porre fine alle violenze, alle restrizioni alla mobilità e alle demolizioni delle abitazioni e sollecita interventi specifici a sostegno delle famiglie guidate da donne, attraverso protezione sociale, servizi sanitari, sostegno al reddito, assistenza abitativa e protezione.

Inizio anno scolastico: mons. Accrocca (Assisi e Foligno) agli studenti, “datevi un progetto di vita e perseguitelo con costanza, inseguite ciò che amate”

“V’invito a darvi un progetto di vita e a perseguirlo con costanza; a inseguire ciò che amate, come diceva Collodi, per non essere costretti ad amare quel che troverete”. Così mons. Felice Accrocca, vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e di Foligno, nel messaggio inviato agli studenti delle due diocesi in occasione dell’inizio dell’anno scolastico.
“Perché questo si realizzi – spiega il presule – è necessario che diate il meglio di voi stessi, che vi impegniate nel vostro percorso d’apprendimento e nella vostra formazione, evitando di pensare che poi, alla fin fine, ‘certe cose’ nella vita non serviranno, dal momento che lo studio – quello vero e serio – apre le menti, purifica i cuori, consente di cogliere il nocciolo essenziale delle cose, aiuta a capire e a leggere in profondità il proprio tempo: vi rende, cioè, più ricchi di acume critico, di oggettività; in una parola, meno asservibili e manipolabili”. “Ai più piccoli tra voi – ha aggiunto mons. Accrocca – ricordo poi ‘l’amico Pinocchio: non quello che un giorno marinò la scuola per andare a vedere i burattini; ma quell’altro, il Pinocchio che prese il gusto alla scuola, tanto che durante l’intero anno scolastico, ogni giorno, in classe, fu il primo ad entrare e l’ultimo ad uscire’ (Giovanni Paolo I)”. “Perdonatemi se ho osato tanto, ma si tratta di parole sgorgate davvero dal cuore di uno che tra i giovani ha vissuto a lungo e ai giovani ha sempre voluto bene”, ha concluso l’arcivescovo.

Tumori infantili: Oms, nuova strategia per garantire farmaci accessibili e sicuri. Ogni anno 400mila nuovi casi

Ogni anno circa 400mila bambini sviluppano un tumore, ma la possibilità di sopravvivere dipende ancora fortemente dal Paese in cui vivono. Per ridurre queste disuguaglianze, l’Oms-Organizzazione mondiale della sanità, insieme ai partner della Piattaforma globale per l’accesso ai farmaci oncologici pediatrici, ha presentato oggi una nuova strategia per rafforzare il mercato dei medicinali contro il cancro infantile, soprattutto nei Paesi a basso e medio reddito. Una valutazione condotta in 12 Paesi ha rilevato che solo il 45% circa dei farmaci oncologici pediatrici essenziali era disponibile nei 51 ospedali esaminati. Quasi la metà delle strutture aveva inoltre registrato almeno un periodo di indisponibilità di un mese nell’anno precedente. La strategia 2026-2030 individua tra i principali ostacoli una base fragile e concentrata di fornitori e una domanda frammentata e insufficientemente finanziata, fattori che favoriscono interruzioni nelle forniture. Il piano prevede 10 interventi, tra cui l’ampliamento dei fornitori qualificati, acquisti coordinati, previsioni della domanda e garanzie sui volumi. “Nessun bambino dovrebbe vedersi negata una possibilità di sopravvivenza perché i farmaci di cui ha bisogno non sono disponibili, accessibili economicamente o raggiungibili”, ha affermato Carlos Rodriguez-Galindo, direttore di St. Jude Global. La Piattaforma globale, istituita da Oms e St. Jude Children’s Research Hospital con Unicef e il Fondo strategico dell’Organizzazione panamericana della sanità, collabora già con 12 governi per rendere più stabile e sostenibile l’approvvigionamento dei farmaci. L’obiettivo è permettere a un numero maggiore di bambini, ovunque vivano, di completare le cure e avere maggiori possibilità di sopravvivenza.

Papa in Francia: don Avena (Mci), “evento molto atteso dalla numerosa comunità italiana”

“Un programma molto intenso attende Papa Leone XIV in Francia dal 25 al 28 settembre. Un evento molto atteso anche dalla grande comunità di cittadini italiani che vivono nel Paese”. Lo dice al Sir il coordinatore delle Missioni cattoliche italiane in Francia, don Pasquale Avena, a pochi giorni dalla visita del Pontefice. L’ultima volta a visitare Parigi e la Francia era stato Benedetto XVI, nel settembre 2008. Il viaggio del Papa nel Paese d’Oltralpe infatti “ci ricorda come l’unità della Chiesa supera i confini. Non esiste – dice il sacerdote che guida la Missione cattolica italiana di Annecy – un Chiesa francese o italiana o portoghese o africana, etc. Ma la Chiesa è una, e il Papa ci ricorda proprio questo: l’unità nella diversità. Evangelizzare le culture è questo il compito assegnato ad ogni battezzato”. Riferendosi al numero in aumento dei battezzati nel Paese (circa il 20%) don Avena sottolinea che questo coinvolge anche gli italiani di seconda generazione ma soprattutto di terza e quarta generazione. Nel percorso “riscoprono i valori e gli ideali delle proprie origini. Per questo il cammino catecumenale si fa in diocesi insieme agli altri catecumeni di ogni origine, con colloqui anche con la propria comunità di origine”, conclude don Avena. In Francia vivono circa mezzo milione di italiani con passaporto: il 7,3% della popolazione residente all’estero secondo i dati Aire (Anagrafe degli Italiani residenti all’estero). Le Missioni cattoliche italiane sono dodici.

Commissione Ue: misure per rafforzare la “mobilità equa” dei lavoratori. Von der Leyen, “maggiori opportunità anche per le imprese”

(Strasburgo) La Commissione europea ha adottato il pacchetto sulla mobilità equa dei lavoratori “per garantire diritti sociali chiari a tutti, ovunque nell’Ue, indipendentemente dal luogo in cui scelgono di vivere e lavorare”. Il pacchetto consentirà ai lavoratori, secondo l’Esecutivo Ue, di “dimostrare e rivendicare i loro diritti in materia di sicurezza sociale e di assicurazione sanitaria, nonché di far comprendere le loro qualifiche ovunque nell’Unione e di farle riconoscere formalmente laddove la professione è regolamentata”. Nuove norme e nuovi strumenti “proteggeranno meglio i lavoratori mobili dagli abusi ed elimineranno le procedure amministrative lente e complesse che impediscono alle imprese di assumere talenti o fornire servizi in tutta l’Ue”. Le amministrazioni nazionali “beneficeranno di una cooperazione più efficiente per far rispettare i diritti dei lavoratori e combattere le frodi”. La presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha dichiarato: “Il mercato unico deve anche diventare un autentico mercato delle competenze con maggiori opportunità per i lavoratori e le imprese”. Tra gli obiettivi “sfruttare al meglio i talenti che abbiamo in Europa e attrarre di più”. “Competenze, riconoscimento e protezione si muoveranno senza soluzione di continuità a livello transfrontaliero. Una soluzione vantaggiosa per tutti”.

Italiani nel mondo: Mei, inaugurata la nuova tappa internazionale in Colombia

Si è svolta ieri a Bogotà l’inaugurazione del “Mei Experience Cube”, l’esperienza multimediale immersiva ideata dal Mei per raccontare, attraverso immagini, testimonianze e contenuti audiovisivi, le storie dell’emigrazione italiana nei diversi Paesi del mondo. L’installazione sarà visibile fino al 13 ottobre 2026 presso l’Istituto italiano di cultura di Bogotá. L’inaugurazione si è svolta alla presenza del presidente della Fondazione Mei, Paolo Masini, dell’ambasciatore Giancarlo Maria Curcio, della seconda segretaria e reggente Iic, Marina Zappettini, e del capo della Cancelleria consolare, Paola Orsini. L’evento è stato ospitato dall’IIC, in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia, il Comitato degli Italiani all’estero in Colombia e con il patrocinio dell’Istituto italo-latino americano. A sottolineare il valore del progetto e l’importanza del legame con le comunità italiane all’estero è stato anche il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Antonio Tajani, che nel messaggio inviato per l’inaugurazione ha ringraziato il Museo nazionale dell’emigrazione italiana, il presidente della Fondazione Mei e tutti coloro che hanno contribuito a questo progetto: il Mei Experience Cube “rende viva la memoria della nostra emigrazione e, attraverso un linguaggio innovativo, la trasforma in un patrimonio condiviso”. “La storia dell’emigrazione italiana è parte integrante della storia dell’Italia. Questa mostra, per la quale ringraziamo il Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana di Genova, rende onore ai milioni di italiani che hanno portato nel mondo la propria cultura, il proprio lavoro, i propri valori e, al tempo stesso, hanno arricchito la propria identità attraverso l’incontro con altre comunità”, ha sottolineato Curcio: “Ricordiamo, in particolare, con questa mostra i tanti connazionali che sono venuti nel tempo in questo Paese contribuendo al suo sviluppo e che, integrandosi pienamente nella società locale, rappresentano una storia viva che continuano a unire l’Italia al mondo”. “La calorosa accoglienza ricevuta a Bogotà e il grande apprezzamento per il nostro lavoro ci confermano che la strada intrapresa è quella giusta. Il Mei Experience Cube, insieme al Civico delle radici, stanno riportando in maniera innovativa la storia della nostra emigrazione nel mondo” ha detto dichiarato Paolo Masini, presidente della Fondazione Mei. Il percorso ripercorre la storia dell’emigrazione italiana in Colombia, attraverso contributi e testimonianze che restituiscono la varietà di esperienze, professionalità e percorsi che hanno caratterizzato la presenza italiana nel Paese. Ad oggi sono 11.634 gli italiani residenti in Colombia come scrive il “Rapporto Italiani nel mondo”.

Diocesi: Cremona, ammontano ad oltre 5 milioni di euro i danni al patrimonio ecclesiastico dopo il nubifragio del 28 agosto

È di oltre 5 milioni di euro la prima stima dei danni che interessa il patrimonio ecclesiastico cremonese a seguito degli eventi atmosferici avversi che il 28 agosto scorso hanno colpito Cremona e il territorio. Il dato emerge al termine di una ricognizione su chiese, edifici diocesani e strutture di istituti religiosi condotta dalla diocesi. La cifra – spiega una nota – tiene conto non solo della città di Cremona, ma anche del territorio circostante e persino di alcune realtà della zona bergamasca, anch’essa interessata da eventi atmosferici estremi poche ore prima del nubifragio che si è abbattuto sul Cremonese. Per quanto riguarda le parrocchie della città di Cremona i danni si aggirano intorno a 1 milione e 800mila euro. La situazione più grave riguarda la chiesa parrocchiale e l’oratorio di Sant’Ambrogio, dove si è registrato in particolare lo scoperchiamento di parte del tetto della chiesa nella zona del presbiterio. Cifre importanti anche per chiesa dei Ss. Marcellino e Pietro, significativa testimonianza dell’architettura sacra lombarda tra Cinque e Seicento, per la quale è in atto un progetto che permetterà di restituire alla città questo gioiello di arte, fede e storia come nuovo spazio per la musica, le arti e la partecipazione culturale, nel rispetto della sacralità del luogo. Danni di alcune centinaia di migliaia di euro anche per le unità pastorali Cittanova (S. Agata, S. Ilario, S. Agostino) e S. Omobono (Cattedrale, S. Imerio, S. Pietro al Po). Rimane un capitolo a parte la chiesa cattedrale, dove il maltempo ha provocato la caduta della sommità di un torrino della facciata nord con conseguenti danni al sottostante tetto del transetto settentrionale del duomo, oltre al danneggiamento dei vetri del rosone della facciata principale e della copertura del battistero. Danni stimati in oltre 1 milione di euro e per far fronte ai quali è stata lanciata la raccolta fondi “Ripartiamo e ricostruiamo”, cui già diverse realtà locali e privati cittadini hanno fatto giungere il proprio sostegno. Vi sono altri 250mila euro di danni alle strutture diocesane presenti a Cremona e in particolare per il Palazzo vescovile, il Seminario e il Centro pastorale diocesano con la Casa della Comunicazione. Cifre importanti interessano anche alcuni degli istituti religiosi presenti in città, con le spese per il recupero dei beni feriti dal maltempo stimate complessivamente in oltre 1 milione e 600mila euro. Si tratta di realtà gestite da religiose e religiosi in vari ambiti: dalla carità al culto e all’ospitalità di studenti universitari, dalla cura degli anziani e dei malati o all’educazione delle giovani generazioni. Per le strutture fuori dalla città di Cremona si stima in circa 325mila di euro i danni che si contano in una decina di parrocchie del territorio. Danni anche nella Bergamasca, e in particolare nella zona di Calcio, colpita dal maltempo la mattina del 28 agosto. In molti casi – fa sapere la diocesi – i cantieri si sono già aperti, con progetti che, insieme al recupero, adottano uno sguardo complessivo di prevenzione rispetto alla possibilità, sempre meno remota, di futuri eventi atmosferici così estremi. Nonostante i disagi, una volta garantita la messa in sicurezza delle strutture, si è cercato di garantire ogni servizio.

Immigrati: Ferrara, da oggi la scuola di italiano dell’Associazione “Cittadini del mondo”

Parte oggi pomeriggio, dalle 17, a Ferrara, il corso di italiano gratuito per stranieri su iniziativa dell’Associazione “Cittadini del mondo”. Dal lunedì al venerdì, dalle 17 alle 18.30 – spiegano i promotori secondo quanto riferisce “La Voce di Ferrara” – “costruiamo il primo gradino per comunicare e inserirsi nella nostra città. Imparare l’italiano per chi viene da altri Paesi significa lavorare in sicurezza, conoscere i propri diritti e farli rispettare. Significa anche costruire la convivenza e contribuire, con la cultura dei diversi continenti, alla crescita del nostro Paese”. Lo scorso anno scolastico, la scuola è stata frequentata da 265 allieve/i provenienti da 43 Paesi, in maggioranza Tunisia (42), Pakistan (34), Marocco (29), Bangladesh (26), Camerun (20), Nigeria (19), Ucraina (11).

Formazione professionale: Forma e Cenfop, “stop agli ostacoli, pieno riconoscimento del valore dei titoli IeFP”

All’avvio del nuovo anno formativo, Forma (Associazione nazionale enti di formazione professionale) e Cenfop (Coordinamento enti nazionali per la formazione e l’orientamento professionale) chiedono alle istituzioni e alla Conferenza delle Regioni di garantire la piena parità di dignità e il riconoscimento del valore legale dei titoli della Istruzione e Formazione professionale (IeFP), che coinvolge oltre 200mila studenti, più di 800 enti accreditati e circa 1.500 centri di formazione professionale in Italia. “Non si possono costringere gli studenti a ripetere percorsi o frequentare anni aggiuntivi privi di una reale motivazione didattica”, affermano le due associazioni, denunciando il permanere di ricorsi, ostacoli normativi e procedure che, in alcuni settori professionali come quello del benessere, dell’estetica e dell’acconciatura, finiscono per allungare i percorsi formativi con costi aggiuntivi per le famiglie. “È inaccettabile che ragazzi che hanno assolto l’obbligo d’istruzione debbano trovarsi dinanzi a ostacoli sproporzionati”, dichiara il neo presidente di Forma, don Giuliano Giacomazzi. Forma e Cenfop ricordano inoltre che il ministero del Lavoro ha confermato la competenza esclusiva delle Regioni nella regolamentazione dell’equivalenza formativa dei diplomi IeFP rispetto ai percorsi di abilitazione professionale, sottolineando che tali titoli hanno una “piena vocazione all’accesso immediato al mercato del lavoro”. Le associazioni indicano come esempio virtuoso il modello adottato dalla Regione Piemonte, che prevede il doppio esame e la diretta abilitazione professionale, e richiamano infine i principi europei di proporzionalità e libera circolazione dei servizi, evidenziando il rischio che requisiti formativi eccessivamente gravosi possano entrare in contrasto con la normativa comunitaria.

Diocesi: card. Cantoni (Como), “Maria ha condiviso la croce di Gesù perché fosse riconosciuto in pienezza il suo dono d’amore alla umanità”

“Maria, ai piedi della croce del Figlio, ha dimostrato di condividere la croce di suo figlio Gesù perché fosse riconosciuto in pienezza il suo dono d’amore alla umanità intera. Così Maria divenendo, per mandato di Cristo, la madre di Giovanni, quindi di tutti noi, ci aiuta a riconoscere quanto amore, attenzioni e cure, Gesù riversa su ciascuno di noi, suoi discepoli, e noi siamo messi in grado di poterlo sperimentare”. Lo ha detto, oggi pomeriggio, il card. Oscar Cantoni, vescovo di Como, che nella ricorrenza liturgica della Vergine Addolorata ha celebrato la messa nella cappella dell’Ospedale Valduce, dove prestano la loro opera le religiose della congregazione delle Suore Infermiere dell’Addolorata. “Nello stesso tempo, la sollecitudine di Maria per gli uomini si manifesta nel suo andare verso di essi nella vasta gamma dei loro bisogni e necessità. Così, a imitazione di Maria, la Chiesa impara ad esercitare la propria maternità per aiutarci a riconoscere l’amore del Padre, a contemplare il dono salvifico di Cristo, ad accogliere l’azione santificante dello Spirito”, ha osservato il porporato.
Facendo riferimento alle Suore Infermiere dell’Addolorata, il cardinale ha ricordato che il loro carisma “consiste in una piena professionalità, ma carica di grande amore e vigile cura nei confronti di ogni sofferente che incontrano quotidianamente”. “A voi, che mi ascoltate, sono rivolte queste mie parole perché possiate sempre più sentirvi associati, quale dono del Signore, a questa alta missione di condivisione delle sofferenze e delle fatiche di tanti nostri fratelli. Certo, come ogni dono, ne consegue anche impegno, fatica e sempre nuova responsabilità, ma la vostra umanità ne viene profondamente valorizzata e il vostro impegno viene grandemente esaltato”, ha concluso il card. Cantoni.

Gaza: Onu, oltre 630 corpi recuperati dalle macerie. Türk, “preoccupazioni gravi per possibili crimini di guerra”

“È straziante che i familiari di persone scomparse da così tanto tempo stiano vedendo confermate solo ora le loro peggiori paure”. Lo ha affermato l’Alto Commissario Onu per i diritti umani, Volker Türk, commentando il recupero di oltre 630 corpi e resti umani dalle macerie degli edifici distrutti a Gaza tra novembre 2025 e settembre 2026. Per Türk, i ritrovamenti sollevano “gravi preoccupazioni” sul rispetto del diritto internazionale e sulla possibile commissione di crimini di guerra e altri gravi crimini. La Protezione civile palestinese stima in oltre 8.000 le persone ancora disperse sotto le macerie. Tra il 27 giugno e il 27 agosto sono stati recuperati 233 dei 407 corpi che si riteneva fossero sepolti sotto 20 edifici distrutti, soprattutto a Gaza City: 74 erano bambini e 106 donne. Questo mese, nel quartiere di Az Zeitoun, sono stati recuperati altri 96 corpi e resti umani, tra cui 58 bambini e 23 donne, in molti casi a mani nude. Türk teme che quanto recuperato finora possa essere “solo la punta dell’iceberg”. L’Onu chiede che le prove di possibili violazioni siano preservate e che investigatori internazionali possano accedere a tutte le aree della Striscia. Israele, riferisce l’Onu, non autorizza l’ingresso di mezzi pesanti per rimuovere le macerie. L’Alto Commissario richiama un rapporto Onu del 2024, secondo cui alcuni attacchi israeliani del 2023 contro edifici residenziali e altri luoghi densamente popolati come una scuola, campi profughi e un mercato con bombe pesanti fino a 2000 libbre, avrebbero potuto violare i principi di distinzione, proporzionalità e precauzione previsti dal diritto internazionale umanitario. “Il diritto delle famiglie di conoscere la sorte dei propri familiari non termina con l’identificazione e una sepoltura dignitosa”, ha sottolineato Türk. Gli attacchi che avrebbero causato la morte di intere famiglie, compresi bambini, donne e persone con disabilità, devono essere indagati e, qualora siano accertate violazioni, i responsabili devono essere chiamati a risponderne.

Ucraina: Pires (Unicef), “i bambini affrontano il quinto anno di violazioni del loro diritto all’istruzione”

“A quasi cinque anni dall’inizio della guerra in Ucraina, il diritto all’istruzione dei bambini continua a essere minacciato, con conseguenze che segneranno un’intera generazione. A soli 15 giorni dall’inizio del nuovo anno scolastico, si sono verificati oltre 1.000 allarmi aerei in tutto il Paese. Si tratta del numero più alto registrato in questo periodo negli ultimi cinque anni e quasi il doppio rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso”. La denuncia viene da Ricardo Pires, vice portavoce dell’Unicef.
Si tratta “di oltre 100 allarmi ogni singolo giorno e di almeno 4 ogni ora. Sumy è stata tra le tre regioni più duramente colpite quest’anno, insieme a Mykolaiv e Odessa. Nessuno li percepisce in modo più forte e profondo dei bambini. A Sumy, praticamente una struttura scolastica su due è stata danneggiata o distrutta dal conflitto. È straziante vedere ciò che dovrebbe essere un luogo di apprendimento e protezione ridotto a un cumulo di macerie”.
Secondo le stime del Governo, “tra gennaio e agosto di quest’anno, altre centinaia di istituti scolastici hanno subito danni, portando il bilancio complessivo in Ucraina a oltre 4.200 (edifici scolastici danneggiati) dall’inizio della guerra”.
I risultati dell’ultima edizione del Pisa dell’Oecd mostrano che “circa un terzo non ha raggiunto il livello minimo di rendimento in scienze, e circa la metà non lo ha raggiunto in matematica o in lettura”. Analogamente, “il 56% non ha raggiunto la soglia minima in almeno una delle materie oggetto di valutazione: matematica, lettura e scienze; e quasi tre su dieci (ovvero il 29%) non sono riusciti a raggiungere il livello minimo in nessuna delle tre materie oggetto di valutazione”.
Secondo i presidi, “il 61% degli studenti ucraini frequenta scuole che soffrono di carenze di materiali didattici e attrezzature, mentre il 54% frequenta scuole prive di risorse digitali sufficienti”.
Dopo quasi cinque anni di guerra, “quasi 4,2 milioni di bambini sono tornati a scuola questo settembre, compresi oltre 712.000 bambini in età prescolare. Più di 366.000 insegnanti sono tornati nelle loro classi”, conclude Pires.

Gmg Seul 2027: card. Farrell, “Non possiamo vergognarci di Gesù; non possiamo vergognarci della croce!”

“Anche oggi tanti giovani vengono morsi dai ‘serpenti brucianti’ del peccato, della tristezza, della depressione e dell’incredulità. Anche per loro la salvezza non sta in strategie umane, non sta nei beni materiali, non sta nelle nuove tecnologie, ma nell’alzare lo sguardo e accogliere da Dio il perdono, l’amore e la vita”. Lo ha affermato il card. Kevin Farrell, prefetto del Dicastero per i Laici, la famiglia e la vita, nell’omelia della messa di apertura del 2° Incontro internazionale in preparazione della Giornata mondiale della gioventù di Seul 2027, celebrata nel pomeriggio di ieri, 14 settembre, a Seul. Nella festa dell’Esaltazione della Croce, il cardinale si è rivolto ai circa 300 delegati della pastorale giovanile provenienti da diversi Paesi, richiamando il significato della croce nella storia delle Gmg. “Sapete bene che la croce è uno dei simboli più forti delle Gmg e ne ha accompagnato il cammino fin dall’inizio della loro storia”. Dal 1986, ha ricordato, essa viene portata tra i giovani dei vari continenti, toccando il cuore di intere generazioni. Commentando il brano dei “serpenti brucianti” nel deserto narrato dal Libro dei Numeri, Farrell ha paragonato quella esperienza alle sfide che molti giovani affrontano oggi. “Tanti giovani si trovano nel deserto della vita, attraversano momenti di prova difficili, di smarrimento, di ribellione, di vuoto”, ha detto, indicando nella fede e nell’incontro con Cristo la risposta alle ferite esistenziali del nostro tempo. Guardando alla Gmg del 2027, il prefetto ha poi lanciato un appello a testimoniare il Vangelo con coraggio: “Anche noi innalzeremo Gesù crocifisso, perché tanti giovani credano in Lui e abbiano la vita eterna. Tutto quello che faremo durante la Gmg servirà a questo. E lo faremo senza paura, senza vergogna e senza compromessi. Non possiamo vergognarci di Gesù; non possiamo vergognarci della croce!”. Farrell ha infine sottolineato come una delle esperienze più significative delle Gmg sia l’incontro tra popoli e culture diverse. “Nei giorni della Gmg, i giovani mostrano al mondo che si possono superare le divisioni, i pregiudizi e le ostilità. I giovani mostrano che, accogliendo Cristo, nasce una nuova umanità”. Per il cardinale, è questo “il miracolo della comunione nell’unico Spirito che la croce di Cristo ha portato nel mondo”.

Migranti: da inizio anno sbarcate 21.393 persone sulle nostre coste. Quasi 127mila persone accolte in tutta Italia

Sono finora 21.393 le persone migranti sbarcate sulle coste da inizio anno. Nello stesso periodo, lo scorso anno furono 48.730 mentre nel 2024 furono 44.676. Il dato è stato diffuso dal ministero degli Interni, considerati gli sbarchi rilevati entro le 8 di questa mattina. Il totale delle persone arrivate via mare in Italia nella prima metà di settembre è pari a 1.831. L’anno scorso, in tutto il mese, furono 8.315, mentre nel 2024 furono 7.685.
Dei quasi 21.400 migranti sbarcati in Italia nel 2026, 5.424 sono di nazionalità bangladese (25,3%), sulla base di quanto dichiarato al momento dello sbarco; gli altri provengono da Somalia (2.540, 11,9%), Algeria (2.472, 11,6%), Sudan (1.670, 7,8%), Pakistan (1.467, 6,9%), Eritrea (1.422, 6,6%), Egitto (1.352, 6,4%), Tunisia (1.137, 5,3%), Mali (425, 2%), Nigeria (354, 1,7%), Costa d’Avorio (305, 1,4%), Etiopia (303, 1,4%), Iran (301, 1,4%), Sud Sudan (252, 1,2%), Guinea (252, 1,2%) a cui si aggiungono 1.717 persone (8%) provenienti da altri Stati o per le quali è ancora in corso la procedura di identificazione.
Per quanto riguarda la presenza di migranti in accoglienza, i dati diffusi parlano di 126.768 persone su tutto il territorio nazionale di cui 86.558 nei centri di accoglienza, 466 negli hot spot (387 in Sicilia e 79 in Calabria) e 39.558 nei centri Sai. La Regione con la più alta percentuale di migranti accolti è la Lombardia (13%, in totale 15.921 persone), seguita da Lazio ed Emilia Romagna (9%), Sicilia, Piemonte e Campania (8%).

Anziani: Piron (Auser), “riconoscere la casa come una infrastruttura del benessere, della cura e dell’autonomia”

Il terzo rapporto sulla condizione abitativa degli anziani, “Abitare la longevità nella transizione: politiche urbane e abitative generative di comunità”, promosso da Auser, Abitare e Anziani e Spi Cgil e presentato oggi a Roma presso il Cnel, avanza anche precise proposte operative. Tra queste, la creazione di un Programma nazionale decennale per l’abitare degli anziani, il recupero del patrimonio edilizio inutilizzato, la diffusione di nuove forme di residenzialità, il sostegno all’adattamento delle abitazioni e una maggiore integrazione tra politiche sociali, sanitarie e urbanistiche.
“Dobbiamo smettere di considerare la casa soltanto come un bene patrimoniale e riconoscerla come una infrastruttura del benessere, della cura e dell’autonomia – ha sottolineato il presidente nazionale Auser, Enrico Piron –. Abitare significa poter vivere in sicurezza, avere servizi vicini, relazioni e possibilità di partecipare alla vita della comunità. La sfida è passare da una città che separa a una città che connette. Perché una città accessibile agli anziani è una città migliore per tutti. Una città capace di prendersi cura non soltanto di chi oggi è anziano, ma anche di chi anziano lo sarà domani. Perché progettare case e città a misura delle persone più fragili non è una concessione assistenziale: è un investimento in civiltà e un modo concreto per costruire una società più giusta per tutti. La longevità non è un problema da gestire, ma un’opportunità per ripensare il futuro delle nostre comunità”.

Anziani: Auser, “la casa sia sicura, accessibile, sostenibile, collegata ai servizi e alle relazioni del territorio”

L’Italia invecchia, ma le nostre case e le nostre città non sembrano ancora essersi adeguate a una società che vive più a lungo. È questa la fotografia che emerge dal terzo rapporto sulla condizione abitativa degli anziani, “Abitare la longevità nella transizione: politiche urbane e abitative generative di comunità”, promosso da Auser, Abitare e Anziani e Spi Cgil e presentato oggi a Roma presso il Cnel.
Il rapporto – a cura di Claudio Falasca con la collaborazione di Rossella Muroni e Giovanni Carapella – legge la condizione abitativa degli anziani alla luce di tre grandi transizioni che stanno trasformando contemporaneamente la società: demografica, digitale e ambientale.
In Italia il 90,7% degli over 65 è proprietario della propria abitazione, circa 13 milioni di persone. Solo il 9,3% vive in affitto, con un canone medio di 531 euro. Molte abitazioni sono state costruite oltre quarant’anni fa: mancano ascensori, persistono barriere architettoniche, gli impianti possono essere obsoleti e i consumi energetici elevati.
Circa il 50% dei pensionati vive con meno di 1.500 euro al mese e il 10,5% con meno di 500 euro. Bollette, manutenzione e costo della vita rendono spesso impossibili o difficilmente sostenibili gli interventi necessari.
Per la qualità dell’abitare, conta ciò che c’è fuori dalla porta di casa: il marciapiede, la fermata dell’autobus, il negozio, la farmacia, il centro sanitario, gli spazi verdi e i luoghi di incontro. Particolarmente significativo è il dato sulla sicurezza stradale: nel 2024 quasi la metà dei pedoni deceduti in Italia aveva più di 65 anni.
Una casa adeguata deve essere sicura, accessibile e sostenibile, ma anche collegata ai servizi e alle relazioni del territorio. Per questo il rapporto propone di parlare non soltanto di “abitazione”, ma di “abitare”: un concetto che comprende sicurezza e comfort, ma anche relazioni, partecipazione e comunità. Da qui l’attenzione verso nuove forme dell’abitare, dal cohousing ai condomini solidali, dalle abitazioni assistite leggere ai quartieri progettati per favorire prossimità e relazioni sociali.

Chiese di Calabria: vescovi, in assemblea “attenzione alla formazione sacerdotale”

“Grande attenzione” alla formazione sacerdotale, “sempre più orientata all’evangelizzazione e alla missione”. Lo scrivono i vescovi calabresi nel comunicato finale dei lavori dell’assemblea della Conferenza episcopale regionale tenutasi nei giorni scorsi a Catanzaro sotto la presidenza di mons. Fortunato Morrone, arcivescovo di Reggio Calabria-Bova, evidenziando il lavoro in corso sul nuovo Progetto Formativo, presentato da mons. Giuseppe Rega, vescovo di San Marco Argentano-Scalea e la relazione sull’Anno propedeutico offerta da don Giuseppe Fazio. In apertura dei lavori don Mario Spinocchio, rettore del Seminario Regionale, ha presentato il nuovo anno formativo 2026-2027, mentre don Antonio Russo, economo, ha rendicontato sulla situazione economica del Seminario Regionale. Ampio spazio è stato dedicato al mondo giovanile: i vescovi hanno approfondito il progetto governativo “Spazi dedicati allo sport in ambito oratoriale”, riaffermando “l’oratorio e lo sport come strumenti educativi decisivi contro dispersione e disagio” e riflettendo sulla “necessità del recupero di luoghi ecclesiali di raduno dei giovani”. Contestualmente, la Cec ha avviato il percorso preparatorio in vista della Gmg (Giornata mondiale della gioventù) di Seoul 2027. I vescovi hanno inoltre auspicato che il lavoro delle Commissioni regionali “esprima sempre più uno stile di collaborazione e sinodalità”. Tra i momenti di incontro e confronto quello con la rettrice dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Elena Beccalli, che ha illustrato l’opera dell’Università in favore dell’educazione dei giovani e ha espresso la volontà di consolidare la collaborazione tra l’Ateneo dei cattolici italiani e la Chiesa di Calabria su temi di ricerca, formazione e cultura. La Rettrice era accompagnata dal nuovo direttore generale, Carlo Maria Gallucci, di origine cosentina. I vescovi hanno espresso l’auspicio che qualche progetto dell’Università Cattolica possa presto realizzarsi proprio in Calabria. Sono seguiti gli incontri con Unitalsi Regionale, cui i vescovi hanno rinnovato sostegno, e con il Forum delle Associazioni Familiari, con particolare attenzione ai temi di natalità, aree interne e alla “preoccupante legge sul suicidio assistito”. Nel comunicato conclusivo la Cec annuncia la nomina di don Giuseppe Scigliano a padre spirituale del Seminario Regionale e ringrazia mons. Francesco Oliva, vescovo emerito di Locri-Gerace per il lavoro svolto nel Servizio regionale Tutela minori e nell’Osservatorio giuridico. Nuovo vescovo delegato per entrambi gli organismi sarà il successore, mons. Cesare Di Pietro.

Terra Santa: il Custode Ielpo al Caritas Baby Hospital di Betlemme, “vicinanza ai bambini e alle famiglie”

Fr. Francesco Ielpo, Custode di Terra Santa, ha visitato, nelle scorse settimane, il Caritas Baby Hospital di Betlemme nell’ambito delle visite alle istituzioni cattoliche presenti sul territorio. L’incontro, secondo quanto riferito dall’associazione ‘Aiuto Bambini Betlemme’, ha rappresentato un’occasione per conoscere da vicino la missione dell’unico ospedale pediatrico della Cisgiordania e per esprimere vicinanza ai bambini ricoverati e alle loro famiglie. Accolto dal Comitato esecutivo dell’ospedale e dalle Suore della Carità impegnate nella struttura, il Custode ha visitato i reparti, incontrato i piccoli pazienti e approfondito le attività sanitarie e assistenziali svolte quotidianamente a favore della popolazione palestinese. Particolare attenzione è stata dedicata al nuovo edificio destinato alla chirurgia pediatrica in day surgery, realizzato in occasione del Giubileo e la cui inaugurazione è prevista entro la fine dell’anno. La nuova struttura consentirà di ampliare ulteriormente i servizi offerti ai bambini e alle loro famiglie. Nel corso della visita, fr. Ielpo ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto dal personale e dai volontari, sottolineando il valore di una realtà che non offre soltanto cure mediche, ma anche accoglienza e sostegno umano ai più piccoli. Fondato nel 1953, il Caritas Baby Hospital è l’unico ospedale pediatrico della Cisgiordania e assiste ogni anno decine di migliaia di bambini palestinesi. Dal 1978 la struttura sorge su un terreno della Custodia di Terra Santa, che nel tempo ne ha sostenuto la missione umanitaria. La visita del Custode, spiegano dalla associazione, rinnova così il legame tra le due istituzioni, unite dall’impegno a tutelare la salute e la dignità dei bambini in un contesto segnato da profonde difficoltà. Sostenuto dall’associazione veronese Aiuto Bambini Betlemme, l’ospedale rappresenta oggi un punto di riferimento per la sanità palestinese, con 250 dipendenti locali e un ruolo centrale anche nella formazione di medici e infermieri pediatrici.

Colletta Alimentare: Assisi, Banco alimentare presenta il trentennale “Un gesto semplice che costruisce pace”

Sarà Assisi, città di san Francesco e simbolo di fraternità e dialogo, a ospitare il cammino verso la 30ª Giornata nazionale della Colletta Alimentare, in programma il 14 novembre in oltre 12mila supermercati italiani. Con lo slogan “Gesti che costruiscono Pace”, la Fondazione Banco Alimentare ha lanciato oggi dal Sacro Convento di San Francesco l’edizione del trentennale, rilanciando un’iniziativa che in questi anni ha coinvolto centinaia di migliaia di volontari e milioni di cittadini. Nell’anno del trentennale della Colletta e nel contesto delle celebrazioni dell’Ottavo Centenario della morte di san Francesco, Banco Alimentare ha voluto legare il gesto della condivisione del cibo a una più ampia riflessione sulla pace e sulla responsabilità verso chi vive condizioni di bisogno. “La Pace non è soltanto assenza di conflitti, ma anche il modo in cui scegliamo di stare dentro la realtà e di prenderci cura degli altri”, afferma Marco Piuri, presidente della Fondazione Banco Alimentare. “La Colletta Alimentare è un gesto semplice, alla portata di tutti: donare un alimento, ma anche dedicare qualche ora del proprio tempo e accorgersi di qualcuno che probabilmente non incontreremo mai. Nel trentennale vogliamo ampliare questa rete e invitare soprattutto i giovani a fare esperienza concreta di questo gesto di pace”. Dal 1996 la Colletta Alimentare mobilita una vasta rete di solidarietà. Solo nel 2025 sono stati oltre 160mila i volontari impegnati nei 12mila punti vendita aderenti, a sostegno della raccolta di alimenti destinati alle persone in difficoltà. A dare forza al messaggio è anche la testimonianza di Davide Simone Cavallo, giovane sopravvissuto a un grave episodio di violenza e oggi impegnato a raccontare il proprio percorso di recupero e perdono”. Per Banco Alimentare, il 14 novembre sarà anche l’occasione per riscoprire una cultura della solidarietà capace di diventare stile di vita quotidiano. “Dopo trent’anni la Colletta continua a essere un’esperienza che coinvolge persone di ogni età e provenienza, un gesto collettivo semplice ma potente”, conclude Piuri, invitando tutti a diventare “artigiani di Pace” attraverso le scelte di ogni giorno.

EU Parliament: foreign interference. Metsola, “we will defend democracy”. The role of the media and digital literacy

(Strasbourg) “We will not stop, we will defend our democracy. Today’s is a strong message from the European Parliament”. The President of the EU Parliament, Roberta Metsola, commented today’s vote with which the European Parliament approved a report on the findings of the Special Committee on the European Democracy Shield (EUDS). At a press conference with the rapporteurs of the provision, Russia was mentioned quite a few times. “Threats do not stop at the borders”, they said. “We must be united and resolute” in defending democracy, free election, freedom of expression. Metsola insisted: “Attacks are increasingly sophisticated, against institutions, infrastructure and society itself”. Hence the launch of a Special Committee on the European Democracy Shield, “to analyse threats and outline effective responses by Europe”. Metsola also spoke of the role of the media and of “digital literacy” as essential for European societies’ “democratic resilience”.

Parlamento Ue: ingerenze straniere. Metsola, “difenderemo la democrazia”. Ruolo dei media e alfabetizzazione digitale

(Strasburgo) “Non ci fermeremo, difenderemo la nostra democrazia. Quello di oggi è un segnale forte del Parlamento europeo”. Roberta Metsola, presidente dell’Eurocamera, commenta il voto odierno con il quale il Parlamento ha approvato una relazione sulle conclusioni della Commissione speciale sullo scudo europeo per la democrazia (Euds). Nel corso di una conferenza stampa con i relatori del provvedimento, la Russia è stata evocata più volte. “Le minacce non si fermano alle frontiere”, è stato detto. “Occorre essere uniti e determinati” nel tutelare la democrazia, le libere elezioni, la libertà di espressione. Metsola ha ribadito: “Gli attacchi sono sempre più sofisticati, contro istituzioni, infrastrutture e la stessa società”. Da qui il varo della Commissione speciale sullo scudo europeo per la democrazia, “per esaminare le minacce e delineare risposte efficaci da parte dell’Europa”. Metsola ha parlato anche del ruolo dei media e della necessaria “alfabetizzazione digitale” nelle società europee per la “resilienza democratica”.

Diocesi: Terni-Narni-Amelia, mons. Raimo nuovo vescovo. “Accoglietemi come un fratello”

“Da oggi i vostri volti, le vostre comunità, le vostre attese e le vostre speranze entrano in modo nuovo nella mia vita. La Chiesa che fino a ieri conoscevo da lontano mi viene affidata perché diventi la Chiesa che sono chiamato ad amare e a servire come fratello e pastore”. Lo scrive mons. Alfonso Raimo in un saluto alla Chiesa di Terni-Narni-Amelia, di cui oggi è stato nominato da Leone XIV.
“Mi accosto con rispetto alla storia della Chiesa di Terni-Narni-Amelia, una Chiesa prestigiosa, ricca di memoria e di testimonianze di fede, segnata dalla santità di uomini e donne che hanno saputo rendere il Vangelo carne nella vita della propria gente. Una storia che non appartiene soltanto al passato, ma che continua a interrogare il presente e chiede di essere custodita e, nello stesso tempo, resa feconda nelle condizioni nuove nelle quali siamo chiamati a vivere”, osserva il presule, esprimendo il desiderio di “conoscere questa terra, le sue comunità, le sue ricchezze e anche le sue ferite. Desidero ascoltare i sacerdoti, i diaconi, i consacrati e le consacrate, i laici, le famiglie, i giovani, gli anziani, coloro che partecipano assiduamente alla vita ecclesiale e anche quanti, per ragioni diverse, se ne sentono lontani”.
Mons. Raimo chiede alla sua nuova Chiesa una cosa semplice: “Accoglietemi come un fratello. Accoglietemi con i miei doni e con i miei limiti. Aiutatemi a conoscere la vostra storia e questa terra. E soprattutto pregate per me, perché sappia essere in mezzo a voi un pastore secondo il cuore di Cristo: capace di ascoltare prima di parlare, di servire prima di chiedere, di unire piuttosto che dividere, di incoraggiare chi è stanco e di cercare chi si sente lontano”.

Diocesi: Terni-Narni-Amelia, mons. Raimo nuovo vescovo. Alla comunità di Salerno, “partire costa, ma sento una pace profonda”

“La notizia della chiamata a servire come vescovo la Chiesa di Terni-Narni-Amelia apre davanti a me una strada nuova, che accolgo con fede e con quella disponibilità che ho cercato di vivere fin dal giorno in cui ho consegnato la mia vita al Signore. Ma questa chiamata porta con sé anche un distacco. E il distacco, quando riguarda persone, luoghi e affetti che hanno accompagnato un’intera esistenza, non può essere indolore”. Lo afferma mons. Alfonso Raimo, nominato oggi da Leone XIV vescovo di Terni-Narni-Amelia, in un saluto alla comunità diocesana di Salerno-Campagna-Acerno, diocesi di cui è stato finora vescovo ausiliare.
“È questa la terra nella quale – osserva il presule – ho ricevuto l’ordinazione presbiterale e nella quale, per trentaquattro anni, ho avuto la grazia di essere parroco. È qui che ho imparato, giorno dopo giorno, cosa significhi essere prete, condividendo la fede, le gioie, le speranze, le fatiche e talvolta anche le lacrime della nostra gente. Ed è ancora in questa Chiesa che, negli ultimi due anni, il Signore mi ha chiesto di servire in un modo che non avrei mai immaginato, chiamandomi all’episcopato e affidandomi il ministero di vescovo ausiliare”.
Per questo “partire costa”, ma, “dentro questa fatica, sento una pace profonda. È la pace che nasce dalla consapevolezza di non aver scelto io questa strada. Ancora una volta mi viene chiesto di fidarmi. Ancora una volta il Signore mi precede e mi conduce dove forse io non avrei pensato di andare”.
Il vescovo non legge la nuova chiamata “come un riconoscimento, ma come un nuovo segno della misericordia di Dio. Il Signore conosce la povertà dei suoi servi e, nonostante essa, continua a fidarsi di loro. Questa consapevolezza mi commuove e, nello stesso tempo, mi fa sentire ancora più forte il bisogno di affidarmi a Lui”.
E conclude: “Grazie, Chiesa di Salerno-Campagna-Acerno. Grazie per avermi generato alla fede, preparato al sacerdozio, accompagnato nel ministero e accolto come vescovo. Resterai la Chiesa nella quale ho imparato a dire sì al Signore. E proprio per questo, oggi, da questa Chiesa parto per dirgli ancora una volta: Eccomi”.

Parlamento Ue: ingerenze straniere, le proposte per rafforzare la democrazia e proteggere le elezioni

(Strasburgo) Il Parlamento europeo ha approvato oggi in plenaria con 420 a favore, 220 contrari e 26 astenuti, una relazione sulle conclusioni della Commissione speciale sullo scudo europeo per la democrazia (Euds), con raccomandazioni concrete su come l’Ue possa difendere le proprie istituzioni democratiche rafforzando gli strumenti di cui già dispone. I deputati chiedono la creazione di un centro Ue per la resilienza democratica, come annunciato dalla Commissione. L’organizzazione dovrebbe fungere da “centro di eccellenza” indipendente per contrastare le manipolazioni e le ingerenze straniere nel settore dell’informazione, nonché per coordinare le azioni nazionali. Nella relazione vengono evidenziati i frequenti attacchi ibridi della Russia contro infrastrutture critiche, tra cui attacchi informatici, sabotaggi fisici, incendi dolosi, attività di spionaggio e disturbi del segnale, nonché attività analoghe provenienti da Bielorussia, Cina, Iran e Corea del Nord. I deputati chiedono di ampliare le sanzioni nei confronti di coloro che facilitano la disinformazione e di quanti contribuiscono a eludere le sanzioni esistenti.
Poiché tali attacchi si verificano in gran parte nella sfera digitale, i deputati chiedono un’applicazione rigorosa delle norme digitali esistenti (come le leggi sui servizi digitali e sull’intelligenza artificiale), anziché introdurre una nuova legislazione. Chiedono inoltre che le piattaforme siano chiamate a rispondere del loro operato e facciano di più per contrastare le ingerenze elettorali operate attraverso bot e per proteggere il dibattito democratico.
I deputati esortano poi l’Ue a ridurre la propria dipendenza da tecnologie controllate da soggetti stranieri nei settori sensibili, in particolare dalle imprese tecnologiche statunitensi e dall’hardware cinese.
Per salvaguardare l’integrità delle elezioni dalle nuove minacce e prevenire il finanziamento per interposta persona e le ingerenze, i deputati propongono di classificare le infrastrutture elettorali come infrastrutture critiche. Chiedono l’applicazione del principio “conosci il tuo donatore” alle donazioni politiche in criptovalute, misure contro i deepfake e gli annunci fraudolenti, nonché una maggiore protezione per le candidate donne.
Secondo i deputati, sono fondamentali il rafforzamento dell’alfabetizzazione mediatica e dell’alfabetizzazione in materia di Ia, alla base di una società civile solida e indipendente. Chiedono impegni di finanziamento a lungo termine a favore della libertà dei media e del giornalismo investigativo, garanzie contro l’uso illegale di spyware e sostegno alla partecipazione civica.

Santi: “Edith Stein: la vita in uno sguardo”, la biografia interiore firmata da suor Lucia Laner

È uscito per le Edizioni Ocd “Edith Stein: la vita in uno sguardo”, di suor Lucia Laner, carmelitana scalza del Carmelo di Vicenza. Il volume, nella collana Vivere la Parola, propone una lettura della figura della santa a partire da un filo conduttore inusuale: lo sguardo. “Che cosa c’è di più effimero e sfuggente, di più incisivo e duraturo di uno sguardo?”, si legge nella presentazione: molto diverso è il modo di guardare di una persona nei vari stadi della propria vita e secondo la propria identità culturale e religiosa. Un percorso che l’autrice stessa definisce “ardito”, perché non sempre si riesce a cogliere l’importanza di “un battito di ciglia”: sembra tutto naturale e scontato, quando invece “niente e mai può lasciarci del tutto indifferenti o come eravamo prima”. La storia di Edith Stein, osserva l’autrice, dimostra come si possa diventare “una pellicola così sensibile da mutare la stessa postura esistenziale”, perché dal modo in cui si guarda dipendono i flussi di vita, “che si scoprono, si assumono, e da cui ci si lascia interrogare o trasformare”. Non una semplice presentazione biografica, dunque, ma un itinerario costruito dall’interno, con un’essenzialità di rimandi ai fatti esterni. Nata a Trento, dove ha compiuto studi classici, suor Laner si è laureata lavorando su un testo in francese antico di miracoli mariani dell’XI secolo e ha insegnato materie letterarie nella scuola secondaria; è carmelitana dal 2002 e collabora con la rivista “Teresianum”.

Papa in Francia: sondaggio Ifop per Famille Chrétienne, RCF Notre Dame e Aleteia. Pace, lotta agli abusi sessuali e poveri i temi attesi dai francesi

(da Parigi) In vista del viaggio di Leone XIV in Francia, dal 25 al 28 settembre, un sondaggio Ifop rivela le priorità dei temi che i francesi attendono dal Papa. Secondo la ricerca, pubblicata oggi e condotta per “Famille Chrétienne”, RCF Notre Dame e Aleteia, i francesi si aspettano che il Papa affronti i temi della pace, della lotta contro gli abusi sessuali nella Chiesa e della povertà durante il suo viaggio in Francia a fine settembre. Alla domanda “Su quali argomenti vorreste che il Papa parlasse?”, il 28% degli intervistati ha indicato “pace e conflitti nel mondo”, il 15% “la lotta contro gli abusi sessuali e la loro prevenzione all’interno della Chiesa” e il 5% “la situazione dei più vulnerabili”.
A quasi un anno e mezzo dalla sua elezione, Leone XIV è considerato dal 41% degli intervistati “il capo di un’istituzione religiosa che si rivolge principalmente ai cattolici” e dal 21% “una guida spirituale, un’importante voce morale nel dibattito pubblico”.
“Leone XIV è un contemporaneo di un’epoca in cui l’aggressività è diventata la norma sui social media, così come nelle relazioni internazionali”. “C’è un reale bisogno di un pilastro di stabilità”, e “Leone XIV risponde a questa aspettativa latente di una parte della popolazion”, afferma Jérôme Fourquet, direttore del dipartimento Opinioni dell’Ifop, a Famille Chrétienne.
La sua visita, che lo porterà a Parigi, Lourdes e Metz, potrebbe quindi “dare nuova linfa alla Chiesa” in Francia, secondo il 26% degli intervistati, ma solo il 6% crede che influenzerà il dibattito politico in vista delle elezioni presidenziali.
Lo studio è stato condotto online il 2 e 3 settembre su un campione di 1.005 persone di età pari o superiore a 18 anni, utilizzando il metodo delle quote. Margine di errore compreso tra 1,4 e 3,1 punti.

Gaza: Onu, 6 operatori umanitari uccisi in un attacco contro una scuola. Sistema umanitario sotto attacco

Sei operatori dell’Unrwa-Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi e alcuni civili sono stati uccisi in un attacco israeliano contro una scuola di Gaza che ospitava famiglie sfollate. Dall’inizio della guerra tra Hamas e Israele, nell’ottobre 2023, sono almeno 220 gli operatori dell’Unrwa uccisi nella Striscia. Il commissario generale ad interim dell’agenzia, Christian Saunders, denuncia che la sicurezza del personale umanitario, delle strutture e delle operazioni è stata “apertamente ignorata” dall’inizio del conflitto. “Più a lungo prevarrà l’impunità, più il diritto internazionale umanitario e le Convenzioni di Ginevra diventeranno irrilevanti”, ha affermato. Secondo l’Ocha-Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari, dalla tregua del 10 ottobre 2025 le autorità locali hanno riferito di 1.334 morti e 4.429 feriti nella Striscia. 9 persone su 10 risultano sfollate internamente e gli attacchi continuano a provocare vittime, distruzioni e nuovi spostamenti. L’Oms-Organizzazione mondiale della sanità stima inoltre che circa una persona su 4 necessiti di cure acute e continuative. Anche in Libano cresce la preoccupazione dell’Onu. I caschi blu della Unifil-Forza interinale delle Nazioni Unite hanno registrato attività militari israeliane sul territorio libanese, nello spazio aereo e nelle acque territoriali. Tra giovedì e domenica sono stati osservati droni israeliani sganciare contenitori riempiti di esplosivo vicino ad Al Mansuri, con almeno 9 detonazioni nella sola giornata di sabato. Nello stesso periodo Unifil ha registrato almeno 32 attacchi aerei nella propria area di operazioni e numerose violazioni dello spazio aereo libanese.

Parlamento Ue: gli eurodeputati sostengono il rafforzamento del meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere

(Strasburgo) Il Parlamento europeo ha adottato oggi la sua posizione sull’estensione del Cbam (Carbon Border Adjustment Mechanism) e sull’istituzione di un fondo a sostegno della transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio. Con 464 voti favorevoli, 50 contrari e 159 astensioni, i deputati hanno sostenuto la proposta della Commissione di estendere l’ambito di applicazione del meccanismo Ue per applicare un prezzo sulle emissioni di carbonio incorporate nei beni importati da Paesi extra-comunitari oltre le materie prime di base a un ampio elenco di prodotti a valle – prodotti finiti in acciaio e alluminio come elementi di fissaggio, fili metallici, molle e articoli per la casa – estendendolo ulteriormente rispetto a quanto proposto dalla Commissione. Chiedono inoltre l’introduzione di un’esenzione per i flussi di energia elettrica provenienti da Paesi extra-Ue utilizzati dai gestori delle reti per mantenere la stabilità della rete. Il relatore sull’estensione del meccanismo Cbam, Mohammed Chahim (Paesi Bassi), ha dichiarato: “Questo compromesso rende il meccanismo più forte, equo e resiliente. Abbiamo colmato importanti lacune, rafforzato l’applicazione delle norme contro l’elusione ed esteso l’ambito di applicazione del meccanismo nei settori in cui è più importante. È un pacchetto equilibrato che protegge l’industria europea nel processo di decarbonizzazione, salvaguardando al contempo l’integrità ambientale del meccanismo”. Il relatore sul fondo temporaneo per la decarbonizzazione, Pascal Canfin (Francia), ha detto: “Oggi abbiamo compiuto un importante passo avanti per rendere l’Europa un luogo sicuro per gli investimenti nella decarbonizzazione. Stiamo ampliando la copertura dei prodotti per rafforzare la parità di condizioni e introducendo norme più rigorose contro l’elusione, in particolare per contrastare lo spostamento delle risorse dalla Cina”. Il Parlamento è ora pronto ad avviare i negoziati con gli Stati membri dell’Ue.
Sempre oggi il Parlamento europeo ha votato su due proposte distinte volte a sostenere la stabilità del mercato nei sistemi europei di scambio di quote di emissione Ets1 e Ets2.

Impresa e coesione: Pollenzo, nel pomeriggio incontro “L’economia di Francesco. Economia, sostenibilità e bene comune”

Sarà dedicato a “L’economia di Francesco. Economia, sostenibilità e bene comune” l’incontro che si terrà oggi pomeriggio, alle 15, presso l’Università di Scienze gastronomiche di Pollenzo. L’appuntamento, organizzato dalla Camera di commercio di Cuneo nell’ambito delle celebrazioni per il centenario del Palazzo camerale e degli 800 anni dalla morte di san Francesco d’Assisi, sarà dedicato al rapporto tra etica, sostenibilità, impresa e bene comune, con un focus sui modelli aziendali coesivi, capaci di rafforzare il legame con lavoratori, territorio e comunità e di tradurre la responsabilità sociale in una leva di competitività.
Dopo i saluti del presidente della Camera di commercio di Cuneo, Luca Crosetto, interverrà Alessandro Rinaldi, direttore di Studi e Statistiche del Centro Studi Tagliacarne, che presenterà dati e prospettive del Rapporto 2026 “Coesione è competizione”. Seguirà una tavola rotonda, moderata dal giornalista Francesco Antonioli, con Silvio Barbero, membro del comitato esecutivo dell’Università di Scienze gastronomiche, Ermete Realacci, presidente di Fondazione Symbola, e l’economista Stefano Zamagni, professore dell’Università di Bologna. L’incontro sarà arricchito dalle testimonianze di imprese “coesive” della provincia di Cuneo: Ferrero spa e Mondo spa. A chiudere l’incontro sarà padre Enzo Fortunato, con una riflessione sulla possibilità di coniugare sostenibilità, etica e impresa per costruire un’economia più responsabile e competitiva.

Diocesi: Terni-Narni-Amelia, mons. Raimo nuovo vescovo. Mons. Bellandi (Salerno), “sempre disponibile, con un tratto umano incline a semplicità e cordialità vera”

Orgoglio, gratitudine, ma anche tristezza e preoccupazione. Sono i sentimenti espressi da mons. Andrea Bellandi, arcivescovo di Salerno-Campagna-Acerno per la nomina di mons. Alfonso Raimo, finora vescovo ausiliare nella diocesi campana, a vescovo di Terni-Narni-Amelia. “Don Alfonso ha rappresentato per me, in questi anni – ha confidato mons. Bellandi, nel saluto a mons. Raimo -, una sapiente e affidabile figura di collaboratore sempre disponibile, capace di sostenere con me – in qualità di vicario generale dal giugno del 2020 e, quindi, anche come vescovo ausiliare dal giugno 2024 – il peso e la responsabilità della conduzione della nostra arcidiocesi. Con quel suo tratto umano incline alla semplicità e ad una cordialità vera, mai affettata, oltre che con la sua profonda saggezza, unita ad una lunga esperienza da parroco, mons. Raimo è stato per me un punto di riferimento sicuro e anche una guida per conoscere meglio il territorio salernitano e la storia della nostra grande e insigne arcidiocesi, cercando sempre di intessere rapporti – sia all’interno del clero che nell’intero popolo di Dio – che fossero all’insegna del dialogo, della collaborazione reciproca e di uno slancio pastorale adatto ai tempi attuali”. Egli, ha ricordato mons. Bellandi, “ha anche dato forte impulso al dialogo con le altre confessioni religiose, fondando la Scuola di dialogo interreligioso e interculturale, di cui è attualmente il presidente”. Rivolgendosi direttamente a mons. Raimo, l’arcivescovo ha aggiunto: “Caro don Alfonso, sicuramente il tuo dire di sì alla richiesta del Santo Padre di assumere la guida di una nuova diocesi in terra umbra non sarà stato umanamente facile; il tuo radicamento storico, ma anche ecclesiale, in questo territorio avrebbe potuto costituire un’obiezione nel dar seguito a quanto ti veniva richiesto. Ma ha prevalso in te la consapevolezza – come abbiamo letto nella epistola di San Paolo domenica scorsa – di essere ‘del Signore’, e quindi la certezza che è Lui a guidare la nostra vita attraverso anche quella realtà così concreta che è la Chiesa, la cui guida suprema ed autorevole è il Santo Padre”.

Diocesi: Terni-Narni-Amelia, mons. Raimo nuovo vescovo. Gli auguri della Conferenza episcopale campana

“Gioia” per la nomina, da parte di Leone XIV, di mons. Alfonso Raimo, finora vescovo ausiliare dell’arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno, a vescovo della diocesi di Terni-Narni-Amelia. La esprime la Conferenza episcopale campana (Cec), facendo a mons. Raimo “le più vive e fraterne felicitazioni per il nuovo ministero che gli viene affidato”.
“Grata per il servizio svolto in questi anni nella Chiesa salernitana e nel cammino delle Chiese della Campania”, la Cec “lo accompagna con l’affetto e la preghiera, affidando al Signore il suo ministero pastorale nella diocesi di Terni-Narni-Amelia”.
“Lo Spirito Santo lo sostenga e lo guidi, perché possa essere pastore secondo il cuore di Cristo, testimone del Vangelo e servitore della comunione”, conclude la Cec.

Vescovi Umbria: gli auguri a mons. Alfonso Raimo, nuovo vescovo di Terni-Narni-Amelia

I vescovi della Conferenza episcopale umbra accolgono fraternamente mons. Alfonso Raimo, finora vescovo titolare di Termini Imerese e ausiliare di Salerno-Campagna-Acerno, da Papa Leone XIV vescovo di Terni-Narni-Amelia. Lo rende noto l’Ufficio stampa della Ceu. I presuli, si legge nella nota, augurano al nuovo vescovo, nella preghiera, “un fecondo ministero nel servizio e nella guida del popolo di Dio affidato alle sue cure”.

Migranti: Onu, nel 2025 inviati a casa 728,6 miliardi di dollari. In 10 anni quasi raddoppiate le rimesse

Le rimesse inviate dai migranti alle famiglie nei Paesi a basso e medio reddito hanno raggiunto nel 2025 i 728,6 miliardi di dollari, quasi il doppio rispetto a 10 anni prima. È quanto emerge da un nuovo rapporto del Ifad-Fondo internazionale per lo sviluppo agricolo delle Nazioni Unite. Tra il 2016 e il 2025 i trasferimenti sono cresciuti del 94%, a fronte di un aumento del 28% del numero dei migranti provenienti da questi Paesi: non è quindi soltanto l’aumento della popolazione migrante a spiegare la crescita, ma anche il maggiore ammontare inviato mediamente a casa. Sono circa 220 milioni i migranti e le persone appartenenti alle diaspore che sostengono economicamente una platea stimata in 1,1 miliardi di familiari. Si tratta generalmente di somme comprese tra 300 e 400 dollari, inviate 9 o 10 volte l’anno. Nel 2025 il totale delle rimesse è stato superiore di oltre 4 volte agli aiuti pubblici allo sviluppo a livello mondiale e ha superato anche gli investimenti esteri diretti nei Paesi a basso e medio reddito. Le rimesse rappresentano una risorsa particolarmente importante per alcune economie dell’America Latina e dei Caraibi. In Honduras hanno raggiunto nel 2025 un valore pari al 30% del Pil, in El Salvador al 28% e in Nicaragua al 27%. Complessivamente, la regione ha registrato la crescita più rapida del decennio, arrivando a 168,6 miliardi di dollari. L’Asia e il Pacifico restano invece la principale area destinataria, con 384,9 miliardi, mentre l’Africa ha ricevuto 124,2 miliardi. Circa tre quarti delle rimesse vengono utilizzati per bisogni immediati come alimentazione, abitazione e utenze. Il restante quarto finanzia sanità, istruzione, abitazioni, risparmi e attività economiche. L’Ifad sottolinea però che queste risorse private delle famiglie “non possono sostituire” gli investimenti pubblici, la protezione sociale, gli aiuti umanitari e i finanziamenti per il clima. Un ulteriore elemento riguarda i costi: i trasferimenti digitali sono mediamente meno onerosi, ma solo il 35% dei servizi analizzati nel 2025 è risultato completamente digitale.

Diocesi: mons. Giulietti (Lucca), “occorre proporre ragioni di vita e di speranza, capaci di stimolare partecipazione e impegno”

“Non basta fornire conoscenze e abilità operative; occorre proporre ragioni di vita e di speranza, capaci di stimolare partecipazione e impegno”.  Così mons. Paolo Giulietti, arcivescovo di Lucca, si è rivolto in una lettera indirizzata agli studenti, insegnanti, dirigenti e personale scolastico alle prese con l’inizio del nuovo anno. “Il proverbiale “pezzo di carta” non solo serve a poco – continua mons. Giulietti -, ma non è più sufficiente a motivare nessuno a dare il meglio di sé. Il compito principale di ogni istituzione educativa – della famiglia, in primo luogo, e poi della scuola – è quello di aiutare a crescere per diventare sé stessi e trovare il proprio posto nel mondo: questo non è possibile se nei protagonisti della comunità scolastica manca la passione”. L’arcivescovo ha poi sottolineato: “quando in una scuola arriva un dirigente appassionato, tutti si ritrovano a far meglio il proprio lavoro; quando un insegnante fa trasparire la passione per la materia e per gli alunni, suscita curiosità e impegno; quando in una classe ci sono studenti che amano quello che fanno, i risultati non tardano a venire, perché ciascuno darà il meglio di sé”. Mons. Giulietti ha ricordato l’appuntamento con la “Settimana della scuola”: sette giorni di incontri e approfondimenti per capire quanto sia importante la scuola e come poterla rendere migliore. Si terrà dal 3 al 9 maggio e si parlerà di “passione educativa”. L’evento sarà un’occasione per riflettere anche sulla realtà dell’alfabetizzazione nel mondo: diritto negato a molti bambini e bambine in diversi paesi della Terra.

Diocesi: Verona, staffetta di 50 km tra le case Caritas per i kit scuola

Cinquanta chilometri attraverso la città per unire sport e vicinanza concreta a chi è fragile. Sabato 19 settembre si svolgerà la staffetta promossa dalla ‘Caritas Diocesana Veronese’: dieci tappe con partenza alle 14 e arrivo alle 20 in piazza Vescovado, dopo aver toccato le strutture d’accoglienza tra centro, Cadidavid, Borgo Roma e San Massimo. In ogni casa atleti e cittadini troveranno ristoro e momenti di incontro con ospiti e operatori, prima della cena finale aperta a tutti i sostenitori. “Il percorso attraversa la città toccando le nostre case di accoglienza – spiegano i promotori – ai punti di cambio il testimone passa al gruppo successivo, guidato da un corridore o ciclista esperto. Chi non corre può recarsi alle tappe per incontrare amici, ospiti e volontari: non conta la prestazione sportiva, ma creare relazione”. Alla corsa è abbinata una raccolta fondi su ‘GoFundMe’ per finanziare i kit scolastici distribuiti dagli ‘Empori della Solidarietà diocesani’. “Per molte famiglie zaini, quaderni e astucci sono una spesa proibitiva – sottolinea Caritas – ogni anno doniamo oltre mille kit per garantire pari opportunità di studio ai ragazzi, a fronte di un carrello della spesa rincarato del 30% negli ultimi cinque anni». In risposta ai crescenti bisogni, la rete diocesana sta potenziando orari e punti di distribuzione, con la prossima apertura a Zevio. Per ulteriori informazioni, sul programma completo e sulle iscrizioni, è possibile contattare l’organizzazione () o visitare il profilo Instagram dedicato @nonperultim

Onorificenze: Roma, il riconoscimento ai 24 militari dell’Esercito che hanno salvato vite

“Siete motivo di orgoglio per il Paese. A voi la riconoscenza di tutta l’Italia e di tutto l’Esercito per l’esempio che avete dato e il valore dimostrato”. Così il generale Carmine Masiello, capo di Stato maggiore dell’Esercito, ha ringraziato questa mattina a Roma i 24 militari che si sono distinti per aver salvato vite durante interventi di soccorso a decine di persone coinvolte in incidenti e situazioni di emergenza. Alla cerimonia era presente una rappresentanza dello Stato maggiore dell’Esercito. Il riconoscimento ha posto al centro il coraggio, la professionalità e il senso del dovere dimostrati dagli uomini e dalle donne dell’Esercito nelle diverse circostanze di emergenza. “L’Esercito è sempre al fianco dei cittadini”, sottolinea la Forza armata, richiamando una presenza “concreta e silenziosa” che si traduce nell’intervento a sostegno della popolazione. Onore, disciplina e Patria, valori racchiusi nel Giuramento, sono indicati come principi che guidano quotidianamente il servizio alla Nazione.

Don Pino Puglisi: Piantedosi (min. Interno), “la sua opera ci ricorda che la mafia si combatte anche con cultura e formazione delle nuove generazioni”

“La sua opera ci ricorda che, insieme all’azione di contrasto dello Stato, la mafia si combatte anche e soprattutto con la cultura e la formazione delle nuove generazioni, a partire dalla scuola per creare presidi di comunità nei territori più fragili”. Così il ministro dell’Interno, Lorenzo Fontana, ricorda don Pino Puglisi in un post pubblicato sui propri canali social in occasione del 33° anniversario dell’omicidio del sacerdote.
“Don Pino Puglisi fu assassinato a Palermo il 15 settembre 1993. La mafia ebbe paura del suo straordinario impegno e della scelta rivoluzionaria che lo ispirava: credere nei ragazzi del suo quartiere, nella loro capacità di riscatto, nel loro coraggio di non piegarsi alle logiche della criminalità organizzata”, ha ricordato il titolare del Viminale. “Dopo 33 anni, la sua testimonianza – ha sottolineato Piantedosi – continua a indicarci la strada. Il sacerdote di Brancaccio non si limitò a denunciare violenza e omertà. Lavorò giorno dopo giorno, con pazienza e ostinazione, per costruire un’alternativa concreta per i giovani, e sottrarli al sistema di potere dei clan”.

Spiritualità: Ferrara, incontro vocazionale con la comunità Shalom

Sabato 19 settembre la ‘Basilica di San Giorgio fuori le Mura’ a Ferrara ospiterà l’incontro diocesano “Vieni e seguimi. A che cosa sono chiamato?”, promosso e organizzato dalla Comunità Shalom e aperto a tutta la cittadinanza. L’iniziativa costituisce la seconda tappa di un percorso tematico avviato lo scorso 6 giugno con le meditazioni di don Michele Zecchin. Ispirandosi al passo paolino: “A ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito” (1Cor 12,7), l’appuntamento punta a “suscitare la questione del senso più profondo della vita che ogni persona porta dentro di sé. Ognuno di noi ha bisogno di realizzare la propria umanità e questa realizzazione lo trascende. È dunque importante capire come scoprire il significato della propria esistenza al di là delle proposte del mondo, che tende a fissare lo sguardo solo nella vita terrena”. Al centro della riflessione ci sarà la pluralità dei carismi nella comunità credente. Il ciclo di incontri vocazionali si concluderà sabato 12 dicembre con il terzo appuntamento intitolato “Io scelgo di rispondere alla mia chiamata”.

Terra Santa: Esercizi spirituali Ignaziani, “non solo visitarla, ma pregarla”

Il Centro Ignaziano di Spiritualità (CIS) di Roma, in collaborazione con il Pontificio Istituto Biblico di Gerusalemme e con Itinerari Ignaziani, annuncia una nuova proposta spirituale: Esercizi spirituali ignaziani in Terra Santa, un’esperienza di preghiera e discernimento vissuta direttamente nei luoghi della storia biblica, offerta in tre periodi tra ottobre e dicembre 2026. L’iniziativa nasce dal desiderio di far vivere gli Esercizi di sant’Ignazio “non come semplice pratica spirituale astratta, ma radicata nei luoghi della persona Gesù: Gerusalemme, la Galilea, il Mar Morto”. Il programma prevede due giorni introduttivi dedicati alla conoscenza dei principali luoghi santi di Gerusalemme, sette giorni di Esercizi spirituali personalmente guidati da un accompagnatore – disponibili in italiano, inglese, francese e spagnolo – e infine tre giorni dedicati alla Galilea e al Mar Morto, sui passi della vita e della predicazione di Gesù. Un elemento “distintivo” dell’esperienza è l’incontro con le comunità che oggi abitano la Terra Santa: nel corso del soggiorno sono previsti incontri serali con testimoni palestinesi, ebrei e cristiani, chiamati a condividere la propria esperienza di vita in “un territorio segnato da tensioni e speranze”. Gli Esercizi assumono così anche il significato di “un’intercessione per la pace, affidando concretamente Gerusalemme e i suoi popoli alla preghiera dei partecipanti”. Sono previsti tre periodi — 11-24 ottobre, 2-15 novembre e 16-30 dicembre 2026 — ciascuno attivato al raggiungimento del numero minimo di iscritti. Per informazioni e iscrizioni: admipib@gmail.com.

Diocesi: Sorrento-Castellammare di Stabia, oggi presentazione dei volumi “Nelle parole la Parola – Dizionario biblico per la nuova evangelizzazione”

Un appuntamento dedicato alla cultura biblica, alla riflessione sulla fede e alle nuove forme di evangelizzazione è in programma oggi, martedì 15 settembre, alle ore 17.30, presso Villa Fiorentino, in corso Italia 59 a Sorrento.
Al centro dell’incontro ci sarà la presentazione dei volumi “Nelle parole la Parola – Dizionario biblico per la nuova evangelizzazione”, un’opera pensata come strumento di approfondimento e di conoscenza della Sacra Scrittura, con particolare attenzione alla sua capacità di parlare all’uomo contemporaneo.
L’iniziativa è promossa dalla Ucid – Sezione Sorrento-Castellammare, con il coinvolgimento della Fondazione Sorrento e di EDB, e vedrà la partecipazione di diverse personalità del mondo ecclesiale e culturale.
A portare i saluti sarà Rosaria Amuro, presidente dell’Ucid Sorrento-Castellammare. La moderazione dell’incontro sarà affidata a Roberto Dante Cogliandro, founder dell’Associazione italiana notai cattolici.
Numerosi gli interventi previsti. A presentare e approfondire l’opera saranno don Armando Sansone, collaboratore del dizionario, don Catello Imperato, assistente dell’Ucid Sorrento-Castellammare, don Salvatore Abagnale, vicario generale della diocesi di Sorrento-Castellammare, e don Lucio Sembrano, officiale del Dicastero vaticano per il dialogo interreligioso e biblista.
A concludere l’appuntamento sarà mons. Francesco Alfano, arcivescovo di Sorrento-Castellammare di Stabia.

Leone XIV: mons. Alfonso Raimo nominato vescovo di Terni-Narni-Amelia

Papa Leone XIV ha nominato mons. Alfonso Raimo vescovo di Terni-Narni-Amelia, trasferendolo dalla sede titolare di Termini Imerese e dall’ufficio di ausiliare dell’arcidiocesi metropolitana di Salerno-Campagna-Acerno. Lo rende noto oggi la Sala Stampa della Santa Sede. Nato il 2 luglio 1959 a Calabritto, in provincia di Avellino, nell’attuale arcidiocesi di Sant’Angelo dei Lombardi-Conza-Nusco-Bisaccia, ha conseguito il baccalaureato in teologia nella sezione San Luigi della Pontificia facoltà teologica dell’Italia meridionale e la licenza in teologia della missione alla Pontificia università urbaniana. Ordinato sacerdote il 18 marzo 1990, è stato vicario parrocchiale e poi parroco a Fisciano, incaricato regionale della pastorale missionaria della Conferenza episcopale campana dal 2001 al 2012 e docente di teologia della missione all’Istituto teologico salernitano e all’Istituto superiore di scienze religiose di Salerno. Parroco a Eboli dal 2011, è stato cappellano della casa di reclusione della città fino al 2019 e segretario nazionale della Pontificia unione missionaria e della Pontificia opera di San Pietro apostolo dal 2012 al 2015. Vicedirettore dell’ufficio missionario diocesano dal 2016 al 2020, dal 2020 era vicario generale. Nominato vescovo titolare di Termini Imerese e ausiliare di Salerno-Campagna-Acerno il 30 aprile 2024, ha ricevuto l’ordinazione episcopale il 1° giugno successivo. Nella Conferenza episcopale campana è vescovo delegato per la tutela dei minori.

Diocesi: Acireale, dopo ciclone Harry realizzata una rete di solidarietà per famiglie, imprese e parrocchie

Non solo emergenza e danni, ma una grande rete di solidarietà che, nei mesi successivi al passaggio del ciclone Harry, ha accompagnato la costa jonica della diocesi di Acireale nel difficile percorso verso il ritorno alla normalità. Aiuti economici e interventi concreti hanno raggiunto famiglie, imprese, chiese e strutture parrocchiali danneggiate dalla violenta ondata di maltempo.
A mobilitarsi sono state diverse realtà: Caritas, comunità religiose, parrocchie e singoli benefattori, che hanno scelto di destinare risorse e contributi alle persone e alle comunità maggiormente colpite. Una solidarietà diffusa, alimentata anche da donazioni personali, che ha permesso di intervenire su situazioni diverse e spesso caratterizzate da particolare fragilità.
Gli aiuti hanno riguardato innanzitutto famiglie che hanno subito danni o che si sono trovate in condizioni di difficoltà, ma anche imprese e attività locali che hanno dovuto affrontare le conseguenze dell’emergenza. Parallelamente, sono state sostenute opere di ripristino e messa in sicurezza di chiese, locali parrocchiali e altre strutture ecclesiali danneggiate.
Le risorse sono state indirizzate attraverso la rete della diocesi e delle realtà presenti, non solo sul territorio locale, individuando le situazioni che necessitavano di un intervento e accompagnando, dove possibile, il percorso di ripresa.
“Di fronte ai danni provocati dal ciclone abbiamo visto una comunità capace di reagire attraverso la solidarietà – sottolinea il vescovo di Acireale, mons. Antonino Raspanti -. Caritas, comunità religiose, parrocchie e tanti privati hanno scelto di non rimanere indifferenti e di sostenere concretamente chi si è trovato in difficoltà”.
“Non tutto è ancora tornato alla normalità – aggiunge don Dario Impellizzeri, direttore della Caritas diocesana – e restano situazioni che richiedono ulteriori interventi. Ma quanto è stato fatto dimostra che la solidarietà può diventare uno strumento concreto, restituendo non soltanto strutture e spazi, ma anche speranza alla collettività”.

Missioni cattoliche italiane in Germania: Napoli, durante il Convegno nazionale presentazione della mostra sui “75 anni del Corriere d’Italia”

Nell’ambito del Convegno nazionale delle Missioni cattoliche italiane in Germania, che si terrà a Napoli dal 21 al 25 settembre sul tema “Oltre le frontiere. Essere Chiesa ovunque tu vada”, sarà presentata la mostra “75 anni di storia. L’emigrazione raccontata attraverso il Corriere d’Italia”, realizzata in occasione dei 75 anni del giornale, nato nel 1951 come voce della comunità italiana in Germania.
Il percorso espositivo ripercorre, attraverso giornali, documenti e immagini, le principali tappe della storia dell’emigrazione italiana in Germania e il ruolo svolto dal Corriere d’Italia nel raccontare i cambiamenti della collettività italiana, dalle prime esperienze dei lavoratori italiani arrivati nel dopoguerra fino alle nuove forme della mobilità contemporanea.
La mostra sarà presentata e illustrata da Francesco Vizzarri, storico e ricercatore italiano che si occupa di storia delle migrazioni e della mobilità nel XX secolo. Vizzarri lavora presso l’Istituto di Storia Contemporanea dell’Università Justus Liebig di Giessen, in Germania. Il suo intervento offrirà una lettura storica e scientifica del percorso espositivo, collegando la vicenda del Corriere d’Italia alla più ampia storia della mobilità italiana e alle trasformazioni della presenza italiana in Germania.

Missioni cattoliche italiane in Germania: Napoli, dal 21 al 25 settembre il Convegno nazionale “Oltre le frontiere. Essere Chiesa ovunque tu vada”

Migrazione, missione, interculturalità e futuro delle comunità italiane all’estero. Saranno questi i temi al centro del Convegno nazionale delle Missioni cattoliche italiane in Germania, promosso dalla Delegazione nazionale delle Missioni cattoliche italiane in Germania, che si terrà a Napoli dal 21 al 25 settembre sul tema “Oltre le frontiere. Essere Chiesa ovunque tu vada”.
Ad aprire i lavori saranno mons. Pierpaolo Felicolo, direttore della Fondazione Migrantes, e Antonio Bonifacio, coordinatore regionale Migrantes della Conferenza episcopale campana. Seguirà la relazione annuale di don Gregorio Milone, delegato nazionale delle Missioni cattoliche italiane in Germania.
Il card. Domenico Battaglia, arcivescovo di Napoli, affronterà il tema “Non temere di partire. Dio abita ogni cammino”, proponendo una riflessione sul significato umano e cristiano del partire, del camminare e dell’incontro. Francesco Dandolo, ordinario presso il Dipartimento di Scienze politiche dell’Università degli studi di Napoli Federico II, presenterà una lettura storico-economico-sociale del movimento migratorio italiano tra la Campania e la Germania.
La prospettiva giornalistica sarà affidata a Generoso Picone, giornalista del Il Mattino di Napoli, con l’intervento “Tra due terre: raccontare la mobilità italiana dal Meridione alla Germania, passato e presente”.
Mons. Michele Autuoro, arcivescovo di Benevento, interverrà sul tema “Missione e migrazione: la Chiesa che nasce dall’incontro”, mentre Nicola Salato, docente presso la Facoltà Teologica dell’Italia meridionale, affronterà “La Chiesa delle differenze: prospettive teologiche per una comunione interculturale”.
Lukas Schreiber, direttore nazionale per la pastorale degli stranieri della Conferenza episcopale tedesca, parlerà del processo sinodale tedesco e del contributo delle Missioni linguistiche alla costruzione di una visione di Chiesa interculturale.
A chiudere il programma sarà mons. Gennaro Matino, pro-vicario generale dell’arcidiocesi di Napoli, con la sintesi conclusiva “Ovunque, Vangelo: essere Chiesa. Sempre”.

Mci Germania: a Napoli il convegno nazionale “Oltre le frontiere. Essere Chiesa ovunque tu vada”

“Oltre le frontiere. Essere Chiesa ovunque tu vada”. Questo il tema del convegno nazionale delle Missioni Cattoliche Italiane in Germania che si svolgerà dal 21 al 25 settembre.  L’appuntamento vedrà riuniti rappresentanti delle Mci in Germania, esponenti della Chiesa italiana e tedesca, studiosi, esperti, per riflettere sui profondi cambiamenti che hanno interessato la mobilità italiana e sul ruolo che la Chiesa è chiamata a svolgere in una realtà migratoria ormai molto diversa da quella del passato. Ad aprire i lavori saranno mons. Pierpaolo Felicolo, Direttore della Migrantes e Antonio Bonifacio, Coordinatore Regionale della Conferenza Episcopale Campana. Seguirà la relazione annuale di don Gregorio Milone, Delegato Nazionale delle Mci in Germania. Tra gli interventi quello del card. Domenico Battaglia, arcivescovo di Napoli, che affronterà il tema “Non temere di partire. Dio abita ogni cammino”. La sessione sarà moderata da Paola Colombo, dell’Ufficio UDEP della Delegazione Mci Germania. Spazio sarà dedicato alla storia dell’emigrazione italiana in Germania e alla mobilità contemporanea con l’intervento di Francesco Dandolo dell’Università di Napoli Federico II. La prospettiva giornalistica sarà affidata a Generoso Picone, giornalista del Il Mattino moderato da Delfina Licata, sociologa delle migrazioni della Fondazione Migrantes. La riflessione si sposterà quindi sul rapporto tra Chiesa e migrazione con mons. Michele Autuoro, Nicola Salato, docente presso la Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, affronterà “La Chiesa delle differenze: prospettive teologiche per una comunione interculturale”. Attenzione sarà riservata anche all’esperienza ecclesiale tedesca. Dr. Lukas Schreiber, Direttore Nazionale per la pastorale degli stranieri della Conferenza Episcopale Tedesca, parlerà del processo sinodale tedesco e del contributo delle Missioni linguistiche alla costruzione di una visione di Chiesa interculturale. Nell’ambito del convegno sarà inoltre presentata la mostra “75 anni di storia. L’emigrazione raccontata attraverso il Corriere d’Italia”, realizzata in occasione dei 75 anni del giornale, nato nel 1951 come voce della comunità italiana in Germania. La mostra sarà presentata da Francesco Vizzarri. A chiudere il programma sarà mons. Gennaro Matino, Pro-Vicario Generale di Napoli, con la sintesi conclusiva “Ovunque, Vangelo: essere Chiesa. Sempre”. La sessione sarà moderata da Licia Linardi,  caporedattrice del Corriere d’Italia. Nel corso del Convegno celebrazioni liturgiche presiedute dai vescovi mons. Carlo Villano (Pozzuoli e Ischia); mons. Giuseppe Mazzafaro (Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata de’ Goti); mons. Antonio De Luca (Teggiano-Policastro); mons. Peter Birkhofer, (vescovo ausiliare di Friburgo); mons. Tommaso Caputo (Pompei), mons. Michele Autuoro (Benevento); mons. Pietro Lagnese (Caserta e Capua); mons. Francesco Beneduce (vescovo ausiliare di Napoli).

Alluvioni in Nepal: Unicef, “oltre 17.000 bambini hanno bisogno di sostegno psicologico e psicosociale urgente”

Oltre 17.000 bambini colpiti dalle inondazioni in Nepal hanno bisogno di un sostegno psicologico e psicosociale urgente. 541 bambini non accompagnati o separati dalle loro famiglie sono esposti a un rischio elevato e necessitano di servizi di protezione. Lo denuncia oggi l’Unicef, ricordando che le inondazioni hanno avuto un impatto profondo sui bambini, molti dei quali hanno assistito alla perdita di persone care, alla distruzione di case e scuole, allo sfollamento dalle loro comunità e all’incertezza riguardo ai familiari dispersi. “Al di là della distruzione visibile, queste inondazioni hanno lasciato profonde cicatrici emotive nei bambini e nelle famiglie”, ha dichiarato Alice Akunga, rappresentante dell’Unicef in Nepal. “Le inondazioni hanno colpito durante l’orario scolastico, distruggendo in un istante il senso di sicurezza dei bambini. Molti di loro hanno assistito a eventi traumatici e ora stanno affrontando paura, ansia e dolore; alcuni non riescono nemmeno a parlare di ciò che hanno vissuto. Oltre agli aiuti umanitari e al ripristino delle infrastrutture essenziali, i bambini hanno bisogno di sostegno psicologico e psicosociale che li aiuti a elaborare quanto accaduto, a ritrovare un senso di sicurezza e a iniziare a riprendersi”.
Il sostegno alla salute mentale e psicosociale è una componente fondamentale della risposta alle emergenze, in grado di salvare vite umane. Gli interventi tempestivi aiutano i bambini a elaborare esperienze traumatiche, a ridurre l’ansia, a ritrovare un senso di routine e sicurezza e a rafforzare la resilienza.
L’Unicef sta collaborando con le autorità governative e i partner per proteggere i bambini colpiti dalle inondazioni attraverso servizi di ricerca delle famiglie, ricongiungimento familiare e sostegno psicosociale. Ad oggi, 18 bambini non accompagnati e separati dalle loro famiglie sono stati ricongiunti con i propri cari, mentre per i bambini che hanno perso entrambi i genitori si sta organizzando un’assistenza alternativa in contesti familiari.

Carceri minorili: Milano, oggi al Beccaria fa tappa “Libri Liberi” con “Saltatempo” di Stefano Benni

I libri non raccontano solo una storia: hanno il potere di cambiare il nostro modo di guardare il mondo. Attraverso le loro pagine impariamo a osservare ciò che ci circonda con occhi nuovi, a riconoscere la complessità delle persone e degli eventi, a mettere in discussione certezze che sembravano immutabili. Un pensiero da cui prende vita “Libri Liberi”, la rassegna promossa dalla Fondazione De Sanctis che porta la letteratura dentro gli istituti penitenziari italiani e che oggi, martedì 15 settembre, fa tappa al carcere minorile Beccaria di Milano. Protagonista dell’incontro è “Saltatempo” di Stefano Benni, romanzo pubblicato nel 2001, che attraversa con lo sguardo ironico e visionario dell’autore la storia italiana dagli anni Cinquanta alla fine degli anni Sessanta. A dare voce alle pagine di Benni e a accompagnare i partecipanti nel percorso di lettura saranno la giornalista e scrittrice Daria Bignardi e l’attore e comico Claudio Bisio.
Alla tappa milanese è prevista anche la presenza di Francesca Nanni, procuratore generale della Repubblica di Milano; Marcello Viola, procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Milano; Giovanna Di Rosa, presidente della Corte d’appello di Brescia; Paola Ortolan, presidente del Tribunale per minorenni di Milano; Luca Villa, procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Milano; Giuseppina Rubinetti, capo della segreteria del ministro della Giustizia Carlo Nordio.
Con questo appuntamento prende così il via la seconda parte del calendario di “Libri Liberi”, che nel corso dell’anno prevede sette tappe complessive. Gli incontri nascono per essere esperienze di partecipazione. Gli ospiti accompagnano i detenuti attraverso le opere scelte, leggono ad alta voce, danno corpo alle parole, aprono il racconto e stimolano un confronto diretto con il pubblico.
Promossa dalla Fondazione De Sanctis, Libri Liberi è realizzata con il patrocinio del Ministero della Giustizia – Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria e Dipartimento per la Giustizia minorile e di comunità e della Rai.

Diocesi: Caltanissetta, dal 16 al 18 l’assemblea su “Tre tende… la Parola e la Teologia”

Con l’annuale Assemblea diocesana, nella quale mons. Mario Russotto, vescovo di Caltanissetta, ha convocato tutti i vari soggetti della diocesi, Sacerdoti, Diaconi, Religiosi, Aggregazioni laicali, Giovani, Famiglie, Istituti secolari, comincia il nuovo anno pastorale. Nel corso della “Tre tende… la Parola e la Teologia”, il presule siciliano , seguendo gli Orientamenti pastorali 2021-2029, ha proposto di affrontare l’argomento dello “spirito di fraternità”. Il tema della tre sere che si svolgerà nella chiesa parrocchiale San Luca in Caltanissetta dal 16 al 18 settembre alle 19, ha per titolo “Dov ‘è tuo fratello? Cattolicità della Chiesa e universale fraternità”. Verranno tenute quattro relazioni. La prima sera p. Luciano Calabrese, arciprete parroco di Campofranco e Direttore dell’Ufficio liturgico Diocesano, parlerà dell’Eucarestia fonte di fraternità e il dono della pace; il vicario generale, mons. Onofrio Castelli, affronterà il tema “Credo la Comunione dei Santi”. La seconda serata vede la presentazione della Lettera pastorale del vescovo, tenuta da Gabriella Tomai, Presidente del Tribunale dei Minori di Bologna. La Lettera pastorale dà il titolo alla “Tre tende” e affronta dettagliatamente il  tema della fraternità con le relative indicazioni pastorali e gli interrogativi per la riflessione e il confronto, sui quali le comunità parrocchiali lavoreranno durante l’ anno declinando le proprie particolari attività. Nell’ultima serata il vescovo presenterà il libro di Genesi, dal quale si trae l’icona di quest’anno che è quella di Giuseppe e i suoi fratelli, informa la diocesi informando che “il vescovo tiene molto a questo appuntamento, durante il quale tutte le realtà diocesane si incontrano ‘in plenaria’ riflettendo insieme, per una nuova ripartenza nel nuovo anno pastorale”.

Diocesi: Adria-Rovigo e Chioggia e Ferrara-Comacchio, giovedì 17 settembre la Giornata interdiocesana per la preghiera e la cura del creato

“La terra brucia. Ripartire da Francesco” è il titolo e il filo conduttore della prossima Giornata Interdiocesana del Creato, un appuntamento promosso dalla Pastorale Sociale e del Lavoro diocesana e dal Movimento Studenti di Azione Cattolica, con il patrocinio della Provincia di Rovigo e del Comune di Pontecchio Polesine e che vedrà unite le diocesi di Adria-Rovigo, Chioggia e Ferrara-Comacchio in un momento di preghiera, riflessione e impegno concreto per la cura della casa comune. L’iniziativa che si terrà il giorno giovedì 17 settembre, a partire dalle ore18, negli spazi antistanti la Chiesa parrocchiale di S. Andrea ap. di Pontecchio Pol., sarà introdotta da mons. Pierantonio Pavanello, vescovo di Adria-Rovigo mentre la riflessione è stata affidata Fra Roberto Benvenuto o.f.m. già direttore della Pastorale Sociale e del Lavoro dell’Arcidiocesi di Gorizia. Il titolo scelto per questa edizione fotografa con drammatica urgenza la realtà dei nostri giorni: incendi, siccità prolungate, fenomeni atmosferici estremi e il surriscaldamento globale ci ricordano quotidiana-mente che “la terra brucia”. Ma il pianeta brucia anche a causa dei 56 conflitti armati che continuano a produrre morte e distruzione. Ripartire da San Francesco, nell’ottavo centenario della morte – si legge in una nota della diocesi di Adria-Rovigo -, significa ritrovare quello sguardo d’amore e di rispetto verso il creato, trasformando la preoccupazione in azione comunitaria, stili di vita sobri e scelte politiche coraggiose. Significa al contempo essere cercatori di pace attraverso il dialogo fondato sull’ascolto reciproco, sul rispetto delle differenze e sulla fraternità universale”. L’invito a partecipare è esteso a tutte le parrocchie, alle associazioni, ai movimenti, ai giovani e a “tutti i cittadini sensibili alle tematiche ambientali e della pace che desiderano essere custodi attivi del territorio”.

Violenza di genere: Fondazione Arché, al via 6 incontri tematici per trasformare le premesse teoriche in prassi operativa

Trasformare le premesse teoriche in prassi operativa a supporto di chi si trova ad affrontare situazioni di violenza. Con questo obiettivo prende il via il 29 settembre il secondo modulo di “Sguardi che sostengono”, la proposta formativa gratuita promossa da Fondazione Arché con la collaborazione di  Claudia Pecorella, professoressa dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca e il contributo di Regione Lombardia. Questa nuova tappa, intitolata “La violenza sulle donne: come affrontarla”, si rivolge a chi desidera approfondire le metodologie d’accoglienza e gli strumenti di lavoro quotidiani.
Per Fondazione Arché, affiancare un percorso educativo e culturale all’impegno portato avanti ogni giorno nelle case d’accoglienza e nei servizi territoriali significa investire nella prevenzione, offrendo a chi lavora sul campo strumenti adeguati per riconoscere i segnali di sofferenza e accompagnare le persone verso percorsi di tutela.
Afferma p. Giuseppe Bettoni, presidente di Fondazione Arché: “La complessa realtà della violenza di genere conferma quanto sia necessario un aggiornamento mirato e continuo. Con questo modulo vogliamo offrire indicazioni chiare per accompagnare le persone nel loro cammino di autonomia, evitando il rischio di ri-vittimizzazione. L’accoglienza e il lavoro coordinato con i servizi del territorio rappresentano la base per costruire una rete di protezione solida e vicina alle persone”.
Articolata in sei appuntamenti online della durata di due ore ciascuno, la proposta formativa affronta le diverse sfaccettature dell’intervento sul campo attraverso il contributo di esperte ed esperti del settore.
Tutti gli incontri online verranno registrati: chi non potrà partecipare in diretta potrà richiedere di fruire delle lezioni in differita.
La partecipazione è gratuita previa iscrizione tramite ed è aperta anche a chi non ha seguito il primo modulo. Tutti i dettagli sul programma e sulle modalità di adesione sono disponibili sul di Fondazione Arché o allo 02 603603.

Dialogo interreligioso: Subiaco, convegno su religioni, pace e nonviolenza

Si terrà venerdì 18 settembre, alle ore 15.30, presso la Biblioteca comunale di Subiaco, il convegno “Le religioni e la pace”, promosso dal Tavolo Sublacense della Pace e della Nonviolenza, in collaborazione con il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università Roma Tre, il Comune di Subiaco e il patrocinio di “Sharing Religious Places” (ShaRP), network di ricerca che studia come diverse comunità religiose condividono, negoziano e vivono gli stessi spazi sacri nel mondo contemporaneo e nella storia. L’incontro, spiegano gli organizzatori, intende approfondire il contributo delle tradizioni religiose alla costruzione della pace, al dialogo e alla convivenza tra i popoli. A introdurre e coordinare i lavori sarà Gennaro Lopez, del Tavolo della Pace. Tra gli interventi in programma, Walter Fratticci parlerà di “Religione e idolatria. Due approcci opposti verso la pace”, mentre Mariachiara Giorda, ordinaria di Storia delle religioni all’Università Roma Tre, affronterà il tema “Religioni tra pace e conflitti. Spazi condivisi e esercizi di convivenza religiosa”. La seconda parte del convegno vedrà gli interventi di Francesca Benna, con una riflessione su esperienze dei movimenti buddhisti impegnati per la pace dopo Hiroshima e il disastro del 2011, di Gennaro Gervasio, docente di Storia e istituzioni dei Paesi islamici, che analizzerà il rapporto tra islamofobia e discorso apologetico, e di Caterina Pignotti, che illustrerà il ruolo delle Chiese ortodosse come spazi di dialogo interreligioso. L’iniziativa si concluderà con un dibattito aperto al pubblico. L’obiettivo è offrire un’occasione di confronto culturale e accademico sul valore delle religioni come possibili strumenti di riconciliazione, cooperazione e promozione della nonviolenza.

Diocesi: Trieste, 16 settembre preghiera ecumenica per la custodia del creato

Mercoledì 16 settembre, alle 18.30, a Trieste si terrà un momento di preghiera ecumenica per la custodia del creato. L’evento avrà inizio nella chiesa di Sant’Antonio Taumaturgo e terminerà nella chiesa serbo ortodossa di San Spiridione, con la partecipazione della comunità cattolica e delle comunità cristiane serbo ortodossa e greco ortodossa. Il rito vedrà la presenza del vescovo di Trieste, mons. Enrico Trevisi, e di Andrej Ćilerdžić, vescovo della Chiesa serbo ortodossa per Austria, Svizzera, Italia e Malta. 

Pace: bando di Banca Etica per progetti sulla nonviolenza, domande entro il 21 settembre

Scade alle 12 di lunedì 21 settembre il termine per partecipare al bando Impatto+ 2026 “Costruire la pace. Progetti e percorsi per promuovere la non violenza”, promosso da Banca Etica ed Etica Sgr con Produzioni dal Basso. Il bando sostiene campagne di crowdfunding dedicate alla cultura della pace, della nonviolenza e del disarmo, con un budget compreso tra 7.500 e 35mila euro. Le campagne potranno contare sul Fondo per la microfinanza e il crowdfunding di Etica Sgr, che completerà la raccolta con un contributo a fondo perduto fino al 30% dell’obiettivo economico, per i progetti che raggiungeranno almeno il 70% del budget. Possono candidarsi organizzazioni del Terzo settore, cooperative sociali, imprese sociali e reti associative. Tra gli ambiti ammissibili: percorsi di educazione alla pace nelle scuole e nelle comunità, progetti di memoria storica e riconciliazione, produzioni culturali dedicate ai costruttori di pace, accoglienza e integrazione di persone provenienti da aree di conflitto, sostegno psicosociale alle vittime di guerre e violenze, ricostruzione di spazi comunitari e formazione di operatori di pace e mediatori comunitari. Quest’anno, per la prima volta, è possibile candidare progetti da realizzare all’estero: le organizzazioni proponenti dovranno avere sede legale e operativa in Italia e dimostrare la presenza di un partner locale, garantendo le condizioni di sicurezza necessarie. La selezione si concluderà entro il 20 ottobre; le campagne saranno online tra fine novembre e gennaio 2027.

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