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“Chiedo ai candidati alla presidenza il massimo rispetto per la dignità dell’avversario; che non ricorrano mai alla violenza, in qualsiasi forma, come metodo politico; che siano un esempio per i giovani di cultura civica, magnanimità, rispetto reciproco; e che promuovano idee e non odio”. È l’appello del card. Fernando Chomali, arcivescovo di Santiago del Cile, mentre muove i suoi primi passi la campagna elettorale per le elezioni presidenziali di novembre.
Infatti, resta forte la polarizzazione nel Paese, una tendenza rafforzata dall’esito clamoroso delle recenti elezioni primarie della coalizione di sinistra che sostiene il presidente uscente, Gabriel Boric. Le primarie, infatti, sono state vinte nettamente, con circa il 60 per cento dei voti, dalla comunista Jeannette Jara. Per la prima volta, una militante del Partito comunista guiderà la candidatura presidenziale della sinistra cilena. Dall’altra parte dello schieramento, emergono i nomi di Evelyn Matthei, su posizioni liberali, e, più a destra, quelli di José Antonio Kast, sconfitto da Boric nel ballottaggio del 2021, e di Johannes Kaiser.
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