Cile: vescovi, nuove violenze nei territori mapuche “motivo di tristezza e indignazione. Garantire sicurezza e cercare soluzioni” ad antichi problemi

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I vescovi del Comitato permanente della Conferenza episcopale del Cile hanno diffuso ieri un messaggio in cui ricordano che “la violenza non è mai una via legittima”, alla luce dei recenti eventi violenti nei territori mapuche del Centro Sud, fatti che “sono motivo di grande tristezza e indignazione nel nostro Paese”, esprimendo la loro solidarietà alle famiglie e alle comunità colpite. Esortano inoltre le autorità e gli attori coinvolti a continuare a cercare soluzioni ai gravi problemi della regione dell’Araucanía.
Questi gli ultimi eventi, citati nel messaggio dei vescovi, in queste settimane costellate dalla violenza. Un agricoltore è stato ucciso mercoledì mattina a Cañete, nella regione del Biobío, nel Cile meridionale. Un gruppo di uomini incappucciati è entrato nella proprietà di David Alejandro González Huenulal, 30 anni, e gli ha sparato alla gamba sinistra dopo che si era rifiutato di consegnare le chiavi del suo veicolo.
Contemporaneamente, nelle prime ore del mattino, è stata incendiata una scuola nel comune di Curacautín, nella regione dell’Araucanía. Anche una cappella vicina è stata incendiata, anche se i vigili del fuoco sono riusciti a fermare le fiamme in tempo. L’attacco è stato attribuito alla Resistenza Mapuche Malleco, una delle organizzazioni più violente che operano nel territorio. Martedì 15 agosto, nel comune di Ercilla, nella stessa regione dell’Araucanía, è stato segnalato un attacco incendiario contro una chiesa evangelica, una casa e un furgone.
“Questi atti di violenza – scrivono i vescovi cileni – sono fonte di grande tristezza e indignazione nel nostro Paese. Purtroppo sono diventati abituali nella cosiddetta Macrozona Sud e rischiamo di abituarci a essi, assumendoli con un atteggiamento indolente che dura ormai da diversi anni. Le persone, le famiglie e le comunità di questa zona vivono in una situazione di insicurezza e di minaccia alla vita e alla proprietà che nessuno merita di vivere”.
Prosegue il messaggio, che prende una forte posizione contro qualsiasi violenza: “Oltre a esprimere la nostra solidarietà alle famiglie e alle comunità colpite, chiediamo alle autorità e a tutti gli attori coinvolti di compiere sforzi ancora maggiori per garantire la sicurezza e la protezione delle persone e delle loro comunità, prendendo con urgenza le decisioni politiche e amministrative necessarie per salvaguardare lo Stato di diritto. Li incoraggiamo inoltre a continuare a cercare soluzioni ai gravi problemi dell’Araucanía, trattando sempre in modo equo e rispettoso con il popolo mapuche”.

Fonte: Agensir

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